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Full text of "Dizionario storico-blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane, estinte e fiorenti"

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G. B. DI CROLLALANZA 



DIZIONARIO 

STORICO-BLASONICO 

DELLE 

FAMIGLIE NOBILI E NOTABILI 
ITALIANE ESTINTE E FIORENTI 



VOLUME PRIMO 



ARNALDO FORNI EDITORE 



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DIZIONARIO 
STORICO-BLASONICO 



DIZIONARIO 

STORICO-BLASONICO 

DELLE 

FAMIGLIE III I S014II IMI 

ESTINTE E FIORENTI 

COMPILATO 
DAI. COMMENDATORE 

G. B. DI CROLLALANZA 

__ 

VOLUME PRIMO 




ARNALDO FORNI EDITORE 
BOLOGNA 



DIZIONARIO 

STORICO-BLASONICO 

DELLE 

FAMIGLIE NOBILI I Hill Ili 

ESTINTE E FIORENTI 

COMPILATO 
DAI. COMHBVDATOaS 

G. B. DI CROLLALANZA 



VOLUME PRIMO 




ARNALDO FORNI EDITORE 
BOLOGNA 



PREFAZIONE 




L libro che io presento agli studiosi delle araldiche e genealogiche di- 
scipline è frutto di lunghe e pazienti ricerche durate quasi tre lustri, 
è lavoro, ultimo forse, di chi a passi celeri è prossimo a varcare il 
limite della vita umana. Dopo aver fondato la R. Accademia araldica italiana 
e dato vita al periodico che porta il titolo di Giornale araldico-genealogico che 
in tredici anni di onorata pubblicazione à raccolto quanto di meglio e di utile 
era a sapersi in fatto di scienza araldica, genealogica, cavalleresca e nobiliare, 
e all' Annuario della nobiltà italiana il quale conta già otto anni di rigogliosa 
esistenza, mi sembrava non poter meglio chiudere la mia laboriosa e lunga car- 
riera di araldista e di genealogista, che coll'incarnare un vecchio mio proponi- 
mento, qual'era quello d'impastare e dar ordine alle tante arme gentilizie da me 
raccolte distribuendole per ordine alfabetico affinchè anche la nostra Italia a- 
vesse un armerista il più possibilmente ricco delle sue famiglie nobili e nota- 
bili, estinte e fiorenti. 

E per raggiungere il mio scopo io faceva pure tesoro di quelle pubblicate 
dal Conte Franchi-Verney per gli antichi Stati della Monarchia Sabauda, del 
Barone di Ramione per la Sicilia, del Conte Berardo Candida Gonzaga per le 
Provincie meridionali, e del Barone Galluppi di Pancaldo nel saggio di un Ar- 
merista generale italiano. Il raccoglier dunque in un sol corpo tutti questi ele- 
menti ed aggiungervi quanto si riferisce alle altre provincie italiane ed è sfug- 
gito alle pazienti ricerche di cotesti benemeriti, mi è sembrato cosa, più che 
utile, necessaria. 

Ma al dire di molti intelligenti, cui era noto il mio proponimento, l'opera 
mia sarebbe riuscita monca ed imperfetta, se io non mi fossi adoperato di ag- 
giungere alle armi gentilizie un cenno storico delle famiglie cui queste si ri- 
ferivano traendo profitto delle notizie e documenti da me raccolti sopra una 
gran parte di esse e frugandone altre nelle pubblicazioni genealogiche parziali, 
e nelle storie municipali italiane. L'impegno era grave, difficile, e tale da sgo- 
mentare il più volenteroso e paziente ; e stetti lungo tempo in sul forse prima 
di decidermi. La passione, e l'aiuto che io mi riprometteva dai miei benevoli 
corrispondenti vinsero la mia titubanza, e mi accinsi alacremente al lavoro, 
ed in luogo di dare un semplice armerista delle famiglie italiane, io sono oggi 
in grado di pubblicare un Dizionario storico-blasonico dette famiglie nobili e 



notabili italiane estinte e fiorenti a beneficio della storia e di quanti si appli- 
cano alla illustrazione di famiglie nobili italiane ed alla scienza del blasone. 

Il mio lavoro è dunque destinato alla storia e non alla vanità; ed ecco la 
ragione per la quale io mi sono occupato anche delle famiglie estinte. Le vi- 
venti non si lusinghino di trovare in esso la loro genealogia, nè illustrazioni 
immaginarie od esagerate, nè compiacenze tali da rendere sospetto quanto io 
conscienziosamente ò esposto su di esse. Ho creduto essere più che sufficiente 
un brevissimo cenno che basti a farne rilevare la parte caratteristica e più sa- 
liente di ciascuna, e quando, o me ne sono mancati gli elementi, o questi non 
sono stati tali da meritare un'illimitata credenza, ò preferito di dir nulla e di ; 
limitarmi soltanto alla blasonatura dell'arma, siccome quella che maggiormente 
interessa perchè l' Italia abbia anch' essa un Armerista generale delle sue fa- 
miglie, scopo precipuo, e maggiormente profittevole all'araldica, di questo mio 
lavoro. E me ne sapranno grado, io spero, gli studiosi e i ricercatori di armi 
antiche e moderne, e soprattutti gli archeologi e i cultori della sfragistica, i 
quali abbattendosi spesso in un monumento od in un sigillo armeggiato privo 
di epigrafe e di leggenda non sanno cui attribuirlo. Per agevolare ad essi il 
riconoscimento di un'arma o di un monumento armeggiato io mi son proposto 
di far seguire al mio Dizionario una chiave per la quale si possa con facilità 
riconoscere un' arma di cui s'ignora la spettanza. Io non pretendo di aver rac- 
colto le armi di tutte le famiglie italiane; còmpito questo che riuscirebbe dif- 
ficile, se non impossibile, per chi è il primo a tracciare un Dizionario di que- 
sto genere in Italia, ma posso assicurare i lettori che la maggior parte di esse, 
e specialmente quelle che ànno una storica importanza, sono comprese nel mio 
lavoro, di completare il quale spetta a chi verrà dopo di me. 

Riguardo alla parte storica io ò esposto quel tanto che sapevo e che ò 
potuto raccogliere. Per le famiglie celebri, mi sono tenuto in limiti assai an- 
gusti perchè universalmente conosciute. Per le meno note mi sono diffuso di 
più, specialmente quando ò creduto meritassero di essere ancor esse cono- 
sciute. Di quelle assai modeste ò dovute tacere o dire pochissimo. Di talune 
ò dato solo un cenno nobiliare, di altre ò fatto rilevare di preferenza gli uo- 
mini egregi che ne emersero, e di pochissime ò potuto trattare la storia feu- 
dale, biografica e nobiliare insieme. Ripeto: offro ai lettori nè più nè meno di 
quel che so. Sulle mie traccie io ò fiducia altri di me più periti correranno e 
per essi si avrà quanto manca nell'opera mia. 

Progredendo nella stampa di questo primo volume, io ò potuto raccogliere 
armi e notizie che troppo tardi mi sono arrivate per potervi essere inserite, 
e sono stato gentilmente avvertito di mende ed omissioni nelle quali sono in- 
volontariamente incorso. — I nuovi materiali e le rettificazioni necessarie mi 
obbligano quindi ad un'appendice che renderà più ampio e meno imperfetto il 
mio lavoro, ed invito fin da ora tutti i miei benevoli a coadiuvarmi in quest'o- 
pera di riparazione e di complemento, che seguirà subito dopo ultimata la 
stampa del Dizionario. 

Io sono dunque convinto di aver fatto opera utile alla storia e alla scienza 
del blasone, ed a quanti coltivano l'ima e l'altra. Questi potranno fare utili 
confronti nel vedere schierate le più notabili famiglie delle diverse regioni d'I- 
talia e di ciascuna regione formarsi un'idea dell'importanza e dell'influenza che 
ànno avuto le sue famiglie nella storia, nelle istituzioni, nella civiltà locale, ed 



— VII — 

apprendere la parte caratteristica di esse, e nelle loro armi gentilizie rilevare i 
colori propri e gli emblemi particolarmente comuni a tutte. \J omonomia di 
esse sarà vantaggiosissima ai genealogisti e alle varie famiglie che portano lo 
stesso nome, chè gli uni saranno curiosi di rilevare se vi sia o nò fra esse 
comunanza di origine, mentre le altre saranno vaghe di apprendere di tutte la 
storia e di far ricerche perchè questa approdi al soddisfacimento delle loro le- 
gittime aspirazioni. Quelle che non conoscono la loro origine, e non son po- 
che, ed ignorano i fatti egregi dei loro antenati, veggendo il loro cognome nel 
mio Dizionario saranno spinte dalla curiosità ad investigazioni e ricerche nella 
lusinga di scoprire la loro provenienza, e di apprendere la storia della propria 
schiatta. E tante, osiamo sperarlo, per quel legittimo orgoglio che nasce dal- 
l'esempio degli avi, si trasformeranno e sulle tracce di questi vivranno la loro 
vita avvenire rendendosi utili a sè stesse, alla patria e ad ogni civile ed one- 
sta disciplina, ossequenti alla divisa ereditata dai loro maggiori : NoBLESSE 

ORLIGE 1 



Pisa i Agosto 1886. 



G. lì. m Crollalanza. 



DIZIONARIO STORICO-BLASONICO 

DELLE FAMIGLIE NOBILI ITALIANE 



ABACO (dall') di Verona, Baroni Bavaresi 12 
Mag. 1766. — Arma: D'azzurro, alla fascia di 
rosso, accompagnata in capo da due mani di car- 
nagione poste in fascia mostranti il dorso, col 
polso vestito d'argento, quella a destra tenente 
una penna da scrivere dello stesso, e quella a si- 
nistra un compasso d'oro aperto in capriolo. — 
Alias: D' azzurro, a due mani di carnagione poste 
in fascia col polso vestito d'argento; quella a destra 
tenente una penna da scrivere dello stesso, e quella 
a sinistra un compasso d'oro aperto in capriolo. 

ABAISIO o ABBASI di Ferrara. — Guido Ve- 
scovo di Reggio-Emilia. — Altro Guido Vescovo 
di Ferrara nel 1304 (estinta). — Arma: D'oro, 
al leone d' azzurro. 

ABALEO di Verona. — Arma: Spaccato d'ar- 
gento e d'azzurro, caricato il secondo di due bande 
del primo; al leone d'oro traversante sul tutto 
e tenente nella branca destra una melograna al 
naturale, fustata e fogliata di verde. 

ABATUCCIdi Corsica. — Ebbe due marescialli 
di Campo: Carlo sotto Luigi XVI morto alla di- 
fesa di Uninga nel 1796, e Giacomo-Pietro mor- 
to nel 1812. — Arma? 

ABATE di Savigliano. — Arma : D'azzurro, alla 
fascia di rosso orlata d'argento, accompagnata da 
due stelle d'oro, una in capo, e l'altra in punta. 
— Cimiero: un pavone al naturale ruotante. — 

Motto: OPPORTUiVUM OBSEQUUM. 

ABATE di Firenze seguì il partito dei Bian- 
chi e fu potente in Firenze che dovette poi ab- 
bandonare quando quella fazione fu sconfitta dai 
Neri. — Dante à reso famoso un Bocca degli Abati 
nel XXXII Canto dell'Inferno, al cui tradimento fu 
dovuta la sconfitta di Monteaperto. Questa fami- 
glia scomparisce da Firenze dopo la metà del 
XV secolo. Si vuole provenienti da questa di Fi- 
renze le famiglie Abati di Brescia e di Mantova. 

Gli Abati di Firenze tennero il dominio del 
castello di Galianza, e come capi del popolo so- 
vente disposero a loro arbitrio del governo. — 
Arma: D'azzurro, al palo d'argento. — Un ramo 
di questa famiglia usò: d'argento a sei palle di 
rosso, collocate come quelle dei Medici. 



t- ABATE (dell') di Modena. — Giovanni, Nico- 
lò, Pietro-Paolo (seniore), Ercole e Pietro-Paolo 
(juniore), tutti pittori di belia fama sono la mag- 
gior gloria di questa famiglia. Nicolò fu invitato 
di recarsi in Francia, dove lavorò per quel re, e 
morì a Fontainebleau nel 1571. — Arma: D'ar- 
gento, a due caprioli d'azzurro; col capo di rosso, 
caricato di una mitra con infule di argento, hor- 
data d'oro e foderata di verde. 

ABATELLI di Palermo, Conti di Cammarata di 
origine Lucchese, trapiantati in Sicilia nel 1237. 
Una ramo fiorisce in Catania. — Arma: D'oro, 
al grifo rampante di nero. 

ABATESSA. V. Abbadessa. 

ABATI di Mantova. — Combatterono contro 
Ecellino. Un Antonio esercitò mercatura e fu Con- 
siliarius mercadantie Mantuae e membro del Co- 
mune, de' cui affari si occupò nel 1291 e 1292 
trattando la pace con Verona e la lega con Pa- 
dova e Bologna. Filippo fu Cav. e Podestà di Via- 
dana. Giambattista di Matteo rialzò il ramo detto 
per la sua povertà degli Abbadini, e nel \ '6M fu 
Cancelliere poi Segret. del March, di Mantova, 
dal quale ebbe in dono alquanti beni. (Estinta nel 
1681). — Arma: D'oro, all'aquila spiegata di nero. 

ABATI di Cesena. — È un ramo della celebre 
famiglia omonima fiorentina rifugiatosi in Cesena 
nel XV secolo alla cacciata de' propri antenati da 
Firenze. Ebbe un Ventura che fu Vescovo di Ber- 
tinoro nel 1428. 

ABAUMA del Napoletano. — Arma : D' oro, 
a tre bande spinate d' azzurro. 

ABBACO di Bologna. — Arma: D'argento a 
due bande di rosso, addestrate nel capo da una 
stella d'oro. 

ABBACO (dell') di Firenze. - Un Maestro 
Luca, perchè celebre in Firenze nelP insegnare la 
grammatica e l'aritmetica ai giovanetti, fu detto 
dell'Abbaco nome che restò ai suoi discendenti, 
i quali ottennero dieci volte il priorato tra il 1469 
ed il 1326. Questa famiglia si estinse dopo la 
metà del XVI secolo. — Arma: Spaccato al 1.° 
d'oro, a due palle di rosso; nel 2.° di rosso ad 
una palla d'oro. 



ABB 



— 2 — 



ABB 



Vi fu in Firenze altra famiglia dell'abbaco o 
della grammatica, alla quale dette nome un mae- 
stro Pietro di Scr Paolo famoso geometra, 
grande aritmetico ed il più famoso grammatico 
del suo tempo. Egli ottenne il priorato nel 
1363, e portò per stemma una tavoletta da abaco 
bianca in campo nero; ma la sua famiglia che si 
estinse nel XVI secolo usava un addogato d' az- 
zurro, d'oro e di rosso, col capo di rosso con un 
A gotica d'argento. 

ABBADESSA di Firenze. — Arma : D' argen- 
to, a tre circoli tondi uno entro l'altro di nero. 

ABBADESSA o ABATESSA di Sicilia. — D'o- 
rigine fiorentina recatasi a Palermo sotto Fede- 
rico III. — Arma: Spaccato d'oro e di rosso. 

ABBAINO di Nizza. — Arma: Di rosso, al 
leone d'oro; col capo cucito d'azzurro, a tre stel- 
le del secondo ordinate in fascia. 

ABBASI di Ferrara. — Vedi Araisio. 

ABBATE di Messina, baroni d'Ucria, e March, 
di Longarini (Estinta). — Di origine milanese, di- 
ramossi in Messina, Catania e Monte S. Giuliano 
e possedette molti feudi. — Appartiene a questa 
famiglia Sant'Alberto Frate Carmelitano. — Arma: 
Spaccato di verde e d'argento. 

ABBATE (de) di Alba (Conti) e di Saluzzo. — 
Ar»' : di rosso, al leone d'oro con una stella del 
me iusimo nel canton destro del capo. — Cimie- 
ro un turco al naturale, nascente, impugnante 
colla mano destra un dardo. — Motto: je l' at- 

TEÌNDS. 

ABBATI di Modena, nobili fin dal XVI se- 
colo, alleati alla famiglia modenese dei Marescotti 
il nome dei quali aggiunsero al proprio verso la 
fine del XVIII. — Francesco IV Duca di Mode- 
na, nella prima metà del XIX decorò gli Abbati 
del titolo di Conti. — Arma: Tagliato nel 1.° 
d azzurro, al pioppo sradicato al naturale, sini- 
strato da un leone passante d' oro incatenato al 
detto pioppo; nel 2.° d'oro, a tre torte di rosso, 
po^e 2 e 4, 

ABBATI di Carpi. — Ettore era dottore, e 
nel 1514 difese la città di Corpi per Alberto Pio 
contro il Barone di Bearn Luogot. di Gastone di 
Foix. Un altro Ettore fu nominato Arcidiacono 
della chiesa di Carpi nel 1512 dal suddetto Al- 
berto Pio. (Estinta). — Arma : Di verde, alla fa- 
scia cucita di rosso cimata da due mitre con in- 
fule d'oro chinate a sinistra, accompagnata in 
punta da due scaglionetti d'argento. 

ABBATI-OLIVIERI di Pesaro. — Oriunda 
da Brescia, si stabilì verso la fine del XIV secolo 
•iella città di Pesaro. Antonio segretario di. Ga- 
leazzo Malatesta e poi Gran Cancelliere di Ales- 
sandro Sforza; Franceaco-Maria Vescovo di Rieti, 
trasferito alla sede di Carpentras nel 1720; e 
Fabio creato Cardinale nel 1715. — Arma? 

ABBENEVOLI di Avena e di Reggio-Calabria. 



— Di origine Normanna, stabilita nei primi anni 
del XII secolo in Aversa cui diede parecchi Con- 
nestabili e fu signora di molti feudi. Si diramò in 
Capua e in Reggio di Calabria. Un Lodovico Ab- 
benevoli fu uno dei compagni di Ettore Fieramo- 
sca alla disfida di Barletta. — Arma : degli Abbe- 
nevoli di Reggio di Calabria. — D'argento, a tre 
pali di rosso, col lambello di tre pendenti d'oro, 
attraversante nel campo. — Arma degli Abbenevoli 
di Aversa: D' oro, alla banda d' azzurro caricato 
di tre gigli del primo. 

ABBIATE (de) da Carcsana. — Arma: D'az- 
zurro, alla croce d'argento. 

ABB1ATI-FORIERI di Milano. — Ebbe de- 
curioni milanesi, dottori di Collegio, Canonici or- 
dinari del Duomo, e trasse il secondo nome da 
Giovanni detto Foriero, che fu Commissario Ge- 
nerale del Re di Francia nel XVI secolo. — Ebbe 
il titolo di Conti di Castellamonte negli Stati 
Sardi nella prima metà del XVIII secolo, e si spense 
verso la fine di esso. — Arma : Bandato d'ar- 
gento e d'azzurro di sei pezzi, i tre d'argento ca- 
ricati, il 4.» di una, il 2.° di tre, il 3." di due 
stelle di otto raggi di rosso. 

ABBIOSI di Padova e di Ravenna. — Un ra- 
mo di questa famiglia padovana trapiantossi in Ra- 
venna sul nascere del XV secolo, e si estinse nel 
1752. Un Girolamo fu celebre in armi, insignito 
della dignità di Conestabile, militò in Francia e 
sostenne la carica di Custode della città di Pa- 
dova — Un Ottavio nella seconda metà del XVI 
secolo fu Vescovo, prima di Altamura, poi di Pi- 
stoja. — Arma: Spaccato, al 1.° d'azzurro, a tre 
gigli d'oro; al 2.° fasciato d'oro, di rosso e d'ar- 
gento. 

ABBIOSI di Messina. — Originaria di Ra- 
venna. (Estinta). — Arma: D'argento, alla fascia 
di rosso. 

ABBRACCIASENE di Sicilia. — Originaria 
di Romagna, emigrò in Palermo al tempo di Lo- 
dovico d'Aragona, passò quindi in Sciacca dove 
si estinse. Ebbe il feudo con titolo baronale di 
Scunzatinni. — Arma : D'oro, alla* colonna di nero 
abbracciata da un leone di rosso. 

ABBRANDICI di Sicilia. — Arma: D'azzur- 
ro, alla banda merlata d' oro, accostata da quat- 
tro stelle di sei raggi dello stesso, poste una in 
capo e tre in punta. 

ABELA di Siracusa. — Di origine spagnuola, 
ri recò in Sicilia verso la fine del XIII secolo. — 
Un Ferrare Abela ebbe in dono 1' is. di Malta, 
ma ne fu scacciato da Federico II. I suoi figli 
ne furono compensati co' feudi di Giaesi e colle 
castellarne di Agirò e di Raginelgi. — Arm£: 
D' azzurro, al capriolo d'oro accompagnato in capo 
da tre stelle di sei raggi dello stesso poste in 
fascia. — Alias: D' azzurro, a due fucine di fuoco 
al naturale. 



ABR 



— 3 — 



ACC 



ABENANTE di Cosenza. — Oriunda da Ve- 
nezia, al tempo di Carlo I d'Angiò si stabilì in 
Venosa, poi in Corigliano, donde in principio del 
XVI secolo si trapiantò in Cosenza. A posseduto 
nove baronìe, fra le quali Ciro, Calopezzati e 
Martirano ottenute dallo stesso Carlo. — Ebbe 
vari Cavalieri nell'Ordine Gerosolimitano, ed i 
di essi, Marzio, fu Priore di Pisa, Gran Croce < 
Ammiraglio delle galere di Malta. — Un Nico * 
Abenante nel 1227 fu martirizzato in Mauritania 
per la fede cattolica ed innalzato all'onore degli 
altari. — Arma: D'azzurro, al leone al naturale. 
Alias: D'oro, cantonato da quattro aquilotti spie- 
gati di nero. — Alias: Inquartato; nel 1.^e 4.° 
d' oro, all' aquila imperiale bicipite; nel 2.° e 3.° 
di nero, al leone d' argento. 

ABERTINI di Roma. — Arma: D'oro, a due 
bande d' azzurro, accompagnate da due crocette 
di rosso. 

ABIATI di Milano, famiglia estinta, detta an- 
che Forieri, originaria di Abbiategrasso da cui 
trasse il nome. Ebbe parecchi famigliari dei Du- 
chi, membri dei XII di Provvisione e del Consi- 
glio dei LX. — Arma: D' argento, all' aquila 
spiegata di nero. 

ABICI di Padova (Estinta). — Arma: D'azzurro 
alle lettere latine A, B, C di rosso. 

ABIGNENTE di Sarno. — Famiglia molto 
antica, che vanta un Landulfo il quale difese la 
Torre Francolise sul principio del XI secolo, Ot- 
tone di lui figlio eques et comes nominatus et 
eatafractorum militum magister, e quel Mariano 
che fu uno dei 13 alla disfida di Barletta. — 
Arma: Di rosso, al leone d' argento. 

ABITO o AVITO di Messina. — Originaria 
di Francia. (Estinta.) — Arma: Di rosso, a due 
bande d' argento. 

ABONDIO di Castiglione. — Arma: D'argen- 
to, a sei rose di rosso, poste 2, 2 e 2. 

ÀBRAMI di Trieste e di Venezia. — Da 
Trieste nei primi anni del XII secolo si trapiantò 
in Venezia ove fu ascritta al gran Consiglio. 
Passata in Candia, quivi rimase estinta nel 1459. 
Arma: Grembiato d'azzurro e d'oro. 

ABRAMO di Sicilia. — Feudataria per molto 
tempo della baronìa di Carcaci. — Arma: D'ar- 
gènto, a tre bande di rosso. 

ABRANDICI di Sicilia. - Arma: D'azzurro, 
ad una banda merlata d' oro accostata da quat- 
tro stelle, una in capo a sinistra e le altre tre 
in punta dello stesso. 

ABRIANI di Verona. — Arma: Spaccato, al 
1.° d'azzurro, alla stella d' oro; al 2." d'azzurro, 
al crescente d' oro. 

ABRIANI di Venezia. — Arma : D' oro, a tre 
monti uniti di rosso moventi dalla punta, e tre 
rose dello stesso ordinate in capo. 

ABRIANI o ABRIANO di Padova. — Fin dal 



1466 ascritta all'ordine nobile di Padova, e rico- 
nosciuta per tale dal Senato Veneto nel 1627, 
confermata nel 1819. — Nel 1826 ottenne la con- 
ferma del titolo di Conti Palatini conferitole nel 
1469 dall'Imperat. Federico III. — Arma: Inquar- 
tato; nel 1.° e 4.° d'azzurro, al leone d'oro 
coronato dello stesso; al 2.° e 3.» partito d' ar- 
gento e di nero, allo croce di S. Andrea scor- 
data dell' uno nelP altro, riunita al basso da una 
traversa dell' uno all'altro. — Alias: Di rosso, 
alla corona d' oro. 

ABR1GNANO di Trapani. — Di origine ra- 
vennate, nel 1316 passò in Napoli ed in Sicilia 
ove fu investita della baronia di Regalmuto e di 
quella delle Saline di Trapani. — Arma: Di ros- 
so, alla torre d' oro sormontata da tre torrette 
dello stesso aperte e finestrate del campo. 

ABRIONI o ALBRIONI di Bra, Conti di Ro- 
rà. — Arma: Di rosso, a due bande d' argento, 
caricate ciascuna da due rose del campo, botto- 
nate d' oro. 

ABRUGNALE di Messina Baroni del Ponte 
di Agrigento. — Arma: Di rosso, alla brogna 
ossia trombetta marina d' argento. 

ACADEMIA (dall') di Verona. — Arma: In- 
quartato; nel 1, n e 4.° d'azzurro, ad una catena 
d' oro posta in palo annodata in lacci d' amore; 
nel 2." e 3.° d'argento, ad un'ancora di tre bec- 
chi d' azzurro, di cui due volti a destra. 

ACAJA (dell') di Lecce. — Di origine fran- 
cese, venne in Italia con Carlo I d' Angiò e si 
stabilì in terra d'Otranto nel 1265 dove fu feu- 
dataria di molti castelli. (Estinta). — Arma: 
D' argento alla banda d' azzurro caricata di tre 
conchiglie di S. Michele d' oro, accompagnata da 
sei anelli di rosso posti in cinta, il secondo dei 
tre nel canton destro della punta attaccato con 
un altro del medesimo. 

ACCARDO di Messina. — Famiglia estinta 
originaria di Malta. — Arma: D'oro, al monte 
di tre cime di rosso, movente dalla punta, sor- 
montato nel capo da una stella dello stesso. 

ACCARIGI di Siena, detta anche ARMALEI. 
— Estinta ne' primi anni del XIX secolo. — 
Fu de' Grandi e poi dei Nove risieduti fin dal 
1272. — Umberto Monaco Leccetano fu ascritto 
tra i beati nel 1341. — A Baldassarre Generale 
dei Veneziani la Repubblica eresse una statua. 
Pio II lo creò Senatore di Roma. — .Arma : Di 
rosso seminato di gigli d' oro, alla banda dello 
stesso. 

ACCARISI di Bologna, di Firenze e di J/o- 
dena. — Gli Accarisi di Bologna, di Firenze e 
di Modena anno comune P origine. Furono essi 
antesignani dei Ghibellini ed emuli dei Manfredi 
co' quali £i contesero con varia fortuna il domi- 
nio di Faenza, ma vinti completamente, dovet- 
tero da questa esulare nel 1 256. — Quei di Bo- 



ACC - 

logna seguirono le parti dell' Impero afliliati ai 
Lambertazzi che ne erono i capi. — Nella città 
di Cento à pure fiorito una nobile famiglia Ac- 
carisi. — Arma: Inquartato d' argento e d' az- 
zurro, al capo d'oro, caricato dell'aquila spiegata 
di nero, coronata del campo. — Alias: Inquar- 
tato diaprato d'oro e di rosso; col capo d'Angiò. 

ACCASCINA di Pisa, di Palermo e di Mes- 
sina. — Godè in Pisa le cariche di Priore e di 
Anziano, e passò sotto re Alfonso d' Aragona in 
Palermo ove godè la dignità senatoria, e poi in 
Messina alla cui nobiltà venne ascritta. (Estin- 
ta). — Arma: Di rosso, all'aquila spiegata d'oro. 

ACCEGLIO di Cuneo. — Fu un dì padrona 
di Occcglio, ultima terra della valle di Macra. — 
Arma : Partito di rosso e d' argento, a dieci ci- 
glia umane ordinate 5 e 5 in palo, su ciascun 
punto, dell' uno nell'altro. 

ACCETTANTI di Lucca, — Nel XV secolo 
ebbe Anziani nel quartiere di S. Martino. — 
Estinta verso la metà di detto secolo. — Arma: 
D' azzurro, a tre accette d' argento. 

ACCHIARDI di S. Stefano. — Arma: D'oro, 
a due alabarde di nero decussate, accantonate da 
quattro croci trifogliate di rosso. — Cimiero : Un 
selvaggio coronato di foglie di verde, nascente, 
impugnate con ambe le mani una clava dello stesso. 

ACCHIARDI di Nizza Signori di Alpette già 
nobili antichi, nel 1566 ottennero la nobiltà in 
persona di Giovanni Acchiardi. — » Arma: Di ros- 
so, al capriolo d'argento sormontato da un fiorda- 
liso, ed accompagnato da tre fiori di ranuncolo, 
due ai fianchi, uno in punta, il tutto d' oro. — 
Cimiero: un Nettuno al naturale col tridente na- 
scente da una nuvola. — Arma di un altro ramo: 
D'oro, all'accetta d' azzurro, manicata del cam- 
po, posta in banda, ed accompagnata da tre tri- 
fogli di verde, cadauno in sbarra, uno in capo a 
sinistra dello scudo, due in punta a destra. 

ACCHIARDI di Barge Signori d' Ostana. — 
Arma: Trinciato di rosso e d'oro; il primo ca- 
ricato da un' accetta del secondo in banda. 

ACCHILL1NI di Bologna, — Un Claudio di Gio. 
Ant. fu anziano del Comune nel 1458. Giovanni- 
Filoteo, letterato, scrisse un libro di poesie ita- 
liane tra la fine del XV ed il principio del XVI 
secolo. Achille, fratello del precedente, lesse filo- 
sofia nello studio di Padova e fu concorrente del 
famoso Fomponaccio. Claudio di Clearco Dott. di 
leggi e Prof, nello studio di Ferrara, morì nel 
1640, ultimo di sua famiglia. — Arma: Spaccato, 
nel 1.» scaccato di rosso e d'argento di tre file; 
nel 2.° d' oro. 

ACCIAJOLI di Firenze, di Napoli, e di Mes- 
sina. — Di origine bresciana, si trapiantò in Fi- 
renze nel 1160, dove avendo esercitato il traffico 
dell'acciaio da questo prese il nome. Per le sue 
ricchezze salì presto nella nuova patria in molta 



4 - ACC 

potenza ed autorità, e diede alla Repubblica 11 Se- 
natori, 16 Gonfalonieri, e 65 Priori. Ebbe discordie 
coi Giandonati per le quali vi furono vari tumulti 
in città, e i capi della famiglia furono esiliati, e 
quindi dopo breve tempo richiamati. Nel 1342 An- 
gelo Acciajoli Domenicano fu eletto Vescovo di Fi- 
renze, e si valse della sua autorità spirituale per in- 
durre i fiorentini ad assoggettarsi a Gualtieri Duca 
d'Atene. Fra i più illustri membri di questa fa- 
miglia, fu celebre quel Nicolò Gran Siniscalco di 
Napoli sotto la regina Giovanna li, Conte di Melfi 
e feudatario di molti castelli di quel regno. In 
lui principiò il dominio degli Acciajoli nella Gre- 
cia, ove per liberalità della casa reale possede- 
vano Corinto, gran parte del Peloponneso e del- 
l' Acaja, il ducato di Atene, unitamente a Tebe, 
Corinto, Megara, e Platea, il cui dominio cessò 
nella ea.sa Acciajoli in Francesco sesto Duca che 
nel 1463 fu ucciso d' ordine di Maometto II, il 
quale erasi impadronito della Grecia. — La casa 
Acciajoli, oltre molti Arcivescovi e Vescovi, dette 
tre Cardinali alla Chiesa, e si estinse nella per- 
sona del prelato Filippo che morì in Venezia 
nel 1834. 

Adma degli Acciajoli di Firenze : Di rosso, al 
leone d'azzurro, caricato nel corpo di un N d'oro, 
tenente una bandierucla d' azzurro, caricata di 
tre gigli d'oro fluttuante sopra la testa del leone 
a sinistra. — Alias: D' argento, al leone d' az- 
zurro armato e Iampassato di rosso. 

Arma degli Acciajoli di Roma: Inquartato; 
nel 1.° e 4.° d'argento, al leone di rosso; nel 2.» 
e 3.° d'argento, al leone d'azzurro tenente fra le 
sue branche un giglio d' oro. 

Arma degli Acciajoli di Sicilia : D'argento, al 
leone di nero, coronato dello stesso. 

ACCIAJOLI di Ferrara. — Un Battista Ac- 
ciajoli della famiglia omonima , da Firenze si 
trapiantò in Ferrara circa il 1382, dove la sua 
famiglia fiorì per quattro generazioni assai cara ai 
Marchesi d' Este ai cui servigi i discendenti di 
Battista si dedicarono, e ne ottennero dignità ed 
onori. — Arma : D' argento, al leone d' azzurro 
tenente un fiordaliso d' oro. 

ACCIAJOLI di Carpi. - Archelao Protonot. 
Apost. e Cav. Gerosolim. di origine fiorentina, ed 
appartenente al ramo trapiantato in Ferrara nel 
XIV secolo, fu poeta egregio. Al servizio degli 
Estensi, ottenne nel 1565 diploma di cittadi- 
nanza per sè e suoi dal comune di Carpi. Un 
Pietro-Antonio Acciajoli, detto anche Azaioli, fu 
anch'esso poeta, ed i suoi epigrammi furono stam- 
pati in Reggio nel 1511. (Estinta). — Arma: 
D' argento, al leone d' azzurro, armato di rosso, 
tenente nella branca anteriore sinistra un giglio 
d' oro. 

ACCIAPACCIA di Napoli e di Sorrento. — 
Originata in Napoli nel X secolo, formò un Seg- 



ACC 



— 5 - 



ACC 



gio a suo uso nel tenimento di Portauova che fu 
detto degli Acciapaccia. Possedè tre contadi e 
parecchie baronìe, ed un ramo di essa si tra- 
piantò in Sorrento e fu ascritto al Seggio di 
Porta. — Un Nicolò fu Arcivescovo di Capua, e 
poscia Cardinale nel 1 439. — Questa famiglia si 
estinse nei primi anni del XVII secolo. — Arma: 
D' argento, al leone di rosso attraversato da una 
banda d' azzurro caricata di tre accie o ascie 
d' oro. — Cimiero: una testa di cavallo fra un 
volo. 

ACCOLTI di Arezzo e di Firenze. — Fami- 
glia Aretina, detta anche da Pontenano, fu cele- 
bre per molti uomini insigni nelle scienze e nelle 
lettere. Benedetto, giureconsulto e storico, fu 
Cancelliere della Repubblica fiorentina nel 1459. 
Trapiantatasi in Firenze, diede alla Repubblica 
due Gonfalonieri e 7 Priori, e alla Chiesa due 
Cardinali. — Si estinse nel 4699. — Arma: Fa- 
sciato di rosso e d' argento, alla bordura d' az- 
zurro caricata di otto stelle d' oro. 

ACCLOCCIAMURO di Napoli. - Vedi Ac- 

CROCCIAMURO. 

ACCOMODO di Palermo. — Arma: D'azzurro, 
alla fascia d' oro, al sinistrocherio in capo arma- 
to al naturale, movente dalla fascia ed impugnante 
una spada d' argento guernita d' oro colla punta 
rivoltata, ed accompagnato all'angolo sinistro del 
capo da una stella di sei raggi d' oro. 

ACCONCI o ACCONTI di Forlì. — Famiglia 
distinta per uomini celebri nelle scienze, fra' quali 
Claudio che fu assai caro a Gregorio XIII e 
più volte suo ambasciatore. (Estinta). — Arma: 
D' oro, al becco rampante di nero movente dalla 
media cima di tre monti di verde, attraversato 
da una banda d'azzurro caricata di tre gigli d'oro 
disposti nel senso della banda. 

ACCONCI di Lucca. — Questa famiglia era 
conosciuta anticamente sotto il nome di Serlu- 
nardi, ed il primo che si recò ad abitare in Lucca 
fu un Ser Francesco di Leonardo da Massa circa 
il 1 350. Ser Lunardo figlio di Ser Francesco nel 
1 398 fu incaricato di trattare una lega cogli 0- 
bizzi per il Frignano. Egli ebbe un figlio che si 
chiamò Acconcio e che lasciò il proprio nome alla 
famiglia. Lo stesso Ser Lunardo intervenne a 
tutti i Consigli generali della Repubblica e fu il 
primo Anziano della famiglia, e dopo lui altri 
della sua casa ebbero lo stesso onore, ma nel 1725 
completamente si estinse. — Arma: D' azzurro, 
alla sbarra d' oro accompagnata in capo da una 
mazza e da tre stelle dello stesso. 

ACCONCIAIOCO di Ravello. — Famiglia e- 
stinta, che nel 1343 possedette la baronia di Ca- 
strignano. — Arma: D'argento, al palo di rosso 
caricato di tre verghette d'argento, accostato da 
due leoni controrampanti al naturale, sostenenti 
uno scaccato di 16 pezzi d' argento e di rosso. 



ACCONCIAIOCO di Monopoli. — Arma: D'oro, 
alla Croce del Calvario di verde, piantata sopra 
un monte di tre cime d'azzurro, movente dalla 
punta, sormontata da tre stelle di rosso, ordinate 
nel capo. 

ACCOPPI di Firenze. — Arma : D'azzurro, a 
tre coppe d'oro, fiammeggianti di rosso, 2 e 1. 

ACCORAMBONI di Roma, di Firenze, di Gub- 
bio e di Sicilia. — Famiglia originaria di Gub- 
bio, diramata in Roma, Firenze ed altrove, pa- 
trizia romana. — Ebbe un Ottavio Vescovo di 
Fossombrone nel 1589 ed un Giuseppe che fu 
Cardinale nel 1743. È celebre per beltà, sven- 
ture ed eletto ingegno Vittoria Accaramboni che 
fu moglie di Felice Peretti, nipote di Sisto V, e 
quindi di Paolo Orsini. — Arma del ramo di Gub- 
bio e di Roma: Di rosso, al grifo d' argento co- 
ronato d'oro tenente colla sua branca destra una 
spida del secondo guernita del terzo, con quattro 
cotisse d'azzurro attraversanti sul tutto. 

Alias per quelli che ebbero il titolo di Conti: 
Di rosso, al grifo tenente colla branca destra 
una spada e sopportante colla sinistra tre palle, 
il tutto d' argento. — Cimiero: Un' aquila na- 
scente di nero coronata d' oro. 

Arma del ramo di Firenze, Marchesi di Lister 
in Danimarca 22 Apr. 1709: Di rosso, al grifo 
d' argento caricato di tre bande d' azzurro; te- 
nente colla branca destra una spada d' argento 
guarnita d' oro, la lama caricata di due bande 
d'azzurro, e sostenente colla sinistra un monti- 
cello d'oro caricato di una banda di azzurro, colla 
bordura composta d' oro e d' argento, ciascun 
pezzo d' argento caricato d'una mosca d' armel- 
lino di nero. 

Arma del ramo di Sicilia: Tagliato d' oro e 
di rosso, al grifo dell' uno nell' altro. 

ACCOSTA di Messina, originaria di Porto- 
gallo, (Estinta). — Arma : Di rosso, a due costole 
umane d' oro moventi dai fianchi dello scodo, op- 
poste nel cuore. 

ACCONTI di Forlì. — Vedi Acconci. 
ACCROCCIAMURO di Napoli. — È la stessa 
che la famiglia Pontiaco, e trovasi così nominata 
fin dal tempo di Carlo I d' Angiò. — Possedette 
molte baronìe e la contea di Celano, e si estinse 
con Ruggerone ultimo Conte al tempo di Ferdi- 
nando I. — Arma: Fusato d'argento e di nero. 

ACCURSI di Firenze e di Bologna fu tra- 
piantata da Firenze a Bologna dal celebre glos- 
satore Accursio o Accorso che quivi insegnò per 
40 anni il diritto e morì ottuagenario nel 1260. 
I suoi figli, Francesco, Guglielmo c Cervolto, se- 
guirono le orme paterne ed insegnarono anch'essi 
nello studio di Bologna e fuori d'Italia. — Molti 
di questa famiglia furono anziani e possedettero 
due torri in Bologna, delle quali è rimarchevole 
quella che il glossatore possedeva sulla piazza 



ACE - < 

maggiore, e che ora è detta dell' Orologio. — 
Arma : D' azzurro, al cavallo allegro d' argento 
bardato di rosso; col capo d'Angiò. 

ACCURSIO di Genova. — Originari di Bisa- 
gno e di Sestri-Ponente. Antonio fu anziano nel 
1386, ed un suo omonimo ascritto nel 1528 in 
famiglia Promontorio. — Arma: D'azzurro, alla 
banda d'oro, con un cerchio di rosso attraversante 
sul tutto. 

ACCURSIO di Aquila. — Un Gianfrancesco 
Accursio di Norcia eletto Cancelliere del Comune 
di Aquila, quivi trapiantò la sua famiglia verso 
la metà del XV secolo, ed ottenne da Ferdinan- 
do I d'Aragona alcuni feudi. — Con Casimiro, 
nipote di Gianfrancesco si spense questa casa nel 
1503. - Arma: Inquartato; nel 1.° e 4.« d'ar- 
gento, all'aquila spiegata di nero; nel 2.» e 3.° 
d' azzurro, al leone d' oro rivoltato. 

ACCUSAMI di Acqui — Carlo-Maria nel 1248 
fu investito del cascinale di Retorto e Portauo- 
va, territorio di Alessandria, in baronia. Giam- 
battista Vescovo di Vigevano nel 1830. — Ar- 
ma: Spaccato, nel primo di rosso, all'aquila d'oro 
in atto di spiegare il volo; nel 2.° d'argento, al 
braccio armato, movente da una nuvola in alto 
a sinistra, ed impugnante una mazza d'armi, il 
tutto al naturale; con una fascia in divisa d'az- 
zurro caricata di tre stelle d'argento, attraver- 
sante sulla partizione. 

ACERBA di Verona. — Arma : Di rosso, alla 
fascia d'oro accompagnata da tre uccelli d'argen- 
to, 2 in capo affrontati ed il terzo nella punta. 

ACERBI di Milano. — Originaria di Ferrara, 
fu ammessa nella cittadinanza milanese nel 1509. 
Lodovico Pres. del Senato verso la fine del XVI 
secolo, comprò il marchesato della Cisterna che 
fu poi venduto dal March. Borso suo fratello alla 
famiglia dal Pozzo di Torino. Un ramo si estinse 
nel 1727 nella persona del March. Luigi Filippo, 
il quale lasciò erede dei beni liberi la famiglia 
Giussani. Dei fidecommessi fu erede un Nicolò di 
un altro ramo che era caduto in miserevoli con- 
dizioni. — Arma: Semipartito: d' argento, alla 
ruota di S. Caterina di rosso, e d' oro, all' aquila 
nera coronata del campo, e spaccato di rosso, alla 
stella di otto raggi d'argento. 

ACERNO di Napoli. — Originaria di Tar- 
rascoua, fu detta anche Bekadro dal nome di 
una delle sue baronie, ed ebbe la contea di A- 
cerno. Si estinse nel 1300. — Tommaso rino- 
mato scrittore Vescovo di Lucerà e Nuuzio in 
Boemia per il Papa Urbano VI. — Arma: Partito 
di rosso e di nero, alla foglia di sega d' argento 
posta in banda e attraversante sul tutto. 

ACERRA di Napoli. — Derivata dalla fami- 
glia d'Aquino, prese il nome di Acerra della con- 
tea di questo nome concessa da Federico 11 Im- 
perai, a Tommaso d' Aquino che fu Viceré di 



- ACQ 

tutto il regno di Napoli. Un altro Tommaso, terzo 
conte di Acerra, ebbe per moglie una sorella di 
Re Manfredi che lo investì di parecchi feudi in 
Terra di Lavoro e in Terra d' Otranto. Adi- 
nolfo, quarto ed ultimo Conte di Acorra, caduto 
in disgrazia di re Carlo d'Angiò, fu fatto da que- 
sto morire nel 129i, ed i suoi beni tutti, com- 
presavi la contea, furono confiscati. — Arma : 
D' azzurro, a tre caprioli d' argento, caricati da 
dieci mosche d' armcllino di nero, 4, 4 e 2. 

ACETI di Fermo. — Antonio illustre giu- 
reconsulto fu Podestà di Firenze, indi nel 1393 
occupò la signoria della sua patria, ma fu fatto 
decapitare nel 1 407 da Lodovico Migliorati. Que- 
sta famiglia si estinse nel 1540 nella persona del 
P. Serafino Can. Regol. Lateranense del quale si 
anno varie opere ascetiche più volte impresse e 
tradotte in diverse lingue. — Arma? 

ACETO di Sicilia, di origine normanna tra- 
piantata in Sicilia da un Roberto de Aceto Conte 
di Auccnse, marito di Matilde Gglia del Conte 
Ruggero. (Estinta). — Arma: Spaccato d' oro 
e di nero, al leone dell' uno nell' altro coronato 
del secondo. 

ACHILLI di Mantova. — Originaria della 
Mirandola trapiantata in Mantova da Domenico 
che ne ottenne la cittadinanza nel 1548. — Si 
estinse nel 1718. — Arma antica: D'azzurro, 
ad un monte di sette punte di verde sulla som- 
mità del quale è posto un cesto d'oro entro cui 
sono alcuni aquilotti di nero giacenti nel loro 
nido. — Arma moderna: D'argento, all'aquila 
spiegata di nero accostata in punta da due aqui- 
lotti dello stesso. 

ACHIONO di Roma. — Arma : Di rosso, al 
compasso aperto d' argento. 

ACONO di Sicilia, di origine aragonese tra- 
piantata in Sicilia da un Giovanni al seguito di 
re Martino che pe' suoi militari servigi lo grati- 
ficò della baronia di Camastra. — Arma: Di ver- 
de, a cinque conchiglie d' oro poste in croce di 
S. Andrea. 

ACQUA (dell') di Valtellina. — Signora di 
vari castelli, fra* quali quello cui essa dette il 
proprio nome. — Un ramo si trapiantò in Po- 
schiavo nei primi anni del XVII secolo, e vi fondò 
la contrada dei Franchini, cosi detta da Fran- 
chino che fu il primo a stabilirsi in quella terra. 
(Estinta). — Arma: D'argento, al castello torri- 
celiato di due pezzi di rosso, aperto del campo, 
piantato in mezzo ad un lago sul quale vedesi un 
pesce nataute al naturale. 

ACQUA (dall'; di Vicenza. — Originaria di 
quella città in cui fioriva fin dal 1224. — À ap- 
partenuto al Nobile Collegio dei Notali. — Arma: 
Fasciato innestato d' azzurro e d' argento di sei 
pezzi. — Cimiero; Una testa e collo di liocorno 
d' oro. 



ACT 



ADA 



Altre famiglie di questo nome ànno fiorito in 
Lodi, in Murano, in Dalmazia e nel Tirolo. 

ACQUANEGRA di Mantova. — Era fiorente 
fin dal 1200, e si spense nel 1607. — Arma: Di 
rosso al porco rampante al naturale cinto di una 
fascia d' argento. 

ACQUA RONE di Genova. — Originaria da 
Porto-Maurizio. — Bernardo fu ministro generale 
dei Minori Cappuccini nel 1678. Bartolomeo Pro- 
fessor nell'Università di Siena, autore di pregiate 
opere storiche, morto da pochi anni. — Arma: 
D'argento, all'aquila di nero coronata dello stesso. 

ACQUA VIVA di Napoli. — È una delle sette 
grandi case del regno di Napoli. — Di origine 
germanica e del regio sangue dei Duchi di Ba- 
viera, passò in Italia nel X secolo ed acquistò 
molto terre nella Marca d' Ancona. Si recò coi 
re svevi nel regno di Napoli, ed ottenne un vasto 
stato negli Abruzzi, in cui era compresa la terra 
di Acquaviva dalla quale trasse il nome. Impa- 
rentata colla R. Casa di Aragona, aggiunse al 
proprio il nome di questa. À goduto 164 baro- 
nie, 14 contadi, 5 marchesati, 7 ducati, e 2 prin- 
cipati. — À avuto alcuni Vescovi, 8 Cardinali e 
parecchi Generali d'esercito, ed à goduto il gran- 
ducato di Spagna. — Arma: D'oro, al Icone 
d'azzurro lampassato di rosso. 

ACQUAVIVA della Mirandola. — È questa un 
ramo della precedente. Dal Duca Alessandro I 
ottenne amplissimi privilegi e fu innestata nella 
propria casa Pico, onde si disse Acquaviva-Pichi, 
ed ebbe il titolo di Conte'. Si cstinse nel 1693 nella 
persona del Conte Pietro. Arma come la precedente. 

ACQUAVIVA di Sicilia. — Un ramo della 
celebre famiglia omonima napoletana fu portato 
in Sicilia nel 1195 dai fratelli Rinaldo e Forte- 
braccio che militarono sotto le insegne dell' Im- 
perai Enrico di Svevia dal quale ottennero i ca- 
stelli e le terre di Giarratana e di Buccheri. Un 
Federico edificò la città di Augusta nel 1219. — 
Arma eguale alla precedente. 

ACQUISTI di Venezia aggregata al Patriziato 
Veneto nel 1686. — Arma: Spaccato, nel 1.° 
d' azzurro al cane levriere d' argento corrente 
dietro una lepre dello stesso; nel 2.<» di rosso, 
alla mano destra d'argento, posta in fascia e col- 
1' indice sporgente. 

ACTA di Sicilia. — Arma : D'oro, al castello 
di nero, la cui porta è guardata da un uomo 
vestito d' azzurro con manto di rosso tenente 
colla sinistra una spada appoggiata alla spalla; il 
castello sormontato a sinistra da un altro uomo 
vestito ed armato come il precedente, tenente 
colla destra una bandiera inquartata d'argento e 
d'azzurro e caricata di una crocetta di rosso at- 
traversante sulP inquartatura; il tutto accompa- 
gnato da una stella di sei raggi di rosso posta 
nell' angolo destro del capo. 



ACUGNA di Sicilia e di Taranto, famiglia 
Castigliana passata in Sicilia col Conte Ferdi- 
nando di Acugna che fu Viceré nel 1488. — Si 
estinse nella famiglia Moncada. — Arma: D'oro, a 
nove banderuole d' azzurro, poste 3, 3 e 3, colla 
bordura di rosso caricata di sette castelli d'oro. 

Un altro ramo fu portato a Taranto da un 
Luigi d' Acugno che fu Capitano d' infanteria al 
servizio del re di Spagna e che fu destinato al 
governo della piazza di Taranto verso il 1515 ed 
aggregato a quella nobiltà. Si cstinse verso la 
metà del XVII secolo. — Arma: D' argento, a 
nove banderuole d' azzurro, disposte 3, 3 e 3. 

ACUTI di Spello. — Gli Acuti, detti poscia 
Urbani, furono custodi perpetui del castello di 
Collcpino, s' ebbero per capostipite Ser Niccolò 
dichiarato Cav. e Conte Palatino dell' Impcrat. 
Ottone IV nel 1210. -- Questa famiglia si cstinse 
sullo scorcio del XV secolo. — Di una famiglia 
Acuto che non sappiamo se sia la stessa, il Barone 
Galluppi ci descrive l'arma come segue : D'argen- 
to, al leone di rosso, tenente un giglio dello stesso. 

ADAMI, o ADAMONI, o ADAMOLI di Cre- 
mona. — Benché chiamati sotto diversi nomi, ap- 
partennero allo stesso ceppo. Un Giambattista 
Adami fu eletto Decurione nel 1619, ed un Rodo- 
monte Adamoli fu uno dei notaj del Collegio 
Cremonese. — Arma: D'azzurro, ad un albero ac- 
collato di un serpente e accostato delle figure di 
Adamo e di Eva, il tutto al naturale; al capo 
d' oro, caricato di un' aquila di nero. — Alias: 
Interzato in fascia; nel 1.°di rosso, al leone pas- 
sante d'oro; nel 2." d'oro, e nel 3.° d' azzurro 
a tre stelle d' argento, 1 e 2. 

ADAMI di Fermo. — Di origine germanica, 
si stabilì nella città di Fermo in epoca assai re- 
mota. Appartiene a questa casa il Beato Adamo 
dell' Ordine Serafico, morto nel 1285. Un Otta- 
vio, prode Colonnello, si segnalò alla famosa bat- 
taglia delle Curzolari. (Estinta verso la metà del 
XIX secolo). — Arma: Partito; nel 1.° all'aquila 
d' oro imperiale posante sopra una scacchiera di 
rosso e d'argento; nel 2.° d'azzurro, all' aquila 
spiegata di nero. 

ADAMI di Venezia, inscritti nel libro d'oro 
di Murano. — Arma antica: D' oro, a tre gigli 
di azzurro. — Arma moderna : D'azzurro, alla fa- 
scia accompagnata in capo da tre rose di sei fo- 
glie, ed in punta da un giglio, il tutto d' oro. 

ADAMI di Firenze. — Arma : D'azzurro a tre 
mazze d'oro, coi manichi al basso, poste in ven- 
taglio. 

ADAMI di Murazzano (Piemonte). — Gioac- 
chino-Maria nel 1781 ottenne il predicato di Ca- 
vagliano in contado, e fu primo presidente della 
Camera dei Conti, Ministro di Stato ecc. Giusep- 
pe-Maria, suo fratello, Dott. in medicina, nel 1787 
fu creato Conte di Bergolo. — Arma: Spaccato; 



ADE 



— 8 — 



ADE 



al primo d'azzurro, a tre monti d'oro, ristretti, 
quello di mezzo più alto, sormontati da tre stelle 
d' argento ordinate in fascia ; al 2.° bandato di 
rosso e d'oro di quattro pezzi. 

ADAMO di Messina, famiglia lombarda tra- 
piantata in Sicilia da Childeberto condottiero di 
300 fanti al servizio di Pietro I d' Aragona, il 
quale si stabilì in Messina, alla cui nobiltà fu 
colla sua famiglia aggregato. Godette la baronìa 
di Cefalà e si estinse verso la fine del XVI se- 
colo. — Arma: Spaccato di rosso e d'azzurro, alla 
fascia d'oro attraversante; nel 1.° al leone illeo- 
pardito d' argento passante sulla fascia ; nel 2.° 
a tre stelle d' argento male ordinate. 

ADAMOLI di Cremona. — Vedi Adami. 

ADAMONI di Cremona. — Vedi Adami. 

ADATTI di Firenze. — Arma: D'oro, al- 
l' orso rampante di nero accompagnato da otto 
croci trifogliate disposte in giro. 

ADDA (D') di Milano. — Trae questo casato 
il nome dal fiume Adda e 1' origine dalla terra 
di Olginate posta appunto su quel fiume. — Deve 
la sua grandezza alla mercatura, colla quale ac- 
cumulò grandi ricchezze nel XVI secolo. — Si 
divise in tre grandi rami, quello dei Conti di 

Sale estinto nel 1 , quello dei Marchesi di 

Pandino e quello dei Marchesi Conti e Baroni del 
S. R. I. tuttora esistenti. — Ebbe i feudi di 
Oggiono, di Pandino (1547) e di Sale (1549). Fu 
decorata dei seguenti titoli: marchesi di Pandino 
1615: conti di Sale 1549: marchesi, conti e baroni 
del S. R. I. — Ebbe questa famiglia un cardi- 
nale, un consigliere di stato, ciambellani, decu- 
rioni, dottori di collegio, un vicario e parecchi 
dei XII di provvisione ed altri rivestiti di cariche 
patrizie. — Arma: Fasciato ondato d'argento e 
di nero, col capo cucito d'oro, all'aquila di nero 
coronata del campo. — Alias: D'argento, a tre 
foglie ondate di nero, e nel capo le parole Con 
limpidezza in lettere nere; col capo d' oro, cari- 
cato di un' aquila di nero coronata del campo. 
Lo scudo posto in cuore di un' aquila spiegata 
di nero, imbeccata e memorata d'oro, sormontata 
della corona imperiale, tenente coll'artiglio destro 
una spada ed uno scettro e col sinistro un mon- 
do. — MoVo: Ne derelinquas nos, Domine. 

ADELARDI detta BULGARI e MARCHE- 
SELLI di Ferrara. — Originaria della Bulgaria, 
si trova stabilita in Ferrara fin dall' Vili secolo. 
Si divise in tre grandi linee, delle quali una pas- 
sò a Rovigo, la seconda ad Ancona e la terza 
rimase in Ferrara, ove alcuni membri di essa 
appartennero al Magistrato dei 12 Savj. — Un 
Marchesello fu fatto Marchese della Marca Anco- 
nitana e lasciò il proprio nome a'suoi discendenti; 
un Guglielmo fu creato nel 795 Capitano supremo 
dei due castelli Cortesi ed Alto con la soprain- 
tendenza generale della soldatesca di tutto lo 



stato. Ebbe la signoria di Ferrara e molti posse- 
dimenti nel Polesine e nella Marca di Ancona. 

— Il ramo di Ferrara si estinse nella casa d'Este 
nella persona di Marchesella morta verso la fine 
del XII secolo; quello di Ancona prosperò per 
brevissimo tempo, e quello di Rovigo detto Bul- 
gari si spense nel 1633 nella persona di Gahazzo 
che fu un assai gentile poeta. — Arma: Spac- 
cato di rosso e d' argento, al leone dell' uno 
nell'altro accompagnato nel primo da due stelle 
di sei raggi d' argento, col capo d' argento cari- 
cato di una croce patente di rosso. — Cimiero: 
una testa e collo di cavallo d' argento. 

ADELARDI di Modena. Da Ferrara, un ramo 
di questa potente famiglia si trapiantò in Mode- 
na. — Un Raniero fu uno dei fondatori dei Frati 
Gaudenti, ed un Niccolò fece dono del suo gran- 
dioso palazzo di Modena, nel 1255, alle Monache 
di S. Chiara. Gli Adelardi nel 1306 erano della 
Cinquantina di Porta Cittanova, e durante il 
XIV secolo ebbe il dominio sul castello e sul ter- 
ritorio di Formigine, (Estinta). — Arma : Tagliato 
di rosso e d' argento, al leone dell'uno all'altro, 
accompagnato nel 1.° da tre stelle del secondo; 
col capo dello stesso caricato da una crocetta pa- 
tente di rosso. — Cimiero: una testa di cavallo 
al naturale. — Alias: d'oro, al giglio d' argento 
accostato da due ross di rosso. 

ADELARDI di Mantova. — Un Adelardo vi- 
vente nel 1100 fu stipite di questa famiglia che 
si estinse nella seconda metà del XVIII secolo. 
Alberto, figlio del precedente, nel 1198 fu uno 
dei tre reggitori del governo di Mantova; poi te- 
soriere del Comune, e nel 1202 spedito a trattar 
la pace coi veronesi. Bonaventura suo figlio fu 
consigliere, poi giudice e sindaco del Comune, e 
fu de' nobili mantovani che guidarono nel 1234 
ad Albareale il Vescovo Guidotti di Mantova. Un 
Nicolò fu Consigl., poi Podestà di Parma nel 1237. 
e trattò poi per la patria la pace con Verona e 
Brescia nel 1279. Un Andrea di Nicolò essendo 
creditore di 1500 ducati d'oro della Repubblica 
di Venezia, ottenne da questa, insieme al fratello 
Bartolomeo, la signoria di Marianna nel 1418. 

— Arma: d'argento, alla banda d'azzurro attra- 
versata da due sbarre di rosso. 

ADELARDI di Bologna. — Arma: D'oro, al 

giglio di , accompagnato nei fianchi da una 

rosa di rosso. 

ADEMARI di Sicilia. — Vedi Adimari. 

ADEMONIA di Palermo, famiglia sveva tra- 
piantata in Sicilia da Landolfo Adamonia che era 
ai servigi dell' Imperat. Enrico VI, il quale gli 
concesse la castellania di Palermo ed il governo 
delle fortezze del regno. — Arma: D'oro, al leone 
di rosso tenente colle zampe anteriori un' aquila 
di nero. 

ADESI di Tropea. — Arma: Di rosso, alla 



ADO 



AFF 



celata chiusa d'argento, bordata d'oro, posta in 
profilo, sostenuta da una zampa di tigre dello 
stesso. 

ADILARDl di Tropea. — Arma: Di rosso, 
a tre sbarre d'oro, 

ADIMARI di Firenze, discendono dagli antichi 
Marchesi di Toscana e si stabilirono in Firenze 
nel XI secolo. Furono sssai potenti ed apparten- 
nero alla fazione dei Guelfi; ma rotti questi alla 
famosa giornata di Montaperti furono costretti 
emigrare dalla patria, e non vi rientrarono se 
non dopo la sconfìtta di Manfredi e dei Ghibellini. 
Al suscitarsi dei partiti bianco e nero, gli Adi- 
mari si divisero, alcuni schierandosi fra i Bianchi 
ed altri fra i Neri. Nel 1302 i primi furono espulsi 
da Carlo di Valois, e non rientrarono in patria 
che nel 1328. Agli Adimari fu tolta ogni spe- 
ranza di poter ottare alle magistrature, ma furono 
dichiarati Magnati, e nel 1343 si conciliarono il 
pubblico favore quando Antonio si fece capo della 
congiura per la quale fu espulso dalla città il 
Duca d'Atene. — Dagli Adimari nacquero i Trotti, 
gli Alamanneschi, i Cardinaleschi, i Della Trita, 
i Di Domenico, i Boccaccini, e molte altre fami- 
glie. Tutta questa consorteria dette al Comune 
di Firenze 23 Priori dal 1286 al 1526. Alamanno 
di Messer Filippo, morto nel 1422 fu Arciv. di 
Pisa e Cardinale. La famiglia si spense in Firenze 
nel 1736 nella persona di Adimaro di Curzio. Un 
ramo di essa, ora estinto, fu trapiantato in Sici- 
lia da un Pietro Adimari che fu a'servizi di Fede- 
rico II, il quale gli conferì il governo della città 
di Termini, e gli concesse il feudo di Maeggi nel 
territorio di Siracusa. — Arma: Spaccato d' oro e 
d' azzurro. 

ADIMARI di Rimini. — È un ramo della 
precedente, che nel 1300 si trapiantò in Rimini 
dove ottenne eminenti cariche ed onori. È famosa 
nella storia riminese la Congiura degli Adimari 
del 1498 ordita contro Pandolfo Malatesta, della 
quale furono capi Adimaro e Niccolò degli Adi- 
mari. Si estinse nel XVII secolo. — Arma: Spac- 
cato d' argento e di rosso. 

AD1NOLFI di Sicilia, antica famiglia feuda- 
taria portata in Sicilia da un Lanfranco svevo 
che vi seguì V Imperat. Enrico VI. — Arma : 
D'argento, ad una spada di rosso ed una palma 
di verde poste in croce di S. Andrea, accostate 
da quattro stelle di rosso, una in capo, una in 
punta e due ai fianchi. 

ADOALDI di Venezia. — Arma: Di rosso, 
alla fascia d'argento, caricata di un uccello d'az- 
zurro. 

ADONNINO di Messina e di Licata. — Ori- 
ginata dalla famiglia Donnino di Firenze, donde 
per discordie politiche passò in Messina e fu 
ascritta a quella Mastra nobile. Nel 1733 il Conte 
Giambattista Adonnino la trapiantò in Licata. 



À posseduto otto baronie, quattro contee, e due 
ducati, Catena e Monserrato. — Arma: D'azzurro, 
al leone d'oro coronato dello stesso e portante 
una face accesa al naturale. 

ADORNI o ADORNO di Genova, celebre 
famiglia genovese di parte ghibellina che dette 
sette dogi perpetui alla patria e che fu rivale 
accanita dei Fregosi, i quali per circa due secoli 
le contrastarono il potere supremo; causa di di- 
scordie e di disastri da cui Genova fu afllitta 
per lunghi anni. — À posseduto parecchi feudi 
e signorie in Italia e in Francia, fra'quali Ovada, 
Castelletto, Varagine, Serravalle, Castelnuovo e 
Silvano nel Genovesato. — Arma: D' oro, alla 
banda scaccata di tre file d' argento e di nero. 

ADRIANI di Firenze, detti anche Dal Pino, 
luogo non molto lontano da Firenze da cui erano 
originari. Un Andrea di Berto fu Priore nel 1394 
e nel 1411; un Marcello Segre t. della Repubblica 
dal 1498 al 1512. (Estinta nel 1664). — Arma: 
D'azzurro alla croce d'oro, accompagnata nel lato 
sinistro superiore da una stella di otto raggi dello 
stesso, e nel lato destro inferiore da altra simile. 

ADRIANI di Romagna. — Arma: D'azzurro, 
al leone d' argento. 

AFAN DE RIVERA di Napoli. — Famiglia 
di origine spagnuola discesa da Don Rodrigo Si- 
gnore di Cabrerà o Ribera che nacque da Don 
Sancio figliuolo di D. Ramiro III re di Leon. I 
figliuoli di Don Rodrigo trassero il nome dalla 
signoria di Rivera, al quale anteposero quello di 
Afan per parentela contratta colla famiglia di 
questo nome. A posseduto molti feudi in Ispagna, 
e fu portata nel Napoletano nel 1559 da Don 
Pera Afan de Rivera Viceré e Capitano generale 
del regno di Napoli, il quale fu aggregato colla 
sua famiglia al Seggio di Montagna. Dopo lui 
altri due della famiglia furono Viceré e Capitani 
generali nei regni di Sicilia e di Napoli, e tre 
marescialli di campo dell'esercito napoletano. — 
Ahma: d'oro, a tre fascie di verde. 

AFELTRO di Napoli, originaria di Gragnano 
ove à goduto nobiltà. — Andrea Segret. di re 
Renato d'Angiò. — Arma: D'azzurro, alla croce 
patente d'argento accompagnata da quattro rose 
di rosso, col capo di rosso a due rose d'argento. 
— Alias: D'argento, a tre cuori di rosso. 

AFFA1TATI di Cremona. — Antichissima 
famiglia, che si estinse in Cremona verso la fine 
del XVII secolo. Dette alla patria quindici decu- 
rioni ed appartenne alla fazione guelfa, della quale 
un Pietro-Martire Aflaitati fu capo. Gli Affaitati 
furono Conti di Romanengo e Marchesi di Gru- 
mcllo. — ARMA: D'azzurro, al grifo d'oro. 

AFFAITATI di Bari, Monopoli e Barletta. — 
Uuesta famiglia trae origine dalla precedente, e 
fu trapiantata in Bari da Ruggero che fu familiare 
ed armigero di Re Ladislao e poi della Regina 



AGA — 1 

Giovanna II di Napoli. Fu signora di molti feudi, 
od ebbe il marchesato di Canosa e la contea di Poz- 
zofranco. Da Bari si trasferì a Barletta, mentre 
un'altro ramo fioriva in Monopoli. — Arma eguale 
alla precedente. 

AFFAROSI di Reggio- Emilia. Famiglia estin- 
ta, che godeva il titolo comitale, — Camillo, ele- 
gante poeta fioriva nel XVI secolo; un altro Ca- 
millo fu Abate Cassinese, Presidente generale del 
suo Ordine, e storico rinomatissimo, morto nel 
1763; Gherardo Can. Teol. della Cattedrale di 
Reggio scrittore di opere filosofiche e teologiche 
nel XVI secolo. — Arma? 

AFFLITTO di Amalfi, Scala, e Napoli. — 
Di origine romana, trapiantata nella costiera di 
Amalfi all' epoca dell' invasione de' barbari. A 
goduto 48 baronie, 6 contadi, 3 marchesati, 5 
ducati e 5 principati. Fra questi ultimi i più 
importanti sono Durazzano e Scanno. A goduto 
nobiltà in Napoli ai seggi di Nido, Porto e Por- 
tauova, ed in altre città del Napoletano. — Un 
Leone fu Duca della Repubblica di Amalfi nel- 
l'800; un Leonardo Vicario e Gran Cancelliere del 
regno nel 1414; un Camponello Gran Maestro dei 
Templari; un Vincenzo Vescovo di Lucerà nel 1643. 

— Ansia: Vajato ondato d'azzurro c d'oro. 
AFFLITTO di Sicilia. — È un ramo della 

precedente trapiantato in Sicilia da un Pandolfo, 
il quale essendo a' servizi di re Giacomo si recò 
a Palermo, o per le sue virtù militari meritò la 
concessione di molti feudi. Un Marchisio d'Afflitto 
fu primo Principe di Belmonte, qual feudo fu 
antico appannaggio della sua famiglia sin dal 
1439. — Arma: Vajato d'oro o d'azzurro, allo 
scudetto del primo attraversante, caricato da 
una palma sradicata di verde, accostata da due 
pavoni al naturale addossati e colle teste rivolte. 

AGADI di Venezia. — AwwA: Di rosso, alla 
fascia d' oro, col capo dello stesso. 

AGALDI o 1NGALDI di Sicilia. — Di origine 
sveva passata in Sicilia con l'Irnperat. Enrico VI. 

— Ha posseduto l' isola d' Ischia, la signoria 
di Cortona ed altri feudi. (Estinta). — Arma : 
D' azzurro con ondo marine al naturale nella 
punta, dalle quali emergono per metà tre gaipa 
(uccelli marini) d'argento che mirano un sole d'oro 
movente dall' angolo sinistro del capo. 

AGAPITO di Venezia, originaria di Cipro, 
trapiantatasi in Venezia allorquando quest'isola 
cadde in potere dei Turcfr. La Repubblica Veneta 
nel 1782 lo confermò il titolo di nobile feudataria 
Crctcnso o quello di Conti, e nel 1822 fu con- 
fermata nell' antica nobiltà dall' Imperat. d' Au- 
stria. — Arma? 

AGARI di Sicilia. — Arma: Di rosso, alla 
fascia d'argento caricata da tre torte del campo, 
accompagnata nel capo da una stella di sei raggi 
if urger» io. 



— AGI 

AGATA di Matera. — È menzionata fin dal 
XI secolo, e si cstinse verso la fine del XVII. — 
Arma: Di rosso, alla colonna _d' argento accol- 
lata d'una biscia di verde. 

AGAZZANI di Carpi. — Trovasi fiorente e 
divisa in più rami fin dal XIV secolo, assai ben 
vista dai principi Pio di Savoja ai quali à dato 
alcuni segretari. — Arma: Di rosso, alla testa 
di delfino nascente dalla punta e spasimata d'nr- 
gento, ingolante un arbusccllo di verde cimato 
da un passero marino al naturale. 

AGAZZARI di Siena. — Trae origine dalla 
Gazzaja, luogo presso Siena, e le prime memorie 
rimontano a Mino di Vincenzo di Compagno che 
sedette nel 1279 nel supremo magistrato di Siena 
all'epoca in cui quella Repubblica era sotto la 
signoria dei Quindici. Parecchi individui di questa 
casa furono dei Nove, altri furono Provveditori 
di Bicchicrna. — Due Vescovi di Grosseto, Gu- 
glielmo nel 1 445, e Giovanni nel 1452. — Si 
cstinse nel XVIII secolo trasfondendosi nella nobilo 
famiglia senese Della Ciaja. — Arma: Di rosso, 
alla croce ricrociata a doppio d' argento, col 
capo partito d'oro e d'azzurro, all' aquila bicipite 
spiegata dell' uno nell' altro c coronata dell' uno 
all' altro. 

• AGAZI della Mirandola. — Un Giambattista 
di questa casa, da Palermo si recò alla Mirandola, 
dove da quel duca Alessandro II fu fatto presi- 
dente della sua ducal camera, e quivi trapiantò la 
propria famiglia che si spense verso la fine del 
XVIII secolo. — Arma: Inquartato; nel 1.» e 4.» 
d'azzurro seminato di gigli d'oro; nel 2.° e 3.° fa- 
sciato di ; sul tutto .'o scudetto di cari- 
cato di tre lancie di 

AGELLO o AJELLO di Palermo. — Antica 
famiglia trapiantata in Sicilia da un Matteo d'A- 
jello regio notaro del re Guglielmo il Buono, dal 
quale fu creato Gran Cancelliere del regno nel 
1169 e fondò in Palermo il monastero detto del 
Cancelliere. — Arma: D'argento, alle onde marine 
con una testa di delfino al naturale movente dal 
fianco sinistro dello scudo, ed al sole di rosso 
movente dall' angolo destro del capo. 

AGERIA o AZERIO di Milano. — Un Pietro 
fu deputato del Duomo nel 1395. (Estinta). — Ar- 
ma: Di rosso, a due caprioli d'oro. 

AGES di Sicilia. — Famiglia nobile catalana 
passata in Sicilia al tempo dei re Aragonesi. À 
occupato le prime cariche dello stato ed à pos- 
seduto la baronia di S. Stefano. — Arma: Trin- 
ciato d'argento e di nero, al leone dell'uno nell'al- 
tro tenente con le zampe anteriori un giglio d'oro. 

AGIEVOLI di Treviso. — Originari di Vene- 
zia, si trapiantarono in Treviso nel 1200, ed un 
secolo dopo furono ammessi al Consiglio dei 300, 
ma si estinsero poco dopo. — Arma: D'argento, 
a tre bande di rosso. 



AGL 



— 11 



AGN 



AGLI di Firenze. — Antica famiglia consolare 
signora di torri e loggie, si divise in varie con- 
sorterie per farsi di popolo, e da essa derivarono 
i Filippeschi, i Cari, i Rinieri, gli Scaglioni, ed 
i Liberali. Ebbe quattro Priori di libertà, Pelle- 
grino filosofo e poeta, ed Antonio Vescovo di 
Fiesole, poi Arciv. di Ragusa, da dove fu trasla- 
tato nel 1470 alla sede vescovile di Volterra. Si 
estinse in Firenze nel 1705; ma un ramo fiorisce 
tuttora in Ancona. — Arma: D'oro, al leone di 
rosso, contornato da una fascia d' azzurro semi- 
nata di agli d'argento. — Alias: Spaccato d'ar- 
gento e di rosso al leone dell' uno nelP altro. 

AGLI di Ferrara. — Anticamente era detta 
de' Lai. Produsse uomini assai dotti nelle leggi, 
un de'quali, Gervasio, fu dichiarato dal Marchese 
Alberto d'Este il Primario dello Studio di Fer- 
rara, carica assai eminente in quel tempo. Nella 
Corte Estense ebbero sempre gli Agli distinzioni 
e favori. — Si estinsero verso la fine del XV 
secolo. — Arma: D'argento, alla banda di rosso 
caricata da tre mazzocche di agli ed accompa- 
gnata da due corone d'alloro al naturale, una 
in capo e 1' altra in punta. 

AGLIANO di Asti, Consignori d' Agliano. — 
Arma: Fasciato ondato d'azzurro e d'argento. 

AGLIARDI di Lombardia. — Arma: Inquar- 
tato; nel 1.° e 4.° d'azzurro, all'aquila spiegata 
di nero, coronata all'antica d'oro; nel 2.° e 3.° 
di nero, a tre granate al naturale: 

AGLIARIZZI di Milano. — Auma: D'azzurro, 
al leone d'oro, tenente colle branche anteriori 
un mazzo di agli a! naturale. 

AGLIATA di Pisa e di Sicilia, Vedi Alliata. 
AGLIAUDI-BARONI di Piemonte. — Conti 
di Tavigliano. — Arma: D'azzurro, al leone 
d'oro, armato e linguato di rosso, sormontato da 
tre teste d'aglio al naturale ordinate in fascia; 
col capo d'oro, all'aquila di nero. Cimiero: 
una fenice sulla sua immortalità, il tutto al na- 
turale. — Divisa: PeriT ut vivat. 

AGLIO ( dall' ) di Cremona. — Fu nobile 
dalla sua origine, e fino dal principio del XIV 
secolo diede diversi notaj alla patria. Per un'eredità 
conseguita aggiunse al proprio il nome della estin- 
ta famiglia cremonese Dolci. A dato a Cremona 
quattro decurioni, l'ultimo de'quali fu Francesco 
Maria nel 1722. Sembra che i dall'Aglio di Cre- 
mona abbiano comune il ceppo coi nobili dall'Aglio 
di Parma, ai quali appartenne il Tenente-Mare- 
scrallo austriaco Barone dall'Aglio. — Arma: 
D'azzurro, a tre agli al naturale legati di rosso; 
col capo d' oro, all' aquila di nero, ed alla fascia 
d' argento sulla partizione. 

AGLIONE di Firenze. — Arma: Trinciato 
d'oro e d'azzurro, ad un aglio dell'uno nell'altro. 

AGNAIA di Sicilia. — Arma : D' azzurro, a 
cinque cotisse d' oro. 



AGNELI di Mantova, Marchesi. — Arma: 
D' azzurro, all' agnello rampante d' argento. 

AGNELI-MAFFEI-SOVARDI di Mantova. — 
Marchesi. — Arma: Spaccato di uno e partito di 
tre, che formano otto quarti; al 1.» e 4.° d'oro, 
all'aquila di nero; al 2.° e 7." d'azzurro, all'agnello 
rampante d'argento; al 3.° e 6.° spaccato d'oro 
e d' argento, alla fascia di rosso caricata di tre 
stelle d'argento attraversante sulla partizione; 
al 5.° di rosso, al leone d' oro caricato di due 
bande d' argento (Sovardi); all' 8.° spaccato, nel 
primo d'azzurro, al cervo nascente d'oro movente 
dalla partizione; al secondo fasciato d'oro e d'az- 
zurro di sei pezzi; al capo dello scudo d'oro 
caricato di un' aquila spiegata di nero. 

AGNELLI di Mantova, famiglia originaria di 
Pisa, portata a Mantova da un Agnellus judex 
et patronus Mantuac qui floruit an. circa 4180. 
Si estinse nel 1802. — Ebbe due Vescovi; Vin- 
cenzo d'Alba e quindi di Mantova nel 1619, e 
Scipione di Casale Monferrato nel 1624. Nel 1638 
ebbe il titolo di Marchese dalla Duchessa Maria 
Gonzaga. — Arma: D'azzurro, all'agnello ram- 
pante d'argento. — Alias: Inquartato; nel 1." 
e 4.° d'azzurro, all'agnello rampante d' argento; 
nel 2.° e 3.° d' argento a due sbarre, la superiore 
d'oro, e l' inferiore di rosso caricata da tre stello 
d' oro. 

A Ferrara fiorisce una nobile famiglia Agnelli 
che non à nulla di comune con quella di Man- 
tova, e di cui non conosciamo l'arma. — Un altro 
ramo fiorisce pure a Roma originario della Marca 
Fermana. 

AGNELLO di Sicilia, antichissima famiglia 
di Lentini che dette un Arciv. alla città di Mes- 
sina; quindi si estinse al tempo di Carlo I d'Angiò 
che la dichiarò fellona. Sotto re Alfonso un Paolo 
Agnello da Pisa trapiantò la propria casa in Sici- 
lia nel 1449 ed ebbe la carica di mastronotaro 
e capitano in Mistretta. Un ramo di questa casa 
fu ascritto al patriziato messinese ed ebbe la 
baronia di Francavilla. — Arma: D'azzurro, a 
quattro pali d'oro, con l'agnello accovacciato al 
naturale, attraversante sul tutto. 

AGNESE di Napoli. — Di origine normanna 
e feudataria fin dal tempo di Carlo I d'Angiò, à 
goduto nobiltà in Napoli nel seggio di Portanuova 
ed in Benevento. — Un ramo si disse Pomarice 
per il possesso di un feudo di questo nome, ed 
à goduto il marchesato di Castrovalva. Un Astor- 
gio di questa casa fu Cardinale di S. R. C. — - 
Ultimo di essa fu un altro Astorgio che non 
avendo figli istituì suoi eredi i Chierici Regolari 
di S. Paolo. — Arma: D'azzurro, a due spade 
d' argento passate in croce di S. Andrea colle 
punte al basso; colla bordura dentata di rosso. 

; — Cimiero: un caprone uscente di nero. 

| AGNESI di Alitano, fu feudataria di Monte- 



AGO 



- 12 — 



AGO 



vecchia nella pieve di Missaglia. Appartiene a 
questa famiglia la celebre Maria-Gaetana, donna 
di meraviglioso sapere nelle scienze matematiche 
e nella filologia che insegnò nelP Università di 
Bologna, dove morì nel 1799. Uno dei di lei fra- 
telli, Giuseppe, si trova registrato nell'elenco dei 
Cavalieri ammessi agli onori della Corte arcidu- 
cale nel 1776. — Arma: Spaccato; al 1.° d'oro, 
all'aquila di nero coronata del campo; al 2.° 
d'azzurro, a due spade d'argento, manicate d'oro, 
passate in croce di S. Andrea, le punte al basso, 
traversanti una spugna d'oro. — Cimiero: un 
aquila nascente di nero. 

AGNIFILI di Aquila. — Appartenne al patri- 
ziato aquilano, e possedette la baronia di Forcella. 

— Recarono lustro a questa casa Amico I Ve- 
scovo in patria e creato Cardinale di S. R. C. 
nel 1467, e Francesco Vescovo pur di Aquila nel 
1472. — Si spense verso la line del XVIII secolo. 

— Arma: Spaccato; nel 1.° d'argento, all'agnello 
al naturale sormontato da un libro di rosso; nel 
2.° di verde. 

AGNON di Sicilia. — Martino d'Agnon Cav. 
Aragonese passò in Sicilia col re Pietro d' Ara- 
gona nel 1281 ed ottenuta la castellania di Len- 
ti ni, quivi fondò la sua famigl a, che più tardi 
passò a Randazzo. — Arma: D'argento, all'aquila 
spiegata di nero tenente cogli artigli due serpi 
dello stesso. 

AGNONE di Lombardia. — Arma: Di rosso, 
al capriolo d'oro. 

AGNUSDEl di Venezia. — Appartiene a que- 
sta casa quel Gualtieri Agnusdei che fu Vescovo 
Olivolensc nel 1272. — Arma: D'azzurro, all'a- 
gnello pasquale d' argento passante tenente una 
croce latina di rosso. 

AGOfClll o AGUCCHIA o DELLE AGUC- 
CHIE di Bologna detti anche Dai Unni, ebbero 
titolo comitale. Un Dino era del Consiglio gene- 
rale nel 1387, ed un Francesco morto nel 1507 fu 
lettore di leggi. Famiglia estinta, la cui ereditò 
passò alla famiglia Legnali i che ne assunse il no- 
me. — Altra famiglia omonima detta Agocchi- 
Spagnuoli à pur limito in Bologna, nò sappiamo 
che avesse comune la origine colla precedente, ed 
à dato alla Chiesa un Girolamo Cardinale nel 1G01, 
e Giambattista suo fratello che fu Arcivescovo di 
A malli, Nunzio Pontif. a Venezia, Dott. di leggi 
e letterato illustre. Fu 1' ultimo della sua casa, 
la cui eredità passo ai Fioravanti. — Arma: 
Di rosso, a tre ruote d'oro, i e 1. — Alias: 
D'azzurro, al monte di tre cime di verde, sormon- 
tato da un leone d'oro tenente una crocetta di 
rosso; col capo d'azzurro, caricato da un lambello 
di quattro pendenti di rosso, fra' quali tre gigli 
d' uro. — Alias: Partito inchiavato d'argento o 
d'azzurro, al bue passante dell'unti nell'altro. — 
Alias; D' oro, al monte di tre cime di sor- 



montato da tre aghi di le cui punte conver- 
gono sulla più alta cima del monte. 

AGOCCHIARI di Bologna. - Bonaventura nel 
1263 fu uno degli ambasciatori di Bologna al 
Pontefice Urbano IV. — Arma: Spaccato; nel 1.» 
d'azzurro, al cervo nascente d'oro; nel 2.° d'az- 
zurro, a tre pali d' oro. 

AGOLANTI di Firenze. — Famiglia poten- 
tissima, di cui alcuni membri anno seduto nel 
consiglio dei Consoli. — Appartenne alla fazione 
ghibellina, e i suoi membri dovettero esulare nel 
1268, ma rientrarono in patria nel 1280. Negli 
ordinamenti di giustizia del 1292 furono dichia- 
rati dei grandi, e di nuovo per tali nella riforma 
del 1311. Nel 1340 e 1343 combatterono contro 
il popolo, ma ne rimasero disfatti di uomini e 
di averi. Un Zanobi di Francesco Agolanti chiese 
ed ottenne nel 1380 di esser fatto del popolo ma 
coll'obbligo di cangiare lo stemma ed il cognome 
per cui assunse quello dei Fiesolani. (Estinta nel 
1643). — Arma: D'argento al falcone di nero. 
— Alias: Di rosso, all' aquila dal volo abbassato 
d'oro, caricata nel cuore da uno scudetto roton- 
do d'argento, alla croce di rosso. 

AGOLANTI di Rimini. — Ua ramo della 
precedente trapiantato in Rimini nel 1260 da un 
Giacomo Agolanti Signore di Veglia e di altre 
giurisdizioni, il quale in forza delle discordie civili 
aveva abbandonato Firenze. Appartiene a questa 
casa la Beata Chiara dell'Ordine Serafico morta 
il 10 Febbraio 1344. - Arma? 

Un altro ramo da Firenze si trapiantò in Tre- 
viso nel XIV secolo, e molti di essi combatterono 
con onore a prò degli Scaligeri. Furono essi ag- 
gregati al Collegio dei nobili di quella città. 

AGOLANTI di Ferrara, è un altro ramo della 
famiglia omonima fiorentina trapiantata in Fer- 
rara nel 1251 da un Giovanni di Gervasio Ago- 
lanti, il quale trovò grazie ed onori presso la 
Corte Estense che elevò poi Agolante Agolanti 
figlio del precedente all' alta carica di Governa- 
tore di essa Corte. — Arma : D' argento, all' a- 
quila coronata di rosso. 

AGON di Sicilia. — Di origine aragonese 
passata in Sicilia con Pietro d'Aragona. — Arma: 
D' oro, a tre monti di verde sormontati da una 
stella di rosso. 

AGONALDI di Padova. — Arma: Di rosso, 
a tre bande d' oro, caricate ciascuna di un monte 
d' azzurro. 

AGOSTI di Brescia e di Bergamo, — Si anno 
memorie di questa famiglia prima del mille. Un 
Guido, che diede il proprio nome ad una terra 
da lui edificata, ebbe 1' onore del consolato in 
Brescia; un Obizzo essendo capo supremo delle 
milizie bresciane, diede alle cremonesi una grande 
sconfitta presso Pontoglio; un Guicciardo che 
correndo il XII secolo ebbe la suprema giudi- 



AGO 



3 — 



AGO 



t'attira dei Bergamaschi; ed un Lodovico che fu 
Arciv. di Spalato. Ad un Girolamo Agosti fu 
conferito da Gregorio XIII il titolo di Conte e di 
Cavaliere, che fu poi dal Senato Veneto confer- 
mato al nipote Carlo ed esteso a tutta la sua 
discendenza nel 1618. — Arma: Di rosso, al ca- 
priolo d'oro, accompagnato da tre stelle di otto 
raggi dello stesso. 

AGOSTI o AGOSTA di Cremona e Casal- 
maggiore. — Un ramo della precedente da Ber- 
gamo si trapiantò in Cremona nel XIII secolo, 
ed ebbe per capostipite un Orfeo che esulò dalla 
patria per le intestine discordie. Da questo ramo 
ebbe origine quello che fiorisce tuttora in Roma- 
nengo, e l' altro che nel XV secolo si stabilì in 
Casalmaggiore, il quale si spense insieme alla 
linea principale di Cremona sullo scorcio del XVIII 
secolo. Gli Agosti anno dato a Cremona 15 de- 
curioni, molti scienziati e letterati, fra quali è 
celebre Anton-Maria Agosti il più elegante poeta 
latino del XVI secolo. — Arma: Di rosso, il ca- 
priolo d' oro accompagnato da tre stelle di otto 
raggi dello stesso, col capo dell' impero. 

AGOSTI di Belluno. — Originaria di Como, 
si trapiantava nel XIV secolo in Belluno, dove un 
ramo di essa fu aggregato nel 1607 a quel Con- 
siglio nobile, ma si estinse nel 1670. Un altro 
ramo, tuttora fiorente, ebbe il titolo comitale nel 
1748 acquistando una porzione della contea di 
Cesana, e nel 1759 venne alla sua volta aggre- 
gato allo stesso Consiglio nella persona del Conte 
Francesco e de' suoi discendenti. Il titolo comi- 
tale fu confermato alla famiglia dalla Repubblica 
Veneta, e nel 1829 dell' Imperat. d' Austria. — 
Arma antica: D' azzurro, al calice d'oro. — Arma 
moderna: Interzato in fascia; noi 1.° d'argento, 
all'aquila spiegata di nero ; nel 2.° d'azzurro, al 
calice d'oro; nel 3." di rosso. — Alias: Spaccato; 
nel 1.° d'azzurro al calice d'oro; nel 2.° di rosso; 
col capo d'argento caricato dell' aquila bicipite 
spiegata di nero e impugnante cogli artigli due 
spade nude in alto. — Alias: Spaccato; nel 1.° 
d'argento, all'aquila spiegata di nero; nel 2.° d'az- 
zurro, al calice d' oro. — Alias: Partito d'azzur- 
ro e di rosso, al calice d'oro attraversante sulla 
partizione; col capo d'argento, caricato dell'aquila 
spiegata di nero. 

AGOSTI di Alessandria, famiglia patrizia fre- 
giata del titolo comitale nel 1834. — Arma: 
Spaccato; al 1.° d'oro, all' aquila di nero coro- 
nata dello stesso, col volo abbassato, posta su tre 
colli di verde, moventi dalla partizione; al 2." 
d' azzurro alla lettera A majuscola romana d'oro, 
accompagnata da tre stelle dello stesso, 2 e 1. 

AGOSTINELLI di Bassano. — Francesco Ago- 
stinelli di Andrea fu aggregato al Consiglio No- 
bile di Bassano nel 1727. — Nel 1821 fu con- 
fermata a questa famiglia la nobiltà dall' Impe- 



rat. d'Austria. — Arma: Partito d'argento e di 
rosso, a due leoni dell'Uno nelP altro; col capo 
d'oro, all'aquila spiegata e coronata di nero. 

AGOSTINI di Pisa, — Nel XV secolo si trova 
questa famiglia assunta ai più alti ufiici della 
città di Pisa, ed un Antonio fu Priore nel 1461, 
1464 e 1468. Quando i Pisani, ricuperata la pro- 
pria libertà per favore di Carlo Vili, la sostene- 
vano contro i Fiorentini, Mariano e Paolo figli 
del precedente furono tra i capi del governo, e 
sostennero anche dappoi quest'ufficio quando Pisa 
ricadde sotto il giogo dei Fiorentini, e dopo essi 
una lunga serie de' loro discendenti. — Per l'e- 
stinzione di nobili famiglie Pisane imparentate 
cogli Agostini, questi vennero in possesso dei 
beni delle case Fantini, Della Seta, Grassi e Ve- 
nerosi, e nel 1746 della contea di Strido appar- 
tenuta a quest' ultima famiglia. — Arma: In- 
quartato: nel 1.° d'argento mantellato d'azzurro; 
nel 2.° -spaccato di nero e d'argento; nel 3.° spac- 
cato semipartito, al 1.» d' argento a sei filiere 
ciascuna di cinque gomitoli di seta di rosso colla 
banda d' oro attraversante, al 2.° di rosso, alla 
banda nebulosa d'oro, al 3.° partito; a destra 
inquartato di rosso e d'argento, a sinistra palato 
d' oro e di rosso di quattro pezzi, nel 4.° d' ar- 
gento alla banda di rosso caricata di due cani 
correnti d'argento collarinati del campo, accom- 
pagnata da tre rose di rosso bottonate d'argen- 
to. Sul tutto di rosso, col capo d' azzurro cari- 
cato da tre stelle di otto raggi d' oro. 

AGOSTINI di Ferrara. — Da Pavia fu tra- 
piantata nel 923 in Ferrara da un Eugenio Ago- 
stini. Alessandro fu quivi Segretario del Duca 
Borso ed Alessandro Consigliere di Alfonso I. — 
(Estinta). — Un ramo si trapiantò in Carrara, 
nel cui libro d'oro è inscritto col titolo di Conte. 
— Arma: Di rosso, all' aquila dell'impero coro- 
nata di nero, caricata nel cuore da uno scudetto 
del campo, alla stella di sei raggi d'oro. — Cimie- 
ro: un leone nascente d' oro. 

AGOSTINI di Cagli. — Arma: D'azzurro, al 
leone d' oro tenente colle branche anteriori un 
ramo di verde e sostenuto da un monte di tre 
cime dello stesso movente della punta. 

AGOSTINI di Venezia ascritta al libro d'oro 
di Murano nel 1605. — Arma: D'argento, alla 
fascia di rosso, con un artiglio di aquila di nero 
attraversante sulla fascia. 

AGOSTINO di Sicilia. — Di origine pisana 
trapiantata in Sicilia al tempo del re Carlo d'An- 
giò che le conferì rilevanti affici, si stabilì pri- 
ma in Polizzi, quindi in Messina e successiva- 
mente in Palermo. Possedette il feudo di Feu- 
reni ed altri. — Un Pietro fu Capitano delle 
armi nella città di Trapani e Vicario generale 
del regno. — Arma: D'azzurro, a tre fascie d'oro 
accompagnate da sei pignatte dello stesso, poste 



AGU 



— 4 



AID 



3 fra la prima e la seconda fascia, 2 fra la se- 
conda e la terza, ed una in punta. 

AGOSTO di Messina. — Famiglia patrizia e- 
stinta. — Un Pino di Agosto fu Senatore di 
Messina nel 4 436-4 437. — Arma: D'azzurro, al 
capriolo d' argento, accompagnato da tre stelle 
dello stesso. 

AGRAMONTE di Sicilia. — Originaria di 
Spagna e patrizia di Messina, ebbe la baronia di 
Faverchi. (Estinta). — Arma: D'azzurro, ad una 
montagna d'argento con balze di verde movente | 
dalla punta. 

AGRAZ di Sicilia. — Di origine spagnuola, 
portata in Sicilia da un Alfonso che fu reggente 
e presidente del tribunale del real patrimonio 
ed ebbe il titolo di Marchese di Laguna. Un 
Francesco-Emanuele Agraz March, di Unia, il 25 
Giù. 4787 fu riconosciuto nel titolo di Duca di 
Casteiluzzo. — Arma : D' oro, a due rami di vi- 
gna pampinosi di verde posti in sbarra, portanti 
ciascuno alla sua estremità inferiore un grappolo 
d' uva d' azzurro. 

AGRESTE di Capodistria. — Arma: D' ar- 
gento, alla vite di verde fruttifera di nero ac- 
collante un palo d' oro. 

AGRICOLA di Udine, aggregata al Consiglio 
Nobile di Udine nel 4670, e confermata nobile 
dall' Imperat. d' Austria nel 4 820. — Arma: Par- 
tito di due; al 4.o di verde; al 2.° d'argento, al 
leone d' oro; al 3.° d' oro. 

AGRIGENTO oGIRGENTI di Sicilia. — Nel 
4397 il Re Martino chiamò un Rinaldo di que- 
sta famiglia suo nobile amico e famigliare e gli 
donò il castello di Agrigento per aver contri- 
buito a sottrarre la città di Girgenti dalla op- 
pressione dei Chiaramontani. Dal suddetto ca- 
stello egli prese il nome che trasmise a' suoi di- 
scendenti, i quali possedettero la baronia di 
Rabbugini. (Estinta). — Arma : Spaccato, al 4 .» 
d' azzurro, alla torre d' argento, sormontata da 
tre torrette dello stesso, aperta e finestrata del 
campo; al 2.° d' argento, a tre fascie ondate 
d'azzurro. 

AGRINALI di Venezia. — Arma: Partito di 
rosso e d' azzurro, al palo d'oro attraversante 
sulla partizione e caricato di un A di nero; col 
capo d' argento caricato di un leone illeopardito 
d' oro. 

AGU di Modena, famiglia estinta, annoverata 
dallo Spaccini fra le nobili modenesi. — Arma: 
D' azzurro, al tigre rampante rivolto a sinistra 
d'oro, impugnante un'alabarda d'argento. 

AGUCCIOdi Bologna, famiglia estinta di parte 
ghibellina. — Arma: D'azzurro, al cane d'ar- 
gento, passante fra due piante di mirto al na- 
turale ; col capo d' oro, caricato dell'aquila spie- 
gata di nero. 

AGUERRA di Milano. — Arma: D'armellino, 



alla Croce di S. Andrea di rosso, colla bordura 
d' azzurro, caricata di otto gigli d' argento. 

AGUIRRE (d') di Milano. — Francesco d'A- 
guirre Questore in compenso dei danni sofferti 
nella fuga per V invasione Gallo-Sarda, fu fatto 
Conte dall' Imperat. Carlo VI nel 4736.11 Conte 
Vittorio suo figlio fu regio podestà di Milano, e 
non avendo lasciato figli, con lui si spense la 
famiglia. — Arma: D'azzurro, all' albero terraz- 
zato di verde, attraversato sul tronco da due 
cagne correnti di nero tenenti in bocca ciascuna 
una lepre di rosso; nei rami cinque lepri dello 
stesso poste 2 e 3; le prime due affrontate; la 
3.» e la 5.e affrontate e controrampanti; la 4.a 
passante fra la 3.a e la 5.. 

AGUSELLI di Cesena, originaria dalla fami- 
glia Anguissola, il cui nome cambiò in quello di 
Aguselli un Marco il quale fu costituito in patria 
Luogot. Generale del famoso Cardinale Albornoz. 
À goduto la signoria dei feudi di Caresto e Li- 
nara e la contea di Apozzo nel Montefeltro. — 
Arma: D' oro, al lupo rampante di nero. 

AGUSTINI di Forlì. — Antica famiglia, oggi 
estinta, vanta un Cardinale di S. R. C. nella per- 
sona di Stefano Arciv. di Eraclea nel 4 681 Un 
Tommaso ebbe il titolo di March. d'Altomburgh. 

— Arma : Di rosso, al liocorno d' argento colla 
banda d' azzurro attraversante. 

AIALA di Napoli e di Sicilia. — Arma: 
D' argento, a due lupi passanti, 1' uno sull'altro, 
accompagnati da nove stelle d' azzurro, disposte 
tre in capo, e tre in ciascun fianco, una sopra 
1' altra. 

AIANO di Pistoia. — Dei Priori fin dal 4 376 
nella persona di Signoretto di Ser Nuovo Agliuni. 

— Arma : Di rosso, a tre caprioli d'oro, il secondo 
sormontato da una crocetta potenziata del campo. 

— Alias: Spaccato dentato d' oro e di rosso. 
AJARDI di Bergamo. — Arma: D' argento, 

a tre aquilotti spiegati di rosso, 2 e 4, sormon- 
tati nel capo da un giglio dello stesso. 

AJAZZA di Vercelli. — Un Nicolò fiorente 
nel XVI secolo fu senatore ducale, ed un Giro- 
lamo fu Gran Cancelliere di Savoja. Questa fa- 
miglia à posseduto la signoria feudale di Monteu 
da Po. — Arma: D' oro, a tre gazze al naturale, 
2 e 4, le prime affrontate; colla bordura compo- 
sta d' argento e di nero. — Cimiero: Un braccio 
vestito di scaccato d' argento é di nero soste- 
nente sul pugno una gazza al naturale in atto 
di spiccare il volo. 

AICARDO di Venezia. — Arma: D' azzurro, 
alla fascia d'oro, accompagnata da quattro cespi 
di foglie d' albero dello stesso, disposte 3 in capo 
ed 4 in punta. 

AIDONE di Sciacca, di origine aragonese por- 
tata in Sicilia da un Corrado che fu segretario 
del re Federico II. À posseduto i feudi di S. Giù- 



AIM 



— 1 



5 — 



AIT 



liano e di Montagna di Marzo. — Arma: Di ros- 
so, alla fascia d' argento, accompagnata in capo 
da due stelle d' oro, e in punta da un capriolo 
del secondo. 

AIDONI di Ferrara, originaria di Mantova, 
trapiantata in Ferrara nel 1352 da Antonio Ai- 
doni che fu Ambasciatore più volte pel Marchese 
di Ferrara. Anche un Marcello fu ambasciatore 
al pontefice Bonifacio IX per Nicolò III. Ad un 
Pellegrino, che fu 1' ultimo di sua famiglia, fu- 
rono confiscati i beni per aver sparlato del duca 
Borso. — Arma: Di porpora, al leone d'argento 
sostenente colle branche anteriori un fascio di 
verghe di nero. 

AJEDO di Sicilia. — Arma : D' argento, a 
due cavalli bai, broccante 1' uno sulP altro, gal- 
oppanti dietro un albero di verde, il tutto ter- 
razzato al naturale. 

AJELLO del Piano di Sorrento. — Si onora 
di un Antonio Preposito del Capitolo generale 
dell' Ordine Teatino, creato Vescovo di Acerno 
nel 1593, e di un Pietro che fu Abate generale 
dei Celestini nel XVII secolo. — Arma: D' oro, 
.alla sbarra di azzurro, caricata da tre stelle del 
campo. 

AJELLO di- Termini-Imerese e di Messina. — 
È una derivazione della famiglia omonima napo- 
letana appartenuta al sedile Capuano. Verse la 
fine del XVIII secolo fu elevata alla nobiltà di 
Messina dopo- che Francesco, Vincenzo e Letterio 
Ajello ne indossarono la toga senatoria. — Arma: 
D'oro, alla sbarra d'azzurro, caricata da tre stelle 
del campo, accompagnata da due leoni rivoltati 
del secondo. — Alias: D' oro all'albero di palma 
di verde, sinistrato da un leone di nero rampante 
contro il fusto; il tutto terrazzato al naturale. 

AJERBI D' ARAGONA di Sicilia, principi di 
Cassano e Marchesi della Grotteria, Patrizi di 
Messina. (Estinta). — Arma : D' oro, a quattro 
pali di rosso, colla bordura d'azzurro, caricata da 
otto scudetti d' argento, alla fascia d' azzurro. 

AIMARI di Villafranca, signori di Reano nel 
1440. — Arma: D'azzurro, al leone d'argento, im- 
maschito di rosso. 

A1MERCI di Bologna. — Arma: D' oro, alla 
banda di azzurro sostenente una colomba ferma 
di nero. 

AIMERICI di Bologna. — Arma: Di rosso, a 
tre spade d' argento manicate d' oro poste in fa- 
scia, accompagnate da nove torte d'oro, 3, 3 e 3. 

AIMI di Cremona. — Dette molti Decurioni 
e parecchi senatori alla patria; altri apparten- 
nero al Nobile Collegio dei Giureconsulti ed altri 
al Collegio dei Nobili Fisici. — Estinta verso la 
metà del XVIII secolo. — Arma: Di rosso, al 
gatto mammone seduto d' oro. 

AIMO di Vicenza. — Le prime memorie di 
questa potente famiglia risalgono al 1066; nel 



1085 un Gerardino fu Console; nel XII secolo 
un Anselmino aveva P avvocazia dei Canonici, e 
nella descrizione delle famiglie della Marca Tri- 
vigiana, fatta da Eccellino nel 1213, questa fa- 
miglia si trova elevata fra le populares majores. 
Un Licavero nel 1254 fu proscritto dal tiranno 
Eccellino. — Da lungo tempo estinta; ma si 
vuole che gli Emo di Venezia abbiano da essa tratto 
la propria origine. — Arma? 

AIMO del Piemonte, — Francesco-Bernardino 
Segret. di Stato e Finanze nel 1685 fece acqui- 
sto della giurisdizione di Castigliole di Saluzzo. 

— Arma: Di rosso, a due bande a spina di pe- 
sce d' argento, caricate, ciascuna, di tre gigli 
d'azzurro; col capo d'oro. — Cimiero: un'aquila 
di nero coronata d'oro nascente. — Motto: Cre- 

SCAM UT EVEHAR. 

AIMONERI di Aosta baroni di S. Martin de 
Corlian. — Arma: Spaccato d'azzurro e di rosso, 
al leone d' oro, dall' uno all' altro, impugnante 
colla branca anteriore destra una spada d' ar- 
gento alta in palo, con una corona all' antica 
d' oro infilzata a metà della lama. — Cimiero: 
un pappagallo al naturale. — Motto: Non expers 
consilii vis. 

AIMONINO di Crescentino Conti di Tricerro. 

— Arma : D'argento, all'albero al naturale, nodri- 
to, alla destra dello scudo, sulla pianura erbosa 
al naturale, e sinistrato da due leoni illeoparditi, 
al naturale, correnti uno dietro l'altro; col capo 
d'azzurro, a tre gigli d'argento ordinati in fascia. 

AIOSSA di Napoli e di Calabria, di origine 
germanica, venuta in Italia al seguito di Fede- 
rico II che le fè dono del feudo di Roccasecca, 
al quale più tardi si aggiunsero quelli di Fumari 
e di altri castelli. — Fu aggregata alla più co- 
spicua nobiltà napoletana ed ascritta aP Seggio 
Capuano, e a quello di Porto. Ad un Raffaele 
Aiossa fu conferito dal re Ferdinando II il titolo 
di Marchese. Un Pietro di questa casa fu eletto 
Vescovo di Sessa nel 1 487. — Arma : D' azzur- 
ro, a due sbarre d'argento, accompagnate da due 
conchiglie dello stesso, una in capo ed una in 
punta. 

AIROLA o AIROLO di Genova e di Messina, 
originaria di Genova, Patrizia Messinese, estinta 
in Messina. — Arma: D'azzurro, alle quercia al 
naturale, nudrita sopra un terreno dello stesso, 
sinistrata da un leone d' oro, rampante contro 
il tronco. 

AIROLDI od IROLDI di Milano. — Arma: 
Grcmbiato d'oro e d'azzurro col capo dell'impero. 

AITANTI di Lucca, si trova nei registri delle 
famiglie nobili lucchesi del 1300. — Arma: D'az- 
zurro, alla torre d' argento sormontata da una 
stella dello stesso. — Alias: Spaccato d'argento 
e di rosso, a tre mazze ferrate, due di rosso nel 
primo e una d' argento nel secondo. 



ALA 



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ALA 



AJO (dall') di Vicenza. — Arma: Di rosso a 
tre capi d' aglio d' argento colla coda in alto. 

AJUTAMICR1STO di Sicilia. — Originaria di 
Fisa, passò in Sicilia al tempo di re Alfonso di 
Castiglia. Ebbe molti feudi, fra' quali Misilmeri 
di cui fu investito Guglielmo Ajutamicristo nel 
1385, e la terra di Calatafimi. — Ahma: D'oro, a 
cinque fuscelli d'azzurro accollati e posti in fascia. 

AJUTO di Trapani. — Nel 1392 un Nicolò 
Àjuto fu provveditore del palazzo di Federico III, 
e nel 1535 un Lorenzo fu armato Cavaliere dal- 
l' Imperai Carlo V, ed eletto quindi capitano 
della città di Napoli. — Ahma: Di rosso, alla 
croce d'oro, accantonata da quattro bisanti dello 
stesso, al paternostro di nero attraversante in 
cinta sul tutto. 

ALA di Cremona, ascritta fin dal 1082 al 
patriziato decurionale di Cremona nella persona 
di un Beltramino Senatore della patria, e dopo 
di lui ali ri della famiglia appartennero al decu- 
rionato. » posseduto parecchi feudi, fra' quali 
Scandolai i ripa d'Oglio, Binanova, Levata ecc. — 
Lasciarono bella fama di sè, un Benedetto Te- 
nente-Maresciallo proprietario di un reggimento 
d' infanteria italiana che tanto si segnalò in Sar- 
degna, nella Spagna all'assedio di Barcellona, nel 
Monferrato e in Piemonte, ed un altro Benedetto 
che fu fatto Arciv. di Urbino nel 1610. Filip- 
po IV re di Spagna conferì a Daniele Ala il ti- 
tolo marchionale trasmissibile ai suoi discendenti 
primogeniti. — Arma: Di rosso, al leone d' oro 
sostenente colla branca destra un semivolo d'ar- 
gento, ed una striscia bianca svolazzante sulla di 
lui testa e portante il motto: virtus ad alta 
volat in lettere majuscole di nero. 

ALA di Catania e di Messina portata in Si- 
cilia dalla Catalogna da un Guarnuccio Ala se- 
gretario di Federico II. — A posseduto i feudi 
di Canicattini, Racalveti e la Fontana della Mor- 
tilla. — Nel 1584 da Catania passò in Messina 
al cui patriziato venne ascritta ed ai sopraccen- 
nati feudi aggiunse quelli di Spalla, Bigini, Ma- 
strari e Prioli (Estinta). — Arma: D'azzurro, 
al mezzo volo di argento. 

ALABANTI di Bologna. — Arma : D' azzur- 
ro, all' artiglio alato d' oro, posante sopra una 
palla d' argento; col capo d'Angiò. 

ALAGNA o ALAGNO di Napoli e di Mes- 
sina. — Originata da Mauro d' Alagno Vicario 
della Repubblica di Amalfi nel 900, feudataria 
sotto Carlo I d'Angiò. Deve la sua grandezza ad 
Alfonso d' Aragona il quale invaghitosi perduta- 
mente di Lucrezia d' Alagno era sul punto di di- 
vorziare la regina Maria per isposarla, ma vi si 
oppose il pontefice Pio IL — Sono da segnalare 
un Pietro che fu Conte della Repubblica Amalfi- 
tana, un Bertraimo Vescovo di Famagosta ed Ar- 
civ. di Amalfi ed un Ugo Gran Cancelliere del 



regno e Conte di Borrello. — Un ramo si tra- 
piantò nella città di Messina e ne ottenne il pa- 
triziato. (Estinta). — Arma: D' oro, alla croce 
di rosso, caricata di cinque gigli d' argento. 

ALAGNO (d'j di Taranto, un ramo della pre- 
cedente, le cui prime vestigie in Taranto si rin- 
vengono in un Antonello compagno d' arme di 
Ramondello Orsini Princ. di Taranto nel 1400. 
Si estinse nei primi anni del XVIII secolo. — 
Arma: D'argento, alla croce d'azzurro caricata 
di cinque gigli d' oro. 

ALAGONA di Sicilia e di Catania, origina- 
ria spagnuola, fu portata in Sicilia dal famoso 
Blasco d'Alagona il quale vi aveva seguito il re 
Pietro I d'Aragona di cui fu Capitano generale in 
Sicilia. Possedè ben 54 feudi ed otto contee, e 
di Mistretta gli Alagona s' intitolarono Conti, 
mentre del titolo di Marchesi di Oristan anda- 
rono pure fregiati. À goduto nobiltà in Napoli 
al Seggio di Portanuova, in Palermo, Catania, 
Siracusa, ecc. — Un Matteo fu Maestro-giusti- 
ziere del regno di Sicilia, Luogot. Generale delle 
armi, Cavallerizzo maggiore del re Federico III 
d'Aragona e suo Generale nella Calabria, un se- 
condo. Blasco fu Viceré e Maestro Giustiziere del 
regno di Sicilia, e fu a capo della famosa con- 
giura dei Catalani contro i Chiaramontani; un 
Manfredi fu uno dei Tetrarchi del regno; un 
Artale Gran Giustiziere del regno fu tutore della 
regina Maria, Vicario generale del regno ed edi- 
ficò la città di Francofonte. — Un ramo di que- 
sta famiglia, oggi tutta estinta, si trapiantò in 
Reggio di Calabria. — Arma : D' oro, a sei palle 
di nero, 2, 2 e 2, ovvero d' argento a sei palle 
di nero. 

ALAIMO di Sicilia di origine spagnuola por- 
tata in Sicilia da un Roberto Alaimo al tempo 
di Federico II e stabilita in Lentini. Si diramò 
in Malta ed in Siracusa. — Arma: Spaccato d'az- 
zurro e d' argento, caricato nel primo di un' a- 
quila di nero, colla fascia d' oro attraversante 
sulla partizione. 

ALAISE di Nizza, Conti di Berrà. — Arma : 
Inquartato, nel 1.° e 4.° d' azzurro, alla croce di 
S. Andrea d' argento, accantonata da quattro 
conchiglie dello stesso; ne! 2.» e 3.° di rosso, al 
mastio d'argento, torricellato di tre pezzi, aperto 
del campo, e caricato d' una banda, in divisa, 
scorciata, d' az«urro. 

ALAMANDIANI di Viterbo. — Arma : D'az- 
zurro, alla cometa d' oro. 

ALAMANDINI di Bologna. — Un Michele di 
questa famiglia fu frate Gaudente nel 1265, un 
Rodolfo anziano del Comune nel 1289, un Gui- 
dotto Savio del Comune nel 1285, un Jacopo an- 
ziano nel 1307, un Domenico Conservatore nel 
1347 ed un Francesco anziano nel 1357. — Ar- 
ma: D'oro, al semivolo spiegato di nero. 



ALB 



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ALB 



ALAMANNI di Firenze, probabilmente ori- 
ginaria dalla Germania e discendente da quell'A- 
lamanno che fu console di Firenze nel 4 173. Nel 
4 354 incominciò a godere le prime dignità della 
repubblica cui diede 20 Priori e 2 Gonfalonieri. 
— Si divise in due rami, i quali si onorarono di 
6 Senatori, di vari Vescovi ed uomini illustri in 
lettere e in armi e dei titoli marchionali su Te- 
rentola e Luciano. Si estinse nel 4795 per la 
morte del Senatore Vincenzo. — Arma : Trin- 
ciato d'argento e d'azzurro, alla banda dell'uno 
all' altro. 

ALAMANNI di Lucca, estinta. — Arma: 
D'azzurro, a tre stelle d' oro. 

ALAMI di Lecce. — Arma: D' argento, al 
leone e all'orso di rosso, affrontati e combattenti. 

ALANDRI di Verona. — Arma: D' argento, 
al leandro di verde, fiorito di rosso. 

ALARDI di Mondovì. — Estinta verso la fine 
del XVIII secolo. — Il Dott. Giacomo fu medico 
ordinario e molto accetto al Pontefice Pio V. — 
Arma: D' azzurro, al semivolo destro d'oro, col 
capo cucito di rosso, a tre stelle del secondo or- 
dinate in fascia. 

ALARI di Milano, nobilitata nella persona di 
un Giacinto-Francesco che fu fatto conte nel 
4734; titolo che fu poi appoggiato sul feudo di 
Trebbiano da lui comprato nell'anno susseguente. 
Anche un Saule-Agostino, di un altro ramo, fu 
fatto Conte di S. Damiano nel 4775. Con Saule, 
figlio del precedente, che fu Barone e Scudiero 
sotto Napoleone l, si estinse completamente que- 
sta famiglia. — Arma: D' azzurro, al destroche- 
rio di carnagione, movente dal fianco sinistro, e 
tenente una lancia al naturale in palo, armata 
d' argento, frangiata di rosso, ed alata presso la 
frangia; le ali d' oro frammiste di penne d' az- 
zurro. — Cimiero: un' aquila nascente di nero, 
coronata d' oro. 

ALASIA di Cuneo. — Arma: Trinciato d'ar- 
gento e di nero. 

ALATI di Calabria. — Arma: Di rosso, al 
volo d' oro. 

ALATORN di Sicilia. — Arma: D'oro, all' a- 
quila spiegata di nero, coronata dello stesso, guar- 
dante il sole di rosso orizzontale a destra. 

ALATRI di Napoli: Fusato d'argento e di rosso. 

ALATRINI di Taormina. — • Vanta un Car- 
dinale nella persona di Gollrodo creato da Papa 
Urbano IV. — Arma: Di rosso, a duo cani pas- 
santi d' argento. 

ALBA di Sicilia. — Arma: Di rosso, al cigno 
d' argento passante sopra una fascia d' oro. 

ALBAIRATI di Milano. — Nella matricola 
delle famiglie nobili milanesi del 4 277 da cui si 
dovevano eleggere i Canonici ordinar)' del Duomo 
sono compresi i Medici di Albairate. Antonio fu 
deput. della fabbrica del Duomo nel 4 394, e Bal- 

Mzionarlu Si or. Blu*. 



zaro nel 4 395. Gli Albairate da Pessano fiorirono 
in Milano nel XVI secolo. — Arma: Bandato di 
rosso e d'oro. — Alias: D' oro, a cinque cotisse 
di rosso. 

ALBAMONTE di Sicilia. — Al tempo del fa- 
moso Vespro, un Leone Albamonte fu governa- 
tore della città di Naro. A Giovanni di lui figlio 
fu concesso da Federico III il feudo di Motta 
d'Affermo. — Appartiene a questa casa quel Gu- 
glielmo che fu valoroso capitano sotto Prospero 
Colonna, ed uno dei tredici italiani della disfida 
di Barletta. -— Arma: Di rosso, al monte d'ar- 
gento e al sole d' oro nascente. — Alias: In- 
quartato; nel 4.° e 4.° di verde, a quattro fascie 
d' argento; nel 2.° e 3.» di rosso, ad una stella 
d'oro. — Alias: Inquartato: nel 4.° e 4.° d'oro; 
nel 2.° e 3.» di nero, a due fascie d' oro. Sul 
tutto uno scudetto d'azzurro caricato di una mon- 
tagna d' argento sulla cui vetta un sole d' oro 
nascente. 

ALBANELLI di Sicilia, oriunda da Valenza, 
portata in Sicilia da un Gerardo Albanelli. — 
Un Guglielmo fu Capitano valoroso di re Alfonso 
d'Aragona. — Arma : Di rosso, a sei stelle d'oro, 
poste, 3, 2 e 4. 

ALBANES di Sicilia. — Un Pietro Albanes, 
Milite e Segretario della regina Bianca di Na- 
varra, trapiantò questa famiglia in Sicilia, dove 
acquistò la baronia di Boternò e Marco di Gra- 
do. — Arma: Di rosso, al cane rampante d'ar- 
gento, collarinato d' oro. 

ALBANESE di Sicilia. — Arma : D' argento, 
alla fascia d' azzurro, caricata da un sole d* oro. 

ALBANESI di Crema — Un Cristoforo capi- 
tano di 200 fanti stabilì in Crema la propria fa- 
miglia, oggi estinta, nel 4 512. Un Annibale, a- 
vendo militato pei Veneziani nella guerra di Ci- 
pro, morì da prode in Nicosia nel 4570. — 
Arma ? 

ALBANESI di Bologna. — Arma: D'argento, 
a sei monti di verde, posti 3, 2 e 4 moventi 
dalla punta, e sormontati da un tronco di albero 
con due rami al naturale, sul destro de' quali 
posa un uccello di nero. 

ALBANESI di Modena. (Estinta). — Arma: 
D' azzurro, a tre monti di verde nascenti dal- 
l' acqua al naturale in punta; ciascun monte sor- 
montato da una spiga d'argento, ed in capo a 
sinistra una stella d'oro. 

ALBAN ino di Palermo, di origine francese, 
venuta in Italia con Carlo l d' Angiò, e trapian- 
tata poi in Sicilia da un Orlando Albaneto ca- 
meriere della regina Eleonora. — Arma : Di ver- 
de, a tre monti d' argento, sormontati du una 
stella di rosso. 

ALUAM di Bergamo. — Da Albano, paesello 
poco distante da Bergamo, e dove questa fami- 
glia aveva estesi possedimenti, trasse il proprio 

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nome. Era fiorente in Bergamo fin dal XI secolo, 
e nel XIII dette alla patria tre Consoli maggiori. 
— Nel 1459, gli Albani furono creati Conti e 
Cavalieri del S. R. I. e nel 1571 per decreto del 
Senato di Roma furono dichiarati nobili romani 
ed aggregati all' Ordine Senatorio. Un Francesco 
fu chiamato padre della patria per gli eminenii 
servigi resi a questa in tempi assai calamitosi ; 
nel 1812 fu uno dei 12 cui Bergamo, poi che fu 
abbandonata dai Francesi, affidò il proprio go- 
verno e volle che egli solo potesse disporre del 
pubblico tesoro, e nel 1813 fu dalla Repubblica 
Veneta creato Provveditore generale della sua 
patria. Un Giangirolamo nel 1570 fu creato dal 
Pontefice Pio V Cardinale di S. R. C. ; un Giam- 
battista fu Patriarca di Alessandria nel 1568, ed 
un Bonifacio nel 1667 fu creato Arciv. di Spala- 
tro. — Arma : Spaccato di rosso e d' azzurro, 
alla fascia d'oro attraversante sulla partizione, 
accompagnata da tre stelle dello stesso, 2 in ca- 
po, e 1 in punta. — Divisa : Respice in me, Do- 
mine, ET MISERERE MEI. 

ALBANI di Urbino e di Boma, famiglia ve- 
nuta dall'Albania in Italia nel XV secolo. Un 
Giorgio, celebre condottiero di armati al servi- 
zio di Roberto Malatesta Signore di Rimini e di 
Francesco I Duca di Urbino stabilì quivi la pro- 
pria famiglia, la quale salì in grande possanza al- 
lorché nel 1700 un Giovanni-Francesco fu creato 
sommo pontefice col nome di Clemente XII. Diede 
inoltre tre Cardinali alla Chiesa, Annibale creato 
nel 1711, Alessandro nel 1721, e Giuseppe-Cle- 
mente nel 1801. L' Imperat. Giuseppe I innalzò 
gli Albani di Roma al rango di Principi dell'Im- 
pero nel 1710, conferendo questa dignità ad An- 
nibale (quello stesso che fu poi Cardinale) col di- 
ritto di trasmissione a tutta la famiglia, la quale 
si spense nel 1811 colla morte del Princ. Carlo 
Consigl. intimo al servizio dell' Austria e gran 
maestro dell'Arciduca Francesco. — Arma: D'az- 
zurro, alla fascia d' oro accompagnata nel capo 
da una stella di otto raggi d' argento, e da un 
monte di tre cime d' oro movente dalla punta. 
Lo scudo sormontato dal gonfalone e dalle chiavi 
pontificie poste nel mantello di scarlatto foderato 
di armellino, frangiato d'oro, accollato dall'aquila 
bicipite spiegata di nero, membrata, imbeccata, 
e sormontata della corona imperiale d' oro. 

ALBANI di Vercelli. — Albano, terra del 
Vercellese à dato il nome a questa nobile fami- 
glia che fu un tempo signora del castello di S. 
Damiano. — Arma: Palato d'oro e di rosso; i 
pali del secondo caricati, ciascuno, di tre scu- 
detti ovali del primo, all'ombra di leone di nero. 

ALBANI di Venezia, originaria di Trieste da 
cui dovette emigrare al tempo delle irruzioni dei 
Barbari, e rifugiarsi nelle venete lagune — Pro- 
dusse uomini sapientissimi di gran governo, e 



tribuni antichi, ascritti nel maggior consiglio nel 
1112, e rimase estinta nel 1262. — Arma : Ban- 
dato d' azzurro e d' argento di sei pezzi. — 
Alias: Spaccato d' argento e di rosso, caricato 
nel primo da una rosa del secondo. 

ALBANI di Modena. (Estinta). — Arma: 
Spaccato di rosso e d' azzurro, alla fascia in di- 
visa d' oro sopra il tutto, accompagnata da tre 
stelle dello stesso, 2 in capo ed 1 in punta. 

ALBARI o ALBERII di Bologna. — Ebbe 
( comune la origine con i Gabriozzi e co' Perticoni 
da quelli da Castello, dinasti antichissimi, e forse 
gli Albari furono i conti di Castel dell' Alboro o 
de Albario (presso Castelsanpietro), uno de' quali, 
Lotario, fece la sua dedizione a Bologna nel 1178. 
Nel 1228 erano nobili di parte geremea e nei 
conflitti di questa coli' avversaria dei Lambertazzi 
grandemente si segnalarono. Nel XIII ed in parte 
nel XIV secolo gli Albari maneggiarono gli affari 
di Stato. Bonaccorso nel 1203 fu uno dei due Con- 
soli di giustizia e nel 1221 fu Procuratore del Co- 
mune. Dal 1 351 al 1 359 si trovano undici volte tra 
gli anziani, e da ultimo nel Consiglio dei sei- 
cento nel 1387. — Arma: D'argento, a tre al- 
beri al naturale, terrazzati di verde. 

ALBARO di Genova. — Il cognome addita 
il luogo di origine della famiglia. Nel 1157 Gu- 
glielmo di Albaro si trova fra i cittadini che 
giurarono il trattato d' amicizia stipulato da Ge- 
nova col re Guglielmo I di Sicilia. Ma la fami- 
glia Albaro, o di Albaro, come parecchie altre 
genovesi, salì ad alto grado mercè l'esercizio del 
notariato; e appunto fu notaio quel Goflredo, che 
nel 1461, dopo la morte di Battista Stella, fu 
eletto dal governatore Lodovico dalla Valle a scri- 
vere i patrii annali. De* quali Antonio Gallo (toc- 
candone a Paolo Moneglia, nel Commentario delle 
cose genovesi accadute fra il 1476 e il 78) non 
dubita di aflermare che saranno scritti « con 
quella prudenza con che Goffredo vale cotanto, e 
con quella lealtà che è in lui singolare ». Indi 

10 stesso Gallo intitolando a Goffredo il Commen- 
tario della guerra contro gli Aragonesi, cosi gli 
parla: « A prendermi questo carico mi spinsero 
le tue esortazioni, perchè tu possa senza fatica 
veruna trascrivere queste cose ne' tuoi Annali ». 
Ma Goflredo o non si decise mai a scriverli, o il 
suo lavoro andò perduto; giacché non è ben certo 
che fosse « una parte almeno di questa storia » 

11 testo che lo Spotorno accenna come esistente 
in un codice « di moderno carattere, presso di 
un patrizio genovese » (Stor. Lett. della Ligu- 
ria, Voi. II, pag. 80). — Arma: D'azzurro, al- 
l' albero nudrito sulla campagna erbosa, il tutto 
al naturale; il tronco sinistrato e sostenuto da 
un leone d'oro, coronato dello stesso; con un 
crescente d' argento, figurato, rivoltato, e rag- 
giante verso I' albero, nel punto destro del capo. 



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ALBENGA di Genova, della città omonima 
nella riviera di ponente, detti anche Albingani. 
Jacopo di Albenga, insigne canonista e Prof, nel- 
P università di Bologna nel XIII secolo. Nicolò 
Albingano f i tra gli anziani della Repubblica nel 
1394. Nel 1328, per la legge dei Ventotto Al- 
berghi, Bartolomeo Albingano fu ascritto alla fa- 
miglia dei bornari. — Arma: D'azzurro, a due 
fascie ondate nebulose d' argento. 

ALBERENGHI di Venezia. — Arsa : D' az- 
zurro, all' albero sradicato al naturale. 

ALBERESANI di Ferrara. — Antichissima 
famiglia originaria della Fratta, castello dell' a- 
gro ferrarese, dove nel IV secolo vivea un Co- 
stantino Alberesano dal quale presero il nome i 
suoi discendenti. Una Isotta di questa famiglia 
fu moglie del March. Alberto d' Este, e madre 
di Nicolò III, e fu P ultima della sua casa. — 
Arma: Trinciato d' azzurro e d'oro, al grifo del- 
l'uno all'altro. — Cimiero: un gallo di nero. 

ALBERGARIA di Sicilia. — Un Garzia Al- 
bergarla di nobile stirpe portoghese venne in Si- 
cilia con Pietro I d' Aragona ed ottenne da que- 
sto sovrano la custodia del quartiere Neapoli di 
Palermo, che prese poi il nome dell' Albergarla. 
— Arma: D'azzurro, seminato di gigli d'oro, 
alla banda di nero caricata di tre scudetti d'oro 
attraversante sul tutto. 

ALBERGATI di Roma e di Bologna. — 0- 
riginaria della Germania dove nel 933 vivevano 
Cosimo ed Aurelio, Baroni P uno di Vistinga, 
l'altro di Chastel. Nel 976 vivevano in Italia un 
Lucio scrittore religioso ed un Gregorio Card, 
di S. R. C; raa il primo personaggio noto per 
documenti è un Ugolino vivente in principio del 
XIII secolo. Un altro Ugolino ed un Enrichetto 
intervennero alle Crociate, il primo nel 1276 ed 
il secondo nel 1290. Molti furono Anziani, Savi, 
Gonfalonieri di Giustizia, e Senatori del Comune 
di Bologna. Un Francesco nel 1346 guerreggiò 
contro i Turchi; Pier-Antonio fu Capit. nel 1322, 
e Pier-Nicola fu Gonfaloniere di giustizia nel 1378 
e 1386, poi Ambasciatore al Duca di Milano nel 
1 402. Appartengono a questa famiglia il celebre 
Card. Nicolò Albergati, beatificato, che fu Legato 
Pontificio in Francia, a Venezia ed in Germania 
e che fu scelto ad ine- .trare a nome del Papa 
P lmperat. d'Oriente quando nel 1439 venne al 
Concilio di Firenze; un Viarese che fu Nunzio 
Pontif. in Spagna nel 1516 e poi Vescovo di 
Caiazzo; ed un Antouio che fu Vescovo di Bi- 
sceglie, poi Nunzio Pontif. a Colonia. Fiorì nel 
XVIII secolo Francesco Albergati Capacelli, uno 
dei più valenti poeti drammatici d' Italia, e con- 
tinuatore della riforma teatrale iniziata dal Gol- 
doni. — Un Girolamo Albergati ebbe l'eredità dei 
Capacelli e ne assunse il cognome che trasmise 
a' suoi discendenti. — La famiglia Albergati si 



divise in due rami : il senatorio, Albergati-Capa- 
celli, che possedette i marchesati della Valorosa 
e di Montecanino nel Vicentino, e la giurisdizione 
ed il titolo marchionale del Serraglio in Romagna; 
l'altro detto Albergati- Vezza, che ottenne il titolo 
marchionale dal Duca di Modena il 1628. — ARMa: 
D'azzurro, alla banda d'argento, bordata di rosso. 

ALBERGHETTI di Bologna. — Arma : Par- 
tito; a destra d' argento, e a sinistra d' argento, 
a tre fascie d'azzurro. — Alias: Di rosso, cari- 
cato da una banda d' azzurro, bordata d' argento; 
colla bordura d'oro, caricata da dieci torte d'az- 
zurro. 

ALBERGHI di Bologna. — Arma: Partito; a 
destra d' azzurro, al capriolo coricato di rosso, 
accompagnato da tre stelle d'oro; a sinistra va- 
jato d' argento e di rosso. 

ALBERGHINI di Bologna. — Ippolito di An- 
tonio Dott. in medicina nel 1o95. — Arma: Spac- 
cato d' oro e d' azzurro, alla croce di S. Andrea 
dell'uno all'altro, caricata all' estremità di quat- 
tro gigli dell' uno nell' altro, ed in cuore da un 
dado di nero caricato da una losanga spaccata 
d' oro e d' azzurro ; la croce accantonata in 
capo da una rosa di rosso. 

ALBERGLNI di Piacenza. — Arma : D' ar- 
gento, a due leoni di rosso, affrontati e com- 
battenti. 

ALBERGONI di Crema. — Di origine vicen- 
tina, trapiantata in Crema nella prima metà del 
XV secolo. Appartenne alla fazione guelfa e si 
estinse prima del 1700. — Arma: D'azzurro, al 
leone nascente d'oro, sormontato da tre stelle di 
sei raggi dello stesso. 

ALBERGOTTI di Arezzo e di Firenze, di o- 
rigine antichissima, avendo per «'stipite un Te- 
baldo vissuto nell' 891. Furono signori di molti 
castelli, di Joppole in Casentino, di Castelnuovo, 
di Argiano, ed altri. Nelle fazioni politiche se- 
guirono costantemente la parte Guelfa, osteg- 
giando la Ghibellina, per cui ebbero onorevoli 
uflici nella Repubblica di Arezzo. Un Guiduccio 
e un Marcellino furono Vescovi della loro patria, 
ed in essa esercitarono grande preponderanza 
perchè oltre il potere spirituale avevano ancora 
quello temporale, essendo capi supremi del go- 
verno. Uscirono da questa stessa famiglia dottori, 
giudici e consiglieri della repubblica; un Pirro 
si acquistò (ama di valoroso capitano nelle guerre 
di Germania e di Fiandra: un Nerozzo fu Sena- 
tore di Firenze. In questa città Francesco Al- 
bergotti, detto il Dottore della solida verità, 
portò un ramo della sua famiglia nel 1349 che 
poscia si riunì di bel nuovo a quella di Arezzo. — 
Arma: Bandato d'oro e di nero; la seconda banda 
caricata nel capo di una stella di sei raggi d'oro. 

ALBERI di Orvieto. — Arma: D' argento, al 
pino sradicato di verde, fruttifero d' oro. 



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ALBERI di Roma. — Arma: Di rosso, al- 
l' aquila d' argento, coronata d' oro, alla banda 
curva di nero attraversante sul tutto. 

ALBERICI di Roma, Vicenza, Trieste e Or- 
vieto. — Sembra essere originaria questa nobile 
famiglia dalla casa dei Conti Tuscolani, e circa 
al 974 un Alberto degli Alberici tentò di acqui- 
stare il dominio sopra le città del Piceno e della 
Romagna. Gadaldo Alberici nel 1 360 godeva più 
di dieci mila pertiche di terreno. Diramata a 
Trieste, a Vicenza, ebbe ovunque uomini illustri 
che la onorarono: Alessandro, Giuseppe, Antonio 
Alberici furono Senatori di Venezia : Ippolito e 
Luigi celebri letterati: Pietro fu in Vicenza eletto 
console nel 1202 per quietare le cittadine discor- 
die. Altro ramo, fuggendo da Brescia al tempo 
delle fazioni Guelfa e Ghibellina, si stabilì in Sa- 
lerno; ed oggi questa famiglia tuttora esiste in 
Orvieto e vanta un Card, di S. Chiesa nella per- 
sona di Francesco creato nel 1832. — Arma: de- 
gli Alberici di Roma: D' argento, alla torre di 
verde, aperta e finestrata di nero sormontata ne' 
suoi merli da un leone passante di rosso. — Ar- 
ma degli Alberici di Orvieto : D' azzurro, al leone 
d' oro rampante a sinistra. — Cimiero : uno 
struzzo nascente. 

ALBERICO (d') o ALBERIGHI di Bologna. — 
I più antichi documenti di questa famiglia ci ri- 
velano un Ubaldo d' Alberto che nel 1141 inter- 
venne alla donazione del castello di Trèntola, 
fatta da Guarino e nipoti al comune d' Imola. 
Ugo e Alberico furono illustri giureconsulti, ed 
il primo, chiamato mens legum ebbe incarico dal- 
l' imperat. Federico di definire le regalie da esi- 
gersi in Lombardia. Amedeo, figlio di Alberico, 
fu medico del prigioniero re Enzo. Ugo e Gerar- 
dino ottennero il Consolato. — Questa fami- 
glia si arrichì di molto col commercio e nel 1257 
possedeva settantun servi della gleba, e diverse 
torri in Bologna. — Arma: Vajato d' argento e 
d' oro. 

ALBERICONI di Reggio- Emilia. — Un Al- 
bericone ed un Pietro furono Vescovi di Reggio; 
il primo nel 1164 e l'altro nel 1187. Rolando 
essendo Capitano dei Reggiani e dei Parmegiani 
contro i Geremei di Bologna, li vinse nel 1274, 
e nel 1277 era tra i Sapienti, ossia tra gli uo- 
mini di reggenza del Comune di Reggio. Guic- 
ciolo nel 1229 Ambasciat. della sua patria al 
Comune di Parma. (Estinta). — Arma ? 

ALBERIGHI di Firenze. — Appartenne a 
questa antica famiglia un Filippo che fu fatto Ca- 
valiere da Carlo Magno. — Si cstinsc nel 1348, 
ma un' altra omonima meno antica à fiorito in 
Firenze e si spense verso la fine del XVII secolo. 
— Arma dell'antica famiglia Alberighi: D'az- 
zurro, a tre pezzi di catena d' argento, posti in 
pergola. — Arma degli Alberighi di più recente 



origine : D' azzurro, ad un albero di verde ac- 
compagnato da due stelle d'oro. 

ALBERIGHI-QUARANTA di Mantova. - Un 
ramo dell'antica famiglia fiorentina, trapiantato 
nel 1313 in Mantova da un Pietro che emigrò 
dalla patria per sottrarsi alle discordie di cui 
era funestata Firenze dalle due fazioni dei Guelfi 
e dei Ghibellini. Si estinse verso la metà del 
XIX secolo nella persona del Conte Massimiliano. 
Arma: Spaccato d'azzurro e d'oro, a tre gigli 
del secondo nel primo, e alla catena d' argento 
attraversante sulla partizione. 

ALBERINI di Roma. — Arma: Di rosso, a 
tre zampogne d' argento poste in banda, I' una 
sopra l'altra, coli' imboccatura al basso, e alla 
torre di due piani d' azzurro, aperta di nero at- 
traversante sul tutto, colla bordura inchiavata 
d' azzurro e d' oro. 

ALBERONI di Piacenza. — Appartiene a 
questa famiglia il celebre Cardinale Giulio Albe- 
roni che fu primo ministro di Filippo V di Spa- 
gna, e che morì nel 1752. — Arma: D' oro, all'al- 
bero terrazzato di verde, sormontato da una stella 
di sei raggi d' argento. 

ALBERTENGHI o ABERTENGO di Vigerne 
(Piemonte), già dal 1200 Signori di Bagnolo. Nel 
1764 un Guglielmo- Gio. Battista fu investito di 
una parte di Bagnolo colla dignità comitale, ed 
un Leonardo-Antonio nel 1723 ebbe investitura 
di Monasterolo in contado. — Arma: D'argento, 
al leone di rosso. — Motto: Dieu avant. 

ALBERTI di Firenze. — Ben cinque diverse 
casate hanno esistito in Firenze sotto il cognome 
Alberti, la prima delle quali è quella dei Conti Al- 
berti possessori di molti feudi nella Toscana, e do- 
minatori di Certaldo, di Capraia e Semifonte. Ro- 
berto, Bonifacio, Puccio e Albertinello si segnala- 
rono nelle guerre dei Crociati. Nelle fazioni Guelfa 
c Ghibellina, tennero la parte imperiale per cui 
incontrarono 1' odio dei Fiorentini. Un ramo andò 
a stabilirsi a Prato, e prese il cognome di Al- 
berimi, e da questo uscirono due Cardinali. In 
Lombardia ebbero molti possessi per favore di 
Carlo IV imperatore. Cante di Ridolfo Albertini 
imparentatosi con l'Alighieri, si portò in Verona, 
e vi stabilì sua casa. Gli Alberti però di Fi- 
renze mancarono in Antonio di Alberto nel 1685. 
Assai più celebre è quella degli Alberti detta 
del Giudice, di cui è stipite Marco Alberto del 
Giudice da Catenaia in quel di Arezzo. Ebbe 49 
priori di libertà, undici gonfalonieri, molti pre- 
lati, diversi ambasciatori, c cavalieri a spron d'o- 
ro. Otto furono Sonatori, e Giovali Vincenzo Conta 
Palatino. Alberto di M. Cipriano fu Cardinale noi 
1 439. Leon Battista fu uomo enciclopedico in o- 
gni scienza ed arte. Di questa famiglia un ramo 
fu trapiantato in Francia da un Luigi di Tom- 
maso di Caroccio, e tuttora vi fiorisce, sotto il 



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titolo di duchi di Luynes e Chevreuse e Principi 
di Neufchàtel. L'ultimo della famiglia Alberti del 
Giudice morì nel 1836 dopo aver adottato, con 
l' obbligo del cognome, il Cav. Priore Mario Mo- 
riubaldini. — Arma degli Alberti del primo ra- 
mo: Partito: a destra spaccato; nel 1.° scaccato 
d' azzurro e d' argento, nel 2.° di rosso; a sini- 
stra d' azzurro, a tre fascie d' oro. — Arma de- 
gli Alberti del Giudice: D'azzurro, a quattro ca- 
tene d'argento moventi dai quattro angoli dello 
scudo e legate nel cuore da un anello dello stes- 
so. — Cimiero: un leone nascente d'oro tenente 
una lista fluttuante d'argento colla leggenda: His 
astringor catenis in lettere di nero. 

ALBERTI DI LIPPO di Firenze. - Un ra- 
mo della precedente. — Arma : Bandato d'oro e di 
rosso, alla fascia d'azzurro attraversante sul tutto. 

ALBERTI di Siena, oriunda di Asciano, fu 
molto potente ai tempi della Repubblica Senese, 
di cui un Ventura nel 1563, ed un Alberto nel 
1580 occuparono il supremo magistrato. — Arma: 
D' azzurro, al monte di tre cime d' oro sormon- 
tato da un sole dello stesso ; col capo dell'impero. 

ALBERTI di Sicilia. — Sotto re Alfonso nel 
1 430, un ramo degli Alberti di Firenze passò in 
Sicilia. — Antonio fu Vicario del regno ai tempi 
di Carlo V, e suo figlio Filippo fu Barone di Nic- 
chiara in Mineo dove continuò la sua famiglia. 
Un altro ramo da Firenze si recò a Messina nel 
1528 e vi piantò la sua famiglia. Il di lui figlio 
Simone acquistò nel 1588 la terra e baronia di 
Pintodattolo in Calabria, eretta in marchesato nel 
1600. Stefano figlio di Simone comprò la terra di 
Pagliara e si stabilì, in Palermo. — Arma: eguale 
a quella degli Alberti di Firenze. 

ALBERTI di Nizza, Baroni di Castelnuovo. — 
Carlo-Giuseppe Viceintendente generale di Nizza 
fu investito di una parte del feudo di Villanova 
col titolo di Conte nel 1772. — Arma: Spacca- 
to; al 1. n d' azzurro, a quattro catene d'argento 
moventi dagli angoli dello scudo, legate nel cuore 
ad un anello d'oro; al 2.° d'oro, al palo dentato 
di rosso, accostato da due gigli dello stesso. 

I Conti di Villanova di Casale (pur di Nizza) 
usano la stessa arma originaria del ramo prece- 
dente, cioè le sole catene d'oro in campo azzurro. 

ALBERTI di Verona. — Un ramo degli Al- 
berti di Firenze, al tempo delle fazioni, si rifugiò 
in Verona. Un Bertolotto fu tesoriere maggiore 
di Cangrande, e il di lui fratello Alberto sposò nel 
1342 Beatrice figlia di Alboino della Scala. Nel 
1 405 fu aggregata al nobile Consiglio di Verona, 
c la Veneta Repubblica nel 1754 la fregiò del ti- 
tolo comitale. — Arma: eguale a quella del pri- 
mo ramo di Firenze. 

ALBERTI di Treviso. — Quando verso il 1 328 
i Tempesta stabilirono in Treviso la loro signo- 
ria, dopo il bando degli Azzoni, un Giovanni Al- 



berti fu capo del presidio ad una delle porte del- 
la città. — Arma: D'azzurro, ad un fuoco di 
rosso, accompagnato in capo da una corona d'oro. 

ALBERTI di Gorizia. — Arma: Spaccato 
d'argento e d'azzurro, al leone d'oro tenente colla 
branca destra un ramo fogliato di verde, e colla 
sinistra un pomo d'oro, e rampante contro un 
albero di verde, il tutto attraversante sulla par- 
tizione e terrazzato di verde. 

ALBERTI di Venezia. — Cavalieri del S. R. 

1. nel 1694, e Conti bavaresi nel 1695. — Ar- 
ma: Inquartato, nel 1.° e 4.» di rosso, a quattro 
catene d'argento poste in croce di S. Andrea, 
moventi da un anello dello stesso in cuore; nel 

2. ° e 3.° d' azzurro, al leone d' argento coronato 
d'oro. Al capo dello scudo, attraversante sull'in- 
quartatura, caricato da un'aquila spiegata di ne- 
ro coronata d'oro, accostata da due stelle d' ar- 
gento, e caricata nel petto da uno scudo di ros- 
so, alla fascia d'argento — Sul tutto dell'inquar- 
tatura, uno scudetto d'oro coronato dello stesso, 
caricato da un albero terrazzato di verde. 

ALBERTI D'ENNO del Trentino, Conti del 
S. R. I. dal 1714. — Arma antica: D'argento, 
alla sbarra d'azzurro, caricata da una stella d'o- 
ro. — Cimiero: un semivolo, colle armi dello 
scudo. — Arma moderna: Inquartato nel 1.» e 

4. ° d'oro, alla mezz'aquila di nero, inombrata e 
coronata del campo, movente dalla partizione; nel 
2.° e 3.° d'argento, alla banda d' azzurro, cari- 
cata da una stella d'oro. — Cimiero: un volo di 
nero, ciascun' ala caricata da una stella d'oro. 

ALBERTI DI POJA del Trentino, Conti del 

5. R. I. dal 1774. — Arma: Spaccato nel |.« 
d' azzurro, all'aquila d'argento, membrata e co- 
ronata d'oro; nel 2.° palato di rosso e di verde; 
alla fascia d' oro attraversante sulla partizione. 

ALBERTI di Saluzzo, Conti di Pessinetto. — 
Tommaso nel 1270 fu investito di Montabone in 
contado. — Arma: Spaccato, al 1.° d'azzurro, al 
sole d'oro nascente dalla partizione; al 2.° d'ar- 
gento, a tre rose di rosso, bottonate d'oro, ordi- 
nate in fascia. — Cimiero: Una stella d'otto 
raggi d'oro. — Motto: Pulcrior in tenerris. 

ALBERTINA di Verona. — Arma : D'argen- 
to, ad un albero di verde, terrazzato dello stesso, 
e due spade d' argento manicato d' oro, poste in 
fascia, colle punte opposte e toccanti il fusto 
dell'albero. 

ALBERT1NELLI di — Arma : In- 
quartato; nel 1.° e 4.° d'oro, ad una testa di 
moro attortigliata d'argento; al 2.» e 3.» d' ar- 
gento, ad un' aquila di nero, ed una fascia di 
rosso attraversante sull'aquila, e caricata di tre 
crescenti rivolti d'argento. 

ALBERTINI di Verona, originaria di Firenze. 
— Nicolò Albertini Cardinale; Bonaventura con- 
sigliere di pace fra Veronesi, Mantovani e Bre- 



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sciani nel 1279. Già insignita del titolo comitale, 
fu creata nobile dell' Impero nel 1825. Nella per- 
sona di un Bonifacio fin dal 1406 era stata ag- 
gregata al nobile Consiglio Veronese. — Arma: 
Trinciato di rosso, e d'argento, a tre stelle poste 
in palo, quella del capo d'oro, quella in punta 
di rosso, e quella del mezzo, attraversante sulla 
partizione, trinciata d'oro e di rosso. 

ALBERTINI di Nola, Taranto e Napoli. — 
Di origine spagnuola, trapiantata nel Napoletano 
ai tempi di Re Carlo d'Angiò. Si stabilì primiera- 
mente a Nola per alcuni feudi dei quali era inve- 
stita in quelle vicinanze, e venne aggregata a 
quella nobiltà. Nel 1615 passò a Taranto ed ebbe 
in signoria l'esteso fondo di Facciano che possiede 
tuttora col titolo principesco. Pietro creato Car- 
dinale da Giovanni XXII e la B. Berta di Val- 
lombrosa. — Verso il 1729 gli Albertini di Ta- 
ranto vennero a stabilirsi a Napoli e vi godet- 
tero nobiltà nel seggio di Porta Nova. Oltre 15 
feudi, à goduto il marchesato di Sanmarzano, il 
ducato di Carosino, e i principati di Cimitile, 
Faggiano, Sanseverino. — Arma: Di azzurro, al- 
l'aquila d'oro coronata dello stesso, con la fascia 
di rosso caricata da cinque gigli d'oro attraver- 
sante sul tutto e con tre monti d'oro moventi 
dalla punta. 

ALBERTINI di Cagli (Umbria). — Arma: Parti- 
to: nel 1 .o d'azzurro, al monte di tre cime di verde, 
sormontato dall'aquila di nero, attraversata da una 
lista d' argento ; nel 2.» d' argento, all' albero 
sradicato di verde, con la banda merlata e con- 
tramerlata del campo attraversante sul tutto. 

ALBERTINI di Modena, — Arma : D'azzurro, 
al leone alato d'oro tenente nelle branche ante- 
riori un bastone sormontato da un mazzo di spi- 
ghe, il tutto d'oro. 

ALBERTINO di — Arma: D'azzur- 
ro, all'aquila d'argento, beccata, membrata e co- 
ronata d'oro, sostenuta da una collinetta dello 
stesso ; alla fascia di rosso, caricata di quattro 
gigli d'oro attraversante sul tutto. 

ALBERTIS (de) di Verona. — Arma: D'az- 
zurro, a quattro catene d'oro, poste in croce di 
S. Andrea, moventi da un anello dello stesso e 
confinanti ai quattro angoli dello scudo. — Ci- 
miero: un leone nascente d'oro, tenente una cro- 
ce latina dello stesso. 

ALBERTIS-COLLICO di Conti. — 

Arma: Spaccato: nel 1» d'oro, all'aquila di nero 
coronata d'oro; nel 2.» d' argento, all' albero di 
palma terrazzato di verde, accostato da due leoni 
affrontati di rosso, rampanti contro il fusto. 

ALBERTO, o DA SANT'ALBERTO di Bolo- 
gna. — Appartiene a questa famiglia lo storico 
Leandro Alberto, e fu dello stesso ceppo Oreste 
degli Alberti vivente nel 1230 famoso leggista e 
poeta, condiscepolo ed amico del Petrarca, quan- 



do questi studiava in Bologna. — Arma: D' ar- 
gento, alla croce del Calvario di rosso, colla fa- 
scia d'azzurro attraversante. — Alias: Vajato 
d'argento, di quattro file, fioccato di nero; col ca- 
po d'azzurro caricato da un cane corrente d'ar- 
gento collarinato di rosso. 

ALBERTO (d') d' ORSO di Bologna. — Ge- 
rardo di Aghinolfo, signore nel secolo X di Gal- 
liera, di Lama dei Conti e di altri luoghi, fu il 
progenitore di Alberto d'Orso, vivente nel secolo 
XI. Dalla stirpe di Gerardo derivano i Savioli, 
i Caccianemici, i Savii, gli Odaldi, i Figliocari, i 
Braiguerra, i da S. Pietro, i da Portanova, i da 
Santalberto, famiglie estinte, ad eccezione dei Sa- 
violi. Udo dei figli di Alberto fu Cardinale nel 
1122 e quindi Papa col nome di Lucio. Jacopo ni- 
pote di Lucio fu console, e padrone del castello di 
Surizano, e i discendenti di questo si dissero di- 
poi de' Caccianemici. — Arma: Di rosso, all' orso 
rampante al naturale. 

ALBERTONI di Roma. — Conosciuti sino 
dal sec. X. Marchesi di Rasina nel 1626. Paluzzo, 
uno dei tre conservatori della città nel 1414. Ludo- 
vica (1470-1 530) beatificata. Altro Paluzzo (1623- 
1698) card, di S. R. C. nel 1614. Gaspare sposò 
nel 1669 Laura Caterina Altieri. Papa Clemente 
X (Altieri) tramutò il lignaggio degli Albertoni 
in quello degli Altieri ed innalzò il marchesato 
di Rasina a principato in favore di Angelo Al- 
bertoni divenuto Altieri. — Arma Alrertoni: D'o- 
ro, a tre caprioli di rosso; col capo del primo 
sostenuto di azzurro e caricato di un leone illeo- 
pardito del secondo. 

ALBERTONI di Cremona, — Come il casato, 
ebbero sempre comune anche l'arma cogli Alber- 
toni di Roma. — Provengono da un Michele, il 
cui figlio Antonio sposò nel 1532 Margherita dei 
patrizi cremonesi Somenzi. Diedero cinque decu- 
rioni a Cremona dal 1560 al 1794. Regi feuda- 
tari di Maccherio nello stato di Milano nel 1771. 
Conti di Maccherio nel 1789. Confermati nell'an- 
tica nobiltà e nel titolo comitale nel 1816. Conti 
di Val di Scalve, con facoltà d'inquartare l'arma 
dell'antica repubblica e comunità di Val di Scal- 
ve, per motu proprio reale del 1875 ed altri 
reali decreti del 1879 e del 1883. Facoltà a 
Francesco di Carlo di aggiungere il cognome Pi- 
cenardi per decreto reale del 1868. — Arma co- 
me la precedente. — Cimiero: un leone di rosso 
nascente. — I Conti di Val di Scalve portano 
al 1.° e 4.' di Albertoni, al 2.° e 3.» di Val di 
Scalve, che è d'azzurro, a tre abeti nodriti suite 
pianura erbosa e ad un orso passante ed intrec- 
ciente i tre tronchi degli abeti; il tutto al natu- 
rele. — Cimiero: un leone di rosso nascente ed 
impugnante colla branca anteriore destra una spa- 
da d'argento impugnata d'oro alta in isbarra. — 
Motto: non sine armis patria. 



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ALBERTONI di Bassano. — Un Antonio Al- 
bertoni fu aggregato al Consiglio nobile di Bas- 
sano nel 1749, e i suoi nepoti furono confermati 
nobili nel 1822 dall' Imperai Francesco 1. — 
Arma : D'azzurro, ad un monte di tre cime d' ar- 
gento movente dalla punta, sulla più alta delle 
quali sta piantato un giglio al naturale accompa- 
gnato da due stelle di sei raggi di verde. 

ALBERTONINI di Roma. — Arma : D' argen- 
to, a due bande di rosso, caricate ciascuna da una 
catena d'oro. 

ALBERTUZZI di Bologna. — Arma : D' oro, 
al capriolo di rosso. — Alias: Partito di rosso 
e d' argento, al semivolo dell' uno all' altro. 

ALBIANI di Pietrasanta. — Trasse origine 
da un villaggio di Val di Magra nominato Albia- 
no, e da un Ser Giovan-Paolo di Cristoforo nel 
1432 fu trapiantata in Pietrasanta dove fu fatto 
Cancelliere degli Anziani e Camerlingo munici- 
pale nel 1453. I suoi successori appartennero al 
Collegio degli Anziani, ed un Bartolomeo di Lo- 
renzo sedeva Priore degli Anziani nel 1505. — 
Gli Albiani ebbero gran parte nella famosa con- 
giura che nello stesso anno si ordiva per sot- è 
trarre Pietrasanta alla Repubblica di Lucca in 
favore dei Fiorentini, per il qual fatto parecchi 
degli Albiani ebbero a soffrire 1' esilio e la con- 
fìsca de' beni. — Ultimo di questa famiglia fu 
Tommaso Albiani che nel 1 573 instituì suoi eredi 
i Tornei coli' obbligo di assumerne il nome e lo 
stemma. — Arma: D'azzurro, alla sbarra d'ar- 
gento. 

ALBICI di Bologna. — Arma: Di nero, a due 
cerchi d'oro, uno entro l'altro; col capo di nero 
caricato della croce d'oro. 

ALBICI di Roma. — Ebbe un Cardinale che 
fu Commendatario della chiesa del Buon Gesù in 
Ravenna da lui edificata nel 1680. — Arma: 
D'oro, a tre anelli concentrici di nero, col capo 
del primo caricato da una croce del secondo. 

ALBICC1ATI di Milano. — Arma : Di rosso, 
a tre crescenti d'argento, 2 e 1. 

ALBICINI di Forlì e Città di Castello. — Si 
ha memoria certa di questa famiglia sino dal 
principio del XII secolo. Fioriva per ricchezza e 
importanza politica in Città di Castello, da cui, 
perchè ghibellina di partito, fu cacciata dalla fa- 
zione guelfa nel 1285. Allora si divise: Bartolo II 
rientrò in Città di Castello, e vi propagò la di- 
scendenza estinta nel secolo XVIII, Albizzino III 
si stabilì a Forlì circa 1' anno 1 300. Il primo di 
questi rami fu nel secolo XVII investito del mar- 
chesato di Lodergnano e delle contee di Valdi- 
noce, di Rocca di Girone e della Petrella degli 
Ubertini; il secondo della contea dei sacri pa- 
lazzi apostolici. — Arma degli Albicini di Città 
di Castello: D* argento, a tre monti fioriti al 
naturale moventi dalla punta. — Arma degli Al- 



bicini di Forlì: D'oro, al cervo d'azzurro uscente 
da un bosco di verde. 

ALBICINI di Modena, famiglia estinta origi- 
naria di Città di Castello. — Un Nicola era tra 
i Conservatori di Modena nel 1412. — Arma e- 
guale alla precedente. 

ALBINELLI di Modena, originaria di Sestola 
nel Frignano, à dato un podestà a Sassuolo, ed 
uno a Montefestino. Fu decorata della cittadinanza 
ferrarese e fu ammessa a quella nobile di Mo- 
dena nel 1629. — Andrea Dott. di leggi nel 
XVI secolo è citato dal Tiraboschi fra i lette- 
rati. Il P. Giovanni Cappuccino, autore di varie 
opere ascetiche, indusse Alfonso III d' Este Duca 
di Modena ad abdicare nel 1629 la corona e farsi 
Cappuccino col nome di Fra Giambattista da Mo- 
dena. (Estinta). — Arma : D' azzurro, alla torre 
rotonda merlata di tre pezzi al naturale, aperta 
del campo, terrazzata di verde e sormontata dal- 
l'aquila bicipite coronata di nero posata sui merli 
della torre. — Alias: D'argento, al castello di 
tre torri di rosso, chiuso e finestrato di nero. 

ALBINGANI di Genova. Vedi Albenga. 

ALBINI di Ferrara. — Fu nobilitata dai 

principi Estensi, e si estinse nel XVII secolo. 

Arma : Spaccato, al 1 .° d' azzurro, al sole d' oro 
accostato da due stelle d'argento; al 2.° di rosso, 
al sinistrocherio appalmato di carne, vestito d'az- 
zurro, movente dalla punta e posto in palo. 

ALBINI del Friuli. — Arma : Spaccato d'az- 
zurro e di verde, alla fascia d' argento caricata 
di tre trifogli del secondo, attraversante sulla 
partizione. 

ALBIROLI di Bologna. — Arma : D' oro, al- 
l' albero di cinque rami sradicato al naturale. 

ALBIROLO di Messina. — Patrizia Messinese 
al servizio di re Ludovico nel 1344 con titolo 
di Barone. (Estinta). — Arma: Di rosso, a tre 
fascie d' argento. 

ALBISIA di Aver sa e Napoli. — Arma: Di 
rosso, a due galli d' oro, posti ciascuno sopra un 
monte d' argento, affrontati in atto di azzuffarsi. 

ALBISO di Venezia. — Arma: D'oro, all'a- 
quila di nero. 

ALBIZZI di Firenze e di Pisa. — Di origine 
tedesca, venne a trapiantarsi in Firenze nella 
metà del secolo XIII. Nel 1251 Benincasa di Al- 
bizzo, sedette nel Consiglio degli anziani, e nel 
1282 Ser Compagno aprì la serie di 98 priori 
che uscirono da questa Casa, la quale fu altresì 
per 15 volte onorata della dignità di gonfalonie- 
re. Ghibellina di partito, sostenne molte lotte coi 
Guelfi, e fu esiliata da Firenze, dove ritornò nel 
1 381 , e Maso Albizzi resse la città da sommo po- 
litico. Tommaso godette il dominio di alcuni 
feudi nella Soria. Ubertino Albizzi fu Vescovo di 
Pistoia nel 1425. Questa famiglia si estinse nel 
1842 con la morte del Cav. Priore Marchese A- 



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inerigo. Un ramo degli Albizzi fu trapiantato in 
Pisa nel secolo XVI da Francesco di Luca. — 
Arma: Di nero, a due cerchi concentrici d' oro, 
col capo d'argento caricato della croce di nero 
dell' Ordine Teutonico. 

ALBIZZI o ALBIZI di Cesena. — Un Fran- 
cesco di Rinaldo della nobile famiglia degli Al- 
bizzi di Firenze, creato Tesoriere di Romagna da 
Paolo II, trapiantò un ramo della sua famiglia in 
Cesena, dal quale vennero un Tommaso Vescovo 
di Cagli, un Francesco Vescovo di Rimini e de- 
signato Cardinale da Gregorio XIV, ed un altro 
Francesco creato Cardinale da Innocenzo X. — 
Arma, eguale a quella degli Albizzi di Firenze. 

ALBIZZI di Genova. — Arma: D'oro, a due 
armille concentriche di azzurro. 

ALBIZO o ALBEZO o ALBIGO di Venezia. 
— Da Muggia venuta in Venezia, fu ascritta al 
nobile Consiglio nel 1028. Si estinse nel 1272 in 
Ser Pietro Albezo essendo al Piovego. — Arma: 
D' oro, all' aquila bicipite di rosso. 

ALBONI di Modena. (Estinta). — Arma: D'az- 
zurro, alla fascia cucita di rosso, accompagnata 
in capo da tre stelle d' oro male ordinate ed in 
punta da tre monti di verde, sormontato cia- 
scuno da un fungo d' argento. 

ALBORA di Genova. — Arma : D' argento, 
al pioppo nudrito sulla pianura erbosa : il tronco 
sostenuto da due leoni affrontati : il tutto al na- 
turale. 

ALBORE di Venezia. — Arma: Di verde, a 
tre bande di rosso. — Alias: D' argento, a tre 
bande di rosso, accompagnate da otto B di nero 
poste in sbarra, 1, 3, 3 e 1. 

ALBOREZ di Sicilia. — Arma: D'argento, a 
tre bande d'azzurro, colla bordura d'oro, cari- 
cata da quattro gigli d'azzurro, posti uno in ca- 
po, due nei fianchi ed uno in punta, e da quat- 
tro crocette di S. Andrea dello stesso poste negli 
angoli. 

ALBORI di Venezia, Baroni Austriaci dal 
1880. — Arma: Inquartato; nel 1.» di rosso, al 
leone d'oro; nel 2.° d'azzurro, a tre stelle male 
ordinate d'argento; nel 3.° d'azzurro, al cre- 
scente d' argento posto in banda colle punte ri- 
volte verso il cantone sinistro del capo ; nel 4.° 
di rosso, a due spade d' argento, manicate d'oro, 
poste in croce di S. Andrea. Sul tutto d'oro, ad 
un albero sradicato di verde — Divisa : Fideli - 
tate et Assidl'itate. 

ALBORONE di Sicilia. — Arma: D'oro, al- 
l' albero di nero, movente dalla punta, accom- 
pagnato da tre stelle del secondo, disposte in 
capo. 

ALBRICI di Bergamo e di Valdiscalve. — Fi- 
gura come cittadina ed antica originaria di Ber- 
gamo fino dal 1362. DV.rante le fazioni dei Guelfi 
e dei Ghibellini, gJi Albrici di Val di Salve se- 



guirono la prima. Il Cappuccino Ippolito Albrici, 
da Vilminore, fu dai suoi superiori spedito in 
Francia nel 1575, e quivi fu per perecchi anni 
maestro dei novizi. Indi ad istanza di Alessandro 
Farnese, duca di Parma, passò commissario ge- 
nerale del suo Ordine nella Fiandra, accolto con 
grande onore da quei cattolici. Al suo arrivo non 
vi trovò che quattro frati; ma in dieci anni che 
dimorovvi, ne vestì più di duecento, e vi lasciò 
la sua religione in grande osservanza e santità. 
Un Taddeo Albrici di Vilminore, dotto giurecon- 
sulto, autore del Formularium Istrumentorum, 
fiorì al principio del XVII secolo. -—Arma: D'az- 
zurro, al castello torricellato di tre pezzi, sor- 
montato da un leone illeopardito passante e pre- 
mente colle branche anteriori una ruota, il tutto 
d' argento. 

ALBRICIO di Napoli. — Arma : D' argento, 
ad una porta di castello di verde posta sopra un 
terreno dello stesso. 

ALBRIEUX di Torino. — Originaria di S. 
Giovanni di Moriana. Un Pietro-Antonio Sena- 
tore comprò nel 1824 il titolo di Barone. — 
Arma: D'oro, al pioppo al naturale, sormontato 
da un sole del primo, e accostato alla sommità 
da due stelle dello stesso; il pioppo addestrato 
da un'aquila di nero e sinistrato da un leopardo 
illeonito di rosso, tenente una bandiera dello 
stesso; il tutto sulla campagna bandata d'argento 
e di rosso. — Cimiero: Una corona ducale da 
cui esce un braccio nudo impugnante una spada. 
— Motto: Fructus et flores in odorem sua- 
vitatis. 

ALBRIGIO di Sicilia. — Arma: D'azzurro, 
ad una porta di castello d' oro, aperta del cam- 
po, sormontata da un colubro allacciato d' ar- 
gento ondeggiante in fascia. 

ALBRIONE di Bra, Conti di Rorà. — Arma : 
Di rosso, a due bande d' argento, ciascuna cari- 
cata di due rose del campo, bottonate d' oro. 

ALBRIZZI di Velletri. — Da Como trapian- 
tatasi in Velletri, fu ascritta al nobile consiglio 
della città. Un Nicola di Giulio si trovò a capo 
dei priori del municipio al passaggio per Velie- 
tri di Sisto V. (Estinta nel secolo XVII). — Ar- 
ma: D'azzurro, al castello torricellato di due 
pezzi d'argento, aperto e finestrato di rosso, ter- 
razzato di verde e sormontato da un leone pas- 
sante d' oro rivolto a sinistra e tenente con la 
branca destra anteriore una rosa di rosso fo- 
gliata di verde. 

ALBBIZZI di Venezia. — Dalla Grecia pas.sò 
(juesta famiglia in Venezia, ove ottenne il patri- 
ziato nel 1667. Ebbe due Procuratori di S. Marco 
ed otto Senatori. — Nel 1820 due rami di que- 
sta casa furono dichiarati Conti dell'Impero. 
Arma: D'azzurro, alla torre d'argento, merlata e 
I torricellata dello stesso, aperta, finestrata e mu- 



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rata di nero, cimata da un leone leopardito d'oro, 
tenente nella destra alzata una ruota del mede- 
simo. 

ALBRIZZI di Napoli e di Lombardia. — Ar- 
ma eguale alla precedente. 

ALBUTIO di Milano e Sicilia. — Nobile fa- 
miglia Milanese, fu trapiantata in Sicilia da Gior- 
dano d' Albutio, confinato colà dall' Imperat. Fe- 
derico II. — Arma: D'oro, a tre fascie di rosso, 
attraversate da una banda del medesimo. 

ALBUZZI di Milano. — Arma : D' azzurro, al 
castello torricellato di due torri d' argento, a- 
perto e fincstrato del campo, accompagnato da 
una stella di otto raggi d' oro fra le due torri ; 
col capo d' oro, caricato da un' aquila di nero, 
coronata d' oro. 

ALCANDRI di Motta. — Arma: D'azzurro, 
a sei rose d'oro ordinate 2, 2 e 2. 

ALCANDRO di Treviso (Forse ALIPRANDO) 

— Di origine milanese, si trasferì in Treviso nel 
1420, esiliata dalla patria da Filippo-Maria Vi- 
sconti. Un Giovanni Aliprando per ingrazionirsi 
il Duca tentò di uccidere il Carmagnola. Perduti 
i beni che possedeva nel Milanese, attese nella 
nuova patria alle arti e al commercio delle spe- 
zie. Arma : D' azzurro, a due picche d' oro, to- 
state d' argento, passate in croce di S. Andrea, 
accompagnate da quattro gigli dello stesso, e un 
alandro di verde, fiorito di rosso, movente dalla 
punta, attraversante sul tutto. 

ALCENAGO di Verona. — Famiglia ascritta 
al nobile Consiglio di Verona, ed oggi estinta. — 
Arma : D' azzurro, alla torre di rosso (o d' oro) 
aperta e finestrata di nero. 

ALCIATI di Milano. — Questa famglia è 
compresa nella matricola del 4277. — Fra i suoi 
uomini celebri si deve annoverare Francesco dot- 
tore del Collegio di Milano e Cardinale di S. 
Chiesa nel secolo XVI e Andrea parimente dot- 
tore di collegio e senatore, insigne giurista e sto- 
rico, del cui nome anche oggi s'intitola la via che 
conduce al pretorio milanese. Giov. Paolo fondò 
il Collegio Alciato in Pavia. Don Francesco fu ri- 
conosciuto patrizio milanese sul finire del secolo 
XVIII. — Arma: Partito: al 1." d'argento, al ca- 
stello di rosso aperto del campo e torricellato 
di due pezzi : ciascuna torricella finestrata del 
campo e merlata di due pezzi alla ghibellina, 
sormontato da un'aquila di nero linguata di rosso 
e coronata d'oro coi piedi sostenuti dalle due 
torricelle : al 2.° fasciato d' argento e di rosso. 

— Motto : MHAEN ANABAAA OMENOS 
ANAPOS AIR AIOT KAPNOS OTK A- 
NOAATTAI 

ALCIATI di Vercelli, Conti della Motta di 
Viancino. Guglielmo Alciati fu Console di Ver- 
celli nel 1181, e Bartolomeo nel 1193. — Un 
Nicolao, dotto giureconsulto e dottore di Colle- 



gio, fu nominato nel 1 462 dal Duca Lodovico di 
Savoja suo scudiero, senatore e controllore gene- 
rale. Un Francesco fu Vescovo di Casale dal 1817 
al 1828. — Arma: Fasciato d'azzurro e d'ar- 
gento — Cimiero: una sirena nascente. — • Di- 
visa : TOUT À LA VENTURE. 

ALCONO di Sicilia, di origine romana pas- 
sata in Sicilia ove à posseduto la baronia di Bul- 
garano. Un Alessio Alcono fu governatore della 
Camera regi naie. — Arma: Di rosso, a tre ca- 
prioli d'oro, accompagnati da una croce poten- 
ziata dello stesso posta sopra il secondo capriolo. 

ALCORACE di Mazzara. — Antica famiglia 
di Mazzara in Sicilia, ove à goduto le prime ca- 
riche. — Arma : D'argento, al montone saliente 
di nero. 

ALDANA o ALDANO di Napoli, di Lucerà 
e di Firenze, originaria di Alcantara in Ispagna, 
trapiantata in Napoli nel 1501. Un Garzia ne 
portò un ramo in Firenze nel 1540. A goduto 
nobiltà in Pisa, Firenze e Lucerà. (Estinta). — 
Arma: Di rosso, alla spada d'argento manicata 
d' oro colla punta in alto, accompagnata da tre 
corone dello stesso, 1 in capo e 2 ai lati. 

ALDEGATI di Mantova, Marchesi. — Fin 
dal 1200 era fra le famiglie nobili e possenti di 
quella città, al cui Consiglio appartenne un Gen- 
naro nel 1328. — Arma: Spaccato; al 1.° par- 
tito di rosso, ad una stella d' argento ; e di az- 
zurro, ad una freccia di argento in palo; al 2.° 
di verde, ad Una testa di gotto al naturale posta 
di fronte; colla fascia d'argento sostenente un 
palo dello stesso attraversante sulle partizioni. 

ALDEMONDO di Sicilia. — Arma : D' argen- 
to, alla fascia di vajo, accompagnata in capo da 
una croce scorciata d' azzurro. 

ALDEMORESCO o MORESCO di Napoli, O- 
tranto, Lecce e Sicilia. — Originata da un Aldo, 
guerriero greco venuto dalla Morea a combattere 
nel Napoletano. Trovasi feudataria fin dal tempo 
del Re Manfredi, ed à posseduto Avigliano, Bel- 
vedere, Carinola, Carovilli, Foresta, Formicola, 
Nociglia, Riciano, Ripalimosano, Salice, Sangia- 
como, Trentola e Triviano. Oltre vari Giustizieri, 
Ciambellani e Maggiordomi, vanta un Ludovico 
Maresciallo del regno e Grande Ammiraglio del 
re Ladislao, ed un Bartolomeo Vescovo di Ter- 
moli — A goduto nobiltà in Napoli nel seggio 
di Nido, donde si diramò in Otranto, Lecce, Si- 
racusa e Noto. Il ramo di Napoli si estinse nel 
XV secolo, e quelli di Otranto e di Lecce nel 
principio del XIX. — Arma dei rami di Napoli, 
Otranto e Lecce: Spaccato palizzato d'azzurro e 
d' argento, col capo del secondo caricato da una 
croce scorciata di rosso. — Arma dei rami di 
Sicilia : D' oro, ad una teste di moro, attorti- 
gliata d'argento. 

ALDERIS10 di Termini. — Arma: di rosso 



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ALD 



al monte (Toro sormontato da un giglio dello stesso. 

ALDIGERI di Parma e di Messina. — Un 
ramo di questa famiglia si trapiantò da Parma 
in Messina dove fu ammessa al Patriziato nel XIII 
secolo. (Estinta). — Arma: D* oro, a tre fascie 
di rosso. 

ALDIGERI di Roma. — Arma: Scaccato di 
rosso e d' azzurro, alla fascia d' argento attra- 
versante sul tutto. 

ALDIGIERI di Fontana di Ferrara. — Illu- 
stre famiglia, ebbe in Giberto di Alberto un 
Console in patria, ed in Guglielmo di Enrico 
un luogotenente generale del Marchese Obizzo VI 
nel 1271. Giberto di Paolo fu capitano generale 
ed uomo di straordinario valore ; e valentissimo 
giureconsulto fu Berardo Aldigieri. Un ramo di 
questa famiglia ha pur fiorito in Parma. — Ar- 
ma: Inquartato: nel 4.° e 4.° d'oro, all'aquila 
coronata d' argento : nel 2.° e 3.» d'argento, alla 
fontana di nero, zampillante di cinque getti d'az- 
zurro; sul tutto d' azzurro al leone d' oro. 

ALDIMARI di Napoli. — È un ramo degli 
Adimari di Firenze portato a Napoli nel 1 272 da 
un Carlo che fu poi Capitano del ducato di A- 
malfi. — Arma : Spaccato d' oro e d' azzurro, ca- 
ricato il 4.» da un'aquila di nero coronata d'oro, 
ed il 2.° da tre bande d' oro; colla fascia d' az- 
zurro attraversante sulla partizione, caricata da 
tre stelle d'oro. — Cimiero: una spada d' ar- 
gento, manicata d' oro, colla punta al basso, at- 
traversante sopra un libro aperto d' argento, coi 
margini di rosso. 

ALDOBRANDESCIII di Siena. — Originaria 
di Roselle, città distrutta presso Grosseto, è co- 
nosciuta questa famiglia fino dal secolo IX per un 
Ildeprando Conte. Di moltissima potenza e ricchez- 
za, ebbe molta parte nelle civili discordie che al 
tempo dei Guelfi e Ghibellini funestarono le città 
di Toscana. Gli Aldobrandeschi furono Conti pa- 
latini ; ebbero molti dominii, e i principali furono 
di Monte Amiata, della Maremma, di Campagna- 
tico, di S. Fiora, di Pitigliano e Sovana. Dante 
Allighieri celebrò questa famiglia nella sua Di- 
vina Commedia. — Estinta verso la metà del XV 
secolo. — Arma: d'oro, al leone di rosso avente 
a ridosso una mezz' aquila spiegata dello stesso; col 
capo dell' Impero. 

ALDOBR ANDINI di Firenze e di Roma. — 
Ne fu capostipite un Palmizzi degli Aldobrandini 
vissuto nel 960. Si divise in vari rami, dei quali il 
più antico è quello degli Aldobrandini Bellincioni 
che ebbe 29 priori e 3 gonfalonieri di giustizia. Si 
cstinse circn al 1 348. Un secondo ramo fu degli Al- 
dobrandini di Lippo che godette per 24 volte il prio- 
rato e 14 il gonfsklouiorato. Si estinsc in Luigi di 
Giovanni chea al 14oY,(j|i Aldobrandini diGhingo 
formarono un 3° ramo Ou ; ottonile per 9 volte il 
priorato, e Lippo di Dino d\ Giùngo fu Gonfaloniere j 



nel 4355, 1360 e 1374. Mancarono nel secolo XV. 
Un quarto ramo fu degli Aldobrandini del Rosso, 
di cui un Aldobrandino fu Priore per ben quattro 
volte. Un quinto ramo si disse AIdobrandini-(7a- 
rini, e venne meno nel secolo XIV. Finalmente 
un sesto ramo è degli Aldobrandini di Madonna 
detti anche del Nero, che da Longiano si stabi- 
lirono in Firenze. Anno tenuto per sei volte il 
gonfalonierato, e 28 volte il priorato. Ippolito 
figlio di Silvestro fu Papa sotto il nome di Cle- 
mente Vili e morì nel 1605. Altri sei personaggi 
di questa famiglia furono Cardinali. Un Jacopo fu 
Vescovo di Troia; un Alessandro Arcivescovo di 
Rodi; un Silvestro di Giovan-Francesco Senatore 
nel 1802. Questa famiglia esiste tuttora in Fi- 
renze. Un ramo degli Aldobrandini s' innestò per 
maritaggio colla casa Pamphili di Roma, la quale 
si estinse nel 1760, ed il nome e le sostanze di 
esso passarono alla famiglia Borghese del ramo 
secondogenito. — Arma dei Principi Aldobran- 
dini: D' azzurro, alla banda doppio-merlata d'o- 
ro, accompagnata da sei stelle di otto raggi dello 
stesso. — Arma A Idobrandini- Bellincioni : D' az- 
zurro, alla Croce di S. Andrea d'oro. — Arma 
Aldobrandini-Carini : Inquartato in croce di S. 
Andrea d'azzurro e d'argento; in capo e in 
punta ad un crescente rivoltato d'argento; alla 
croce di S. Andrea, di ... . attraversante sul- 
l' inquartatura. — Arma Aldobrandini di Ghin- 
go: Di rosso, alla croce d'oro. — Arma Aldo- 
brandini di Lippo : D' azzurro, alla banda d'oro, 
accompagnata da due gigli dello stesso. — Arma 
Aldobrandini di Rosso: D'azzurro, alla croce 
d' oro accantonata da quattro stelle dello stesso. 

ALDOBRANDINI di Sicilia. — È un ramo 
della precedente trapiantato in Palermo sui pri- 
mordi del XIV secolo. À goduto il patriziato di 
Messina, di cui un Luigi fu straticò nel 1336, 
ed un Giovanni nel 1379 fu Senatore e Pretore 
di Palermo. (Estinta). — Arma: D'azzurro, alla 
banda doppio-merlata d' oro, costeggiata da sei 
stelle di otto raggi dello stesso. 

ALDOVRANDI di Bologna. — Originaria 
di Bologna e patrizia Romana. Undici dei suoi 
personaggi appartennero al Consiglio degli anziani, 
il primo dei quali fu un Buonagrazia nel 1257. 
Un Buonaccorso nel 1295 faceva parte del Con- 
siglio dei Savi della città: nel 1430 Giacomo era 
Cavalier gaudente e generale del suo ordine, ed 
Ercole di Filippo venne investito nel 1586 della 
Contea di Guja dal Duca Alfonso. Il Card. Pom- 
peo Aldovrandi bilanciò per 40 giorni nel Con- 
clave del 1740 la fortuna del Card. Lambertiui. 
— Arma: D'azzurro, alla riga accompagnata in 
capo da una rosa, e in punta da un capriolo, il 
tutto d'oro. — Alias: Inquartato; nel 1.° e 4.° 
d' azzurro, caricato da una treccia d' oro ; nel 2.° 
e 3.° palato d'argento e di rosso. — Aliqs: Di 



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rosso, a tre fascie d'oro, colla banda d' azzurro 
attraversante. 

ALDRIGHETTI o ANDRIGHETTI di Padova. 

— Arma : D'azzurro ad una zampa di leone d'o- 
ro, movente dal fianco sinistro, impugnante un 
libro rilegato di rosso coi fermagli d'oro; il tutto 
accompagnato da due stelle d' oro, una in capo, 
ed una in punta. 

ALEANDRl del Friuli. — Questa famiglia 
nobile della Motta nel 1509 fu esiliata dal Friuli 
colla confisca de'beni per aver parteggiato per 
V Imperat. Massimiliano allora in guerra colla 
Repub. di Venezia,' ma nel 1518 ebbe la grazia 
di rimpatriare colla restituzione de'beni. Un Gi- 
rolamo, dottissimo prelato fu creato Cardinale di 
S. R. C. nel 1538. — Arma: Trinciato nel 1.° 
d'azzurro, a tre rami di leandro d'argento; nel 
2.° d'argento, a tre fascie di rosso, col capo del- 
l'impero. 

ALEANDRO di Venezia. — Arma: D'argento, 
al leandro sradicato al naturale. 

ALEARDI di Verona. — Antichissima di Ve- 
rona, nella cui storia si trova onorevolmente 
menzionata fin dal 942. Nel 1 405 fu ammessa al 
patrio Consiglio Nobile, ed occupò con onore le 
primario cariche municipali. Un ramo nel secolo 
XVII fu fregiato del titolo comitale, ed ebbe poi 
giurisdizione sopra la villa di Sanguinetto ed al- 
tri luoghi. Un A leardo nel 1387 fu eletto dai 
Veronesi loro Capitano Generale; carica che nel 
1404 gli fu confermata da Francesco da Carrara. 

— Arma: D'argento, alla fascia d'oro, accompa- 
gnata da due gigli di rosso, uno in capo e un 
altro in punta. 

ALEDO di Sicilia. — Arma: Spaccato; al 1.» 
di rosso, alla torre d'oro, aperta di nero, al de- 
strocherio armato d'azzzurro sortente dalla porta 
verso sinistra e impugnante una spada; la torre 
accostata da due dadi d'argento marcati ciascuno 
di cinque punti di nero ; al 2.» d'ergento, a due 
cavalli galoppanti di nero, attraversanti V uno 
sull'altro. 

ALEMAGNA di Milano. — Oriunda da Va- 
rese, feudataria di Bucinago e Roncello, ebbe dal- 
l'Imperatrice Maria-Teresa nel 1756 il titolo co- 
mitale. — Arma: Partito; a destra d'oro, all' a- 
quila spiegata di nero uscente dalla partizione; a 
sinistra d'oro, a tre bande di rosso. 

ALEMAGNA (d') di Napoli. — Questa fami- 
glia, detta prima Merlotto, è di origine aleman- 
na; venuta in Napoli fu nominata d' Alemagna. 
A goduto nobiltà nelle città di Napoli, Amalfi, 
Firenze, Squillace, Sanseverino, Piacenza, Milano, 
Palermo e in Catalogna. Fu ricca di molti feudi, 
in diversi contadi, specialmente di Gravina, di 
Andria, di Conversano. Un Guido nel 1280 fu am- 
miraglio di Sicilia e giustiziere di Capitanata: un 
Alberto nel 1325 segretario dell' Imperat. Lu- 



dovico il Bavaro : un Giacomo nel 1 425 ammi- 
raglio della flotta gerosolimitana. Un Giov. Fran- 
cesco, ultimo conte di Pulcino, passato ai servigi 
di Francia, fu creato principe di Stigliano. Ve- 
nuto poi nel reame con Luigi d'Angiò fu nomi- 
nato Consigliere di Stato e Viceré. In questa ca- 
rica era stato preceduto nel 1228 da un Rinaldo, 
e nel 1272 da un Pietro. Da ultimo un Giorgio 
e un Leopoldo furono pure viceré di Napoli, (fi- 
stinta). — Arma: Di rosso, a due gemelle d'oro, 
accompagnate da otto merlotti d'argento, disposti 
tre in capo, tre in punta e due fra le gemelle. 
Sul tutto uno scudetto d'azzurro caricato di sei 
gigli d'argento disposti 3, 2 e 1, con un lam- 
bello di tre pendenti di rosso nel capo. 

ALEMAN di Sardegna. — Ottennero patenti 
di cavalierato il 30 Sett. 1661. — Arma: Inquar- 
tato; al 1.o d'azzurro, a due fascie d'oro, accompa- 
gnate da sette tortore d'argento, tre sopra, tre 
sotto, ed una nel mezzo, con uno scudetto d'az- 
zurro posto nel canton destro del capo, a tre gi- 
gli d'oro ordinati in fascia, sormontati da un 
lambello dello stesso; al 2.° d'azzurro, al liocorno 
al naturale, inalberato, guardante una cometa 
d' oro in alto a destra ; al 3.° di verde, a due 
crescenti d' argento affrontati; al 4.» d' argento, 
all'aquila di nero attorniata da cinque foglie di 
fico al naturale, due per parte nei fianchi, ed 
una in punta. 

ALEMANI di Milano. — Arma: Partito, a 
destra d' oro, alla mezz' aquila di nero movente 
dalla partizione; a sinistra fasciato d' argento e 
di rosso, la prima fascia caricata da una stella 
d'oro. — Cimiero: una stella d'oro. 

ALEMANNI di Sicilia, Napoli e Calabria. — 
A comune 1' origine cogli Alamanni di Firenze, 
di cui un ramo passò in Sicilia e dal quale de- 
rivarono altri due rami; uno che si stabilì in Ca- 
labria e l' altro che fu portato a Napoli da Al- 
varo e Federico che seguirono la regina Violante 
moglie di re Roberto d'Angiò. À goduto parec- 
chi feudi, fra' quali il marchesato di Trentola di 
Caserta. Un Corrado fu Viceré di Sicilia per 
l'imperat. Federico di Svevia. — Arma degli A- 
lemanni di Napoli : D'oro, a due fascio di rosso. 
— Arma degli Alemanni di Calabria: Di rosso, 
a tre fascie d' oro, sormontate in capo da tre 
stelle di sei raggi dello stesso. — Arma degli 
Alemanni di Sicilia: D'argento, al leopardo di 
rosso. 

ALEMO di Matera. — Illustre ed assai anti- 
ca, signora di feudi in Val di Crati e di altri in 
prossimità di Matera, quivi estinta da lungo tem- 
po, un ramo della quale sotto il nome di Matera 
si trapiantò in Cosenza. — Arma : D'azzurro; al 
pesce d' argento nuotante nel mare dello stesso, 
ombrato di nero, movente dalla punta. 

ALEOTTI di Forlì. — Discendono dai Bel» 



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monti, Signori delle Caminate, e si dissero A- 
leotti da Aleotto degli Ambroni che venne a sta- 
bilirsi in Forlì. Nel 1456 furono investiti della 
signoria del castello di Civorio che godettero 
fino al 4511. Useirono da questa famiglia Pietro 
e Simone vescovo della loro patria, il primo nel 
1551 e l'altro nel 1558. Un Paolo fu Vescovo di 
Civita Castellana ed Orte nel 1698. Un Simone 
fu Podestà d'Imola. (Estinta). — Arma: D'argen- 
to, alla banda d'azzurro caricata di sei stelle di 
sei raggi d'oro, ed accompagnata da sei palle di 
rosso. 

ALEPRI di Firenze. — Capo stipite di que- 
sta fam ; glia fu Alepro fatto cavaliere da Carlo 
Magno nell r 805. Abbracciarono il partito dei Ghi- 
bellini e furono proscritti dalla patria. (Estinta). 
— Arma: Partito: nel 1.° di rosso con mezz' a- 
quila bicipite spiegata d' argento movente dalla 
partizione: nel 2.° palato d'argento e di rosso. 

ALERAMI di Monferrato e di Milano. — Di 
antichissima origine. Un Aleramo nel 938 fu fatto 
signore della terra di Ronco da Ugo re d'Italia. 
Un Guglielmo nel 1164 divenne padrone del ca- 
stello di Belforte per diploma di Federico Bar- 
barossa ; altro Guglielmo fu luogotenente del re 
Baldovino IV. Un Federigo Vescovo d'Alba. Cor- 
rado nel 1188 alia signoria di Siro aggiunse il 
marchesato di Monferrato: un Guglielmo fu ca- 
pitano del popolo e poi signore di Milano. Que- 
sta famiglia si estinse nel 1305 in Giovanni detto 
il Giusto. — Arma: D'argento, al capo di rossso. 
Lo scudo accollato dall' aquila bicipite di nero, 
membrata e imbeccata d'oro. 

ALESANI di Cagliari. — Ottennero patenti 
di cavalierato il 7 Lug. 1752. — Arma: Spaccato; 
al 1.° d'azzurro, al sole d'oro ncll' angolo destro 
del capo; al 2.° d'argento, all' aquila di nero vo- 
lante in banda verso il sole del primo punto. 

ALESINA di Milano. — Arma : D'oro, al ca- 
priolo d'azzurro sormontato da un castello tor- 
ricellato di due pezzi di rosso, accompagnato da 
due semivoli d'azzurro, uno a destra e l'altro a 
sinistra, ed in capo da un' aquila spiegata di 
nero. 

ALESMANINI di Padova. — Arma : Fasciato 
di rosso e d'argento. 

ALESSANDRANO di Sicilia. — Originaria 
di Savoia, fu trapiantata in Sicilia da un Aldo, 
che stabilì sua dimora in Catania. Onofrio di lui 
figlio fu investito dal re Martino delle terra di 
Nuzolino nel 1397. — Arma: D'argento, all'a- 
quila di nero, accompagnata in punta da una ge- 
mella ondata d'azzurro. 

ALESSANDRI di Aquila. — Patrizia di A- 
quila e feudataria di Fagnano, si estinse verso la 
metà del XIX secolo. — Arma: Spaccato; nel 1.<> 
d'azzurro, alla pecora bicipite al naturale; nel 2.° 
di verde. 



ALESSANDRI di Firenze. — Disendenti dalla 
famosa stirpe degli Albizi, gli Alessandri si di- 
visero nel 1372 avendo in detto anno Alessandro 
e Bartolomeo di Niccolò d' Ugo di Maso di Landò 
Albizzi, per alcune inimicizie che avevano coi loro 
consorti, eletto di separarsi da essi, ed ottenu- 
tone il consenso dalla Signoria assunsero nuovo 
cognome e nuovo stemma. Gli Alessandri per 23 
volte ottennero il priorato, e per nove volte il 
gonfalonierato, oltre tutte le altre più distinte 
cariche dello Stato. Dall' imperat. Giovanni Pa- 
tologo nel 1439 e da Leone X nel 1516 fu con- 
cesso ad individui di questa casa il titolo di 
Conte palatino, confermato da Gregorio XVI nel 
1845. Un Giovanni figlio di Cosimo fu elevato al 
grado di barone dell' impero di Napoleone I im- 
peratore dei Francesi. — Arma : D' azzurro, al- 
l'agnello passante d' argento, a due teste addos- 
sate. — Alias: D' azzurro, all' agnello passante 
d' argento, a due teste addossate, accompagnato 
in capo a destra da due palme di verde attra- 
versate da una corona d'oro. 

ALESSANDRI di Bergamo, detti anche de' 
Longhi d'Adraria. — Un Giovan-Fermo nel XIV 
secolo favoreggiò il partito dei Guelfi. — Arma? 

ALESSANDRINI di Trento, e di Treviso. — 
Proveniente da Bergamo e appellata anticamente 
Gandolfi, si trapiantò in Trento sul finire del se- 
colo XIV. Nel 1581 questa famiglia ebbe da Mas- 
similiano I imperatore il privilegio di nobiltà; e 
Massimiliano III nel 1573 eresse in feudo nobile 
la loro casa e un ricco podere in Civizzano col 
predicato di Neuenstein. Un Pietro Alessandrini 
nel 1512 era stato creato Conte Palatino. Un 
ramo, tuttora fiorente in Treviso, dove si stabilì 
nel XVIII secolo, à comune la origine cogli Ales- 
sandrini del Trentino, ed il governo veneto lo 
registrò nel libro dei titolati. Nel 1819 gli fu 
confermata la nobillà dall' Imperat. d' Austria. 

— Arma: Inquartato: nel 1.» e 4.» fasciato di 
rosso e d' argento, la seconda fascia rossa cari- 
cata di tre pomi d'oro: nel 2.» e 3.° d'oro, a tre 
scogli d'azzurro, di cui quello di mezzo è il più 
elevato. — Cimiero: un leone rampante al na- 
turale, linguato di rosso. — Motto: Exaltatio 

LAUS ET PROTECTIO MEA DOMINUS. 

ALESSANDRO (d') di Napoli e di Sorrento. 

— Famiglia greca di origine. Nel 1187 un Gui- 
done fu tra i Baroni che partirono per Terra 
Santa; un Angelo fu Consigliere di Re Carlo I e 
Luogotenente del regno. À goduto nobiltà in Na- 
poli ai seggi di Porto e Montagna, in Melfi, Sor- 
rento, Ascoli, Monteleone e Rossano: ebbe 18 
baronie, e i due ducati di Castellina nel 1639 e 
Pesoolanciano nel 1594. Un ramo à fiorito in Bor- 
go S. Sepolcro; e quello che si trapiantò in Sor- 
rento si estinse nel secolo XVIII. — Arma: D'o- 
ro, al leone di rosso, colla banda di nero attra- 



ALF 



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ALF 



versante sul tutto, caricata di tre stelle del 
campo. 

ALESSANDRO (d') di Catania à comune lo 
stipite colla precedente, e fu trapiantata in Ca- 
tania da un Guglielmo che fu ascritto nella ma- 
stra de' Nobili ed ottenne dal re Alfonso il feudo 
della Giarretta. — Arma: D'oro, al cavallo bu- 
cefalo corrente di nero. 

ALESSI di Arquà, feudataria dei beni di Ce- 
rasole e Ceresolette nel territorio Vicentino — 
Ultimo investito fu Giovan-Battista Alessi del fu 
Dott. Antonio stante la morte di Angelo di lui 
fratello, il 25 Ag. 4794. — Arma: Trinciato d'az- 
zurro e di rosso. 

ALESSI di Carrù (Piemonte) Conti di Cano- 
sio. — Il banchiere Giambattista nel 1747 fu 
investito di Canosio in contado. Gian-Giacomo 
suo nipote fu investito nel 1777 di Magliela in 
contea. — Arma : Inquartato ; al 1 .«> di rosso, al- 
l' aquila d' argento, coronata dello stesso ; al 2.° 
d'azzurro, al mastio d' argento; al 3.° d' azzurro, 
all' albero nudrito sulla pianura erbosa, il tutto 
al naturale ; al 4.° scaccato di rosso e d' argento. 

ALESSIO di Castellerò (Piemonte) Baroni. — 
Arma: Spaccato; al 1.° d'azzurro, al leone d'o- 
ro, impugnante colla branca anteriore sinistra un 
ramo di palma al naturale in palo ; al 2.° fasciato 
di rosso e d' oro di quattro pezzi, a tre stelle 
d' argento sulle fascie di rosso, due sulla supe- 
riore, una sull'inferiore. 

ALESSIO di Legnago. — Arma : D' argento, 
al destrocherio abbigliato d' oro, movente dal 
fianco sinistro dello scudo, impugnante tre spi- 
ghe d' oro. 

ALESSIO di Sicilia. — Originaria di Roma 
e trapiantata in Palermo, conseguì da re Fede- 
rico molte e grosse terre in Messina e Castrogio- 
vanni. Un Antonio nel 1435 fu Barone di Bugi- 
diano, e un Matteo Alessio nel 1550 senatore in 
Messina e Capitano in Catania nel 1553. — Ar- 
ma : D' oro, a tre rose male ordinate di rosso. 

ALEVANDRO di Sicilia. — Arma : Di rosso, 
al monte di tre cime d'oro, battuto dal mare 
d' argento, fluttuoso di nero. 

ALFANGHI di Belluno. — Arma : D' argento, 
a tre pali di rosso, abbassati sotto una fascia in 
divisa del medesimo, e tre teste di serpent-* di 
verde uscenti dalla divisa. 

ALF ANI di Firenze. — Ebbe due Gonfalonieri 
c sei Priori tra il 1291 e 1360. Si estinse nel 
1694 in Pier Forese di Gio. Isidoro. — Arma: 
D'argento, a tre fascie ondato di nero. 

ALFANI di Perugia. — Dello stesso sangue 
del celebre Bartolo di Sassoferrato, vanta questa 
famiglia tra gli altri uomini illustri un France- 
sco Vescovo d' Jesi. — Arma : D' oro, al leone 
coronato di rosso. 

ALFANI di Sicilia, patrizia Messinese origi- 



naria di Scala. (Estinta). — - Arma: Partito; nel 1» 
d' oro, a due fascie ondate d' azzurro, accompa- 
gnate da quattro torte di rosso, 3 e 1, con tre 
stelle dello stesso, ordinate nel capo; nel 2.? d'ar- 
gento, a due braccia armate al naturale, moventi 
dai fianchi dello scudo, impugnanti nel cuore un 
ramo di verde, fiorito d' argento. 

ALF ARANO di Lecce, famiglia feudataria di 
origine greca, originata da Alano Signore del- 
l'Epiro nel 1228, il quale venuto in Italia, dopo 
varie vicende, stabilì la sua dimora in Presicce 
(Terra d' Otranto) — À goduto nobiltà in Lecce 
ed à avuto il possesso di molti feudi, fra' quali 
la baronia di Giurdignano. — Arma : Di rosso, 
al crescente d' argento, accompagnato da tre 
stelle del medesimo. 

ALF AZIO-GRIMALDI del Piemonte, Conti 
di Bellino. — Arma: Inquartato; al 1.° e 4.°<di 
rosso, alla branca d'orso di oro armata di nero: 
al 2.° e 3.o fusellato d'argento e di rosso. — Ci- 
miero: un orso nascente, tenente colla branca 
destra una spada, il tutto al naturale. — Motto: 
Ursum ne tentes. 

ALFELTRO di Napoli. — Arma : D' argento, 
a tre cuori di rosso, 2, 1, sormontati nel capo 
da un giglio d' oro. 

ALFERI o ALFIERI di Aquila. — Origina- 
ria di Lombardia, fu questa famiglia trapiantata 
in Aquila da Paolo Alfieri nella prima metà del 
secolo XV, al cui patriziato fu aggregala. À pos- 
seduto vari feudi, e fra gli altri quello di Poggio 
Picenze con titolo di Marchese. — Arma : D'az- 
zurro, all'ala di argento trapassata da una frec- 
cia del medesimo movente dall' alto, posta in 
sbarra. 

ALFIERE di Sicilia. È un ramo degli Alferi 
di Aquila, ed à fiorito in Polizzi dove ebbe Ca- 
pitani e Giurati. — • Arma eguale alla precedente. 

ALFIERI di Crema. — Antichissima di Cre- 
ma, dette il nome ad una delle 27 vicinanze in 
cui venne ripartita la città dopo la sua riedifi- 
cazione (1196). Nel XIII secolo la si trova divisa 
in due rami ; uno estinto verso la fine del XVII 
secolo, e 1' altro al principio del susseguente. Un 
Martino fu Arciv. di Cosonza, e un Giovanni- 
Andrea Senatore e Podestà di Cremona. Di que- 
sta famiglia vari rami si trapiantarono in altro 
città d' Italia, cioè in Aquila, in Poiitrcmoli, e 
in Milano. — Arma : D' azzurro, al scmivolo d'ar- 
gento, ferito da una freccia d' oro posta in banda 
colla punta al basso. 

ALFIERI di Milano. — Tommaso capostipite 
di questa famiglia da Napoli si recò a Milano se- 
guendovi Francesco Sforza che poi ne divenne 
Duca. Ebbe quivi decurioni, vicorii di provvisio- 
ne, senatori e consiglieri ducali, o fri» quosti ul- 
timi lasciò bella fama di sè un Giacomo che fu 
storico insigne. Un Martino fu Arciv. di Cosenza 



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e morì nel 1641. — Gli Alfieri di Milano si di- 
visero in due rami: i Conti di Azzate (4659) 
estinti nel 1712, ed i Nobili Alfieri che si spen- 
sero nel 4758. — Arma eguale alla precedente. 

ALFIERI di Firenze, Cesena e Rimini. — 
Godettero della dignità consolare e delle altre ma- 
gistrature prima della instituzione del governo 
popolare; ma essendo seguaci del partito ghibel- 
lino e inagnati furono esclusi da questo e dovet- 
tero esulare. Neri, cacciato da Firenze verso la 
fine del XIII secolo si ritirò a Padova, ed alcuni 
de' suoi discendenti passarono in seguito ad Asti 
nel Piemonte. — Una diramazione rimasta in Fi- 
renze, umiliata dai rovesci della fortuna, dovè 
ascriversi alle arti, e così potè dare alla patria 
diecisette priori, l' ultimo de' quali fu Francesco 
nel 4526. Da un Francesco figlio del precedente, 
colpito da proscrizione nel 4564, provengono i 
due rami di Cesena e di Rimini. — Arma : Di 
rosso diaprato d' oro, alla fascia d' argento. 

ALFIERI di Cortona, un ramo della prece- 
dente, fondò il castello di Poggioni di cui ebbe 
la signoria, ed à posseduto in feudo la Pieve di 
S. Marco. Un Luigi fu Vescovo di S. Marco in 
Calabria e morì nel 4 650. — Arma eguale alla 
precedente. 

ALFIERI di Treviso. — Originari di Firenze 
o, come altri vogliono, di Cortona, si trapianta- 
rono in Treviso verso il 4 250 e furono notaj. — 
Estinti sullo scorcio del XV secolo. — Arma : 
D'argento, alla bordura di rosso. 

ALFIERI di Asti. — Di antica origine, fu 
questa famiglia signora dei feudi di Magliano e 
Costigliole delle Lanze, di Castell' Alfieri e di So- 
stegno nel vercellese. Uscirono da essa il B. En- 
rico ministro generale dell' Ordine Francescano 
nel 4 387 : un Catalano, e più tardi un Carlo E- 
manuele furono Cavalieri dell'Ordine della SS. 
Annunziata. Benedetto. Alfieri fu padre di Vitto- 
rio, principe della tragedia italiana. — Arma : 
D' oro, all' aquila spiegata di nero coronata del 
campo. 

ALFIERI di Roma. — Arma: D'azzurro, a 
due bandiere attaccate a lancie di torneo d'oro, 
poste in croce di S. Andrea; la bandiera a de- 
stra d' argento caricata da due freccie d' oro ar- 
mate d' argento impennate di rosso poste in 
croce di S. Andrea colle punte al basso ; quella 
di sinistra d' argento, caricata da una testa d'a- 
quila di nero. Le bandiere accompagnate in capo 
da una stella d'oro, e in punta da un monte di 
tre cime dello stesso. 

ALFONSI di Vellclri. — Arma : D' azzurro, 
al pino al naturale movente dalla punta, sini- 
strato da un leone d' oro. 

ALFONSO (d') di Sicilia. — Di origine por- 
toghese. Un Martino Alfonso venne in Sicilia nel 
4 383, e fu consigliere dell'infante D. Giovanni. 



Un Antonio ebbe l' isola della Calcara per real 
privilegio : un Agostino fu barone di Calaci, e un 
Alfonso Guglielmo barone di Graniti e di Man- 
giavacchi, ed un Rois ebbe nel 4549 dall'impe- 
ratore Carlo V il feudo dell' Amorosa. — Arma: 
D' azzurro, alla fascia d' oro, accompagnata da sei 
stelle dello stesso; 3 in capo e 3 in punta. 

ALFRIDI di Romagna. — Arma : Di rosso, 
alla lettera majuscola A d'argento; col capo 
d' azzurro, caricato da tre stelle d' oro. 

ALGARDI di Bologna. — Appartenne a que- 
sta famiglia il famoso scultore Alessandro Algar- 
di, morto in Roma nel 4654. — Arma: D'azzurro, 
alla fascia scaccata del campo e d'oro di tre file, ac- 
compagnata da tre teste di gatto dello stesso, 
due affrontate in capo, ed una in punta. 

ALGARIA di Sicilia. — Fu di origine Catala- 
na, trapiantata in Noto nel 1 41 8 da Giovanni Perez 
castellano di Capopassaro. — Arma: inquartato 
in croce di S. Andrea; nel 1.° e 4.° losangato 
di nero e d'oro; nel 2.° e 3.» d'azzurro alla stella 
d' oro. 

ALGAROTTI di Verona. — Appartiene a 
questa famiglia il celebre letterato Francesco Al- 
garotti nato nel 1712 e morto nel 1764. — Arma: 
D'azzurro, al rastrello d'argento, il ferro in alto 
in forma di lambello di sei pendenti, accompa- 
gnato da quattro gigli d' argento, posti tre in 
capo ed uno in punta. 

ALI-MACCARANI di Nizza, Marchesi. — 
Arma: Spaccato; al 1.° di rosso, a tre S maju- 
scole romane di argento ordinate in fascia; al 2.» 
d'argento, a tre stelle di rosso, 2 e 1. 

ALIAS di Sicilia, Patrizia Messinese. (Estin- 
ta). — Arma: D'azzurro, al leone d'oro, tenente 
in ciascuna delle branche anteriori un semivolo 
spiegato dello stesso. 

ALIBERTI-B ALEGNO di Racconigi, Consi- 
gnori di Cavallerleone e di Carpeneto. — Arma: 
D'azzurro, a quattro catene d'oro, moventi dagli 
angoli dello scudo, legate in cuore ad un anello 
dello stesso. — Cimiero: Una fenice sulla sua 
immortalità al naturale. — Motto: Sic vivam. 

ALIBRANDI di Messina. — Arma: D'azzur- 
ro, al destrocherio di carnagione, armato d' ar- 
gento, alato d'un volo spiegato d' oro movente 
da sinistra, impugnante una spada d'argento ma- 
nicata d' oro. 

ALIBRIO di Sicilia. — Arma: Spaccato; al 
1.o d'azzurro, ad un monte d'oro, movente dallo 
spaccato, accompagnato da tre stelle dello stesso 
poste in fascia nel capo; al 2.» di rosso, ad una 
zampa d' aquila d' argento, cogli artigli al basso, 
accostata da due leoni affrontati d' oro. 

ALICORNI di Bologna. — Arma: D'oro, col 
capo di nero, caricato dal liocorno passante e 
guardante un monte di tre cime, il tutto d' ar- 
gento. 



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ALIDOSSI o ALIDOSIO d' Imola, Ravenna, 
Forlì, Venezia, Vicenza, Bologna. — Oriunda 
dalla Grecia, Costantino Alidosi, senatore e scri- 
nano dell' Imperator Giustiniano, la trapiantò in 
Italia, e la stabilì nella città d'Imola, della quale 
dal 1272 fino al 1424 ebbe il sovrano comando. 
Fu signora di molti feudi, di Castelrio, Massa, 
Fornione, Fossignano, Fontana ed altri. Dei tanti 
suoi uomini illustri un Carlo, un Lipo, un Gu- 
glielmo furono Vescovi Imolesi: un Alidosio nel 
1332 Vescovo di Rimini, un Riccardo per due 
volte Senatore Romano, e un Francesco di Gio- 
vanni Arcivescovo di Bologna, Legato a latere 
di Giulio II e Cardinale. Un Ala degli Alidosi 
portò la sua famiglia in Ravenna : un'altro ramo 
fiorì nella città di Forlì e vi si estinse nelle fa- 
zioni degli Ordelafli, passando in Siena. Nel 1 398 
un Ludovico Alidosi, trovandosi in Venezia, fu 
dichiarato nobile dal Consiglio del Doge e un 
Rizzardo stabilì la sua famiglia in Vicenza dopo 
aver perduto il castello di Fossignano in quel 
d' Imola, e fu ascritto a quella nobiltà. Arma : 
D' oro, all' aquila spiegata di verde, accollata di 
una corona d' oro, e caricata nel cuore di un 
giglio dello stesso. — Arma degli A lidossi Nobili 
di Bologna: D' oro, al grifo d' azzurro, coronato 
di nero. 

ALIFA o GALIFI di Messina. — Famiglia di 
greca origine, fu trapiantata in Messina da un 
Baldovino cavaliere dell'imperator Paleologo. Ro- 
berto, suo figlio, fu arcivescovo, e un Guglielmo 
ebbe da Enrico VI un baliato in feudo. Un Fran- 
cesco nel 1380 fu Cardinale di S. R. C. e nel 
1506 questa famiglia ottenne il privilegio della 
zecca di Messina. Diversi furono senatori, nobili 
e capitani sotto Carlo V. — Arma : D' oro, al- 
l'elefante di nero colla proboscide abbassata, fer- 
mo e guardante i raggi della luna d'argento, o- 
rizzontale a destra del capo. 

ALIGHIERI o ALDIGIERI di Firenze. — Di- 
scendenti dalla nobile famiglia degli Elisei, cre- 
duta un ramo dei Frangipani di Roma, gli Ali- 
ghieri ebbero in Cacciaguida un valoroso com- 
pagno d' armi dell' Imperator Corrado III nella 
crociata, e da lui fatto cavaliere. Altri sosten- 
nero onorati uffici nella loro patria. Ma il lustro 
maggiore e imperituro di questa famiglia fu Dante, 
il divino poeta, il quale ottenne anche il priorato 
della città. Pietro figlio primogenito di Dante tra- 
piantò la sua stirpe in Verona, dove si estinse 
in Francesco Alighieri nel 1558, passando i beni 
e il cognome nei Conti Sarego. — Arma: Par- 
tito d' oro e di nero, alla fascia in divisa d' ar- 
gento attraversante sul tutto. — Alias: D'azzurro 
al semivolo destro spiegato d' argento. 

ALIMENA di Cosenza. — Di origine greca, 
trasse il proprio nome da Alimena, terra fabbri- 
cata da un cavaliere di questa casa. Distrutta 



dai Saraceni, fu riedificata ai tempi di Gugliel- 
mo II da un Attilio Alimena, governatore delle 
Calabrie, e fu detta Attilia. À posseduto molti 
feudi, quattro marchesati ed un ducato, ed à go- 
duto nobiltà in Cosenza, MontaUo ed Amantea. 
Un ramo passò in Sicilia nel XV s*colo, godette 
nobiltà in Palermo, ed edificò nel 162S la terra 
di Alimena presso Messina. — Arma: D'azzurro, 
al leone d' oro, colla banda di rosso caricata di 
sette teste d' idra d' oro, attraversante sul tutto. 

— Motto: Herculis labor. 

ALINEI di Dronero, originaria di Prazzo in 
Val di Maira, si stabilì in Dronero verso la fine 
del XVI secolo e vi emerse fra le primarie fa- 
miglie di quella città, di cui un Giovan-Lodo- 
vico fu Podestà e capo del partito cattolico con- 
tro il calvinista a' suoi tempi predominante. In 
benemerenza nel 1599 egli ottenne le ducali pa- 
tenti di nobiltà per sè, suoi agnati e discenden- 
ti, ed il di lui figlio Antonio fu infeudato nel 
1610 della terra di Elva, sulla quale e su quella 
di Pistolesa i suoi discendenti ottennero il titolo 
di Conti. — Arma: D'azzurro, al crescente d'ar- 
gento in punta dello scudo, sormontato da tre 
stelle d'oro male ordinate. — Cimiero: una cometa 
d' oro. — Motto: elata refulget. 

ALIOQUI di Sicilia. — Arma: D' oro, a tre 
cotisse di nero poste in sbarra, colla bordura di 
rosso. 

ALIOTTI di Firenze, detti ancora Del Me- 
dico, ebbero Ser Medico di Aliotto del Medico 
che fu cinque volte Priore, ed un Gonfaloniere 
tra il 1297 ed il 1317, e con questo si spense 
la famiglia. — Arma: Partito: a destra fasciato 
ondato d' azzurro e d' oro; a sinistra di rosso 
pieno. 

ALIOTTA o LA LIOTTA di Sicilia, di ori- 
gine parmigiana, trapiantata in Sicilia da un Gu- 
glielmo che ebbe dal re Federico II la castella- 
la di Mazzara, dove si stabilì un ramo di que- 
sta famiglia, mentre altri passarono in seguito a 
Trapani, a Sciacca, e più tardi a Terranova ed 
a Licodia-Cubea. Quest'ultimo nel 1798 ottenne 
dal re Ferdinando il titolo di Barone diCumenì. 

— Arma: Spaccato; al 1.° d'azzurro al leone 
d'oro nascente coronato dello stesso; al 2.° ban- 
dato di rosso e d'oro, colla fascia attraversante 
sulla partizione. 

ALIOTTI di Bologna. — Arma : Di rosso, al 
grifo d'argento. 

ALI P ANTO di Venezia. — Arma: D' azzur- 
ro, alla fascia d' oro, accompagnata da duo rose 
di sei foglie dello stesso, una in capo, erf una in 
punta. 

ALIPRANDI di Milano, Cremona, Verona e 
Penne. — Illustre famiglia in Milano compresa 
nella matricola dei nobili milanesi del 1277. — 
Sì divise in tre rami che diedero personaggi il- 



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lustri in gran numero: guerrieri, dottori di col- 
legio, podestà, ambasciatori, cancellieri e consi- 
glieri ducali, senatori, conti palatini, cavalieri 
di Santo Stefano etc. Uno di questi rami aggiunse 
per eredità il cognome Fossati. — Si estinsero 
tutti sul finire del secolo XVIII. Un altro casato 
Aliprandi pure antico e nobile, ma che non si 
attacca coi precedenti à fiorito in Milano ed à 
avuto un Giacomo che fu uno dei Capitani e 
difensori della Repubblica Ambrosiana. Da lui 
molti fisici e dottori di collegio, decurioni etc. 
Questa discendenza si divise in due rami estinti 
nella seconda metà del XVIII secolo: gli Ali- 
prandi-Visconti e gli Aliprandi-Carena Conti di 
Merone dal 1726. — Un ramo degli Aliprandi 
si trapiantò a Cremona, ed ebbe in Giovanni 
un Decurione mercantile nel 1387. Anche a Ve- 
rona fiorirono gli Aliprandi che presero poi il 
nome di Cartolari; e finalmente un ramo si tra- 
piantò in Penne negli Abruzzi, ove esiste ancora 
e ne ottenne il patriziato. 

Arma degli Aliprandi di Milano e di Cre- 
mona: Grembiato di rosso e d'oro. 

Arma degli Aliprandi di Milano e di Penne: 
Grembiato di rosso e d'argento; sul tutto d'oro, 
all' aquila di nero coronata d' oro. 

Arma degli Aliprandi di Verona: Grembiato 
di rosso e d'argento; sul tutto d'azzurro, ad una 
torre d' argento, ovvero d' oro, ad una torre di 
rosso. 

ALIPRANDI di Mantova. — Derivante dalla 
precedente, fioriva già in Mantova fin dal 1200. 
— Arma: Grembiato di rosso e d'argento, collo 
scudetto in cuore d' oro caricato dell' aquila, al 
volo abbassato, di nero. — Alias: Di rosso, al 
volo spiegato d' argento. 

ALIQUÒ di Castroreale. — Vedi Arigò. 

ALISIO di Bari. — Arma: Di rosso, alla 
banda d'oro, caricata di tre rose del campo. 

ALITTO o de LETTO negli Abruzzi. — Di 
origine longobarda, passata nel regno di Napoli 
al tempo di Roberto Guiscardo, ha goduto nobiltà 
nelle città di Bitonto, Chieti, Sulmona, Bisigna- 
no, Tropea, Castelluccio e Diano. È divisa in 
varii rami ; e da essa uscirono illustri personag- 
gi. Un Teobaldo fu Capitano generale di Fede- 
rigo li Svevo ; un Enrico, barone di Val di Crate 
e di Terra Giordana nel 1239; un Abbamonte 
Giustiziere di terra di lavoro; un Gentile Barone 
di Abruzzo nel 1320: un beato Benedetto e una 
be^ta Alessandrina. Ebbe questa famiglia la si- 
gnoria, di ben 65 feudi in diversi tempi. — Arma: 
Partito Schiavato d' argento e di rosso. 

ALITTO di Sulmona. — Della stessa origine 
della precedente, un ramo degli Alitto pose stanza 
in Sulmona nel yrincipio del secolo XIII. Ebbe 
molti uomini illusttj, tra i quali un Federico- 
Raimondo fu Vescovo della sua patria dal 1295 



al 1307; un Francesco Giustiziere del Principato 
e di Abruzzo nel 1305; un Tibaldo Giustiziere 
di Bari nel 1329; e un Giuseppe Maria Vescovo 
anch' esso di Sulmona dal 1829 al 1840. — Arma 
eguale alla precedente. 

ALITTO di Bitonto. — Originari dagli A- 
litti degli Abruzzi, gli Alitti di Bitonto furono 
ascritti a quella nobiltà, e si estinsero passando 
il loro cognome nella famiglia Giannone. — Arma: 
D' argento, a tre fascie d' azzurro. 

ALITTO di Diano-Tegiano, Bisignano e Ma- 
ratea. — Avente di comune con la precedente 
l'origine, un ramo degli Alitto fu trapiantato in 
Diano Tegiano, provincia di Salerno, da un Giu- 
sto Barone di Pappasidero. Altro ramo si stabilì 
in Bisignano da Pietro-Marco fratello di Giunto, 
ed un terzo da Giuseppe, altro fratello di Giusto, 
fu trapiantato in Maratea. — Arma : Interzato in 
fascia; nel 1.° d'argento, semivolo spiegato dal 
rosso; nel 2.° di rosso, a tre stelle d'oro di sei 
raggi, ordinate in fascia: nel 3.° d'azzurro, a due 
mezzi voli spiegati di argento ordinati in fascia. 

ALIVESI d'Ittiri (Sardegna). — Arma: D" ar- 
gento, all'albero di olivo con una colomba in atto di 
spiccare il volo da un ramo; 1' albero addestrato 
da un cane mastino, seduto, rivoltato col muso 
in alto; il tutto al naturale. 

ALLANA di Verona. — Arma : D'argento, al 
volo di nero. 

ALLEARDI di Verona. — Arma: Losangato 
d'argento e d'azzurro, al capo d' oro caricato da 
un'aquila di nero. — Cimiero: Una testa e collo 
di aquila di nero movente da un volo dello stesso. 

ALLEGRA o GALLEGRA di Sicilia. — Di 
origine francese, si trapiantò in Sicilia sotto Carlo 
d' Angiò negli ultimi del secolo XIII, e un Marco 
e un Francesco furono investiti del feudo di Mi- 
lifindi. Arma: — D'oro, al leone di rosso tenente 
un mazzo di rose dello stesso e di fiori d'azzurro. 

ALLEGRA di Palermo. — Arma: D'azzurro, 
alla fascia d' oro, accompagnata in capo da tre 
rose dello stesso poste in fascia, e da un giglio 
d' argento nella punta. 

ALLEGRETTI di Siena, dei Grandi, risieduti 
fin dal 1255. Un Girolamo di Fausto fu Cava- 
liere di S. Stefano. — Arma : Di rosso, a due 
bande d' oro. 

ALLEGRETTI di Forlì, famiglia antica e ca- 
valleresca. Un Mazzone prese parte alla prima 
Crociata. Partigiano della fazione Guelfa, un Gia- 
como ebbe a patire la persecuzione degli Orde- 
lafli, che lo costrinsero ad espatriare, ed a rifu- 
giarsi in Rimini. La sua prosapia si estinse per 
la linea maschile nel 1479; ma una Margherita 
di Francesco Allegretti, maritatasi ad un Lodo- 
vico degli Aspini, trasmise a questa famiglia gli 
averi ed il nome della sua casa paterna. — Arma: 
IV azzurro, al cuore d' oro. 



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ALLEGRI di Firenze. — Due famiglie di 
questo cognome fiorirono in Firenze fin dal tem- 
po della repubblica. La prima, discendente da 
Simone di Accattapane di Grossolo da Legri, ed 
estinta in Camillo di Vincenzo nel 1697: la se- 
conda, proveniente da San Cresci a Valcava nel 
Mugello, ebbe 4 priori tra il 1348 e il 1529. 

Arma della prima famiglia: D' azzurro, al 
palo d' argento con tre cinciallegre al naturale, 
poste in banda, una per ciascuna delle tre parti 
dello scudo. 

Arma della seconda famiglia: D'azzurro, in- 
cappato d' oro, con due gigli d' azzurro nella 
parte superiore, el una stella d'oro nell'inferiore. 

ALLEGRI di Verona, Conti, estinta sul fi- 
nire del XVIII secolo. — Arma: D'azzurro, a tre 
pali d' argento, alia fascia dell' uno nell' altro; 
ciascun quadrato caricato da una stella dell'uno 
nell' altro. 

ALLEGRI di Correggio. — Originaria di 
Campagnola nel territorio di Correggio, posse- 
deva quivi una torre feudale. Appartiene a que- 
sta famiglia il celebre pittor delle grazie, Anto- 
nio Allegri detto il Correggio, nel cui figlio ri- 
mase estinta. — Arma: D'azzurro, al cavallo 
passante d'argento su campagna di verde. 

ALLEGRI di Treviso. — Insignita del titolo 
di nobili e conti palatini, ed aggregata al nobile 
consiglio della città di Asolo nella persona di Gio. 
Maria Allegri nel 1774. — Arma: D'argento, alla 
fascia di rosso, accompagnata da due gigli dello 
stesso, uno in capo, ed uno in punta. 

ALLEGRO di Genova. — Originaria da Quinto 
al mare e da Chiavari. — Filippo consigliere 
della Repub nel 1368; Giovanni anziano nel 1 408; 
Battista ambasciatore del Console di Calfa in Cri- 
mea al campo dei Turchi nel 1475 per negoziare 
la resa di quella colonia genovese. Monsignor 
Filippo Allegro è al presenta Vescovo di Alben- 
ga. — Arma: Partito d* azzurro e di rosso, al 
leone d' oro dall' uno all' altro. 

ALLEOTTI di Correggio. — Jacopo fu ele- 
gante poeta del XVII secolo. Un ramo di questa 
casa à pur fiorito in Argenta, ed appartiene ad 
esso un Giambattista celebre idrostatico. — Ar- 
ma: Spaccato; nel 1.» d'oro, al semivolo d'azzurro 
voltato a destra e posto in fascia; nel 2.° d'az- 
zurro, al semivolo d'oro voltato a sinistra e po- 
sto in fascia. 

ALLI di Roma. — Arma: Spaccato; nel 1.° 
di rosso, caricato da tre S d'oro ordinati in palo; 
nel 2.° d'azzurro, da tre stelle d'oro, 2 e 1. — 
Alias: Spaccato di rosso e d'argento. 

ALL1AGA di Fossano. — Un Federico creato 
Conte di RicalJone, Montegrosso e Melazzo, si 
distinse assai nella guerra contro i Gallo-Ispani 
nel 1744. — Un Accellino Alliaga nel 1771 ot- 
tenne l'erezione in contado dei feudi di Borghetto 



e Montegrosso acquistati da lui nel 1760. — 
(Estinta verso la fine del XVIII secolo). — Arma? 

ALLIATA o AGLIATA di Pisa. — < Di ori- 
gine greca, portata a Pisa da un Tiburzio, à 
quivi goduto in ogni tempo i primi onori e le 
più eminenti cariche della Repubblica. — Molti 
degli Alliata furono degli Anziani e parecchi so- 
stennero il Priorato. Un Cecco di Bindo nel 1347 
fu uno dei capi della fazione Bergolina contro 
quella dei Raspanti, e 1' anno appresso fu Capi- 
tano maggiore dell' isola dell' Elba; un Filippo di 
Giovanni fu Capitano di due galere pisane colle 
quali si distinse in molte battaglie contro i Sa- 
raceni, e ritornò vittorioso in patria nel 1374; 
ed un Ranieri di Francesco, dopo essere stato 
Vescovo di Volterra, nel 1806 fu promosso al- 
l'arcivescovato di Pisa. Gli Alliata anno posse- 
duto vastissime tenute nel contado di Pisa, tra 
le quali la contea di Biserno nella maremma pi- 
sana. — Arma: D' oro, a tre pali di nero. 

ALLIATA di Palermo. — Un ramo dalla pre- 
cedente trapiantato da Pisa a Palermo nel 1300 
da un Filippo Alliata. A goduto nobiltà in Pa- 
lermo e in Noto, ed à ottenuto nel 1722 il Gran- 
dato di Spagna ed il Toson d' Oro ed il titolo 
di Prin. del S. R. I. À posseduto ben 32 baro- 
nie, 4 ducati e sette principati. — Un Antonio 
edificò la città di Villafranca nel 1491, ed un 
Francesco la terra di S. Anna nel 1624. — Arma: 
D'oro, a tre pali di nsro, accollata dall'Aquila 
bicipite spiegata di nero, sormontata dalla co- 
rona imperiale d' oro. 

ALLIOLI di Valtravaglia (Lombardia). — Fio- 
riva in Traffiume fin dal XIII secolo, e diede alla 
patria parecchi Consoli. L'antico cognome di que- 
sta casa era Ferrari originaria della valle di Lu- 
gano, e già feudataria di Sommovico. — Arma: 
D'azzurro, a tre spicchi d'aglio d'argento, col 
capo d' oro, caricato dell' aquila di nero. 

ALLIONE del Piemonte, Conti di Brondollo. 

— Gabriele Dott. in leggi nel 1700 fece acqui- 
sto del feudo di Brondello. — Arma: D'azzurro, 
al grifo d' argento ; col capo d' oro, a tre stelle 
di rosso ordinate in fascia. 

ALLODI di Villafalletto (Piemoute), Signori 
di Torretta acquistata nel 1734 da Antonio-Ma- 
ria Allodi. — Arma: Di rosso, a due rami 
d' alloro, uno accanto all'altro, ambedue in palo, 
ed alla fascia di verde, orlata d' oro, e caricata 
da tre stelle dello stesso, attraversante; col capo 
d' oro, all' aquila bicipite di nero. 

ALLUCIGNOLI o ALLUC1NGHI di Lucca. - 
Appartengono a questa casa il Pontefice Lucio III, 
e due Cardinali, Uberto e Gerardo da fui creati. 

— Arma: Partito d'azzurro e d'argento, alla banda 
ondata a onde grosse, dell'uno nell'altro. — Alias: 
Losangato d' argento e d' azzurro. 

ALLUIGI di Lucca, la stessa dei Venturini. — 



ALO — 
Arma: D' azzurro, alla torre d' argento sormon- 
tata da una stella d' oro. 

ALMEIDA di Sicilia. — Arma: Di rosso, a 
sei bisanti d' oro, 2, 2 e 2. 

ALMERICI di Pesaro e di Padova. — Origi- 
naria di Gubbio, ebbe nobiltà in Pesaro ed in 
Padova, ed in quest' ultima città alcuni degli Al- 
librici si trovano ascritti al catalogo dei nobili 
fino dal 4275. — Arma: D'oro, al leone di verde. 

ALMERICO di Vicenza. — Si à memoria di 
questa famiglia sino dal 1175, e nel 1403 tròva- 
vasi ascritta al nobile Collegio dei Notai. Un 
Paolo Almerico edificò in patria la celebre fabbrica 
detta la Rotonda. — Arma: Spaccato; al 1.° d'az- 
zurro, ad una collina di tre cime d' oro movente 
dallo spaccato ; al 2.° di rosso, a tre bande d'oro, 
ovvero una fascia d'oro attraversante sullo spac- 
cato. 

ALMERIGO DE CASTELLIS di Castelfranco 
(Veneto). In antico chiamavansi semplicemente De 
Castcllis o Castelli. Erano oriundi di Germania 
d' onde scesero a Treviso ai tempi di Federico 
Barbarossa — Possedevano vari i castelli nel pe- 
demonte del Trivigiano. — Cacciati da Treviso 
perchè vi volevano signoreggiare contro i Cami- 
nesi (1283), uno di loro, Guidone, si chiuse in 
una sua rocca chiamata Castelli. Riparatosi più 
tardi in Castelfranco, prendendo il cognome d'Al- 
merigo, quivi piantò la sua casa che diede pa- 
recchi uomini d'arme e di toga, tra' quali un Pie- 
tro luogotenente di Michele Attendolo Generale 
della Repub. Veneta e signore di Castelfranco 
(1452). Verso questo tempo tornarono a prendere 
l'antico loro cognome, appellandosi Almerigo de 
Castellis, e si estinsero nel 1852. — Arma: D'az- 
zurro, al castello d'argento sostenuto da due leo- 
pardi d'oro, illeoniti, colla coda biforcata e pas- 
sata in croce di S. Andrea. 

ALMERIGOGNA di Capo d'Istria. — Arma : 
D' azzurro, al collo di pozzo d' oro attorniato da 
due dragoni dello stesso, affrontati con le code 
annodate e passate in croce di S. Andrea. 

ALMUNDO di Catania, antica e potente fa- 
miglia originaria di Pisa, trapiantata in Sicilia 
da un Adamotto soprannomato Carafa o Carafc 
il quale vi accompagnò il re Ruggero, da cui ot- 
tenne la castellania ed il dominio di Jace nel 
1089. I suoi discendenti stabilirono la loro resi- 
denza in Catania. — Arma? 

ALÒ di Lombardia. — Arma: Di rosso, al- 
l' anitra d' argento beccata e membrata d' oro. 

ALOÈ di Cosenza. - Arma: D'argento, all'albe- 
ro di \o.rde fustato di rosso movente dalla punta. 

ALOl <\i Sicilia. — Arma: D'azzurro, all'al- 
bero d'oro, scostato da due leoni coronati dello 
stesso e da un sole d' oro in capo. 

ALOIGI o ALUIGI di Assisi. — Trae il suo 
nome da un Magishr Aloisius Apollonii ricor- 



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dato nelle pubbliche riformanze di Assisi. Talvol- 
ta fu detta pure Apolloni fino dal 1469. — Mae- 
stro Andrea detto l'Ingegno, celebre pittore del 
XVI secolo, discepolo di Pietro Perugino ed e- 
mulo di Raffaello; Giovan-Matteo Podestà di Mon- 
tefalco nel 1557; Paolo Governat. di Rieti nel 1660 
e Pretore di Camerino nel 1632; Marco-Antonio 
Luogot. generale della Marca in Macerata nel 1 63 1 
altro Marco-Antonio Capit. di fanteria al ser i- 
zio del re di Napoli, poi della S. Sede, latore 
della Vita di Metastasio e fondatore in patria 
della Colonia Arcadico-Properziana. (Estinta nel 
1859). — Era divisa in due rami, uno de'quali 
si distingueva dall' altro per il cognome Mam- 
moni aggiunto al proprio. — Arma: Doro, alla 

ruota raggiante di — Arma degli Aloigi-Mam- 

moni : Di rosso, alla ruota raggiante d'oro, ac- 
compagnata da due gatti mammoni al naturale, 
affrontati e sostenenti insieme colle zampe ante- 
riori un castello torricellato di 

ALOISIO di Sicilia. — Oriunda francese , 
passata in Aragona e venuta in Sicilia con gli 
Aragonesi. In antico à posseduto le baronie e 
feudi di Mangalanti, Mirto, Capisuso, Belmonte, 
Mirtiri, Fazana ed altri. — Arma: D'oro, a quat- 
tro pali di rosso, attraversati da un leone del 
primo. 

ALOPA di Napoli. — Arma: D'oro, alla grò 
al naturale posta di fronte e pascente sopra un 
terreno di verde. 

ALOQUI di Sicilia. — Arma : D' oro, a tre 
sbarre di nero. 

ALOTTI di Firenze e Licate. — Arma: Par- 
tito d'uno, spaccato di due, d'argento e di rosso. 

ALOTTO di Sicilia. — Arma : D'azzurro, alla 
banda di tre tiri, di nero e d' argento. 

ALPESE o ALPINI di Avigliana, Conti di 
Veneri. — Furono antichissimi signori di Alpi- 
gnano. Gli Alpini da Centallo ebbero 1' investi- 
tura di Vignolo in contado nel 1701. — Arma: 
D' oro, al monte di verde. 

ALPUCCHE di Sicilia. — Arma: D' oro, a 
cinque foglie di vite di verde passate in croce di 
S. Andrea. 

ALTACINA di Bologna e di Sicilia. — Un 
ramo di questa famiglia bolognese fu trapiantato 
in Sicilia sotto i reali di Aragona, ed ebbe di- 
verse baronie. — Arma: D'oro, al pino di verde. 

ALTAN o ALTHAN di Lombardia. — Arma: 
Di rosso, alla fascia d' argento caricata da un A 
di nero. 

ALT ANI o ALTHAN del Friuli, di Treviso 
e di Venezia Conti di Salvarolo. — Fino dal se- 
colo XIII un Manfredo del Than vivea nel Friu- 
li," e da lui ebbe sviluppo questa famiglia. Un 
Antonio 1.o fu investito del castello di San 
Vito con titolo di feudo di abitanza: un An- 
tonio 2° fu Vescovo di Urbino. — Gli Altani 



ALT 



— 35 — 



ALT 



ebbero nobiltà anche nella terra di San Vito. Nel 
1 460 comperarono il castello di Salvarolo eretto 
in contea da Federico III, il quale nel 1 469 crea- 
va Matteo Altari conte palatino, cavaliere au- 
reato, conte del S. R. L, Barone e Consigliere di 
Stato. Gli Altani nel 1821 furono confermati 
Conti dell' Impero Austriaco. Un ramo di questa 
famiglia fu trapiantato in Venezia, un secondo 
in Lombardia, un terzo in Udine, un quarto in 
Treviso. — Arma comune a tutti i rami: Uno 
scudo ovale circondato da un serpente di verde 
mordendosi la coda, inquartato; nel 1.° e 4.° spac- 
cato d'argento, alla rosa di rosso, bottonata d'o- 
ro, e d' azzurro, a tre teste di leopardo d'oro or- 
dinate in fascia; colla fascia d' oro attraversante 
sullo spaccato; nel 2.° e 3.° d' azzurro, ad una 
collinetta d' oro movente dalla partizione e sor- 
montata da un mezzo volo d'argento: sul tutto 
uno scudetto ovale d' argento caricato da un' a- 
quila di nero, coronata d' oro. Il grande scudo 
posto sul petto di un' aquila bicipite spiegata di 
nero, ciascuna testa coronata d' oro. — Divisa: 
Droit. 

ALTANTEDESCO di Sicilia. — Arma: Di 
rosso, a una fascia d'oro caricata della lettera A. 

ALTARDIO di Venezia. — Arma: D'argento, 
alla fascia d' oro, accompagnata da due gigli di 
rosso, uno in capo e l'altro in punta. 

ALTARIPA di Piacenza e Sicilia. — Oriunda 
di Piacenza, si trapiantò in Sicilia, e propria- 
mente in Marsala. Un Pietro Altaripa fu Barone 
dei feudi di Riesi e Cipolla. — Arma: D'argen- 
to, alla muraglia d' azzurro e d' oro sostenente 
tre monti di verde. 

ALTAVILLA di Capua e Sicilia. — Questa 
famiglia fiorì in Vizzini sotto i re Angioini ed 
Aragonesi. Un Roberto Altavilla fu consigliere 
del Re Carlo, ed il Re Ludovico lo annoverò fra 
i baroni della città. Un Bartolomeo nel 1375 ebbe 
da Federico III le baronie di Canicattini, Racu- 
laesi, Fratemortilla ed altre. — Arma: D' oro, 
al cipresso sradicato di verde, sinistrato da un 
cane di rosso rampante affrontato al tronco. 

ALTECLERI di Verona. — Arma: D'azzur- 
ro, ad un monte di sei cime di verde movente 
dalla punta, accompagnato in capo da una cro- 
cetta pattata di rosso. 

ALTEMANA di Verona. — Arma : D'azzurro, 
a un sole d' oro. 

ALTEMPS di Roma e di Fermo. — Que- 
st' antica ed illustre famiglia fu dalla Svevia tra- 
piantata in Italia da Marco Sittico fin dal prin- 
cipio del secolo XVI. Questi fu dall' imperatore 
d'Austria creato barone. Un Iacopo-Annibale ebbe 
il titolo di Conte per sè e suoi discendenti. Un 
Marco Sittico fu Arciv. di Salisburgo nel 1619. 
Altro Marco Sittico fu Cardinale di S. R. Chiesa 
nel 1561 e Vescovo di Costanza. In Roma la fa- 



miglia Altemps vi fu stabilita da un Roberto 
marchese e duca di Gallese, di Soriano e della 
Rocchetta. Un ramo erasi trapiantato nella città 
di Fermo dove si è estinto verso il 1850. — 
Arma: D'azzurro, al capro saliente d'oro, cornato 
di nero. — Cimiero : Capro nascente. 

ALTERICI di Mantova. (Estinta nel 1630). 

— Arma: D'argento, alla fascia di rosso, accom- 
pagnata a sinistra del capo e a destra della 
punta da una stella di . . . . , col capo di . . . 
caricato da un leone nascente di ... . 

ALTESSANI di Torino, così chiamati da Al- 
tesano o Borgaro, ebbero signoria su Cervere. 

— Arma: D'argento, alla fascia a spina pesce di 
rosso; fiancheggiato d' azzurro alla stella d' ar- 
gento. 

ALTIERI di Roma. — Principi il' Oriolo e 
duchi di Monterano. Quest'illustre famiglia portò 
anticamente il nome di Perallucri, cangiato in 
quello di Altieri verso la fine del secolo XV. 
Ebbe un conservatore ed un governatore del po- 
polo romano; due Vescovi di Camerino che fu- 
rono poi Cardinali. Emilio Altieri fu Papa sotto 
il nome di Clemente X e morì nel 1676. Estin- 
guendosi in lui gli Altieri, adottò il Marchese 
Giuseppe Paluzzi; e questa nuova stirpe ebbe 
anch' essa tre Cardinali, uno dei quali fu Arciv. 
di Ravenna nel secolo XVII. — Arma: D'azzur- 
ro, a sei stelle d'argento, ordinate 3, 2 e I e la 
filiera dello stesso. 

ALTINA, nel Napoletano. — Arma: D' ar- 
gento, alla torre di verde. 

ALTISSIMA di Mineo (Sicilia). — Famiglia 
originaria di Francia. — Un Corrado ebbe dagli 
Aragonesi la castellala di Mineo. — Arma: D'az- 
zurro, stellato d'oro. 

ALTOFIORE di Roma e Sicilia. — Arma: 
Di rosso, al giglio d' argento, coronato d'oro. — 
Alias: D'azzurro, al pesce d'argento, posto in 
fascia sormontato nel capo da una corona d'oro. 

ALTOGRADI di Lucca. — Discendente da 
San Miniato, questa famiglia venne ascritta nel 
1417 alla nobile cittadinanza di Lucca. Ebbe nel 
Consiglio diversi anziani. (Estinta). — Arma: Di 
vaio pieno, ombreggiato d' azzurro. 

ALTONATI di Aquila. — Dalle rovine della 
distrutta città di Amiterno, prese stanza in A- 
quila. Ascritta al patriziato, ebbe gran parte 
nelle fazioni politiche della seconda metà del se- 
colo XV. Parteggiò per gli Aragonesi contro gli 
Angioini. Si estinse nei primi anni del sec. XVII. 

— Arma: Spaccato, nel 1.° di azzurro, alla stella 
di otto raggi d'oro; nel 2.° scaccato d' argento e 
azzurro, partito e spaccato di tre. 

ALTOVITI di Firenze. — Di stirpe longo- 
barda, venne a stabilirsi in Firenze intorno alla 
metà del secolo XII; ed il primo fu Corbizzo di 
Gollo. Fin dal primo anno del XIII secolo co-» 



ALV 



— 36 — 



AMA 



minciarono gli Altoviti a sedere fra i consoli, e 
di poi fra gli anziani. Sostenitori del partito dei 
Gui'lfi, esularono in Lucca, e, fatto ritorno in 
Firenze, si schierarono sotto le bandiere dei 
Neri. Da questa famiglia uscirono 11 Gonfalonieri 
di giustizia, 107 Priori di arti e libertà, 90 Po- 
destà, 24 Vicari, una trentina di Castellani, 12 
Senatori. Un Alberto Altoviti nel 1633 ebbe dal- 
l' imperatore Ferdinando II il titolo di Marchese 
del S. R. L, un Iacopo fu Vescovo di Fiesole nel 
1390; un altro Iacopo Arcivesc. di Atene e Pa- 
triarca di Antiochia; un Filippo nel 1674 Ve- 
scovo di Fiesole. — Arma: Di nero, al lupo ram- 
pante d' argento armato e linguato di rosso. — 
Cimiero: Un vecchio in profilo con lunga barba, 
nascente che tiene con ambe le mani un nastro 
su cui sta scritto: Et avi numeraistur avorum. 

ALTOVITI di Roma. — È un ramo della 
precedente (Etinto). — Arma: Di nero, al lupo 
rampante d'argento. 

ALÙ o ALÒ di Sicilia. — Originaria di Lom- 
bardia, si trapiantò in Sicilia sotto Pietro d'A- 
ragona. Un Alatteo Alù acquistò i feudi di un 
tal Filippo Galipo nel 1401. — Arma: Di fosso, 
all' anitra d' argento con becco e piedi d' oro. 

ALUNNO di Napoli. — Arma: D'azzurro, a 
due oche affrontate d'argento. — Alias: D'oro, 
a tre scudetti di azzurro pieno, 2 e 1. 

ALVAREZ DE TOLEDO di Sicilia. — An- 
tica ed illustre famiglia spagnuola, à goduto no- 
biltà in Napoli nel seggio di Montagna. Un Gu- 
tierre ebbe il feudo di Alba de Tormes, e un 
Garcia fu dichiarato Duca dello stesso feudo. Un 
Federico, figlio di Garcia, fu viceré di Napoli nel 
1556, ed un Pietro nel 1532. Federico Marchese 
di Villafranca fu viceré nel 1671. Giuseppe Al- 
varez de Toledo Duca di Bivona fu riconosciuto 
nel titolo di Conte di Adernò con decreto mi- 
nisteriale 11 Gennaio 1872. — Arma: Scaccato 
partito di due, e spaccato di quattro lince a 7 
scacchi d' argento e 8 di azzurro. 

ALVAR1 di Poma. — Arma: Di rosso, all'a- 
quila spiegata d' argento, coronata d' oro ; colla 
banda di nero, attraversante sul tutto. — Alias: 
Fasciato d' argento e di rosso, alla banda d' az- 
zurro attraversante. 

ALVAROTTI di Padova e di Rovigo. — Ar- 
ma: Spaccato d' oro e di rosso, a tre speroni 
dell'uno nell'altro colla molletta al basso; col 
capo d 1 argento caricato da una croce piena di 
rosso. 

ALVAROTTI di Ferrara. — Oriunda di Pa- 
dova e stabilita in Ferrara, ebbe questa nobile 
famiglia molti uomini insigni che la illustrarono. 
Un Alvarotto fu creato da Federigo I imperatore 
Conte Palatino; ed un Francesco ed un Giulio 
ottennero il titolo di Marchesi di Castel Feli- 
ciano per sé e loro discendenti. — Arma: In- 



quartato; nel 1.° e 4.° d'argento, all'aquila bici- 
pite spiegata di nero, coronata d' oro: nel 2.° e 
3.° spaccato d'oro e di rosso, a tre speroni del- 
l' uno nell'altro, colla molletta al basso; col capo 
d' argento caricato da una croce piena di rosso. 

ALVERI di Sicilia. — Arma : D' azzurro, a 
tre stelle d'oro in fascia nel capo, e due ali ad- 
dossate dello stesso in punta. 

ALVIANO (d ) di Orvieto. — Originaria di 
Todi, prese il nome dal castello d'Alviano, di cui 
era anche feudataria. Ebbe inoltre i feudi di 
Riofreddo e della Mandola. Un Ugolino fu pote- 
stà e capitano del popolo nella sua patria, e di- 
versi altri occuparono le stesse carkhe in varie 
città d'Italia. Un Pandolfo fu Vescovo di Came- 
rino, e un Luigi signor di Persiano. È sopra tutti 
celebre Bartolomeo, valoroso condottiero morto 
nel 1515. Si estinsero i d' Alviano in Livio-At- 
tilio ucciso in campo nel 1537. Un ramo si tra- 
piantò in Girgenti al tempo di Pietro II d'Ara- 
gona. — Arma: Inquartato; nel 1.° e 4.° d'ar- 
gento, al palo di rosso; col capo d' azzurro, a tre 
gigli d'oro; nel 2.° e 3.° spaccato, nel primo d' ar- 
gento, alla rosa di...., nel secondo bandato d'ar- 
gento e di rosso; colia fascia d'oro attraversanle 
sulla partizione. 

ALVIANO di Venezia. — Arma: Inquartato; 
al 1.» d'azzurro, a quattro gigli d'oro disposti 
in fascia, accompagnati in capo da un lambello 
di cinque pendenti di rosso; al 2." d' argento, 
alla rosa di rosso; al 3.° d'argento, alla croce 
di rosso; al 4 bandato di rosso e d'argento; 
col capo d'oro, caricato da un'anguilla d'azzurro 
ondeggiante in fase a. 

ALVITO di Gaeta. — Arma: D'azzurro, a 
due bande d' argento accompagnate nel capo da 
un giglio di giardino d' oro, gambuto e fogliato 
di verde. — Alias: D'oro, a due bande di rosso 
accompagnate da due conchiglie dello stesso. 

ALZANELLO di Sicilia. — Capostipite di 
questa famiglia fu Filippo Alzanello, palermitano, 
e scalco di Pietro II re di Aragona. — Arma: 
D' azzurro, a una ruota d' oro. 

ALZIARI di Nizza. — D'argento, alla lu- 
certola montante di verde ; col capo d' azzurro, 
caricato di tre stelle d' oro. 

AMADEI di Roma. — Arma : D' azzurro, ad 
una colonna sostenuta da una rosa, sormontata 
da un sole, e accostata da due leoni rampanti e 
affrontati, il tutto sostenuto da una collina di tre 
cime, il tutto d'oro. 

AMADEUS di Vicenza. — Arma: D'azzurro, 
al girasole di rosso, stelato e fogliato di verde, 
terrazzato dello stesso, accompagnato da un sole 
d' oro posto nel canton sinistro del capo. 

AMAD1 di Lucca e Venezia. — Fioriva già 
fin dal principio del secolo XIV, e come fautrice 
dei Guelfi, parti dalla patria e si trapiantò in 



AMA 



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AMA 



Venezia ove nel 1 480 fu ascritta a quella nobile 
cittadinanza. Ebbe nel 1379 un Giovanni Vesco- 
vo di Castello. — Arma : Spaccato d' argento e 
d'oro; colla pianta al naturale attraversante. 

AMADI dj Adria. — Arma: Inquartato d'oro 
e di rosso, al {capo d'azzurro, caricato da tre gi- 
gli d' oro. 

AMADINI di Padova. — Arma: D' azzurro, 
a tre bande ondate d' argento. 

AMADIO di Venezia. — Arma: D' azzurro, 
ad un monte di tre cime d' oro, movente dalla 
punta e sormontato da un D di rosso. 

AMADORI di Roma. — Arma: Di rosso, alla 
fascia arcuata d' azzurro, accompagnata da tre 
cuori dello stesso. 

AMADORI di Firenze e Lucca. — Arma: 
D' azzurro, alla banda dentata d' oro, accostata 
da due cotisse d' argento, ed accompagnata da 
due stelle di otto raggi del secondo 

AMADUCCI di Ravenna. — Arma: D'oro, allo 
scaglionetto di verde accompagnato da tre gigli 
dello stesso. 

AMALA di Napoli. — Arma: Di rosso, al 
cane rampante d' argento riguardante un sole o- 
rizzontale a destra d' oro. 

AMALFITANI di Cotrone e di Napoli. — 
Oriunda di Amalfi, à goduto questa famiglia 
nobiltà in Cotrone nel seggio di S. Dionigi. Ebbe 
in baronia Casabnna, in contea Sevallo e in mar- 
chesato Crucoli nel 1580 ed Episcopia. Un Iacopo 
fu Artiv. di Capua nel secolo XIII, un Pietro 
Vescovo di Atri. — Arma: D'oro, a due bande 
di rosso, accompagnate da due leoni rivolti dello 
stesso. 

AMALTEI di Udine e di Oderzo. — Un 
Giambattista di questa famiglia nel 1554 fu se- 
gretario della repubblica di Ragusa, del Ponte- 
fice Pio IV e del Concilio di Trento. Nel 1 55 1 
gli Amaltei ebbero nel Consiglio di Oderzo il 
privilegio della nobiltà confermato nel 1822 dal- 
l' Imperat. d'Austria. — Arma: Di rosso, a due 
fascie d'oro, sparse d'armellino di nero. 

AMANDOLA di Genova. — Originaria del Bi- 
sagno — Giacomo ufiiciale di S. Giorgio n i 1444, 
console della Ragione nel 1 445, ufiiciale di Moneta 
nel 1447. — Un altro Giacomo fu ascrittoli) fa- 
miglia Pallavicino nel 1528. — Arma: D'oro, a 
due caprioli scaccati ciascuno di due file d' ar- 
gento e di rosso, col capo cucito d' argento, al- 
l' aquila nascente di nero. 

AMAXI di Crema. — Si stabilì in Crema, 
da Bergamo, nel 1455 con Bettino Amanio, can- 
celliere di Matteo Grifoni. Un Alessandro fu Se- 
natore di Milano; un Giov. Paolo Vescovo di 
Vglone; e un Valerio Segretario di S. Carlo Bor- 
romeo e del Papa Pio IV. Si estinse in Crema 
verso la mata del secolo XVII. mentre un ramo 
di essa era di già stabilito iu Ancona. — Arma: 



Di verde, alla mano appalmata al naturale; col 
capo d'oro caricato dell'aquila di nero. 

AMARALDI di Roma. — Arma : D' azzurro, 
ad un braccio vestito di rosso, movente dal fianco 
sinistro, impugnante un bastone d' oro in palo, 
sormontato da due crescenti addossati dello stes- 
so; e due piccoli dragoni senz' ali di verde, ram- 
panti, attaccati ai due lati del bastone, quello 
j a destra avente la testa rivoltata. 

AMARELLI di Rossano in Calabria. (Baroni). 
! — Discendente da Ansoise Amarclli, uno dei 
i trenta Duchi venuti dal settentrione in Italia, 
j esiste ancora in Rossano. Fu celebre un Alessan- 
: dro Amarelli, crociato sotto il Re Balduino. Gio- 
van-Leonardo fu aggregato alla nobiltà dell' or- 
dine senatorio di Messina, e dichiarato Conte pa- 
latino. Il Barone Giuseppe Amarelli ebbe Scon- 
ferma della nobiltà messinese nel 1835 per sè e 
suoi discendenti in perpetuo. — Arma: D'azzur- 
I io, al leone d' argento, lampassato di rosso, im- 
pugnante con le branche anteriori un mazzetto 
di fiori del secondo. 

AMARI di Sicilia. — Oriunda da Trapani, 
à per capostipite un Leonardo provveditore del 
R. Palazzo di Federico III. — Un Filippo ebbe 
dal Re Martino nel 1397 il feudo di Gibilivasilì; 
un Giacomo la baronia di Marineo e Risalaimi. 
Molti altri feudi à posseduto questa famiglia; 
e un Salvatore figlio di Michele fu riconosciuto 
nel titolo di Conte di S. Adriano il 21 Marzo 
1787. Con decreto poi ministeriale 21 Decem- 
; bre 1872 fu confermato il d<»tto titolo a Michele 
Amari. — Arma: D' argento, alla sirena al ua- 
| turale, posta sopra un mare d' azzurro, movente 
! dalla punta ; col capo dello stesso, caricato da 
una stalla d' oro. 

AMARIGHI di Sicilia. — Originaria di Siena, 
trapiantata in Sicilia al tempo dei Guelfi e Ghi- 
bellini sotto Federico II d'Aragona. — Arma: 
Spaccato, d'azzurro e d'oro; con fascia d' argento 
attraversante sullo spaccato, accompagnata in 
j capo da un' aquila d' oro coronata. 
1 AMASEI di Udine. — Famiglia di origine 
bolognese, trapiantata in Udine nel 1290 ed a- 
scritta al numero delle nobili di questa città circa 
al 1300. — Arma: D'azzurro, al leone d'argen- 
to; colla banda d' oro, caricata da tre martelli 
di nero, attraversante sul tutto. 

AMASEI di Bologna detta anche Fabbri. — 
Romolo fu prof, di greco nell'Università di Bolo- 
; gna e Segret. maggiore del Senato. Fu inoltre 
ì precettore del Card. Farnese, ed ebbe cariche alla 
corte del Pontefice Giulio III. Senofonte Cav. de' 
| SS. Maurizio e Lazzaro nel 1585. Teofrasto Ca- 
| stellano di Civitavecchia nel 1573. - Arma: D'az- 
! zurro, alla fascia d'argento bordata d'oro; colla 

torre merlata al naturale attraversante. 
I AMAT di Sardegna, Marchesi di Villa-Rios 



AMA 



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AMA 



c di S. Filippo. Originaria della Catalogna, ebbe 
per capostipite Bonuccio Amat, discendente dai 
conti sovrani di Barcellona e dai principi di 
Ampurias. Un ramo di questa famiglia trapian- 
tossi in Sardegna al principio del secolo XVI con 
Iacopo Amat, che nel 1506 fu Viceré nell'isola. 
Ebbe un Cardinale di S. R. C; tre furono insi- 
gniti del Collare della SS. Annunziata. Fu si- 
gnora di molti feudi, dei quali i principali: il 
Marchesato di Villa-Rios, la Baronia di Pozzo- 
maggiore, di Montiferro, di Ussana e S. Giuliano. 
Arma: Di rosso, al destrocherio di carnagione u- 
scente da una nuvola, movente dal fianco sini- 
stro dello scudo e impugnante una spada d' ar- 
gento alta in palo; con un mare d'argento flut- 
tuoso d'azzurro nella punta. — Motti: Domat 

OMNIA V1RTUS — 6 LfjQl'EBAR DE TEST1MOMIS 

TUIS IN CONSPECTU REGUM. 

AMATI di Taranto. — Un Pagano d'Amato 
nel 1296 venne rimunerato dal re Federico d'A- 
ragona di un feudo dopoché questi venne inco- 
ronate re di Sicilia. La di lui famiglia fu in se- 
guito ascritta al patriziato di Taranto, di Po- 
tenza e di Cosenza. Nel 1720 un patrizio romano, 
a nome Iacopo Amati, si stabiliva in Taranto e 
formò una nuova famiglia, la quale fu ascritta 
alla nobiltà con diploma di re Ferdinando IV nel 
1759. I rappresentanti delle due famiglie, Fran- 
cescantonio, che aveva in moglie Francesca Mag- 
gio, e Iacopo suddetto che si era disposato alla 
nobile Giuseppa Cavaselice, per distinguersi fra 
loro, aggiunsero al proprio il cognome delle ri- 
spettive loro consorti. — Gli Amati-Cavaselice 
acquistarono la baronia di Levrano. — Arma: 
D' azzurro, al leone d* oro sormontato da una 
stella dello stesso; colla fascia d' argento attra- 
versante sul tutto. 

AMATI di Napoli. — Da Roccasecca, ov'eb- 
bcro origine da un Antonello, si trasferirono a 
Napoli sul finire del secolo XV1I1. Nel 1419 la 
Regina Giovanna II li creò baroni di Schiavi. 
Nel 1820 Francesco I di Napoli dette il titolo 
di Marchese a Felice Amati, nel quale successe 
il nipote ex-fratre Giuseppe. — Arma: Spaccato 
nel 1." di azzurro, alla colomba d'argento con 
due stelle d'oro negli angoli; nel 2.» d'oro, a 
due caprioli di azzurro. 

AMATI di Ferrara. — Originaria di Napoli, 
fu trapiantata in Ferrara nel 1051 da un Ferdi- 
nando gentiluomo della Contessa Matilde. Un 
Enrico nel 1101 fu Marchese di Mantova, eletto 
da Guelfo VII; un Ferdinando II fu nel 1179 
capitano del popolo di Ferrara: un Ferdinan- 
do III da Azzo IX fu mandato Marchese a Ve- 
rona; e un Ferdinando V a Faenza da Niccolò II. 
— Arma: Inquartato: nel 1.° e 4." d' azzurro a 
tre corone antiche d' oro; nel 2.° e 3.° di. . . . 
al liocorno giacente di ... ; sul tutto 1' aquila 



estense. — Cimiero : un caprone nascente d'oro, 
AMATI di Padova. — Arma: Di rosso, al 
leone d'argento. — Alias: Di rosso, ad un uc- 
cello d' argento posto sopra una collina di tre 
cime di verde. — Alias: Inquartato; al 1.° di 
rosso, al leone d'argento; al 2." di rosso ad una 
corona di foglie di verde in capo, ed una collina 
di tre cime d' oro in punta; al 3.° di rosso, ad 
un uccello d' argento posto sopra una collina di 
tre cime d'oro; al 4." inquartato d'oro e di rosso. 

AMATI di Cremona. — Famiglia estinta che 
à dato alla patria diciannove decurioni. — Arma: 
Inquartato di rosso e d' oro. 

AMATI di Pistoja. — Un Piero di Chino, 
celebre capitano dei Fiorentini nel 1511, perdette 
gloriosamente la vita nella depredazione di Prato 
fatta dalle milizie spagnuole. ed un Giambattista 
creato Vescovo di Nocera nel 1669. Arra: Spac- 
cato; nel 1° di rosso, al leone passante d'oro; nel 
2° d'argento, ad un fiore di giallo, sostenuto da 
uno stelo con otto foglie di verde, quattro per 
parte, posto in palo. 

AMATO di Messina, baroni di Cullisi e Vil- 
lanova, originari di Spagna e Patrizi di Messina. 
(Famiglia estinta). — Arma: DV.zurro, alla banda 
d'oro, sostenente un leone illeopardito, guardante 
una cometa; la banda addestrata al terzo can- 
tone da una stella, il tutto d' oro. 

AMATO di Sciacca. — Originaria di Cata- 
logna, fu trapiantata in Sciacca da Pagano d'A- 
mato circa il 1282. Fu signora di oltre 15 feu- 
di, ed occupò i primi urtici della città. — Arma: 
D'azzurro, a sei stelle di sei raggi d'oro 3, 2 e 1. 

AMATUCCI di Assisi. — Un Amatutius ma- 
gistri Angeli è nominato fino dal 1365 inter bo- 
nos et sapientes viros Communis assist» nella se- 
greteria municipale; Franceschino Priore per la 
porta di S. Francesco nel 1404; Giacomo Capi- 
tano al servizio del Re cattolico, prefetto della 
guardia e consigliere di guerra di Alessandro 

i Farnese duca di Parma, e Capit. del Perdono in 
patria nel 1586. Estinta nel 1713 nella persona 
di Margherita sposata al Conte Giambattista Roc- 
chi di Jesi che ne fu l'erede coli' obbligo di as- 

i sumere il nome e l'arma degli Amatucci. — Ar- 
ma: D'oro, al palo d'azzurro, caricato da tre 
stelle del campo. 

AMATUCCI di Ravenna, di Xapoli e di San 
Potito. — Originaria di Assisi, e consanguinea 
della precedente, si trapiantò in Ravenna, alla 
cui nobiltà venne ascritta. Un Lorenzo di questo 
ramo si trasferì in San Potito nel Napoletano, e 

j quivi dette origine ad un'altra famiglia che tut- 

! torà fiorisce, la quale per antica ed immemora- 
bile concessione godeva il titolo di Conti della 
Volpinare; titolo che fu confermato con regio 
decreto 18 Feb. 1876 a Giuseppe Amatucci. — 
Arma: D'oro, al capriolo di verde, accompagnato 



AMB — : 

da tre gigli dello stesso, posti 2 in capo ed 4 
in punta. 

AMBO di Sicilia. — Un Michele fu maggior- 
domo di re Martino, barone di Casale, di Castel- 
lo, di Sola, di Donn' Alvira e di Misirdino. — 
Arma: D'oro, al capriolo di verde. 

AMBRONE di Sicilia. — Arma : D' azzurro, 
a tre ancore d' oro, 2 e 1. 

AMBRONI di Cesena. — Originaria dai Ric- 
ciarelli di Rimini, fu trapiantata in Cesena dopo 
la metà del XII secolo da un Ambrone che fu 
fatto condottiero d'armi e cittadino di quella cit- 
tà. — Arma: D'argento, alla sbarra d' azzurro 
accompagnata da sei palle di rosso. 

AMBROSI di Bologna. — Trovansi nei ca- 
taloghi degli Anziani tra il 4 256 ed il 1333. — 
Nel XIII secolo possedevano una torre in strada 
Castiglione venduta da un Giov.-Pietro ad Amadore 
Clarissimi. Ultimo della famiglia Ambrosi fu Fi- 
lippo, il quale nel 4 558 chiamò successore nel- 
1' eredità e nel easato Diotifebo Spannocchi di 
Siena. — Arma? 

AMBROSINI di Cremona, — Di origine mi- 
lanese, si stabiliva in Cremona al tempo delle 
fazioni guelfa e ghibellina. Un Ambrogio nel 1648 
fu in patria il primo decurione della sua casa, la 
quale si spense nei primi anni del XVIII secolo. 
— Arma: Di rosso, alla banda dello stesso orlata 
dentata d' argento, e caricata da un leone illeo- 
pardito dello stesso coronato d'oro. — Cimiero: 
Una grue colla sua vigilanza d'argento. — Alias: 
Partito d' argento e di rosso, a due triangoli 
isosceli dell' uno nell' altro col vertice all' ingiù. 

AMBROSINI di Bologna. — Jacopo di Mi- 
chele notaro fioriva nel 1 303 ; Nicolò era Gon- 
faloniere di Bologna nel 1378; e Bartolomeo di 
Agostino Prof, di Botanica nel 465.... Con Ce- 
sare, morto nel 4 706, rimase estinta. — Arma: 
D'azzurro, all'albero sradicato al naturale; col 
capo d' oro caricato da tre semivoli di nero. 

AMBROSINO di Napoli. — Arma: Di rosso, 
al leone d'oro, guardante una corona dello stesso, 
accompagnato da due foglie di sega d'argento po- 
ste in banda. 

AMBROSIO del Piemonte. — Domenico udi- 
tore della Camera dei Conti nel 1735 fu inve- 
stito di Chialamberto, e Domenico-Simone fu Mi- 
nistro del re Carlo-Emanuele IV e nel 4796 di- 
venne Ministro a Roma. — Arma: Spaccato; al 
4.» d'oro, all'aquila di nero, coronata dello stesso; 
al 2.» d'argento, alla rosa di rosso; colla fascia 
ondata d' azzurro, attraversante sulla partizione. 

AMBUOSA di Firenze. — Arma : D' azzurro, 
ad otto gigli d' oro, ordinati 3, 3 e 2. 

AMBUSTO di Napoli. — Arma : Inquartato : 
nel 4.° e 4.° d'argento, al serpente di verde, u- 
scente dal mare al naturale, movente dalla punta, 
c guardante una stella d'oro posta al primo can- 



I — AMI 

tone; nel 2.° e 3.° baudato ondato d' argento e 
d' azzurro. 

AMDUA di Sicilia. — - Arma : Spaccato ; al 
4.» d'oro, all'aquila bicipite spiegata di nero, 
ciascuna testa coronata dello stesso; al 2.° in- 
terzato in banda d'azzurro, d'argento e di nero. 

AMELINA o ARMELINA di Messina. — Pa- 
trizia messinese estinta. Un Enrico Amelina ca- 
pitano segnalossi nella famosa guerra del Vespro; 
ed un Bernardo milite e barone fu al servizio 
militare di re Ludovico noi 4 343. — Arma: 
D' oro, a tre mosche di nero, ordinate 2 e 4. 

AMELJ (d') o AMELIO (d'j o AMELY (d') di 
Bari, originaria ed antica di questa città, feu- 
dataria delle terre di Binello e Meladugno, fu 
nel 4749 aggregata dalla Real Camera al governo 
della Piazza de' Nobili, ed ottenne indi a poco 
tutti gli onori del patriziato, e fu ascritta nel 
4 805 al Registro delle Piazze chiuse del regno 
di Napoli. — Arma : D'argento, a due leoni ad- 
dossati e coricati sostenenti col dorso una torre 
merlata, il tutto al naturale. 

AMENDOLEA di Napoli. — Arma: D'ar- 
gento, a due fascie di rosso, sormontate nel capo 
dal lambello di tre pendenti dello stesso. 

AMFUSO di Sicilia, di origine normanna e 
proveniente da un Amfuso figlio di re Ruggero 
nato nel 1135, il quale ebbe un figlio naturale 
chiamato Ruggero che possedè alcune terre presso 
Catania e Lentini. — Arma: D'oro, alla fascia 
di verde caricata da tre crescenti del campo. 

AMICA d'Asti. — Alessandro, controllore ge- 
nerale delle finanze ai tempi della duchessa Cri- 
stina, fu creato Conte di Castellalforo, Portoco- 
mare e Quarti. — Arma: D'argento, a tre uc- 
celli passanti di nero, col capo d'azzurro, caricato 
di un anello d'oro rappresentante due mani con- 
giunte, detto comunemente 1' anello della fede. 

AMICI di Venezia. — Arma: Interzato in 
banda, d' oro, d* argento e di rosso. 

AMICI di Modena detta pur Castrllacci. (E- 
stinta). — Arma: Scaccato d'oro e di verde, al 
capo d'argento, caricato da un albero al natu- 
rale. 

AMICO di Messina, di origine bolognese sta- 
bilita in Messina al tempo di Federico II da cui 
ebbe cariche e favori; ma un Giovanni d' Amico 
aderendo, sotto Federico III, ad una ribellione 
fu privato di tutti gli averi e della vita. Un altro 
Giovanni, sotto re Martino, ricuperò gran parte 
dei beni confiscati al precedente, servì re Alfonso 
in guerra, dal quale ottenne alcuni territori e ra- 
gioni di gabella, e nel 1 457 la castellarla di Mi- 
lazzo. Un Antonino d'Amico nel 1 759 fu onorato 
da Carlo III di Borbone del titolo di marchese. 
Arma : D' oro, alla banda d' azzurro, accompa- 
gnata in capo da uno sparviero di nero. 

AMICONE di Milano. — Ascritta alla ina- 



AMI 



— 40 — 



AMM 



tricola del 1277 delle duecento famiglie nobili 
di Milano. — Un Obizone Amiconi insieme a Ber- 
gonzio da Alliate erano nel 1226 rettori della 
Lega per la città di Milano. — Arma : Di rosso, 
a tre corone all'antica d'oro, 2 e 1. 

AMIDANI di Cremona. — Discendente dagli 
Omodoi di Milano. Un Amilcare nel 1080 la tra- 
piantò in Cremona. Pocino fu ascritto tra i cento 
nobili Cremonesi; Antonio-Civico fu decurione e 
senatore della sua patria. Un Guglielmo nel 1342 
fu Vescovo di Novara. Un Giovannino fu decu- 
rione di Cremona nel 1385; ed ottennero la stessa 
dignità Melchiorre nel 1 417, Bartolomeo nel 1432, 
Baldassarre nel 1436. Nell'anno 1446 Sigismondo 
Amidani, detto l'Oracolo della Sede Apostolica, 
fu Vescovo di Piacenza. Marc' Antonio il giuniore 
fu Vescovo di Melfi creato da Gregorio XIV. Si 
estinse circa la metà del secolo XVII. — Arma : 
D'oro, a sei pine di verde 3, 2 e 1. — Alias: 
D' argento, alla fascia dentata di rosso, col capo 
d'oro, caricato dell' aquila spiegata di nero coro- 
nata del campo. 

AMIDEI di Firenze — Di origine romana, e 
trapiantata in Firenze, della qual città nel 1182 
fu Console un M. Bongianni. Un Amideo è an- 
noverato tra i sette fondatori dell'illustre Ordine 
dei Servi di Maria. Marco di Cristofano fu dei 
Priori nel 1346. Patrocinatori del partito Ghi- 
bellino, furono cacciati dalla loro patria, e fu al- 
lora che si dipersero. Dante però ne celebrava la 
memoria nel suo immortale poema. Arma: D'oro, 
alla fascia di rosso. 

AMIDEI di Sicilia. — È un ramo della pre- 
cedente, che Corrado Amidei trapiantò in Mes- 
sina. Un Giovanni ebbe dal Re Manfredi la ca- 
stellala di Trapani. Un Nicola fu Barone di Pie- 
tralonga nell' isola di Malta, titolo concedutogli 
nel 1371 da Federico HI. Un Francesco ebbe la 
baronia della Tonnara, del Palagio di Trapani, 
di Monterosso e della Salina nel 1 465. — Arma : 
Spaccato d'argento e di rosso, al leone dell'uno 
nell'altro. 

AMIERI di Firenze. — Ebbe in Firenze 
palazzo, torre e loggia, e signorie di varie ca- 
stella in contado. Diversi furono nominati consoli 
della patria, da cui furono esiliati all'epoca delle 
fazioni, e non vi tornarono che nel 1280. Si e- 
stinse sul finire del secolo XIV. — Arma: D'oro, 
alla banda d'azzurro, bordata d'argento. 

AMIGLI ANO di Amalfi. — Arma: Di rosso, 
alla croce d'oro, accantonata da quattro teste di 
moro. 

AMIGO di Venezia. — Arma: D'argento, a 
due bande di rosso. 

AMIGONE di Verona. — Arma: Inquartato 
di rosso e d'argento, al leone d'oro attraversante 
sull'inquartatura, tenente colla branca destra un 
giglio d'argento; colla fascia d'azzurro, caricata 



da tre gigli d' argento attraversante sul tutto. 

AMIGONI di Milano. — Trovasi compresa 
nella matricola delle famiglie nobili milanesi del 
1277. Con decreto 31 Ag. 1775 il Tribunale a- 
raldico riconosceva l'antica nobiltà dell Avv. An- 
tonio Amigoni di Solicino, il cui albero risaliva 
fino alla prima metà del XV secolo, e si preten- 
deva oriundo m lanesè. — Arma: Inquartato; 
nel 1.» e 4.° di rosso, all'agnello pasquale d'ar- 
gento passante sopra una terrazza di verde, te- 
nente una bandiera d' argento astata d'oro ca- 
ricata da una croce scorciata d' oro; nel 2.° e 
3.° d' azzurro, a tre stelle malo ordinate d' oro 
in capo, ed un cuore dello stesso in punta. 

AMIGONI di Conegliano. — Sino dal 1543 
era ascritta alla cittadinanza di Conpgliano, e 
vari della famiglia esercitarono onorevoli impie- 
ghi. Ottenne la conferma della nobiltà nel luglio 
del 1820. — Arma? 

AMISTÀ di Mondovì — Un Pietro Amistà 
il 1 Mar 1328 prestò giuramento di fedeltà, in- 
sieme ad altri Monteregalesi. al Vescovo di Asti, 
ed un Guglielmo della stessa famiglia faceva parte 
della deputazione del Comune di Mondovì la quale 
il 20 Giù. 1347 prestò giuramento di fedeltà ad 
Amedeo Conte di Savoja e a Giacomo Prin. di 
Acaja. — Arma: D'azzurro, al leone d' oro, colla 
terza di nero in banda, attraversante. — Ci- 
miero: un cane d' argento nascente. — Motto: 
Amicitia. 

AMITERNINI di Aquila. — Da Amiterno 
presero il nome, e si stabilirono in« Aquila. Un 
Antonio fu precettore di Papa Clemente VII, e 
scrittore di merito. Si estinsero nel principio del 
secolo XVI. — Arma: Spaccato; nel 1.° d' az- 
zurro, al sole d'oro, accompagnato da due stelle 
di sei raggi dello stesso; nel 2.° d'argento, a 
due caprioli di rosso; colla fascia attraversante 
sulla partizione. 

AMIZO di Padova e Venezia. — Originaria 
di Piacenza, trapiantata in Padova nel XI secolo. 
— Un Giovanni-Buono de Amizo fu Console di 
quella repubblica nel 1130. (Estinta'. — Arma: 
Trinciato d' oro e di rosso, alla banda d' argento 
attraversante, 
j AMMANNATI di Firenze e di Pisfoja. - De- 
rivante dall' antica casa dei Beccanugi, si divise 
in due rami. Il primo dal 1284 al 1494 ebbe per 
ben quattro volte il gonfalonierato, e per 39 il 
priorato. — Il secondo ottenne il priorato nelle 
persone di Giovanni di Conte nel 1366 e 1372 
e di Conte suo figliuolo nel 1390 e 1401, il quale 
fu inoltre Gonfaloniere nel 1398. Questi Amman- 
nati passarono quindi in Pistoja, e da essi usci- 
rono tre Cardinali, uno dei quali per nome Ia- 
copo è conosciuto col titolo di Cardinal di Pavia; 
il secondo, Tommaso dì Donato, creato da Ur- 
bano VI Arciv. di Napoli, uscì dal grembo del- 



AMM 



— 44 — 



AMU 



la comunione cattolica per entrare sotto 1' an- 
tipnpa Cernente VII nel numero degli Anticar- 
dinali col titolo di S. Prassede; ed il terzo, Bo- 
nifacio, fratello del precedente, pervenne alla stes- 
sa illegittima dignità nel 1397, eletto dallo sci- i 
smatico Benedetto XIII. — Con Bonifazio di Ja- 
copo Ammannati Cav. di S. Stefano, morto il 15 
Nov. 1629, si spense quest' antica famiglia. — 
— Arma del 1.° ramo: D'azzurro, seminato di 
stelle d' oro al leone dello stesso. — Arma del 2.° 
ramo: D'oro, a tre branche di leone d'azzurro 
poste in fascia. 

AMMIRATI di Firenze. — Fin dalla prima . 
metà del XIII secolo erano potenti in Firenze, j 
e furono tra i principali del partito Guelfo che I 
dovettero esulare nel 4 260 dopo la disfatta di 
Monteaperti. Otto priori uscirono da questa fa- 
miglia tra il 1242 ed il 1417. Un Bardo, giu- 
dice e cavaliere, fu nel 1279 deputato amba- 
sciatore al papa per invitarlo a farsi mediatore di 
pace nella città. Nuccio suo figlio fu nel 1329 . 
destinato a presiedere alla difesa del castello di 
Montecatini, e nel 1332 dovè portarsi a Pistoja 
per ricevere il giuramento di fedeltà da quel Co- 
mune, che per due anni erasi accomandato alla 
repubblica fiorentina. Da uno de' suoi figli pre- 
tendeva discendere il celebre storico Scipione Am- 
mirato, il quale per altro era nato da una fa- 
miglia di origine fiorentina, che da molti anni di- 
morava in Lecce. — Arma: Fasciato ondato d'ar- 
gento e di nero. 

AMMIRATI o AMMIRATO di Lecce. — Dopo 
la battaglia di Montaperti (4 Settembre 1260) un 
ramo della precedente famiglia, fuggendo le ire 
della trionfante fazione ghibellina, si rifugiò nel 
regno di Napoli, e pose sua stanza in Lecce, ac- 
quistando il feudo di S. Vito de'Mauri, poi detto 
degli Schiavi, ed oggi dei Normanni in quella 
provincia. Nicolò ed Aloisio furono Sindaci della 
città di Lecce, il primo nel 1440, e 1' altro nel 
1462; Tommaso Vescovo di Lecce dal 1410 al 
1438; Giurello milite e Governai, di Giovinazzo 
per Ferrante I d'Aragona; e Jacopo Castellano a 
Brindisi verso la metà del XVI secolo. Scipione, 
figlio del precedente, famoso storico e genealogi- 
sta, morto nel 1600, fu l'ultimo di questa casa. 
— Arma: D'argento, alla sbarra di nero, caricata 
da un cane corrente al naturale. 

AMMONE di Sorrento, di origine normanna, 
si trova già stabilita nel reame di Napoli fin dal 
1135 nella persona di un Lanfranco condottiero 
di milizia sotto Ruggero I, e da tempo remoto 
à fatto parte della nobiltà sorrentina al seggio di 
Porta. — Si divise in due rami, il primo dei quali 
fu trapiantato in Sulmona, estinto nel 1791. Il 
secondo fiorisce tuttora in Sorrento. Un Amone 
fu barone del contado di Tricarico; un Giulio nel 
1260 castellano di Sulmona. — Arma: Inquar- 



tato; nel 1.° e 4.° d'argento, caricato da cinque 
cotisse ondeggiate di nero; nel 2.° e 3.' d' az- 
zurro pieno. — Cimiero: Un leone nascente al 
naturale, linguato di rosso, sostenente colla branca 
sinistra una rosa al naturale. 

AMODEO di Trieste. — Arma: D'argento, al 
capriolo d' azzurro, accostato nel canton sinistro 
del capo da un leone di .... col quarto-franco 
d'azzurro, caricato da un sole d' oro. 

AMODIO di Messina. — Ha comune 1' o- 
rigine con gli Amidei di Firenze. Un Mario Amo- 
dio fu senatore della sua patria nell'anno 1787, 
e più tardi un Domenico governatore della città. 
Domenico suo figlio ebbe 11 titolo di Marchese 
di Manganelli per successione de' Costa-Grimaldi. 
Arma : D'azzurro, al leone d'oro, posto alla cam- 
pagna di verde, guardante il sole del secondo, 
figurato di rosso, orizzontale a destra. 

AMOLA o deli' AMOLA di Bologna. — Un 
Giovanni fu Prof, nello studio di Bologna dal 1378 
al 1401. — Arma: D'azzurro, al busto d'angelo 
al naturale, vestito di porpora movente da una 
nube d'argento e tenente colle due mani un na- 
stro dello stesso caricato del motto Innocentia 
di nero. 

AMOLDONI di Correggio. (Estinta). — Arma: 
Spaccato di rosso e. d'azzurro, abbassato sotto un 
capo caricato del lambello di quattro pendenti 
d'oro rovesciato colle punte in alto e da tre 
stelle dello stesso poste fra le punte. 

AMORE di Sicilia. — Un Antonio fu a' ser- 
vigi di Federico III, ed altri soggetti ebbero ono- 
revoli incarichi dal re Martino e dalla regina 
Bianca. Nel 1437 questa famiglia venne in pos- 
sesso del feudo di Lorsa, e più tardi ottenne 
quelli di Siccara, Casacchio, Sulla e Crucifia. — 
Arma: D'oro, ad un cuore di rosso trafitto da 
una saetta d' argento. 

AMORETTI di Oneglia. — Marchesi di Os- 
sario, Conti di Envie. Ebbe i feudi di Envie, Ca- 
stelvecchio, M;ilpertugio, Barcheo, Costarossa, Cor- 
tiglione, Olivello, S. Agata, Orsolaro ed Oliva- 
stro. — Arma: D'argento, al cane di nero, mac- 
chiato del campo, passante, trafitto nel collo da 
un dardo d'oro in sbarra; col capo d'azzurro, a 
tre stelle di sei raggi d'oro. — Cimiero: Un 
Cupido al naturale, in atto di saettare. — Motto: 
Semper fidei.is. 

AMORINI di Bologna. — Famiglia estinta, 
la cui eredità passò insieme col nome ai Bolo- 
gnini. Carlo-Antonio nel 1571 comandò una com- 
pagnia di fanti in Candia ; Flaminio fu deposita- 
rio generale della Camera di Bologna nel 1603; 
Ottavio Prof, di leggi nel XVII secolo. — Arma: 
Di rosso, a tre stello d'argento in banda. 

AMULA di Bologna. — Arma: Di rosso, alla 
fascia d'oro. 

ÀMULDONI di Modena, detta anche Fava- 



ANC 



— 42 — 



AND 



lotti. (Estinta). — Arma: D'azzurro, alla quercia 
al naturale coi rami passati in croce di S. An- 
drea, terrazzata di verde, ed accostata da due cani 
rampanti affrontati d'argento, collarinati di rosso. 

AMULIA di Venezia. — Arma: Partito d'u- 
no, spaccato di due, d' argento e d' azzurro. 

ANANIA di Bologna. — Arma: Inquartato; 
al 4.° e 4.° d'azzurro, alla stella d'oro; al 2.° e 
3.° di rosso. 

ANASATl di Venezia. — Arma: D'azzurro, 
al capriolo d' oro, accompagnato da tre crocette 
dello stesso. — Alias: D'azzurro, a due caprioli 
d' oro. 

ANASTASI o NASTASI di Sicilia. — Ori- 
ginaria di Ravenna, Patrizia di Messina. (Estinta). 
— Arma: D'azzurro, al pastorale d'oro. 

ANCARANI di Bologna. — - Arma : D' oro, a 
sette gigli d' azzurro, 3, 2 e 1 . 

ANCARANI o ANCHERANI di Reggio Emi- 
lia. — Gli Ancarani erano aggregati al Senato 
di Reggio e si estinsero nella nobile famiglia 
Guzzoni di Correggio. — Un Giovanni-Pietro 
nel 1549 era del Consiglio dei Giureconsulti di 
Reggio, Commissario di Cento, poi Giudice delle 
appellazioni in Modena, poeta e prosatore di me- 
rito. — Arma : Sbarrato d' azzurro e d' argento 
di nove pezzi. 

ANCENI di Orvieto. — Arma: D'argento, al 
leone di nero. 

ANCHI di Vicenza e di Udine. — Un Albe- 
rencio nel 4 254 fu uno di que' cittadini che 
esuli dalla patria, si radunarono in Padova e fe- 
cero lega contro il tiranno Eccellino; ed un Pa- 
varizio nel 4 260 fu Giudice. Un ramo si era 
trapiantato fin dal 4 4 90 in Udine, alla cui no- 
biltà venne aggregato nel 4 250; ma nel 4 280 si 
estinse. Arma? 

ANCHISE di .... — Arma : D'oro, all'orso 
levato di nero, tenente nelle branche anteriori 
un fuoco di rosso. 

ANCILLA di Verona. — Arma: Spaccato; nel 
primo di rosso, alla fascia d'argento caricata da 
una stella del campo, ed accompagnata da due 
stelle del secondo, 4 in capo, ed 4 in punta; nel 
2 ° di rosso incappato d'argento, a tre stelle del- 
l' uno nell'altro, 2 e 4. 

ANGINA di Fossano. — Ebbe parte nella 
giurisdizione della MelleaeMota. Giovenale, dopo 
essere stato medico, fu poi nel 4 609 Vescovo di 
Saluzzo, dove morì nel 4 64 4 non senza sospetto 
di veleno. — Arma: Partito; al 4.° d' argento, 
al melo di verde fruttifero d'oro; al 2.° ban- 
dato d' oro e di rosso; le bande di mezzo ca- 
ricate ciascuna da un uncino dell' uno nell'altro, 
nel verso della pezza, uno sull'altro; col capo 
d' azzurro, a tre stelle d' oro ordinate in fascia. 

ANCINI di Reggio-Emilia. — Prese parte alle 
fazioni che nel XVI secolo funestarono Reggio e 



favorì quella dei Scajoli. — Giovanni, elegante 
poeta, fu nel 4 664 insignito del titolo di Conte 
da Giovanni -Casimiro Re di Polonia; Girola- 
mo nel 4 697 fu investito dal Duca Rinaldo d'E- 
ste dei feudi di Bedogno e di Cà de Zoboli con 
titolo comitale. — Arma: D'azzurro, al leone d'oro 
tenente colla branca anteriore uno scudetto dello 
stesso caricato da due uncini addossati di nero; 
col capo di rosso, caricato da tre gigli d'oro. 

ANCISA di Piemonte, Conti di Marentino. — 
Arma : D'azzurro, al leone d' oro, sormontato da 
cinque stelle dello stesso ordinate in fascia. 

ANCONA di Messina. — Originaria di An- 
cona, si trapiantò in Messina nel secolo XIV ove 
fiorì fino al XVIII. — Arma : D'azzurro, all' ele- 
fante al naturale, sostenente una torre merlata 
di tre pezzi d'oro, aperta del campo, sormontata 
da tre stelle d' argento, 4 e 2. 

ANCORA (d*) di Amalfi, Palermo e Napoli. 
Furono detti Ancorari, de Anco la e de Angula- 
ria. — Un Leone nel 4 4 79 fu Conte, ed un Gio- 
vanni Battista nel 4 459 fu ascritto alla nobiltà 
di Barletta. Bartolomeo fu dichiarato nobile di 
Amalfi nel 4 527. Nel 4 600 un Luigi trapiantava 
la famiglia in Napoli dove fiorisce tuttora. Ve- 
spasiano, dei Chierici Regolari Teatini, fu eletto 
Vescovo di Motola da Urbano Vili e quindi Ar- 
civ. di Trani. Ebbero i d' Ancora i feudi di Ba- 
stia, Bolognano, Campi, Costavaccare, Iscadaman- 
to. Un ramo si stabilì pure in Palermo. — Arma 
dei d' Ancora di Amalfi: D' argento, alla banda 
rossa accompagnata da due ancore di ferro. — 
Arma dei d' Ancora di Palermo: D' argento, ad 
un'ancora di ferro. 

ANCORANO di Roma. — Arma: D'azzurro, 
a tre ancore d' oro. 

ANDALÒ di Bologna. — Originata da Al- 
berto Conte di Bagnacavallo al principio del se- 
colo XI, prese il nome da Pietro Andalò di Lo- 
vello governatore di Cesena nel 4 202. Ebbe in 
diversi tempi il supremo comando di molte città 
d' Italia, e il senatorato di Roma. Da questa fa- 
miglia uscì il famoso Loderingo istitutore del- 
l' Ordine di S. Maria Gloriosa ossia dei Cavalieri 
Gaudenti, approvato da Urbano IV nel 1261, di 
cui egli fu il primo gran Maestro. Un Domenico 
fu degli Anziani di Bologna nel 4 377. Gli Andalò 
signoreggiarono su Piancaldoli, Belvedere, Massa, 
Monterenzo, Cassano ed altre castella. — Arma: 
d'azzurro, al leone d'oro, con la fascia d'argento, 
caricata di un' aquila spiegata di nero, attraver- 
sante. 

ANDALOT di Napoli, — Arma: D' argento, 
a due buoi di rosso, passanti uno sull' altro. — 
Alias: D'azzurro, all'aquila spiegata e coronata 
d' oro, guardante il sole dello stesso, orizzontale 
a destra. 

ANDERLINI di Forlì. — Arma: D' azzurro, 



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AND 



alla fascia d' oro, sormontata in capo da due uc- 
celli volanti dello stesso. 

ANDERLINI di Padova. — Arma: Tagliato 
curvo, di rosso e d'argento, a due anelletti del- 
l' uno nell' altro. 

ANDORA di .... — Arma: Spaccato-den- 
tato; al 4.° d'argento, ad un albero di verde 
movente dalla partizione, con una colomba d'ar- 
gento posata sui rami avente nel becco un ramo 
d' olivo di verde ; nel 2.» d' azzurro, a tre gigli 
d' argento. 

ANDORA di Genova. — Originaria del castello 
omonimo nella riviera occidentale. — Molti no- 
tari. — Benedetto Cancelliere della Repubblica 
nel 1420. — Nel XV secolo s' inalbergarono nei 
Soprani. — Arma: Spaccato d'azzurro e di rosso, 
alla banda d' oro attraversante. 

ANDRADA (d') di Taranto. — Oriunda spa- 
gnuola dei Conti di Trastamare, si trova stabi- 
lita in Taranto fino dal 1513. Si estinse nel se- 
colo XVII. — Arma: Di verde, alla banda d'oro 
ingoiata da due teste di drago dello stesso. — 
Alias: D'oro, alla marella di nero con la banda 
d'azzurro, caricata all'angolo sinistro della punta 
da una testa di leone d'argento attraversante sul 
tutto. 

ANBREA (d') di Napoli. — Oriunda da Mar- 
siglia in Provenza, si trapiantò in Napoli alla 
venuta di Carlo I d' Angiò. Nel 1311 Girardo 
d'Andrea fu castellano del Castel di Capuana, e 
signor di Mortula in quel d' Otranto. Nel 1 401 
Peretto fu creato dal Re Ladislao Conte di Troia, 
e quindi Viceré e capitano di guerra in Unghe- 
ria, Dalmazia e Croazia. Nel 1413 ebbe la signo- 
ria di Minarbino in terra di Bari; e fu anche 
signore di Ursara, Precina, Tresanto, Castelluc- 
cio e di altre terre. — Arma: D' azzurro, alla 
croce di S. Andrea d'oro, accompagnata in capo 
da un giglio dello stesso e in punta da un pu- 
gnale d' argento, impugnato d' oro. 

ANDREA (d') di Sicilia. — Oriunda catalana, 
si trapiantò in Sicilia sotto il cognome di Andres. 
Garraffo ebbe da Federico II la castellala di 
Naro. Un Mincio nel 1474 ebbe la baronia di 
Seccafati. — Arma : D'azzurro, alla banda d'oro. 

ANDREANI di Milano. — Fu capo-stipite 
un Fossato feudatario della Chiesa Milanese. Un 
Camillo fu creato da Urbano VIII Vescovo di Ai- 
mira, e morì nel 1641. Giambattista nel 1765 
era Vescovo di Lodi. Un Gian Mario, portatosi a 
Vienna conseguì il titolo di Conte, ereditato da 
Pietro Paolo che fu capitano di giustizia e se- 
natore nel 1760. Diversi rami di questa famiglia 
si trapiantarono in varie città, in Lucca, in Bor- 
mio nella Valtellina ed altrove. Il ramo di Mi- 
lano si estinsc nella famiglia Sorniani. — Arma: 
Spaccato; nel 1.° partito; a destra d'argento, al 
battello torricellato di due pezzi di rosso alla 



ghibellina, e a sinistra di rosso, al lonne coro- 
nato d'oro; nel 2.» bandato d'argento < di rosso 
di otto pezzi. 

ANDREARDI di Venezia. — Arma : D'argento, 
al palo d'oro accostato da sei bisanti dello stesso. 

ANDREASI di Mantova. — Originaria dal- 
l'Ungheria, si trapiantò in Mantova nel 1156 con 
Niccolò, padre della beata Osanna. Arma: Di verde, 
al cigno bianco sormontato da una stella .! <"■•. 

ANDREASI di Ferrara. — Della stessi' • n 
gine della precedente, Alessandro Andreasi la 
trapiantò in Ferrara circa il 1591. Fu ascritta 
da Clemente VIII al nobile Consiglio. — Arma: 
D'azzurro, al cigno d'argento su terreno di verde 
accompagnato in capo da due triangoli intrec- 
ciati d' oro. 

ANDRE ATI di .... — Arma : Spaccato in- 
chiavato d' oro e d' argento. 

ANDREATTINI di Roma. — Arma: Trian- 
golato d' azzurro e d' oro. 

ANDREINI di Siena. — Arma: Di rosso, al 
capriolo d' oro, accompagnato da tre gigli dello 
stessp, 2 in capo, ed 4 in punta. 

ANDREIS del Piemonte Conti di Cimella. — 
Arma: Partito; al primo, d'azzurro, alla torre 
sinistrata da un antimuro, il tutto d' argento, 
1' antimuro sostenente un leone d' oro affrontato 
alla torre; al secondo: troncato; sopra, d'oro alla 
banda d'azzurro ; sotto, di rosso alla spada d'oro, 
alta, in palo. 

ANDREIS di T'ormo. — Un Pietro-Matteo 
Andreis, di Boves, dei Conti di Bausone, nel 1724, 
fu investito da Vittorio-Amedeo II del feudo di 
Mondrone in vai di Lanzo con titolo comitale. — 
Arma : Di rosso, alla croce di S. Andrea scorcia- 
ta, accantonata da quattro gigli d'oro. 

ANDREOLI di Milano. — Originaria della 
valle di Vegezzo, ove se ne ànno memorie fin 
dal principio del secolo XVI. Pietro Andreoli 
ebbe il titolo di Marchese nel 1741, e Giov. An- 
tonio suo fratello nel 1764 1' appoggiò al feudo 
di Sorico. (Estinta). Arma: D'azzurro, al capriolo 
di rosso, accompagnato in capo da due stelle di 
otto raggi d' oro, ed in punta da un leone di 
nero passante sulla pianura erbosa; col capo d'ar- 
gento, all' aquila di nero. 

ANDREOLI di Gubbio. — Originaria di Lom- 
bardia, si trapiantò in Gubbio sulla fine del se- 
colo XV.J Giorgio ottenne nel 1498 la cittadi- 
nanza, fu console della patria e castellano della 
fortezza maggwrc. Lepido fu podestà di Mantova. 
— Arma : D' azzurro, al capriolo alzato, accom- 
pagnato in capo da due stelle di sei raggi, ed in 
punta da un leone, il tutto d'oro; col capo dello 
stesso, caricato dall' aquila spiegata di nero. 

ANDREOTTI di Milano. — Derivata da An- 
dreotto Riva. Francesco di Melchiorre ebbe il 
titolo di Conte della Valle Intelvi e di Os tcno 



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nella riviera di Lecco nel 1713. (Estinta). — 
Arma : Interzato in fascia: al 1. n d'oro, all'aquila 
spiegata di nero coronata del campo: al 2.° d'ar- 
gento, al leone passante di rosso: al 3.° d'ar- 
gento, a due fascie ondate d' azzurro. 
- ANDREOTTI di Cosenza. — Originaria dalla 
Normandia, e derivai i da Andreotto Loria, ebbe 
nobiltà in Cosenza e in Benevento. Fu decorata- 
dei titolo di Marchese, ed à ereditato i titoli di 
Conte, di Duca, e di Principe dalla famiglia Cop- 
pola. — Arma : D' oro, al leone impugnante una 
spada al naturale di fronte ad una torre di pie- 
tra; col capo cucito d'oro all'aquila imperiale. —> 
Alias: D'azzurro, a tre fascie d'oro, colla banda 
del primo, attraversante sul tutto. 

ANDREUCCI di Siena. — Arma: D'azzurro, 
al monte di tre cime d' argento, sormontato da 
una stalla di otto raggi d'oro. 

ANDRIANI di Velletri. — È un ramo della 
famiglia Andreani di Milano, che da Fivizzano si 
trapiantò in Velletri nel 1641 e fu ascritta tra 
le consolari. Un Massimo ebbe la nobiltà del S. 
R. I. per sè e suoi discendenti. Si estinse in 
Mattia di Giambattista. — Arma: D'azzurro, alla 
rovere al naturale, accompagnata nei fianchi da 
due stalle di otto raggi d' oro. 

ANDRIANI di Lucca. — Ha la medesima o- 
rigine della precedente, e fu trapiantata in Lucca 
da un Andriano. Nel 1443 fu ascritta alla citta- 
dinanza; e nel 1534 un Nicolao fu del numero 
degli Anziani. (Estinta). — Arma: D'oro, alla 
fenice al naturale sulla sua immortalità. 

ANDRIGHETTI di Padova. V. Aldrkìhetti. 
ANDRIOTTI del Friuli. — Ebbe origine da 
Andrea detto Andriottis della terra di Tricesi- 
mo, e si trapiantò nel 1150 in Udine, alla cui 
nobiltà fu aggregata nel 1210. Anticamente chia- 
mavasi Idriotti ed anche de Castro Utini, perchè 
abitava nel recinto del castello, e poi fu chiamata 
da Brazzaco e Castel del Volgo, feudi da essa 
posseduti insieme a molti altri nel patriarcato aqui- 
lejese. Si spense intorno alla metà del sec. XVI 
nella persona di Antonio Andreotti. — Arma: 
D'argento, a due semivoli addossati di rosso. 

ANDROSILLA di Roma. — Arma: Di rosso, 
alla croce d'argento caricata di cinque volpi pas- 
santi del campo. 

ANELLE o DALLE ANELLE di Bologna. — 
Già mercanti, poi nobili. — Un Bartolomeo di 
Giambattista fu Anziano nel 1583, 1584 e 1596. 
— Arma: D'oro, a tre fascie ondate di rosso; col 
capo d'azzurro, caricato di tre stelle d' oro. 

ANELLI di Napoli e del Vasto. — Ottennero 
la nobiltà austriaca col 10 Gennaio del 1868. Un 
ramo ha fiorito in Vasto fin dal 1333, e Pietro 
di Nello nel 146^ n'era governatore. Un Ferdi- 
nando Maria fu barone "di Brittoli e Carplheto. 
Arma: Inquartato; nel 1.» e 4.° d'argento, alla 



croce di S. Andrea di rosso: nel 2.° e 3.° d'az- 
zurro, al selvaggio di carnagione, cinto e coro- 
nato di ellera, colla destra appoggiata sopra una 
clava, e la sinistra sull' anca. 

ANFARl di Sorrento. — Arma: Di rosso, a 
sei fusi d'argento accollati in fascia. 

ANFERIO di Capua. — Arma: Di verde, alla 
croce d'argento, accantonata da quattro rose dello 
stesso. 

ANFORA di Sorrento e Napoli. — È di o- 
rigine Normanna; trapiantata in Sorrento fino 
dal XIII secolo, ottenne il patriziato nel seggio 
di Porta e fu investita del titolo di Duca. Un 
Niccola fu Vescovo di Castellamare nel 1447. 
Fiorisce in Napoli, ed è ascritta al registro delle 
Piazze Chiuse. — Arma : D'oro, alla fascia rossa 
accompagnata nel capo da due rose, e nella punta 
da nove losanghe dello stesso, disposte 5, 3, 1. — 
Alias: Di rosso, con l'anfora d'oro, sormontata 
nel capo da due stelle dello stesso. 

ANFOSSI di Genova. — Originaria di Taggia. 
— Giov. Antonio giureconsulto, oratore di Ge- 
nova al Duca di Milano nel 1459. Domenico di 
Sebastiano, Dott. in teologia e in decretali nel- 
l'Università di Pavia circa il 1610. — Arma : D'ar- 
gento, al mare d'azzurro fluttuoso d'argento, col 
destrochcrio vestito di rosso, movente dal fianco 
sinistro dello scudo ed impugnante un tridente 
di terrò in sbarra in atto di trafiggere un delfino 
nuotante nel mare, il tutto al naturale; col capo 
cucito d' oro, a tre fiamme di rosso ordinate in 
fascia. 

ANFUSO di Messina. — Arma: D'oro, alla 
fascia di verde, caricata da tre crescenti volti 
del campo. 

ANG A R ANI di Vicenza. — Sino dal 1 325 se 
ne à memoria in un Mario. Ebbero il titolo di 
conti. Si divisero in due rami, chiamandosi il 
primo degli Angarano delle Stelle, e il secondo 
del Sole. — Arma: D'azzurro, alla fascia d'oro, 
accompagnata da tre stelle di otto raggi dello 
stesso, 2 in capo ed 1 in punta. 

ANGARANl di Venezia. — Originaria di Vi- 
cenza, si trapiantò in Venezia nel 1655, dove 
Fabio Angarani fu ascritto al patriziato. La sua 
nobiltà fu riconosciuta dall' Imperatore d'Austria 
nel 1817. — Arma: D'azzurro, a due zampe di 
grifo d'oro poste in croce di S. Andrea, sormon- 
tate da un sole dello stesso. 

ANGARINI di Venezia. — Arma : D'azzurro, 
alla fascia d'oro, accompagnata da tre stelle d'otto 
raggi dello stesso, due in capo ed una in punta. 

ANGELELLI di Bologna. — Molti di questa 
famiglia furono Senatori, altri Podestà in diversi 
luoghi; cinque appartennero al Consiglio dei 
Savi, e oltre 26 a quello degli Anziani della pa- 
tria. Furono esiliati all' epoca delle fazioni, e 
allora si divisero in diversi rami, recandosi al- 



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cuni a Verona, altri a Vicenza, a Lucca, a Ve- 
nezia ed a Gubbio. — Arma : D" azzurro, al grifo 
rampante d'oro, con la bordura di rosso, caricata 
di 14 punte di penne di pavone al naturale. 

ANGELI di Ferrara. — Oriunda di Parma, 
si trapiantò in Ferrara nel 1100. Un Enrico fu 
capitano generale della Contessa Matilde, e un 
Alberto governator di Bonde.no. Si divise poi in 
molti rami, e si trapiantò in diverse città. Gli 
Angeli di Lucca appartenevano si Consiglio no- 
bile nel 1488. Da Lucca passarono a Pisa, e 
dettero un Jacopo Cardinale di S. R. Chiesa che 
morì nel 1695, un Antonio Vescovo di Massa, e 
un Cosimo Vescovo di Cortona. Da Pisa si tra- 
piantarono a Roma, dopo la dislatta che l'armata 
pisana ebbe dai Genovesi nell' isola di Meloria. 
Un altro ramo fiorì in Versilia dal 1430 al 15*76; 
ed uno nella Valtellina. Gli Angeli di Venezia si 
stabilirono dapprima in Conegliano ov' ebbero 
nobiltà nel 1685, e nel 1687 furono investiti del 
titolo di Conti, confermato nel 1820. In Rovigo 
furono aggregati al nobile Consiglio nel 1603, e 
quei di Feltre, ottennero la conferma della no- 
biltà nel Maggio del 1821. — Arma: Inquartato: 
nel 1.° e 4. n d'oro, all'aquila spiegata e coro- 
nata di nero; nel 2.« e 3." d' azzurro, al capriolo 
rampante d'argento, addestrato da un sinistro- 
cherio armato di giavellotto al naturale, movente 
dal quarto-franco; sul tutto d'azzurro, al giglio 
d' oro, accompagnato in capo da tre steli- dello 
stesso. — Cimiero: un leone nascente di ... . 

ANGELI di Cortemiglia (Piemonte) Signor i del- 
la Scaletta. — Arma: D'azzurro, a tre conchiglie 
d'argento; col capo d'oro, all'aquila di nero coro- 
nata dello stesso 

ANGELI (de) di Napoli. — Arma: D'azzurro, 
alla fascia d'oro, accompagnata da due stelle 
dello stesso. 

ANGELI di Rovigo. Conti. — Arma: D'oro, 
all' aquila spiegata di nero, caricata in cuore da 
uno scudetto ovale d'argento, caricato da un an- 
gelo di carnagione, posto di fronte sopra una 
terrazza di verde, vestito di una dalmatica d'ar- 
gento, alato dello stesso, colla testa circondata 
da un' aureola d' oro, tenente colla destra una 
spada d'argento, impugnata d'oro in palo. 

ANGELICA di Messina. — Originaria di 
Lucca, si trapiantò in Messina sotto Pietro II Re 
di Aragona. Ebbe San Vittorio, martire e pro- 
tettore della sua patria. Un Artale fu creato da 
Re Martino Castellano del castello di S. Alessio. 
— Arma: D' azzurro, al cherubino alato d' ar- 
gento, tenente con ciascuna mano una spada 
dello stesso. 

ANGEL1ERI di Assisi. — Le più antiche me- 
morie di questa famiglia risalgono al 1184. Bal- 
dino CaSt. del Cristo di Portogallo, morto nel 1638. 
Estinta nella prima metà del XVIII secolo. — 



Arma: Spaccato; nel 1. d'azzurro, al capriolo 
d'oro, sormontato da un serafino dello stesso; nel 
2.° d'argento, al monte di tre cime di 

ANGELINI di Aquila. — Ha origine da un 
Angiolino Capitano goto, governatore di Aquila 
sotto il Re Ataulfo. Ebbe la contea di Vetoio 
sulla fine del secolo XVIII; e si estinse nel 1850. 
Un ramo di questa famiglia fiori in Ferrara fino 
dal 1480: altro ramo a Spello fino dal 1274 ed 
è estinto. Un ramo si trapiantò anche in Mode- 
na. — Arma: D' oro, a due angeli affrontati 
di rosso, sormontati nel capo da una stella dello 
stesso. — Alias: D'argento, alla fascia rossa ac- 
compagnata in capo dall' angelo al naturale te- 
nente in aria la scritta: Gloria in cxcelsis Dro, 
ed in punta da due pali di rosso. — Alias: Spac- 
cato da una fascia d'oro: nel 1.° d'argento, al- 
l'angelo al naturale tenente in aria la scritta: 
Gloria in excelsis Deo: nel 2.° d'azzurro a tre 
sbarre d' oro. 

ANGELINI o ANGELLINI di Bologna. 
Un Jacopo fu Anziano nel 1326 ed un Giacomo 
Prof, in patria nel 1411. Arma: D'azzurro al 
monte di sei cime d'argento, movente dalla punta, 
sormontato da un angelo al naturale, vestito di 
porpora, tenente con la destra un giglio, e con la 
sinistra una palma al naturale. 

ANGELINI di Assisi, detta anche Martinel- 
li. — Figura fin dal 1279 nelle carte dell'Archi- 
vio segreto di quel Comune. Giacomo di Marti- 
nello era de'Priori nel 1467; Lorenzo Capitano 
del Perdono nel 1534; Francesco Gonfaloniere 
nel 1674. (Estinta). — ■ Arma: Trinciato d'oro e 
d'argento, alla banda di rosso attraversante sulla 
partizione, caricata da una rosa di 

ANGELINI di Modena, originaria dalla Gar- 
fagnana, ove nacque nel 1652 Giorgio Angelini 
poeta e giureconsulto distinto. — Arma: Di ver- 
de, alla fascia cucita di rosso, accompagnata in 
capo da un agnello nascente d' argento tenente 
un giglio dello stesso, ed in punta da un ca- 
priolo d'oro; con un palo dello stesso attraver- 
sante sul tutto. 

ANGELINI di Viterbo. (Estinta). — Arma: 
Spaccato; nel 1.° d'azzurro, al cane bracco pas- 
sante ed avente nella bocca un osso, il tutto al 
naturale, sormontato da una stella di otto raggi 
d'oro; nel 2." d'argento, a tre palle di rosso ma- 
le ordinate; con la fascia di verde attraversante 
sulla partizione. 

ANGEL1S (de) di Napoli. — Oriunda dal- 
l' antica Possidonia, si trapiantò in Capaccio, ed 
ebbe il feudo di Trcntinara col titolo di Mar- 
chese. M diramò poi in Napoli ov' esiste tuttora. 
Un altro ramo fiorì in Bari, ov'ebbe nobiltà. Ac- 
quistò il feudo di S. Celso col titolo di Principe. 
Un Guido fu Barone di Campo Marino e di Al- 
veto. Flaminio de Angelis fu dichiarato da Fi- 



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lippo IV re di Spagna principe di Bitetto, e Be- 
nedetto principe di Misagne. Carlo II conferì il 
titolo di Marchese di S. Agapito a Fulvia nel 
1680, e Carlo IV re di Napoli accordò a Giu- 
seppe de Angelis il titolo di Duca di S. Donato 
nel 1744. Ferdinando IV di Borbone nei 4797 con- 
ferì il titolo di March, di Torre Ruggero a Gi- 
rolamo de Angelis-Effrem , Patr. della città di 
Bari. — Arma: D'azzurro, a tre fascie d'argento. 

ANGELIS (dej di Roma. — Arma : D'azzur- 
ro, ad un angelo posto di fronte, vestito di rosso, 
alato d' argento, tenente colla destra una palma 
di verde, colla sinistra un corno d' abbondanza 
d' oro, e sostenuto da un cuscino quadrato d'ar- 
gento, bordato e fioccato d' oro. 

ANGELIS (de) di Romagna. — Arma : D'ar- 
gento, all' alloro di verde, nudrito sopra una 
terrazza dello stesso, accostato da due angeli af- 
frontati al naturale; col capo d'azzurro caricato 
da tre stelle d' oro. 

ANGELIS (de) di Matera e Tropea. — Arma: 
D' azzurro, a tre fascie d' argento. 

ANGELIS (de) di Ascoli-Piceno. — Un Filip- 
po fu creato Cardinale di S. R. Chiesa l'8 Lug. 
4 839, poi Arciv. e Princ. di Fermo il 27 Gen. 
4 842. — Arma: D'azzurro, all'angelo posto di 
fronte vestito di rosso e tenente colla destra una 
palma di verde, movente da un monte di tre ci- 
me d' oro. 

ANGIARI di Ferrara e Verona. — Oriunda 
di Napoli, si trapiantò in Ferrara nel 4 352, e si 
estinse in Uberto di Nicolò nel secolo XVII. Un 
ramo à fiorito pure in Verona. — Arma degli 
Angiari di Ferrara: Inquartato; al 4.° e 4.° 
di azzurro, al leone coronato d'oro; nel 2. n e 3.° 

di a tre bande di Cimiero: Un 

leone nascente coronato. — Arma degli Angiari 
di Verona: Spaccato; nel 4.° d'azzurro, all'a- 
quila d' oro, armata, imbeccata e membrata di 
rosso; nel 2.° d'argento, all'albero di verde, ac- 
costato da due leoni affrontati d'oro; il tutto 
sostenuto da una terrazza di verde; colla fascia 
di rosso attraversante. 

ANGINOLFI di Parma. — Arma: D'argento, 
a cinque stelle di rosso, ordinate in croce. 

ANGIO di Venezia. — Arma: Inquartato; 
nel 1.° fasciato d'argento e di rosso di otto 
pezzi; nel 2.° d'argento, alla croce di Gerusa- 
lemme d'oro; nel 3.° partito d' azzurro e d'oro; 
nel 4.» d'oro, alla banda di rosso; col palo at- 
traversante sul tutto interzato in fascia, nel 4.° 
d' azzurro, a tre gigli d' oro ; nel 2.° di rosso, 
a due pali d' argento; nel 3.° d' azzurro pieno. 

ANGIOI di Orani in Sardegna. — Ebbe pa- 
tenti di cavalierato nel 4 652. — Recò molto lu- 
stro a questa casa Giovan-Maria, Dott. in leggi, 
e di Collegio, poi Prof, di diritto nell' Università 
di Cagliari, e quindi Giudice della reale udienza. 



Nel 4793 contribuì con particolari dispendii alla 
difesa della Sardegna dall' invasione francese; tre 
anni dopo gli fu dal Viceré March. Vivalda con- 
feriti ampi poteri sul campo settentrionale del- 
l' isola col titolo di Alternos, dove in luogo di 
reprimere i moti popolari intenti a sopprimere la 
feudalità, si fece protettore e capo dei tumul- 
tuanti, ma dovette cedere all' ostinazione e alla 
forza del governo ed abbandonare per sempre la 
patria. — Arma: D'azzurro, all'agnello d'argento 
arrestato. — Alias: Inquartato: al 1.° di verde 
a due agnelli d' argento, l'uno sull'altro: al 2.° 
di azzurro, al pero fruttato, al naturale : al 3.° 
d'oro, al leone al naturale tenente con le branche 
anteriori un libro aperto d' argento; al 4.° di ros- 
so, ad una fanciulla sèduta di fronte, sopra un 
cervo passante d' argento. 

ANGIOLETTI di Verona. — Arma : D' az- 
zurro, a cinque stelle d'oro, ordinate in croce. 

ANGI0LIN1 di Firenze. — Arma: D'azzurro, 
alla banda d' argento caricata di tre stelle del 
campo. 

ANGIOLINI di Milano. — Da Bergamo nel 
1666 Cristoforo Angiolini si stabilì in Milano. 
Un Girolamo appartenne al Magistrato, e nel 1712 
fu Marchese di Cerro. In lui si estinse la fami- 
glia. — Arma: Spaccato; al l.° d' azzurro, a due 
angeli vestiti d' argento e con le ali abbassate 
dello stesso, tenenti ciascuno, il 1.° nella mano 
sinistra, il 2.° nella mano destra un ramo di 
verde fiorito di due gigli d'argento: al 2.° fa- 
sciato di 6 pezzi il 1.° 3.° e 5.° d'oro: il 2.° e 
6.° di rosso ; il 4.° d' azzurro. 

ANGIONO del Piemonte, Con signori di Pra- 
lormo. — Arma: D'argento, al capriolo d'az- 
zurro caricato di tre stelle d' oro; col capo cu- 
cito d'oro, al giglio d'azzurro. — Cimiero: Una 
colomba tenente nel becco un ramo di ulivo, il 
tutto al naturale. 

ANGIORELLI di Lucca. — Si conoscono due 
rami degli Angiorelli. Il primo, ascritto il Patri- 
ziato Lucchese avanti il 1200, ebbe il celebre 
Pietro Domenicano, quinto maestro del S. Pa- 
lazzo e poi Arcivescovo della sua patria. Il se- 
condo ramo si estinse nel 1720. — Arma: D'az- 
zurro, alla ruota d'oro. 

ANGLES di Sicilia. — Oriunda di Maiorca, 
si trapiantò in Sicilia sotto Federico II. Un Ni- 
colò fu Barone in Palermo nel 1343: un Pietro 
Castellano del forte di Castellamare. — Arma : 
Spaccato: al 1.° di verde, a due leoni d'oro af- 
frontati sostenenti un giglio d' argento : al 2.<> 
d'azzurro e la campagna di verde, alla fascia rossa 
attraversante. 

ANGLESOLA di Sicilia. — Originaria di Ca- 
talogna, un ramo si trapiantò in Sicilia nel 1283, 
e si stabilì in Sciacca. — Arma: Df rosso, al 
leone d'oro. 



ANG 



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ANG 



ANGOSOLA di Venezia. — Arma: Inchia- 
vato in fascia, d'argento^ di rosso. 

ANGOTTA di Sicilia. — Proveniente dalla 
Gallizia, si trapiantò in Sicilia. Diversi degli An- 
gotta furono Giudici della R. G. C. e maestri ra- 
zionali del tribunale del real patrimonio. — Ar- 
ma: D'azzurro, alla banda accompagnata in capo 
da un drago alato, ed in punta da tre bande 
scorciate, accompagnate da otto stelle, il tutto 
d' oro. 

ANGUÌLLARA di Ferrara. — Ebbero molti 
uomini illustri, dei quali Marco Bruno ottenne 
segnatamente distinzioni dai Principi d' Este. Si 
estinsero nel secolo XVII. — Arma: Di rosso, 
al leone d' oro colla coda biforcata. | 

ANGUÌLLARA di Padova. — Arma: D' ar- 
gento, al colubro ondeggiante in palo d'azzurro. 

ANGUÌLLARA di Roma. — Ebbero il nome 
e il titolo baronale dalla terra omonima. Un Rai- 
mone fu lo stipite della famiglia; un Orso, Se- 
natore romano, incoronò in Campidoglio il poeta 
Petrarca. Si divisero in tre rami. Il primo fu il- 
lustrato da un Dolce e da un Averso, che pre- 
sero parte nelle discordie Orsini-Colonnesi, e si 
estinse sotto il pontificato di Sisto V. Il secondo 
ramo, così chiamato da Stabbio, si estinse con 
Flaminio di Giambattista che morì nell' impresa 
di Gerbe. Dal 3.° ramo detto da Ceri uscì Renzo 
che ottenne supremi onori dalla repubblica di 
Venezia. — Arma : D' argento, a due serpenti 
d' azzurro in palo, passanti in doppia croce di 
S. Andrea; colla bordura inchiavata d' argento 
e di rosso. 

ANGUISARA di Mantova, Marchesi. -— Arma: 
D' oro, ad una fascia riunita ad un capriolo posto 
in punta ed accompagnato da tre stelle, e nel 
capo un'aquila, il tutto di nero. 

ANGUISSOLA di Piacenza. — Galvano dei 
Sordi, liberatore di Costantinopoli sotto Leone III 
dall' assedio dei Saraceni, dette il cognome a 
questa famiglia che si divise in molti rami. Il 
più illustre ed il primo fu quello di Piacenza. 
Nel 1245 un Francesco fu Console di Giustizia 
nella sua patria; un Gherardo fu signore di Salso 
Maggiore. Ebbero in loro signoria anche le città 
di Bobbio, di Travi e Rivenzaro. Un Giovanni 
nel 1372 governò la città di Vercelli con asso- 
luto dominio, e un Riccardo fu signore del castello 
di Vigolzone. Giovan Battista fu dichiarato Conte 
di San Giorgio. — Arma: Inquartato; nel 1.» 
e 4.° d' azzurro, ad un listello d'argento svolaz- 
zante in banda portante le parole: A buon diritto 
in lettere romane di nero, e sormontato da una 
colomba volante d'argento; al 2.° e 3.» spaccato 
inchiavato di quattro pezzi di rosso e d'argento. 
Sul tutto d' oro, ad un colubro ondeggiante in 
palo di verde. — Cimiero: Un drago alato na- 
■ onte di verde. — Alias: Inquartato; nel 1.» 



d' argento, alla torre di nero, aperta del campo ; 
nel 2.» d'azzurro, alla sbarra d'argento, accom- 
pagnata da due stelle dello stesso; nel 3.° d'az- 
zurro, al colubro ondeggiante in palo d'argento, 
cornato d' oro ingolante un fanciullo di carna- 
gione; nel 4.» di rosso ad un peso d'oro sospeso 
ad una Fede di carnagione, col braccio destro 
vestito d'azzurro, ed il sinistro di verde; col 
capo dello scudo losanga to d' argento e di nero. 
Sul tutto spaccato inchiavato di quattro pezzi di 
rosso e d'argento; il rosso caricato da due palme 
d' argento poste in croce di S. Andrea passate 
entro una corona d' oro. 

ANGUISSOLA di Cremona. — Dettero alla 
patria 10 decurioni; ed il primo fu Orlandino 
nel 1127 e l'ultimo Asdrubale nel 1577. Da que- 
sto ramo uscì la celebre Sofonisba. — Arma: 
D' azzurro, al drago d'oro. 

ANGUISSOLA-TEDESCO-SECCO di Milano. 

— Venne trapiantata in Milano da Piacenza al- 
l' epoca della morte del Duca Pier Luigi Farne- 
se, della quale il Conte Giovanni Anguissola fu 
uno dei principali autori. 11 medesimo ebbe il 
governo di Como, il titolo di Senatore c fu go- 
vernatore di Pavia. Ascritta al patriziato veneto. 

— Arma : Spaccato di una linea o partilo di «lue al- 
tre formando li quarti: al l.« spaccato inchiavato dì 
quattro pezzi d' argento su rosso. [Atujnisaolah 
al 2.° di rosso seminato di losanghe d'oro, al de- 
strocherio di carnagione movente da una nuvola 
d' argento, impugnante un pioppo di venie so- 
stenuto da una pietra quadrata d' argento eoi- 
P iscrizione sul lato MIT ZEIT in lettore di nero 
(Tedesco): ai 3.° di rosso, a quattro pali ondati 
d'argento; al 4.° d'argento, al leone di rosso co- 
ronato d'oro tenente una spada d' argento guar- 
nita d' oro ed una banda d' azzurro caricata di 
tre rose d'argento attraversante sul leone (Sec- 
co): al 5.» d'argento al P di nero attraversante 
su un X dello stesso, e accompagnato a sinistra 
da un A di nero e a destra da un W pure di 
nero: al 6.° d'oro, all'aquila bicipite di nero, te- 
nente nell' artiglio destro una spada e nel sini- 
stro uno scettro sormontato dalla corona impe- 
riale; e la detta aquila caricata di uno scudetto 
ovale d' argento sovraccaricato di tre campane di 
nero. 

ANGUISSOLA di Napoli. — Si trapiantarono 
in Napoli nella prima netà del secolo XVIII ed 
occuparono i più alti gradi militari. — Arma: 
Spaccato; nel 1.» di azzurro, all'aspide d'oro; 
nel 2.° spaccato inchiavato d'argento e di rosso. 

ANGUISSOLA di Vicenza — Oriunda da Pia- 
cenza, si stabilì in Vicenza nel 1406 con Gior- 
gino di Uberto dei Conti di S. Polo, il quate con- 
quistò il castello di Schio che ottenne in feudo. 
Fu aggregata al patriziato vicentino, e la sua 
nobiltà fu confermata dal Governo Veneto nel 



ANN 



— 48 — 



ANS 



4729. — Arma: Spaccato incbiavato di quattro 
pezzi di rosso e d'argento. 

ANGUISSOLA di Ferrara. — Originari di 
Piacenza, si trapiantarono in Ferrara verso il 1545. 
Si estinsero nella persona di Bonifacio Monaco 
Cisterciense. — Arma eguale alla precedente. 

ANGULLO di Sicilia. — Oriunda spagnunla, 
si trapiantò dapprima in Girgenti, e nel 4 437 in 
Palermo. Ebbe capitani e governatori. — Arma: 
D' oro, a cinque pali di nero e di rosso. 

AMBALDI di Lecce. — Un Roberto firma qual 
testimonio un diploma di Tancredi Conte di Lecce 
nel 1184. Tancredi drgli Auibaldi fu Vescovo di 
Coifì. — Arma? 

ANICITA di Sicilia. — Originaria di Bene- 
vento, si trapiantò in Messina con Giorgio Ani- 
cito. Ebbe in feudo la baronia di Catuso. — 
Arma : Di rosso, all'aquila spiegata, scaccata d'oro 
e di nero. 

ANIVA di Sicilia, famiglia patrizia messinese. 
(Estinta), r- Arma: D'oro, alla banda di rosso, 
caricata di sette ferri di lancia del campo, ac- 
compagnata da due colombe posate, di nero. 

ANJOI di Sardegna, vedi Angioi. 

ANNA (d') di Napoli. — Originaria di Ro- 
ma, ebbe nobiltà nel seggio di Portanova, in 
Sessa, Lucerà, Cava, Benevento ed altre città. 
Lancillao Annio ebbe un feudo nel contado di 
San Severino, e fu creato alto barone di Canta- 
lupo. Angelo d'Anna fu Cardinale nel 1384; un 
Ferdinando nel XVI secolo Arcivescovo di Amal- 
fi; un Giovan Domenico vescovo di Bovino nel 
1578. Saverio d'Anna nel 1758 ebbe il titolo di 
Marchese da Carlo III di Napoli. Ottenne questa 
famiglia il ducato di Castelgrandine e la signoria 
di Grottaminarda, di Rocchetto e di Pornigliano 
d'Arco. — Arma: Inquartato: nel 4.° e 4.° d'az- 
zurro, a tre gigli d'oro, spaccato d'argento a tre 
bande di rosso: nel 2.° e 3.° di azzurro, al cre- 
scente montante d'oro, accostato da due stelle dello 
stesso, spaccato d' argento a tre bande di rosso. 

ANNA (d') di Sicilia. — È un ramo della 
precedente, trapiantato in Sicilia da Giovanni Fi- 
lippo, Cameriere del Re Alfonso d'Aragona. — 
Arma : Di verde, al giglio d' oro, accostato da 
due rose dello stesso. 

ANNA (d') di Venezia. — Discendente dagli 
Anna di Napoli, verso il 4 497 fu trapiantata 
in Venezia, di cui nel Giugno del 4545 ottenne 
la cittadinanza. — Arma : D'oro, a tre melagrane 
aperte di nero e granite di rosso. 

ANNIBALDI o ANN1BALDESCHI di Velletri. 
— Se ne à memoria fino dal 4 374. Ebbero la 
signoria del Castel Zancato, di San Pietro in 
Foruiis e di quello di Lozzeria. — Arma: Spac- 
cato, al 4.° d'argento, allo scorpione di nero; al 
2.° d'azzurro, a due leoni affrontati d'oro; conia 
fascia di rosso attraversante. 



ANNIBALI di Roma. — Originaria dai Conti 
di Ceccano, si estinse alla fine d<±l secolo XVIIL 
Riccardo, fr. Annibale dell'Ordine dei Predicato- 
ri, e Pietro furono Cardinali di S. R. Chiesa. Un 
Orazio fu Arciv. di Siponto nel 4 560. — Arma: 
Di rosso, a quattro lascie d' argento. 

ANNICHINI di Napoli e di Bagnacavallo. — 
Di origine germanica, riconosce per capo-stipite 
Annichino di Boumgarten, valoroso capitano del 
secolo XIV. Un Gioberto figlio di Annichino tra- 
piantò la famiglia in Napoli ove si estinse. Un 
ramo fiorì pure in Firenze; un terzo ramo esiste 
tuttora in Bagnacavallo, quivi trapiantato nel 1 471. 
Arma degli Annichilii di Napoli : D' oro, a tre 
teste di donna di carnagione, poste in profilo, e 
attortigliate di rosso. — Arma degli Annicchini di 
Bagnacavallo: D'azzurro, al capriolo d'oro accom- 
pagnato da tre fiammelle al naturale ; col capo 
d' Angiò. 

ANNICHINO nel Napoletano. — D' azzurro, 
al grembo d' oro, movente dal fianco sinistro, ri- 
tondato e appuntato verso la punta. 

ANNONI di Milano. — Originaria della Brian- 
za, se ne à memoria in Milano fino dal 1199 in 
cui era ascritta fra le 100 famiglie nobili che po- 
tevano aspirare al Cardinalato Ambrosiano Paolo 
Annoni ebbe in feudo la terra di Merone, ed un 
Carlo ottenne dal Re di Spagna Carlo II il feudo 
di Cerro, e nel 1676 il titolo di Conte. Giovanni- 
Pietro, morto nel 1707, fu decurione. Il ramo 
tuttora fiorente degli Annoni Conti di Gussola e 
di Martignano nel Cremonese à comune l'origine 
coi Conti di Cerro. — Arma: D'oro, al ca- 
stello di rosso, cimato nei fianchi da due torri 
dello stesso e nel mezzo da una colomba d' ar- 
gento, aperto del campo; col capo d'oro, cari- 
cato dell' aquila di nero, coronata del campo. 

ANNONI di San Casciano (Brianza). — È un 
ramo della precedente, estinta nello scorso seco- 
lo. — Arma. Partito d'azzurro e d'argento, al 
capo spaccato di rosso e di verde ed abbassato 
sotto un altro capo d'oro, all'aquila di nero co- 
ronata del campo. 

ANOLFI di Alessandria (Piemonte). — Fu 
delle prime che popolarono Alessandria. Un Fran- 
cesco Anolfi ottenne nel 1644 la cittadinanza 
Castigliana, ebbe in feudo la terra di Borgoratto 
e fu Senatore. — Arma: D'argento, a cinque lo- 
sanghe di rosso accollate in fascia; col capod^llo 
stesso, caricato dal leone illeopardito e coronato 
d' oro. 

ANOREA di Sicilia. — Arma: D'azzurro, 
alla fascia d' oro, sormontata da un uccello ed 
accompagnata sul canton destro del capo da una 
stella, ed in punta da un monte al naturale, il 
tutto d'oro. 

ANSALDI di San Miniato. — Discendente da 
Pileo Ansaldo, venne nell'Italia al tempo di Carlo 



ANS — 

Magno, e si stabilì in Firenze, e quindi si tra- 
piantò in San Miniato ove esiste tuttora. Un Gio- 
van-Battista fu Vescovo di Cariati nel 1576. Un 
ramo, oggi estinto, si portò in Lombardia circa 
al 1 228. — Arma : Di rosso, al dragone d'oro. 

ANSALDI di Bologna. — È un ramo della 
precedente, e vi à fiorito dal 1116 fino al 1321. 
Enrichctto ed Ugo furono Consoli, e Ansaldino 
appartenne al collegio degli Anziani. — Arma: 
Trinciato, d'argento e d'oro; colla banda ondata 
di rosso sulla partizione. 

ANSALDI di Messina. — È un ramo della 
precedente, e si trapiantò in Messina con Gre- 
gorio Ansaldi sotto l'imperatore Federico II. Con 
decreto 13 Febbraio del 1749 un Giovanni di Si- 
mone fu riconosciuto col titolo di Marchese di 
Spataro, passato poi nel 1872 a Giuseppa-Beatrice 
Ansaldi. — Arma come la precedente. 

ANSALDINI di Bologna. — Arma: Di rosso, 
a tre caprioli d' argento, moschettati di nero, 
colla crocetta patente d' oro posta fra il primo e 
il secondo capriolo. 

ANSALDO di Sassari. — Francesco giure- 
consulto distinto, fu regio Vicario in patria e 
luogot. governatore nel capo settentrionale del- 
l' isola, nominato infine dal Comune di Sassari 
nel 1686 suo sindaco residente presso la corte di 
Madrid. — Arma: D'azzurro, al mastio fortificato 
di tre torri, al naturale, sormontato da un'aquila 
di nero, la porta chiusa, custodita da due leoni 
d'oro controrampanti, tenenti ciascuno una spada 
al naturale, alta, in palo: il mastio fondato sopra 
uno scoglio uscente dal mare, con due venti ne- 
gli angoli del capo, soffianti verso il mastio, il 
tutto al naturale. 

ANSALONE di Messina. — Originaria della 
Pannonia, Ladislao la trapiantò in Messina sotto 
Enrico VI. Nel 1212 Federico fu straticò della 
sua patria. Pietro ebbe in feudo il castello di 
Comiso, ed altri ne ottennero Bonsignore ed 
Andrea. Giovanni fu creato barone di Pettineo, 
de' Rossi, Scali, Comeni, Migaidi, Ogliastro e Ca- 
stelluzzo. — Dagli Ansalone derivarono i principi 
di Roccacolomba, del cui titolo venne insignito 
Corsetto nel 1639, e i duchi della Montagna rea- 
le, di cui fu il primo nel 1642 Asciano, il quale 
fu altresì Marchese di Sorrentino, Conte di Tin- 
daro e Prin. di Patti nel 1655. — Arma: D'az- 
zurro, a sei traverse d'oro. 

ANSELINI di Padova. — Arma: D' argento, 
al castello di rosso torricellato di tre pezzi, quello 
di mezzo più alto, coperti da un tetto accumi- 
nato, aperto e finestrato del campo. 

ANSELMI di Firenze. — Originati da An- 
selmo Fighineldi, si stabilirono in Firenze circa 
il secolo X. Dal 1283 al 1433 ebbero 28 prio- 
ri; nel 1293 Duccio fu gonfaloniere di giu- 
stizia. Esularono dalla patria nel 1433 e vi fe- 



49 — ANS 

cero ritorno sotto il governo dei Medici. Si e- 
stinsero nel 1732. Divisi in molti rami, uno 
si trapiantò in Francia nel secolo XV, ov' ebbe 
la signoria di Bloac, Jonas e Vicors, e finì nel 
secolo XVII. Altri si portarono in Mantova, in 
Saluzzo, in Padova, in Venezia, in Treviso, in 
Bologna e in Serravalle, ove nel 1740 furono as- 
critti al consiglio nobile. — Arma: D'azzurro, can- 
cellato d' argento, di otto pezzi. 

ANSELMI di Mantova. — A Mantova fiori- 
rono gli Anselmi fino dal 1279, ed un Jacopino 
fu Console dei Mercanti. — Arma : D'argento, a 
due fettuccie fra loro intrecciate, cucite d' oro, 

ANSELMI di Saluzzo. — Si trapiantarono in 
Saluzzo sotto il Marchese Tommaso I, e si estin- 
sero nella metà del secolo XVI. — Arma: D'oro, 
al leone di nero attraversato da una banda di 
rosso caricata di tre rose d' argento. 

ANSELMI di Padova. — Nel 1627 furono 
ascritti al nobile Consiglio di Padova, e ottennero 
la conferma della nobiltà nel 1819. — Arma: 
D' argento, al castello di rosso, aperto di nero, 
sormontato da una torretta, coperto da un tetto 
accuminato, e torricellato sugli angoli da due altre 
torrette come sopra. 

ANSELMI di Venezia. — Arma: Spaccato di 
rosso e d'argento, al leone dell'uno nell'altro. 

ANSELMI di Treviso. — Erano de'nobili tre- 
vigiani nel 1388. — Il capo fu un Anselmo da 
Feltre. Un Nicolò spedito con altri ambasciatori 
all'imperatore quando per la lega di Cambrai la 
Repubblica Veneta diede libertà a Treviso, si la- 
sciò persuadere da Francesco Rinaldo a non giu- 
rare fedeltà a Cesare, ma a cooperare in favore 
di Venezia. — Nel 1552 questa famiglia fu a- 
scritta alla cittadinanza maggiore. Altra fami- 
glia omonima da Parma si trapiantò in Treviso 
nel 1500 e trattò il pannificio. — Arma della 
prima: D'argento, a tre fascio d'azzurro. 

ANSELMI o ANTELMI di Castelfranco (Ve- 
neto). — Originaria della Germania, si trapiantò 
in Treviso, ed è forse un ramo della precedente, 
da dove passò nel 1 199 a Castelfranco e si spense 
nel 1442. — Arma: Partito d'oro e di rosso. 

ANSELMI di Bologna. — Arma: Trinciato 
d'oro e di azzurro, a due stelle dell'uno nell'altro. 

ANSELMI del Piemonte, Consignori di Barge 
e di Monteu. — Arma: Interzato in fascia, d'ar- 
gento, di n sso e di nero. 

ANSELMO di Parma. — Arma: D'oro, 
alla torre torricellata di tre pezzi di verde, chiusa 
e fincstrata di nero. 

ANSELMO di Messina. — Originari di Par- 
ma, si trapiantarono in Messina sotto il re Al- 
fonso il Magnanimo. — Amia: come la prece- 
dente. 

ANSELMO di Genova. — Originaria di S. 
| Remo, nel 1528 fu ascritta in famiglia Spinola 



Diti»nariu Sior. Blas. 



ANT 



.0 — 



ANT 



nella persona di un Tommaso Anselmi, donde la 
nobile discendenza di questo casato. — Battista, 
medico e scrittore di chiara fama, vivea nel 1636. 
— Arma: Palato di rosso e d'argento di quattro 
pezzi; col capo d'oro, all'aquila nascente di nero 
coronata dello stesso. 

ANSI PEI di Perugia. — Dal castello di Ca- 
trano si trapiantarono in Perugia verso il 1 400. 
Si divisero in quattro rami, di cui uno solo ri- 
tenne il nome di Catrani, prendendo gli altri tre 
quelli di Condoli, di Benincasa, e di Ansidei. Usc- 
rono da questa famiglia un B. Andrea martirizzato 
a Cada in Tartaria verso il 1300; uno Scipione, 
Castellano di Ferrara ; e un Marcantonio Arciv. 
di Damiata, poi Vescovo di Perugia e quindi Cardi- 
nale. — Arma: Di rosso, alla banda d'oro. — Ci- 
miero: Una branca di leone tenente un sasso d'oro. 

ANTALDl di Pesaro. — Originaria di Pesaro, 
si stabilì in Rimini ove se ne a memoria fino 
dal 1194. Un Martino fu Capitano del popolo 
nel 1252. Da Rimini si trapiantò in Urbino, ed 
appartenne dal cominciare del XVI secolo alla no- 
biltà primaria. Un Antaldo fu Vescovo di Seni- 
gallia. Nel 1626 ebbe la nobiltà romana, e nel 
17 il conseguì il titolo marchionale da Augu- 
sto III Re di Polonia. — Arma: Partito; nel 
1.' di azzurro, alla crocetta patente e ritrinciata 
inquartata d' argento e di rosso, accantonata da 
quattro stelle di sci raggi d'oro e accompagnata 
da quattro quadrifoglie dello stesso poste una in 
capo, due nei fianchi ed una in punta: nel 2.° 
di rosso, al semivolo spiegato d'argento. 

ANTA MORI di Roma. — Fino dal secolo XI 
dimoravano in Montalto, ed erano fra le nobili 
famiglie della Marea Picena. Si estinsero in Fran- 
cesca di Bartolomeo; ma il di lei figlio Francesco 
lasciando il paterno cognome Giovannini, adottò 
il materno e lo stemma, e si stabilì in Roma. 
Nel 1773 furono ascritti al patriziato romano, 
ed ottennero il titolo di Conte. Nel 1780 un Fran- 
cesco-Paolo fu creato Cardinale da Pio VI e morì 
Vescovo di Orvieto nel 1795. — Arma: Bandato 
d' oro e di nero; col capo d' azzurro, caricato di 
un crescente montante d' oro, sostenuto da una 
riga dello stesso. 

ANTEGNATl di Antegnate, vedi Antignati. 

ANTELLA (dall') di Firenze. — Originaria 
dall'Alemanna, si stabilì nel villaggio dell' Antella 
di cui ebbe la signoria per lungo tempo e donde 
si trapiantò in Firenze. Uscirono da essa lo Gon- 
falonieri, e 12 Priori. — Filippo Vescovo di Fer- 
rara, e poi di Firenze; il B. Manetto uno dei sette 
fondatori dell'Ordine dei Servi di Maria, e Lam- 
berto il primo a battere moneta d'oro nella sua 
patria. — Durante il principato, ebbe per diverso 
tempo anche la dig.iità senatoria e si estinse 
in Rocco di Antonio nel 1698. — Arma: D'argento, 
all'archipenzolo di rosso. 



ANTELMI di Venezia. — Da Lodi si stabi- 
lirono in Venezia, e furono ascritti alla nobiltà 
nel Settembre del 1646. — Arma: D'azzurro, a 
tre elmi graticolati d'argento posti in profilo 2e 1. 

ANTELMI di Castelfranco, vedi Anselmi. 

ANTELMINELLI di Lucca. — Circa P 850 
si divise in vari rami, adottando diversi cogno- 
mi, e si dissero dei Savarigi, dei Mugi, dei Pargi, 
dei Gonnelli, dei Bovi, dei Castracani, dei Mezzo- 
lombardi, ritenendo però sempre il principale de- 
gli Antelminelli. — Santi Conte di Coreglia e 
di Garfagnana: Rogerio nel 1220 creato Conte 
Palatino, e nel Maggio del 1355 Francesco An- 
telminelli ebbe lo stesso titolo da Carlo IV 
di Lussemburgo. Furono signori di molti feudi 
nel Lucchese, nella Lunigiana e nella Garfagnana. 
Da questa famiglia uscì il valoroso Castruccio 
Castracane creato da Ludovico Imperatore nel 
1338 Conte del S. Palazzo Lateranense. — Arma: 
spaccato, d'azzurro e d'argento, al cane levriere 
rampante dell'uno nell'altro, collarinato di rosso, 
bordato d'oro. — Cimiero: Una testa d'aquila 
col busto di nero, coronata d'oro. — Motto: 

1NEXPIT.NABILIS. 

ANTENOREO di Venezia. — Originari di 
Trieste, passarono in Venezia cui dettero in Obe- 
lerio, Beato e Valentino tre Dogi. Un Obelato 
Antenoreo fu il primo vescovo di Venezia nell'anno 
774 e un Fortunato fu patriarca di Grado. — 
Arma: D'argento, alla corona da nobile d'oro, 
accompagnata da tre monti di verde, moventi dalla 
punta. 

ANTICI di Roma. — Originari di Recanati, 
col titolo di Conti. Un Tommaso nel 1780 fu 
creato Cardinale; un Matteo è stato Senatore di 
Roma, e un Ruggiero fu eletto Cardinale anch'esso 
nel 1875. Essendosi estinta in questa famiglia 
quella dei Duchi Mattei, ne à con 1' eredità as- 
sunto il cognome innestandone 1' arma alla pro- 
pria. — Arma: D'azzurro, alla banda d'oro ac- 
compagnata da quattro stelle dello stesso. 

ANTIGNANO di Piemonte. — Signori di 
Antignano. — Arma: D'oro a tre pali, ondati, 
d' azzurro. 

ANTIGNATI o ANTEGNATl di Cremona. 
— Originari di Antegnate, si trapiantarono a 
Cremona. Un Melchisio Antignato fu ascritto nel 
1275 al Collegio dei notai cremonesi, e un Ga- 
spino a quello dei Dottori nel 1330. — Nel 1431 
un Giovanni era Console di Castelleone; nel se- 
colo XIV un Giovanni fu governatore e capitano 
della Valtellina. — Il ramo di Cremona si estinse 
verso il 1492. Un altro ramo fiorì in Brescia nel 
secolo XV. — Arma ? 

ANTIGNOLI di Perugia. — Arma: D'argento, 
alla coppa d' azzurro, sormontata nel capo da 
una rosa di rosso. 

ANTIMACI di Mantova. — Di origine lon- 



ANT 



— 5 



ANT 



gobarda, fiorivano in Mantova fino dal 766, e di- 
vennero potenti nel 1220. Si estinsero nel secolo 
XVII. — Arma: D' azzurro, alla ruota d' oro. — 
Alias: — D'azzurro, a due serpi d'oro passati in 
croce di S. Andrea. 

ANTINIANO di Capua. — Arma: D'argento, 
a due pali vaiati di rosso e d' argento. 

ANTIN'ORI di Firenze. — Discendenti dai 
Buondelinonti. Da Lucca si stabilirono in Firenze 
circa al 1263. Ebbero 3 Gonfalonieri, e 23 Priori, 
ed il primo fu Francesco ncl'1351. Un Pierantonio 
fu Senatore nel 1666, e la stessa dignità con- 
seguirono un Giovan-Battista, un Amerigo, un 
Vincenzo, un Gaetano ed altri. — Ludovico fu 
Vescovo di Volterra, di Pistoia e quindi Arcive- 
scovo di Pisa nel 1575. — Un ramo di questa fami- 
glia fu trapiantato in Roma, ed un altro in Napoli 
nel 1458 ov' ebbe molti feudi di cui i princi- 
pali furono Solafra, Melito, Volturara, Fratta- 
piccola, Casabuono ecc. Ottennero anche il titolo 
di Duchi di Brindisi, continuato negli Antinori 
di Firenze. Un terzo ramo fiorì pure in Lione. — 
Arma: D'oro, al capo losangato d'azzurro e del 
campo. 

ANTIOCHIA di Sicilia. - Originaria di An- 
tiochia. Un Corrado nel 1268 fu governatore di 
Sicilia. Ebbe le contee di Capezzi, di Alba e 
Celano. — Arma: Di rosso, seminato di gigli 
d'oro. — Alias: D'argento, all'aquila di nero, 
coronata dello stesso. 

ANTISARI di Viterbo. — Arma : D' azzurro, 
alla folaga marina avente nel becco un pesce e 
posata sopra uno scoglio che emerge da un mare 
fluttuoso, il tutto al naturale. 

ANTI-SOLA di Vicenza. — Originari di Colo- 
gna, si trapiantarono in Vicenza al principio del 
Secolo XVIII. — Un Sebastiano fu del Consiglio 
dei 150. — Arma: D'azzurro, al giglio d'argento. 

ANTOGLIETTA di Taranto. — Originaria 
della Normandia, si stabilì circa l'anno 850 in Pro- 
venza ed ebbe la signoria di Tours e di altri 
castelli, tra i quali Nantogliette presso Parigi 
di cui prese il nome. — Si trapiantò in Taranto 
nel 1 280. — Goffredo di Giovanni viceré e gran 
giustiziere in Terra di Lavoro nel 1 300. — An- 
tonio Arciv. di Bari. — Ebbero poi in feudo le 
baronie di Formicola, di Francavilla e di Tragagna- 
ro, e il marchesato di Oria. — Arma: Spaccato; 
nel l.° d'azzurro, ad un corvo di nero avente 
nel becco un anello d'oro, accompagnato nelP an- 
golo destro da un crescente d'argento fra le corna 
del quale una stella raggiante d'oro; nel 2.° d'oro, 
alla croce di rosso caricata nell' estremità da 
quattro stelle d'argento, e nel centro da una 
cometa dello stesso- accompagnata al lato destro 
superiore da un leone d'oro. — Cimiero: Una 
testa di un brioso cavallo bianco dalla cui bocca 
esce l'iscrizione: semper ardentiis. 



ANTOGNO di Moncalìeri. — Giuseppe ot- 
tenne la nobiltà nel 1570. — Arma: D' argen- 
to, alla pianta di cotogno di verde, fruttata d'oro, 
con foglie cadenti lateralmente. — Cimiero: Un 
cervo nascente al naturale. 

ANTOLINI di Montalboddo (Marche). — Da 
Monte Cassiano in quel di Macerata, si trapianta- 
rono verso la fine del secolo XVII in Montalboddo in 
quel di Ancona. Ebbero il patriziato in Macerata, 
in Montecassino e in Cingoli; e Giuseppe e Carlo- 
Nicolò furono creati Conti Palatini. — Arma: 
Partito; a destra spaccato d'azzurro e d'argento, 
alla fascia di rosso, accompagnata in capo da due 
stelle d'otto raggi d'oro, fra le quali una cometa 
dello stesso, ed in punta da un pino al naturale 
terrazzato di verde; a sinistra d'azzurro al gallo 
al naturale, crestato di rosso, movente dalla 
pianura erbosa. 

ANTOLINI di Venezia. — Arma: Spaccato; 
al 1.° d'argento, alla banda di rosso; al 2." d'or», 
alla rosa di rosso. 

ANTONELLI di Aquila. — Originaria di A- 
miterno, si trapiantò in Aquila verso la metà del 
secolo XIII. Fra i molti feudi ebbe a godere e 
gode tuttora la baronia di Forclla. Divisa in due 
rami fino dal secolo XV, P un di esso si disse 
delle Torri. — Ludovico ebbe nel 1490 dal 
re Federigo di Aragona il privilegio di batter 
moneta. — Per successione della famiglia Angelini 
gli Antonelli anno il titolo di Conti di Votoio. 

— Arma. D'azzurro, alla fascia di rosso caricata 
di una stella d' argento, accompagnata da due 
stelle di sei raggi d'oro nel capo, e da un altra 
simile nella punta. — Alias: D' argento, alla 
rovere sradicata di verde, accostata al tronco da 
due porci pascolanti di nero. 

ANTONELLI di Senigaglia. — Originaria di 
Gubbio, ebbe nobiltà in Pergola e in Aquila. — 
Nel 1250 un Antonello fu signore del castello 
di S. Colomba. Nel 1769 fu ascritta alla nobiltà 
Eugubina. — Uscirono da questa famiglia due 
Cardinali: Niccolò nel 1759, e Leonardo nel 1775. 

— Arma? 

ANTONELLI di Sonnino: — Patrizi Romani 
nel 1850. Giacomo Cardinale e Segretario di 
Stato di Pio IX. — Arma? 

ANTONELLI di Velletri. — Se ne à memo- 
ria fino dal 1372. — Giancarlo nel 1667 eletto 
Vescovo di Ferentino, ed Antonio Vescovo di 
Urbania e Sant'Angelo in Vado sotto il Pontefice 
Clemente XI. — Giancarlo sostenne la Nunzia- 
tura in Piemonte e fu Vescovo in p. di Dioclia. 

— Giampaolo, figlio di Saverio, ebbe il titolo 
di Conte da Benedetto XIII per sè e suoi discen- 
denti. — Arma: D'azzurro, alla fascia da cui parte 
un semivolo spiegato dello stesso nel capo, e con 
tre pali nella punta, il tutto d' argento. 

ANTONI (d') di Vicenza. — Arma : Spaccato 



ANZ 



— 52 - 



APP 



d'azzurro e d'argento, al fiore di pervinca del secondo 
distato e fogliato di verde attraversante sul tutto, 
e accompagnato in capo da due stelle d'oro. 

ANTONIACCI di Assisi. — Ferdinando Gon- 
faloniere nel 1655. — Cesare Colonnello, molto 
versato nell'architettura militare, al servizio di 
Massimiliano Elettore Palatino del Reno e Duca 
di Baviera nel 1633, e di altri principi dell'Impe- 
ro. — Chiara-Berenice, ultima di questa casa, 
sposò nel 1715 Giambattista Falcinelli, nella cui 
famiglia trasmise il nome e le sostanze degli An- 
toniacci. — Arma : Di rosso, al monte di tre ci- 
me d'oro sormontato da una quercia al naturale; 
colla sbarra di verde attraversante sul tutto. 

ANTON1ELLI di Rivoli (Piemonte). — L'Avv. 
Francesco-Giacinto fu investito nel 1799 di Co- 
stigliele di Saluzzo in baronia. L' Avv. Giambat- 
tista fu Conte di Dulsc pel matrimonio suo con 
Paola figlia unica del Conte Niger di Dulse. — 
Arma: Spaccato; al l.° d' azzurro, a tre stelle 
d'oro, 2 e I: al 2.° d'argento, all'aquila di nero, 
coronata, rostrata e memorata d' oro: colla fa- 
scia in divisa di rosso attraversante sulla par- 
tizione. 

ANTON1ETTI di — Arma: Fasciato 

d' oro e di nero. 

ANTONINI di Udine. — Vuoisi originaria 
della Germania, e trapiantata in Udine nel 1308. 
Nel 1491 ebbe la signoria di Saciletto, e nel 1515 
fu ascritta alla nobiltà udinese, il Duca Cosimo 
111 conferì a questa famiglia il titolo di Conti 
della Toscana. — Arma: Di rosso, alla pila d'ar- 
gento movente dal fianco destro e convergente 
nel centro del fianco sinistro. 

ANTONINI di Trento. — Patrizi di questa 
città fin dal 1631. — Arma: Spaccato; al 1.<> 
d'oro, all'aquila di nero coronata del campo; al 
2.° di rosso, a due stelle accostate d oro sormon- 
tanti un A dello stesso; colla fascia d'argento, 
caricata da tre bande d' azzurro, attraversante. 

ANTONINI dell' Umbria. — Arma: Bandato 
d' azzurro e d' argento. 

ANTONIOLI DE GRAZIA di Padova. — 
Conti. — Arma: Partito, d'oro alla fascia di 
verde, e di verde pieno; col palo d'oro attraver- 
sante sulla partizione. 

ANTONIONI del Piemonte. — Consignori della 
Torre di Bairo. — Arma: Di rosso, al mastio 
d'argento, merlato di tre pezzi; col capo d'oro, 
all'aquila di nero coronata dello stesso. — Cimie- 
ro: Un guerriero nascente, armato di ferro al 
naturale, col capo scoperto. 

ANZAGALLI di Pisa. — Arma: D'argento, 
al gallo di rosso, coronato d'oro. 

ANZANl di Napoli. — Originaria di Milano, 
c trapiantata in Napoli da Donato sotto i Re 
Angioini. Ottenne il feudo nobile di Santamaria 
col titolo di Barone. Ebbe nobiltà in Milano ed 



in Ariano. — Donato creato Vescovo di Marsico 
da Clemente XI ; Giovan Angelo fu Vescovo 
di Satriano e di Campagna. — Arma: Di rosso, 
a due lancio d' oro passate in croce di S. An- 
drea, accompagnate da quattro gigli dello stesso. 

ANZ A VERTA di Lombardia. — Arma: In- 
terzato in fascia, al 1° d'oro, all'aquila spiegata 
di nero, coronata del campo: al 2.° d'azzurro; 
al 3.° d' oro. 

ANZELLI di Crema. — La sua nobiltà ebbe 
origine nell'anno 1660 per essere stato Alessan- 
dro Anzelli ascritto al Consiglio nobile della 
città. Nel 1693 un altro Alessandro ebbe in feudo 
Rocca di Villafranca sul Veronese, col titolo di 
Conte (Estinta). — Arma ? 

ANZIANI di Ravenna. — Arma: D'azzurro, 
alla fenice d'oro, sulla sua immortalità di rosso, 
guardante un sole dello stesso, posto nel 1.° 
cantone. 

ANZIO di Sicilia. — Originaria della Cata- 
logna, si trapiantò in Sicilia sotto Pietro d'Ara- 
gona da cui fu investita di molti feudi. — Arma: 
Di rosso, alla pergola d'argento. 

ANZUOLA di Parma. — Arma: Spaccato, 
con un filetto di rosso: nel 1.° d'oro pieno; nel 
2.° partito d' argento e d' azzurro. 

AP1A del Napoletano. — Arma: D' oro, alla 
sfinge di rosso. 

AP1LIA di Palermo. — Originaria dalla Sve- 
via, trapiantata in Sicilia al tempo di Enrico VI. 
— Raimondo nel 1396 ottenne in feudo la terra 
di Prizzi, e Giovanni il castello di Cefalà nel 
1399. — Arma: D'azzurro, al leone d'oro cir- 
condato da api dello stesso. 

APOLLINARI di Romagna. — Arma: D'oro, 
al leone di verde. 

APOLLONI di —Arma: D'argento, 

al lauro sradicato di verde, fruttato di rosso. 

APOLLONI di Assisi, vedi Aloigi. 

APONTE di Palermo. — Originaria di Spa- 
gna, trapiantata in Palermo all' epoca dei Re A- 
ragonesi. — Arma: D'azzurro, alla fascia, ac- 
compagnata in punta da un ponte sotto cui scorre 
un fiume, il tutto d'argento. 

APPIANI di Pisa. — Originari della terra di 
Appiano, ebbero 1' assoluta signoria di Pisa dal 
1392 al 1399. Furono signori del principato 
di Piombino, di Searlino e dell' isola dell' Elba. 
Un ramo di questa famiglia si stabilì a Piacenza 
nel 1536; e nel 1661 un Girolamo fu creato 
Marchese di Ceva. Nel 1654 si estinse il ramo 
degli Appiani «li Piombino. — Arma: Inquartato: 
nel 1.° e 4. n partito di tre linee, d'Aragona, d'Un- 
gheria, di Francia antica e di Gerusalemme: nel 
2.° e 3.° d'argento, cancellato di nero. — Alias: 
Losangato di rosso e d' argento. 

APPIANI d'ARAGONA di Milano. — Origi- 
nari dagli Appiani di Pisa, furono aggregati alla 



APR 

famiglia di Aragona nel 1 465 e fioriscono tuttora 
in Milano, al cui decurionato furono ascritti. Un 
Cristoforo fu creato Conte Palatino nel 1494 dal- 
l'imperat. Massimiliano. — Arma: Inquartato: al 
4.° c 4." d' azzurro, al leone d'oro; al 2. n e 3.° 
partito, a destra d'oro, alla mezz' aquila di nero 
coronata d' oro movente dalla partizione, a sini- 
stra palato d'oro e di rosso di sei pezzi. Sul tutto 
losangato di rosso e d'oro. — Cimieri: i.° un 
leone nascente d'oro; 2.° un drago alato di ver- 
de ; 3.» un pioppo di verde. — Divisa: Si Deus 

PRO NOHIS, QUIS CON TRA NOS? 

APPIANI di Milano. — Arma : Spaccato d'o- 
ro e d'azzurro, al leone dell' uno nell'altro; col 
capo d' oro, caricato da un' aquila di nero. 

APPIANI di Firenze. — Ha la stessa origine 
degli Appiani di Pisa. — Arma: Losanga to d'ar- 
gento e di rosso. 

APPIANI di Torino, Consignori di Pino. — 
Arma: D'azzurro, al castello d'argento; col capo 
d'oro, all'aquila di nero coronata dello stesso. 

APPIANI del Piemonte. — Evangelista, Con- 
servatore del patrimonio ducale in Asti nel 1599 
fu donato della signoria di Cocconato, ed ebbe 
anche giurisdiziono su Torre Bormida. — Arma: 
Di rosso, al castello d' argento, sormontato nel 
punto del capo da un' aquila dello stesso, con la 
testa rivolta coronata d' oro. 

APPIO di Matera. — Da Ugiano, si stabili- 
rono in Ferrandina e quindi in Grottole, ed ul- 
timamente a Matera, ove vennero aggregati alla" 
prima piazza dei nobili originari fino dal 1380. 
— Arma: D'azzurro, alla banda d'argento, ac- 
compagnata nel lato sinistro del capo da un cre- 
scente rivolto dello stesso, e da un cavallo d'ar- 
gento uscente dalle acque e movente dalla punta 
guardante una stella d' oro a destra. 

APPISI di Mazzara. — Arma: Di rosso, a 
tre pile d'oro. 

APRANO di Napoli. — Discendente dalla 
famiglia Pisciceli!, prese il nome dalla signoria 
di Aprano. Se ne à memoria all' epoca di re 
Manfredi, e fu aggregata alla famiglia Capece. 
Ebbe nobiltà in Napoli al Seggio Capuano; ed 
ottenne, oltre la baronia di Aprano, quelle di An- 
dretta, di Ortona, di Pietrapertosa, di Rose, di 
Sanmartino e di Sanmarzaro. Un Giacomo fu Giu- 
stiziere di Capitanata e di Bari; un Marino Con- 
sole in Roma nel 1487. — Arma: Di rosso, alla 
banda d'argento caricata da un girello di az- 
zurro, accompagnata nel capo da un bisante d'oro. 

APRILE di Caltagirone. — Originaria di 
Valenza, si portò in Sicilia al tempo di Fede- 
rico II di Aragona, e si stabilì ' in Caltagirone, 
in Noto ed in Modica. — Arma: D'argento, alla 
fascia di rosso accompagnata da tre rose dello 
stesso situate 2 in capo ed una in punta. 

APRILE di Palermo. — Arma: D' azzurro, 



AQU 

alla fascia d' oro accompagnata in capo da un 
giglio d' argento, e in punta da tre stelle d' oro 
poste in fascia. 

APRILI di Giovio (Piemonte) signori sin dal 
1274 di Bussolino, poi Consignori di S. Giovio 
in Val di Susa. — Arma: Di rosso, alla banda 
d' oro. 

APROSlOdi Ventimiglia, nobilitata nella per- 
sona di Roberto. — Il P. Angelico, agostiniano, 
celebre letterato seicentista e fondatore della Bi- 
blioteca Aprosiana. — Paolo-Agostino Teatino 
Preposto all'abazia di S. Siro in Genova, e Ni- 
colò, suo fratello, andò Vescovo di Nibbio in Cor- 
sica nel 4712, dove morì in odore di santità. — 
Akma: D' oro, alla fascia di rosso. 

APROVINO di Treviso. — Originaria di Fran- 
cia, venne in Italia nel 1260; e nel 1388 fu a- 
scritta fra i nobili di Treviso. — Giannantonio 
oratore nel protestar fede alla Ropubblica Ve- 
neta prima della guerra di Cambrai ; ma poco 
dopo esortò i suoi concittadini a cedere a tem- 
po e sottoporsi a Cesare — Nella prima metà 
del XVII secolo fiorì Paolo Aprovino, che fu del 
Collegio dei filosofi, scolaro ed apologista a Pa- 
dova del Galilei, e per circa un anno fu vicario 
capitolare della diocesi. Inventò una macchina 
per avvicinar la voce, che fu ricercata dal Gran- 
duca di Toscana. — Arma: D'azzurro, e tre con- 
chiglie d'argento. 

APRUZZO di Sicilia. — Si vuole originaria 
di Moscovia. — Arma: D'argento, ad un monte 
di tre cime di rosso sormontato da una corona 
dello stesso. 

APULIA di Siracusa, Baroni. — Arma: In- 
quartato in croce di S. Andrea di rosso e d' ar- 
gento. 

AQUARI A di Bitonto. — Arma: Di rosso, a 
tre bisanti d' oro. 

AQUILA (dell') di Benevento. — È origina- 
ria della Normandia. — Riccardo nel 1090 fu si- 
gnore di un grosso feudo in Terra di Lavoro. Ebbe 
ancora la signoria di Fondi per cui un ramo di 
essa, oggi estinto, si disse dei Conti di Fondi. — 
Nel 1268 i dell' Aquila furono ascritti al patri- 
ziato di Benevento. Ebbero 26 barouie Ric- 
cardo doge di Gaeta nel 1105: Pietro Cardinale 
nel 1204. — Arma: D'azzurro, all'aquila spiegata 
d' argento. 

AQUILA (dell') di Padova. — Arma: D' ar- 
gento, all'aquila di nero, rostrata e membrata 
d' oro. 

AQUILANI di Roma. — Arma : D'azzurro, al- 
l'aquila coronata d'oro, sormontata da una stella 
di otto raggi- dello stesso, ed accompagnata in 
punta da una rosa d'argento. 

AQUILERA di Messina. — Originaria di Poz- 
zuoli. — Arma: D'azzurro, all'aquila d'oro. 

AQUILINO di Milano e di Napoli. — Arma: 



— 53 — 



ARA 



— 54 — 



ARA 



D' azzurro, all' aquila coronata d' oro, guardante 
il sole del medesimo, orizzontale a destra. 

AQUILONE di Messina. — Baroni originari di 
Spagna. — Arma: D'oro, all'aquila di nero, affer- 
rante un serpente di verde. 

AQUINO (d') di Napoli. — Di origino lon- 
gobarda, ne fu capostipite un Atenolfo signore di 
Capua nel 906 ed anche signore di Aquino, da 
cui la famiglia trasse il nome. Altro Atenolfo 
fu duca di Gaeta, Rinaldo e Landolfo Conti di 
Caserta, Tomaso viceré di Napoli, ed Aimone vi- 
ceré di Sicilia. Appartengono a questa casa S. 
Tomaso d'Aquino, domenicano, Donato Arciv. di 
Benevento, Raiiliero Arciv. di Messina, e Ladislao 
Cardinale, eletto papa, ma morto in Conclave. 
Ebbero i d'Aquino il privilegio del conio e della 
zecca, e il titolo di principi del S. R. I. — Pos- 
sedettero nove principati, sette ducati, sette mar- 
chesati, quattro contee, e 115 baronie. — Arma: 
Bandato d'oro e di rosso. 

AQUINO (d') di Taratilo. — È un ramo della 
precedente. — Matteo Vescovo di Gravina nel 
1508; Antonio Arciv. di Taranto; Tommaso Ve- 
scovo di Mottola nel 1648. — Arma: Fasciato di 
rosso c d' oro di sci pezzi. 

AQUINO-CARAMANICO di Napoli. — Ori- 
ginata da Bartolomeo Aquino nel 1600, à goduto 
nobiltà in Napoli al seggio di Portauova. Ebbe 
7 baron e, la contea di Falena, il marchesato di 
Torrefrancolise, i ducati di Casarano e di Casoli, ed 
il principato di Caramanico. Un Francesco fu 
viceré di Sicilia nel 1786. — Arma: Inquartato: 
nel l.° e i.° bandato d'oro e di rosso; nel 2.° 
e 3.° spaccato d'argento e di rosso, al leone del- 
l' uno nell' altro. 

ARAC1EL di Milano. — Originaria di Na- 
varra, fu trapiantata in Milano da un Pietro. Un 
Giuseppe fu Senatore, e creato Marchese da Carlo 
VI. Un. altro Giuseppe ebbe in feudo la terra di 
Cerro e fu decurione. — Arma: Inquartato, nel 1.° 
e 4.° d'azzurro, all'arcobaleno di tre file d' oro, 
di rosso, e di verde, sormontato da un crescente 
rivolto d' argento: nel 2.* e 3.° d'oro, all'aquila 
di nero coronata del campo; lo scudo bordato di 
rosso, caricato da otto croci trifogliate d'oro. 

ARADA di Sicilia. — Arma: Di rosso, alla 
banda d'oro accompagnata in capo da un'aquila 
dello stesso, c noli' angolo destro della punta da 
un leone del medesimo. 

ARAGON di Aosta. — Originaria di Villa- 
nova nel ducato di Aosta. Il suo primo apparire 
nella città di Aosta rimonta ai primordi del XVI 
secolo, e Francesco Aragon è il primo che si trova 
qualificato nobile. — Arma: D' argento, a tre 
bande di rosso; col capo cucito d' oro, all'aquila 
di nero, armata e membrata di rosso. 

ARAGONA di Sicilia. — Originaria della R. 
Casa di Aragona di Spagna, à posseduto i titoli 



di principe di Castel Vetrano, di duca di Terra- 
nova, di marchese d' Avila e della Favara, di 
barone di S. Angelo e Burgetto. — Arma: D'oro, 
a quattro pali di rosso. 

ARALDI di Cremona. — Originari di Parma, 
si stabilirono in Cremona nel secolo XVII. Nel 
1515 un Francesco fu creato Conte Palatino: un 
Araldo nel 1691 fu investito da Carlo II di Spa- 
gna del feudo di Piadena. Antonio-Maria fu creato 
Marchese dal Duca di Parma e Piacenza nel 1716. 
— Un ramo à fiorito in Padova e si è estinto in 
principio del secolo XVII. — Arma: D' azzurro, 
alla cometa d' oro accompagnata da tre stelle 
dello stesso, due in capo ed una in punta. 

ARALDI di Mantova. — Marchesi. — È un 
ramo della precedente. — Arma: D'argento, a 
due stelle d'azzurro in capo ed una cometa dello 
stesso in punta. 

ARALDI di Reggio-Emilia e di Modena. — 
Una famiglia Araldi fioriva in Reggio-Emilia nel 
XVI secolo, ed appartenne a lei un Jacopo me- 
dico di bella fama, che scrisse un Trattato sulle 
febbri. Gli Araldi di Modena, che non sappiamo 
se provengano da quei di Reggio, erano già in 
molta considerazione nel XVIII secolo. Antonio 
(seniore) illustre matematico ed ingegnere mili- 
tare sotto Napoleone I. Sono viventi Monsi- 
gnor Gherardo Vescovo di Carpi, ed Antonio (ju- 
niore) Generale del Genio nell'esercito italiano. — 
Arma: D'azzurro, alla cometa posta in palo, colla 
coda rivolta verso la punta, accompagnata da tre 
stelle, 2 in capo, ed 1 in punta, il tutto d'oro. 

ARANA di Sicilia. — Arma: D'argento, a 
cinque cuori infiammati di rosso in croce di S. 
Andrea. 

ARAXDA di Sessa. — Arma: Di rosso, alla 
banda d'oro, accompagnata nel capo da una stella 
e dal monte di tre cime movente dalla punta, il 
tutto dello stesso. 

ARANGI di Genova. - Ebbero in feudo l'isola 
di Niearia fino al 1481 e godettero del titolo di 
C on ti. — Arma: D'oro, a tre bande d'azzurro; 
colla spada d' argento attraversante. 

ARANGO di Sicilia. — D' oro, a sei uccelli 
d' azzurro, posti 2, 2, e 2. 

ARANZO di Padova. — Arma: Spaccato nel 
mezzo da una fascia d' oro, posta nella direzione 
di una banda: al 1.° d'azzurro, e al 2.° di rosso, 
a tre torte dell'uno nell'altro, 2 in capo, ed 1 
in punta. 

ARATA di Sicilia. — Arma: Spaccato: nel 

1. " d'azzurro, a tre gigli ordinati d'argento: nel 

2. ° d' azzurro, a due bande ritirate nel primo 
quartiere d' oro, sinistrate da un aratro dello 
stesso. 

ARAZIO di Mantova. — Arma: D'oro, a 
due pesci di rosso passati in croce di S. Andrea. 
ARBAUDI di Savigliano. — Arma: Spaccato: 



ARC 



— 55 — 



ARC 



al 4.° di rosso, a due leoni d'oro affrontati; al 
2.° d'azzurro, a due fiiscie ondate d'oro; con la 
fascia di rosso, bordata d' argento e caricata di 
quattro bisanti dello stesso attraversante. 

ARBEA di Sicilia. — Originaria di Catalogna, 
fu trapiantata in Sicilia da Ramiro Arbea, che 
ebbe la castellala di Lentini. Da un altro ramo 
della stessa uscì Pietro straticò di Messina nel 
1 398, e signore della Vigna Grande. Un Giovanni 
ebbe la baronia di Sambuca, e nel 1453 il feudo 
delli Muni. — Arma: Di rosso, a tre sbarre d'oro; 
col capo cucito d' azzurro caricato da un gi- 
glio d'oro. 

ARBOLINI di Venezia. — Arma: Bandato 
d' argento e di rosso di otto pezzi. 

ARBONA di Milano. — Nel 1692 un Giovan 
Paolo ottenne il feudo di Agrate, e nel 1708 
furono dichiarati Marchesi. — Arma.: Interzato 
in fascia: nel 4.° d'oro, all'aquila di nero coro- 
nata del campo: nel 2.° d'argento, al castello di 
rosso murato di nero, aperto del campo e torri- 
celiato di due pezzi, ciascuna torricella finestrata 
del campo e merlata di tre pezzi alla ghibellina, 
sormontato da AR di nero: nel 3.° d'argento, al 
destrocherio di carnagione, vestito di rosso, tenente 
una rosa dello stesso gambuta e fogliata di verde. 

ARBORIO di Vercelli. — Arma: D'azzurro, 
alla croce ancorata di S. Andrea d'argento, accan- 
tonata da quattro gigli d'oro. 

ARBORSELLA di Verona. — Arma: D'argen- 
to, al capriolo di rosso, accompagnato da tre 
pioppi sradicati di verde. 

ARCA di Narni. — Di origine longobarda, 
ebbe la contea di Bufone. — Diversi della famiglia 
furono creati Conti Palatini e Senatori di Roma. 
Si estinse sul finire del secolo XVIII. — Arma: 
Interzato in fascia: nel 1.° d'azzurro, all'arca 
sormontata da una colomba avente nel becco un 
ramoscello di ulivo, il tutto al naturale; nel 2.» 
di.... al lambello di quattro pendenti di rosso con 
tre stelle d'oro; nel 3.° di.... al monte di cinque 
cime di 

ARCA (dell') di Sardegna. — Giovanni Arca di 
Bitti autore di un' opera famosa De Sanctis Sar- 
diniae, appartiene forse a questa famiglia. — 
Arma: D'argento, all' arca di Noè sopra la pia- 
nura erbosa, il tutto al naturale: lo scudo in 
petto ad un'aquila bicipite di nero coronata d'oro. 

ARCABASCIO di Sicilia. — Arma: D'oro, al 
feretro d'azzurro, sostenuto da un leone di nero, 
tenente una croce dello stesso, 

ARCAMONE di Napoli. — Originaria greca, 
e già trapiantata in Napoli fino dal 14 50. Ha 
goduto nobiltà in Napoli, ai seggi di Nido, Mon- 
tagna, Portauova e Porto, in Bari, nel 1382, in 
Trani al seggio di Campo, in Giovinazzo, ove un 
ramo si stabilì nel 1520. Ebbe 17 baronie, e il 
ducato di San Demetrio. (Estinta). — Arma: Spac- 



cato; nel 1.» d'azzurro, all'arco sostenuto da due 
colonne, coronato d' oro, accompagnato da due 
melogranate, gambute e coronate dello stesso: 
nel 2.° fasciato d'azzurro e d'oro. 

ARCANGELI di Verona. — Originaria di 
Roma, passò in Urbino, e quindi in Verona. — 
Arma: Partito; nel 4.° scaccato d'oro e di rosso; 
nel 2.° spaccato d'oro, all'aquila di nero rostrata 
e membrata di rosso, coronata del campo, e di 
rosso a dieci bisanti d'argento. 

ARCANGELI di Viterbo. — Arma: Doro, a 
tre fascie di verde, accompagnate da sci gigli di 
azzurro posti 3, 2 e 1. 

ARCANGELO di Catania. — Ne fu caposti- 
pite nel 1495 un Giovanni. — Aloisio mastro 
notaro nel 1523 e capitano della città. — Arma: 
D' azzurro, all' arcangelo d' argento, impugnante 
nella destra una spada dello stesso. 

ARCANO del Friuli. — Derivata dagli an- 
tichi re di Croazia. — Leonardo d' Arcano nel 
1208 ebbe il titolo di Conte e Vicario generale 
di tutta la Romagna da Ottone Imperatore, e 
nel 4 210 Germanno fu creato marchese d'Istria. — 
Ebbe in feudo i castelli di Sattimberg, Monfort, 
Buia, Morozzo, ed Arcano, già detto Tricano, 
per cui questa famiglia si trova anche col cognome 
di Tricani. Nel 1822 ottenne la conferma della 
nobiltà. — Arma: Partito; nel 1. d'azzurro, alla 
mezz' aquila spiegata di nero, coronata d' oro, 
movente dalla partizione; nel 2.o inquartato; nel 
1.o e 4.° d'oro, a tre cani correnti al naturale, 
uno sopra l'altro; nel 2.'° e 3.» scaccato di rosso 
e d' argento. 

ARCELLA di Sicilia. — Arma: d'argento, 
alla croce scaccata di tre file, d' argento e di 
rosso. 

ARCELLI di Piacenza. — Sono un ramo dei 
Fontana, e presero il cognome Arcelli dalla Signo- 
ria di una terra omonima che godevano fino dal 
1192. — Gherardo ebbe nel 1202 la rocca di 
Olgiso ; Martino fu creato Conte della Valle 
Laretta, e Giacomo fu signore della città di Ver- 
celli. — Arma: D'argento, alla croce scaccata d'ar- 
gento e di rosso di tre file, accostata da un leone 
di rosso tenente una spada nuda d'argento im- 
pugnata d'oro. 

ARCES di Messina. — Originaria di Aragona. 
— Arma: D'azzurro, al ponte sormontato da un 
castello d'oro, sostenuto da due leoni dello stesso. 

ARCHENUTO di Milano. — Arma: D'argento, 
al serpente ondeggiante in palo di nero. 

ARCHETTI di Brescia. — Un Giovanni An- 
drea creato Card, da Pio VI nel 4784 e morto 
Vescovo di Sabina nel 1805. — Arma: Inquar- 
tato; nel 1.° spaccato d'oro, alla fenice coronata 
di nero sulla sua immortalità, guardante il sole 
radioso d'oro posto nel canton destro del capo, 
e d'azzurro, a tre archi d'oro posti in fascia; nel 



ARC 



— 56 — 



ARC 



2.o partito, a destra d'argento, alla croce piena 
d'azzurro; a sinistra di rosso, al cavallo inalbe- 
rato d'argento; nel 3.° partito; a destra d'argento, 
a tre fascio doppio merlate di rosso, accompagnate 
da otto ; a sinistra d'azzurro, al leone coro- 
nato d'argento; nel 4." inquartato; nel 1.° e 4.' 1 
d'azzurro, all'arco d'oro posto in sbarra: nel 2.° 
e 3.° d'argento, al palo di rosso; il tutto abbas- 
sato sotto un capo d'oro caricato da un castello 

merlato di 

ARCHIOIACONI di Cremona. — Si dissero 
anche Artczaghi. Uscirono da questa famiglia 14 
decurioni, il primo nel 1257 e l'ultimo nel 1648. 

— Arma: D'oro, a due scettri gigliati d'argento 
passati in croce di S. Andrea; col capo cucito 
d' oro caricato dell' aquila di nero. 

ARCHIEPISCOPO di Capita. — A rm a : D'az- 
zurro, al pastorale d' oro, posto in palo. 

ARCH1NTI di Milano. — Di origine longo- 
barda, à per capostipite un Archinto di Teodo- 
rata duchessa di Benevento. Filippo Arciv. di 
Milano eletto dal Pontefice Paolo IV. Un Romolo 
fu Vescovo di Novara, e un Cristoforo Vescovo di 
Saluzzo. Diversi furono decurioni e conti palatini. 

— Arma: D'argento, a tre fascie ondato di verde. 
ARCIERI di Catanzaro. — Arma: D'azzurro, 

a quattro bande d'oro. 

ARC1C0CA di Napoli. — Arma: D'oro, al 
gallo fermo di rosso. 

ARCIMANNI di Ferrara. — Originaria della 
Sardegna, fu trapiantata in Ferrara nel 970 da 
un Cirino che il Duca Tebaldo creava soprainten- 
dente generale delle armi nei suoi Stati. Ha sem- 
pre goduto il favore degli Estensi. Corradino resse 
a nome della Contessa Matilde tutta la Marca Tre- 
vigiana. — Bonifacio III duca di Ferrara creava 
un Giovannni suo vice-duca, destinandolo al go- 
verno di Lucca; un Cirino 2.° fu vice-duca della 
Toscana, e un Giovanni 2.° vice-duca a Spoleto, 
mandatovi da Guelfo II Estense. Nel 1309 un 
Claudio fu creato da Azzo X vice-marchese di 
Ancona, e un Nicola vice marchese di Parma da 
Obizzo VII. Corradino, 4.o di tal nome, governò 
nel 1377 la città di Faenza col titolo di vice- 
marchese di Nicolò II di Ferrara; Roberto fu per 
molti anni nel numero dei dodici Savi; e Claudio 
fu consigliere di giustizia nel 1399. — Arma: 
D'argento, al leone di rosso, coronato d'oro. 

ARC1MBOLDI di Milano. — Originaria di 
Parma, si trapiantò in Milano sul principiare del 
sec. XV e fu ascritta a quel patriziato. Si divise 
in due rami, quello dei Marchesi di Arcisate estin- 
to nel 1727, e quello dei Duchi di Candia estinto 
nel 1675. Diede due Vescovi a Novara, e due 
Arcivescovi a Milano, uno dei quali, Giovanni, fu 
creato Cardinale. Un Nicolò fu castellano di Trez- 
zo, e furono decurioni un Giovanni e un altro 
Nicolò. Nel 1591 Giuseppe fu creato Conte Pala- 



tino. — Arma: D'oro, alla banda d'azzurro, ca- 
ricata da tre stelle di sei raggi del campo. 

ARCINO di ... . — Arma: D'azzurro, alla 
banda di rosso, bordata d' oro. 

ARCIS di Gaeta. — Arma: Di rosso, a tre 
fascie centrate d'oro. 

ARCIZONI di Milano. — Arma: Di rosso, 
al leone d'argento, sormontato da tre stelle dello 
stesso, ordinate in capo. 

ARCO di Mantova. — Originari della Baviera, 
si stabilirono in Italia nel 1124. Ebbero diversi 
feudi, e furono dichiarati da Federigo li Conti 
di Arco. Ottennero nel 1484 la cittadinanza di 
Mantova; e nel 1558 Federigo I accordava loro 
il titolo di Baroni di Ungheria. Un Francesco fu 
doge della repubblica di Siena. — Si divisero in due 
rami, fiorenti tuttora, I' uno in Baviera e 1' altro 
in Mantova. — Arma: D'oro, a tre archi d'azzurro 
con le corde volte all' ingiù, uno sopra l'altro. 

ARCOLA (da) di Verona. — Arma: Fasciato 
d'azzurro e d'argento: — Alias: D'azzurro, a 
due fascie d'argento. — Alias: D'oro, alla ban- 
diera di rosso, caricata da un uccello d'argento. 

ARCOLANI di Forlì. — Arma: D'azzurro, 
al cantone sinistro d'oro. 

ARCOLONIANI del Friuli. — Originaria di 
Vicenza, trasse il nome da un Alangato de Ar- 
colonia che nel 1290 si fece aggregare alla cit- 
tadinanza udine-e. — Ettore e Francesco fratelli 
e consorti di Polcenigo, nel 1460 comprarono il 
castello rovinato di Moruzzo per 2000 ducati. — 
Arma: Di rosso, alla ruota di molino d' argento. 
— Alias: D'argento all'anellino di rosso. 

ARCOLONIERl di Udine. — Di rosso, al- 
l'armilla d' argento. 

ARGON ATI di Milano. — Ascritta al patri- 
ziato milanese nel 1277. — Ebbe dottori di colle- 
gio e decurioni. Un B. Luchino appartenne all'Or- 
dine di S. Agostino, e a quello dei Predicatori 
un B. Pietro. — Si divise in tre rami, ora estinti: 
il 1.° dei Conti di Lomazzo, il 2.° dei Marchesi 
di Busto Garolfo: il 3/ dei Conti di Arconate. — 
Arma: Cinque punti d' argento equipollenti su 
quattro di rosso. 

ARCOUR del Piemonte. — . Conti di S. Didero, 
Signori di Fiano. — Un Giacomo Arcour o de Ar- 
catoribus nal 1 335 era conte di Fiano e Viscon- 
te di Baratonia, ed il suo figlio Guglielmo, U 
quale era di Rivarolo (Canavcse) ed abitava in 
Lanzo, con istrumento. 25 Sett. 1365 comprò da 
Ugoneto figlio di altro Ugoneto Visconte di Ba- 
langero e Mathi tutti i fitti, fodri, beni, e diritti 
che questi aveva in tutta la valle di Ala (Lanzo). 
Il di lui figlio Arosmino nel 1420, oltre i fondi 
summenzionati, aveva altresì quelli di Vallo, Va- 
risetta e Monaslerolo. Giovanni, Guglielmo, Gia- 
como, Enrico, Matteo ed Avesmino aggiunsero ai 
loro possessi i feudi di Lemie, Forno di Lemie 



ARD 



— 57 — 



ARD 



ed Usseglio. Nel 1590 Carlo di Giovan-Tomaso 
possedeva pure Saint-Didier nella valle di Susa, 
e nel 1734 i suoi posteri avevano pure Mulazzano 
— Nel 1381 Guglielmo di Giacomo fu aggregato 
alla cittadinanza torinese e nel 1385 era bailo di 
Susa e del Canavese — Molti membri di questa 
famiglia furono ascritti al collegio di giurispru- 
denza dell'Università di Torino. — Arma: Inquar- 
tato; al 1.o e 4.° d'azzurro, all'aquila d' oro coro- 
nata dello stesso: al 2. 1 e 3.° di rosso, all'arco, 
in sbarra, col dardo incoccato, il tutto d'argento. 

ARCUCCIO di Capri. — Eliseo fu signore 
di quest' isola. Godettero gli Arcuccio 60 baro- 
nie. (Estinta). — Arma: D'oro, alla fascia di ros- 
so, accompagnata da tre archi di nero posti in 
palo, 2 in capo, ed 1 in punta, 

ARCUSSIA di Napoli. — Arma: D'oro, alla 
fascia d' azzurro, accompagnata de tre archi di 
freccia di rosso, posti in palo. 

ARDANGIS di Gaeta. — Arma : D' argento, 
al fiore di rosso, gambuto e fogliato di verde, te- 
nuto da due orsi controlevati del secondo. 

ARDENGHI di Modena, detti Turrini o Tu- 
rini. — Un Pietro Antonio Turrini spectabilis et 
eximius legum doctor fu Podestà di Sassuolo nel 
1508, e la sua famiglia quivi si trapiantò nel 1522 
e prese parte a quelle fazioni favoreggiando quella 
dei Mari Lei. Un Paolo Turini fu Podestà di Reg- 
gio nel 1463. — Arma: Interzato in fascia; nel 1 
d'azzurro, a tre monti di verde, sormontati da 
tre gigli di rosso male ordinati ; nel 2.° d' az- 
zurro, a tre rose al naturale poste in fascia, ab- 
bassato sotto un capo d'argento; nel 3.° di ros- 
so, al cane passante d'argento rivolto a sinistra. 

ARDIMENTI o ARDIMENTO di Genova. — 
Si pretendono di origine germanica — Oberto fu 
tra i mille cittadini che in nome di Genova giu- 
rarono la pace con Pisa nel 1188 — Battista an- 
ziano nel 1410 — Nel 1414 entrarono nell'al- 
bergo Pinzili — Arma : Partito d' azzurro e di 
rosso, addentellato di quattro pezzi del primo sul 
secondo. 

ARD1NGHELLI di Firenze. — Originari di 
Volterra, n' esularono all' epoca delle fazioni, 
trapiantandosi in Firenze. Dettero 13 Gonfalo- 
nieri di giustizia, ed ottennero 32 volte il prio- 
rato. Marco Vescovo di Penne nel 1352 e poi di 
Camerino; Luigi Vescovo di Fossombrono nel 
1544, e Benedetto Vescovo di Civitacastellana. — 
Nicolò fu Cardinale, e morì nel 1547. — Estinti 
in Firenze nel 1613. — Arma: D'oro, alla croce di 
verde, losangata d'argento. 

ARD1NGIIELLI di Aquila. — E un ramo 
della precedente, trapiantato in Aquila nel se- 
colo XVI ed aggregato alla nobiltà del quartiere 
S. Maria. Si estinse nel secolo XVIII. — Arma: 
D' argento, alla croce d'azzurro losangata d' oro. 

ARDISSONE di Genova. — Da Taggia o da 



Diano, nella riviera di Ponente, donde si reca- 
rono ad abitare in Genova sullo scorcio del se- 
colo XIV — Gian-Giorgio Vescovo di Aiaccio nel 
1656 — Paolo-Moria, morto in Genova nel 1628, 
dove professò la filosofia e la teologia, scrisse : 
Brevis concionandi methodus, sive ecclesiastica 
rethorica — Nicolò insigne giureconsulto e buon 
latinista, professore di giurisprudenza nel patrio 
Ateneo, morto nel 1832. — Arma: D'argento, al 
leone di rosso coronato d' oro. 

ARDISSONE di Casalmonf errato, vedi AR- 
DIZZONE. 

ARDITI di Otranto e di Crema. — Originaria 
lombarda, si trapiantò nel reame di Napoli nella 
prima metà del secolo XIII. Nel 1444 un Pietro 
Arditi fu creato Barone di Valentino: un Bene- 
detto ottenne nel 1682 il titolo di Marchese dal 
re Carlo li, e nel 1797 un Michele fu dichiarato 
Marchese di Castelvetere. Un ramo degli Arditi 
fino dal 1398 fioriva anche in Crema, ma si e- 
stinse sul finire del 1400. — Arma: D' azzurro, 
alla fenice d' oro. 

ARDITI di Bologna. — Arma: Trinciato di 
rosso e d'argento, a tre palle male ordinate del- 
l' uno nell' altro, colla banda d' oro, caricata di 
tre stelle di rosso. 

ARD1ZONI di Reggio e di Modena. — Ori- 
ginaria di Reggio, al cui Senato era aggregata 
fin dal XV secolo. — Arma: Di rosso, alla ban- 
da d'oro, caricata da tre stelle di otto raggi del 
del campo, ed accompagnata da sei palle d'argento, 
tre per parte, quelle in capo male ordinate, e 
quelle in punta poste in banda. 

ARDIZZONI di Bologna. — Arma: D'azzur- 
ro, a sei lingue di fuoco al naturale moventi 
dalla punta, ciascuna sormontata da uno spegni- 
toio d' oro ; col capo d' Angiò. 

ARDIZZONI o ARDISSONE di Casalmonfer- 
rato, — Un Cesare Ardizzone di Piacenza fu il 
primo a prender stanza nel Monferrato, dopo a- 
ver militato per la Francia, ed unitosi in matri- 
monio ad Anna Galli signora di Volongo ne fu 
investito da Bonifacio Paleolago. Cristoforo suo 
figlio fu fatto Conte di Volongo del March. Gu- 
glielmo nel 1517. Lelio nipote del precedente fu 
magistrato alla Ruota Genovese nel 1581, poi 
senatore a Casale nel 1592, e Conte di Casta- 
gneto creato da Vincenzo Gonzaga. Ottaviano fra- 
tello di Lelio assunse nel 1581, insieme ad Ot- 
taviano Pollini di Brescia, le zecche mantovana e 
monferrina. Cesare di Lelio nel 1624 fu creato 
Conte di Borgo S. Martino, luogo da lui acqui- 
stato due anni innanzi. — Un altro Lelio fu Ve- 
scovo di Casale nel 1680. — Arma: D'argento, 
al leone di rosso, coronato d'oro. 

ARDIZZONI di Mantova. — È un ramo della 
precedente trapiantato forse in Mantova nel tempo 
cho Ottaviano Ardizzone ne assunse la zecca — - 



ARD — 

Francesco-Maria Capit. delle Corazze del Duca di 
Mantova nel 4 632, poi suo gentiluomo di camera, 
e nel 1656 comandante la veneta cavalleria. Ot- 
taviano Podestà prima di Castelgoffredo, poi di 
Sermide, quindi di Gazolo — Francesco-Maria 
Preside del Senato Mantovano, poi Governat. di 
Guastalla. Con Lelio che fu Ministro del Duca di 
Mantova si estinse la famiglia Ardizzone, il cui 
nome fu assunto da Francesco-Eugenio d' Arco 
marito della dì lui figlia Teresa. — Arma: D'ar- 
gento, all'albero terrazzato di verde; col capo 
d'azzurro caricato da tre stelle d' oro. 

ARDIZZONI di Venezia. — Arma: Di rosso, 
alla banda d' oro, accompagnata da sei bisanti 
d'argento posti in giro. 

ARDIZZONI di Siracusa. — Originari del 
Piemonte, si trapiantarono in Siracusa nel se- 
colo XVII ed ottennero il titolo di Marchese. — 
Arma : D' azzurro, al castello ad una torre d'oro, 
aperto, fincstrato e murato di nero, fiammeg- 
giante nella cima di rosso, fiancheggiato da due 
leoni del secondo, coronati dello stesso, contro- 
rampanti alla base. 

ARDOINO di Sicilia. — Originaria di Francia 
fu trapiantata in Napoli da un Falcone Arduino 
nel XII secolo. Un Arduino nel 1178 fu Cardinale 
sotto il Pontefice Alessandro III: un Pietro Stra- 
ticò di Messina nel 1385: un Giacomo Vescovo 
di Lipari nel 1 496. Un Paolo fu per diverse volte 
Senatore di Messina, e uno Scipione, morto nel 
1778, ne fu Arciv. — Possedettero due prin- 
cipati, 3 marchesati, e 10 baronie, ed ebbero il 
titolo di conti di Quintana. Un Nicolò Arduino 
fu creato barone dell' impero da Napoleone 1. — 
Arma: Spaccato; nel 1.» d'argento, all'aquila 
di nero, membrata, imbeccata e coronata d' o- 
ro ; nel 2.° d' azzurro, al leone d' oro, coro- 
nato dello stesso, guardante la cometa di otto 
raggi d'argento, posta al primo cantone, accom- 
pagnato nella punta da un crescente montante 
del medesimo. Lo scudo accollato dall'aquila spie- 
gata di nero, membrata, imbeccata e coronata 
d' oro. 

ARDUINI di Bologna. — Arma: Partito, a 
destra d'argento, al leone scaccato d'oro e di 
nero; a sinistra fasciato d' argento e di rosso. 

ARDUINI di Cuneo, Consignori di Caraglio. 
— Arma: D'azzurro, al leone d'oro, coronato 
dello stesso, accompagnato da una stella pur 
d' oro, in alto a destra, e da un crescente d'oro, 
montante, posto sotto la branca sinistra ante- 
riore ; col capo d' argento, all'aquila di nero co- 
ronata dello stesso. 

ARDUINI di Ferrara. — Di origine roma- 
na, fu tra le prime famiglie che vennero ad a- 
bitare la città di Ferrara. Un Giovanni Arduini 
fu capitano di Tedaldo Estense nel 1 007. Un Pel- 
legrino I ottenne il titolo di magnanimo alla di- 



i — ARE 

fesa di Verona con Azzo Estense : un Pellegri- 
no VI fu consigliere di giustizia sotto Alfonso I. 
— Arma: D'azzurro, alla banda ondata d'argen- 
to, accompagnata da tre stelle d' oro, 2 in capo 
ed una in punta. 

ARDUINI di Pesaro. — Arma: D'azzurro, al 
capriolo d'argento, accompagnato da tre crescenti 
rivolti dello stesso. 

ARDUINI di Venezia. — Arma: D' argento, 
alla banda di rosso, costeggiata da sei stelle delle 
stesso. 

ARENA di Genova, originaria di Loagli, Ra- 
pallo e Rogliasco — Andrea Consigl. della re- 
pubblica nel 1382, e Bartolomeo nel 1447 — 
Giambattista, Lazzaro e Gregorio ascritti in fa- 
miglia Giustiniani nel 1528. Giovan-Domenico e 
Giuseppe Capitani di Rapallo, il primo nel 1739, 
e l'altro nel 1758. — Arma: D'oro, alla piog- 
gia di arena al naturale cadente dal capo en- 
tro un pozzo di azzurro, il tutto movente dal 
fianco destro dello scudo, con un leone di rosso 
in atto di toccare con le branche anteriori l'a- 
rena, e con la posteriore destra il pozzo. 

ARENA di Messina. — Questo ramo fu tra- 
piantato in Messina all' esordire del secolo XV da 
un Antonio d'Arena, e fu aggregato a quella no- 
biltà. Diversi furono Senatori. Un Francesco fu 
creato Vescovo di Aquileja da Clemente XI. — 
Arma: D'azzurro, alla fenice d'oro, soprala sua 
immortalità di rosso, guardante il sole del se- 
condo, orizzontale a destra. 

ARENA-PRIMO di Napoli. — Discendente 
dagli Arena Conclubet, di origine normanna, nel 
secolo XVII adottò il cognome di Primo per non 
confondersi con gli altri Arena. Ebbe la contea 
di Arena, eretta in marchesato da Carlo V. Un 
Luigi, barone di Badolato, ottenne la contea di 
Stilo, e un Nicolò quella di Milena. Possedette 
dieci baronie — Federigo fu gran giustiziere del 
Re Manfredi; Manfredo e Francesco furono stra- 
tigoti di Messina. — Arma: D'oro, a quattro 
fascie cucite d'oro più oscuro; colla banda d' az- 
zurro attraversante. 

ARENA di Palermo. — Arma : D' azzurro, al 
leone d' oro posto sopra un monte d'argento, mo- 
vente dalla punta. 

ARENA (dall') di Padova. — Arma: D'az- 
zurro, alla gemella d' oro, racchiudente tre stelle 
di sei raggi dello stesso, ed accompagnata da 
una mezza ruota egualmente d'oro, uscente dalla 
fascia in capo, alias movente dalla punta. — A- 
lias: Spaccato; nel 1.° d'azzurro, a tre stelle di 
sei raggi d'argento, o d'oro; nel 2.» di rosso, 
al leone d'argento, o d'oro, cappato d' argento o 
d'oro, a due rose di rosso. 

ARENOS di Sicilia. — Arma: D' argento, al 
lupo di rosso guardante un sole dello stesso o- 
rizzontale a destra. 



ARE 



— 59 — 



ARG 



AREOSTI o ARIOSTO di Bologna. — Se ne 
à memoria fin dal 1089 nella persona di Gregorio 
di Pietro. Nel 1156 Ugo d'Alberto fu console 
della sua patria; nel 1198 un Gerardo Areiv. della 
stessa. Enrichetto di Simone appartenne al Con- 
siglio degli 800. Un Francesco ebbe nel 1392 il 
castello di S. Martino in Sovverzano e quello 
di S. Prospero. Un Corradino, Domenicano, fu 
scritto nell' albo dei Beati. Diversi poi furono 
Senatori, ed altri appartennero al consiglio degli 
Anziani. — Arma: Palato d'azzurro e d'argento. 

AREOSTI o ARIOSTO di Ferrara. — È un 
ramo della precedente, trapiantato in Ferrara 
fino dal sec. XIII. Un Nicolò ne ottenne la citta- 
dinanza nel 1363. Altro Nicolò nel 1413 fu e- 
letto Giudice dei Savi. Un Ludovico fu creato 
Vescovo di Reggio. Un Francesco, 3.° di tal no- 
me, ebbe il titolo di Conte nel 1 466 da Federico 
imperatore. Rinaldo, che visse nel secolo XVI, 
fu creato Capitano di Reggio, e Visconte di Ar- 
genta. Da questa famiglia uscì il celebre poeta 
Lodovico, morto nel 1533. — Arma: Inquartato; 
nel 1.o e 4." d' oro, all'aquila di nero, coronata 
del campo ; nel 2.° e 3.° palato d'azzurro e d'ar- 
gento. 

ARESE di Milano. — Chiamavasi in origine 
dei Capitani di Arese, e fu compresa nella fa- 
mosa matricola del 1277. Un Giulio fu decurione 
della patria. Il Conte Bartolomeo Presid. del Se- 
nato, personaggio assai noto nella storia di Mi- 
lano e costruttore del magnifico palazzo Litta. — 
Furono creati Conti di Barlassina e della Pieve 
di Sevese nel 1666, feudi che possedevano già 
fin dal 1538. — Arma: Spaccato; nel 1.° d'oro, 
all'aquila di nero, coronata del campo; nel 2.° 
d' argento, al volo abbassato di nero. — Cimiero: 
Un braccio di carnagione, armato al naturale, 
impugnante una spada d'argento, guarnita d'oro. 

— Motto: PER LEALTÀ MANTENER. 

ARESINI di Milano e di Mantova. — Arma : 
D' argento, al monte di tre cime di rosso. 

ARESO di Sardegna. — Ebbe patenti di ca- 
valierato nel 1635. — Arma: D' argento, all'e- 
lefante di nero sostenente una torre di rosso, 
con un braccio vestito d' azzurro uscente dalla 
sommità della torre ed impugnante con la mano 
di carnagione tre pennelli; la torre addestrata, 
in alto, da due stelle d' oro, una sull' altra, e 
sinistrata, in punta, da una graticcila di nero. 

ARETINI di Ferrara. — Originari di Firen- 
ze, furono molto accetti agli Estensi, dai quali 
ottennero importanti cariche. — Arma: Inquar- 
tato; al 1.o e 4.° d'argento, al leone di rosso; 
al 2.o e 3.° di azzurro, al monte di tre cime 
d' argento dalla cui sommità si sprigionano fiam- 
me di rosso. 

ARETUSI o ARTUSI di Modena. — Quattro 
pittori sortirono da questa famiglia, Giovanni, 



Cesare, Pellegrino e Costanzo, de'quali i più va- 
lenti furono Pellegrino figlio di Giovanni, detti 
ambedue Munari, e Cesare. Il primo morì mas- 
sacrato per vendetta di un omicidio commesso in 
Modena nel 1523 da un suo parente. Detto Pel- 
legrino fu scolaro di Raffaello, e con lui dipinse 
nelle Loggie del Vaticano, e Cesare fu collega e 
fors'anco maestro dei Caracci. (Estinta). — Arma: 
Fasciato di cinque pezzi; il primo di verde, il se- 
condo d'argento, il terzo di rosso, il quarto di 
verde, ed il quinto d' argento, alla capra ram- 
pante al naturale attraversante sul tutto. 

AREZZO di Sicilia. — Originaria romana, 
trapiantata in Sicilia da Aldo Arezzo nel 1130. 
Ebbe oltre 20 baronie e il titolo di duca di S. 
Filippo li Colonni, concesso da Carlo li nel 1697 
a Bernardo Arezzo, e il titolo di marchese dato 
nel 1748 ad Orazio da Carlo III di Borbone. — 
Arma: Spaccato d'oro e d'azzurro, a quattro 
ricci dall' uno all' altro. 

ARGELATI di Bologna. — Jacopo Prof, di 
leggi in patria nel 1341. Filippo libraio in Bolo- 
gna, poi in Milano, numismatico di chiara fama. 
— Arma: D'oro, a sette losanghe di nero accol- 
late in banda. 

ARGELI di Bologna. — Anticamente si dis- 
sero d'Argile, come da tal luogo derivanti. Di 
questa famiglia 14 appartennero al Consiglio de- 
gli Anziani e 4 al Consiglio dei 400. Nel 1288 un 
Isnardo fu dei 4 Savi della Compagnia delle Tra- 
verse: nel 1297 un Federigo fu capitano del po- 
polo di Montecchio, e nel 1368 un Basotto se- 
dette fra i 12 Riformatori della città, e ottenne 
il gonfalonierato. — Cesare nel 1647 Arcivescovo 
di Avignone. — Arma: D'argento, al leone di 
nero; col capo d'Angiò. 

ARGENTA (de) o ARGENTI di Ferrara e di 
Modena. — Capostipite di questa famiglia fu un 
Childerico bavaro capitano di gran valore, al 
quale Alfonso re de'Longobardi donò nel 752 la 
terra di Regcnta (oggi Argenta) col suo castello, 
di cui i suoi discendenti presero il nome. Tra- 
piantatasi nel 1107 in Ferrara, quivi entrò nelle 
grazie degli Estensi che la onorarono di fiducia 
e di privilegi. Un ramo si stabilì in Modena alla 
cui nobiltà venne aggregato, ed appartiene ad 
esso un Giovanni gesuita che fiorì sullo scorcio 
del XVI e in principio del XVII secolo, e che fu 
Provinciale del suo Ordine in Milano, in Austria, 
in Polonia, in Boemia ed in Transilvania, e la- 
sciò molti pregevoli scritti apologetici in latino. 
Tommaso Argenti fu Podestà di Reggio nel 1504. 
(Estinta). — Arma del ramo di Ferrara : D' az- 
zurro, alla croce di S. Andrea di argento, accan- 
tonata da quattro stelle di otto raggi d'oro. — 
Arma del ramo di Modena: D'azzurro, a duo ba- 
stoni di rosso posti in croco di S. Andrea, ac- 
compagnati da quattro stello di otto raggi d'oro. 



ANG — 

ARGENTERI di Chiari, Torino e Castelnuo- 
vo, Conti di Bagnasco. — Giorgio Archiatra di 
Carlo-Emanuele I, scrittore e professore di medi- 
cina nel 1597 fu investito di porzione di giuri- 
sdizione su Cocconato e Bagnasco in contado. Fa- 
bio fu primo Presidente della Camera dei Conti. 
Carlo nel 1603 fu eletto Vescovo di Mondovì. — 
Aiima: Inquartato: al 1.° e 4.° d'oro, al cancel- 
lino di verde in banda, al 2.° e 3.« d'argento, 
alla banda d' azzurro caricata di tre bisanti d'ar- 
gento. 

ARGENTERIA di Lecce. — Gian-Pietro no- 
taro, segretario e procurat. fiscale di Giovannan- 
tonio del Balzo Orsini. Gaspare Protomastro dei 
pesi e misure e soprintendente della zecca di 
Lecce; uflicio conservato nella famiglia fino al 
1634. Giantornmaso, guerriero di gran valore, 
comandò in Lecce una compagnia della nuova 
milizia nel 1622. — Arma: D'azzurro, a tre fal- 
coni d'argento. 

ARGENTI o VALVASSORI di Cremona. — 
Famiglia estinta, che à dato alla patria un de- 
curione in Gian Francesco nel 1581. — Arma: 
Inquartato; nel 1.- d'oro, all'aquila di nero; nel 
2.» di rosso, all'aquila di nero, coronata d'oro; 
nel 3.» scaccato di nero e di rosso di quattro file; 
nel 4.» di rosso, alla porta torricellata di due pez- 
zi d'oro, aperta del campo. 

ARGENTI di Padova. — Arma: D'argento, 
alla sbarra d'azzurro, accompagnata da due rose 
di 

ARGENTINI di Roma. — Arma: Di rosso, 
alla fascia arcuata d'argento. 

ARGENTINO di Venezia. — D'argento pieno. 

ARGENTO (dell') di Trieste. — Famiglia an- 
tica annoverata fra le 13 patrizie delia Congre- 
gazione di S. Francesco, dalla quale uscì un Ve- 
scovo di Concordia nel 1494; e un Francesco 
Cardinale nel 1511. Un Giusto ed un Bartolomeo 
furono creati da Carlo V Conti Palatini, l'uno 
nei 1548 e l'altro nel 1554 (Estinta). — Arma: 
Fusata di rosso e d'argento. — Cimiero: Una 
figura muliebre di carnagione tenente nella de- 
stra un cuore umano di rosso. 

ARGENTO di Pozzuoli. — Arma : Trinciato 
d' argento e di rosso. 

ARGENV1LLIERI di Sicilia. — Arma: D'oro, 
a tre pali di azzurro. 

ARGIROFFO di Genova originaria di Chia- 
vari — Antonio, protettore delle Compere di S. 
Giorgio nel 1467; anziano della Repubblica nel 
1472 — Sperindeo, Preposito di S. Donato, fondò 
nel 1486 la Congregazione dei sacerdoti secolari 
— Fra Diego-Maria Min-Osservante lasciò mano- 
scritte le Memorie storiche e cronologiche della 
città, stato e governo di Genova, le quali giun- 
gono fino al 1799, e il cui originale si custodi- 
sce nella biblioteca dell' Università. Una nota, di 



60 — 



ARI 



carattere diverso, dice che I' autore fu fucilato 
dagli Austriaci sul monte Fasce nel 1800 come 
democratico. — Arma: D'azzurro, al leone im- 
pugnante un giglio con la branca anteriore de- 
stra, e sormontato da tre altri gigli ordinati in 
fascia, il tutto d' oro. 

ARGOGLIOSI di Forlì. — Arma: Di rosso, 
al leone d' oro. 

ARGOMENTO di Sciacca. — Arma: D'az- 
zurro, alla fascia d'argento accompagnata da tre 
palle d'oro, situate due in capo ed una in punta. 

ARGUMENTI di — Arma: Inquartato; 

nel 1.» e 4.° d'azzurro, a due gigli accostati 
d'oro, accompagnati in capo da una stella dello 
stesso; al 2." e 3.° d'argento, ad una testa calva 
di carnagione posta di profilo; colla fascia di rosso 
attraversante sull' inquartatura. Sul tutto d'oro, 
all' aquila bicipite spiegata di nero, ciascuna te- 
sta coronata d'oro. — Cimiero: Tre penne di 
struzzo di rosso, d' azzurro e d' oro. 

ARIACINI di Ferrara. — Furono in molto 
favore presso gli Estensi, da cui ebbero missioni 
importanti e onorifiche. Un Agostino fu consi- 
gliere di stato nel 1473. — Arma: Inquartato; 
nel 1.° e 4.° d"oro, all' aquila spiegata di nero; 
nel 2.» e 3." d' argento, a tre bande di rosso, 
accompagnate a sinistra da un cervo fuggente 
al naturale posto nel senso delle bande; sul tutto 
d' argento, al leone passante di rosso accompa- 
gnato nel quarto franco da una rosa dello stesso. 
— Cimiero: Un' aquila spiegata e coronata di 
nero. 

ARIANI di Venezia. — Arma: D'argento, a 
quattro cotisse di rosso. 

ARIBERTI di Cremona. — Arma: D'argento 
a due semivoli di rosso posti in palo, sormontati 
dalla lettera A di nero. 

ARIBERTI di Venezia. — Arma: Di rosso, 
all' aquila di nero, caricata in petto da uno scudo 
ovale d' azzurro, al volo abbassato d' argento. 

ARICANINI di Napoli. — Arma : Di rosso, 
al castello d'oro, accostato da due cani d'argento. 

ARIENTi di Bologna oriunda dal castello di 
Cassio — Sabbatino famoso alla corte dei Benti- 
voglio. — Arma: D' azzurro, al volo di nero. 

ARIENTI di Ferrara e di Modena. — Di o- 
rigine greca, servì con fede ed amore gli Estensi 
sia in Ferrara, sia in Modena, dove Dionigi A- 
rienti seguì il Duca Cesare di cui era fattore ge- 
nerale, come risulta da patente 15 Ag. 1599. — 
Un Giovanni Arienti fu compagno di Obizzo II 
d'Este alle tre incoronazioni seguite nel 1292 del 
Pontef. Nicolò IV, dell'Imperat. Adolfo di Nassau, 
e di Andrea III re d'Ungheria. (Estinta). — Ar- 
ma: Spaccato di nero e d'argento, caricato il 1.° 
di tre palle del secondo, poste 1 e 2. — Cimiero: 
un'aquila al volo abbassato d'argento. 

A RIGÒ o ALIQUO di Castrorcalc. — Arma: 



ARL 



— 61 — 



ARM 



D' argento, al cuore di rosso, alato di un volo 
spiegato di verde, posto sopra un rogo di porpora. 

ARIGONIO di Romagna. — Arma : D'argen- 
to, a tre colonne di rosso, ordinate in fascia, 
sormontate da un leone illeopardito dello stesso, 
avente un piede sopra ciascuna delle colonne; col 
capo d'azzurro, all'aquila di nero. 

AR1GUCCI di Cremona e di Milano. — Arma: 
D'argento, a tre fascie ondate d'azzurro. 

ARIMONDO di Venezia. — Arma: Spaccato 
d'azzurro e d'oro, all'aquila spiegata dello stesso, 
posta nel primo. 

ARIOSTO di Bologna e di Ferrara, — Vedi 
Areosti. 

ARISTIPPO di Catania. — Arma: D'argen- 
to, al monte di tre cime di verde, movente dalla 
punta e sormontato in capo da tre rose di rosso. 

ARISTOTILE di Aquila — Originaria di Sul- 
mona e trapiantata in Aquila nel secolo XV. (E- 
stintal. — Arma: Di verde, al cammello giacente 
al naturale, mostrante il lato sinistro. 

ARISTOTELLI di Bologna. — Furono ban- 
chieri — Francesco Dott. in medicina (1348-1420 
— Pietro Dott. di leggi nel 1414, fu mandato 
Nunzio a Giovanni XIII. — Arma: Di rosso, a 
due gru d'argento, aventi i colli fra loro intrec- 
ciati, moventi da una campagna di verde. 

ARLATTI del Friuli. — Arma: Di rosso, ad 
una punta d' argento sormontata da una corona 
d' oro dalla quale partono tre penne di struzzo 
d' argento ; il rosso caricato a destra e a sini- 
stra da un' A all' antica d' argento sormontata 
da una stella dello stesso. 

ARLI di Toscana, Marchesi. — Arma: Di 
rosso, a tre pali d' argento. 

ARLOCO di Sicilia. — Originaria irlande- 
se. Un Giovanni fu barone di Montalbano, poi di 
Casa Bonanni. — Arma: D'azzurro, a tre uncini 
d' oro. 

ARLOTTI di Reggio Emilia. — Originaria di 
Arles nella Borgogna, venne in Italia sul prin- 
cipio del secolo XII, e si divise in tre rami. Il 
1.° si stabilì a Mantova, ed ebbe nel 1217 un 
Adottino Console di giustizia. Il 2.° a Lucca, e 
dette nel XIV e XV secolo diversi anziani a 
quella repubblica. Il 3.° ramo, il solo superstite, 
si trapiantò in Reggio-Emilia, e da esso uscì un 
Arlotto Console nel 1168, e un Bonfranccsco Ve- 
scovo della sua patria. Un Bartolomeo nel 1784 
fu da Rinaldo III duca di Modena dichiarato 
Conte. Gode questa famiglia il patriziato di Reg- 
gio, Bologna, Carpi e Finale. — Arma: Partito: 
nel 1.« sbarrato d'oro e d'azzurro; nel 2.° d'az- 
zurro, a tre scettri gigliati d'oro moventi a ven- 
taglio da un crescente d'argento. 

ARLOTTO d' Orvieto. — Arma: Inquartato; 
nel 1.» e 4." di rosso, alla stella d' oro; nel 2.° 
e 3.«> d' azzurro, a quattro fascie d' oro. 



ARLUNI di Milano. — Estinta in principio 
del 1600, dette alla patria un decurione. — 
Arma : D' argento, al semivolo di rosso, abbas- 
sato sotto un crescente dello stesso; al capo 
d'oro, all'aquila di nero coronata del campo. — 
Alias: D'azzurro, al palo d'oro, fiancheggiato da 
due palme di vprde, poste in palo. 

ARMADEI di Siena, vedi àccarigi. 

ARMALEO di Messina. — Originaria di Ger- 
mania, si trapiantò in Messina nel secolo XIV. 
Un Francesco ottenne dal Re Martino il feudo 
di Scalifi col titolo di Barone nel 1397. — Arma: 
Di rosso, al leone d' oro coronato dello stesso. 

ARMANDI di Roma. — Arma: D'argento, 
alla biscia di rosso ondeggiante in palo, coro- 
nata d'oro. 

ARMANO di Bologna. — Arma: Interzato in 
fascia, al 1.° d' oro. all'aquila spiegata di nero; 
al 2.° di rosso, al leone nascente d'argènto; al 
3.° di verde. 

ARMANO del Piemonte. — Originaria di Pe- 
rugia e fiorente fin dal 1100, fu signora del feudo 
di Grosso e di parte di Villanova di Mathi con 
titolo comitale. — Amedeo nel 1695 Senat. in 
Piemonte e nel 1710 reggente del Senato di Ca- 
sale. — Arma: Inquartato d' oro e di rosso; e, 
sul tutto, d'oro alla pianta di canepa di verde 
stradicata. 

ARMANNI di Gubbio. — Fino dal secolo X 
possedettero signorie e castelli, e furono Conti 
di Agello c di Monte Salaiolo. Ghibellini di par- 
tito, esularono dalla patria, e vi furono richia- 
mati nel 1374 da Antonio Conte di Montefeltro. 
Esci da questa famiglia 1' avola paterna di S. 
Ubaldo Vescovo di Gubbio. Un ramo si trapiantò 
anche in Perugia, e si disse degli Armanni della 
Staffa. — Arma : D' azzurro, al capriolo di oro, 
accompagnato da tre rose d' argento, due in capo 
ed una nel centro. 

ARMELINA di Messina, vedi Amelina. 

ARMENI di Milano. — Arma: Di verde, al 
leone d'oro, coronato dello stesso. 

ARMENIA di Messina, — Originara da un 
Giorgio armeno. — Arma: D' oro, a due orsi 
controlevati di rosso. 

ARMENIA di Lenfini. — Originaria di Pia- 
cenza, si trapiantò in Sicilia sotto i Re di Ara- 
gona, e si stabilì nella città di Lentini. — Arma: 
D'oro, al leone di rosso unghiato d'azzurro. 

ARMEN1NI di Faenza. — Arma; D' oro, a 
cinque foglie di rosso, fibrate del campo, poste 
2, 1 e 2. 

ARMERdi Venezia. — Originaria della Pieve 
di Cadore, ed estinta nel 1853 in un Giacomo 
governai di nave nella guerra contro i Turchi. 
Un Albano, di questa stessa casa era morto nel 
1499 in quella malaugurata battaglia navale con- 
tro i Turchi perduta per viltà da Antonio Gri- 



— 62 — 



ARN 



mani. — Arma: D'oro, alla fascia d' azzurro, ac- 
compagnata da tre gigli dello stesso ordinati in 
capo. — Alias: Fasciato d'oro, d'azzurro, d'oro, 
e di rosso, colla campagna di verde. 

ARMERII o ARMARII di Milano. — Fiori- 
rono in Milano nel medioevo, e nel 1396 un Gal- 
dino fu deputato alla fabbrica del duomo. (Estin- 
ta). — Arma: D'argento, al castello di rosso, 
con il Icone dello stesso, rampante contro la porta. 

ARMI (dell'} d Bologna. — Se ne à memo- 
ria (ino dal secolo XIII. Dettero alla patria 25 
illustri personaggi che furono ascritti al Consi- 
glili degli Anziani; 8 appartennero al Consiglio 
degli 800 e cinque furono senatori. Un Giovan- 
ni I fu Gonfaloniere di giustizia nel 1383: un 
Giovanni II nel 1464 e un Giovanni III nel 1559. 
Uscì da questa famiglia la B. Rengarda morta 
nel 1410. — Arma: D'azzurro, alla banda d'oro, 
car tata di tre rose di rosso, e accompagnata da 
due stelle d' oro. — Alias: Partito d'azzurro e 
di rosso, ad una rosa dell' uno nell' altro, colla 
ban;la d' oro attraversante, caricata nelle due e- 
stremità da una crocetta scorciata d' argento. 

ARMILLEI delle Marche. — Arma: D'az- 
zurro, all' armellino passante rivolto d' argento, 
accompagnato in capo da due stelle di sei raggi 
d' oro, fra le quali una cometa dello stesso. 

ARMINI di Sima. — Arma: Di rosso, a due 
alabarde d' argento astate d' oro e passate in 
croce di S. Andrea, accompagnate da quattro 
stelle di sei raggi d' oro, poste una nel capo, 
una nella punta e due nei fianchi. Sul tutto uno 
scudetto d' argento caricato di un leone di nero. 

ARNABOLDI di Milano. — Famiglia di re- 
cente nobiltà — Il vivente Bernardo è stato in- 
signito del titolo di Conte. — Arma: D'azzurro, 
al leone d'argento coronato dello stesso. 

ARNALDI di Finale (Liguria). Conti. — Ar- 
ma: D'argento, infornato di quattro pezzi in divisa 
di nero : V interstizio in cuore dello scudo, d'oro 
alla rosa di rosso: quello nell'angolo del capo a 
sinistra, d'azzurro a due gigli d' oro ordinati in 
fascia. 

ARNALDI di Vicenza e di Venezia. — No fu 
capostipite un Arnaldo, vissuto nel secolo X. — 
Ebbe diversi consoli: un Guido nel 1613 fu di- 
chiarato Conto Palatino da Paolo V. Un ramo 
fu trapiantato in Venezia, e fu confermato nella 
sua nobiltà nel 1817. — Arma: Spaccato di nero 
c d' oro, al dragone alato dell' uno noli' altro. 

ARNALDI di Viff&ne (Piemonte). — Con RR. 
Patenti 15 Gen. 1724 l' Avv. Filippo-Nicola fi- 
glio di Antonio-Leonardo Arnaldi ebbe la inve- 
stitura del feudo di Baline per 5000 lire con ti- 
tolo comitale c col diritto dell' arma de'suoi an- 
tenati. — Arma: D'argento, a tre bande di rosso. 

ARNATI di Milano. — A fiorito in Milano 
nel medio-evo. — Barbaro e Paolo furono dei 



deputati della fabbrica del Duomo nel 1391. — 
Matteo fu dei XII del tribunale di Provvisione. 

— Arma: D'argento, a tre fascie ondate d' az- 
zurro. 

ARNAUD del Piemonte, Baroni di Castelnuovo. 

— Arma: Trinciato di azzurro e di rosso, alla 
banda d' oro attraversante sulla partizione, ac- 
compagnata in capo, a sinistra, da un giglio d'o- 
ro, in punta, a destra, da una rosa di argento. 

ARNAUD del Piemonte. — Gaspare-Antonio- 
Ignazio Giudice della R. Udienza a Cagliari, poi 
Presid. del R. Senato di Piemonte, quindi"" ug- 
gente la R. Cancelleria di Sardegna, nel 1721 
ottenne V infeudazione della borgata detta di S. 
Salvatore presso Chieri, infranciosata per vezzo 
S. Sauveur, in titolo di contado. — Arma: D' az- 
zurro, al leone d' argento accompagnato da cin- 
que bisanti dello stesso, due per parte nei fian- 
chi, uno sull'altro, ed uno in punta: col capo 
d'oro, all'aquila di nero coronata dello stesso. 

ARNOD del Piemonte. — Filiberto-Amedeo 
valdostano, nel 1686 ottenne punti di giurisdi- 
zione sul castello d'Introd. — Arma: Spaccato: nel 
l.« d'argento, a tre dardi impugnati di rosso, 
le punte all'ingiù legate d'azzurro; nel 2.° d'az- 
zurro, alla stella d'argento, raggiante d'oro. 

ARNOLFl di Firenze. — Arma: D' azzurro 
seminato di stelle d' argento, al leone dello stesso 
attraversante sul tutto. 

ARNOLFl di Rimini. — Arma : Di rosso, al 
dragone d' oro. 

ARNOLFINI di Lucca. — Originari di Al- 
lemagna, furono creati da Federico Barbarossa 
Conti palatini dell'impero. Nel 1379 un Martino 
fu gonfaloniere della sua patria, e la sua fami- 
glia dichiarata una delle quattro primarie patri- 
zie. — Arma: Inquartato: nel 1.° e 4.° d'az- 
zurro, a due zampe d' orso d' oro, passate in 
croce di S. Andrea: nel 2.° e 3." d'oro, all' a- 
quila di nero, coronata del campo. 

ARNONE di Sicilia. — Originaria di Firen- 
ze, à goduto nobiltà in Cosenza, e fu signora 
di 16 baronie. — Arma: Pieno di onde marine. 

— Alias: D' azzurro, alla fascia d' oro accom- 
pagnata nel capo da una stella di otto raggi 
dello stesso. 

ARNONO di Messina. — Originari di Cala- 
bria, e baroni di Ramate. — Arma : Fasciato on- 
dato d' argento e d' azzurro. 

ARNUCCIO di Pavia. — Arma: D' azzurro, 
a tre fascie d' argento, con la banda d' oro, at- 
traversante sul tutto. 

ARNUZZI de' MEDICI di Alessandria, Conti 
di Corteranzo. Un Tommaso fu Cardinale creato 
da Celestino V. — Arma: Inquartato: nel 1.» e 
4.°, d'oro, a cinque tortelli di rosso, ordinati in 
cinta, sormontati nel punto del capo da un altro 
più grande, d' azzurro, caricato da tre gigli d'o- 



- 63 — 



ARR 



ro, due e uno; nel 2.» e 3.° fasciato d'argento e 
di rosso. 

AROLDE di Sicilia. — Originaria di Mazza- 
ra. — Arma : D' argento, alla banda di verde 
accompagnata da un uccello di rosso. 

AROLDO di Padova. — Arma: Spaccato d'az- 
zurro e di rosso, alla torre al naturale, movente 
dalla campagna d' oro attraversante sulla parti- 
zione e sormontata da una stella di sei raggi 
d' oro. 

AROMARMIO di Spoleto. — Arma : Di ros- 
so, "ia croce latina, sostenuta da un monte di 
tre cime, movente dalla punta, il tutto d' oro. 

AROMATARJ di Assisi. — Favorino medico 
in patria e Gonfaloniere nel 1566. — Giuseppe, 
figlio del precedente, filosofo, letterato, poeta e 
medico di molto merito, dimorò 50 anni in Ve- 
nezia dove morì nel 1660 e fu l'ultimo di sua 
famiglia. — Arma : D'azzurro, alla banda d' oro, 
accompagnata da due stelle dello stesso, una in 
capo e l'altra in punta. 

ARONE di Sciacca. — Nel 1679 furono in- 
vestiti del feudo di Mezzo Catuso, e nel 1767 del 
feudo di Buonfiglio. Nel 1704 ebbero l'altro feudo 
di Bertolino. — Arma: D'azzurro, al sinistroche- 
rio vestito d' oro, impugnante colla mano d' ar- 
gento una verga di nero colla quale percuote un 
monte di verde movente dal canton destro dello 
scudo, e ne fa scaturire una sorgente d'argento. 

AROPARDO di Pisa. — Arma: D'oro, al 
leopardo al naturale. 

AROSIMUNDA di Napoli. — Arma: D'az- 
zurro, a nove crocette di S. A. d' oro, 3, 3 e 3. 

ARPI di Treviso. — Un Arpo fu Vescovo di 
Feltre nel 1116. Nel 1310 un Francesco era Ve- 
scovo di Ceneda. — Estinta verso la fine del sec. 
XVI. — Arma: Scaccato di rosso e d'argento. 

ARPINO di Venezia. — Arma: D'oro, ad una 
burella d' azzurro, fra due fascie dello stesso. 

ARPONI di Napoli. — Arma : D'argento, ad 
un uccello di nero. 

ARQUÀ o D'ARQUADO di Padova. — Arma: 
D'azzurro, a due leoni affrontati d'argento. 

ARQUATA di Genova. — Originaria del ca- 
stello omonimo in riva alla Scrivia — Leonardo 
anziano nel 1360, Giacomo nel 1449-56-60-64 e 
Francesco nel 1500-03-06-10 e quindi ufficiale di 
Balìa nel 1507 — Vari degli Arquata furono a- 
scritti alla famiglia Salvago nel 1528. — Arma: 
D'azzurro, al leone di rosso, colla coda biforcata, 
le zampe posteriori posate sopra un monte di 
tre cime di verde movente in banda dal canton 
destro della punta. 

ARQUIS di Milano. — Originaria spagnuola, 
si trapiantò in Milano al principio del secolo XVII 
e si estinse verso la metà del XVIII. Ebbe un 
senatore, un giudice, ed ottenne il privilegio di 
batter moneta. — Arma? 



ARRAC di Sicilia. — Arma : Di rosso, a tre 
palme d'oro, due delle quali in capo passate in 
croce di S. Andrea, e la terza rovesciata nella 
punta, il cui stelo s' intreccia con quelli delle 
prime due. 

ARRARDI di Bologna. — Arma: Partito d'o- 
ro e di azzurro, al leone metà di rosso nel 1.« 
e metà d' argento nel 2." 

ARRAS di Bono (Sardegna). — Ottennero pa- 
tenti di cavalierato nel 1531. — Arma: D'ar- 
gento, alla fascia d' oro, per inchiesta, sormon- 
tata da un tronco d'albero di verde senza foglie, 
nei di cui rami sono adissi dieci anelli, con un 
braccio armato di ferro, movente dal fianco si- 
nistro dello scudo, in atto di prendere uno de- 
gli anelli : il tutto sormontato ancora da tre 
stelle d' oro, ordinate in fascia, nel capo. 

ARRETTO di Taranto. — Arma: Di verde, 
a due bande d' argento, sinistrate nel capo da 
una stella d' oro. 

ARRIETA di Napoli. — Arma: D'argento, 
a due fascie d' azzurro, congiunte e cucite, ca- 
ricate ciascuna da una stella d' oro. 

ARRIGHETTI di Firenze. — Si dissero an- 
che Corsetti, e dettero alla patria undici Priori 
dal 1367 al 1425 e si estinsero nel 1807. — Ar- 
ma: D'argento, al lambello di rosso, posto in 
banda, e nella parte superiore dello scudo un 
corsaletto di maglia di ferro al naturale. 

ARRIGHETTI di Firenze. — Originaria di 
Prato, fu trapiantata in Firenze da Moro di Ar- 
righetto nel 1301 e si divise in due rami. Dal 
primo, estinto nel 1825, uscì un Andrea Senatore 
nel 1649 e decorato del titolo di Conte da Ra- 
nuccio II duca di Parma nel 1668. Il secondo 
fiorisce tuttora. — Arma: D'azzurro, seminato di 
gigli d' oro, alla banda del secondo, caricata da 
tre corone d' olivo di verde, composta ciascuna 
di due rami, i cui piedi sono passati in croce di 
S. Andrea; ledette corone poste nel senso della 
banda. 

ARRIGHI di Bologna. — Baldassarre di Bar- 
tolomeo anziano nel 1476. — Un' altra famiglia 
omonima originaria da Castel Bolognese nel 1600 
si trapiantò in Bologna nel 1600. — Arma: In- 
quartato; ciascun quarto di cinque punti equi- 
pollenti di rosso su quattro d'oro; l'inquartatura 
divisa da una croce di rosso bordata d' oro. 

ARRIGHI di LAPO di Firenze e di Novara. 
— Ebbero per 18 volte il priorato tra il 1283 e 
il 1526. Matteo d'Iacopo fu per due volte Gon- 
faloniere di giustizia, e magistrato dei dieci di 
guerra. Uscirono inoltre da questa famiglia quat- 
tro senatori, e un Francesco fu Vescovo di Mon- 
tepulciano nel 1710. Fiorisco tuttora divisa in 
due rami; e un terzo ramo è stabilito nella città 
di Novara. — Arma : Di rosso, alla fascia di vajo 
di una sola fila. — Alias: Spaccato: al 1.° d'ar- 



ARR - 

gerito, ad una branca di leone d'azzurro posta in 
banda colle unghie in alto; al 2.° d'argento, a 
tre pali d'azzurro. 

ARRIGHI di EMPOLI di Firenze. — Origi- 
nati dalla precedente, dettero alla repubblica due 
priori nelle persone di Filippo e di Andrea, ed 
un gonfaloniere nel 1430. Si cstinsero in Ber- 
nardo di Giovanfrancesco morto nel 1721. — 
Arma; Spaccato d' oro e d' azzurro, a sei rose, 
disposte 3 nel 1.o e 3 nel 2.° dell'uno nell'altro. 

ARRIGHI di FEO di Firenze. - Per tre volte 
ottennero il priorato tra il 1314 e il 1434. — 
Arma : D'argento, al leone scaccato d'oro e d'az- 
zurro. 

ARRIGHI da GAMBASSl di Firenze. — Ar- 
ma: Partito d'azzurro e d'oro, a due palle del- 
l' uno noi T altro. 

ARRIGHI di Verona. — Originaria di Firenze, 
e trapiantata in Verona nel 1540. Fu aggregata 
alla nobiltà dell' impero con sovrana risoluzione 
dui 1823. — Ahma: Di rosso, a due fascie cu- 
cite dello stesso; col capo d'argento, caricato 
di un albero di verde, fustato di rosso, e sor- 
montato da un uccello di nero. 

ARRIGHI de CASANOVA di Corsica. — 
Ebbero il titolo di duchi di Padova nel 1808. — 
Arma: Inquartato: nel 1.» e 4.o di argento, alla 
croce cancellata d'azzurro: nel 2." e 3.° d'oro, 
alla sfinge egiziana, di nero, giacente sopra una 
base di rosso, sostenente uno stendardo turco di 
nero posto in sbarra con tre code di cavallo dello 
stesso: col capo di rosso, seminato di stelle d'ar- 
gento. 

ARRIGO di Sicilia. — Arma: Spaccato; al 
1.o d'azzurro, alla branca di leone d'oro; al 2.° 
d' argento, a tre pali d' azzurro. 

ARR1GONI di Milano e di Vicenza. — 0- 
riginaria della valle Taleggio, andò divisa in 
molti rami, fra cui i principali sono: 1.°I Conti 
di Brono (dal 1536) il più illustre di tutti i ra- 
mi che diede Secretari e Questori ducali, Sena- 
tori, Dottori di Collegio, Decurioni ed un Presi- 
dente del Senato, estinto nel 1827. — 2.° Il ra- 
mo di Roma diramazione del precedente, che di- 
scende da quel Simone Conte di Valsassina che fu 
decapitato in Milano nel 1507. Da questo, Pom- 
peo Arcivescovo di Benevento e Cardinale: si e- 
stinse in principio del 1600. — 3.° I Marchesi di 
Villadeati di cui si parlerà in apposto articolo. 
— 4.° I Conti di Rovagnn.te (del 1708), da cui 
un Senatore ed un Fiscale abbastanza noti, e- 
stinto nel 1780. — 5." Il ramo dei Marchesi di 
Riolo (dal 1730;, diramazione del precedente, e- 
stinto nel 1847. — 6.° Il ramo del Monte di 
finanza, compreso nell'antichissima esenzione Ar- 
rigona, estinto sulla fine del secolo scorso. — 7.o 
Il ramo di Bergamo tuttora esistente. — 8.° e 
quello di Vicenza, che ebbe nel 1674 il titolo di 



64 — ARR 

Conte dall'Elettor di Baviera, e che ottenne nel 1 829 
la conferma della nobiltà, con sovrana risoluzione 
dell'imperatore di Austria. — Arma: Inquartato: 
nel 1.o e 4.° bandato d'argento e di rosso: nel 
2.° e 3.° d' oro. all' aquila di nero coronata del 
campo; colla fascia di azzurro, caricata di due 
stelle di sei raggi d'oro, attraversante: e, sul 
tutto, d' argento alla sigla formata dalle lettere 
majuscole romane, di nero, AR unite. 

ARRIGONI di Mantova, Marchesi di Villa- 
deati. È un ramo della precedente estinto nel 
1820. — Giovan-Giacomo Commend. di Malta, 
Ambasciat. del Duca di Mantova a Milano; Fer- 
rante Senat. di Monferrato nel 1590; Giambat- 
tista Prof, di Leggi a Padova, dove fondò V Ac- 
cademia degli Avveduti; Vincenzo Vescovo di Se- 
benico nel XV secolo: Alessandro Gran Cancel- 
liere dell'Ordine del Redentore e Consigl. ducale 
nel 1696; Ascanio Colon, di corazze imperiali; 
Alessandro Vescovo di Mantova nel 1713 e Gia- 
como Cancelliere ducale nello stesso tempo. — 
Arma: Spaccato; nel 1.» d'oro, all'aquila di nero 
coronata del campo ; nel 2.° d'argento, a tre ban- 
de d'azzurro ; colla fascia d' azzurro, caricata da 
tre stelle d'oro, attraversante sullo spaccato. 

ARRIGONI del Friuli. — Di origine lombar- 
barda, esercitarono in Friuli l'arte di calderaj, a- 
bitarono in Spilimbergo, e fattasi ricchi, nel 1510 
si stabilirono in Udine dividendosi in due case. 

— Arma: Spaccato, nel 1° d'oro, all'aquila spie- 
gata di nero; nel 2.° palato d'argento e di rosso 
di otto pezzi ; colla fascia d'argento attraversante 
sulla partizione e caricata dalla sigla AR di nero. 

— Alias: D' argento, all' aquila bicipite di nero 
coronata d' oro posta sopra un triangolo rove- 
sciato bandato di rosso e d' argento di tre pezzi 
movente dalla punta. 

ARRIGUZZI di Bologna. — Arma: Fasciato 
innestato d' azzurro e d' oro. 

ARR1VABENE di Correggio. — Ippolito, me - 
dico distintissimo e letterato, nato 1669 e morto 
1739, era di quest'antica e nobile famiglia. La- 
sciò opere mediche ed apologetiche, e fu uno dei 
fondatori della Colonia Estense (Accademia), cui 
appartenne sotto il nome di Tauiimbo Cassan- 
dro. (Estinta). — Spaccato di rosso e d'argento; 
il 1.° caricato del monogramma AT di nero; col 
capo dell'impero. 

ARRIVERI di Velletrx. — Arma: D'azzurro, 
alla fascia d'oro sormontata in capo da una croce 
d'argento, con tre bande dello stesso in punta. 

ARSE di Genova, meglio Alzoé che è la tra- 
duzione genovese dell'italiano Alzate. — Oriundi 
Milanesi, forse discendenti da quel Filippo di Al- 
zate, che, governatore in Genova pel Duca di Mi- 
lano, perdette la vita nella sollevazione popolare 
del 1435. — Filippo Alzate fu ascritto al Libi . 
d* oro della nobiltà genovese nel 1577. — Arma. 



ART - i 

D'azzurro, a due leoni d'oro, coronati dello stesso, 
affrontati e sostenenti fra ambi, colle branche an- 
teriori, e con una delle posteriori una spada d' ar- 
gento, alta, in palo. 

ARSENDI di Padova. — Arma: Di rosso, al 
leone d' oro. 

ARSERI o ARSERY di Vicenza. — Arma : 
D' azzurro, al tronco d' albero sradicato al natu- 
rale, accostato da due fiamme di rosso; il tutto 
sostenuto da una terrazza d' oro. 

ARSINI o ALFINI di Messina. — Originari 
di Scio — Arma : D' argento, al cuore di rosso, 
sormontato da tre stelle dello stesso, ordinate 
nel capo. 

ARSURA di Genova. — Originaria di Boglia- 
sco, donde Nicolò passò a Genova per facoltà con- 
cessagli dalla Signoria con decreto 7 Nov. 1470. 
— Nel 1528 furono ascritti in famiglia Gentile, 
Agostino, Onofrio e Giov. Francesco figli del fu 
Agostino. . — Arma: D'azzurro, alla croce di S. 
Andrea a foglia di sega d'argento. 

ARTALE di Palermo. — Originaria di Ca- 
talogna, venne in Sicilia con Tristano nel 1394. 
Un Filippo nel 1597 la trapiantò in Palermo. Un 
Filippo II ottenne il titolo di Barone di Poggio 
Ferrato. Un Filadelfio fu ascritto alla nobiltà di 
Catania, e nel 1779 ebbe il titolo di Marchese 
di Collalto e Cannata. — Arma: Di rosso, al 
leone d' oro, tenente con le branche anteriori un 
martello di nero. Lo scudo accollato dall' aquila 
imperiale. 

ARTE di Sicilia. — Arma: D' oro, al globo 
di azzurro sormontato da un uomo al naturale, 
tenente nella destra un compasso di nero. 

ARTEA di Sardegna. — Ottennero patenti 
di cavalierato il 23 Gen. 1774, e con patenti del 
giorno successivo fu conferito a Girolamo Artea 
il titolo di conte col predicato di S. Elia tra- 
smissibile ai discendenti maschi di Vittoria sua 
figlia e del marito di questa, Cav. Antonio Mella 
di Vercelli. — Arma: Spaccato; al 1.» d'azzurro, 
alla cometa d'oro attorniata da sette stelle dello 
stesso: al 2.° d' argento, all' aquila di nero ca- 
ricata nel petto d' una croce scorciata d'oro. 

ARTEGUA di Sicilia. — Originaria di Ara- 
gona. — Arma : Di rosso, a due mazze d' oro, 
passate in croce di S. Andrea. 

ARTENISIO di Taranto. — Originaria di 
Normandia, si stabili in Taranto nei primordi 
della monarchia siciliana, ed ebbe diversi feudi, 
il possesso dei quali le fu confermato da Carlo II 
d'Angiò nel 1295. Nel 1488 ottenne la signoria 
di Mammalia e del Prato in quel di Ugento, con 
giurisdizione sul mare. — Arma: Di rosso, alla 
banda d'argento caricata di segui del zodiaco di 
nero, con un bue rampante al naturale attra- 
versante. 

AJITESI di Messina. — Originari di Spagna, 



— ARY 

fiorirono dal XIV al XVII secolo con titolo di 
baroni. — Arma: Fusato d'argento e di verde. 

ARTESIO di Sicilia. — Arma : Inquartato 
di rosso e d' argento. 

ARTEZAGHI di Cremona. V. Arcidiaconi. 

ARTICHI del Friuli, della stessa famiglia 
Valentinis. — Arma: Di rosso, ad destrocherio 
vestito d' azzurro, movente dal fianco sinistro e 
impugnante tre rami di fiori di rosso fogliati di 
verde. 

ARTUSINI di Ravenna. (Estinta). — Un Cam- 
bio, un Antonio e un Ostasio furono senatori 
della patria. — Arma: D'azzurro, a sei stelle di 
otto raggi, 3, 2 e 1. 

ARTUSINI di Bologna. — Lamberto o Rom- 
berto Governatore e Rettore dell' ospedale del 
Ponte dell' ldice nel 1287, Pino famoso profes- 
sore di Decretali nel 1321, e Cantino di lui fi- 
glio prof, di leggi nel 1334. — Arma: D'azzurro, 
alla banda d'oro, accompagnata da due rose dello 
stesso, una nel canton sinistro del capo, Y altra 
nel canton destro della punta. 

ARTUSINI di Forlì. — È un ramo della pre- 
cedente, trapiantata in Forlì da Livio di Andrea 
nel 1525. — Antonio-Girolamo aggregato co' 
suoi discendenti al patriziato romano con facol- 
tà di entrare nei Consigli e godere di tutti i 
privilegi concessi ai patrizi romani. — Arma: 
D'azzurro, a sei stelle di otto raggi d'oro, 3, 2 
e 4. 

ARTUSIO di Genova. — Originaria del Bi- 
sagno, donde passò a Genova nel 1450. — An- 
drea procurat. della Repubblica nella pace col 
re d'Aragona nel 1462. — Antonio, Giuliano e 
Sebastiano, figli del fu Antonio, ascritti nei Pro- 
montorio nel 1528. — Arma: D' argento, a due 
bande d' azzurro accompagnate in capo da tre 
stelle di sei raggi del secondo, ordinate, due in 
fascia, la terza inferiormente a quella di sinistra. 

ARVAR1 di Verona. — Arma: D'azzurro, a 
sei ruote d' oro, 

ARVECCI di Capri. — Arma: D'argento, alla 
fascia di rosso. 

ARVIER (d') di Val d'Aosta. — Nobile ed 
antica famiglia originaria di Arvier da cui trasse 
il nome. Le prime memorie di essa rimontano al 
1263, in cui un Aimone cavaliere ed Anselmo 
suo fratello servirono di testimoni ad un atto 
di donazione fatta da Pietro figlio di Marco d'IIu- 
gues signore di Bard al proprio nipote Guglielmo 
Sariod di tutta la sua porzione di signoria sul 
Chàtel-Argent. — Un Aimaro de la Motlie verso 
la fine del XIII secolo avendo sposato 1' ultimo 
rampollo ed erede di questa famiglia, ne adottò 
1' arma e fece fabbricare il castello della Mothe. 

— Arjia : D'azzurro, al leone d'oro, colla fascia, 
per inchiesta di nero, caricata di tre fiori d'avel- 
lano d'argento, attraversante. 



ASC 



— 66 — 



ASM 



ARZALEON di Padova. — Arma: D'azzurro, 
alla fascia d' argento caricata da tre crocette 
scorciate di rosso. 

ARZANO di Napoli. — Arma: Spaccato-se- 
mipartito d' argento, d' azzurro e d' oro. 

ARZENTI NI di Padova. — Arma: Inquarta- 
to; al 1.° e 4.° di rosso; al 2." e 3.» d' oro. 

ARZERE (dall') di Padova. — Arma: Partito 
d'argento, a quattro fascio ondate di rosso, c 
d' azzurro, al cane saliente d' argento. 

ARZIGANO di Vicenza. — Furono una di- 
ramazione dei Conti Beroaldi. (Estinta). — Arma: 
D' argento, alla fascia di rosso. 

ARZOXE di Milano. — Arma: Di rosso, alla 
stella d' oro. 

ARZONICO di Lombardia. — Arma: D'ar- 
gento, ni grifo alato, rampante di rosso. 

ASARTA (de) del Piemonte. — Oriunda di 
Spagna, fu trapiantata in Italia sulla fine del 
secolo XVIII da Emanuele-Dionisio. Un Giacomo 
fu Viceré di Sardegna nel 18i2. — Arma: D'az- 
zurro, a tre fascio d rosso con tre mezze lune 
rovesciate d' oro nel i io. 

A SCARELLl di Si» a. — Originaria di A- 
rezzo, fu ascritta alla no Uà all'ordine del Po- 
polo nel 1502. Il primo ■ cevuto nel Supremo 
Maestrato di Concistoro f« Giacomo di Giovanni. 

— Un Leonardo Dott. in Wgg\ fu lettore nel 
secolo XVI nella Università e cancelliere di Balìa. 

— Estinta sul cominciare del ecolo XVIII. — 
Arma: Scaccato d* oro e d'azzurro. 

ASCEXSO di Palermo. — Originaria fran- 
cese, fu trapiantata in Sicilia da uh Giovanni A- 
sccnso, castellano di Naro. Ha goduto nobiltà in 
Modica, Palermo e Messina. Dette ali » patria nove 
mastri giurati. Un Francesco ottenne da Marti- 
no I la castellani^ di Agrigento : un Pietro nel 
1*89 fu Senatore di Palermo, e nel 1812 ebbe 
il ducato di Santarosalia da Ferdinando I di Bor- 
bone. — Ha posseduto 26 baronie, i marchesati 
di Roccella e Sanmartiuo, il ducato di San» aro- 
sa lia, e i principati di Maletto e Venetico. — 
Arma: Trinciato; nel l.° d'oro, all'aquila bicipite 
spiegata di nero: nel 2.» di rosso, a tre bande 
d' oro caricate di cinque palme di verde situate 
2, 2 e 1. 

ASCHERI di Genova. — Oriundi d'Albenga, 
si trapiantarono in Genova fino dal secolo XII 
e servirono quella repubblica in onorevoli uflici. 
Furono signori di Giaglione. — Arma: Fasciato 
di nero e d' argento, col capo del secondo cari- 
cato da tre gigli di rosso ordinati in fascia. 

ASCHIERI di Suso. — Nel 1562 era già si- 
gnora del castello di Rocca di Baldi. Nel 1597 
acquistò Clavesana, poi la Margherita che fu nel 
1627 alienata ai Sandri insieme a Rocca di Bal- 
di. — Arma? 

ASCOLI di Sicilia, Baroni. — Arma: D'oro, 



j alla bandiera quadrata di rosso, astata dello stes- 
so, svolazzante a sinistra, caricata da un uccello 
posato d' argento. 

ASDENTE di Taggia, Conti di Lucerame. — 
Buonvassallo Asdente giurò la pace di Genova 
con Pisa nel 1188. — Il 19 Ag. 1668, nell'abi- 
tazione di Giov. Stefano Asdente, in Taggia, fu 
inaugurata l'Accademia letteraria dei Vagabondi. 
— Fu degli Asdenti la nota monaca di Taggia, 
morta verso il 1850, e della quale ebbero qual- 
che fama le profezie politico-religiose. — An»iA: 
D' azzurro, a tre pali d' argento ritirati verso la 
punta dello scudo; col capo d'oro, all' aquila na- 
scente di nero, coronata d' oro. 

AS1NARI di Asti. — Si divisero in cinque i 
rami e si dissero: 1.» della Città: 2.° di Costi- 
gliele e di S. Marzano: 3.° di Spigno: 4. n diCa- 
sasco: 5." di Camerano. Possedettero molti feudi. 
Un Raimondo nel 1250 fu investito del castello 
di Duodecimo Dusioo. Un Gian Francesco fu dal- 
l' Imperatore Carlo V dichiarato Conte di Came- 
rano nel 1530. Un Corrado fu Arciv. di Vercelli 
nel 1590. - Arma: D'azzurro, alla torre d'oro, 
aperta e finestrata del campo, colla bordura com- 
posta di rosso e d' argento. — Cimiero: Un a- 
sino nascente al naturale alato d'oro. — Motto: 

Tl'TTO ALFIN VOLA. 

ASIXARI di MOMBERCELLO di - Arma: 

Partito; nel 1.» d'azzurro, alla torre d'oro, mer- 
lata d' argento, colla bordura composta d'argento 
e di rosso; nel 2.° trinciato d' argento e di rosso. 

ASINELLI o dall' ASINELLA di Bologna. - 
Dettero alla patria sette Consoli, e fabbricarono 
sul principio del secolo XII la celebre torre o- 
monima, vera meraviglia dell' arte. — Arma : 
D'azzurro, alla torre degli Asinelli di rosso mo- 
vente da una porta meriata dello stesso, aperta 
del campo, dalla quale esce un asino al natu- 
rale. — Alias: D'argento, al capriolo d'azzurro. 

ASINI (degli) o dell' ASINO di Firenze. - 
Originari da Pietro Asino, fratello di Farinata 
I degli Uberti. Godettero per ben sette volte il 
I priorato tra il 1343 e 1529. Un Giovan Battista 
I ottenne il titolo di Conte palatino. — Estinti 
| nel 1794. — Arma: D'oro, alla banda merlata 
e contromerlata di rosso. 

ASIXO (dall') di Verona. — Arma : Spaccato 
< oro e di rosso, o d'oro e d'azzurro, ad un a- 
si io rampante al naturale attraversante. 

ASMUXDO di Sicilia. — Originaria di Pisa, 
un tamo si trapiantò in Sicilia nel 1089 ed ot- 
I tenne la castellala d' Iace : nel 1173 acquistò i 
j feudi 1. Baldirone e Pontalica, ed altri ancora, 
i Un Girolamo fu Vescovo di Patti nel 1546; un 
Francesco fu barone di San Giuliano; ed un Giu- 
seppe Marchese di Sessa. — Arma: D'oro, a tre 
fascie di rosso, sormontate dal leone leopardito 
dello stesso. 



ASS 



— 67 — 



AST 



ASOLLA di Verona. — Arma: Spaccato d'az- 
zurro e di rosso, al levriere rampante d'argento, 
collarinato d' oro attraversante, sostenente colle 
sue zampe anteriori un castello torricellato di tre 
pezzi d'argento; la torretta di mozzo più alta, 
ed aperta e finestrata di nero. 

ASPINI di Forlì. — Se ne à memoria fino 
dal 1203. Una Flora fu madre di S. Pellegrino 
Laziosi, servita. Un Girolamo nel 1580 fu ca- 
stellano di Milano. Questa famiglia, oggi estinta, 
ebbe titolo comitale. — Arma: Spaccato d'ar- 
gento e di verde, al leone rampante sopra una 
spina dell' uno nell' altro. 

ASPIRANO di Genova. — Arma: Di nero, a 
.tre bande contradoppio-addentellate d' argento. 

ASPRELLO di Sessa. — Arma: Di rosso, al 
giglio d' argento, accostato da due rose del me- 
desimo. 

ASQUER di Cagliari. — Originaria di Spa- 
gna. Nel 1421 Re Alfonso la investì dei feudi 
della Curadoria di Sols e di Montagna, delle 
ville di Rugis, Antas e di Flumini Maggiore 
col titolo di Visconte. — Arma: Di verde, al 
leone d' oro, coronato dello stesso, impugnante 
colla branca destra una spada al naturale, alta 
in palo. 

ASQUINI del Friuli. — Erano consorti dei 
Conti di Fogogna, e godevano il voto nel Parla- 
mento della patria. La loro antica nobiltà chia- 
ramente apparisce dall'istrumento di lega e con- 
federazione col Doge Antonio Venier nel 1385, e 
da altro documento del 1420 portante la data- 
zione fatta al Generale Filippo Arcelli ed al Prov- 
veditore Marco Bragadin. — Il Senato Veneto, 
con risoluzione 11 Marzo 1719 volle fregiare gli 
Asquini del titolo di Conti feudatari di Fogogna. 
— Arma? 

ASSALE o ASSALII di Palermo. — Origi- 
naria di Francia, fu trapiantata in Palermo da 
un Luigi nel 1168. — Arma: Di rosso, a due 
leoni d' oro, affrontati e combattenti, posti sopra 
un monte di tre cime di verde, movente dalla 
punta. 

ASSALINI di Modena. — Malvisa dagli E- 
stensi, dovette esulare da Modena nel 1306. — 
Trovasi inscritta nei libri d'oro di Modena, di 
Reggio e di Massa, statavi ammessa nel 1817. — 
Si estinse nel 1829. — Arma: D'azzurro, all'an- 
gelo posto sopra una base quadrata colle ali ab- 
bassate e vestito, il tutto d'argento, tenente col- 
la sinistra un ramoscello di verde. 

ASSALONNE di Vclletri. — Se ne à me- 
moria fino dal secolo XVI e si trova descritta 
tra le famiglie consolari. — Si estinse in Angelo 
Assalonne. — Arma: D'azzurro, alla rovere al 
naturale, da un ramo della quale pende una te- 
sta al naturale impigliata pei capelli aderente al 
busto vestito d' azzurro. 



ASSALTI o ASSALTO di Genova. — Origi- 
naria di Rocco nella riviera di Levante ed ascritta 
in famiglia dei Vivaldi nel 1528. — Arma: D'az- 
zurro, all' orso al naturale, arrestato, sormontato 
da tre gigli d' oro ordinati in fascia. 

ASSANDRI di Milano. — Originaria di Man- 
tova, e stabilita in Milano fin dal principio del 
secolo XIV. Un Bartolomeo fu dei 60 decurioni 
del Consiglio generale di Milano: Orazio fu de- 
curione dal 1612 al 1625. Nel 1770 e 75 otten- 
nero la conferma della nobiltà dall'imperatrice Ma- 
ria-Teresa d'Austria, e dall'I. R. Tribunale Aral- 
dico di Milano. (Estinta nel 1851). — Aiima: D'o- 
ro, al castello di rosso aperto del campo : col 
capo d'oro, all' aquila di nero linguata di rosso, 
sostenuto di nero, ed una scure al naturale in 
banda nel punto d'onoro, attraversante. 

ASSANTI d' Ischia e di Gallipoli. — Arma: 
D' argento, a tre fascio di rosso. 

ASSEXGO o ASSENTO di Fossano. — Ga- 
briele, alfiere della milizia di Fossano, fu creato 
nobile nel 1371. — Arma: Interzato in faseia 
d'oro, d'azzurro e d'argento; l'oro caricato di 
un' aquila di nero. 

ASSERETO di Genova. — Dalla valle di Rec- 
co, portatasi ad abitare in Genova verso il 1306. 

— Costantino anziano nel 1499. — Biagio, no- 
taio, comandante della flotta che nel 1435 trionfò 
a Ponza dei re di Aragona e di Navarra ; in pre- 
mio di che ebbe dal Duca di Milano il feudo di 
Serravalle-Scrivia per sè e suoi discendenti. — 
Nel 1528 gli Assereto furono ascritti nei Vivaldi. 

— Girolamo Assereto-Vivaldi Doge di Genova nel 
biennio 1607-1609. — Arma: D'argento, al grifo 
di rosso collarinato di tre corone all'antica d'oro. 

ASSIENI di Sicilia. — Arma : D' oro, all'al- 
bero di verde accostato da due cani bracchi di 
rosso rampanti. 

ASSUEROS d' Orvieto. — Arma; D'argento, 
a due lupi di nero, passanti uno sulP altro. 

ASTALLI di Homa. — Nelle Rifonnanze della 
città di Perugia nell'anno 1225 è ricordato un 
Pietro Astalli col titolo Romanorum Consul. Nel 
1144 un Astaldo fu creato cardinale da Celesti- 
no li; ed indossarono pur». la sacra porpora nel 
1650 un Camillo, e nel 1686 un Fulvio. Gli A- 
stalli ebbero il nobile feudo di Sambuci in quel 
di Tivoli. — Arma : D' oro, al palo di rosso, ca- 
ricato da tre fusi del campo verso la punta, e 
da una torta di azzurro, forata d' oro, verso il 
capo, il palo accostato nel capo da due torte 
simili. — Alias: D'argento, a tre rose d'azzur- 
ro, 2 e I, accompagnate in punta da due foglie 
I di sega di rosso, poste in palo, moventi dalla 
| punta, coi denti opposti; colla bordura inchiavata 
| d' argento e d' azzurro. 

| ASTANCOLLI di Todi, — Originari di Pa- 
! dova, si stabilirono in Todi nel secolo XII e fu- 



AST 



— 68 — 



ATT 



rono signori del castello di Monticello. — Arma: 
D' argento, al monte di tre cime d' azzurro, mo- 
vente dal mare al naturale. 

ASTARIA di Sicilia. — Arma : Di rosso, al- 
l' albero di pino al naturale sormontato da un 
semivolo d' oro. 

ASTE (d') di Albenga. — Nel 1366 un Be- 
nedetto fu Console dei nobili della sua patria. 
Un Giov. Battista fu investito della baronia di 
Acerno nel 1619 da Filippo III Re di Spagna; e 
nello stesso tempo un Gregorio fu dichiarato 
Conte di Somano dal duca di Savoia. Ebbero 
pure in feudo Casanova, Cosio, Mentatica e Len- 
gueglia. Un Maurizio nel 1672 fu Arciv. d' 0- 
tranto; nel 1699 un "Marcello fu creato Cardi- 
nale e Vescovo di Ancona ; e Vescovo di Mon- 
tepulciano nel 1707 un Gregorio. Un ramo di 
questa famiglia fu trapiantato in Roma sulla fine 
del secolo XVI ed ascritto a quel patriziato. Al- 
tro ramo fiori in Genova. — Arma: D'oro, a cin- 
que traverse di rosso; col leone d'azzurro, coro- 
nato dello stesso, attraversante sul tutto. 

ASTE (dall') di Forlì e di Padova, vedi Dal- 
l' Aste. 

ASTEGIANl del Piemonte, Consignori di Ca- 
rema. — Arma : Di rosso, a tre bande d'argento 
caricate di sette rose del campo, tre sulla banda 
di mezzo, due su ciascuna delle laterali. — Ci- 
miero: un pellicano nel suo nido, d'argento. — 

Molto: AUXÌLIUM MEUM A DOMINO. 

ASTESI di Pistoia. — Da un Messer Asta, 
clic fioriva nel 1285 prese il proprio nome. Fran- 
cesco di Lapo, nipote del suddetto Asta, fu uno 
dei sette ambasciatori spediti a Carlo re dei Ro- 
mani nel 1355, e quindi Podestà di Borgo San 
Sepolcro. — Lazzaro di Giovanni di Francesco 
era compagno in Venezia della celebre ragione dei 
Borromei. — Alessandro, sacerdote , commenta- 
tore di Dante nel 1445. — Arma? 

ASTI di Bologna. — Arma : D' azzurro, a 
tre fasci d' aste d' oro posti in palo ed annodati 
fra loro da un nastro di rosso. 

ASTOLFA di Verona. — Arma: D' azzurro, 
ad una donna vestita d'argento tenente nelle 
sue mani levate in alto un velo dello stesso svo- 
lazzante al di sopra della sua testa. 

ASTOLFO di Lombardia. — Arma : D' az- 
zurro, ali ippocrifo rampante d'oro, accompagnato 
al primo cantone da un crescente rivoltato d'ar- 
gento. 

ASTORE o ASTORRI di Milano, nobili di 
Lodi e feudatari — Arma: Interzato in fascia; 
nel 1.° d' oro, all' aquila spiegata di nero, ar- 
mata del campo ; nel 2.° d' argento, al castello 
di rosso, sormontato da una torre senza merli 
dello stesso; il detto castello addestrato da un 
serpente di verde curvato in semicerchio, la cur- 
vatura in alto, la testa a sinistra, traforato da 



un giavellotto d'argento posto in banda, col ferro 
al basso, e sinistrato da un albero al naturale 
in sbarra, movente dalla base del castello; nel 
3.» .sbarrato d' argento e d' azzurro. 

ASTORELLI di Padova. — D' azzur- 

rò, a due cani controrampanti d' oro, collarinati 
dello stesso. 

ASTRALDO di Sardegna. — Ottennero pa- 
tenti di cavalleria nel 1664. — Arma: Trin- 
ciato.: al 1.° d'azzurro, alla cometa d'oro, sini- 
strata da una stella dello stesso, ed accompa- 
gnata inferiormente da altra stella simile : al 2.° 
di verde, sparso di fiori di varii colori, alla co- 
lomba, ferma, tenente nel becco un ramo, il tutto 
al naturale, 

ASTUDILLO di Firenze. — Arma: Inquar- 
tato; nel 1.» e 4.° di rosso, al castello torricel- 
lato di tre pezzi d' oro, aperto del campo; nel 
2.° e 3.° d' azzurro, ad un albero d' oro, accom- 
pagnato da una volpe passante d'argento, attra- 
versante a piè del fusto. 

ASTUTO di Sicilia. — Arma: — D'argento, 
alla biscia di nero, posta in fascia, accompagnata 
in capo da tre stelle d'azzurro e in punta da tre 
fiamme di rosso, allineate in fascia. 

ATANASIO di Messina. — Oriunda di Ta- 
ranto. — Arma: D'argento, a due bande d'azzurro. 

ATÀVANTE di Roma. — Arma: D'argento, 
alla colonna di rosso, sostenente un' aquila po- 
sata dello stesso. 

ATELLINO di Ferrara. — Arma: Spaccato; 
nel 1.° d'argento, a due bande d' azzurro; nel 
2.° d' azzurro, a due pesci curvi d' argento, po- 
sti in palo e ordinati in fascia. 

ATTARDO di Malta. — D' oro, a tre monti 
uniti di rosso, moventi dalla punta, sormontati 
nel capa da una stella dello stesso. — Alias: 
D' azzurro, alla banda d' oro sostenente un uc- 
cello d' argento. 

ATTAVANTI di Firenze. — Uscì da questa 
famiglia una S. Verdiana dell'Ordine Vallombro- 
sano, ed una B. Maria-Regina. Un Giuseppe An- 
tonio nel 1683 fu Vescovo di Arezzo. — Arma: 
D' azzurro, alla croce di S. Andrea d' oro. 

ATTEMS o ATTIMIS del Friuli. — Origi- 
nari della Germania, si trapiantarono nel Friuli 
nel secolo XII e furono investiti dal Patriarca 
Ulrico del feudo di Attimis, da cui presero il 
nome. Nel 1380 vennero aggregati alla nobiltà 
di Udine, ed ebbero il titolo di marchesi. — 
Hanno goduto la signoria di diversi castelli. — 
Arma: D'argento, all'orso di nero. — Alias: Di 
rosso, al tridente di nero. 

ATTENDOLI di Bagnacavallo. — Originaria 
di Barbiano, strettamente congiunta colla coti- 
gnolese che cangiò I' antico cognome con quello 
di Sforza. — Arma: D' azzurro, al leone d' oro, 
lampassato di rosso, tenente con le branche ar>~ 



ATT 



— 69 — 



AUD 



tenori un ramo di cotogno tagliato e fruttifero 
<T oro. 

ATTENDOLI di Cotignola (Romagna). — Una 
delle più distinte di quella terra nel XIII secolo. 
Un Attendolo mandato dalla città di Bertinoro 
Sindaco e Ambasciatore alla Repubblica di Bolo- 
gna nel 4 262; un Muzio ebbe in enfiteusi beni 
fondi dal Comune di Cotignola. Appartiene a que- 
sta casa il famoso condottiero Muzio che fu poi 
soprannomato Sforza, che da Roberto Imperat. 
fu latto conte di Cotignola nel 1411, e cui il Mar- 
ch, di Ferrara donò il castello di Montecchio. — 
Arma eguale alla precedente. — Cimiero: un 
dragone alato con testa umana barbuta, baffuta 
e crinita, collo crestato, e coda attortigliata, te- 
nente con gli artigli un grande anello. 

ATTENDOLI di Venezia. — Arma: Trinciato 
di rosso e d' argento, al leone di nero attraver- 
sante sulla partizione, e alla fascia inclinata d'o- 
ro, caricata da tre rose d'argento, attraversante 
sul tutto. 

ATTENDOLO-BOLOGNINl di Milano. — Un 
Giammateo Maregatis di Bologna, sotto i Visconti 
duchi di Milano, fu il capostipite di questa fa- 
miglia. Ebbe in sovranità e a titolo di Contea il 
castello di S. Angelo Lodigiano, e ne fu inve- 
stito nel 1452. Nel 1469 un Giovanni ebbe dal 
duca Galeazzo-Maria Sforzi I' investitura di Ole- 
vano e Cereto, e la cittadinanza milanese. Gli 
Attendolo-Bolognini dettero alla patria 10 decu- 
rioni. Un Giovan-Giacomo nel 1812 da Napoleo- 
ne I fu creato barone del regno d'Italia. — Ar- 
ma: D'azzurro, al leone d'oro, lampasso di rosso 
tenente con le branche anteriori un ramo di co- 
togno fogliato e fruttifero d'oro. — Corona co- 
mitale. — Cimiero: Un S. Michele tenente con 
la destra una spada, e con la sinistra una bilancia. 

ATTI di Todi. — Di origine longobarda, det- 
tero alla Chiesa 9 Beati, 1 2 Vescovi, e 4 Cardi- 
nali. Si divisero in diversi rami; e dal ramo di 
Sassoferrato uscì un Carlo Vescovo di Ancona 
nel 1405. — Arma: Di rosso, alla palma sradi- 
cata di verde, accostata da due leoni affrontati al 
naturale. 

ATTICONTI di Bologna. — Erano dei nobili 
primari alla fine del secolo XII; ed entrarono 
fra gli anziani dal 1321 al 1368. — Delfino Prof.* 
di Leggi nel 1439. — Arma: D'azzurro, a due 
delfini d* oro affrontati. 

ATTIVERl di Velletri. — Dettero al Comune 
tre priori dal 1615 al 1721, e un Clelio fu anche 
rettore della città.. — Arma: Spaccato: al 1.° 
d'azzurro, alla croce trifogliata d'argento; al 2.° 
del primo, a tre bande del secondo, colla fascia 
d'oro attraversante sulla partizione. 

ATTOLINI di Bari. — Da Ceglie si trapian- 
tarono in Bari nella seconda metà del secolo XVI. 
Nel 1789 furono aggregati alla Piazza dei Nobili, 



e nel 1805 ascritti al registro delle Piazze chiu- 
se. — Arma: D' azzurro, al leone d' oro rivolto 
e sinistrato da un' aqujla spiegata di nero. 

ATTOLINI di Castelnuovo di Garfagnana. — 
Consigliere di Giustizia, ed Uditore di Rota a 
Genova Baldassare che fu quindi Podestà di Reg- 
gio nel 1600. Estinta nel 1717 nella persona di 
un Giambattista che lasciò i propri beni ed il 
cognome alle famiglie Ponticelli e Rampalli, am- 
bedue di Ca itelnuovo. — Arma: Trinciato di 

e di , al leone dell'uno nell'altro; col capo 

dell' impero. 

ATZORI di Cagliari. — Arma: Partito: al 
1. n d'oro, al sinistrocherio di carnagione, mo- 
vente da una nuvola al naturale, e questa dalla 
partizione, e tenente colle tre prime dita tre 
fiori di giacinto : al 2 ° d' azzurro, al sole d' oro 
raggiante d'argento, sormontato da una stella 
d' otto raggi d' oro. 

AUBRY (d') di Chieri. — Un Giannetto nel 
1540 trapiantò questa famiglia in Chieri, e da essa 
uscì Gian Giacomo Cardinale della Chiesa Roma- 
na. — Arma : D'azzurro, al capriolo d'oro accom- 
pagnato da tre rose d' argento. 

AUDA di S. Vittore (Piemonte). — Giovanni- 
Michele, nizzardo, medico del Duca Carlo-Ema- 
nuele II, nel 1661 ebbe la giurisdizione di Ma- 
draudel e Monteclivo. — Giovanni-Andrea nel 
1782 fu creato Conte della borgata di Naz. — 
Arma: D'oro, alla volpe al naturale, seduta, tenente 
colla zampa destra anteriore un martello d' az- 
zurro, in atto di batter un ferro rovente, in- 
fiammato di rosso, posto sopra un' incudine col- 
locata sopra un ceppo di legno movente dal fianco 
destro dello scudo, il tutto al naturale. 

AUDIBERTI del Poggetto (Piemonte), Conti 
di S. Stefano. — Leone nel 1596 ottenne la no- 
biltà da Carlo-Emanuele I. — Arma: Troncato: 
al 1.° di rosso, alla banda d' argento caricata di 
tre crocette d'azzurro; al 2.° d'argento, alla 
rupe al naturale sormontata da una stella di rosso 
ed accostata da due altre stelle simili. — Cimie- 
ro: Un ramo d' ulivo, fruttato, al naturale. — 
Motto: Unge me domine oleo dilectio.ms. 

AUDIFFREDI di Piemonte. — Gian-Giacomo 
Membro del Consiglio del Commercio, nel 1722 
venne creato Conte di Mortigliengo, e più tardi 
Direttore delle gabelle. — Arma: D'oro; al ca- 
priolo alzato di azzurro, caricato da cinque stelle 
del campo e un monte di tre cime di nero, mo- 
vente dalla punta, cimato da un falcone dello 
stesso, la testa rivolta, e la zampa destra alzata; 
colla bordura dello scudo composta d' oro e di 
nero, di 28 pezzi. — Cimiero: Un ferro di frec- 
cia d' oro. 

AUDIFFRET di Marchesi. — Arma : 

D'oro, al capriolo d'azzurro, caricato da cinque 
stelle del campo, ed accompagnato in punta da 



AUL 



— 70 — 



AVA 



un monte di tre cime di nero, sormontato da un 
falco dello stesso, colla testa rivoltata, il piede 
destro alzato; colla bordura composta di nero e 
d'oro di 24 pezzi. — Cimiero: Un ferro di frec- 
cia d'oro. 

AUDIGLI di Sicilia. — Arma: Partito d'uno, 
spaccato di due d' oro e d' azzurro. 

AUFERIO di Capua. — Arma : Di verde, alla 
croce d' argento, accantonata da quattro rose 
dello stesso. 

AUGURELLI di Rimini. — Arma: D'argento, 
alla fascia d'azzurro attraversata dalla Croce 
dello stesso. 

AUGUSTA di Piemonte, Consignori di Mona- 
sterolo. — Arma: D'oro, al capriolo d'azzurro ca- 
ricato di tre stelle di sei raggi del campo, ed ae- 
oompagnato in punta da un ramo d' alloro di 
verde, fruttato di nero; col capo cucito d'ar- 
gento, all' aquila di nero, coronato dello stesso. 
— Cimiero: Una gallina bianca tenente nel becco 
un ramo d'alloro. — Motto: haud cunctis coelo 
dimissa. 

AUGUSTINI di Forlì. — Un Bartolomeo fu 
castellano della fortezza di Ravaldino. Uno Ste- 
fano fu Arciv. di Eraclea, e Cardinale nel 1681. 
Un Fabrizio fu Arciv. di Amassea e Nunzio Pon- 
tificio a Napoli. — Arma: D'azzurro, a tre fa- 
scie d' oro, accompagnate da sei vasi dello stesso, 
ordinati tre fra la prima e seconda, due fra la 
seconda e terza, uno nella punta. 

AUGUSTO di Padova. — Arma: Di rosso, alla 
torre d'argento, sostenuta dalla campagna di verde. 

AUGUSTONI di Correggio. — Originaria di 
Reggio-Emilia, dove fiorì un Giovan-Basilio poeta 
e prof, di medicina nelF Università di Padova vi- 
vente sullo scorcio del XV secolo — Sigismondo, 
n. in Correggio nel 1483 servi quei Conti, e poi 
gli Estensi pei quali fu Capitano di Garfagnana 
e Giudice delle appellazioni in Ferrara, indi Udi- 
tore di Rota in Genova. Girolamo, nato pure in 
Correggio nel 1584 fu distinto giureconsulto e 
coperse le cariche di Consigliere di Giustizia e 
di Avv. Generale del Duca di Modena e lasciò 
scritti legali che furono stampati dopo la sua 
morte Era Cav. Commend. di S. Stefano di To- 
scana. Nel XVII secolo viveva in Correggio un 
Cont Giuseppe Augustoni, ricordato dal Tirabo- 
schi \j le sue opere poetiche. (Estinta). — Ar- 
ma : D Mirro, a tre monti di verde nascenti 
dalla pu ■ i sulla più alta cima dei quali sta 
piantato u ">'bero al naturale, sormontato da tre 
stelle d'oro i \ le ordinate; col capo dell'impero. 

AULARI di .'llessandria. — Alcuni membri 
furono degli Anziani — Biagio capitano di giu- 
stizia in Monza, e poi priore in patria. Camillo 
creato Vescovo di Bobbio da Clemente Vili. — 
Arma : D' azzurro, a tr>> bande d' oro. 

AULCA di Lombardia. — Arma: Di rosso, 



al leone rampante d' oro, accompagnato in capo 
da tre rose d' argento poste in fascia. 

AURA di Lucerà. — Arma: Di nero, alla fa- 
scia d' argento, accompagnata da tre stelle del 
medesimo 1 e 2. 

AURAGNES di Napoli. — Arma: Di rosso, 
al grifo rampante d' oro. 

AURELI di Padova, originari di Aquileia. — 
Nel 421 un Marco fu Console ; e nell' 831 fu-ono 
ascritti al Gran Consiglio di Venezia. (Estinti nel 
1207). — Arma: Inquartato, nel 1.° d'argento, alla 
croce scorciata di rosso: nel 2." e 3.° d'azzurro, 
al leone d'oro: nel 4.» d'oro, all'aquila spiegata 
di nero. 

AURELIO di Cherasco, Conti di Torricella. 

— Arma: Bandato d'oro e di verde di otto pez- 
zi ; col capo d' azzurro, a tre stelle d' oro male- 
ordinate. — Cimiero : Un braccio al naturale, in 
palo, tenente una lista col Motto: qlis ut deus. 

AURIA di Lucerà. — Manfredo fu Signore 
di Calatabiano e d'altri feudi. Ottobuono ebbe la 
terra di Castronuovo e il territorio di Rieni. 
Emanuele ottenne dal Re Pietro II. Castellam- 
mare del Golfo, il feudo di Calatubi e V isola di 
Pantagia. — Arma : Spaccato d' oro e d' argento, 
all' aquila spiegata di nero. 

AURIEMMA di Sorrento. — Tenne il tabel- 
lionato della sua patria nel XV secolo. Tommaso- 
Vincenzo fu creato Conte Palatino nel 1627 da 
Urbano Vili. — Arma: Spaccato; nel 1.» d'az- 
zurro, alla stella d'oro: nel 2.° scaccato di nero 
e d' argento. 

AURINETA di Napoli. — Di origine nor- 
manna, un ramo si stabilì in Aversa e fu aggre- 
gato al seggio di S. Luigi; un altro ramo, di- 
stinto col titolo di Baroni di Zaccaria, fu nobile 
in Napoli fuori seggio. Fu signora di cinque feudi, 
di una -contea, e di un marchesato. — Arma: 
D' azzurro, alla sirena ai naturale, coronata d'oro 
uscente dall' onde, sormontata nel capo dall' ar- 
cobaleno di rosso filettato d'oro, accompagnato nel 
canton sinistro da una stella di sei raggi simil- 
mente d' oro. 

AUTHIER di Nizza, Conti di S. Bartolommeo. 

— Arma: D'azzurro, a tre pini d'oro, sradicati, 
uno accanto all' altro, 

AVALAS di Sicilia. — Arma : D' azzurro, al 
castello d'oro torricellato di tre pezzi, chiuso e 
fincstrato di nero; colla bordura composta d' ar- 
gento e di rosso di 22 pezzi. 

AVALCIO di Novara. — Arma: Di verde, a 
tre bisanti d' oro. 

AVALERIA di Napoli. — Arma: D'argento, 
al leone di verde. 

AVALLI di Modena (Estinta). — Arma: Di 
alla piramide movente da una base qua- 
drata e sormontata da un crescente, il tutto 
di 



AVA — 

AVALOS di Napoli — Di origine spagnuola, 
venata nel regno di Napoli con Alfonso I di A- 
ragona — Ebbe nobiltà in Napoli al Seggio di 
Nido, in Benevento e in Palermo. Fu signora di 
58 baronie, di 5 marchesati, di 3 ducati, e di 7 
principati. Ottenne anche il titolo di Principe 
del S. R. Impero — Ferrante viceré di Sicilia 
nel 4 568; Indico e Gaspare Cardinali di S. R. 
Chiesa e Francesco-Ferdinando stratigò di Sicilia 
nel 1570 — Per 195 anni ebbe questa casa la ca- 
rica di gran Cauinrlengo, ed il privilegio della zec- 
ca. — Arma: D'azzurro, al castello d'oro; colla 
bordura composta di rosso e d'argento. — Motto: 

F1JNIUNT PARITER RENOVANTQUE LAOORES. 

AVANCINI di — Fiorirono sino dal 

1555 ed ottennero la conferma della nobiltà il 9 
Gennaio del 1805. — Arma: Inquartato; al 1° 
di rosso, a due fascie d'oro; al 2° d'oro, al ca- 
stello torricellato di tre pezzi di rosso; al 3.° 
d'argento, al cervo rampante al naturale; al 4.° 
di nero, all'orso assiso al naturale; col capo d'o- 
ro, caricato da un' aquila di nero. — Cimiero: 
un leone nascente d' oro. 

AVANZAGO di Venezia. — Arma : D' argen- 
to, a quattro zampe d' orso di rosso, moventi in 
fascia dai fianchi dello scudo 2, e 2. 

AVANZI di Verona. — Arma: Di rosso, alla 
fascia d' argento, caricata da tre rose del campo, 
accompagnata in capo da una testa e collo di 
drago di verde vomitante fiamme, movente dalla 
fascia, ed in punta da un capriolo d' argento. — 
Alias: Di verde, a tre fascie ondate d'oro; col capo 
dello stesso, caricato da un orso nascente di ne- 
ro, collarinato d'oro. 

AVANZI di Bologna. — Originaria di S. Gio- 
vanni in Persiceto, trapiantata in Bologna da Cri- 
stoforo di Nannino nel 1519 — Bartolomeo an- 
ziano nel 1306, e Vitale Vescovo di Ascoli nel 
I389. — Arma: Di rosso, al leone d'oro tenente 
colla branca destra un giglio dello stesso, cari- 
cato sulla spalla sinistra da un giglio di rosso 
ed accompagnato nel cantone sinistro del capo 
da un giglio d'oro. 

AVANZINI di — Arma: Inquartato; 

nel 1.o e 4.° di rosso, al leone d'argento; nel 2° 
d' azzurro, a tre stelle malordinate d' oro ; nel 
3.° d'azzurro, ad un vaso con due manichi d'oro, 
dal quale sortono delle fiamme. — Cimiero: un 
leone nascente d'argento — Motto: ignis ut astra 

SIC ANIMUS. 

AVANZO di Gaeta. — Arma: D'oro, alla 
sbarra cucita d' argento, accompagnata nel capo 
da una stella dello stesso, e nella punta da un 
monte di tre cime di verde. 

AVANZONI di Siena. — Arma: Di rosso, alla 
fascia, accompagnata iu capo da un' A majuscolo 
movente dalla fascia e da due rose, ed in punta 
da tre rose ; il tutto d' oro. 



71 — AVE 

AVARIO di Cherasco. — Arma: Fasciato d'oro 
e di rosso di dieci pezzi. — Cimiero: Una fan- 
ciulla nascente vestita d'oro e di rosso con un 
velo legato alla fronte e discendente dietro le 
spalle, tenente con ambe le mani una briglia di 
cuojo al naturale, la correggia di rosso, colla de- 
stra, la destiera colla sinistra alquanto abbassata. 

— Motto: EST MODUS IN REBUS. 

AVARNA di Palermo. — Ebbe origine da 
Goffredo, uno dei figli di Tancredi, gran Conte di 
Altavilla. Si divise in quattro rami, il 1.° dei 
quali si estinse nel secolo XVII ; il 2.» in Gae- 
tana moglie di Papardo del Pozzo; il 3." in Cor- 
nelia maritata a Giuseppe Canzano Messinese; il 
4.° ramo fiorisce tuttora in Palermo. — Ebbe la 
signoria di 24 feudi, la viscontea di Francavilla, 
le contee di Castroello, Galati, Lauro e Marsico, 
il marchesato di Castania e Giuliana, il ducato 
di Belviso e Gualtieri — Nicolò Senatore di Mes- 
sina nel 1567, e dopo di lui altri tre ebbero la 
stessa carica. Un Ferdinando fu Vescovo di Ca- 
tania, e un Gaetano Vescovo di Zama e di Nico- 
sia nel 1840. — Arma: D'oro, alla fascia d'az- 
zurro. 

AVATI di Bari. — Ebbe nobiltà in Bari nel 
1791; e nel 1805 fu ascritta al Registro delle 
Piazze Chiuse. — ARMA: D'azzurro, alla torre 
d'oro sinistrata da un leone del medesimo e ac- 
compagnata nel capo da una stella di sei raggi 
d' argento. 

AVELLA di Sicilia. — Originaria della Nor- 
mandia, ebbe a capostipite Arnaldo -Siginolfo 
— Fu signora di 5 baronie, e godette le conte • 
di Alife, di Avella e di Ponza. (Estinta). — Ar- 
ma : Di rosso, alla fascia d' argento. 

AVELLANI di Casale, Conti di Terzo. — Ar- 
ma: Inquartato, al 1.° e 4.° d'oro, all'aquila di 
nero: al 2.° e 3.° d'argento, all'avellano fogliato 
e fruttato, nudrito sulla pianura erbosa, il tutto 
al naturale. — Motto : numquam otiosa. 

AVELLINO di Napoli. — Arma: D'azzurro, 
al montone d' oro. 

AVELLINO di Messina. — Arma: Spaccato: 
nel 1 d'azzurro, a tre sbarre d'oro: nel 2° d'o- 
ro, ad una sbarra di nero accompagnata da un 
leone dello stesso situato neil' angolo sinistro della 
punta. 

AVELLONE-VENTURA di Sicilia. — Origi- 
naria di Napoli, trapiantata in Sicilia nel XVIII 
secolo e diramatasi in Partinico, Termini-Imercse 
e Roccapaluniba. Giuseppe di Francesco nel 1839 
acquistò dal Conte di S. Antonio Duca di Caniz- 
zaro tutti i beni che egli possedeva in Roccapa- 
lumba. — Per le nozze contratte da Salvatore 
Avellone, Cav. Mauriz. con Maria Concetta Ven- 
tura Baronessa d'Intorrella e Signora di Dagala 
i beni ed i titoli dei Ventura sono stati devoluti 
alla casa Avellone che ne à ottenuto decreto di 



AVE 



— 72 — 



AVI 



riconoscimento il 24 Gennaio 1884 dal Ministero 
dell' Interno. — Amia Avellone: D'azzurro, a tre 
bande d'oro; la terza caricata da tre stelle d'az- 
zurro, accompagnate nell'angolo destro della pun- 
ta da tre rocche d' argento dalle quali sorge una 
testa di serpente coronata dello stesso. — Arma 
Ventura: D' azzurro, alla (igura della fortuna al 
naturale, la ruota d'oro uscente dalla punta. 

AVELTA nel Napoletano. — Amia: D' azzur- 
ro, a tre bisanti di argento male ordinati. 

AVENABOLO di Napoli. — Arma : D' argento, 
a due pesci di verde, passati in croce di S. An- 
drea, accompagnati da quattro conchiglie dello 
stesso. 

A VENATI del Piemonte, Conti di Lingotto. 
— Amia: D'azzurro, alla quercia d'oro, con una 
vite di argento, attorcigliata in due giri attorno 
al fusto. — Motto: excult a crescit. 

AVENELLA nel Napoletano. — Amia: Di 
verde, a due caprioli d' oro. 

AVENTI di Ferrara. — Fino dal secolo XVII 
ottenne illustri cariche in patria, ebbe il titolo 
di Conte, e fu ascritta al patriziato romano. — 
Arma: D'azzurro, al capriolo di rosso, accompa- 
gnato in capo da due rose dello stesso, ed in 
punta da una testa d' aquila rivolta d' oro. 

AVERATO di Milano. — Arma: Vaiato d'oro 
e di verde. 

AVERDI di — Amia : D' oro, alla 

banda di rosso, caricata da una volpe corrente 
d' argento. 

AVEROLDA di Brescia. — Se ne à memoria 
fino dal secolo X. Un Leonardo fu Cardinale del 
titolo di S. Cecilia nel 1150, e un Altobello Ve- 
scovo di Pola. — Arma : D' oro, alla banda di 
rosso. 

AVEROLDI di Modena. — Probabilmente un 
ramo della precedente avente la stessa arma. — 
(Estinta). 

A VERSA di Sicilia. — Un Giacomo nel 1509 
fu investito dei feudi di Felzuto e di Ortelia. — 
Arma : D' argento, al leone di rosso, la testa ri- 
volta, guardante una stella dello stesso, posta al 
secondo cantone. 

AVERSANA di Napoli. — Arma: D'azzurro, 
al pesce delfino d'argento, uscente dal mare del 
medesimo, fluttuoso di verde, movente dalla punta. 

A VESA ovvero GRASSI DALL' AVESA di 
Bologna. — Sigismondo notaro nel 1220, e Pa- 
triziolo dell'Ordine dei Minori nel 1291. — Ar- 
ma: Inquartato di rosso e di verde, al leone illeo- 
pardito d' oro attraversante sull' inquartatila. 

AVEZANO di Napoli. — Arma: Inquartato 
d' oro e d' azzurro, alla fascia del primo, attra- 
versante sul tutto. 

AVEZUTI di Castelfranco (Veneto). — Erano 
di Treviso, e nel 1199 si trapiantarono in Ca- 
stelfranco, dove fin dal 1424 possedevano vari 



feudi — In quell'epoca, da un Lorenzo presero 
il nome di Lorenzetti, e si estinsero nel XVIII 
secolo. — Arma: Trinciato d' azzurro e d'argen- 
to, alla colomba del secondo posata alla sinistra 
del capo. 

AVEZZANOdi Sicilia. — Originata dai Conti 
di Marsi, prese nome dalla signoria di Avezzana 
nel 1040. Ebbe nobiltà in Napoli nel Seggio di 
Nido, ed à goduto la signoria di 5 baronie, fi- 
stinta nel 1300. — Arma : D' argento, alla banda 
di rosso, accompagnata da tre uccelli di nero 
senza becco e senza piedi; due nel capo, ed uno 
nella punta. 

AVIAN del Friuli. — Arma: Spaccato di 
rosso e di nero, alla fascia d' oro caricata da tre 
rose del primo attraversante ; il rosso caricato 
da tre rose male ordinate d' argento, ed il nero 
da tre rose 2 e 1. 

AVIANI di Treviso. — Arma: Spaccato; al 

1. n palato d'argento e di nero; al 2.° di verde 
pieno; colla fascia d' argento attraversante. 

AVIANI di Treviso. — Sono due famiglie ve- 
nute da Aviano di Livenza in Treviso; la prima 
nel 1300 con un notajo; l'altra dopo circa due 
secoli, ed ebbe un Francesco, laureato Cavaliere 
e Conte palatino da Federico III, conosciuto sotto 
il nome letterario di Pontico. Il fratello Girola- 
mo fu pittore di qualche merito. — Arma: In- 
terzato in fascia; al 1.° palato d'argento e di 
rosso di sei pezzi; al 2° d'argento; al 3" di 

AVIANI di Vicenza. — Arma: D'azzurro, 
all' aquila spiegata di nero. 

AVIGNI di Mantova. — Se ne à memoria 
fino dal secolo XI, e dal XV figurano col titolo 
di nobili. Fioriscono tuttora in Viadana, provin- 
cia di Mantova. — Arma: D'argento, alla fascia 
di rosso, accompagnata in capo e in punta da un 
leone passante dello stesso. 

AVIGNONE di Messina. — Arma: Partite- 
ne! 1.° d'azzurro, al pesce d'argento nuotante 
nel mare del medesimo, fluttuoso di nero, mo- 
vente dalla punta, sormontato nel capo da tre 
stelle del secondo, 2 e 1 che è di Avignone: nel 

2. ° d' azzurro, al guerriero armato al naturale, le 
mani e la faccia di carnagione, impugnante una 
mazza di nero, in atto di percuotere un leone 
d' oro, affrontati ad un albero di verde, fustato 
d'oro, sormontato nel capo da una stella dello 
stesso, e terrazzato al naturale, che è di Mazzeo. 

— Motto : ONOR VIRTUTIS PREMIUM. 

AVIGNONESI di Montepulciano. — Fino dal 
secolo XVI fu ascritta al patriziato, ed occupò 
nella cosa pubblica i più alti seggi. Prossima ad 
estinguersi, nel 1874 il casato e lo stemma fu 
assunto da Leopoldo Lucilla che oggi rappresenta 
la famiglia Avignonesi. — Arma: D'azzurro, al 
crescente d' argento, accompagnato in capo da 
un sole radioso d' oro, ed in punta da due clave 



AVO 



— 73 — 



AVV 



nodose di verde, passate in croce di S. Andrea. 

AVILA di Roma. — Arma: D'azzurro, a sei 
bisanti d'oro, ordinati 2, 2 e 2. 

AVILA di Sicilia. — Antonio barone della 
Biscaglia nel 1501. (Estinta). — Arma: D' azzur- 
ro, alla torre d'oro col leone sorgente della 
stessa. 

AVISE di Aosta. — Originaria dell' Allema- 
gna, si crede sia un ramo degli antichi Conti di 
Cleves e di Juliers, avendo la stessa arma. 11 più 
antico che si conosca di questa famiglia è il Ca- 
valiere Ugo, vivente verso la fine del XI secolo, 
il quale nel 1091 fece atto di riconoscimento di 
un suo feudo all' Imperatore. Arnolfo di lui figlio 
fu Priore di S. Orso, e nel 1140 consacrato Ve- 
scovo di Aosta — Nel 1195 i signori d' Avise 
godevano la signoria e la giurisdizione di tutto 
il mandamento di Avise, consistente non solo 
nella parocchia di questo nome ma ancora di 
quella di Valgrisenche, e godeva le rendite di 
Runa Lyverogne e parte di S. Nicola di Civoyes 
colle loro dipendenze. — (Estinta nel 1729). — 
Arma : D' azzurro, al leone d' oro, armato e lin- 
guato di rosso. — Molto: qui tost avise tard 

SE REPENT. 

AVOCATI di Genova. — Arma: D'azzurro, 
a tre bande doppio addentellate di rosso. 

AVOGADRO o AVOGARI o ADVOCATI di 
Vercelli. — Ebbe origine dai monti del Biellese, 
e si trapiantò in Vercelli dividendosi poi in tanti 
rami distinti dai feudi di loro proprietà. Gli A- 
vogrado di Vercelli dettero alla Chiesa molti Ve- 
scovi, tra i quali un S. Emiliano che fu il deci- 
mo vescovo della sua patria. Furono creati Vi- 
sconti della Chiesa Vercellese, ed ebbero la si- 
gnoria di molti feudi. Cinque furono pretori a 
Milano, e diversi vi esercitarono l' uflicio di po- 
destà. — Arma : Di rosso, a cinque burelle d'oro: 

10 scudo accollato dall'aquila bicipite spiegata di 
nero, membrata, imbeccata e coronata d' oro. 

AVOGADRO di Brescia. — Estinta nel 1800. 
Nel 1150 un Oddone fu insignito della dignità 
consolare : un Pietro fu aggregato alla veneta no- 
biltà nel 1438. Nel 1574 Scipione e Lelio ebbero 

11 titolo comitale dall' imperatore Massimiliano II. 
— Arma: D'argento, a tre fascie doppiomerlate 
di rosso. 

AVOGADRO di Novara. — Dettero alla Chiesa 
un Bonifacio, vescovo della sua patria nel 1179; 
e un Giuseppe Maria Vescovo di Casale nel 1792. 
Diversi furono decurioni della patria, ed altri Con- 
soli di giustizia. — Arma: Palato d'argento e 
d'azzurro. — Alias: Inquartato: nel 1' e 4° trin- 
ciato d' argento e d' azzurro; nel 2° e 3.° d* ar- 
gento pieno. 

AVOGADRO di Venezia. — Discendenti dal 
ramo di Brescia, anno per capo stipite un Pie- 
tro, signore di molti feudi. Fu celebre un Vido, 



senatore della repubblica. Un Giovanni- Andrea 
fu Vescovo di Verona. — Arma : simile a quella 
agli Avogradi di Brescia. 

AVOGADRO di Padova. — Arma: Di rosso, 
seminato di bisanti d'oro. 

AVOGADRO o AVOGADRl di Milano. — 
Antica e nobile famiglia milanese, già chiamata 
degli Avvocati — Fiorirono di essa molti dottori 
di Collegio, decurioni, vicari di provvisione, un 
Cav. Gerosolim. ecc. (Estinta nel XVIII secolo). 
— Arma : Cinque punti d' oro equipolenti a quat- 
tro d'azzurro. — Alias: Di rosso, a tre pesci 
natanti, l' uno sull' altro, d' argento. 

AVOGADRO di Verona. — Arma: Scaccato 
d' oro e d' azzurro, al capo d' argento, caricato 
da una sirena al naturale. 

AVOGADRO di 6'omo. — Un Avvocato fu 
vescovo della sua patria, e un Princivallo potestà 
nel 1300. — Arma: Di rosso, a tre pesci d'oro 
nuotanti uno sopra l' altro. 

AVOGADRO di Bergamo. — Arma: D'ar- 
gento, al giglio di rosso. 

AVOGADRO di Ferrara. — Arma : Spaccato 
d' oro e di rosso : caricato nel 1 .° da un leone 
uscente al naturale: nel 2.° da tre cerchi d'oro 
2 e 1. 

AVOGADRO di Genova. — Vedi Avvocati. 

AVOGADRO di Piemonte, Conti di Collobiano 
e di Quaregna. — Arma: Fasciato d'oro e di 
rosso di dieci pezzi. — Cimiero: Un leone d'oro, 
armato e lingua to di rosso, nascente. — Motto: 

NISI LACESS1TUS LìEDO. 

AVOGARO DEGLI AZZONl di Castelfranco, 
vedi Azzoni-Avogaro. 

AVOGLI di Ferrara e di Bologna. — Origi- 
naria di Napoli, fu trapiantata in Ferrara nel 
secolo XIV sotto Alberto V marchese. Nel 1523 
fu ascritta alla nobiltà di Ferrara — Un ramo 
fa ascritto al patriziato bolognese. — Arma : 
D'azzurro, a tre denti di elefante d'argento mo- 
venti dal lato destro dello scudo. — Cimiero: 
una testa e collo di elefante al naturale. 

AVONALE di Venezia. — Arma: Partito; a 
destra d' oro, a tre fascie ondate d' azzurro (ov- 
vero d'oro, a tre bande d' azzurro); a sinistra di 
rosso pieno. 

AVRESI di Sicilia. — Arma: D' oro, a due 
cavalli neri passanti. 

AVVEDUTI di Sicilia. — Originaria di Or- 
vieto, fu trapiantata in Sicilia da un Corrado se- 
gretario del re Ludovico. — Ebbe in feudo al- 
cune terre nell'isola di Malta. — Arma: D'argento, 
al leono di rosso accompagnato da una cometa 
dell'istesso situata nell'angolo destro del capo. 

AVVERA di Gaeta, — Arma: D'azzurro, alla 
volpo al naturale, riguardante un solo orizzontale 
a destra d'oro. 

AVVOCATA di Sicilia, — Arma: Di rosso 



AYM 



— li — 



AZZ 



al braccio armato d' argento, impugnante una 
penna. 

AVVOCATI di Lucca, Signori di Col di Poz- 
zo, che comprendevano nella loro signoria S. Ge- 
mignano, S. Pancr azio, Marsia ecc. — Arma : Pa- 
lato di rosso e d'argento di sui pezzi. 

AVVOCATI o AVOGADRO di Genova. — 
Una delle tante famiglie che discesero dai Vice- 
conti di Genova, così detta dall'avvocatura del 
monastero di S. Stefano esercitata da taluni de' 
suoi membri nei secoli XI e XII. — Gli Avvo- 
cati erano partecipi del pedaggio di Gavi. — Gio- 
vanni Avvocato fu Console del Comune di Geno- 
va nel 1210 e nel 1215. — Gli annali rammen- 
tano le furiose discordie tra gli Avvocati ed i 
Castello, composte nel 1169 dall' Arciv. Ugone 
della Volta. — Arma: D'argento, a tre bande 
merlate e contramerlate di rosso. 

AXALO di Lodi. — Arma: D' argento, al 
leone di rosso. 

AYALA VALVA (d') di Taranto. — Origi- 
naria di Spagna, e insignita del titolo di Mar- 
chese. — Arma: D'argento, a due lupi passanti 
al naturale, l'uno sull'altro, accompagnati da no- 
ve stelle d' azzurro, disposte 3 in capo, e 3 in 
ciascun fianco, una sull'altra. 

AYERBO di Napoli. — Originaria di Spa- 
gna, si trapiantò in Napoli sotto Alfonso I di 
Aragona. Godette nobiltà al seggio di Porto, a 
Catanzaro, a Cotrone, a Stilo e a Grotteria. Ebbe 
il marchesato di Grotteria nel 1583, il ducato di 
Alessano nel 1637, il principato di Cassano di 
Bari nel 1668. Fu inoltre signora di altri 28 
feudi. (Estinta). — Arma: Di rosso, caricata da 
otto scudetti d' argento, alla fascia di rosso, po- 
sti in circolo attorno ad uno scudo d'oro caricato 
da quattro pali di rosso. 

AYMARI di Genova. — Oriundi dal Piemonte. 
— Simone fu tra i cittadini, che del 1488, ne- 
gli atti del cancelliere Gottardo Stella, giurò la 
fedeltà di Genova al Duca di Milano. Agostino fu 
ascritto alla famiglia di Negro noi 1528. — Arma: 
D'argento, alla fascia ondata nuvolosa di nero. 

AYMERICH di Cagliari. — Di origine cata- 
lana, portata in Sardegna nel 1478 da un Pietro 
che fu governatore della Gallura ed il primo si- 
gnore di Villamar. Gli Ayrnerich ànno posseduto 
inoltro i feudi di Samassi e Gesturi. La signoria 
di Villamar fu eretta in contea nel XVII secolo 
a favore di un Ignazio Ayrnerich. Il rappresentante 
attuale di questa famiglia à i titoli di March, di 
Làconi Conte di Villamar, Visconte di Sanluri 
e Barone di Ploaghe. — Arma: Inquartato: al 
primo e quarto inquartato in croco di S. Andrea; 
al 1.° e 4.° d'Aragona, al 2.° e 3.» dell' impero; 
al secondo o terzo d'azzurro, alla torre d'argento, 
aperta e finestrata di nero, sormontata da tre bi- 
santi d'argento ordinati in fascia. 



A Y MONE (D') di Sicilia. — Arma: D'azzurro, 
al bisante d'oro. 

AYMONIER di Aosta. — Deve la sua origi- 
ne ad un Umberto, che essendosi grandemente 
l arricchito nel commercio accquistò molti beni in 
principio del XVII secolo. Filiberto, di lui figlio, 
fu nobilitato verso il 1631. — Un Giovanni-Bal- 
dassarre nel 1696 acquistò la giurisdizione di S. 
Martino Carlian. Con lui si spense la famiglia. — 
Arma? 

AZEGLIO di Piemonte. — Consignori d' A- 
zeglio. — Arma: D' oro, a tre mazze d' armi di 
rosso, due ed una. — Cimiero: Un mezzo brac- 
cio destro impugnante una mazza d'armi di ros- 
so. — Motto: POUR DROIT TENIR. 

AZOLIN1 di Modena. — Annoverata fin dal 
1306 fra le nobili e potenti famiglie di Modena, 
apparteneva alla Cinquantina della porta di Citta- 
nova. Un Bartolomeo ed un Dionigi erano dei 
Conservatori di Modena nel 1417. (Estinta). — 
Arma: Inquartato; nel 1." e 4.° d'argento; nel 
2.» e 3.° di nero, col capriolo d' oro attraver- 
sante sul tutto; col capo di Francia abbassato 
sotto il capo dell'impero. 

AZONl di Modena, detti PIVI. — Arma: D'az- 
zurro, alla banda d' oro; col capo dell' impero. 

A ZUMI di Genova. — Arma: Spaccato: nel 

1. ° d'argento-, alla fenice sorante di nero; nel 2.° 
d'azzurro, alla croce di S. Andrea d'oro, accom- 
pagnata nel capo da una stella di otto raggi dello 
stesso; con la bordura dello scudo d'azzurro. 

AZZALONI di Modena. — Non ben veduta 
dagli Estensi, fu una di quelle che nel 1306 do- 
vette esulare dalla patria. Alessandro Giudice di 
Reggio nel 1752, e Podestà in patria nel 1756. 
Un Felice Azzaloni è citato dal Tiraboschi come 
poeta latino. — Arma: Inquartato; nel 1.° e 4.° 
d'azzurro, al crescente d' argento; nel 2.° e 3.» 
di rosso, a tre fascie ondate d' argento. 

AZZ ANELLI di Milano. — Arma: Spaccato; 
al 1.» d'oro, all'aquila di nero, coronata dal cam- 
po; al 2.° bandato d'azzurro e d'argento. — Alias: 
Inquartato; nel 1.° d'oro, all'aquila di nero; nel 

2. n e 3." d'azzurro, ad una donna nascente ve- 
stita d'oro, tenente in ciascuna mano alzata cin- 
que spighe fogliate dello stesso; nel 4.° di rosso, 
al colubro ondeggiante in palo d' azzurro, coro- 
nato d'oro. 

AZZARELLO di Sicilia. — Arma: D'azzurro, 
al capriolo d' argento, accompagnato da tre co- 
lombe ferme dello stesso, due posate e affrontate 
sopra il capriolo, una nella punta. 

AZZARITI di Napoli. — Arma: D'argento, a 
due leoni di rosso controrampanti ed affrontati 
ad un pino di verde fruttifero del medesimo. 

AZZATI di Lodi. — Arma: Di rosso, a due 
rami di vigna pampinosi di verde, passati in 
croce di S. Andrea in alto c in basso, ed un pe- 



AZZ 



— 75 — 



AZZ 



ro ai naturale sospeso fra questi rami e attra- 
versante sopra un listino d' argento portante le 
parole Meliora latent in lettere di nero. 

AZZI di Modena, detti DE' PITTORI. — Un 
Giovanni era Conservatore del Comune di Modena 
nel 1412. — Arma: Interzato in fascia; nel 1.<> 
d' azzurro, a due stelle di otto raggi d'oro poste 
in fascia; nel 2.° d'argento, a tre losanghe d'az- 
zurro accollate in fascia; nel 3.° di rosso, ad una 
stella di 8 raggi d'oro. 

AZZIA di Napoli. — Di origine longobarda, 
passò in Napoli nel 1500 e fu ascritta al seggio 
di Nido. Ebbe i titoli di Conti di Noja e Nasco; 
di Marchese di Terza, e fu signora di 12 feudi. 
Un Raone fu Vicario di Basilicata. — AhMA: Di 
nero, alla banda doppio merlata di argento. 

AZZINI-GHINUCCI di Firenze. — Ottennero 
per ben dodici volte il priorato, e si estmsero 
nel 1649. — Arma: Di rosso, al leone d'argento; 
col capo d'Angiò. 

AZZINI di Verona. — Arma: D' azzurro, a 
due bastoni di rosso, passati in croce di S. An- 
drea; col leone d'oro attraversante sul tutto. 

AZZOGUIDI di Bologna. — Nel XIV secolo 
fiorirono di questa famiglia Maccagnano, Azzo- 
guido, Bibliobarigi, Chino, Gregorio, Nicola, Al- 
berto e Taddeo tutti professori di leggi. L' ulti- 
mo fu assai famoso e stette a capo della fazione 
popolare, e fu anche ambasciatore di Bologna al 
Papa ad Avignone nel 1362. Bibliobarigi nel 1324 
fu mandato ambasciatore in Romagna per pacifi- 
care i Conti di Cunio coi loro popoli. Un Ger- 
mano fu medico di nome e lettore nell' Univer- 
sità di Bologna nel 1770. —Famiglia estinta e le 
cui sostanze passarono ai Zanotti. — Arma: Di 
rosso, alla banda d'azzurro, bordata d'argento ca- 
ricata di cinque losanghe addossate di nero. 

AZZOLINI di Fermo, decorati del titolo di 
Marchesi. — Un Tommaso fu Vescovo della sua 
patria nel 1074: un Girolamo fu creato Cardi- 
nale nel 1431. Un Decio fu Vescovo di Cervia, e 
nel 1585 vestì la porpora cardinalizia. Un Lorenzo 
fu vescovo di Ripatransone e di Narni. — Pietro 
Azzolini fu podestà di Orvieto, Spoleto e lesi. Un 
Troilo vennne decorato del titolo di Conte pala- 
tino da Ferdinando di Aragona. — Arma: D'az- 
zurro, a sei stelle d'oro ordinate 3, 2 e 1. 

AZZOLINI di Bologna. — È un ramo della 
precedente; e già nel secolo XIV si trovano a- 
scritti nel consiglio nobile degli anziani. — Ar- 
ma: Partito a destra d'azzurro seminato di gigli 
d'oro; a sinistra spaccato di rosso e di verde. 

AZZOLINI di Mantova. — Anche a Mantova 
à fiorito un altro ramo, di cui fu Buonaccorso 



vivente nel secolo XV. (Estinta). — Arma: In- 
quartato d'argento e d' azzurro; col capo d' oro, 
all'aquila spiegata di nero, coronata del campo. 

AZZONI di Bologna. — Alberto d' Azzone 
Dott. in leggi nel 1233, e Francesco di Buonvi- 
cino Notaro nel 1305. — Arma: Spaccato; nel 1.» 
d' oro, all' aquila bicipite spiegata di nero, coro- 
nata del campo; nel 2." d'azzurro. 

AZZONl-AVOGARO di Castelfranco (Vene- 
to). — Discendono dai Duchi di Sassonia. — Pri- 
ma ancora del mille abitavano Treviso, e nel 
1014 ospitarono nel loro palazzo l'Imperat. En- 
rico II. — Furono per molto tempo gli avogari 
della chiesa e de' vescovi di Treviso. — Molti si 
segnalarono nelle armi e nelle ambascerie, altri 
furono prelati, altri podestà a Padova e a Fi- 
renze. — Furono insigniti del titolo di conti 
dell'impero dell'Imperatrice Maria-Teresa. — Da 
Treviso si trapiantarono in Castelfranco nei pri- 
mordi di questo secolo per occupare l'eredità dei 
Conti Riccati. — Al presente si chiamano Avo- 
garo degli Azzoni. — Arma: Spaccato d'argento 
e d'azzurro sostenuto da due leoni d'oro contro- 
rampanti. 

AZZONI di Milano. — È compresa nel libro 
d'oro delle famiglie nobili milanesi del 1277. — 
Paolo, Dott. di Collegio e decurione illustre, fu 
Consigliere ducale nel 1385. — Vanta questa fa- 
miglia molti altri dottori di collegio, decurioni 
ecc. insigni pel sapere e per le cariche che go- 
dettero. — Arma? 

AZZONI di Modena ben diversa dall' Azonì 
detta Pivi. — Aiima: Tagliato di rosso e di ver- 
de; nel 1.° al destrocherio e al sinistrocherio di 
carnagione, vestiti il primo d' argento, ed il se- 
condo di verde, tenenti entrambi un tralcio di 
vite al naturale, senza grappoli, attraversanti sul 
tutto; e nel 2." ad una pera d'argento. 

AZZONI di Treviso. — Fu capostipite Azzo 
od Azzone, vissuto nel secolo XI, e prefetto im- 
periale della Marca Trevigiana. Un Artico fu a- 
scritto con tutta la famiglia nel 1315 alla no- 
biltà veneta: un Alteniero fu podestà di Cattaro, 
ed il primo che assunse il cognome di Azzoni- 
Avogadro perchè dichiarato difensore della Chie- 
sa di Treviso. — Arma: Spaccato d' argento e 
d'azzurro. — Alias: Scaccato d'oro e d'azzurro, 
al capo d' argento caricato da mezzo volo destro 
spiegato di nero. 

AZZOPARDI di Malta, baroni della Marsa. — 
Arma: D' azzurro, all' albero di olivo terrazzato 
di verde, accostato a sinistra da un leopardo il- 
leonito al naturale, con una stella d'oro nel pri- 
mo cantone. 



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BABACCI di Velletri. — Ascritta alla no- 
biltà veliterna in principio del XIX secolo nella 
persona di Alessandro colla quale si spense nel 
1830. — Arma: Spaccato dentato d'azzurro e di 
rosso, al leone d'oro passante nel secondo, col capo 
d' oro caricato dell'aquila spiegata di nero. 

BACCALÀ di Brissago (Cantone Ticinese). — 
Arma : D'argento, al leone di rosso avente tra le 
branche anteriori un'alabarda dello stesso; col ca- 
po di rosso, al castello torricellato di tre pezzi 
d'argento. 

BACCALAR di Sardegna. — Son decorati del 
titolo di Marchesi di S. Filippo e di Visconti di 
Fuente Hennosa. — Arma: Spaccato; al i.« d'az- 
zurro: al 2.° d'argento, mareggiato di verde, con 
un pesce al naturale, nuotante in fascia. 

BACCARI di Velletri. — Fino dal 1654 un 
Vespasiano fu consigliere e priore della sua pa- 
tria. — Arma: D'azzurro, alla fascia d'oro sor- 
montata da un toro passante al naturale, ed ac- 
compagnata in punta da vari ramoscelli di verde 
caricati di bacche d'oro. 

BACCELLI di Roma. — Arma: Spaccato; nel 
1» d'azzurro, a due leoni affrontati d'oro tenenti 
insieme colle branche anteriori una stella dello 
stesso ; nel 2 n di rosso, a due mazze d'armi d' ar- 
gento passate in croce di S. Andrea, accantonate 
da quattro pere fustate e fogliate dello stesso. — 
Cimiero: un dragone alato di nero, coronato d'oro. 

BACCIIELLI di Modena. — Arma: D'azzurro, 
a due bastoncelli d'oro posti in croce di S. An- 
drea, accompagnati in capo da un giglio dello 
stesso. 

BACCHI di Modena. — Arma: D' oro, a due 
clave al naturale poste in croce di S. Andrea, 
la parte grossa e nodosa in alto, accompagnata 
da quattro stelle di otto raggi di rosso, una in 
capo, una in punta, e le altre due nei fianchi. 

BACCHINIdi Modena. — Tre famiglie di que- 
sto nome fiorivano in Modena nel 1543. — Ad 
una di esse apparteneva Benedetto Monaco Bene- 
dettino e Abbate, prima del Monastero di S. Pie- 
tro di Reggio, poi di quello di Modena, vivente 
nel XVIII secolo, e Giambattista vivente nel XVI, 
entrambi eccellenti scrittori — Arma: Spaccato 
d'argento e di rosso, il rosso caricato da una 
bomba d' oro, dalla quilc emerge una croce lati- 
na di rosso attraversante sul tutto. — Alias: 
Spaccato d'azzurro e di rosso; colla fascia d'ar- 
gento attraversante sullo spaccato, dalla quale 
emerge un vaso con coperchio in forma di pisside 
dello stesso, accompagnato in capo dalla croce di 



Malta, pure d'argento. — Alias: Spaccato; nel 1» 
d'azzurro, alla croce di Malta d'argento, accom- 
pagnata da tre stelle di otto raggi d' oro. 

BACCI d' Arezzo. — Sul cominciare del se- 
colo XI si trovano signori di Sassello, poi di Ca- 
faggio, di Capolone e della Chiassa. Ebbero no- 
biltà in Arezzo, in Pesaro e in San Marino. — 
Arma: D'argento, alla banda d'azzurro, caricata 
di tre stelle di sei raggi d'oro, e accompagnata in 
capo da una testa di leone al naturale. 

BACCIOCCHI di Cannobio, Brinalo e liocor- 
no. — Illustre e potente nei secoli XV, XVI e 
XVII. Andrea fu fatto familiare ducale della 
Duchessa Bianca-Maria Visconti vedova di Fran- 
cesco I Sforza Duca di Milano. — Arma : D' ar- 
gento, al castello di rosso torricellato di due 
pezzi ; dalla porta di mezzo, aperta del campo, 
esce un fiume diviso in tre rami d' azzurro; fra 
le due torricelle una campana d'azzurro; col ca- 
po dello stesso caricato da tre gigli d'oro. 

BACCIANO (Signori di) della Garfagnana. — 
Un Bonaccorso e un Ranuccio, con altri nobili 
cittadini, prestarono giuramento a Papa Grego- 
rio IX nel 1228 in S. Marta di Prignano nella 
Diocesi di Pisa. — Arma"? 

BACIGALUPO di Genova. — Arma: D' az- 
zurro, al lupo al naturale arrestato sopra una 
trappola, ossia un piano quadro tenuto sospeso 
da quattro funi, moventi dagli angoli del mede- 
simo fino ad unirsi nel punto di mezzo della li- 
nea che separa il campo dal capo, il tutto d'oro: 
col capo d' oro all' aquila nascente di nero coro- 
nata dello stesso. 

BACILE di Fermo e di Terra d'Otranto. - 
Originaria da Fermo nelle Marche, da un Pelle- 
grino fu trapiantata nel XVI secolo in terra d'O- 
tranto, dove à goduto le Baronie di Castiglione 
e Sannicola in Pettorano. Il ramo rimasto a Fer- 
mo ottenne il titolo di Conte dellTmperat. Fran- 
cesco I d' Austria. — Arma : D'azzurro, alla fa- 
scia cucita di rosso, caricata di tre bacili d'oro. 

BACILIERI di Bologna. — Antica e nobile 
famiglia bolognese, in causa delle civili discordie 
dispersa nel contado, ed estinta. — Bacciliero 
nel 1188 partì crociato per la Palestina; Nicolò 
Pretore di Modena nel 1212, e Ramberto che in- 
sieme al fratello Bacciliero fu dato nel 1280 in 
ostaggio al Papa, ma avendo tentato nel 1288 
di pugnalare il March. Obizzo II d'Este, fu im- 
piccato in Ferrara. Celebre fra tutti fu Tiberio 
dottore medico e filosofo morto nel 1525. — Ar- 
ma: Inquartato di nero e d'oro. 



BAD 



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BAD 



BACILOTTO del Piemonte, originaria di Pa- 
rigi. — Claudio tapezziere e guardamobili del 
Duca Carlo-Emanuele I. Suo figlio, Emanuele-Fi- 
liberto, cameriere, poi ajutante di camera del 
Duca, quindi musico e suonatore di camera, ot- 
tenne nel 1621 il feudo di Maria con titolo ba- 
ronale, e nel 1640 quello della Costa. — Arma: 
D'azzurro, al capriolo d' argento caricato di tre 
spronelle di nero ed accompagnato in capo, da due 
stelle d'oro, in punta da un crescente montante 
d' argento. 

BACINETTI di Ravenna. — Molti membri di 
questa famiglia ressero in tempi remoti la cosa 
pubblica nel magistrato dei Savj ; fra' quali Pie- 
tro nel 1547, Alessandro nel 1576, Giovanni nel 
1622 ed il Capit. Giovanni nel 1699. — Arma: 
Bandato dj azzurro e di rosso, con sei stelle d'o- 
ro nell' azzurro 1, 2, 3; col capo d'oro, all'elmo 
dì azzurro, posto in profilo. 

BACIO-TERRACINA di Benevento. — Origi- 
naria di Brescia. Il suo primitivo nome era Rosa. 
Un ramo passò in Sicilia, dove si disse Terraci- 
na-Rosa. Altro ramo si stabilì a Napoli nel 1275 
e dalla signoria di Bazio prese il nome di Bacio- 
Terracina. Ha goduto nobiltà in Benevento, in 
Napoli ed in Sicilia. Ebbe il titolo di Marchese 
dal Papa Pio VI e fu signora di sette baronie. 
Un Giovanni fu senatore di Palermo nel 1574 e 
un Giaeomo Gran Giustiziere di Napoli nel 1577. 
— Arma: D'azzurro, al leone d'argento col Capo 
d'oro caricato da un giglio d' argento accompa - 
gnato da due rocchi dello stesso. 

BACIOCCHI di Alessandria. — Sono origina- 
ri di Corsica, e Baroni di Montalp.ro. — Arma: 
D'oro, all'albero al naturale nascente da fiamme 
di rosso moventi dalla punta. 

BACIOCCHI di Corsica. — Felice sposò Elisa 
Bonaparte sorella del I.» Napoleone, e fu nomi- 
nato da questo, quand'era primo Console, colon- 
nello del £6.° regg. d.' infanteria leggera. In ap- 
presso divenne membro del Senato nel 1804, poi 
Generale, Uff. e Gran Cordone della Legìon d'o- 
nore. Sua moglie fu fatta principessa di Piom- 
bino e dì Lucca nel 1 805, che governò con mol- 
ta- saggezza, e Felice fu il comandante supremo 
del principato. — Da questi coniugi nacque una 
sola figlia, Èlisa Napoleone che si maritò al Prin- 
cipe di Caminata. — Arma : D' oro, al pino di 
verde, fruttifero di tre pezzi d'oro e moventi da 
un rogo di rosso. 

BADAGGI di Milano. — Famiglia compresa 
nel libro d' oro delle famiglie milanesi compilato 
nel 1277. Un Anselmo già vescovo di Lucca, fu 
Papa col nome di Alessandro II (1061): Landolfo 
fu il primo Preposto di S. Ambrogio, e ricusò 
l'arcivescovato di Milano. S. Anselmo, nipote di 
Alessandro II, fu Vescovo e Cardinale. Di questa 
Casa, fiorì pure un giureconsulto di Collegio nel 



XVI secolo. — Arma: D' oro, alla testa di cin- 
ghiale, di nero, museruolata e difesa d' argento. 

BADAT di Nizza. — Giambattista Cav. Mau- 
riziano, Consigl. di Carlo Emanuele 1 e governat. 
di Villafranca. — Annibale suo figlio nel 1615 
fu investito, colla dignità comitale, di Entraun- 
ce, S. Martino, Castelnovo e Villaume. — Stefano, 
altro figlio di Giambattista, nel 1621 fu investito 
di Robbione e Cadenetta. — Carlo- Tommaso, co- 
lonnello e comandante di Termini in Sicilia nel 
periodo della dominazione sarda in quell'isola. — 
Arma: Di rosso, alla stella di sedici raggi d'oro. 

BADESSA (della) di Firenze. — Dettero alla 
patria 28 priori ; e un Lodovico sedè più volte 
nel magistrato dei Dieci. Si estinsero circa la 
metà del secolo XVI. — Arma: D'argento, a tre 
anelletti concentrici di rosso. 

BADIA o BADII di Modena. Detta ancora im- 
propriamente degli Abbati o delle Abbazie, à dato 
un Cardinale alla S. R. Chiesa nella persona di 
un Tommaso, Domenicano, creato da Paolo III nel 
1542. — Arma: Spaccato d'azzurro e d'argento, 
caricato il 1.o da un capriolo scalinato d'oro col 
vertice piano; accompagnato da tre stelle di otto 
raggi dello stesso, 2 in capo ed 1 in punta; il 2. n 
da tre fiori di rosso, fogliati di verde, posti 2 e 1. 

BADIA di Roma. — Originaria di Modena, 
ha goduto nobiltà in Anagni e in S. Marino. Un 
ramo di questa casa fiorisce tuttora in Aquila, 
ed appartiene ad esso Monsignor Pasquale prelato 
domestico di S. S. che à sostenuto l'ufficio di De- 
legato in varie provincie dello Stato Pontificio, 
ed è stato insignito dell' Ordine Costantiniano di 
Napoli, della Legion d' Onore, della Corona di 
ferro, ecc. — Arma: Spaccato; al 1.° d'argento, 
al capriolo scalinato d' oro, accompagnato da tre 
stelle dello stesso, poste due in capo ed una in 
punta; al 2.° d'azzurro, a tre rami di palma di 
verde; colla fascia in divisa di rosso attraversante 
sullo spaccato. 

BADO di Messina. — Originaria di Genova, 
un Pietro nel 1453 la trapiantò in Messina, e 
vi ottenne nobiltà (Estinta). — Arma: Spaccato 
d'azzurro e di rosso, con la fascia in divisa d'oro 
attraversante: caricato il 1.° da tre fascie ondate 
d'argento; il 2.° da una rosa dello stesso. — A- 
lias: D' azzurro, al leone d'oro. 

BADDI di Cannobio, Milano e Locamo. (E- 
stinta). — Arma: Di rosso, al semprevivo d'oro, 
gambuto e fogliato di verde, accompagnato da 
due gigli d' oro. 

BADOER o BADOARIO o BADUARO di Ve- 
nezia. — Originaria dall' Ungheria, portò anti- 
camente il cognome di Particiacchi, o Partecì- 
pazi. Un ramo fiorì anche in Pavia ed in Pado- 
va. Dettero alla Repubblica nove Dogi. Bonaven- 
tura e Ginnalberto furono Cardinali: Alberto Ve- 
scovo di Crema. — Arma: Bandato di argento e 



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di rosso di sei pezzi. — Alias: Bandato d'argento 
e di rosso, al leone d'oro attraversante sul tut- 
to. — Alias: Fasciato d'oro e d'azzurro. — A- 
lias: D'argento, all'aquila bicipite accollante uno 
scudetto di rosso a tre bande di argento, col 
leone d'oro attraversante sul tutto. — Alias: 
D'argento, al leone d'oro armato di targa porpo- 
rina. — Alias: Fasciato d'oro e d'azzurro, al leo- 
ne d'argento attravers;inte. 

BADOLATO di Messina. — Fiorì nel secolo 
XVI, ed ebbe il titolo di Marchese di Cropalati. 
— Arma: D'azzurro, al monte di tre cime d'oro, 
movente dalla punta e sostenente un leone dello 
stesso, sormontato da tre stelle d'argento, ordi- 
nate nel capo. 

BAELl di Sicilia. — Famiglia feudataria pa- 
trizia messinese nei secoli XVI e XVII, e di Mi- 
lazzo dove possedè la baronia di S. Nicola. (Estin- 
ta). — Arma: Di rosso, al leone coronato d'oro; 
sostenuto dal mare ondato d' argento e d'azzur- 
ro, movente dalia punta. 

BAESE (da) di Bologna, vedi Baisi. 

BAESIA di Venezia. — Arma: D'argento, al- 
l'aquila partita d'azzurro e di rosso. 

BAFFO di Venezia. — Originaria di Mestre, 
fu ascritta alla veneta nobiltà sino dal 1297. — 
Arma: Bandato, partito e contrabandato d'azzur- 
ro e d'oro di 4 pezzi: sul tutto uno scudetto o- 
vale d'oro caricato di un'aquila spiegata di nero, 
coronata del campo. 

BAGAROTI di Conti. — Arma: In- 
quartato; nel 1.° e i. n di n^ro, al grifo d'oro; 
nel 2.o e 3.° di rosso, all'albero di palma di ver- 
de, terrazzato dello stesso. Sul tutto uno scu- 
detto d'argento, coronato d' oro, caricato da un 
ramo di rosajo di verde, fiorito di tre pezzi ma- 
le ordinati di rosso, movente da una terrazza di 
verde. 

BAGAROTTI di Bologna. — Bagarotto, dot- 
tore famoso di leggi, viveva nel principio del XIII 
secolo, e sostenne molti onorevoli ulìici in patria 
e fuori. — Discacciati da Bologna nel 1274, i 
Bagarotti si trapiantarono in Piacenza e quindi 
in Padova. — Una contrada di Bologna porta 
tuttavia il loro nome. — Arma: D'azzurro, a 
quattro bande doppio-merlate d'argento. 

BAGAROTTI di Padova. — Arma: D'argento, 
a tre fascio merlate d'azzurro. 

BAG ATTA di Verona. — Ebbero nel 1750 
il feudo di Bagatta ed il titolo di Conti. — Ar- 
ma: Di rosso, ad un' oca d'argento posta sopra 
• una terrazza di verde, accompagnata in capo da 
una stella del secondo. 

BAGATTI-VALSIiCCHI di Milano. — Ar- 
ma: Spaccato; al 1.° d'oro, all'aquila di nero; al 
2-° d'azzurro, a due gigli accostati d'oro. — Ci- 
mterorQuattro penne di struzzo, d'oro, di nero, 
d'oro, d'azzurro. 



BAGGI di Modena. — Oriunda da Montegib- 
bio, castello vicino a Sassuolo nel Modenese, e 
denominata anche de'Malci, nel XV secolo tra- 
sferì il suo domicilio in Sassuolo, dove fu una 
delle più considerate di quella nobile cittadinan- 
za. Trapiantatasi nel XVIII secolo in M< dena, 
pur conservando il suo domicilio in Sassuolo, fu 
ascritta al libro d'oro della nobiltà m>denese, 
ed anche in quelli di Campi e di Correggio. — 
Vogliono alcuni che i Baggi di Modena sieno una 
diramazione dell' antichissima famiglia milanese 
Badaggio, poi da Baggio, e quindi Baggi, dalla 
quale sortirono il pontefice Alessandro li (1061- 
1073) e Sant'Anselmo Vescovo di Lucca. — Ar- 
ma: Di rosso, al monte di tre cime di verde mo- 
vente dalla punta, sulla cui più alta cima del 
mezzo sta piantato un albero di verde, accom- 
pagnato in capo da tre stelle di otto raggi d'oro. 

BAGGIOVARI di Modena, vedi Bazzovara. 

BAGIOCCO di Genova. — Arma : D'azzurro, 
al leone d'oro in atto di toccare colla branca an- 
teriore il battaglio di una campana d'argento po- 
sta nell'angolo destro del capo. 

BAGLI ANI di Alessandria e di Casale. — 
Originaria della Palestina, dove aveva sede un 
mezzo secolo prima della edificazione di Alessan- 
dria e dove possedeva un castello. Bngliano fu 
marito di Maria vedova di Almerico re di Geru- 
salemme e figlia di Giovanni-Augusto. Dalla di- 
scendenza di Bagliano, derivarono i Bagliani di 
Alessandria, che furono assai potenti nel 1280 e 
fabbricarono fuori della porta di Genova la terra 
denominata Casale dei Bagliani. Appartennero al 
partito guelfo e presero parte al Consiglio come 
nobili. — Giovan-Franccsco giureconsulto e ma- 
tematico di gran merito podestà di Voghera nel 
1562; Raimondo celebre capitano combattè valo- 
rosamente contro i Francesi, fu Commissario ge- 
nerale d'esercito col comando di dieci compagnie 
Italiane; quindi Governatore del castello e città 
di Tortona, e morì ne! 1659. Nel XVII secolo i 
Bagliani furono signori di Odalengo, e poi* di 
Viarigi, e nel 1730 ebbero il titolo marchionale. 
— Arma: D'oro, all'aquila di nero, coronata dello 
stesso; col capo cucito d'argento, alla croce d'az- 
zurro; lo scudo accollato ad un aquila bicipite di 
nero, coronata di un solo diadema, membrata e 
rostrata d' oro, tenente coli' artiglio destro una 
spada, col sinistro uno scettro. — Motto: Hinc 
Genus Inde Fides. 

BAGLIONE di Sicilia e di Venezia. — Ar- 
ma: Partito; a destra d'argento, alla fascia d'az- 
zurro ; a sinistra scaccato d' argento e d' az- 
zurro. 

BAGLIONI di Perugia. — Originaria dai Du- 
chi di Svevia, ebbe a capo-stipite in Italia un 
Ludovico, Vicario imperiale del Barbarossa nel 
1181. Nel 1260 Baglione Socco prese stabile di- 



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mora in Perugia. Cacciati gli Oddi, i Baglioni 
dominarono per qualche tempo la propria patria, 
c da essi uscirono uomini valorosi. Un Baglione 
fu podestà di Firenze : un Gio. Andrea ed un 
Troilo Vescovi di Perugia; un Gentile ed un Er- 
cole Vescovi di Orvieto; un Angelo Vescovo di 
Macerata. Un ramo fiorì a Venezia, e fu ascritto 
a quella nobiltà nel 1716. Altri rami si trapian- 
tarono a Firenze, a Verona e nella Mirandola. — 
Arma: D'azzurro, alla fascia d'oro. — Cimiero: 

Un drago coronato di con ali spiegate, 

tenente una spada diritta nella branca destra. 

BAGLIONI di Ferrara. — È un ramo della 
precedente che fu trapiantata in Ferrara sotto 
Ercole II Estense da un Rodolfo Baglioni. (Estin- 
ta). — Arma: Inquartato; nel 1.° e 4.° di. . . , 

al leone passante di ... . coronato di ; 

nel 2.° e 3.° d' argento, a tre fascie d' azzurro, 
colla sbarra di . . . attraversante; sul tutto uno 
scudetto d' oro, all' aquila di nero. — Cimiero: 
Un cane nascente di ... , collarinato di ... . 

BAGLIOTTI di Novara. — Un Paolo Gau- 
denzio fu nel 1730 riconosciuto signore del feudo 
di Maggiera col titolo di Conte. — Arma: Fa- 
sciato d'oro e di rosso. 

BAGNACCI di Siena. — Arma : D' oro, alla 
banda d'azzurro, accompagnata da due istrici al 
naturale, uno in capo ed uno in punta. 

BAGNAGO di Padova. — Fu aggregata al no- 
bile consiglio della città nel 4 627 e ottenne la 
conferma della nobiltà nel 1819. — Arma: Spac- 
cato: nel 1.» d'argento, all'aquila spiegata di ne- 
ro; nel 2.° scaccato d'argento e di nero. 

BAGNARI di Ferrara. — Originaria di Lom- 
bardia, si stabilì in Ferrara sui principii del se- 
colo XIV. (Estinta). — Arma: Di rosso, al sini- 
strocherio vestito d'argento, guantato d'oro, mo- 
vente dal fianco sinistro, portante nel pugno un 
falcone d'oro; col capo cucito di Francia soste- 
nuto dalla divisa d'oro. 

BAGNAROLA o DA BAGNAROLA di Bolo- 
gna. — Nel 1237 un Martino Bagnarola fece parti! 
dell'ambasciata mandata dai Bolognesi a trattare 
la lega col Marchese d' Este e coi Ferraresi. — 
Arma: D' azzurro, ad una fonte d' argento con 
due bocche una per ciascun lato versanti acqua 
sopra un terreno ricoperto d'acqua, e sormontata 
da tre gigli di giardino al naturale. 

BAGNASACCO di Andorno (Piemonte).— Ar- 
ma: Fasciato d'azzurro e d'argento; col capo d'o- 
ro, all' aquila di nero. — Cimiero: Un lupo al 
naturale tenente il Molto: et prope et procul. 

BAGNESI di Firenze e di Modena. — Fu 
capo-stipite un Uberto da Bagno. Dal 1346 al 
1527 dettero alla patria tre gonfalonieri, e quin- 
dici priori. Una Bartolomea, terziaria Domenica- 
na, fu ascritta nel catalogo dei Beati. Ultimo dei 
Bagnesi in Firenze fu Giuliano di Simone Sena- 



tore nel 1617 e morto nel 1636, il quale chiamò 
alla sua eredità un ramo della famiglia stabilito 
a Modena fino dal secolo XIII che aveva preso 
da un Bellicino il cognome dei Bellicini. — Ar- 
ma: D'azzurro, alla fascia d'argento. 

BAGNI di Siena. — Arma: Inquartato in 
croce di S. Andrea, d'oro e d'azzurro. 

BAGNO (da) di Modena. — Un Jacopino da 
Bagno era conservatore del comune di Modena 
nel 1417, ed un Alessandro, pittore lodato dal 
Vedriani, fioriva nella prima metà del XVII se- 
colo. — Arma? 

BAGNO-TALENTI di Mantova. — Arma: In- 
quartato in croce di S. Andrea d' oro e d' az- 
zurro. ' 

BAGNOLI di Bagnacavallo. — Giulio-Cesare 
distinto poeta del secolo XVII, autore dell'ara- 
gonese e del Giudizio di Paride, tragedie. — 
Arma: Spaccato; nel 1.° d' azzurro, a tre stelle 
d' argento; nel 2.° di rosso, a tre sbarre d' ar- 
gento. 

BAGNOLO (da) di Reggio-Emilia. — Un Gui- 
do Ferrari de'Scopoli di Reggio, detto da Bagnolo 
perchè derivante da una famiglia antica del ca- 
stello di questo nome sito nella contea di Novel- 
lara, fu celebre medico nella seconda motà del 
XIV secolo ed esercitò la sua professione in Ve- 
nezia e quindi in Cipro presso quella corte reale. 
Petrarca lo cita come seguace della dottrina di 
Averroe. Morì senza lasciar prole dopo aver fon 
dato in Bologna un collegio pei scolari reggiani 
--Un Gherardo da Bagnolo vivea nel 1080 ed 
un altro Guido nel 1218 Canonico della Metro- 
politana di Bologna. Fiorisce presentemente in 
Reggio una famiglia Bagnoli, ma non sappiamo se 
abbia comunanza di origine colla Ferrari de'Sco- 
poli — Il Tiraboschi cita i fratelli Bernardo e 
VinctMizo Bagnoli di Reggio, originari di Villa 
Masone, distinti scultori. — Arma ? 

BAGOLI di Ferrara. — Originaria di Napoli, 
fu trapiantata in Ferrara da un Dalmazio barone 
napoletano. Un Rainiero fu governatore di Bon- 
deno. — Arma: Inquartato; nel 1 e 4.° tre palle 
male ordinate; nel 2.° e 3.° due pali traversati ; 
da una sbarra. - Cimiero: Un cane nascente 
avente nella zampa sinistra una spada nuda in 
alto. 

BAGOLINI di Modena. — Inscritta nel libro 
d' oro della Nobiltà di Modena e in quella del 
Finale. (Estinta). — Arma: D'azzurro, .a tre ra- 
mi incrociati di verde, fioriti d'argento col fusto 
e petali d'oro; alla fascia di rosso attraversante 
sul tutto. — Cimiero: un dragone alato nascente 
a volo spiegato di verde. 

BAGOLINI di Verona. — Originari di Man- 
tova, nel 1558 vennero ascritti al nobile consi- 
glio di Verona. — Arma: D'azzurro, ad una Fé-» 
de di carnagione movente dai fianchi* vestita di 



BAI 



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BAL 



rosso fodrato d' armelliuo, tenente un arancio al 
naturale, le cui mani fanno scaturire il succo che 
cade a goccie; colla campagna spaccata d' oro e 
d'argento. — Cimiero: Un avambraccio in palo 
vestito di rosso coi rovesci d'argento, colla ma- 
no appalmata e giurante. 

BA1ADA di Sicilia. — Discendente dai Pu- 
giades di Barcellona. Un Martino fu creato no- 
bile del S. R. Impero. — Arma: D' azzurro, al 
giglio d'oro e la merlatura dello stesso. 

B AIOLO! A di Verona. — Arma: D'azzurro, 
a due semivoli addossati d'argento. 

BAIAMONTE di Sicilia. — Arma: D'argento, 
a tre fascie d' azzurro ciricate ciascuna di cin- 
que losanghe e due mezze d'argento. 

BAI A MONTI di Verona. — Armaì D'oro, al- 
l'aquila di nero. 

BAIARDl di Palermo. — Un Giuseppe fu ba- 
rone di Mottacarnastra, luogotenente in Sicilia ed 
isoli! adiacenti. Un Giovanni nel 1768 fu dichia- 
rato Marchesa di S. Carlo (Estinta). — Arma: 
D'azzurro, al cavallo d'oro guardante un sole dello 
stesso, movente dal primo cantone. 

BAI ARDO di Trieste. — Arma : Di . . . , al 
leone di. . . . 

BAILA di Cavaglio San Donnino (Lombar- 
dia'. — Arma: D'argento, alla banda d'azzurro, 
accompagnata da due stelle di otto raggi dello 
stesso. 

BAILA di Verona. — Arma: D' argento, alla 
banda d' azzurro, accompagnata da due stelle di 
otto raggi dello stesso. 

BA1LLE di Sardegna. — Arma: D'oro, al 
mastio di rosso torricellato di tre pezzi, fondato 
sopra un ponte dello stesso murato d' argento, 
col capo d'azzurro ad un sole d'oro. — Cimiero: 
Un' aquila al naturale, nascente, tenente col bec- 
co una penna da scrivere. — Motto: Pro patria. 

BAIONA di Sicilia. — Arma: D'oro, all'ele- 
fante di nero, fermo sopra un colle di verde. 

BAIONARI di Modena, vedi Bazzovara. 

BAISANI di Padova. — Arma: Fasciato di 
rosso e d'argento. 

BAISI o DA BAISIO o DA BAESE di Bolo- 
gna. — Originaria di Reggio, o più probabil- 
mente da Baiso nelle montagne reggiane. Guido 
tra la fine del XIII ed il principio del XIV se- 
colo fu arcidiacono di Bologna e vescovo di Ri- 
mini, Dott. di leggi e Lettore celebre nello stu- 
dio bolognese; Filippo fu pure Dott. di leggi e 
Lettore nello stesso studio verso il 1350; ed un 
altro Guido anch'esso Dott. di leggi fu Cappel- 
lano del Papa Innocenzo VI e sostenne per lui 
varie ambasciate ai Veneziani, ai Gonzaga ed ai 
Marchesi d'Este. — Arma: D'azzurro, a tre pe- 
sci d'argento posti in fascia, uno sovrapposto al- 
l'altro. 

BAISO (da) di Reggio-Emilia. — Così deno- 



minata dal castello di Baiso nelle montagne reg- 
giane, di cui era signora fin dal XII secolo. — 
Aberto e Guidone giurarono in quel tempo fedele 
alleanza al Comune di Reggio che loro diede la 
cittadinanza; lo stesso fece Raimondo nel 1188, 
il quale fu poi Console di Reggio nel 1210. — 
Pellegrino, che godeva la cittadinanza di Bologna, 
fu Podestà di Reggio nel 1259; e Guido fu Prof, 
di diritto canonico in Bologna nel 1283 e nel 1298, 
poi Canonico ed Arcidiacono di quella Metropo- 
litana, e finalmente Uditore e Cappellano di Cle- 
mente V in Avignone. Un altro Guido, nipote 
del precedente, fu creato Vescovo della sua patria 
nel 1314, quindi di Rimini nel 1330 e finalmente 
di Ferrara nel 1332. — Altri tre omonimi furono 
egualmente Vescovi ; cioè uno di Tripoli e poi 
Arciv. di Ravenna nel 1332, il secondo di Mo- 
dena nel 1380, il terzo di Ferrara nel 1381. (E- 
stinta). — Una famiglia omonima à pur fiorito in 
Vicenza, della qualo un Guido fu eletto Vescovo 
di Ferrara nel 1304. — Arma? 

BAIVERI di Alti. — Arma: D'oro, alla pan- 
tera di rosso, macchiata di nero, rampante. — 
Cimiero: Un pozzo di rosso sostenuto da due 
draghi di verde affrontati. — Motto: virus ve- 
nenum EXPELLIT. 

BAJALARDI DAL FIUME di Padova. — Nel 
1163 un Alberto Bajalardo seguendo l'Imperatore 
Barbarossa, trapiantò la sua famiglia in Padova, 
e. da essa derivarono personaggi ragguardevoli. — 
Arma: D'argento, al leone di rosso. 

BAJOVARII di Modena, vedi Bazzovara. 

BALBANI di — Arma: D'argento, a 

tre bande d' azzurro, caricate ciascuna di tre a- 
quile d'oro, poste nel senso delle bande. 

BALBANO di Sicilia. — Originaria dai Conti 
di Marsi, prese il nome dalla signoria di Balbano. 
Ha goduto 20 baronie e le contee di Apice e 
Conza. Un Gilberto fu giustiziere di Capitanata, 
un Riccardo barone e gran contestabile di Na- 
poli. — Arma: D'oro, alla fascia di nero accom- 
pagnata da tre api di azzurro, due nel capo af- 
frontate ed una rivolta nella punta. 

BALBI o BALBIS di Chieri. — Dicesi discen- 
dente da un Romano Balbo che sul declinare del 
VI secolo fondò la repubblica di Chieri. Dette 
questa famiglia molti podestà a Testona. Ebbe in 
feudo Bonavalle, Cavallerleone, Castelgentile, Cer- 
vere, Ravigliasco e Cavoretto. ed ultimamente Va- 
nadio, col titolo comitale. Un Prospero fu Cav. 
dell'Ordine supremo della SS. Annunziata. Ce- 
sare Balbo, statista e letterato insigne dei nostri 
tempi. — Arma: D'oro, a cinque bande d'azzur- 
ro. — Cimiero: Una giovane scapigliato al natu- 
rale, vestita d'azzurro, il braccio e la spalla de- 
stra ignudi, impugnante una spada d'argento. — 

Motto: POUR BIEN FAIR!. 

BALBI di Milano. — Di origine romana, fa 



BAL 

compresa nel libro d'oro del 1277. Si divise in 
tre rami, oggi tutti estinti. Il primo ebbe per 
eredità Visconti la consignoria d'Invorio e diede 
alla patria due dottori di Collegio ed un Cav. 
Gerosolim. Il 2." s'illustrò con insigni parentadi, 
e si estinse nel 1624. Il 3.° diede Camerieri du- 
cali, illustri Capitani, Cav. Gerosolimitani, Que- 
stori e Prelati. — Ahma : D'oro, a tre pesci nou- 
tanti al naturale, I' uno sull'altro. 

BALBI di Genova. — Di origine milanese, 
fu trapiantata in Genova nel XV secolo da un 
Allegrino, i di cui figli vennero ascritti a quel 
patriziato. Dette due Dogi biennali alla Repub- 
blica: Francesco Maria nel 1730 e Costantino nel 
1738. — Arma: D'oro, a tre pesci balbi al naturale. 

BALBI di Ravenna. — Le prime memorie di 
questa famiglia risalgono al secolo XI. Fra i suoi 
uomini illustri è da annoverarsi un Isacco, ca- 
pitano negli eserciti dell'imperatore; un Alessio si 
unì coi Polentani, assalì con essi i Cescnati e li 
aiutò a distruggere il castello che questi aveva- 
no innalzato sul lido del mare; ed un Poano si sc- 
analò nell'attacco di Ferrara con Ostasio Polen- 
tani. I Balbi possedettero molte selve e paludi 
vicine al Pò e la valle Fenaria. — Arma: Di 
rosso, alla fascia semipartita d'oro e d'argento. 

BALBI di Venezia. — È un ramo della pre- 
cedente, ascritto al patriziato veneto fino dal 1296. 
Si divise in due famiglie; l'ima si disse dei Bal- 
bi-Porto, e fu decorata del titolo di Conti del- 
l'impero austriaco, e illustrata da diversi Savi del 
maggior consiglio. L'altra dei Balbi-Valier dette 
alla Chiesa un Marco Arciv. di Corfù. Fu signora 
della contea di Duodo e della baronia di Caraz- 
zula. — Arma: D'oro, al capro di nero. — Alias- 
D'oro a una leena di nero. 

BALBIANI di Chiavenna. — Fu capo-stipite 
un Galeotto di Varenna, capitano nella fine del 
XIV secolo della cittadella di Porta Vercellina a 
Milano. Baldassarre suo figlio comperò nel 1403 
da Caterina Visconti il contado di Chiavenna, ri- 
tenuto per molto tempo dai suoi discendenti in 
dominio feudale. Un Alessandro fu investito nel 
1514 dal Duca Massimiliano Sforza del feudo di 
Borgo Lavizzaro, e nel 1322 fu governatore di 
Como. Si estinsero i Balbani di Chiavenna verso 
la metà del secolo XVIII. — Arma: Interzato in 
fascia: nel 1.° d'oro, all'aquila spiegata di nero; 
nel 2.° d'argento, al leone leopardito di rosso ac- 
compagnato da due torte dello stesso; nel 3.° 
d'argento, a quattro pali di rosso. 

BALBIANI di Livorno. — È un ramo della 
precedente, trapiantato in Livorno da un Seba- 
stiano che fu uno dei dodici governatori della 
città. Estinto sul principio del secolo XIX. An- 
che in Pontedera fiorisce tutt' ora una famiglia 
Balbiani originaria da Lierna. — Arma: Come la 
precedente. 

Uiziun.nriu Stor, Bla . 



BAL 

BALBI A NO di Chicri. — I Balbiani, il cui 
nome risponde a quello di un antichissimo paese 
già spettante al territorio di Chieri, ebbero giu- 
risdizione comitale sul luogo di Viale, su por- 
zione di Santena, di Avigliana e di Aramengo; ed 
ottennero con titolo marchionale il feudo di Cal- 
cavagno che fu acquistato da un Alberico nel 
1670. Nel secolo XVI un Flaminio fu Gran Priore 
dell' Ordine Gerosolimitano a Messina, ammira- 
glio e gran maestro di campo del Duca di Sa- 
voia. Un Cesare ed un Andrea furono Vicari di 
Cuneo, ed un Guglielmo nel 1627 gran priore di 
Venezia. Un Vincenzo Balbiano nel 1700 fu creato 
Viceré di Sardegna. — Arma: Di rosso, al bar- 
bio coronato alla reale, d'oro; col capo d'oro al- 
l'aquila di nero, coronata dello stesso. — Cimie- 
ro: Un moro nascente vestito d'azzurro, la fronte 
cinta di bianco, tenente sulla spalla destra una 
clava di verde. — Molto: previde m tira. — A- 
lias: Di rosso, al barbio coronato alla reale, d'o- 
ro. — Cimiero: Un moro nascente, vestito di 
rosso, tenente sulla spalla destra una mazza d'ar- 
mi d'oro. — Motto: rekarde a toi. 

BALDACCHINI di Cortona. — Si à memo- 
ria nel 1160 di un Rinaldo capo-stipite di que- 
sta famiglia. Ebbe la signoria di molti feudi, e 
tra gli altri di Castel Gherardo, e di Modena. Da 
lei uscì un B. Giuliano dei Minori Osservanti. 
Filippo d' Antonio fu creato Conte del palazzo 
Lateranense da Clemente Vili. — Arma: Fasciato 
innestato d'oro e di azzurro: partito d' argento, 
alla fascia del secondo. 

BALDACCHINI di Amantca e di Barletta.— 
È un ramo della precedente trapiantatosi nel 
1 409 nella città di Amantca, al cui illustre pa- 
triziato venne ammesso al tempo della dinastia 
Aragonese, della quale fu molto partigiano. Ri- 
cevuta per giustizia nell'ordine di Malta nel 1631, 
ebbe uomini illustri per urtici e per sapere, e di- 
ramatasi più tardi nella città di Barletta fu pu- 
re aggregata a quella nobiltà. — Dimora presen- 
temente in Napoli e per allogazione convalidata 
da regio assenso aggiunse al proprio il cognome 
dell' estinta famiglia Gargano, nei diritti della 
quale è pienamente succeduta. — Arma : Inquar- 
tato; nel 1." e 4.° d' azzurro, all' albero nudrito 
di verde, sormontato da due stelle ed un cre- 
scente d'oro, ed accompagnato alla radice da due 
porcospini al naturale affrontati (per Baldacchini): 
nel 2.° e 3." bandato di rosso e d' argento ; col 
capo d'oro, a tre anitre senza becco e senza piedi 
di azzurro, ordinate in fascia (per Gargano). — 
Alias: Ondato d'oro e d'azzurro, alla sbarra di 
rosso attraversante sul tutto. 

BALDACCHINI di Treviso. — Originaria di 
Parma, da dove fu costretta esulare per le civili 
discordie che funestarono la patria e ricovrarsi 
sotto la protezione dei Caminesi di Treviso. — Ar- 
ti 



— 81 — 



DAL 



— 82 — 



BAL 



tico, dell'ordine dei predicatori, e Vescovo di Co- 
stantinopoli morto in Treviso nel 1326. — Ghe- 
rardo Ambasciai a Caterina moglie del duca di 
Calabria nel 1 315, ed alla Rcpub. di Venezia nel 
1318 e 1348. — Arma: D'argento, a quattro 
fascie nebulose di rosso. 

BALDACWNA di Verona. — Ugolino fu Giu- 
dice sotto gli Scaligeri nel 1343. — Arma: D'az- 
zurro, al crescente- figurato e rivolto d'oro. 

BALDANA o BALDANI del Friuli. — Ori- 
ginaria di Parma, passata nel Friuli verso il 1300. 
Sigismondo re dei romani, poi Imperat. con di- 
ploma 10 Giù. 1415 creò Antonio di Nicolò Bal- 
dana co'suoi discendenti Conte del Sacro Palazzo 
Latcrancnsc. (Estinta). — Arma: Partito; a de- 
stra fasciato di verde e d'argento; a sinistra d'az- 
zurro, ad una facciata di chiesa d' argento mo- 
vente da una terrazza di verde. — Alias: Par- 
tito; a destra, d'azzurro, al muro merlato e tor- 
ricellato di un pezzo con porta aperta d'argento, 
movente da una terrazza di verde; a sinistra 
d'argento, a tre fascie d'azzurro. 

BALDASSARINI di Siena. — Arma : D' az- 
zurro, al capriolo d'oro, accompagnato in capo da 
un giglio dello stesso, e in punta da un crescente 
d'argento. 

BALDASSERONI di Toscana. — Ascritta alla 
nobiltà di Modena, Reggio, Mirandola e Correggio. 
Il conte Giovanni fu primo ministro del Granduca 
Leopoldo II, ed un di lui antenato fu ministro e 
governatore del ducato di Massa per In Duchessa 
Maria-Beatrice d'Este moglie dell'Arciduca Ferdi- 
nando d'Austria. — Arma: D'azzurro, ad una 
spada, un ramo d' olivo ed una scimitarra al na- 
turale posti in fascia — Lo scudo accollato dal- 
l' aquila al volo abbassato di nero, armata e lam- 
passata di rosso. 

BALDASS1NI di Gubbio. — Un Pace Baldas- 
sino vissuto nel 950, valoroso soldato, fu il capo- 
stipite di questa famiglia. All'epoca delle fazioni 
esularono dalla patria e un ramo si stabilì in 
Germania, ed un altro in Sinigaglia. Un Giobe- 
lardino fu signore di Carpiano, e un Baldoino fu 
creato dal Barbarossa conte dell'Impero. Dei Bal- 
dassini fu il celebre S. Ubaldo Vescovo di Gub- 
bio. Fiorisce ancora questa lamiglia in Firenze 
col titolo di Marchese, ed in Pesaro col titolo di 
Conto. — Arma: D'azzurro, alla fascia d'oro sor- 
montata da due stelle dello stesso. — Alias: 
D'azzurro, all'albero di ulivo di verde sostenuto 
da tre monti d'oro, e sormontato da una cometa 
dello stesso. 

BALDELLl di Cortona e di Perugia. — Origi- 
nari di Siena, un Baldo si stabilì a Cortona. Un 
ramo fiorì anche noi Perugino, ov'eressc il castello 
di Montignana. Ebbero la signoria dei feudi di 
Tregivolo, di Pecciano e di Siolo. — Arma: In- 
quartato; nel 1.o e 4.° d'azzurro, alla banda d'o- 



ro caricata di tre foglie di edera di verde : nel 
2.° e 3.° di rosso, al grifo d'oro. 

BALDES di Sicilia. — Chiara famiglia della 
Val di Noto che à posseduto parecchi feudi. — 
Arma: D' argento, a quattro fascie d' azzurro ac- 
compagnate da dieci rosette rosse ordinate 3, 
2, 2, 3. 

BALDESCUI di Perugia. — Ha dato due Car- 
dinali olla Chiesa: Benedetto creato nel 1633, e 
Federico nel 1673. — Arma ? 

BALDESI di Firenze. — Arma: D'azzurro, a 
due cotisse d' oro, accompagnate da due stelle 
di otto raggi dello stesso; una in capo, a sini- 
stra, ed una in punta a destra. 

BALDESIO di Cremona. — Se ne à memo- 
ria fino dal secolo Vili. Un Giovanni nel 1081 
fu gonfaloniere maggiore della sua patria. Un 
Pietro nel 1507 fu ascritto al nobile collegio dei 
Notari Cremonesi. Estinta nel secolo XVII. — 
Arma: Fasciato di rosso e d'argento, ad un brac- 
cio armato di nero posto in palo, col gomito a 
sinistra, la mano guantata tenente una palla d'o- 
ro attraversante sul tutto 

BALDI di Bologna. — Arma: D' azzurro, al 
globo areostatico d'oro. 

BALDI di Bra, Conti di Scrralunga. — Arma: 
D'argento, all'aquila di rosso armata di nero; col 
capo d'azzurro a tre stelle di sei raggi d'oro. — 
Cimiero: Una stella d'oro di sei raggi. — Motto: 

LUM1NF. TITO. 

BALDI di Genova. — Originaria di Lerici. 
Giambattista Vescovo di Nebbio nel 1579. — 
Ascritta al Libro d' oro verso la metà del XVII 
secolo. — Arma: D' azzurro, al leone d'oro co- 
ronato dello stesso, sostenente con la branca an- 
teriore destra un giglio d'argento; con la banda di 
rosso caricata di tre stelle di sei raggi d'argen- 
to, attraversante. 

BALDI di Novara. — Fu capo-stipite un 
Baldo che viveva nel 1040. Un Pietro fu crento 
dal Barbarossa Conte dell'impero: un Lapo fu Po- 
destà nel 1298, e un Cino nel 1296. — Arma: 
D'argento, al cannone al naturale ( ?! j affustato di 
rosso, posto - sopra una rupe di verde, movente 
dalla punta: al capo d'oro, sostenuto dalla divisa 
di azzurro, a tre stelle d' oro e caricato dall' a- 
quila spiegata di nero, coronata d'oro. 

BALDI DELLA CAPPELLINA di Bologna e 
di Modena. — Figurano fra i feudatari estensi 
con titolo comitale. — Arma: Inquartato; nel 1° 
e 4° d' azzurro, alla pigna d' oro fra due foglie 
dello stesso accompagnata nel capo da un lam- 
bello di tre pendenti d'oro con tre gigli dello 
stesso; nel 2° e 3° d'oro, al monte di tre cime 
di verde, sormontato da una gallina al naturale. 

BALDINI di Firenze. — Nel 1371 furono in- 
vestiti dalla Repubblica Fiorentina della signoria 
di Friena e Bordignano, col titolo di Conti. Un 



BAL 



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BAL 



Belisario fu Vescovo di Latina nel 1555. Un Fran- 
cesco circa la metà del secolo XVII ebbe il titolo 
di marchese. — Arma: D'argento, al cavallo al- 
legro di rosso, bardato e imbrigliato dello stesso, 
accompagnato in capo da una mazza l'errata pur 
di rosso posta in banda. 

BALDINI di Palermo. — Deriva dalla prece- 
dente e fu trapiantata in Sicilia da un Giorgio Bal- 
dini gentiluomo fiorentino al tempo di re Fede- 
rico II, facendo in Palermo resistenza. — Arma? 

BALDINI di Velletri. — Uscì da questa fa- 
miglia un Bartolomeo rinomato nell'Italia per la 
sua eloquenza, e che mori Ministro Generale del- 
l'Ordine dei PI». Carmelitani. — Arma: Spaccato 
d'oro e di rosso, alla fascia dentata d'azzurro ac- 
compagnata nel 1." da un' aquila spiegata di ne- 
ro; e nel 2.° da un leone d'oro. 

BALDINOTTI di Pistoja. — Il capo-stipite 
dei Baldinotti ebbe la signoria di Volterra da 
Ottone il Magno. Guelfi di partito, ne furono spo- 
gliati rimanendo signori di Monte Veltrio e di 
altre castella. Un Galgano fu Vescovo di Reggio. 
Un ramo di questa famiglia fiorì in Firenze, ed 
un altro in Roma ed in Lucca. — Arma : D'az- 
zurro, alla banda d'argento. 

BALDIRONI di Milano. — Ebbe origine in 
principio del XVI secolo da un Giovanni-Antonio 
da Lissone, il quale si arricchì coli' appalto della 
catena del Naviglio Grande di Milano. Fiorirono 
di questa famiglia diversi Notai e Giureconsulti, 
Capitani, un Sindaco fiscale ed un Can. della Sca- 
la. — Carlo nel XVII secolo fu confiscato per 
aver ucciso la moglie, Vittoria del Sole. — Ar- 
ma: D'azzurro, al castello torricellato di tre pez- 
zi di rosso, aperto del campo, sostenuto da tre 
roecie di verde; col capo d'oro, all'aquila di ne- 
ro coronata del campo. 

BALDISSONE di Genova. — Originaria di 
di Savona. Percivalle andò ambasciatore a papa 
Martino IV nel 1281. Nel XV secolo entrò nel- 
1' Albergo dei Cibo. — Arma : D' argento, al leone 
al naturale coronata d'oro. 

BALD01NI o BALDUINI del contado di Nizza, 
Conti di S. Dalmazzo. — Giuseppe-Francesco fi- 
glio dell' Avv. Spirito, nel 1766 fu investito di 
Clans in contado. — Arma : D'azzurro, al capriolo 
d' argento, accompagnato da tre trifogli dello 
stesso, e caricato di due leoni di rosso affrontati. 

BALDONI di Romagna. — Arma: D'azzurro, 
alla bomba d' oro infiammata di rosso, movente 
da un mare di argento, e sormontata da tre stelle 
del secondo. 

BALDORCI di Firenze. — Arma: D'azzurro, 
al monte isolato di sei cime d'oro, sormontato da 
un crescente volto d'argento. 

BAL DO VINETTI di Firenze. — Un Baldovi- 
netto di Borgognone, capo-stipite della famiglia, 
fu console nel 1198 e nel 1204. Un Baldovinetto 



di Ugo sedette nel consiglio degli anziani nel 
1251. Uscirono da questa casa 32 priori, e 5 gon- 
falonieri di giustizia. Un Baldovinetto di Gio- 
vanni fu Vescovo di Ancona nel 1523. Si estin- 
sero nel 1814. — Arma: Di rosso, al leone d'oro. 

BALDOVINI di Pisa. — Un Baldovino fu pri- 
ma vescovo di Mariana in Corsica e poi di Aversa 
nel 1554. Un Cristoforo di Giovanni" fu Bali del- 
l'Ord. Milit. di S. Stefano nel 161 4. (Estinta). — 
Arma ? 

BALDOVINI di Venezia. — Originaria di 
Lucca, trapiantata in Firenze, da dove si diramò in 
Bologna e in Venezia. Nel 1310 Simone fece parte 
della congiura di Bajamonte Tiepolo, e Francesco 
avendo tentato di farsi signore di Venezia per 
vendicarsi di essere stata esclu.-a la sua famiglia 
dal Maggior Consiglio fu impiccato nel 1415. — 
Un Andrea Baldovino insieme ad Angelo Drusia- 
no,- avevano portato da Costantinopoli a Venezia 
i corpi dei SS. Simone profeta ed Ermolao. — 
La famiglia dei Baldovini fece edificare in Vene- 
zia la chiesa dei SS. Simone e Giuda, ed il mo- 
nastero di S. Croce insieme coi Magistrelli. — 
Aiima antica: Di rosso, all'aquila d'oro, accom- 
pagnata da treccie dello stesso. — Arma mo- 
derna : Di rosso, all' aquila d' oro. 

BALDRACCANI di Forlì. — Fu capo-stipite 
Giovanni di Francesco che viveva nel 1371. Nel 
1480 un Giorgio fu scelto da Pino III Ordelaili 
a reggente del principato. — Arma: Di rosso, al 
cane rampante d'argento, collarinato dello stesso. 

BALDUCCI o BALDUZZI di Bagnacavallo. 
— Originaria di Castel Bolognese e della Serra, 
di cui possedeva lo storico castello, à dato alla 
patria uomini distinti in armi e nelle magistra- 
ture. — Arma: Di rosso, al capriolo d ; argento, 
accompagnato da tre palle dello stesso, 2 in ca- 
po, ed 1 in punta. 

BALDUINI di Bologna. — Gli antichi Bai- 
duini non sono da considerarsi cogli altri omo- 
nimi originari di Milano e trapiantati in Bolo- 
gna nel XVII secolo. — Jacopo Balduini, celebre 
Dott. in leggi e Lettore nello studio bolognese, 
fu creato nel 1229 Pretore di Genova; un altro 
Jacopo fu pure Dott. in leggi e nel 1280 dato 
con altri di nobili famiglie in ostaggio al Papa 
per accertarlo che i Bolognesi non rinnovereb- 
bero le lotte cittadine. — I Balduini possede- 
vano molte terre nel comune di Zola. — Arma: 
D' azzurro, alla colonna d' argento, con capitelli 
d'oro, sormontata da corona dello stesso, terraz- 
zata di verde ed accompagnata da due semivoli 
d'argento. — Alias: Spaccato d'argento e di ros- 
so, al piano al naturale accostato da due leoni af- 
frontati dell'uno all'altro; col capo d'argento ca- 
ricato da tre aquile di nero. 

BALDUINI DE CAPRIS nel Tirolo, Nobili 
del S. R. I. dal 17 Luglio 1 478, e cavalieri dello 



BAL — 84 

stesso dal 22 Ott. 1696. — Arma: di rosso, al ' 
becco rampante d' azzurro scaglioso d' argento, 
circondato dalla coda di un dragone d'oro in ca- 
pò; il detto dragone sormontato da una croce I 
trifogliata dello stesso. — Un ramo di questa j 
casa in Basilicata fu decorato del titolo di Con- ! 
te il 3 Ag. 1790, ed à per Ama: D'argento, alla 
capra rampante d'azzurro, collarinata del primo. 
— Cimieri: \. n un dragone d'oro sormontato da 
una croce di dodici punte dello stesso; 2.° la ca- 
pra nascente dello scudo. 

BALDU1NI di Modena. — Appartiene a que- | 
sta casa, già nobile e potente in Modena fin dal I 
1306, un Gaspare architetto militare che fu al 
servizio dei Duchi di Savoja, ed assai lodato dal 
Tirabosclii. — Arma : Spaccato di rosso e d'oro, 
all' albero sradicato al naturale, posto sopra il 
tutto, accostato da due leoni sfrontati egual- 
mente posti sopra il tutto doli' uno all' altro; col 
capo dell' Impero. 

BALDU1NT di B-cggio-Emilia. — Jacopo, vi- 
vente noi XIII secolo, fu celebre giureconsulto e 
fu ascritto alla cittadinanza di Reggio e di No- | 
fogna, nella qual ultima città tenne la cattedra 
di giurisprudenza, poi fu Podestà di Genova e 
morì in Bologna nel 1233. Michele sacerdote ed 
elegante poeta nel XVIll secolo fu 1' ultimo di 
questa casa. — Arma ? 

BALENI di — Arma. D'oro, alla 

croce di S. Andrea d' azzurro, accompagnata da 
quattro merlotti dello stesso. 

BALESTEROS di Sicilia. — D'origine spa- 
glinola, lu trapiantata in Sicilia da un Pietro ve- 
nuto da Madrid nel 1623. Filippo IV lo creò ca- 
stellano della città di Agosta. Un Isidoro fu ba- 
rone di Bongiordano, qual titolo commutò in quello 
di Marchese. — Arma: D'azzurro, alla banda scac- 
cata d'argento o di rosso di tre file sormontata 
da un leone d' oro guardante una balestra tesa 
dello stosso, movente dal primo cantone. 

BALESTRAZZI di Venezia. — Originaria di 
Malamocco, e trapiantata in Venezia dove si spense 
nel 1301 nella persona di Messer Rinaldo. — Ar- 
ma; Partito d'azzurro e d'oro, alla banda di 
verde attraversante sul tutto. 

BALESTRI di Modena. — Arma: D'azzurro, 
olla balestra al naturale colla freccia d'argento 
accostata da altre due dello stesso, tutte tre ri- 
volte al capo; col capo dell' Impero. 

BALESTRI di Venezia, detti anticamente BA- 
LADI, originari di 'Porcello, si trapiantarono in 
Venezia dove furono fatti nobili alla serrata del 
Maggior Consiglio. — Arma: D'oro, alla banda 
scaccata d' azzurro e d' argento. 

BALESTRIERI di Venezia. — Arma: Di ros- 
so, alla banda d'oro, caricata di una balestra al 
naturale posta in banda, l'arco attraversante sul 
rosso. 



— BAL 

BALESTRINO di Genova. — Originaria del 
castello omonimo, già capo-feudo di un ramo dei 
Del Carretto. — Antonio fu Consigliere della re- 
pubblica nel 4 455 e 4 461. — Ascritta in famiglia 
Promontorio. — Arma: D'oro, al leone di nero 
impugnante con le branche anteriori una bale- 
stra al naturale, in palo. 

BAL1ANI di Genova. — Originaria di Le- 
vanto, ebbe in Genova uffici pubblici nel XV se- 
colo. Bartolomeo Consigliere delle Compere di 
S. Giorgio nel 1463; Teramo ufficiale di Balia nel 
1 489, Anziano nel 1302 e 1504, capitano della 
città e difensore del popolo nel 1506. — Ascritti 
in famiglia Imperiale nel 1528. — Nel XVII se- 
colo ebbero parecchi senatori, ed un Giambattista 
fu emulo del celebre Galileo. — Arma: D'oro, 
all' aquila di nero coronata dello stesso; col capo 
cucito d'argento alla croce di azzurro. 

BALISTRER1 di Messitw. — Nel libro d'oro 
dei nobili messinesi si trova scritto nel 1596 un 
Biagio. Diversi furono straticò della loro patria. 

— Arma: D'azzurro, alla balestra tesa d'oro, po- 
sta in palo. 

BALLACCIII di Sant'Arcangelo (Romagna). 
Famiglia assai cospicua che à dato due vescovi 
alla chiesa riminese; Guido nel 1278 e Lorenzo 
nel 1301. — Arma: Una banda accompagnata da 
tre palle, due in capo, ed una in punta. 

BALLADA di Piemonte, Conti di San Rober- 
to. — Arma: D' azzurro, alla fascia d' argento, 
alzata, caricata d' un giglio del campo, con un 
leopardo d'argento in punta dello scudo. — Ci- 
miero: Un leopardo nascente, d' oro, lioguato di 
rosso, tenente fra le branche un ramo di giglio 
di giardino al naturale. — Motto: a diev sorr tovt. 

BALLAI di Messina. — Originaria di Fran- 
cia e patrizia di Messina. Fra Pietro Ballai del 
priorato di Messina, fu Cav. Gerosolim. nel 1514, 
e quindi Commendatore. — Arma : D' argento, 
alla banda di fusi accostati e accollati di rosso, 
accompagnata da sei gigli d' azzurro, ordinati in 
cinta. 

BALLARD o BALLARDI del Piemonte, otten- 
nero nel 1734 il titolo di Conti di Roccafranca. 

— Arma: D'argento, alla croce di S. xVndrea den- 
tata di rosso; col capo cucito d'oro, all'aquila di 
nero coronata dello stesso. 

BALLAR1NI di Padova. — Ebbe nobiltà in 
Treviso e in Murano. — Arma: Partito d' ar- 
gento e di rosso, a due fascie abbassate dell'uno 
nell'altro. 

BALL ARENI o BELLARINT di Padova. — 
Un Zuane Balarin, essendo molto amico di Fran- 
cesco Novello, sapendo che questi era nel Friuli 
coli' esercito per ricuperar la patria dalle mani 
del Conte di Virtù, fuggì da Padova, o con Riz- 
zolctto Rizzolctti e Cbecagio Pcccanini andò a tro- 
varlo e per lui militò alla ricuperazione di essa. 



BAL 



— 85 — 



BAL 



— Arma: D' argento, i due fascie, la prima di 
rosso e la seconda di nero. 

BALLARINI di Treviso. — Arma : D'azzurro, 
alla banda scalinata d'argento, accostata da due 
rose d'oro. 

BALLAROTO di Palermo. — Un Salvatore fu 
procurato!* causidico, e un Pietro giudice preto- 
riano. Un Benedetto assunse il titolo di Marche- 
se nel 4763. — Arma: D'azzurro, al sole d'oro. 

BALLATI-NERLI di Mantova. — Originaria 
di Siena, ebbe a capo-stipite Giovanni d'Orazio, 
Un Orazio, suo figlio, fu investito del marchesato di 
Yalderro che commutò dipoi con quello di S: Secon- 
do. Un Domenico fu Vescovo di Colle nel 4704. — 
Arma: Partito; a destra d'azzurro, alla stella d'o- 
ro in capo, che è dei Ballati; a sinistra d' ar- 
gento, a tre pali di rosso che è dei Nerli; sul 
tutto una fascia d'oro attraversante. 

BALLATI di Steno. — Originaria senese, e 
del Monte dei Riformatori. — 11 primo fra i ri- 
sieduti fu Andrea di Checco di Casello nel Sett. 
e Ott. 4 355. Francesco di Meo risiedè nel 4375. 

— Orazio di Giovanni Ballati fu adottato nella 
casa materna dei Nerli di Mantova, e da quel 
tempo i Ballati si dissero Ballati- Nerli. — Un 
altro ramo dei Ballati sì è estinto verso il 4760. 

— Arma : D' azzurro, alla stella d' oro in cape. 

— Alias: D'azzurro, alla banda d'oro, accompa- 
gnata in capo da una stella dello stesso. 

BALLATINI di Bologna. — Ottenne molti fa- 
vori da Giovanni II Bentivoglio, e s' imparentò 
colle principali famiglie bolognesi. — Arma : D'ar- 
gento, all' ulivo al naturale terrazzato di verde, 
sopra un ramo del quale posa un uccello di nero. 

BALLE o DALLE BALLE di Bologna. — An- 
tica famiglia ghibellina che novera fra' suoi parec- 
chi ragguardevoli personaggi. — Ballo ebbe dal re 
di Aragona il titolo di soldato regio e fu creato 
Viceportolano di Alcamo in Sicilia. — Akma : Di 
rosso, al capriolo d' oro, accompagnato da tre 
palle d'argento, 2 in capo ed 4 in punta. 

BALLESTRERO d'Asti, Conti di Montalen- 
ghe . — Arma : Di rosso, al leone tenente con le 
branche anteriori una balestra, il tutto d' oro. 

BALLESTRERO di Savigliano. — Arma: 
Troncato d'oro e di rosso al Satiro tcnent ; colla 
destra un dardo, colla sinistra un arco, ed avente 
appeso ad armacollo un turcasso pieno di dardi, 
il tutto al naturale, e dall' uno all' altro. — Ci- 
miero : Un braccio vestito d' azzurro e di rosso 
impugnante un dardo. — Motto: nii.i.a me ter- 
reni. 

BALLI ANI di Casale. — Da un Balliano gen- 
tiluomo di Casale nel 4 "260 che essendo signore 
di Anuf no vendè il dominio agli Ospitalieri, di- 
scende questa chiara famiglia, che ebbe il feudo 
di Oddalengo. Nel 4 103 erano consiglieri della 
città Giacomo ed Agostino. — Antonio nel 1535, 



ottenne da Carlo V la conferma del titolo comi- 
tale concesso nel 4 469 ai fratelli Francesco e 
Giacomo. Teodoro cav. del S. M. 0. Gcrosolim., 
era Comandante di Nizza della Paglia nel 4 599. 
Giovan-Giacomo, Oratore del Duca di Mantova e 
Monferrato al ro di Francia nel 4662, fu pre- 
sento al congresso di Mùnster. Camillo, figlio del 
precedente, insignito dal Duca del titolo di Con- 
te. — Arma? 

BALLO di Sicilia. — Originaria bolognese, 
fu trapiantata in Sicilia da Sancio nel 4 378. Un 
Antonio fu maestro razionale del regno: un Gio- 
vanni-Graziano barone di Callatuvo. Nel 4 398 un 
Giacomo e un Lorenzo furono baroni di Avola, e 
un altro Graziano marchese di Bonfornello nel 
4694. — Arma: D'azzurro, alla banda d'oro ca- 
ricata di tre palle di nero. 

BALLONIO o BALLON E di Sicilia. — Ori- 
ginaria di Lombardia, fiorì nei secoli XI, XII, 
XIII. — Arma: D'azzurro, al leone d'oro, armato 
e lampassato di rosso, col capo cucito dello stes- 
so, caricato da un cuore d'argento, accostato da 
due rose dello stesso. 

BALLOTTA di Siena. — Arma: D' azzurro, 
al grifo d' argento impugnante una spada nuda 
dello stesso manicata d'oro. 

BALLY del Piemonte. — AnMA : D' azzurro, 
al diamante d'argento nel cuore dello scudo ac- 
compagnato da tre fascie d'oro, una sopra o duo 
sotto. — Cimiero: Un albero di quercia alquan- 
to inclinato in banda, sinistrato da un vento in 
atto di sofliarc contro il medesimo. — Motto: 

PREMITUR SEU NON Ol'PHIMITUH. 

BALME (la) di Piemonte, Signori di Asprc- 
mont. — Arma: Fasciato d'oro e di nero. 

BALNEO di — Aiima: Inquartato in 

croce di S. Andrea, d'oro e di azzurro. 

BALSAMI di Milano. — Ebbe origine nel se- 
colo XV in cui alcuni de' suoi membri esercita- 
vano il notariato. Dette alla patria un Giurecon- 
sulto Collegiato ed un membro del tribunale dei 
XII di provvisione. Nel XVIII secolo acquistò il 
feudo di Zelo Surrigone, ed ebbo poi il titolo di 
Marchese. Ora chiamasi Balsamo-Crivelli. — Ar- 
ma: Spaccato d'argento e di rosso, a due ceppi di 
vite di verde fruttiferi di rosso, passati in dop- 
pia croce di S. Andrea, moventi dalla pianura er- 
bosa. 

BALSAMO di Messina. — Originaria di Lom- 
bardia, fu trapiantata in Messina nel secolo XII 
da un Maurizio che acquistò i feudi della Vigna, 
della Massaria in Patti, di Pollina, Limiiii e Sam- 
basilio. Un Giacomo fu signor di Mirto: un Pie- 
tro nel 1613 fu il primo principe di Itoecaliorita. 
e straticò di Messina nel 1621. Un Francesco nel 
4759 acquistava il principato di Castellaci; ed 
un Giuseppe fu croato Barone di Cattali. Dome- 
nico Balsamo, Benedettino, fu Arcivescovo di 



HAI, — 86 

Monreale. — ARMA: Spaccato: al I.» partito d'oro 
c di rosso, all'uccello di nero sull'oro; al 2" d'az- 
zurro. 

BALSANO di Palermo. — Originaria della 
Germania, si stabilì in Palermo sotto P impera- 
tore Enrico VI. Un Tommaso ottenne da Federi- 
go 11 la castellania di Catania, e un Giovanni 
quella di Lentini. — Arma: D'oro, al monte di 
nero, sormontato da un cavallo di rosso. 

BÀLSORANO di Messina. — Di origine Nor- 
manna, prese il nomo dal feudo di Balsorano. A 
goduto nobiltà in Avellino ed in Sarno. Fu signo- 
ra di sei baronie; e si cstinsc nella famiglia dei 
Marchesi Cammarota. — Arma: D'oro, al grifo 
di azzurro, linguato d'oro; con la banda di rosso 
attraversante sul tutto. 

BALUCÀNTI di Brescia. — Giacinto ottenne 
dal governo veneto il feudo di Cento d'Albana 
e di S. Maria del '/orno con titolo di Conte con 
Ducale I Die. 1083 — I fratelli Giacinto e Gio. 
Battista ottennero con sovrana risoluzione 18 Die. 
18to la conferma del titolo comitale per loro e 
discendenti maschi. — Arma: D'oro, ad una quer- 
cia di verde. 

BALUC1UX di Venezia. — Arma: Spaccato; 
nel l.° d'argento, a tre bando d'azzurro; nel 2.° 
di nero, a tre bande d'argento. 

BALI' DI o BHLLUDI di Padova. — Furono 
ascritti al nobile consiglio nel I08I. Un Bclludo 
e un Passerino consoli della patria. Un Luca, dei 
Minori Conventuali, per la sua pietà meritò il ti- 
tolo di Beato. — Arma: D' argento, a tre fascio 
di rosso. — Alias: D' argento, a tre bande di 
rosso. 

BALUFFI di Ancona. — Gaetano Vescovo 
d'Imola, poi Arciv. di Camerino, creato Card, di 
S. Chiesa il 21 Die. 18'iGdal Ponte!'. Pio IX.— 
Arma: D'azzurro, alla fascia d' argento, caricata 

di tre palle di , accompagnata in capo 

da un' aquila coronata di . . . . , e in punta da 
due cigni di ... . soranti, accostati posti sopra 
un fiume al naturale in punta, e guai-danti due ! 
stelle d' argento, poste sotto la fascia, un po' a j 
destra. 

BALUGOLI di Modena. — Trasse il nome e | 
P origine dal castello di Balugola nelle montagne i 
del Modenese. — Scudo Avvocati della Chiesa di 
Modena erano perciò detti Avvocati nel 1018 — 
Fu tra le nobili e potenti di Modena, e signora 
di Rocca S. Maria. — Aveva il privilegio di j 
tenere il freno, poi di avere il cavallo che il Ve- ; 
scovo di Modena montava allorquando prendeva 
possesso della sua diocesi, e quello pure di avere j 
lire sette e un soldo per ogni duello, dovendo | 
essa custodire il campo ed avere il cavallo e le j 
spoglie del vinto campione. (Estinta^. — Un ra- ! 
dio di questa casa à pur fiorito in Carpi. — Ar- I 
ma: Di rosso, a tre crescenti montanti d' argen- j 



— BAN 

to, posti 2 e 1. — Alias: di rosso, al crescente 
montante d' argento. 

BALZANI di Bologna. — Ebbe parecchi Dot- 
tori Collegiati ed Anziani del Comune di Bolo- 
gna. — Arma: D'azzurro, a due coscie recise e 
sanguinose di daino al naturale poste in croce di 
S. Andrea. 

BALZI di Vicenza. — Ebbe la conferma del- 
l'antica nobiltà nel 1820. — Arma. D' azzurro, 
all'albero di verde, posto sopra una collina dello 
stesso. 

BALZO (del) di Napoli, — Originaria dalla 
Provenza, un Raimondo si stabilì in Napoli e di- 
ventò Conte di Avellino. Un Barrale fu gran giu- 
stiziere sotto Carlo I d' Angiò: un Giacomo de- 
spota di Romania e principe di Acaia. Ha goduto 
la signoria di 162 feudi, di un Viscontado, di 27 
Contadi, di un Marchesato, di 5 Ducati, e di 3 
Principati che sono Altamura, Acaia e Molfctta. 
Ebbe nobiltà in Napoli al seggio di Capuana, in 
Capua, in Brindisi. Pozzuoli e Stilo, ed ottenne 
il titolo di Serenissima come una delle sette 
grandi famiglie di Napoli. — Arma: Inquartato: 
nel l.o e 1.° di rosso, alla stella caudata e di se- 
dici raggi d'argento; nel 2.° e 3.' d'oro, alla cor- 
netta di verde. 

BALZO (del) di Capua. — È un ramo della 
precedente, trapiantato in Capua da Scipione e 
Raimondo. Fu insignito del titolo di Duca sui 
feudi di Caprigliano, Presenzino e Schiavi. — Ar- 
ma: Eguale alla precedente. 

BAMBAGLIOLI di — Arma: Bandato 

d'armellino e di rosso. 

BAMBASI di Feggio-Emilia. — Un Simone 
fu podestà di Sassuolo nel 1510, e un Bartolomeo 
podestà del Finale nel 1510. — Arma: di rosso, 
al grifo d' oro; colla fascia d' azzurro caricata di 
tre crescenti d' argento, attraversante sul tutto. 
. BAMBASI o BOMBACE di Modena. — È un 
ramo della precedente. Antonio era tra i Con- 
servatori di Modena nel I ti 2. ^Estinta). — Arma: 
D'azzurro, alla banda increspata d'argento, ac- 
compagnata in capo da un giglio d'oro. 

BANCA (dalla) di Vicenza. — Ascritta al Con- 
siglio nobile di Vicenza nel Io il nella persona 
di Giovan-Filippo. — Arma: D'oro, al capriolo di 
nero, caricato da due leoni affrontati del campo. 

BANCARI di Mantova. — Nobile di Mantova 
fin dal 1581. — Giambattista medico collegiato 
nel 1620; Francesco Cancelliere ducale tra il 
1681 e 1690: altro Giambattista giureconsulto 
collegiato, poi priore di esso collegio, Podestà di 
Revere nel I70i, poi Governai di Ostiglia, quindi 
di Goito, e nel 1721 di Sermide. Detto Giam- 
battista ed il fratello Gaetano nel 1726 furono 
insigniti del titolo di Conti dal Duca di Gua- 
stalla. Antonio decurione nel 1791, e Consigliere 
della Prefettura del Mincio nel 1810. — Arma: 



BAN 



— 87 - 



BAN 



Spaccato, d'azzurro, a tre stelle d'oro, c d'ar- 
gento, al corvo di nero, posto sopra una terrazza 
dello stesso ; colla fascia di rosso, caricata da un 
crescente d'argento, attraversante sulla spacca- 
tura. 

BANCHELLI di Sassuolo. — Un Vincenzo fu il 
capo-stipite della famiglia ascritta alla cittadinanza 
sassolese nel 4 488. Girolamo e Cristoforo furono 
podestà della patria. — Arma: D'azzurro, al leo- 
ne d'oro lampassato di rosso e accompagnato da 
tre stelle del secondo, accostate in capo. 

BAXCIIERIO di Sicilia. — Un Giovanni fu 
giurato di Palermo nel 1320. Un altro Giovanni 
ottenne dal re Alfonso I' uflicio della Statia di 
Palermo; e un terzo Giovanni ebbe la Castella- 
nia di Siracusa. — Arma: D'oro, alla banda di 
rosso. 

BANCIIERO di Genova. — Da Clavarezza 
presso Savignone, e da Rapallo. Nella distrutta 
chiosa di S. Andrea di Sostri (ponente), vedevasi 
la lapide sepolcrale di Lanfranco Banchero e di 
suo figlio Oliverio, segnata del 1188. Nel 1550 
Bernardo Banchero qm. Bartolomeo fu ascritto in 
famiglia Negrone. Giuseppe Banchero, nato in 
Genova il 6 Mar. 1815 ed ivi morto il 44 Gen. 
1874, compilò varie opere di storia patria, 
fra le quali è certamente la più importante, seb- 
bene rimasta incompiuta, quella che si intitola: 
Genova e le due riviere. — Arma: D'argento, 
all'aquila di nero coronata d'oro posta sopra una 
panca d'oro movente dalla punta dello scudo. 

BANCHI di Siena. — Arma: D'argento, alla 
croce trifogliata di rosso. 

BANCHIERI di Pistoia. — Antonio creato Car- 
dinale da Benedetto XIII, e Segretario di Stato 
da Clemente XII. Gianfrancesco, nipote del prece- 
dente, ebbe la porpora cardinalizia nel 1753 e la 
legazione di Ferrara. — Arma: D'azzurro, al 
monte di sei cime, movente da un mare, il tutto 
d' argento, sostenente due garofani d'oro, gambuti 
di verde e moventi dalle due cime più basse: il 
tutto sormontato in capo da un'aquila spiegata 
di nero. 

BANCI o BANZI di Bologna. — Originaria 
dalla Germania, fu trapiantata in Bologna sul 
principio del secolo XIII. Ben 36 individui ap- 
partennero al nobile consiglio degli Anziani. Un 
Taddeo seniore fu Vescovo di Nepi e Sutri. Un 
Emilio ebbe il titolo di Conte. I Banci ottennero 
il marchesato di Aquaria nel modanese dal Duca 
Rinaldo. — Arma : D'oro, alla croce alta, vuota, 
ritondata, e trifogliata di rosso. — Cimiero: Un 
angelo tenente la croce dello scudo. 

BANCO ó. BANCA di Genoca. — Originaria 
del castello omonimo presso Rapallo, ma nal 1362 
entrò a comporre l'albergo dei Giustiniani. Il 
celebre poliziotto e annalista Agostino Giusti- 
niani, che mori Vescovo di Nebbio nel 1536, era 



figlio di Paolo Giustiniani della Banca. — Ai»ma: 
D'azzurro, alla banda scaccata di tre file d' ar- 
gento e di nero. 

BANDA di Verona. — Di antichissima ori- 
gine, ed ascritta al Consiglio nobile di Verona 
fin dal 1279 nella persona di un Bonaventura — 
Giovanni nel 1 434, Andrea nel 1 445 e Nicola nel 
1558, chiarissimi giureconsulti, appartennero al 
Collegio degli avvocati e dei giudici. Antonio nel 
1451 fu pretore urbano. — Daniele e Galeazzo 
furono legati a Cornelio vescovo di Verona e 
Cardinale nel 4504; c nel 1509 prefetti del Be- 
naco. — Il soprannomato Andrea per aver con- 
dotto in moglie una Soncina Martinengo venne 
in possesso del castello di Sanguinotto, del quale 
i di lui figli furono costituiti Conti dalla Repub. 
Veneta. — Arma: D'azzurro, alla banda d'oro; 
con una testa di Giano al naturale attraversante 
sul tutto, coperte le spalle da un manto di rosso 
fodrato di armellino, con una striscia di rosso in 
palo fra le due teste. — Cimiero: La testa di 
Giano, ovvero, una testa e collo di aquila di nero 
posta fra un volo dello stesso. 

BANDELLI di Lucca. — Se ne ànno memo- 
rie fino dal secolo XIV. Bandello, collettore apo- 
stolico nella Toscana e nel Ducato di Spoleto, fu 
nel 1388 Vescovo di Città di Castello, poi di Ri- 
mini nel 1407 creato Cardinale nel 1408. — Ar- 
ma: Tre bande, fra le quali le lettere R. A. — 
Alias: la croce di S. Andrea. 

BANDI di Cesena. — A questa nobile fami- 
glia, imparentata coi Braschi, appartiene Gian 
Carlo Vescovo d' Imola e poi Cardinale nel 1775. 
— Arma? 

BAXDIERA di Lombardia. — Potente fami- 
glia che nel XVII secolo si diramò nel Friuli e 
in Messina. — Arma: D'oro, alla torre di rosso, 
aperta e finestrata di nero, cimata dalla bandiera 
spaccata di rosso e d'argento, astata di nero, ca- 
ricata da un artiglio di aquila dell'uno nell'altro. 

BANDIERA di Messina. — Fu capo-stipite 
dei Bandiera di Messina un Mario sul cominciare 
del secolo XVII. — Arma: Spaccato : nel 1.° d'az- 
zurro, al destrocherio armato al naturale, la ma- 
no di carnagione, impugnante una bandiera di 
rosso, astata d'oro, svolazzante a sinistra ; nel 2.» 
di rosso a due bande d'argento. 

BANDIERA del Friuli. — Arma: Di rosso, 
alla bandiera d' argento, astata d' oro. 

BANDIERI di Modena. — Domenico Proto- 
not. Apost. vivente in Roma nel 1630 fu per no- 
ve anni Prof, di morale filooslia nella Sapienza, 
ed à lasciato alcuni suoi scritti latini citati dal 
Mazzuecholli e dal Tiraboschi. — Auma: Burel- 
lato increspato d' oro e d'azzurro di sette pezzi, 
al giglio d' oro attraversante sulla terza d' az- 
zurro. 

BANDINELL1 di Siena. — Dalla Francia si 



BAN 

portarono in Siena con 1' imperatore Carlo Ma- 
gno, e si dissero Bandinclli da un Batidinello. Si 
divisero poi in Palazzcsi e in Paparoni. Uscì da 
questa famiglia il Pontefice Alessandro III morto 
nel 1484. Rolando fu Cardinale sotto Lucio III; 
un Filippo fu Vescovo di Penne, e un Volunnio 
Patriarca di Costantinopoli e Cardinale nel 4658. 
— Arma: D' oro pieno. 

BANDINI di Bologna. — Fu ascritta fra le 
quaranta nobili. Un Botto di Camillo fu degli 
Anziani nel 1 560, e un Ercole di Giovanni Se- 
natore. — Arma: D'azzurro, a quattro catene 
d' argento, moventi dai quattro angoli dello scu- 
do, e convergenti al centro legate ad un anello 
dello stesso; col capo d'azzurro caricato da tre 
rose d'argento. 

BANDINI-GIUSTINIANI di Camerino e di 
Roma. — Da Vanni di Baudino dei Baroncelli 
riconosce questa famiglia la propria origine. — 
Melchiorre nel 1140 vestì l'abito del S. M. 0. 
Gerosolim., di cui fu Gran Cancelliere, e Procu- 
rai Generale ossia ambasciatore a Roma dove 
diede il suo voto per 1' elezione del Gran Mae- 
stro Fra Battista Orsini nel 1467. Cornelio fu 
Colonnello di Francesco I re di Francia, e nel 1337 
si segnalò all'assedio di Montcmerlo in Toscana. 
Leonardo nel 1512 fu Parafrenario, ossia Caval- 
lerizzo di Giulio II, che lo mandò Commissario 
Apostolico per ricuperare da Galeazzo Sforza d'A- 
ragona la fortezza di Pesaro, della quale fu poi 
nominato castellano. Filippo ottenne da Innocen- 
zo XIII per la sua famiglia la investitura della 
rocca di Varano nel contado di Camerino il 29 
Ott. 1721. Ottavio Cardinale, Areiv. e Princi|>e 
di Fermo, creato da Papa elemento Vili. Con 
chirografo 30 Maggio 1753 di Benedetto XIV fu 
fatta vendita delle tenute di Lanciano e Rusta- 
no ad Alessandro Bandirli, erigendo le suddette 
tenute in marchesato. Nella casa Bandini si è 
estinta quella dui Principi Giustiniani che aveva 
ereditato le sostanze e i titoli della famiglia 
Grillo Duchi di Mondragonc. Colla morte della 
Duchessa di Newbourg pari di Scozia figlia del 
Princ. Vincenzo Giustiniani e della Duchessa Ni- 
coletta del Grillo e sorella di Cecilia marit. al 
March. Carlo Bandini, il figlio di questa suc- 
cedette per diritto ereditario alla dignità di Pari 
di Scozia col titolo di Conte di Newbourg, Vi- 
sconte Kynniard e Barone Livingstonc di Fale- 
raig. — 11 Senatusconsulto del 2 Mag. 1853 ri- 
confermò i titoli di alto patriziato romano al 
vivente March. Sigismondo Bandini, ed alla di 
lui figliuolanza; ed il Pontefice Pio IX con Breve 
del Ti Gen. 1863 conferì al medesimo il titolo 
di Principe Romano. — Aiima antica: Bandato 
d' argento e di rosso, col capo del primo cari- 
cato da una croce del secondo. — Arma moderna: 
Inquartato: nel primo spaccato: a) d'argento, 



BAR 

alla croce di rosso; b) di rosso, a due bande d'ar- 
gento, che è dei Bandini: nel 2.° spaccato: a) 
d' oro, all' aquila di nero; b) di rosso, alla torre 
d' argento, che è dei Giustiniani; nel 3.° di rosso, 
alla banda d' argento, caricata da un grillo di 
nero posto in banda, che e dei Grillo: nel 4« 
d'argento; alla banda di rosso, accompagnata da 
tre garofani al naturale, due in capo ed uno in 
punta. — Cimiero: Una testa di moro attorti- 
tigliata d'argento. — Jlfo//o: Laus Deo cne puis. 

BANDINI di Firenze. — Diverse furono in 
Firenze le famiglie Bandini; la prima addetta al- 
l' arte dei piannellai ebbe un priore nel 1382. 
La seconda appartenne all' arte dei vinattieri; e 
la terza detta dei Bandini d'Oltrarno ebbe per 6 
volte il priorato e per una volta il gonfalonie- 
rato. Ottavio fu Cardinale nel 1596. Arma: Ban- 
dato d' argento e di rosso. 

BANDINI di Palermo. — Discendente dai 
Bandini di Firenze, fu trapiantata in Palermo da 
un Giorgio al tempo di Federico II. Un Giovanni 
e un Bernardo furono pretori della città. — Arma: 
D' oro, alla banda d' azzurro caricata da tre rose 
d' argento, accompagnata da due rose di rosso 
poste una in capo ed una in punta. 

BANDINI di Siena. — Un Bartolo sedette 
nel supremo magistrato nel 1368. Un Mario, in- 
signito nel 1526 del titolo di Conte da Carlo V, 
fu capitano del popolo nel 1555. Francesco, suo 
fratello, fu sollevato nel 1539 alla dignità arci- 
vescovile di Siena, e Germanico ebbe 1' Arcive- 
scovato di Corinto in p. i. Questa famiglia per 
ragioni di matrimonio fu adottata in casa Picco- 
lomini. — Arma : D'azzurro, alla banda d'argento 
caricata da due teste di aquila di nero, linguatc 
di rosso, affrontate e ingolanti una torta d' oro; 
col capo d' oro, all' aquila di nero. 

BANDITI di Rimini. — Nobile famiglia che 
dette Francesco Maria, Vescovo di Montefiascone, 
Arcivescovo di Benevento e Cardinale nel 1775. 

— Arma? 

BANZOLA di Reggio-Emilia. — Potente fa- 
miglia, denominata dal castello omonimo di cui 
era signora. — Alberto dì Banzola si assoggettò 
al Comune di Reggio co'suoi vassalli, terre e ca- 
stelli nel 1182. (Estinta). — Arma? 

BARABALLA di Napoli. — Se ne ànno 
memorie fin dal 1200. Divisa in due rami, l'uno 
à goduto nobiltà in Napoli nel seggio Capuano, 
e l' altro in Gaeta. Ebbe le baronie di Baraballa, 
di Castrocucco, di Cesa, di Dagazano, e di Giu- 
gliano. Un Agnello fu straticò di Salerno, giu- 
stiziere d' Otranto, di Calabria c di Capitanata 

— Arma: D'argento, a due fascio d' azzurro. — 
Alias: D' oro, a due fascio di rosso. 

BARABANI di Modena. — Pietro, nativo di 
Carpi, fu l'architetto della chiesa di S. Pietro di 
Modena, edificata nel 1476. (Estinta). — Arma: 



— 88 - 



BAR 



— 89 — 



BAR 



Inquartato nel J.« e 4.° d'azzurro, alla stella di 
otto raggi d'oro; nel 2.» e 3.» d' oro, alla stella 
d'azzurro; col capo pure d'azzurro, ad un uccello 
passante d'oro. 

BARAGAZZI o DA BARAGAZZA di Bolo- 
gna. — Furono signori e conti di un castello 
omonimo. Si estinsero nel 4390 con un Romeo 
che sedette fra gli anziani. — Arma: D'argento, 
a tre croci patenti di rosso 2 e 1. — Alias: Spac- 
cato: al 4.» d'argento caricato da una pisside 
d' oro movente dalla partizione, dalla quale nasce 
una croce di rosso; al 2.° scaccato di nero e 
d' argento di tre Gle; col' capo d' Angiò. 

BARALDI di Modena. — Giuseppe Protonot. 
Apost. e letterato distinto fu insignito della no- 
biltà modenese dopo la restaurazione, e morì nel 
4832. — Arma: Spaccato d'azzurro e d'oro; colla 
fascia di rosso attraversante; caricato il 4." di 
tre stelle di sei raggi d'oro, ed il 2.» di tre pru- 
gne al naturale fogliate di verde ordinate e ri- 
volte verso la punta. 

BARALIS di Nizza già signori di Castel- 
nuovo, Fagliene e Pigna, Conti di Pigna. — Ar- 
ma : D' azzurro, a tre bande d' argento; col capo 
cucito del primo a tre crescenti rivoltati d' ar- 
gento, ordinati in fascia. 

BARANZONI di Modena. — Credesi origina- 
ria di Monbaranzone nel Modenese. — Un Cur- 
zio Monbaranzone della Cinquantina di S. Catal- 
do in Modena fu cacciato dalla città nel 4344 
perchè partigiano degli Estensi. — Un Monsignor 
Baranzoni di Modena era governatore di Roma 
nel 4660, ma ne fu destituito quando avvennero 
i torbidi tra i Chigi ed il Card. Rinaldo d'Este, 
perchè fu ritenuto dai primi partigiano dell' E- 
stense. (Estinta). — Arma: D'oro, al monte di tre 
cime di verde, sormontato da un' asta di rosso 
sulla sommità della quale sta una crocetta pa- 
tente, pomettata dello stesso. 

BARATTÀ di Alessandria della Paglia. — 
Fu del partito guelfo, assai ricca e potente, e 
quando si cominciò a cingerò Alessandria di 
mura e di baluardi, Lazzaro nel 4598 fabbri- 
cò a suo spese il celebre torrione che portò il 
suo nome, e fu da Carlo Emanuele Duca di Savoia 
elevato a presidente del Senato ducale. Luigi, 
uno dei più famosi condottieri del XVII secolo, 
grandemente si distinse nel 4629 alla difesa dei 
trinceramenti di Susa assaliti dai Francesi sotto 
il comando di Luigi XIII, e dal Duca di Savoia 
fu poi nominato prima Generale dello sue guar- 
die, e quindi Generale d' esercito. Un ramo di 
questa famiglia, sulla (ine del XVI secolo fu tra- 
piantato in Avellino da un Nicola. — Arma: D'az- 
zurro, al leone d' oro caricato nel campo da un 
rastcllo di rosso, avente in ciascun vuoto un gi- 
glio d' oro. — Cimiero : Un leone coronato d'oro. 
BARATTA di Fossono, Conti di Sarola, So- 



stano e di S. Agnese. — Lazzaro, Presiti, del Se- 
nato di Torino, nel 4644 fece acquisto di S. A- 
gnese. — Giambattista fu Vescovo di Novara 
nel 4748. — Arma: D' argento, a nove monti- 
celli o colli di nero isolati e ristretti 3 3 2 e 4 . 
— Cimiero: Un leone nascente d' oro, coronato 
dello stesso. — Motto: sola nobilitas est ex 

VOLUNTATE DEI. 

BARATTA di Sicilia. — Arma : D' azzurro, 
a due leoni d' oro, controrampanti e affrontati, 
tenenti una corona baronale del medesimo. 

BARATTÀ di Savigliano. — Originaria di 
Cavaglio e signora di Vignolo e di Cerrasca, si 
trapiantò in Savigliano poco prima del 4 476, e 
quivi un Antonio ed i suoi figli Stefano e Gio- 
vanni acquistarono in enfiteusi dal Comune am- 
plissimi latifondi, che dal loro nome furono poi 
detti «7 Barattò. — Lo stesso Antonio nel 4 484 
ottenne la cittadinanza saviglianese. — Carlo ce- 
lebre giureconsulto, fatto senatore dal Duca Car- 
lo III, ed autore di una Corografia di Savigliano. 
Lorenzo-Cristoforo eletto nel 4727 Vescovo di 
Fossano, fu l'ultimo di sua famiglia, la quale a- 
veva ottenuto fin dal 4588 il feudo di S. Agnese 
nella vicarìa di Sospetto con titolo baronale. — 
Arma : Trinciato d' argento e d' azzurro, all' al- 
bero di olivo sdradicato dall' uno all' altro, di 
verde sul primo, d' argento sul secondo. — Ci- 
miero: Un angelo vestito 'd' argento o di rosso 
tenente il motto: Initium sapienti ae est timor 
Domini. 

BARATTI di Forlì. — Giuseppe distintissi- 
mo giureconsulto del XVII secolo assai stimato 
da Ferdinando duca di Mantova e del Monferrato, 
il quale lo colmò di onori. Lodovico scrisse la 
Cronaca di Forlì dal 474 4 al 4752 — Arma: 
D' azzurro, alla banda d' oro, caricata da tre gi- 
gli di ed accompagnata in capo da una 
stella d' oro, ed in punta da un monte di tre 
cime di verde. 

BARATTI di Parma. — Dette il nome a 
Castionc dei Baratti sui monti parmigiani, e si 
divise in due famiglie, dei Baratti bianchi e dei 
Baratti rossi. — Arma? 

BARATTIERI di Bologna. — Arma: D* az- 
zurro, alla fascia d'argento, accompagnata da tre 
dadi dello stesso, 2 in capo ed 4 in punta; col 
capo d'argento, alla bandiera di rosso posta in 
banda caricata dalla croce piena d'argento ed a- 
stata d' oro. 

BARATTIERI di Lodi. — D' azzurro, alla 
fascia d' argento, accompagnata da tre dadi dello 
stesso; i due del capo marcati ciascuno da cin- 
quo punti, e quello in punta da sci; il tutto ac- 
compagnato da un giglio d' oro posto tra i due 
dadi dol capo. 

BARATTIERI di Piacenza. — Un Guidone 
fino dal 4230 fu dottoro del Collegio dei giudi* 



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ci, e dopo di lui vi appartennero altri sette della 
famiglia. Un Antonio fu Podestà di Cremona; e 
un Francesco e un Marc' Antonio furono signori 
del castello di S. Pietro in Ceri. — Arma: Fa- 
sciato d'azzurro e d' argento di quattro pezzi, le 
duo fascio d'azzurro caricate di tre triangoli ro- 
vesciati del campo, 2 e 1; col capo d' argento 
caricato da una bandiera di rosso, alla croce d'ar- 
gento fluttuante a sinistra, attaccata ad un'asta 
d' oro posta in banda. 

BARBA di Novara. — Arma : D'azzurro, al- 
l' albero al naturale, sradicato: sostenuto da due 
leoni d'oro, affrontati e controrampanti; col capo 
d'oro, all'aquila spiegata e coronata di nero. 

BARBACOVI DE TIIAY di .... — Conti 
del S. R. I. dal 30 Sett. 1790. — Arma: Par- 
tito; al 1.° d' azzurro, a tre stelle d' oro poste 
in palo; al 2.° d'argento, al leone di rosso te- 
nente otto spighe d'oro. — Cimieri: 1.° il Icone 
dello scudo nascente e rivolto; 2.° un' aquila di 
nero; 3.° un busto d' uomo vestito di rosso, fo- 
drato d' argento. 

BARBADICI di Sicilia, vedi Barrace. 
BARBADORO di Firenze. — Ahma : Scaccato 
d' argento e di rosso. 

BARBAGALLO di Messina. — Fiorirono nei 
secoli XVII e XVIII. — Benedetto Console no- 
bile del mare di Messina nel 1098, e quindi se- 
natore nel 1733. — Arma: D'oro, al ^allo fer- 
mo di nero, barbato e «-restato di rosso. 

BARB AGELATA di Genova. — Originaria 
da un luogo omonimo nella Fontanabona. — Gio- 
vanni fu tra i migliori pittori che operassero in 
Genova nel XV secolo, ed ivi morì verso il 1508. 
Vincenzo e Girolamo furono nel IJJ28 ascritti in 
famiglia Ficschi. — Arma : I)' azzurro, al cane 
d'argento passante sulla pianura erbosa al na- 
turale ed impugnante con la zampa anteriore de- 
stra un giglio d'oro; col capo d'argento, alla 
croce di rosso. 

BARBAI, LA di Gaeta e di Napoli. — Arma: 
D'argento, a due fascio d'azzurro. 

BARBALUNGIIl di Ferrara. — Originaria 
della Germania. Un Buono fu nel 1310 Capitano 
generale del March. Obizzo VII Estense: un Bar- 
tolomeo fu consig. del March. Nicolò III e nel 
1399 giudice dei Savi. — Arma: D' azzurro, al 
monti! di 15 cime di verde, accompagnato in capo 
da tre stelle posti; in banda. — Cimiero: Un 
dragone coronato d' oro. 

BARBAMOCOLO di Triesti'. — Furono ag- 
gregati al nobile Consilio di Trieste sino dal 1032. 
(Estinti nel 1277).— Arma: Spaccato; nel 1 .-• d'ar- 
gento, al leone nascente d'oro, avente fra le bran- 
che una corona di fiori: nel 2." di verde pieno. 

BARBA MONZIM) di Venezia. — Originaria 
di Trieste. Un Giovanni fu podestà di ( berso. 
— Arma: Uguale alla precedente. 



BARBANEGRA di .... , Baroni francesi 

dal — Arma: D'azzurro, al sinistrochc- 

rio armato d' oro, movente dal fianco sinistro, 
tenente tre bandiere d' argento. 

BARBANI di Trieste e di Venezia. — Fu- 
rono aggregati al Gran Consiglio di Venezia nel 
982 e si estinsero nel 1297. — Arma: Semipar- 
tito spaccato: al 1.° di verde alla sbarra d'oro; 
al 2.° di azzurro, alla banda di verde; al 3.» di 
rosso alla barba di nero con la fascia d'oro at- 
traversante sulla spaccatura, e il palo di rosso 
attraversante sulla partitura. — Alias: D' oro, 
a sei barbe di nero 3 2 e 1. 

BARBANTI-SILVA di Correggio nel Mode- 
nese. — Arma: D' azzurro, al capo di rosso, ca- 
ricato da un monte di tre cime di verde mo- 
vente dalla punta; coll'albero al naturale radicato 
sulla cima di mezzo e attraversante sul tutto. 

BARBARA di Sicilia. — Arma : D' argento, 
a tre fascio d' azzurro, accompagnate da dodici 
k'igli dello stesso 3, 3, 3 e 3. 

BARBARANI di Venezia. — Prima fu chia- 
mata dei Minori. Se ne à memoria fino dal- 
l' anno 1222, e godette nobiltà in Venezia fino 
dal 1404. Un Montano nel 1552 ebbe il titolo di 
Conte di Belvedere. — Arma: D'argento, al leone 
di nero, armato e lampassato di rosso. 

BARBARELLA di Castelfranco (Veneto) . — 
Originaria di Venezia, fu trapiantata in Castel- 
franco da un Niccolò. Uscì da questa casa il cele- 
bre Giorgio o Giorgione, principe della pittura 
classica nel secolo d' oro. — Arma : Di rosso, al 
castello d'argento, murato di tre torri, aperto e 
fincstrato del campo, movente dalla punta; col capo 
d'oro, caricato dell'aquila spiegata e coronata di 
nero posante co' suoi artigli sulle due torri la- 
terali. 

BARBARICO di Sicilia. — Arma: D'oro, alla 
banda di nero. 

BARB A RIGO di Venezia. — Originaria di 
Trieste, nelle persecuzioni dei barbari prese stan- 
za in Venezia, dove esercitò il tribunato e fu a- 
seritta a quel patriziato. Sortirono da questa casa 
molti procuratori di San Marco e due dogi, Marco 
nel 1485 ed Agostino nel 1486. Il B. Gregorio 
fu Cardinale nel 1660; Gianfrancesco, Angelo e 
Marcantonio vestirono anch'essi la sacra porpora 
— Arma: D'argento, alla banda d'azzurro, cari- 
cata da tre leoncelli d' oro, costeggiata da sei 
barbe di nero. 

BARBARINI di Sicilia. — Originaria di Spa- 
gna, si stabilì in Sicilia al tempo del Re Mar- 
tino. Un Giovanni fu castellano di Castrogiovan- 
ni. Un Bernirdo ebbe il titolo di Barone. — 
Arma: D'azzurro, a tre api d oro ordinate 2, I. 

BARBARO di Venezia. — Ebbero molti pro- 
curatori di San Marco, ambasciatori, e tre pa- 
triarchi di Aquilea, Ermolao nel I i91 , Francesco 



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noi 1593 ed Ermolao II nel 1616. Un Ermolao 
fu Vescovo di Treviso e di Verona. — Arma: 
Spaccato d'argento e d'oro; il 1." a un anel- 
Ictto di rosso ; il %. n a tre teste d'orso di nero. 
— Cimiero: Una testa d'orso di nero. — Motto: 

VI SANGUINE ET ANIMO. 

BARBARO di Malta. — È un ramo della pre- 
cedente, trapiantata iti Malta da un Simone di 
Vincenzo nei primi anni del XVIII secolo. — Al 
Dott. Carlo-Antonio, letterato ed archeologo di 
bella fama, il Gran Maestro dell'Ordine Geroso- 
lim. con diploma 6 Sett. 1778 conferiva il titolo 
di Marchese di S. Giorgio, reso estensibile ai suoi 
discendenti d' ambo i sessi con diploma 5 Giù. 
I792. — Arma: Spaccato d'argento e d'oro; 
il 1." ad un anelletto di rosso, il 2.° a tre teste 
d'orso di nero. 

BARBAROMANO di Venezia. — Originaria 
di Brescia e trapiantata in Venezia, dove si spense 
nel 1212 nella persona di un Messer Pietro. — 
Arma : Di rosso, cappato d' argento; !' argento ca- 
ricato da due crocette patenti d'azzurro, ed il 
rosso caricato da una grande losanga d' argento 
sopraccaricata da una terza crocetta patente dello 
stesso. 

BARBAROUX di Cuneo e di Torino. — Com- 
mercianti, illustrati dall'insigne giureconsulto Giu- 
seppe, nato in Cuneo nel 1772. Avvocato gene- 
rale del Senato di Piemonte, nel 1813 veniva 
croato conto. Sotto Re Carlo-Alberto fu mi- 
nistro di grazia e giustizia, dopo essere stato sotto 
il precedente sovrano ministro a Roma. Compilò 
il Codice Civile Albertino e morì nel 1843. — 
Arma: D' azzurro, al cane levriero d'argento, col- 
larinato di rosso, fibbiato d' oro, rampante. 

BARBATIS di Venezia. — Originaria di Trie- 
ste, portossi in Venezia nel 792, e fu ascritta a 
quel patriziato. — Arma: Semipartito spaccato: 
al "1 .° di verde, alla sbarra d'oro; al 2." di az- 
zurro, alla banda di verde; al 3." di rosso, alla 
barba di nero; colla fascia d' oro attraversante 
sulla spaccatura, e il palo di rosso attraversante 
sulla partizione. 

BARBATO di Messina. — Giovan-Domcnico 
fu cinto Cavaliere del re Ferdinando d' Aragona. 
— Arma: D'azzurro, alla testa umana di carna- 
gione, barbata e crinita di nero, accompagnata 
da tre gigli d' oro. 

BARBA VARA di Milano. — Di origine No- 
varese, e discendente dai Conti di Castello. Carlo 
Magno investì Ottone Barbavara noli' 811 della 
signoria di Pallanza e di altri paesi sul Lago 
Maggioro creandolo Conte del S. R. I. I fratelli 
Giuseppe e Marco, feudatori di Gravellona, fu- 
rono ascritti alla nobiltà milanese nel 1677. Da 
Galeazzo Visconti ebbero privilegi e potenza. Un 
Francesco fu costituito Vice-Duca dello Stato. 
Furono vescovi un Michele di Tortona nel 1444; 



un Amedeo di Mondovì nel 1497 e un Giovan- 
ni di Como. — Arma: Di azzurro, alla torre 
d' argento fondata sulla pianura erbosa al natu- 
rale; col capo d' oro, all'aquila di nero coronata 
dello stesso. — Alias: Spaccato; al 1.° d'oro, 
all' aquila di nero, coronata del campo; al 2.° di 
rosso, al castello merlato d'argento, aperto e finc- 
strato del campo, e torricellato di due pezzi. 

BARBAZZI di Bologna. — Originaria di Mes- 
sina, fu trapiantata in Bologna nella prima metà 
del secolo XIV da un Andrea di Antonio. Un 
Alessandro ebbe il titolo di Conte. Di questa casa 
otto appartennero al nobile Consiglio degli An- 
ziani. — Arma: Trinciato di rosso e di verde, 
alla banda d'oro attraversante. 

BARBERA di Palermo. — Originaria di Ni- 
cosia. Un Gioacchino fu Giudice Pretoriano in 
Palermo nel 1758. — Arma: D'azzurro, a due 
braccia d'argento, moventi dai fianchi dello scu- 
do, le cui mani sostengono un serpente d' oro 
posto in palo. 

BARBERI d' Asti. — Giambattista Barberi 
tesoriere della provincia d' Asti, nel 1626 fu 
creato nobile da Carlo-Emanuele I. — Arma: 
D' argento, alla fascia a spina pesce di rosso, con 
una stella d'azzurro nel punto del capo. — Ci- 
miero: Una fanciulla ignuda e scapigliata, na- 
scente, cogli occhi volti al ciclo, tenente nella 
destra un ramo di palma di verde. — Motto: 

FERENDO REFERAM. 

BARBERI di Bibbiana (Piemonte). — Arma: 
Spaccato; al 1.° d'argento, all' aquila bicipite di 
nero; al 1.° d'oro, al capriolo di rosso. — Ci- 
miero: Cinque rami di verbena al naturale. — 
Motto: 1VSTUS ex fide vivit. 

BARBERI di Modena. — Giovanni e Guido 
fratelli Barberi della Cinquantina di S. Tomma- 
so di Modena furono cacciati dalla città nel 131 4 
perchè troppo ligii agli Estensi. — Nel Libro 
d'oro della Nobiltà modenese figura una famiglia 
di questo nome assai nota nella Magistratura to- 
gata, ed un' altra in quello del Finale, ma non 
sappiamo se queste discendano dall'antica. — Ar- 
ma dell'antica famiglia: Spaccato d'azzurro e d'o- 
ro, colla fascia d'argento attraversante sullo spac- 
cato; l'azzurro caricato da una fiamma di tre pun- 
te ondeggianti o montanti di rosso, ovvero da 
tre fiamme distinte poste in fascia. — Arma del- 
la famiglia moderna: D' azzurro, alla fascia di 
nero, accompagnata in capo dal cavallo pegaseo 
passante a gran corsa e ad ali aperte d'argento, 
ed in punta da un monto di tre cimo di ver- 
de, sormonfato da tre fiamme di rosso poste in 
banda. 

BARBERI fli Villa franca di Piemonte, Conti 
di Branzola, Consignori di Cantogno. — Arma: 
D' oro, alla pianta di verbena al naturale, di tre 
rami, fiorita di rosso, tre fiori sul ramo di mezzo. 



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e due su cadmio dei laterali. — Cimiero: Un 
leone nascente d' oro impugnante una pianta di 
verbena con quattro fiori al naturale. — Motto: 

UND1QUE TUTA. 

BARBERINI o DA BARBERINO di Firenze. 
Dal castello omonimo situato nella Valle d'Elsa, 
si stabilì in Firenze nel secolo XIII e fu ascritta 
a quella nobiltà. Dette alla Repubblica 4 Priori 
dal 4 490 al 1544. Un MalTeo, prima Vescovo di 
Spoleto, poi Cardinale, fu eletto Papa nel 4623 
col nome di Urbano Vili. Un Antonio e un Fran- 
cesco furono Cardinali. Un ramo di questa fami- 
glia à fiorito in Roma, in Avigliaua ed in Na- 
poli. Si estinsero nel Principe Urbano morto il 
28 Sctt. del 4722 ereditandone i beni ed il nome 

1 Signori Colonna, per cui si dissero Barberini- 
Colonna. — Amia: D'azzurro, a tre api d'oro 

2 e 4. — Alias: Di verdo, alla croce di S. An- 
drea di rosso accompagnata in capo da una stella 
di otto raggi d'oro. 

BARBERIS di Castellamonte (Piemonte). — 
Un Giuseppo fu avvocato fiscale, e capitano ge- 
nerale di giustizia: fu podestà di Bprgo d'Alice, 
e per patenti del 43 Gennaio 4574 venne nomi- 
nato conservatore degli Ebrei Portoghesi, e più 
tardi capitano genorale di tutto 1' esercito del 
Duca di Savoia. Francesco Giacomo, suo figlio 
fu nel 4 575 podestà di Vivcrone. — Arma? 

BARBERO di Itene (Piemonte). - Amia : 
D' oro, al pruno nudrito sulla pianura erbosa, 
custodito da due mastini sdraiati a piè del tron- 
co, e sormontato da un braccio armato impu- 
gnante una spada nuda, il tutto al naturale. 

BARBETTA di Vellctri. — Se ne à memoria 
(ino dal 4 488 nella persona di un Giovanni ret- 
tore della Chiesa di S. Lucia. Molti di questa 
casa anno sostenuto le cariche di conservatori e 
consiglieri in patria. — Amia: D'oro, al giglio 
di ... . accompagnato da una rosa di ... . 

BARBETTA di Venezia. — Amia: D* oro, a 
tre bande di nero. 

BARBI o BARBO di Venezia. — Originaria 
di Trieste, ebbe nobiltà in Mantova, in Belluno; 
o in Venezia nel 4203. Fu decorata del titolo di 
Conte del S. R. Impero, Un Pietro nel 4 464 fu 
eletto Papa sotto il nome di Paolo li; un Marco 
fu Cardinale nel 4 474; e un Luigi fu Vescovo 
di Treviso. — Amia: D'azzurro, al leone d'ar- 
gento (alias d'oro) linguato di rosso; colla banda 
d' oro attraversante. 

BARBI di Gubbio. — È un ramo della pre- 
cedente, che fino dal secolo XV fu ascritto alla 
cittadinanza eugubina. Un Giacomo appartenne 
al nobile consiglio dei Notai, e un Giuseppo fu 
croato Conte Palatino. Un Pier Clemente nel 4766 
fu podestà di Sassocorbaro, ed un Ermenegildo ebbe 
il titolo di Marchese. — Amia; Uguale alla pre- 
cedente. 



BARBIANO di Milano. — Fu signora dei 
feudi di Cuoio, Barbiano, Lugo, Zagonara, Ba- 
gnacavallo, Donigallia, Fusignano, Castel Bolo- 
gnese e Belgioioso. Ebbe il titolo di Conte. Il 
primo a stabilirsi in Milano fu Alberico II che 
vi morì nel 4 433. Ottennero la cittadinanza mi- 
lanese nel 4 456. Un Alberico nel 4 405 ebbe da 
Ladislao Re di Napoli la Contea di Conversano e 
le città di Trani e Giovinazzo. Altri acquistarono 
nuovi feudi. Nel 4 769 un Antonio fu creato prin- 
cipe del S. R. I. e di Belgioioso con privilegio di 
batter moneta. Un Ludovico fu nominato nel 4529 
Viceré di Sicilia. — Arma: Scaccato d' argento 
e di rosso; col capo d' argento, caricato da una 
croce del secondo. 

BARBIER di Torino. — Amia: D'argento, 
all' aquila di nero accompagnata in punta da una 
pianta di battisegola al naturale. — Motto assez 

CLAIR VOIT QUI L' EMPECHE DU FOVDRE. 

BARBIERI di Bologna. — Dette alla patria 
molti dottori, anziani, gonfalonieri ed ambascia- 
tori. — Manfredino, detto Felino, eminente Dot- 
tore di legi-'i e Lettore pubblico nel 4 340; Pie- 
tro capit. dell' Iraperat. Federico III, si trovò in 
Costantinopoli quando questa città nel 4 453 cadde 
in potere dei Turchi. — Arma: D' oro, al monte 
di sei cime d'argento sormontato da un drago alato 
di rosso posto in maestà. — Alias: D'argento, al 
cane lepriere rampante di rosso; colla banda 
d' azzurro attraversante, caricata di tre stelle 
d* oro. 

BARBIERI di Castelfranco (Veneto). — Si 
chiamarono anche Dalla Barbiera. Erano antichi 
di Castelfranco, e diedero Provveditori alla pa- 
tria. — Si spensero circa il 4 500. — Arma ? 

BARBIERI di Modena. — Un Pietro Barbieri 
della Cinquantina di Saliceto di fuori, fu cacciato 
nel 4 34 4 da Modena perchè amico degli Estensi. 

— Giammaria illustre letterato del XVI secolo, 
o Cancelliere della Comunità di Modena. (Estinta). 

— Arma: Spaccato d' azzurro e di nero, colla 
fiamma di rosso nel primo. 

BARBIERI-FONTANA di Bologna. — È un 
ramo della precedente trapiantato in Bologna da 
Claudio figlio del letterato Giammaria o di To- 
maso Fontana. I di lui discendenti ebbero i feudi 
di Ciano nel Modenese, di Montalbano uel Bolo- 
gnese, e di Salasco in Piemonte con titolo mar- 
chionale. Estinta in Bologna nel XVIII secolo 
nella famiglia dei Conti Savioli. — Arma: In- 
quartato; nel 4.° e 4." di Barbieri; noi 2.» e 3.» 
di Fontana che è d' azzurro, alla fontana monu- 
mentalo a due vasche zampillante acqua, il tutto 
d'argento. 

BARBIERI di Modena. — Camillo citato dal 
Tiraboschi come autore di poesie latino, e Tom- 
maso pittore, allievo del Lana. — Arma: D' az- 
zurro, a due |>esci d'argento nuotanti in fascia, 



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uno sopra l'altro, il primo volto a sinistra e l'al- 
tro a destra, nell'acqua al naturale in punta. 

BARBIERI del Modenese. — Antica famiglia 
modenese che aderì a casa d'Este nel 1314, sta- 
bilita in Castelvetro in principio del XVI secolo. 
Un Carlo fu prima podestà di Trassilico e di Ca- 
stelnuovo nei monti, e poi di Sassuolo nel 1685. 
Nel 1710 fu creato consigliere di giustizia. — 
Arma: D' azzurro, alla fascia d' oro, cimata da 
tre fiamme di rosso uscenti, ondeggianti e mon- 
tanti. 

BARBIERI-N AGLI ATI di Ferrara. — Un 
ramo della precedente, dette alle belle arti il 
famoso pittore Gian-Francesco soprannominato il 
Guerrino. Si estinse nel 1875. — Arma: Eguale 
alla precedente. 

BARBIERI di Venezia. — Arma : D' argento, 
ad un albero sdradicato di verde, posto a destra, 
ed un leopardo illeonito d' oro, armato e lam- 
passato di rosso posto a sinistra. — Cimiero: il 
leopardo del campo nascente. 

BARBIERI di Vicenza. — Furono ascritti 
nella metà del secolo XVII al nobile consiglio 
vicentino, ed ebbero il titolo comitale di Pescan, 
di Sclavoncsco e di Blossan nel Friuli, confer- 
mato nel 1829. — Arma: D' azzurro, a tre pesci 
nuotanti d' argento, posti uno sopra 1' altro. 

BARBO o BARBI di Venezia, Baroni dal 1629, 
e Conti del S. R. !. dal 10 Apr. 1674. — Arma: 
D'azzurro, al leone d'argento, lampassato di rosso; 
colla banda, o fascia, d' oro, attraversante sul 
tutto. — Cimiero: Un leone nascente d'argento, 
lampassato di rosso. 

BARBÒ di Cremona e di Milano. — Di origine 
tedesca venuta in Italia con 1' imperatore Enri- 
co IV. A Filippo, distinto capitano dell' esercito 
cremonese, nel 1145 viene attribuita la riedifi- 
cazione del castello di Soncino, e fu il caposti- 
pite dei Barbò di questo paese. Dividendosi in 
molte linee, si diramarono in diverse città, Bre- 
scia, Padova, Milano. Dal ramo cremonese usci- 
rono 32 decurioni: un Paolo dottore in leggi fu 
podestà della sua patria: un Ludovico primo mar- 
chese di Sorcsina. I Barbò di Pietro di Cremona 
furono da Francesco Farnese Duca di Parma e 
Piacenza con diploma 23 Apr. 1721 creati conti 
coi discendenti in linea maschile, ed ottennero 
nel 1816 la conferma della nobiltà e del titolo 
da Francesco I imperatore di Austria. Un Gian- 
francesco nell'Ottobre del 1810 ebbe da Napo- 
leone I il titolo di Conto del regno d'Italia tra- 
smissibile. Ebbero inoltre la signoria dei feudi 
di Binaiìova, Scandolara, Grontardo, Gambina, 
Levate, Torrenuova, Pesearuolo e Fonnigara. — 
Dei Barbò di Milano un Pietro nel 1577 fu uno 
dei XII di Provvisione, e un Giovanni dei LX 
Decurioni perpetui. Un Girolamo ottenne da Fi- 
lippo IV Re di Spagna nel giugno del 1625 il 



titolo di Conte di Gasalmorano, interinato dal 
senato milanese nel 28 Sett. 1626. Un Pietro fu 
ambasciatore di Ludovico il Moro a diversi prin- 
cipi: un Daniele, Domenicano, fu Vescovo di Pe- 
dina e nunzio Apostolico nel 1657 a Venezia. — 
Arma dei Barbò di Cremona: Di rosso, al bue 
passante d' argento accompagnato da tre stelle 
di otto raggi d' oro, due nel capo ed una in 
punta. — Motto: all'opera. — Arma dei Barbò 
di Milano: Inquartato: al 1.° e 4.° [di rosso, al 
bue passante d' argento, accompagnato da tre 
stelle di otto raggi d' oro, due nel capo, una in 
punta, che è dei Barbò: al 2.° e 3.° partito, a 
destra d' azzurro, al levriero rivoltato rampante 
d' argento, collarinato d'oro; a sinistra spaccato: 
al 1.» palato di otto pezzi di rosso e d'oro; al 
2.° di rosso alla colomba d' argento: e questo 
quarto è dei Carrcras. — Cimieri: a destra: una 
stella di otto raggi d' oro fra due corna di bue 
d' argento; a sinistra, un levriere d 1 argento na- 
scente collarinato d' oro. 

BARBOLANI di Venezia. — Originari di 
Trieste, ripararono nelle venete lagune nella se- 
conda meta del secolo X. Un Vidal fu patriarca 
di Grado, e nel 1026 un Pietro fu Doge della 
Repubblica. Si estinscro nel 1131. — Arma: Spac- 
cato; al 1.° d'oro, ad un uccello d'argento, bec- 
cato di rosso; al 2.° d'azzurro, ad una stella di 
otto raggi di rosso. 

BARBOLANI di Arezzo. — E un ramo della 
precedente. Furono signori di Montauto, della 
Valle di Chio in Val di Chiana; e un Rainieri 
nel 1085 ebbe la signoria di Anghiari. Nel 1326 
un Fr. Borlinghieri, Francescano, morì, ed ot- 
tenne gli onori di Beato. Fu Vescovo della sua 
patria un Tebaldo; un Federigo Castellano della 
fortezza di Pistoia, e un Montauto nel 1605 Mar- 
chese del S. R. I. — Arma: D'oro, all'aquila 
bicipite spiegata di nero, afferrante una lista di 
azzurro. — Alias: D' argento, all'aquila di nero, 
coronata d' oro, movente da una trangla d' az- 
zurro. 

BARBONIANI di Venezia. — Originari da 
Trieste, passarono in Venezia coi Barbolani e coi 
Barbarigo. Si estinscro nel 1375. — Arma: D'o- 
ro, alla banda di nero. 

BAUBOZINI di Venezia. — Ebbe origine da 
Trieste, e passò in Venezia coi Barbano e Bar- 
barigo. Ottenne in diverso tempo la dignità tri- 
bunizia. Ascritti al nobile consiglio nel 1297, si 
estinsero nel 1361. — Arma: D'argento, al ca- 
priolo accompagnato in capo da un B e un A e 
in punta da un R in carattere gotico, il tutto 
di rosso. 

BARDASSI di Catania. — Di origine spa- 
linola, si trapiantò in Sicilia nel 1391. Un Be- 
rengario ebbe la baronia dei Martini, o un Ga- 
leotto fu signore di molti feudi, fra i quali quello 



BAR — 94 

di Scordia Sottana. — Arma : Di rosso, alla stella 
di otto raggi d' oro. 

BAREL di Torino, Conti di S. Albano. — 
Arma: Di rosso, alla torre d'oro, addestrata da 
una stella, e sinistrata da un giglio, il tutto 
d' argento. 

BARDELLA di Ferrara. — À prodotto que- 
sta casa vari dottori, fra i quali Filippo morto nel 
1310, Guglielmo e Federico. Un Taddeo fu più 
volte giudice di Ferrara sua patria e poi podestà 
di Sassuolo nel 1494. — Arma: Di rosso, a due 
bande d' argento passate in croce di S, Andrea. 

BARDESONO di Agliè (Piemonte). Conti di 
Pavigliano e di Nigras. Del feudo di Nigras fu 
investito un Federigo, collaterale nella R. Ca- 
mera dei Conti, nel 1780; e dell' altro di Pavi- 
gnano un Pietro-Antonio. — Arma: Spaccato: 
nel 1.° d' azzurro, alla torre d'oro, sormontata 
da un sole dello stesso; nel 2.° bandato d'argento 
e di nero. — Motto: ardens sum. 

BARDI di Bologna. — Arma: D' oro, alla 
sbarra di rosso. 

BARDI di Firenze. — Sono provenienti da 
Rubclla, castello di loro signoria nel piviere del- 
l' Antella, e riconoscono per capo-stipite Pagano 
di Bardo, vissuto nel 1112. Si stabilirono in Fi- 
renze nel secolo XI e si divisero in molti rami. 
Una Berta di Lotario, abbadessa nel monastero 
di Cavriglia, ottenne P onore degli altari. Diversi 
furono podestà in varie città <T Italia. Un Bar- 
tolo fu il primo degli eletti al priorato della sua 
patria nel 1282; ed altri della sua famiglia ot- 
tennero la stessa carica. Uberto e Girolamo fu- 
rono Cardinali; Bartolomeo, Filippo, Cosimo e 
Alessandro Vescovi. — Arma: D'oro, a cinque 
fusi di rosso accollati in banda. 

BARDI di Palermo. — Originaria di Firenze, 
passò in Napoli sotto Carlo d' Angiò nel 1270, 
ed un ramo fu trapiantato in Palermo da un 
Luigi clic s' imparentò con la famiglia ricchissi- 
ma di Mastrantonio. Ottenne il titolo di mar- 
chesi di Sambuca. Un Salvatore fu barone della 
Corda e signore d' Jaci nel 1526. — Arma: U- 
guale alla precedente. 

BARDONI di Modena. — Arma : D' azzurro, 
al cervo passante «P argento su terrazza di verde. 

BARDUCC1-C11EIUG1I1NI di Firenze. — Un 
Barduccio di Chériehiuo fu priore nel 1387; al- 
tri ottennero per sette volte il priorato, e per 
tre volte il gonfaloniorato di giustizia. Un Gio- 
vanni fu degli otto di balìa e dei dieci di libertà. 
(Estinta nel 1795). — Arma: Di rosso, e sei 
palle poste in giro, d'oro a destra c d'argento a 
sinistra divise da un;) doga di azzurro. 

BARUUCCI-OTTA VANTI di Firenze. — Con- 
seguirono per 18 volte il priorato tra il 1372 e 
il 1523. Si estinsero nel 1020 in Alemanno di 
Stagio. — Arma: D' oro, alla (ascia di verde ac- 



— BAR 

compagnata da tre cerchi dello stesso, 2 in capo 
ed 1 in punta. 

BAREA di Castelfranco (Veneto). — Origi- 
naria del Friuli, e fino dal 1500 appartenente 
alla nobiltà di Castelfranco. — Il P. Jacopo Pro- 
vinciale dei Serviti nelle Marca Trivigiana nel 
1650. Angelo Cavaliere di Papa Alessandro \ II. 
Arma: Spaccato d'azzurro e di verde, al leone 
d' oro. 

BAREL di Torino. — Ricchi e reputati ban- 
chieri di Torino, membri di amministrazioni di 
opere pie. — Carlo membro del Consiglio di com- 
mercio nel 1788, fu investito di parto del feudo 
di S. Albano (Biondo?)] con titolo comitale. Suo 
figlio, Conte Giuseppe, Colonnello della brigata 
d' Aosta sposò Cristina-Ippolita De Megard figlia 
del March, di Lucinge, da cui nacque Carlo, che 
morto nel 1850 trasmise a sua volta al figlio 
Conte Giuseppe la dignità di March, di Lucinge 
e signore di Pellionese riconosciuta con declara- 
toria camerale del 29 Gen. 1853. — Arma: Di 
rosso, alla torre d' oro addestrata da una stella 
e sinistrata da un giglio, il tutto d' argento. 

BARELLA di Velletri. — Un Giovanni An- 
tonio, che tolse a moglie Porcia dei Savelli di 
Roma, è il primo che si conosca dei Barella. Un 
Giuseppe fu piò volte rettore della città. — Ar- 
ma: Spaccato: al 1.- d'oro, all'aquila spiegata 
d' argento; al 2." palato di rosso e d' argento, 
colla fascia d'azzurro attraversante sulla parti- 
zione e caricata di tre stelle di otto raggi d'oro. 

BARELLI di Modena. — (Estinta). — Aiima: 
D' azzurro, all' albero di verde piantato in vaso 
cilindrico su base di mattonato al naturale mo- 
vente da una terrazza di verde, accompagnato 
da tre stelle di otto raggi male ordinate d' oro. 

BARELLI del Piemonte. — Nel 1782 Dome- 
nico Barelli ebbe la contea di Mocchie. — Arma? 

BARETTA di Vicenza. — Originaria di Ber- 
gamo. Ebbe nobiltà in Udine nel 1731 e nella 
sua patria nel 1799. Un Francesco Baretta fu 
decorato del titolo di Conte. — Arma: D'oro, ad 
una berretta di nero. — Cimiero: Tre piume di 
struzzo, una d' oro fra due di nero. 

BARETTI di .... — Arma: D' armellino, 
al capo d' argento, caricato da una croce di Ge- 
rusalemme d'oro. — Cimiero: Un busto di donna, 
vestito di nero, posto in profilo. 

BARGAGLI di Genova. — Originaria della 
villa omonima in Bisagno, ebbe vari anziani e 
consiglieri nei secoli XIV e XV, altri esercita- 
rono il notariato e la medicina. — Nel 1528 a- 
scritti in famiglia Sauli. — Fu di questa famiglia 
la Beata Maria Sauli del Terz' Ordine dei Servi 
di N. D., morta in Genova il 9 Marzo IoSj. 

— Giacomo Bargagli fu senatore nel 1597. — 
Arma: Interzato in palo: al l.° bandato d'az- 
zurro e. d'argento, col pino dì verde, sradicato. 



BAH 



— 95 — 



BAR 



in palo, attraversante; al 2° d'oro, al leone co- 
ronato dello stesso; al 3.° d'azzurro, alla fascia 
cucita di rosso, caricata da due cinque foglie 
d' argento, una accanto all' altra, ed accompa- 
gnata da quattro rose d'oro, tre in capo, ordi- 
nate in fascia, ed una in punta. 

BARGAGLI di Siena. — Appartenuta nel se- 
colo XIII all' ordine dei Nove. Un Celso ed un 
Scipione furono letterati illustri, e un Gaetano 
Maria Cu eletto Vescovo di Chiusi nel 1706. — 
Arma: Di rosso, alla fascia d'argento caricata 
da due rose del campo, ed accompagnata da quat- 
tro rose d'argento, tre in capo ed una in punta; 
col capo dello stesso caricato dell' aquila bicipite 
spiegata di nero ed accompagnata in capo da tre 
rose di rosso. 

BARGALI di — Arma: D' argento, 

all' aquila bicipite di nero, coronata ciascuna te- 
sta d' oro, accompagnata in capo da due rose di 
rosso; alla campagna di rosso, caricata di tre 
rose d' argento. 

BARGELLINI di Bologna. — Ben 56 appar- 
tennero al nobile consiglio degli Anziani; 7 a 
quello dei Savi: due furono podestà e dieci se- 
natori. Un Ovidio fu investito da Giulio II della 
contea di Badi, Bargi e Stagno ; un Pietro d'Ip- 
polito fu Arciv. di Tebe, e un Fr. Costanzo del- 
l' Ordine dei Minori fu Vescovo di Rieti e quindi 
di Foligno. — Arma: Partito d' oro e di rosso, 
al leone dell' uno nell' altro. 

BARGELLINI di Paler.no. — Originaria di 
Bologna, ebbe per capostipite in Palermo un Al- 
berto Barone di S. Benedetto, — Arma eguale 
alla precedente. 

BARGIGLIA di Ravenna. (Estinta). - Arma: 
D* azzurro, al cipresso al naturale accostato da 
due leoni rampanti d' oro. 

BARGNANI di Pesaro. — Arma: D'azzurro, 
al capriolo d' argento, accompagnato da tre cre- 
scenti rivoltati dello stesso. 

BARIGIANI di Perugia. — Arma: D'azzurro, 
alla banda merlata e contromerlata d' argento. 

BARIGLIETTI di T'ormo. — Antonio, aju- 
tante di camera del Duca Carlo-Emanuele I, ot- 
tenne la nobiltà nel 1616, e nel 1624 fu inve- 
stito di parte di Cantogno. — Arsia: Spaccato 
d' argento e di nero al leone dall' uno all' altro, 
e dell'uno nell'altro, armato e linguato di rosso, 
accostato da sedici foglie di ruta sopra P ar- 
gento, otto per parte, quattro e quattro, una 
suir altra. — Cimiero: Un leone nascente — 

Motto : CONSURGIT GENEROSlOR. 

BARILE o BARRILE di Messina e di Calta- 
nisetta March, di Mongiuflì, baroni di Melia e 
Caggi, de' Duchi di Caivano e dei Baroni di S. 
Arcangelo, originarii di Napoli, trapiantati in 
Messina nel XVI secolo ed ammessi a quel patri- 
ziato. Nel 179C un Giovanni fu investito del feudo 



| di Turolifi, e nel 1814 un Paolo March, di Sa- 
j vochetta ebbe il titolo di barone di S. Leonar- 
do. — Arma: D'azzurro, al grifo d' oro, attra- 
versato dal lambello di tre pendenti di rosso. 

BARILE di Piemonte, Conti di Torricella. — 
Arma: Spaccato, al 1.° d'argento, all'aquila di 
I nero, coronata di rosso : al 2.° d' oro, ad un ba- 
! rilc, ossia una botte, di nero, cerchiata d'argento 
col fondo e manico di rosso. — Cimiero : Un' a- 
quila di nero, tenente colle zampe un compasso 
, d' oro. — Motto : Ne quid nimis. 

BARILLA di Reggio-Calabria. — Fu nobile 
messinese. Un Pietro ebbe la castellatila di Mi- 
nia dal re Alfonso di Aragona. Alcuni si distin- 
sero nella letteratura. — Arma: D' azzurro, al 
I barile d'oro, posto in fascia, sormontato nel capo 
da un giglio, accostato da due stelle, il tutto 
dello stesso. 

BARISANl di Castelfranco (Veneto). — De- 
rivano da Firenze, d' onde per le lotte politiche 
de' Bianchi e de' Neri ripararono a Treviso nel 
1327. Di qui si tramutarono a Castelfranco poco 
prima del 1600. Battista combattè per la Repub. 
Veneta nella guerra del Friuli contro gli Uscoc- 
chi. Silvestro archiatro del Princ. di Salisburgo. 
Giovanni, decorato del titolo di conte da Napo- 
leone I, sedè tra' senatori del primo regno italico. 
— Arma antica: Partito d' argento e d'azzurro, 
caricato da una riga di rosso, alla montagna di 
tre cime di verde movente dalla punta e sor- 
montata da un braccio di carnagione, accostata 
da due stelle di otto raggi d' oro. — Arma mo- 
derna: D'oro, alla fascia di nero posta in di- 
visa caricata da tre rose del primo bottonate di 
rosso. 

BARISANl di Fiorano (Modenese). — Si < is- 
serò anticamente dei Bresciani, e si à mcmona 
di un Pellegrino che nel 1 434 possedeva beni in 
S. Polo, presso Sassuolo. Furono ascritti alla cit- 
tadinanza sassolcse nel 1620. Un Nicolò fu Po- 
destà di Sassuolo. — Arma: D'azzurro, al cane 
di profilo e passante d' argento, collarinato di 
rosso. 

BARISELLI di Camisano. — Se ne à me- 
moria fino dal 1490: nel 1526 un Giovanni fu 
creato Cavaliere; e nel 1572 vennero ascritti alla 
cittadinanza di Vicenza. — Arma: Spaccato di . 
... al barile di ... . posto in fascia nel pri- 
mo, accompagnato da tre stelle di otto raggi di 
. . . . , due in capo, ed una in punta. 

BARISELLI di Montagnana (Padova). — La 
più antica memoria è di un Azzo che viveva 
m i 1372. Furono ascritti alla cittadinanza, e al 
nobile collegio dei giureconsulti di Padova. — 

Arma: Spaccato di . . . . , al barilo di 

posto in fascia nel primo. 

BARISELLI di Parma. — Un Giovanni Ra- 
risello nel 1260 conciliò la sua patria col Ponte- 



BAR — 90 

lìce. Fu ascritto al nobile consiglio parmense. — 
Arma: D'oro, alla croce di azzurro. 

BARISELLI di Venezia. — Nel 1400 furono 
aggregati al patriziato veneto, e si estinsero in 
un Pietro nel 4273. — Arma: Spaccato, al 4.° 
d'oro, caricato da tre stelle di otto raggi di 
rosso; al secondo di rosso, a due pali d' argento. 

BARISONl-VIGONZA di Padova. — Origi- 
nari della Germania, furono ascritti al nobile 
Consiglio di Padova nel 4 014. Si dissero Vigonza 
dal castello omonimo di cui furono baroni. Nel 
1104 un Girardino fu Console della sua patria. 
Diversi furono Podestà, e un Albertino fu Ve- 
scovo di Ccncda. (Estinta). — Arma: Fasciato 
di rosso e d' oro di sei pezzi. 

B ARGANELLO o BARIS ANELLI di Venezia. 

— Originaria di Musestre, fu aggregata al Con- 
siglio noi 4 4 10 e si spense nel 4 272 nella per- 
sona di Messer Piero. — Arma : Di rosso, a due 
p;ili d'argento; col capo d'oro, caricato da tre 
steli»; di otto raggi del campo. 

BARIZANI di Venezia. — Arma: D'azzurro, 
a quattro bande nebulose d' oro. 

BARL1NI o BERLINI di Cento. — Di ori- 
gine modenese. Ad un Matteo Capit. di Carlo V 
imperatore fu da questo conceduto il titolo di 
Conto Palatino, con tutti i privilegi dei Conti 
dell' Impero. Un Giacomo nel 4 658 fu Capitano 
in Dalmazia per la Repubblica Veneta. — Arma: 
D' azzurro, alla colonna d' argento, terrazzata di 
verde, cui sta attaccato con catena d' oro un 
cane passante e attraversante al naturale, colla- 
rinato d'oro, e sormontata da un' aquila di nero. 

BARLOTTA di Sicilia. — Oriunda di Ca- 
rinzia, e trapiantata in Sicilia da un Bernardone 
segretario della Regina Elisabetta moglie del Re 
Pietro IL Ebbe i castelli di Vizzini e di S. Fi- 
lippo d'Agirò. Un Blandino nel 4 394 ottenne la 
castellania di Trapani, e fu ascritto a quel ceto 
dei nobili. Un Antonio fu barone delle Saline di 
Biondiccllo. Un Gianfrancesco fu il primo prin- 
cipe di S. Giuseppe nel 4 671. Un Giuseppe fu 
Vescovo di Teletta. (Estinta). — AnMA: Di rosso, 
alla banda d'oro accompagnata da due stelle dello 
stesso, poste una in capo ed una in punta. 

BARNABO di Foligno. — Un Giovanni An- 
tonio dei marchesi Barnabò fu amministratore 
vescovile della sua patria per il Card. Giov. An- 
gelo dei Medici. Un Alessandro Card, di S. R. 
Chiesa, creato da Pio IX nel 1856. — Arma Man- 
dato d' azzurro e d' oro di sei pezzi. — Cimiero 
una testa di bue d' oro coronata di pampani di 
verde. 

BARNI o MARNA di Crema. — Fiorì fin dal 
4 4 85, e dette il nome ad una delle ventisette 
vicinanze di Crema. Divisa in vari rami, si tra- 
piantò in Siena, in Milano, in Lodi e in Messina. 

— Arma : Di rosso, alla divisa d'argento, accom- 



— BAR 

pagliata da tre elmi comitali dello stesso, bor- 
dati d'oro e posti in terza. 

BAROCCI o BAROZZI di Modena. — Al- 
berto fu uno dei compilatori delle Provisioni, 
Decreti istrumenti, Gratie ecc. a Benefit io della 
magnifica Città di Modena impresse nel 1544. — 
Arma: Di rosso, al monte di tre cime di verde, 
movente dalla punta, sormontato da un barroc- 
cio a due ruote d'oro, ed accompagnato in capo 
da tre stelle dello stesso. 

BAROLI di Cremona. — Un Pietro fu Pode- 
stà della sua patria, ed a lui e suoi discendenti 
nel 4 858 I' Imperat. Francesco Giuseppe l d'Au- 
stria concede il titolo di Cavalieri dell' Impero. 

— Arma: Fasciato di rosso e d' argento, a due 
pesci barbii al naturale addossati attraversanti 
su tre delle sei fascio, e cioè sulla prima e sulla 
seconda d'argento e sulla seconda di rosso. — 
La fascia inferiore poi, in argento, carica di un 
ramo d'ulivo al naturale movente dalla punta c 
divergente in due ramoscelli, il tutto sotto un 
capo d' oro. — Motto: Fovet et ixcesut. 

BARONCELLI di Firenze e di Bologna. — 
Originaria da Baroncello, antico castello nelle vi- 
cinanze di Firenze. Si stabili nella città verso il 
secolo XII; e un Buonricovero di Folco di Bene 
fu Priore nel 4 287. Un ramo di questa famiglia 
passò in Francia ed acquistò la signoria di Javon 
nel 4 495. Altro ramo si stabilì in Bologna. ;E- 
stinta nel 1649). — Arma: Bandato di rosso e 
d' argento. 

BARONCI di Firenze. — Se ne à memoria 
fino dal 4 197. Della fazione ghibellina, furono c- 
sigliati dalla patria nel 1 268.. Dettero 4 6 priori 
al Comune, ed il primo fu Deodato nel 1330. Un 
Galeotto fu gonfaloniere nel 4 388. Si estinsero 
nel secolo XV. — Arma: D'azzurro, a due bande 
spinate d' oro. 

BARONE di Lecce. — Durante la guerra 
della Lega di Francia contro Carlo V, si segnalò 
grandemente un Gabriello Barone patrizio leccese, 
il quale fu al servizio del Re di Francia che lo- 
mandò suo ambasciatore a Venezia. Fu quindi in- 
caricato di conquistare le provincie di Bari e 
di Lecce, d' accordo coi Veneziani. Espugnata 
Melfi e fatte rivoltare le principali città di quelle 
Provincie, entrò in quella di Lecce alla testa di 
800 uomini, e conquistò Ostuni, Brindisi. Mesa- 
gne e finalmente Lecce, ajutato in queste imprese 
dal proprio nipote Marcantonio che fu Colonnello 
di 3000 fanti, e dal fratello Raffaele Generale 
Castellano della rocca. (Estinta 1 . — Arma: Di 
rosso, spaccato, nel 4.° al leone nascente d'oro, 
e nel 2.° a tre rose d' argento poste in fascia. 

BARONE di Sicilia. — Originaria di Scozia. 
Ebbe nobiltà in Napoli. Messina, Reggio, Tropea, 
Lecce, Cosenza, Amalfi, Nola, Bitonto, Aquila, 
Stigliano, Gragnano, Sorrento, Catanzaro, Nico- 



BAR 



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BAR 



tera, Monteleone, ^uc^ra e in Toscana. I rami 
di Catanzaro, Cosenza, Lucerà e Bitonto sono 
estinti. Quello del Duca di Frisia nobile di Ca- 
pua si estinse nella seconda metà del sec. XVII. 
Ebbero la signoria di 39 feudi, della contea di 
Casoli; dei marchesati di Livari e Montebello, e 
del ducato di Frisia. Un Giuseppe fu Arciv. di 
Reggio nel 1727. — Arma dei Barone di Mes- 
sina e Reggio di Calabria: D'argento, a tre fa- 
scie ondate d' azzurro, col capo dello stesso so- 
stenuto da una 'trangla d' oro, caricata da tre 
stelle dello stesso. — Arma del ramo di Napoli, 
Capua e Nola : D' azzurro, alla croce d' oro can- 
tonata da quattro rose dello stesso. — Arma del 
ramo di Tropea: Di rosso, a tre fascie ondate 
d'oro caricate da due stelle del medesimo. — 
Cimiero: Tre torri d' argento. — Arma dei Ba- 
rone di Naro: Di rosso, con l'uomo di carnagione, 
crinito di nero, impugnante nella destra un bastone 
appoggiato alla spalla, e nella sinistra tenente 
pei capelli, una testa umana, il tutto al naturale. 

BARONI di Chieri. — Arma: D'azzurro, alla 
banda d' argento caricata da tre gigli di rosso, 
ciascuno in sbarra, e accompagnata da due cro- 
cette d' oro. — Cimiero: Una croce d' oro. — 
Motto: Auxilium meum a domino. 

BARONI di Bologna. — Arma: D'azzurro, al 
leone illeopardito d' oro sostenente con le bran- 
che anteriori una palla di rosso. 

BARONI di Firenze. — Originari dell' In- 
ghilterra, furono molto potenti nel secolo XIII 
e capi dei Paterini. Un Bindo d' Alberto si se- 
gnalò nelia battaglia di Montaperti nel 1 26U. Det- 
tero alla patria un gonfaloniere ed otto priori. 
Si estinsero dopo la metà del secolo XV. — Ar- 
ma : D' azzurro, a due lupi affrontati d' oro. 

BARONI di Lucca. — Ebbe principio in Lucca 
nella persona di Jacopo di Barone dei Guari noni 
della comune di Averaia nel contado di Berga- 
mo, il quale vi prese stanza nel 1470, e nel 1495 
ne ottenne la cittadinanza. Barone, figlio del pre- 
cedente, lasciò il proprio nome alla sua famiglia, 
la quale fu detta dappoi dei Baroni. Bernardino, 
fratello di Barone, nel* 1532 era del Consiglio or- 
dinario della Repubblica. Un altro Bernardino fu 
erudito di bella fama, molto amico del Muratori 
e di altri insigni letterati del suo tempo. — 
Arma: Spaccato: nel J.° di rosso, alla torre mer- 
lata al naturale, dalla cui base sgorgano due ru- 
scelli dello stesso convergenti verso la punta; 
nel 2.° d' argento a tre bande di rosso. 

BARONIS d' Avigliana, Conti di Battigliera, 
Consignori di Santena. — Arma : Spaccato: al 1.» 
di rosso, al bastune da pellegrino d'oro, accosta- 
to, a destra, da una stella d'oro, a sinistra da 
una conchiglia d'argento, al 2.° d'oro, alla banda 
di rosso. — Cimiero: Un pellegrino nascente. — 
Motto: Tentanda via. 

TVjiuni»rii> Stnr. Bjas, 



BAROSIA di Cremona. — Dettero alla pa- 
tria due decurioni; un Pietro nel 1608, ed un 
Gian-Francesco nel 1632. — Arma?. 

BAROVIERI di Castelfranco (Veneto). — Fu- 
rono della prima colonia venuta di Treviso in Ca- 
stelfranco nel 1499 c*si estinsero circa l'anno 
1325. — Arma? 

BAROZZI o BARROCCI di Venezia. — Fu 
originaria di Burano. Dette alla patria molti uo- 
mini illustri. Al tempo di Attila si trapiantò 
nelle lagune venete, e fu una delle dodici tribu- 
nizie che fondarono Venezia. Un Benedetto fu 
nel 1079 creato procuratore di S. Marco, e un 
Giovanni Patriarca di Venezia nel 1465. Fu si- 
gnora di Santorino e Therasia nell' Arcipelago. 
— Arma: D' argento, alla banda d' azzurro. — 
Alias: D'argento, alla fascia d'azzurro. — A lias: 
D' azzurro, al leone rampante di rosso attraver- 
sato da una banda d' argento. 

BAROZZI di Modena, vedi Barocci. 

BAROZZI di Vercelli, baroni di Lessona, conti 
di Monteu. Un Pietro Lorenzo fu Consignore e 
Segretario di stato di Vittorio Amedeo I. Si e- 
stinse questa famiglia in Camillo, nel 1558. — 
Arma: Inquartato: al 1.°e 4.° d'azzurro, al ba- 
roccio o carro all' antica, tirato da due leoni e 
sormontato da una cometa ondeggiante in fascia 
verso sinistra, il tutto d'oro: al 2.° e 3." d'ar- 
gento, alla fascia d'azzurro: e, sul tutto, d' az- 
zurro, al mare d' argento. — Cimiero : Una co- 
meta come nel campo. — Motto: His duciris. 

BAROZZINI di Modena. — Arma: D'azzurro, 
ad un piccolo baroccio d'oro rivolto a sinistra; 
col capo d'azzurro, caricato da tre stelle di otto 
raggi d' oro, e sostenuto da uua divisa dello 
stesso. 

BARRAGE o BARRACI di Sicilia. — Origi- 
naria della Venezia, fu trapiantata in Sicilia da 
un Nicolò venuto al servigio del Re Alfonso. — 
Arma : D' azzurro, a tre bande d' oro, al leone 
dello stesso rampante sulla prima. 

BARRESE o BARRESI di Sicilia. — Origi- 
naria di Francia, e trapiantata in Sicilia da un 
Abbo che ottenne dal Conte Ruggero le terre di 
Naso, di Ucria ed altri castelli. Un altro Abbo 
conseguì le terre di Militello nel 1318. Ebbe i- 
noltre la signoria di molti feudi. Un Tomaso 
verso il 1460 ottenne dal Re Alfonso la contea 
di Terranova e il ducato di Castrovillari. Un 
Pietro fu straticò di Messina, e primo principe 
di Pietraperzia nel 1564. — Arma: D'oro, a dodici 
merlotti di rosso 4, 4 e 4. — Alias: Vaiato 
d' oro e di rosso, di tre tratti. 

BARRILE di Napoli, e di Caltanisetta. — Eb- 
be origine dai Conti di Marsi, e ne fu capo-stipite 
un Tommaso signore di Barrile. Trovasi feudata- 
ria dal 1397, ed à goduto nobiltà in Napoli al Seg- 
gio Capuano, in Siracusa, in Tropea, in Ulessina, 

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in Reggio e in Lavello. Fu signora di 31 baronie, 
del marchesato di Mongraflb, del ducato di Cai- 
vano e Marianolla, e del principato di Capri e 
Santareangelo, ed ebbe il titolo di principe del S. 
R. I. — Un Giovanni ed un Giulio furono maestri 
razionali della regia corte. — Un ramo fiorisce 
tuttora in Caltanisetta. — Arma: D'azzurro, al 
grifo rampante d' oro; col lambcllo di rosso at- 
traversante. — Alias: D'azzurro, alla fascia d'oro 
caricata nel capo da una stella e in punta da un 
barile dello stesso. 

BARKOERO di Carmagnola (Piemonte). — 
Arma: Di verde, al cavallo d'argento, spaventato, 
imbrigliato d'un semplice filetto d'oro. — Cimie- 
ro: Un cavallo come nel campo, nascente, cari- 
cato sulla spalla d'una stella di rosso. — Motto: 

DONEC AD METAM. 

BARTAL1NI di Siena. — Arma: D'azzurro, a 
due gemelle d'oro, fra le quali un crescente dello 
stesso, accompagnate da tre stelle pur d'oro, 2 
in capo, ed 1 in punta. 

BARTALUCCI di Siena. — Arma: Inquartato, 
nel 1.« e 4.» d'argento, alla cometa di rosso; 
nel 2.° c 3.° d'oro, al castello murato al naturale. 

BARTIIOLAZZl del Trentino. — Conti dal 
1 702. — Arma: Spaccato; nel 1." d'oro, ad un 
elmo da torneo d' azzurro, posto di fronte, cir- 
condato da due rami di lauro di verde, coi gam- 
bi passati in croce di S. Andrea; nel 2.° d'az- 
zurro, alla cicogna d' argento, col volo spiegato, 
posta sopra una terrazza di verde. Lo scudo ac- 
collato ad un'aquila di nero, beccata, membrata 
e diademata d'oro. 

BARTOCCELLI di Sicilia. — Originaria di 
Spagna, venne in Sicilia nel 1527. Ebbe l'inve- 
stitura, col titolo di Barone, di Altamira nel 1775 
e fu ricevuta nella mastra-serrata di Caltanisetta 
nel 1777. — Arma: D'azzurro; inquartato: il 
1.° caricato di tre colombe d'argento male ordi- 
nate: il 2.° di tre lancio d'oro, una in banda nel 
capo, due in croce di S. Andrea nella punta, 
addestrate da una colomba dello stesso: il 3.° da 
un leone d'oro accompagnato nel quarto franco 
da una stella dello stesso: il 4.° da un albero 
sradicato d' argento, nel cui tronco sta attorti- 
gliato un serpe d'oro. 

BARTOLACCI di Vianola (Modenese). — An- 
tonio, qualificato nobile noi rogiti notarili, fu nel 
1667 podestà di Montelìorino, nel 1670 di Castel- 
nuovo nei monti, nel 1680 di Sassuolo. — V»,ma: 
D'azzurro, al cane barbone d'argento, collarino 
di rosso, formo sopra un piano di verde, e , ;- 
giante la zampa destra anteriore sopra un sasso 
al naturale. 

BARTOLI di Bolonna. — Arma: Patito in- 
chiavato in fascia di quattro pezzi d'azzurro e 
d'oro, a due mezze stelle in capo, e a due in' ere 
in punta dell' uno noli' altro. 



BARTOLI di Chianciano nel Senese. — Ar- 
ma: D'azzurro, alla croce di S. Andrea d'argento, 
caricata di cinque stelle di sei raggi di rosso. 

BARTOLI di Firenze. — Uscirono dalla fami- 
glia dei Filippi, e dettero alla patria undici Priori. 
Si estinsero nella fine del secolo XVI11. — Arma: 
D'azzurro, alla ruota d'oro, senza quarto, accom- 
pagnata in capo da tre gigli dello stesso, posti 
tra i quattro pendenti di un lambello di rosso. 

BARTOLI di Firenze. — Diversa dalla pre- 
cedente. — Arma: Trinciato merlato di tre pozzi 
di rosso su due pezzi e due mezzi d' oro, n fine 
stelle di sci raggi dell'uno nell'altro. 

BARTOLI di Ferrara. — Un Antonio fu am- 
messo alla cittadinanza sassolese nel 1709, e fu 
podestà di quella terra. Derivò da questa famiglia 
il celebre Daniele dotto scrittore della Compagnia 
di Gesù. — Arma: Trinciato: nel 1.» d'azzurro 
seminato di stelle raggianti d'oro: nel 2.« d'ar- 
gento, alla corona di lauro al naturale ; colla 
banda di rosso attraversante sul tutto. — Alias: 
Spaccato; nel 1.» d' azzurro, alla colomba volante 
d' argento, accompagnata in capo da tre stelle 
d' oro, ed in punto da un monte di tre cime di 
verde; nel 2.» d'argento, alla corona d'alloro al 
naturale; colla fascia d'argento bordata di rosso 
attraversante sullo spaccato. 

BARTOLI di Roma. — Arma: Partito; nel 
l.o spaccato di rosso e d'argento, a due rose del- 
l'uno all'altro; nel 2.° d'argento, a tre bande 
ondate di rosse. 

BARTOLI di Siena. — Originaria senese, fu 
ascritta nel 1369 alla nobiltà all'Ordine o Monte 
dei Riformatori. Il primo risieduto nel supremo 
magistrato di Concistoro fu Agostino di Giovanni 
che risiedè fra i governatori pel bimestre Sett. 
e Ott. 1369. — Appartiene a questa famiglia il 
B. Giovanni d'Agnolo Servita. — Carlo d'Agno- 
lino, personaggio molto illustre, fu più volte am- 
basciatore per la Repubblica, e tre altre a papa 
Martino V nel 1423; nominato rettore dell'ospe- 
dale di S. Maria della Scala, fu dopo pochi anni 
eletto Vescovo di Siena nel 1 427. — Jacopo Capit. 
delle armi senesi a Brescia. — Arma: D'oro, a 
due fascie di rosso, accompagnate da un crescente 
montante di rosso posto fra le due fascie, e da 
due. stelle di sei raggi dello stesso, una in capo, 
ed una in punta. Alias: Trinciato d'oro e d'oro 
da una linea increspata di nero; al cantone di 
rosso caricato di una stella di sci raggi del campo. 

BARTOLI di Vellctri. — Trovasi annoverata 
fra le consolari fin dal 1346, nel quale anno un 
Pietro siedeva fra i Nove buoni uomini che reg- 
gevano il comune. In principio del XIX secolo 
à fiorito un Giuseppe che fu Ministro generale 
dei Carmelitani. — Arma: Spaccato; nel l.« d'oro, 
ad nna colomba volante al naturale; nel 2.° d'oro, 
a tre gigli di rosso; colla fascia dello stesso at- 



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traversante sullo spaccato. — Alias: D'azzurro 
pieno. 

BARTOLINI-SCODELLARI di Firenze. — De- 
rivano da Bartolino di Uberto. Conseguirono per 
tre volte il gonfalonierato, e 29 volte il priorato 
tra il 1297 e il 1503. Mancarono circa la metà 
del secolo XVII. — Arma: D'azzurro, a due 
branche di leone d'argento poste in croce di S. 
Andrea. 

BARTOLINI di Firenze. — Detti ritagliatori 
per la professione che esercitavano. Dettero sette 
priori alla repubblica tra il 1373 e il 1473. Si 
cstinsero nel secolo XV. Arma: Di rosso, al leone 
d'oro tenente tra le branche una rosa d'argento 
fogliata di verde. 

BARTOLINI-BALDELLI di Firenze. — Ori- 
ginaria di Cortona, fu ammessa alla cittadi- 
nanza fiorentina nel 1559. Un Luigi fu senatore 
e bali di Firenze. Godono il titolo di Marchesi. 

— Arma: D'oro, al monte di sei cime di verde 
movente dalla punta, sormontato da un montone 
saliente d' argento. 

BARTOLINl-SALIMBENI di Firenze. — Go- 
dettero per cinque volte il gonfalonierato, e tren- 
taquattro volte il priorato. Un Leonardo nel 1518 
fu eletto Arcivescovo di Pisa, e un Zanobi di 
Giovan Battista nel 1713 ottenne dall'imperatore 
Carlo VI il titolo di Marchese. — Arma: Di rosso, 
al leone diviso a sega d' argento e di nero. 

BARTOLINI di Roma. — Appartiene a que- 
sta casa il vivente Domenico, nato in Roma nel 
1813, e creato Cardinale di S. R. Cehiesa da 
Pio IX. nel 1 875. — Arma : Inquartato; nel 1 
e 4.» d' azzurro, alla fenice d' oro sulla sua im- 
mortalità dello stesso; nel 2.° e 3. n d' oro, al- 
l' aquila coronata di nero. 

BARTOLINI di Udine. — Originaria di Fi- 
renze, trapiantata nel Friuli verso il 1290. — 
Fino dal 1516 fu ascritta al nobile Consiglio 
di Udine, ed ebbe nella metà del XVIII secolo 
in feudo la } terra di Butrio, per cui si trova 
decorata del titolo di Conte. Con sovrana riso- 
luzione del 1 Feb. 1821 ottenne la conferma della 
sua antica nobiltà. — Arma: Inquartato, d'oro e 
d* azzurro, alla fascia dell' uno nell' altro. 

BARTOLINI di Urbino. — Feudatari di Bi- 
scina. — Il Dott. Girolamo fu Podestà di Sas- 
suolo nel 1576. — Arma: Un capriolo scorciato. 

— Cimiero: Una testa di cervo. 
BARTOLINI di — Arma: D'azzurro, alla 

banda d'argento caricata da una cotissa del campo 
seminato di gigli d' oro. 

BARTOLO (di) o BARTOLl di Messina. — Ni- 
colò, capo della milizia del re Martino ed assi- 
stente alla guardia reale, ottenne la castellatila 
di Vizzini, e Francesco concorse alle cariche pa- 
trizie di Messina nel 1590. — Arma: Spaccato 
con la fascia in divisa d'argento, orlata di rosso; nel 



1.« d'azzurro, al monte di tre cime di oro sor- 
montato dalla colomba volante d' argento, con 
tre stelle dello stesso, ordinate nel capo; nel 2." 
d' azzurro, alla corona d' alloro d' oro. 

BARTOLOMASI di Modena. — Questa fami- 
glia, fregiata del titolo comitale, fu feudataria di 
Torricella nel Frignano fin dal 1722. — Arma: 
D' azzurro, al monte di tre cime di verde mo- 
vente dalla punta, sormontato dall'albero di olivo 
dello stesso. — Alias: D' azzurro, al monte di 
tre cime di rosso, movente dalla punta e sor- 
montato dall' albero di olivo di verde. 

BARTOLOMEI di Lucca. — Originaria di 
Pisa, e della stessa famiglia degli Alibraudi. Ni- 
colosio fu amico del Petrarca. — Arma: D'argento, 
ad un ruscello ondeggiante in banda al naturale. 

BARTOLOMEI di Sospello (Piemonte). — Ba- 
roni di S. Agnese. — Arma: Cinque punti d'oro 
alternati con quattro di rosso. 

BARTOLOMEI di Susa, Signori di S. Giorgio. 
— È un ramo della precedente, trapiantato in Susa 
nel XII secolo. Enrico, celebre canonista c giu- 
reconsulto, autore della Somma dorata, creato 
Cardinale e Vescovo Ostiense da Urbano IV il 31 
Mag. 1262. — Arma: Scaccato d'oro e di rosso. 

BARTOLOMEI di Vicenza. — Arma: D'az- 
zurro, alla fascia d'argento; colla torre di rosso 
terrazzata di verde, dai cui merli esce un braccio 
vestito d'argento tenente una bandieruola di rosso; 
il tutto attraversante sulla fascia. 

BARTOLOMEO di Palermo. — Ne fu capo- 
stipite un Lembo giudice della gran Corto sotto 
re Pietro II nel 1340. Un Simone fu pretore della 
patria nel 1414. Un Leonardo fu signore di Tra- 
bia. — Arma: D'oro, al castello di nero acco- 
stato da due rose di rosso. 

BARTOLOMMEI di Firenze. — Di origine 
anconetana, un Bartolomeo si stabilì in Firenze 
nel 1376, e fu ascritto a quella cittadinanza. Un 
Battista e un Antonio furono attuari della Signo- 
ria e consoli dell' arte dei Giudici e Notari. Un 
Giovanni ebbe per due volte il priorato. Un 
Girolamo nel 1667 fu investito del marchesato 
di Monte Giovi — Arma: Spaccato; nel 1." di 
rosso, a tre gigli d'oro 2 e 1; nel 2° scaccato 
d'oro e di rosso. 

BARTOLOMMEI di Lucca. — Girolamo, di- 
stinto giureconsolto, fu Commissario di Sassuolo 
nel 1680, e quindi frate francescano. — Arma: 
D' oro, a tre tazze d'azzurro, due in capo poste 
in croce di S. Andrea, e 1' altra in punta. — 
Cimiero: Un leone nascente d' oro. — Motto: 
Spera in Deo, pugna pno patria. 

BARTOLONI di Bologna. — Arma: Partito: 
nel 1.° d'argento, a mezz'aquila spiegata di nero, 
movente dalla partizione; nel 2.p di rosso a due 
pali d' argento. 

BARTUCCl di Gualdo. — Un Salustio fu nel 



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4585 podestà di Sassuolo. — Arma: D'azzurro, 
al palo di rosso, caricato di una bertuccia in 
profilo d' oro, seduta sopra una zolla di verde, e 
sormontata in capo da un sole nascente d'oro. 

BARUCCI di Firenze. — Ubaldo e Aldobran- 
dino consoli della patria, l'uno nel 4196 e l'altro 
nel 1202. Pietro patriarca di Aquileia. Sandro di 
Donatino, ed Angelo ottennero il priorato. Si 
estinsero nel 1649. — Arma: Di rosso, a due gi- 
gli d' argento astati e passati in croce di S. An- 
drea. 

BARUCCI-CARROLI di Brisighella (Romagna). 
— Sembra che i Barucci-Carroli di Brisighella 
sieno della stessa famiglia fiorentina signora del 
castello di Ovile di cui parla Dante nel XVI 
canto del Paradiso. — Il Dott. Stefano fu Po- 
destà e Commissario di Sassuolo nel 1571. — 
Arma: Partito; a destra di rosso, alla cotta d'ar- 
me d' oro, sormontata da uno scudo dello stesso, 
attraversato in banda da una torcia d' argento, 
accesa di rosso e fumante da ambedue le estre- 
mità, che è dei Barucci; a sinistra spaccato: nel 
1.o di rosso, al carro d'aratro posto in palo di...; 
nel 2.o bandato di sette pezzi di rosso, di azzur-. 
ro, d' argento e d' oro, e viceversa che è dei 
Carroll. 

BARUFFALDI di Ferrara. — Antica fami- 
glia di Cento. Un Bernardino vivente nel XVI 
secolo fu cancelliere del Duca Alfonso II. Un Ni- 
colò scrisse gli Annali Ferraresi. — Arma : D'az- 
zurro, alla fascia d' oro accompagnata in capo da 
una stella di sei raggi dello stesso, e in punta 
da una fiamma al naturale. 

BARZELLI di Carpi. — Inscritta nel libro 
d'oro della Nobiltà di Carpi, vanta molti uomini 
illustri, frà quali Giovanni famoso architetto che 
fiorì verso la fine del XV secolo; Antonio pittore 
incaricato da Ercole II d' Este di dipingere il 
Buccntoro ducale, in occasione delle nozze di sua 
figlia Lucrezia col Duca d'Urbino; e Giammatteo 
che fu uno dei primi ad esercitare l'arte di di- 
pingere a scagliola, vivente nel XVI secolo. (E- 
stinta). — Arma? 

BARZELLINI di Bologna. — Vanta quat- 
tordici senatori, quattro capitani, e un colonnello 
della repubblica vegeta. Un Alberto, barone di 
S. Benedetto, trapiantò un ramo di questa fa- 
miglia a Palermo. — Arma: Partito di rosso e 
•d'oro, al leone dell'uno all'altro. 

BARZENA di Milano. — Arma : Di rosso, a 
sei rose d'argento disposte in due .pali, poste 
ciascuna entro un anelletto del secondo. 

BARZI di Perugia. — Antichissima e nobi- 
lissima. Estinta nel XVIII secolo, cui appartiene ' 
San Costanzo Vescovo e Martire Perugino. — 
Arma : di rosso, a tre fascie scorciate d' argento, 
la prima più lunga della seconda, e questa più 
lunga della terza. 



BARZI di Milano. — Arma: Partito; nel l.o 
d'oro, all'aquila di nero, coronata del campo ; nel 
2.» di rosso, alla ruota di quattro raggi d'ar- 
gento, sormontata da una crocetta dello stesso. 

— Cimiero l'aquila uscente di nero. 
BARZIZA di Venezia. — Originaria di Mi- 
lano, ebbe nobiltà in Bergamo nel secolo XVI. 
Un Giovan-Maria ottenne nel 1533 da Carlo V 
il titolo di Conte di Cazano. Nel 1694 fu ascritta 
al patriziato veneto, e confermata nella nobiltà 
nel 1818. — Arma: Inquartato; nel 1.» e 4. B 
d' argento, all' albero di verde, terrazzato dello 
stesso, e due dolci al naturale controrampanti, 
affrontati al tronco ; nel 2.° e 3.° d' oro, ad un 
uomo al naturale, suonante un cornetto; col capo 
d' oro, all' aquila spiegata di nero, coronata del 
campo. 

BARZIZA di Verona. — Arma: Spaccato 
d'oro e di verde, all'albero di palma sradicato 
e spaccato di verde e di rosso ; con una striscia 
d' argento attraversante sul tutto e portante il 
motto deo soli in lettere majuscole di nero. 

BASACOMARE o BASCIACOMARI di Bolo- 
gna. — Fiorì tra le principali famiglie fino dal 
secolo XII. Un Giovanni fu strenuo capitano nella 
famosa battaglia di Campaldino. Nel secolo XIII 
un Basacomare d' Albertuccio governò le città 
di Cremona, di Faenza, di Ascoli e di Lodi. Dal 
1282 al 1369 dettero alla patria vari anziani. — 
Arma: Scaccato d'azzurro e d'oro di sei fila; 
col capo d'Angiò. 

BASADELLO di Venezia. — Da Aitino si 
trapiantò in Rivalto, e fu nel numero delle an- 
tiche famiglie tribunizie. — Si spense nel 4 325. 

— Arma: D'argento, alla sbarra di rosso, ac- 
compagnata da due B d'azzurro. 

BASADONNA di Venezia. — Originaria di 
Trieste, si riparò in Venezia all' epoca delle in- 
cursioni barbaresche, e fu ascritta al patriziato 
nel 1297. Détte alla patria senatori, procuratori 
di San Marco, ambasciatori e capi di guerra. Nel 
1673 il Papa Clemente X creò Cardinal Diacono 
Pietro Basadonna che morì in Roma nel 1684. 

— Arma : Grembiato d' oro e d' azzurro. 
BASADONNE di Genova. — Arma: Partito, 

troncato, trinciato e tagliato, d'azzurro e d'oro; 
col capo d'oro caricato di un aquila nascente di 
nero coronata dello stesso. 

BASAGNANI di 'Modena. — Arma: Inquar- 
tato; nel 1.° e 4." d'azzurro, a tre gigli d'oro, 
,4' e 8; nel 2.» e 3.° losangato d'argento e d'az- 
zurro. 

BASANAI-MEDICl di Verona. — Arma : Ban- 
dato d' argento e d' azzurro. 

BASANO di Saluzzo, Conti di S. Giorgio. — 
Arma; D'oro, ai lupo di nero, rampante, tenente 
nella bocca un o&o d'argento. — Cimiero*, Un 
lupo simile. — Motto: pour biei* pairb. 



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BASCARINI di Ferrara. — Giovanni medico 
insigne del XVII secolo. — Arma: D' azzurro, al 
capriolo d' argento, accompagnato in punta da 
un libro aperto dello stesso, su cui sta posato in 
palo un bordone da pellegrino d* oro. 

BASARELLI o BAZZARELLI o BASILIERI 
di Padova, — Originaria di Firenze, fu trapian- 
tata in Padova da un Bandoni quondam Basilier, 
il quale aveva un fratello chiamato Buon-Gio- 
vanni che era bravo notaro ed assai ricco — An- 
drea, fu uno degli Anziani del quartiere di ponte 

Molin nel 1390. — Arma; D'argento, al 

liocorno rampante di rosso; colla fascia di verde 
attraversante sul tutto. 

BASCHENIS di Modena (Estinta). — Arma : 
D' azzurro, alla campagna di rosso, a due mazze 
di verde poste in croce di S. Andrea unite con 
catena di ferro all' impugnatura verso la punta 
poste sopra il tutto, accompagnate da tre stelle 
di otto raggi d' oro, poste 1 e 2, una sul campo 
azzurro. 

BASCHI (de) di Orvieto. — Firto dal 1322 
ebbero nobiltà in Orvieto col titolo comitale; ap- 
partennero al patriziato di Siena e a quello di 
Lodi. Bernardino, commendatore di S. Giustino, 
e Francesco di Ranuccio Cavalier di S. Stefano 
nel 1613. Ugolino difese la patria presso la Ba- 
dia di S. Rémedio contro le truppe del Bavaro 
nel 1327. Raniero, capitano dei Pisani, si segnalò 
nella battaglia di Gello, e in quella dei Vene- 
ziani contro Padova. — Arma: Inquartato; nel 
J.» e 4.° di rosso, al leone d'oro; al 2.° e 3.° 
d'argento, alla fascia di nero. 

BASCHIERI di Modena. — Arma : D' azzur- 
ro, alla mano sinistra di carnagione posta in palo, 
coli' indice e pollice stesi, accostata da due stelle 
di otto raggi d'oro, ed una fascia in divisa al- 
zata d'argento, caricata dalla parola greca XAPE 
scritta in lettere romane. 

BASEGGIO, o BASEGI, o BASEI, o BASILII 
di Venezia. — Originaria di Roma, e stabilitasi 
in Venezia fu ascritta al libro dei nobili. Un Lo- 
renzo fu patriarca di Grado, e un Basilio Procu- 
ratore di San Marco. — Arma : D'azzurro, a tre 
ossi di morto d'argento posti in fascia l'uno so- 
pra l'altro, accompagnati in capo da una corona 
del secondo. 

BASEGGIO di Trieste. — Della stessa origi- 
ne della precedente. Fu annoverata fra le tredici 
Casate antiche patrizie della città nel Consiglio 
dei nobili. — Arma: Uguale alla precedente. 

BASEGGIO di Capodistria. — È un ramo 
della precedente. Fu ascritto al nobile consiglio 
degli anziani. — Arma: Grembiato di rosso e 
d'oro, caricato il primo di 18 gigli d'argento, ed 
il secondo di altrettanti d'azzurro. 

BASlJLLl di Gradisca. — È un ramo dei Ba- 



seggi ascritto nel 1690 alla nobiltà di Gradi- 
sca. — Ebbe Vicari, Pretori e Capitani. — Ar- 
ma: Spaccato: al 1.» d' argento, alla corona d'oro 
movente dalla partizione, accompagnata da due 
corvi coronati di nero, moventi dai due angoli del 
capo, imbeccanti le punte laterali di detta coro- 
na : al 2.° di rosso, a tre ossa di morto poste in 
fascia una sopra V altra. 

BASENGHI di Bologna. — Di antica origine 
ma nobile sol dal XVI secolo. — Arma : Di rosso ; 
al leone d'oro. 

BASILE di S. Lucia del Mela (Sicilia). — Fu 
nobile di Messina col titolo di Barone del Grano. 
Derivò dall' isola di Rodi nel tempo che vi re- 
gnava L'Ordine sovrano di S. Giovanni di Geru- 
salemme. La sua nobiltà generosa venne provata 
presso lo stesso Ordine come uno dei quarti del 
Cav. fra Giovanni Casata Singritico Montolif e 
Basile nel 1573. — Arma: D'argento, a tre fa- 
scie d'azzurro. 

BASILE di Napoli, Nobili di Bologna. — 
Arma: D' azzurro, al leone d' oro, lampassato di 
rosso, tenente colle branche anteriori un'accetta 
manicata d'argento. 

BASILI o BASILIO di S. Lucia del Mela. — 
Arma: D'azzurro, al destrocherio armato al natu- 
rale impugnante una lancia d'argento e combat- 
tente il dragone, posto al terzo cantone, accompa- 
gnato al primo cantone da una cometa, e al quarto 
da una croce di Malta, il tutto dello stesso. 

BASILI di Padova. — Furono ammessi al 
nobile consiglio nel 1081. Ebbero, fra i molti 
privilegi, quello pure di batter moneta. Un A- 
leardo resse la patria con Dogio dei Buzzacarini. 
Quattro furono consoli. — Arma: D'azzurro, a tre 
fascio nebulose d'argento. 

BASILICO di Sicilia. — Discende da un Gio- 
vanni Regio Milite, ed à avuto un cavaliere di 
giustizia dell'Ordine di Malta nel 1637. — A 
posseduto i feudi di Ricoya, Camastra, e Bagna- 
tila e iO onze feudali all' anno sopra la Segre- 
ria di Randazzo nel 1365. — Arma: D'azzurro, 
al vaso d'oro, piantato di basilico al naturale. 

BASILIERI di Padova, vedi Basarklu. 

BASSA di Verona. — Arma: Interzata in fa- 
scia; al I." d'argento, al giglio d'oro; al 2.» d'o- 
ro, alla colomba d'argento tenente nel becco un 
ramo di olivo di verde, e posata sopra un poggio 
dello stq#so: al 3° d'argento, a tre bande d' oro. 

BASSANI di Modena. — Arma : D' oro, al 
porco al naturale passante sopra una terrazza 
di verde. 

BASSANI di Padova. — Trassero il nome 
della città di Bassano donde venne verso il 1500 
un Alessandro dott. di leggi e primo fondatore 
di questa famiglia in Padova. Un altro Alessan- 
dro vivente in pieno secolo XVII fu raccoglitore 



HAS 

appassionato di antiche medaglie. — Afima: Fa- 
sciato di rosso e d'oro. 

HA SS A NO o DONDONTNl di Verona. — Fa- 
miglia cos'i chiamata ila Don Donino Bassani fi- 
glio di Orlandino di Borgo San Donnino nel Par- 
migiano. Era prete benefiziato della cattedrale di 
Verona nel I 405, poi Arciprete di S. Giovanni 
in Fonte nel HI 3, e finalmente Canonico nel 1460. 
— Nel seguente secolo Teodosio fu Vicario della 
Casa de' Mercanti. Agostino e Mario furono Po- 
li est; i di Peschiera, e Federico nel 1644 fu ag- 
gregato al Collegio dei Giudici. — Bortolomco 
nel MB?, e Jacopo nel 1517 si leggono iscritti 
col cognome Bassani nel Consiglio Nobile, c con 
quello di Dondonini nel 1875 il Conte Teodosio, 
ed altri lino al Conte Giuseppe che vi fu aggre- 
gato nel 1783. — Un'altra illustre famiglia Bas- 
sani nel XVI secolo da Brescia passò ad abitare 
in Verona. — ARMA: Spaccato; nel 1» di rosso, 
ad una crocetta patente d' oro; nel 2." d'azzurro, 
ad un avanbraccio posto in palo vestito di verde 
movente dalla partizione, colla mano addossata; 
colla fascia di rosso, caricata di tre st die d' oro 
attraversante sullo spaccato. 

BASSF TI di Piemonte. — Aiwa: D' azzurro, 
al leone illeopardito d'oro. 

BASSETTI di Verona. — Arma: D' azzurro, 
fòla torre di argento merlata alla ghibellina, chiusa 
e finestrata di nero, movente da una cotissa di 
rosso e sormontata da un putto nascente di car- 
nagione, avente nella destra una palma di verde. 

BASSI di Milano. — Se ne à memoria certa 
nell'anno 1472. Paolo ed Anselmo furono dei 
150 nobili che prestarono giuramento al fi- 
glio di Galeazzo-Maria Sforza. Paolo-Maria fu 
governatore di Mantova e regio ducal senatore in 
Milano. — Arma: Interzato in fascia; nel 1.» d'o- 
ro, all' aquila di nero coronata del campo; nel 
2.» d'argento, alla croce di rosso ; nel 3.° di rosso 
c d'oro inquartato in croce di S. Andrea. 

BASSI di Velletri. — Da Piacenza si stabili- 
rono in Velletri nel secolo XIV e furono scritti 
nel libro dei nobili col titolo di Conti. — Arma: 
Partito semispaccato: nel 1.° inquartato in cro- 
ce di S. Andrea di azzurro e d'oro, alla colomba 
d'argento nel primo quarto; nel 2." d'oro, a tre 
gigli d'azzurro; nel 3. n trinciato d'oro e di verde, 
all' aquila dell'uno nell'altro, con la banda d'ar- 
gento attraversante: col capo d'oro, all' aquila 
spiegata d'argento. 

BASSI di Verona. — Arma: D'oro, al drago- 
ne di rosso, colle ali distese, sdraiato a' piedi di 
un albero di verde, attraversante sul fusto, il 
tutto sostenuto da una terrazza di verde. 

BASSIGNANA di Genova. — Originaria di 
Poleevera. Antonio, protettore delle Compere del 
Capitolo nel 1576; Leonardo anziano nel 1 478 — 
Ascritti nei Grillo nel 1528. — Arma : d' oro, 



HAS 

al leone di rosso, sostenente colla branca anterio- 
re destra un giglio di azzurro. 

BASSO di Crema. — Vincenzo Vescovo di 
Sebenico nel 1599, e poi di Andria nel regno di 
Napoli. — Arma: Interzato in fascia: al 1." di 
rosso caricato di una croce patente d'oro; al 2° 
d' oro ; al 3.° di verde. 

BASSO di Savona, Conti di Monastero, Si- 
gnori di Bestagno. — Deriva da un Guglielmo 
che nel 1278 era podestà di Savona. Acquistò 
celebrità e ricchezze merce il matrimonio con- 
tratto da Giovanni Basso, notajo, con Luehina 
della Rovere sorella di Francesco che fu poi papa 
col nome di Sisto IV. Da questa unione nacquero 
sei figli, Girolamo che fu vescovo di Alba e Car- 
dinale, Antonio che fu Conte di Albiano (1480) 
e che sposò Caterina Marzano dei principi di 
Rossano, Guglielmo che sposò Maria degli Inter- 
nimeli^ Francesco che fu Priore di Pisa, Barto- 
lomeo, e Maria che si maritò ad Antonio Grosso 
e che divenne madre di quattro vescovi, due car- 
dinali, e quattro figlie, divenute madri alla loro 
volta di altri ricchissimi porporati. — Arma: In- 
terzato in fascia; al 1.» d'oro, all'aquila di nero 
coronata dello stesso; al 2.° d'argento, alla croce 
di rosso; al 3. n inquartato in croce di S. An- 
drea d' azzurro o d' argento. 

BASSO di Verona, antica famiglia estinta. — 
Daniele fu Consigliere di Verona nel 1279, ed un 
altro individuo di questa stessa casa ebbe la ca- 
rica di Console nello stesso secolo. — Un' altra 
famiglia Basso originaria di Vercelli, à pur fio- 
rito in Verona, alla cui cittadinanza fu ascritta 
nel 1534. — Arma? 

BASSOLI di Modena. — Ebbe parecchi Ma- 
gistrati e Conservatori della Comunità di Mo- 
dena ed edificò nel 1630 la cappella e l'altare di 
mezzo della navata a destra della chiesa del Voto, 
dedicate al SS. Crocifisso, ricche di marmi e di 
metalli, ornate di statue e dei busti dei bene- 
fattori della famiglia. — Arma : D' azzurro, al- 
l'unicorno d'argento passante sopra una terrazza 
di verde e sinistrato ad un palmizio dello stesso. 
— Alias: Invece di un cavallo unicorno d'argen- 
to, un leone unicorno d' oro. 

BASTA di Taranto. — Originaria dell' Alba- 
nia. Un Giorgio fu capitano e barone di Civitel- 
la. Un Pasquale-Teodoro fu nel 1748 eletto Ve- 
scovo di Melfi e Rapolla. Nel 1759 Ferdinando IV 
con suo speciale diploma ascriveva i Basta alla 
nobiltà Tarantina. — Arma: Partito; a destra 
d'argento, ad una fiamma di rosso; a sinistra 
dello stesso, al cavallo corrente d'argento con 
sopra un guerriero armato di tutto punto, im- 
pugnante colla destra una spada nuda in atto di 
ferire; sopra il tutto uno scudetto d'oro caricato 
dell'aquila imperiale avente negli artigli due celate 
coperte di ferro e ornate di simboli cavallereschi. 



— 102 — 



BAT — ,|03 — 

BASTAI o M10RI di Modena. — Arma : D'az- 
zurro, a due cani rampanti affrontati d' argento 
collarinati di rosso, accompagnati da due roso 
dello stesso, poste una in capo, e l'altra in punta. 

BASTARDI di Modena. — Famiglia antica 
e tra le nobili e potenti di Modena nel 1306. — 
Il Tiraboschi cita un Padre Zaccaria fatto Mo- 
naco Cassincsc nel 1621, letterato distintissimo. 
— Arma: D' azzurro, al cane unicorno rampante 
d' argento; col capo dello stesso caricato di una 
croce di rosso. 

BASTA RI di Firenze. — Ebbero quattordici 
volte il priorato e sci il gonfalonierato tra il 
1303 e il 1386. Si estinsero circa il 1400. — 
Arma: D'oro, seminato di plinti neri, al leone 
dello stesso. 

BASTONE di Sicilia. — Arma: Di rosso, al 
braccio armato d' argento impugnante un bastone 
d' oro. 

BATTAGLIA di Bologna. — Arma : D' oro, 
al leone di rosso impugnante una spada nuda 
d' argento in alto; colla lascia d' argento caricata 
di tre X di nero, attraversante. 

BATTAGLIA o BATTAGLINI di Rimini. — 
Originaria di Borgazzano, villa del Riminese, prese 
il nome da un Battaglia che vivea nel primo quarto 
del XIII secolo, e dal quale discese il famoso Go- 
zio Patriarca di Costantinopoli che fu creato Car- 
dinale nel 1338 da Benedetto XII. (Estinta). — 
Arma: Una scimitarra posta in banda colla punta 
a sinistra. 

BATTAGLIA o B ATT AGGI A di Venezia. — 
Provenienti da Cotignola di Romagna, furono ag- 
gregati nel 1439 al veneto patriziato, e si se- 
gnalarono per servigi militari resi alla repub- 
blica. — Arma: Di rosso, a tre melogranati 
d' oro. 

BATTAGLIA di Pisa. — Arma: Di rosso, al 
monte di sei cime di verde, cimato da tre pan- 
nocchie di melica d' oro, fogliate dello stesso; col 
capo d' oro, all' aquila di nero. 

BATTAGLIA di Sicilia. — Un Giuseppe fu 
giudice di Concistoro nel 1718 della città di Pa- 
lermo. — Arma : Di rosso, al braccio armato, im- 
pugnante un' asta d' oro con bandiera d' argento. 

BATTAGLIA di Treviglyo. — Un Girolamo 
Battaglia vivente nella seconda metà del XV sec, 
fu della famiglia Grassi, alla quale si aggiunse il 
sopra nnomé^i Battaglia per 1' ardore con cui gli 
ascendenti di Girolamo si erano distinti nei com- 
battimenti. Dedicatosi al mestiere delle armi, 
sostenne, varie cariche militari, e venduta a patti 
per sè onorevoli la fortezza di Cremona, di cui era 
governatore per Lodovico Sforza Duca di Milano, 
alle armi venete, si trasferì a Venezia, ove fu 
aggregato colia sua famiglia a quella cittadinanza 
c nobiltà. — Arma? 

BATTAGLIERI di Piemonte, Consignori di | 



BAT 

Scagncllo. — Arma: Palato di rosso e d'argen- 
to, al capo del primo, sostenuto d' oro, c ca- 
ricato di un destrocherio movente dal fianco de- 
stro, armato, ed impugnante una spada, il tutto 
al naturale. 

BATTAGLIONE di Ozegna (Piemonte). — O- 
riginaria di Roma. Venuta in Piemonte dimorò 
fino al 1470 in Feletto, e quindi in Ozegna. (Man- 
Giacomo, Mastro uditore nella Camera dei Conti, 
nel 1584, ebbe la cittadinanza torinese nel 1588, 
Giovanni-Pietro Prefetto a Mondovì nel 1600, 
Ottavio-Felice, avvocato illustre, giudice di Oze- 
gna nel 1695, poi senatore nel 1723, Severino 
segretario di Stato. — Arma : D' oro, al leone di 
rosso volto a destra, coronato dello stesso, te- 
nente colle branche anteriori una mazza di nero. 

BATTAGLIUCCI o BATTAGLIUZZI di Bolo- 
gna. — Arma : D' oro, a tre fascie di verde, ca- 
ricate ciascuna di due cotisse del primo ; colla 
bordura del secondo. 

BATTEZZATI di Modena. — È annoverata 
nel Liber Nobilium ac Potentum C'ivitatis Mu- 
tinae et Districtus compilato nel 1306. — Un 
Bartolomeo era Conservatore di Modena nel 1417. 
(Estinta). — Arma? 

BATTIGATTO di Geno* a. - Arnaldo fu 
console del Comune nel 1125; Ogerio testimonio 
pubblico nel 1180; Raimondo giurò la pace ìfi 
Genova con Pisa nel 1188 — Più tardi questa 
famiglia fu aggregata nei Grillo, ma la sua di- 
scendenza si erodeva estinta fin dal XVIII secolo. 

— Arma: D'azzurro, alla banda di rosso, per 
inchiesta, con una corona all' antica d'oro nel 
punto del capo. 

BATTISTI di Corsica. — Antica o, nobile fa- 
miglia originaria del Comune di S. Nicolò di Mo- 
riani in Corsica, prese parte alla lunga lotta con- 
tro i Genovesi a favore della patria, e favorì in 
fine I' annessione dell' isola alla Francia. — Arma : 
D'azzurro, alla fenice d'argento, armata e lain- 
passata di rosso movente dalla sua immortalità 
e mirante un sole dello stesso posto nel cantone 
destro del capo. 

BATTISTINl di Reggio-Emilia adì Novellala. 

— Giovan-Giacomo di Quirino di Reggio laureato 
in filosofia e giureconsulto collegiato, fioriva sullo 
scorcio del XVI secolo ed era elegante poeta in 
latino e in italiano. — Giambattista di Novcllara 
fu Podestà di Montefiorino nel 1784. — Non 
sappiamo se questi duo soggetti fossero della 
stessa famiglia. — Arma dei Battistini di Novcl- 
lara: il monogramma GB accompagnato da quat- 
tro gigli, due in capo e due in punta. 

BATTUTI di Bologna. — Arma : 1)' argento, 
alla banda d' azzurro, accompagnata da due staf- 
fili di rosso armati d' oro di quattro pezzi posti 
in banda. 

BAUDI di Vigono (Piemonte). — Nel 1722 



BAY -I 

acquistarono il feudo di Selve con titolo comi- 
tale, e nel 1786 quello di Y r csme con titolo si- 
gnorile. — Il senatore Carlo storico e filologo di 
chiara fama. — Arma: Di rosso, al compasso 
d'oro aperto in capriolo: col capo cucito d'az- 
zurro a tre conchiglie d'oro ordinate in fascia. 
Motto: FIDELIS CUSTOS. 

BAUDUCIll di Moncalieri (Piemonte). — Fu- 
rono potenti nelle pianure testonesi, dove lascia- 
rono il proprio nome a due villaggi, distanti due 
miglia l'uno dall'altro. — Nel 1559 alienarono 
Bibiana a Giovanni Ferrerò. — Arma? 

BAUGA di Verona. — Famiglia illustre, dalla 
quale uscirono Cresci mbene ascritto nel 1453 al 
nobile consiglio municipale, Girolamo, Erasmo ed 
Alessandro aggregativi nel secolo successivo, e 
Teodoro celebre medico. — Arma : Spaccato d'az- 
zurro e di rosso, alias di verde, colla banda d'ar- 
gento attraversante sulla partizione. 

BAY'A di Fossano, Conti di S. Paolo. — Ga- 
leazzo, dei signori di Cervere, governatore del Ca- 
stello di Avigliana nel 1592 poi di Busca, Mon- 
dovì e Cuneo, Tommaso governatore di Mondovì 
nel I6&3. — Arma: Di rosso, al leone bandato 
d'argento e di nero. 

BAVA di Genova. — Originari da Fossano, 
vennero in Genova nel 1430. Nel 1528 furono 
ascritti a quel patriziato. — Arma; Uguale alla 
precedente. 

BÀVARÀ o BAVERA di Marsala. — Si chia- 
mò puro Manganello, e fu una delle case patrizie 
di Marsala, ove possedè una cappella gentilizia 
nella chiesa dell' Annunziata. — Arma: D' oro, 
al destrocherio di carnagione impugnante una 
mazza di nero in atto di percuotere un cavallo 
passante dello stesso. — Divisa: In nomine Do- 
mini NOSTRI .lESU CllRISTI. 

B AVARA di Sicilia. — Arma: D'azzurro, al 
cavallo d'oro sopra onde marine, montato da un 
guerriero dello stesso tenente nella mano destra 
un tizzone acceso. 

BAVASTRELL1 di Genova. — Furono patrizi 
della repubblica neH' albergo de' Grillo. — Arma: 
D' azzurro, alla fascia d' oro, accompagnata da tre 
stelle di sei raggi dello stesso, due ed una,, con 
un albero al naturale nodrito sulla fascia. 

BAVASTRELLl di Messina. — Da Genova 
si stabilirono in Messina, e furono aggregati a 
quella nobiltà. Giuseppe ebbe il titolo di Mar- 
chese e fu senatore della patria nel 1758. — 
Arma: Uguale alla precedente. 

BAYASTRO di Genova. — Originaria della 
villa omonima in quel di Torriglia (alto Bisagno), 
se ne anno memorie a partire dal XV secolo — 
Tommaso fu ascritto nei Calvi nel 1528. — Arma: 
D'azzurro, a due mani di carnagione manicate di 
bianco, moventi, una dall'angolo sinistro del capo, 
l'altra dall' angolo destro della punta, e tenenti 



l - BAZ 

tra ambe una sega in isbarra, segante un tronco 
d' albero movente dal fianco sinistro dello scudo, 
in fascia, sin presso il fianco destro, il tutto al 
naturale. 

BA VIERI di Bologna. — Arma : D' argento, 
alla banda di rosso, caricata da un leone illeo- 
pardito fuggente d' oro, ed accompagnata da due 
conchiglie di rosso, una in capo, ed una in punta. 

BAVOSI di Bologna. — Alfonso Abate e pre- 
side generale dei Canonici Regolari Lateranesi. — 
Arma; D' azzurro, a sei stelle d'oro poste in giro. 

BAVUSO di Messina. — Originari di Pisa, si 
stabilirono in Messina nel secolo XIII. — Arma: 
Spaccato di nero e d' argento. 

BAVSIO di Ferrara. — Originaria dal ca- 
stello omonimo- nel Reggiano (Emilia) di cui ebbe 
1' alto dominio. Fu trapiantata in Ferrara circa 
il 1360. (Estinta). — Arma: Spaccato di nero e 
d r oro, a sei palle poste 3 e 3 dell' uno nell'altro. 

BAZAN di Sicilia. — Originaria di Nararra. 
Un Bazan fu Arciv. di Palermo nel 1694; Gio- 
vanni ebbe in feudo il territorio di Pagliara; Al- 
varo ottenne il titolo di barone delli Sollazzi. — 
AHM A: Scaccato d'argento e di nero; colla bor- 
dura di rosso, caricata da otto crocette di S. An- 
drea d' oro. 

BAZANI di Casale, Signori di Ferrugia ori- 
ginari di Vercelli da dove si trapiantarono in 
Casale fin dal tempo che le due città si regge- 
vano a comune. Sondo di parte Guelfa, furono 
nelle grazie dei Conti di Provenza nel tempo che 
questi dominarono in Casale, — Erano investiti 
di parte della giurisdizione di Ferruggia e di due 
massarie di Morano. — Bazano Cousigl. di Gio- 
vanni-Giorgio, ultimo dei Paleologi, nel 1350.— 
Giacomo, uno degli ambasciatori di Casale al Mar- 
ch, di Monferrato nel 1403. — Carlo Vili di 
Francia concesse a Pietro Bazano Capitano spe- 
rimentato il titolo di Consigliere col privilegio di 
aggiungere nella sua arma un giglio d'oro m 
campo azzurro. — Arma: Inquartato: al 1» e 4° 
partito: a destra, d'argento, alla croce poten- 
ziata d' oro, accantonata da quattro crocette dello 
stesso ; a sinistra, d' azzurro a tre gigli d' oro, 
•due, e uno: al 2° e 3" d'azzurro, alla volpe d'oro 
rampante. 

BAZANI o BÀZZANI, o da BAZZANO di 
Modena, Reggio, Bologna? Savignano, Montefe- 
stino'e Vignola. — Originaria del castello omo- 
nimo di Bazzano sulla frontiera bolognese, e di- 
visa in più rami sparsi nei suddetti paesi. — 
Quello di Modena era considerato nej 1306 fra 
le famiglie? nobili e potenti, e da esso trasse o- 
rig'ne Virgina famosa poetessa del XVIII secolo 
maritata ad un Cavazzoni, e fu preceduta da un 
Giovanni, cronista vivente nel XIV secolo. — A 
quello di Montefestino appartenne il Dott. Pelle- 
grino, Podestà di Sassuolo nel 1694 e poi Go- 



BAZ 



— 103 — 



BEA 



vernat. del Frignano nel 4704. — Dal ramo di 
Vignola discendono Ercole Dottore ed Arciprete 
in patria nel XVI secolo e due governatori del 
proprio paese. — Arma dei Bazzani di Modena: 
Spaccato; nel 1 .° scaccato di rosso e d'oro di due 
file; nel 2° di verde, a tre melograne al naturale 
con stelo e foglie ordinate in fascia; col capo 
dell' Impero. — Arma dei Bazzani di Montefe- 
stino e di Vignola: Di rosso, a tre melograne al 
naturale moventi da un solo stelo e poste a ven- 
taglio; col capo d' Angiò. 

BAZETTA o BAZZETTA di Milano. — De- 
rivanti da Omegna. In origine chiamavansi do Ve- 
menia: assunsero per eredità il nome di Bazetta, 
famiglia che aveva dato decurioni a Novara. — 
Vantavano celebri giureconsulti, un senatore, un 
professore a Pavia, notai e canonici ordinari del 
Duomo, e si estinsero nella prima metà di que- 
sto secolo, lasciando eredi del nome e del patri- 
monio i loro congiunti Conti Bertoglio. — Arma: 
D' azzurro al levriere rampante d'argento collari- 
nato di rosso tenente un giglio d' oro. 

BAZI.LIERI di Bologna. — Trassero il nome 
da un Bazalerio di Enrico della stirpe dei Gere- 
mei. Ramberto console nel 4 208 ; Nicolò podestà 
per tredici volte tra il 1248 e il 4270. {Estinti 
nel 4 864). — Arma: Inquartato di nero e d'oro. 

BAZOLANI di Venezia. — Arma: Di rosso a 
quattro fàscio ondate d' azzurro, e una fascia d'oro 
attraversante sul tutto. 

BAZOLI di Padova. — Discendenti dai Conti 
di S. Fenzo di Legnaro. vantano per capo stipite 
un Nizolio capitano delle milizie padovane nel 
1' 820. Furono ascritti alla nobiltà nel 4420. — 
Arma: Spaccato; nel 4.» d'argento, a due ba- 
stoni d'azzurro posti in croce di S. Andrea, ac- 
compagnati da tre palle dello stesso, poste due 
ai fianchi ed una in punta, e da una cometa di 
rosso in capo; nel 2.» d'azzurro, alla stella di 6 
raggi d' oro. — Cimiero : un destrocherio armato 
di acciaio tenente in mano una stella di sei raggi 
di rosso. — Alias: Spaccato d'azzurro e d'ar- 
gento, a due bastoni ritorti del secondo nel pri- 
mo, posti in croce di S. Andrea, e alla stella di 
sei raggi del primo posta nel secondo. — Alias: 
Spaccato: nel 4° d'azzurro, a due bastoni ritorti 
d' argento posti in croce di S. Andrea, accom- 
pagnati in capo da una cornuta d' oro : nel 2. n 
d'oro, caricato di una stella di sei raggi d' a/, 
zurro. 

BAZURRO di Genova. — Originari della villa 
di Struppo in Val di Bisagno — Taddeo anziano 
nel 4 429, 4 443 e 4 444; Girolamo anziano' nel 
4 494. — Vincenzo, notaro, fu ascritto nei De 
Marini nel 4528. — Arma: D'azzurro, a tro 
sbarre d' oro, colla rotella del secondo, caricata di 
un leone di rosso, sul tutto. 

BAZZANI di Bologna. — Originaria di Baz- 



zano nel territorio bolognese. — Matteo insigne 
Dott. di medicina e filosofia morto nella prima 
metà del XVIII secolo, fu 1' ultimo della sua casa. 
— Arma: Di rosso, al melograno fruttato di tre 
pezzi al naturale, nudrito di verde ; col capo 
d' Angiò. 

BAZZANI di Monfestino (Modenese). — È un 
ramo della precedente, che si radicò anche nella 
terra di Vignola dove ottenne i primi uffici ci- 
vili, militari ed ecclesiastici. Un Pellegrino fu 
podestà di Sassuolo nel 4694. — Arma: uguale 
alla precedente. 

BAZZANI di Ferrara. — Ippolito dotto teo- 
logo, superiore generale dei Servi di Maria, morto 
nel 4660. — Arma: Di rosso, alla fascia scac- 
cata d'argento e di nero, accompagnata in capo 
da tre gigli d' oro. 

BAZZARELLI di Padova, vedi Basarelli. 

BAZZENA di Milano. — Un Ignazio, Spa- 
gnuolo, ufficiale del soldo, si stabilì in Milano 
verso il 1671. I suoi discendenti si accasarono 
nobilmente. — Arma : Di rosso, a sei palle d'ar- 
gento, disposte 2 e 2. 

BAZZI di Milano. — Diede parecchi illustri 
capitani agli antichi Duchi di Milano. — Un Bal- 
dassare, famigliare ducale, ebbe nel 1432 dal 
Duca Filippo-Maria Visconti il feudo di Robecco 
che fu conservato dai discendenti fino all' aboli- 
zione dei feudi. Ebbe Giureconsulti Collegiati, 
Decurioni, membri del tribunale di Provvisione 
ecc. — Arma: Partito; al 1.» d'oro, all'aquila 
di nero coronata del campo; al 2." di rosso, alla 
ruota di quattro raggi d'argento, sormontata da 
una crocetta dello stesso. 

BEATRICE di Sterna. — Di origine Pisana, 
trapiantata da un Raffaele nel 1500 in Sicilia, 
ove occupò le prime cariche. — Arma : D' azzur- 
ro, all' aquila d' oro stringente negli artigli un 
nastro d' argentò. 

BEAUMONT di Taranto. — Discende dagli 
antichi re di Navarra, ed il più antico di cui si à 
menzione è un Filippo pronipote di S. Luigi Re di 
Francia. Ebbe la contea di Briens e il ducato di 
Durazzo. Nel 1628 Antonio trapiantò la famiglia 
in Taranto, e ne fu regio governatore. Nel 4759 
il Re Ferdinando IV I' ascrisse alla nobiltà di me- 
rito. (Estinta nel 4867). — Arma: Inquartato; 
nel 4." e 4.° di rosso, alla croce d'oro; nel 2.» 
e 3.o d' azzurro, a tre pali fusati di nero; sul 
tutto uno scudetto d'azzurro, caricato da una fa- 
scia d' oro accompagnata da tre gigli dello stesso, 
due in capo ed uno in punta. 

BEAZIANO di Venezia. — Originaria di Ro- 
ma, fiorì prima in Broscia, dove un San Benia- 
mino, capo di una legiono romana sotto l' impe- 
ratore Elio Adriano raccolse la palma del marti- 
rio nell'anno 4 22. Passò quindi a Trieste e poi 
a Venezia. Ebbe il titolo comitale dolla Giapidia. 



BEC 



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BEC 



Giulio nel 1077 fu decorato dal greco imperatore 
Michele della suprema carica di Protostratore ; 
Siccardo nel 1191 ebbe la signoria di Mondeserto 
e Nicaria e fu creato barone; Arcadio Vescovo 
di Capodistria; Giulio Cesare araldista autore del 
Blasone dei nobili veneti rimasto per 1' avvenuta 
morte incompleto. — Arma: Spaccato d'oro e 
d' azzurro, all' albero sradicato di verde attraver- 
sante sul tutto. 

BEBI o BIBI di Padova. — Si trova ascritta 
al Consiglio nobile nel 1081 e nel 1249. Man- 
fredo podestà in Vicenza, Antonio in Cividal di 
Belluno. Ebbe la signoria di Torreglia. (Estinta 
nel secolo XVI). — Arma: D'argento, alla fascia 
scaccata di rosso e del campo di due file. — 
Alias: Spaccato, nel 1.° d'argento; nel 2." scac- 
cato di nero e di rosso. 

BECCADELLI di Bologna, così detti da un 
Beccadello staccatosi dagli Artenisi che inter- 
venne come membro del consiglio generale nel 
1216 al giuramento dei patti stabiliti dal comune 
coi Fiorentini. — Furono di parte geremea, ed 
ebbero il consolato, il grado senatorio, e l' an- 
zianato, fino al 1795, centotredici volte. — Ar- 
ma: D'azzurro, alla zampa di grò alata di un se- 
mivolo destro spiegato d'oro, armata di rosso. 

BECCADELLI di Palermo. — È la stessa 
precedente famiglia esiliata dalla patria nel 1304, 
e detta di Bologna, alludendo alla madrepatria. 
— Ebbe nobiltà in Napoli al Seggio di Nido, ed 
in Palermo ove ancora fiorisce. Fu Signora di 19 
baronie, di 3 marchesati, di 3 ducati, di 3 prin- 
cipati e di due contadi. Simone Arciv. di Paler- 
mo, e Bernardo Arciv. di Messina nel 1512. Di- 
versi furono Pretori, Stratigoti e Maestri razio- 
nali. — Arma: Spaccato: nel 1© inquartato in 
croce di S. Andrea di Svevia e d'Aragona; nel 
2.° d'azzurro, a tre artigli alati d'oro. 

BECCANUGl di Firenze. — Arma: D' azzur- 
ro, seminato di mollette d' oro, al leopardo illeo- 
nito dello stesso, attraversante sul tutto. 

BECCARI di Ferrara. — Aggregata alle 27 
nobili famiglie della patria, e decorata nel 1735 
da Clemente XII del titolo di Conti Palatini. Una 
Beata Cecilia monaca in Santa Caterina in Sie- 
na, e un Antonio nel secolo XVI Vescovo di Su- 
tri. — Arma : Palato d' oro e d' azzurro, al ca- 
priolo di rosso attraversante sul tutto; col capo 
dell'impero. 

BECCARIA di Pavia. — Di origine germa- 
nica, fu trapiantata in Pavia da un Beccarino, e 
vi si mantenne in stato principésco fino al 1357, 
nel qual anno perdette II dominio della patria e 
si divise in diversi rami, assumendo varie deno- 
ininaz'oni, e sul finire del XVI secolo se ne con- 
tavano più- di 50 distinguendosi ciascuno dal no- 
me del proprio feudo. — Lanfranco nell' 800 Ve- 
scovo di Cantoibery in Inghilterra, e poi di Pa- 



via; S. Tesoro, Generale dei Vallombrosani, e le- 
gato di Alessandro IV a Firenze : il B. France- 
sco dell'Ordine dei Minori, Corrado ed Ottone 
furono anch' essi Vescovi di Pavia, Filippo Ve- 
scovo di Scutari, e Giacomo Cardinale sotto In- 
nocenzo III. — Alessandria, Milano, Voghera e 
Novara ebbero nei Beccaria ottimi Podestà. — 
Arma: D'oro, a tredici pezzi di vajo di rosso po- 
sti 3. 4. 3. 2 e 1 sormontati da un' aquila di 
nero coronata del campo. 

BECCARIA di Valtellina e di Chiavenna. — 
Non sappiamo se i Beccaria di Valtellina avessero 
comunanza di sangue colla precedente famiglia. 
Certo è che in Valtellina le loro memorie risal- 
gono ad un' epoca assai remota, e formarono una 
delle sei quadre in cui il comune di Sondrio era 
diviso, ed erano venuti in possesso del castello 
di Masegra dopo V estinsione della famiglia dei 
Capitanei spenta nel XV secolo. Il ramo stabi- 
lito nel Chiavennasco, ebbe quivi grande auto- 
rità, e sostenne i primi uflici del comune, e si 
spense nella terribile catastrofe di Piuro nel 1618. 
— Arma: D' oro; partito, a destra all' aquila di 
rosso, e a sinistra a dodici pezzi di vajo dello 
stesso, posti 2 a 2, gli uni sugli altri, formanti 
nell' insieme un palo. 

BECCARINI di Siena. — La prima memoria 
certa se ne à in un Crescenzio vissuto nel 1030. 
Molti furono Consoli in patria, e fino dal secolo 
XIII furono ascritti al Consiglio dei Glandi. — 
Arma: Spaccato d'oro e di nero. — .\lias: Spac- 
cato: nel l.° d'oro, al leone uscente di nero, lam- 
passato di rosso : nel 2.» scaccato d' oro e di nero. 

BECCARINI di P^logna. — Arma: D'azzur- 
ro, a tredici gigli d'oro, disposti 3. 4. 3. 2 e 1; 
col capo d'argento caricato da un'aquila di nero. 

BECC11I-NETTOLI di Firenze. — Dettero 
alla patria tre priori: il primo nel 1437, il se- 
condo nel 1 446 ed il terzo nel 1517. Guglielmo 
di Giovanni, Agostin ano, famoso astronomo dei 
suoi tempi, e morto vescovo di Fiesole nel 1 480. 
(Estinta nel 1599). — Arma: D'oro, a tre teste 
d'aquila d'azzurro, linguate di rosso. 

BECCH1-FIBBIAI di Firenze. — Dal 1437 al 
1527 dette al comune ben tredici priori, e si 
estinse nel 1706 iu Giovai) Maria di Gaspero. — 
Arma: D'azzurro, alla quercia al naturale pian- 
tata sopra una piramide di sei monti d* oro, so- 
stenuta da due leoni affrontati d^llo stesso. 

BECCHI di Fiesole. — Uno Stefano nel I363, 
un Tieri e un Lorenzo nel 1391 ebbero parte 
nel Consiglio della città. — Arma : D' azzurro, 
al Saracino al naturale cavalcante un becco d'ar- 
gento. 

BECCHI di Sesto (Firenze). — Un Gianni di 
Becco fu dei Signori nel 1282, 1285 e 1289. — 
Arma: D'argento, al doppio lambello di rosso 
posto in banda. 



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BECCHI-BUJAMONTI di Torre di Becchi 
(Contado Fiorentino). — M. Bujamonte di M. 
Rota, insieme ai suoi figli, intervenne alla batta- 
glia di Monteaperti, ed è rammentato da Dante. 
— Arma: Di rosso, a tre teste di falco d'oro. 

BECCHIGNONI di Genova. — Originata da 
un Simone che nel 1250 era genero di Luchetto 
Grimaldi. La sua discendenza dura tuttavia, ed 
essendo stata aggregata all' albergo Centurioni 
appartengono alla famiglia dei Becchignoni tutti 
i dogi biennali di quest' albergo. — Arma: D'ar- 
gento, a tre fascie, le due inferiori di azzurro, la 
superiore di rosso, e questa doppio addentellata. 

BECCI o BEZZI di Forlì. — Paolo capitano 
di tutta la milizia di Girolamo Riari nel 1 492 ; 
e più tardi Generale — Giovanni Vice-duca di 
Arignano per la casa Muti. — Arma: D'azzurro, 
al becco d' argento con la banda di rosso attra- 
versante. 

BECCUTI di Torino, Consignori di S. Seba- 
stiano, ebbero anche la signoria di Lucento. — 
Arma: Bandato d'argento e di azzurro. — Cimie- 
ro: Un leone d'oro impugnante con la branca 
destra una spada d' argento, e con la sinistra uno 
scettro d'oro. — Motto: iustus et fortis. 

BECCUTI nel Napoletano. — Arma: D'az- 
zurro, al capriolo d' oro, accompagnato da due 
leoni dello stesso, addossati e contrauscenti dai 
fianchi del capriolo. 

BECCUTO (del) di Firenze. — Originaria di 
Perugia: i suoi membri furono ammessi fino dal 
1284 al godimento degli urtici della Repubblica 
cui dettero un gonfaloniere e 13 priori. — Ar- 
ma : Di rosso, alla banda d' argento. 

BECELLI di Verona. — Originaria dalla Ger- 
mania, e trapiantata in Verona, ottenne fino dal 
1528 l'aggregazione alla nobiltà, confermatale 
poi nel 1822. — Arma: Di rosso, al leone d'oro 
tenente colle branche anteriori una rosa d' ar- 
gento stelata e fogliata di verde. 

BECHETTI di Milano. — Giacomo fu segre- 
tario ducale nel 1 447. Gerolamo suo figlio fu Ca- 
valiere Gerosolimitano. — AnsiA? 

BEDORI di Bologna. — Nel 1438 Nicolò fu 
Gonfaloniere di Giustizia, e nel 1445 fu tratto 
dal popolo bolognese sulla piazza pubblica ed ivi 
crudelmente ucciso per aver dato ricetto nella 
propria casa a Battista Canctoli, uccisore di An- 
nibale Bentivoglio. (Estinta nella prima metà del 
XVIII secolo). — Arma: D' azzurro, al monte di 
tre cime d' argento, sormontato da un giglio 
d' oro. 

BEDOLATO di Venezia, — Da Aitino si tra- 
piantò in Rivalto, fu del numero delle antiche 
famiglie tribunizie, e si spense nel 1280.— Ar- 
ma : D' oro, alla banda d' azzurro, accompagnata 
da due monti di tre cime dello .stesso. 

BEFFA-NEGHI NI di Mantova. — Trasse sua 



origine dai Negri di Roma. Ebbe per 338 anni 
la signoria di Maguzzano, in quel di Salò, con 
titolo comitale. — Arma: Partito; a destra d'ar- 
gento, alla fascia di rosso caricata da tre gigli 
d' oro, accompagnata in capo da una testa mu- 
liebre di nero cinta di un nastro d'argento; a 
sinistra di nero, alla testa muliebre d' argento 
cinta di nero posta in capo ; le due teste affron- 
tate ; sul tutto verso la punta una testa dell'uno 
nell' altro cinta d' argento. 

BEGIAMI di Savigliano. — Se ne anno me- 
morie fino dal 1216, e si trovano Signori di gran 
parte della Sturana, di Demont e di altre terre. 
Laidetto nel 1290 segretario e consigliere di A- 
modeo IV conte di Savoia: Enrico capo della fa- 
zione Guelfa e rettore della sua patria nel 1344. 
Melchiorre, vissuto nel secolo XVI signore di Ca- 
vallerone e di S. Albano; Melchiorre II Conte di 
Alba. — Arma: Di rosso, a tre bande doppio 
addentellate d' oro. — Cimiero: Un uomo vestito 
di rosso, con una croce patente sul petto, te- 
nente con ambe le mani in alto, in modo a na- 
scondergli il viso, un orologio a polvere. — Motto: 

E URTE E URTE. 

BEGLIERA di Malta. — Arma: Di rosso, alla 
fascia accompagnata da due stelle, una in capo e 
una in punta, il tutto d'oro. 

BELCREDI di Pavia, Marchesi di Golferenzo 
e di Monte Calvo. — Arma: Spaccato di rosso e 
d' oro, ad un leone illeopardito dell' uno nell' al- 
tro; col capo d'oro, all'aquila di nero coronata 
dello stesso. 

BELCREDI di Milano. — Arma : D' oro, alla 
fascia di rosso, caricata da un leone illeopardito 
d' oro, coronato dello stesso, accompagnata nel 
capo dall' aquila spiegata di nero, membrata, im- 
beccata e coronata del campo, e nella punta da 
un leone illeopardito del secondo, coronato del 
campo. 

BELEGNO di Venezia. — Originaria di Ber- 
gamo, e denominata anche Salvi, si trapiantò in 
Rivalto, fece parte delle antiche famiglie tribù 
nizie, e fu aggregata alla nobiltà veneta alla ser- 
rata del Maggior Consiglio. — Fece fabbricare 
la chiesa di S. Bartolomeo che prima era .detta 
di S. Domiziano. — . Arma: Di rosso, a sci co- 
tisse d' argento. 

BELFANTI di Verona. — Arma : Inquartato 
d'azzurro, d'oro, d'argento e d'azzurro, all'al- 
bero di pomo sradicato di verde, fruttato di ros- 
so, attraversante sul tutto. 

BELFIORE di Messina. — Anno goduto il titolo 
di Conti. Beatrice Belfiore nel 1254 fu una dello 
fondatrici del tempio monumentale di S. Fran- 
cesco d'Assisi in Messina, incendiato nel 1884. 
— Arma: D' azzurro, al giglio di giardino allar- 
gato e bottonato d'oro. 

BELFORTI di Volterra. — Nel 1185 si trova 



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un Ranieri signore di Belforte. Ottaviano ac- 
crebbe lo splendore e la potenza della sua fami- 
glia, perchè fattosi capo del partito guelfo, giunse 
ad ottenere la signoria della città. Dettero alla 
patria due Vescovi: Ranieri nel 4 306 e Filippo 
sotto il pontificato di Clemente VI. — Arma: 
D'argento, all'obelisco di rosso, fiancheggiato da 
duo rose dello stesso. 

BELGODERE di Bagnala in Corsica. — Ar- 
ni \: Spaccato d'azzurro e di nero; alla fascia 
d'argento attraversante, accompagnata nel capo 
da tre stelle ordinate d'oro, e nella punta da un 
;;i^lio dello stesso. — Motto: totus patri;*:. 

BELGRADI o BELGRADO de! Friuli. — Di- 
visa in due rami, fu il primo aggregato ai Con- 
iglio nobile di Udine nel i 430, ottenendo poi la 
•••inferma della nobiltà e del titolo di Barone nel 
1846. Il secondo ascritto al patriziato nel 1565, 
n*ìl 1777 ebbe da Ferdinando I Duca di Parma 
il titolo di Conte che fu riconosciuto dalla Re- 
pub. Veneta e confermato con Sovrana Risolu- 
zione dell' Imperai d' Austria il 9 Mag. 1 829. 
— Appartiene a questa casa il celebre gesuita 
Jacopo Belgrado matematico, filosofo e letterato, 
morto nel 4709. — Arma: D'argento, alla fa- 
scia d'azzurro, accompagnata da tre teste di a- 
quila d'oro coronate di rosso. — Alias: Di ros- 
so, alla fascia d' argento. 

BELGRANO di Oneglia e di Torino. — Un 
Capitano Belgrano Colonnello delle milizie e Go- 
vernat. dei castelli di Oneglia; Agostino e Rug- 
giero nel 1649 valorosi capitani, in prò della pa- 
tria contribuirono alla cacciata delle truppe spa- 
gnuole che si erano impadronite di Oneglia. Un 
ramo di questa famiglfa si stabilì a Buenos-Ayres 
nel 1759, « da questo uscì il valoroso Generale 
Emanuele. Un ramo dei Belgrano d'Oneglia stabi- 
lito in Torino porta il titolo di Conti di Famo- 
lasco. — Arma: Di rosso, a tre spighe di grano 
d' oro piantate sopra una zolla di verde movente 
dalla punta; al capo di azzurro, a tre gigli di 
Francia d' oro. 

BELINZAGHI di Milano. — Vittorio Ema- 
nuele lì re d' Italia con decreto del 4 875, e let- 
tere patenti del 1876 concedeva a Giulio Belin- 
zaghi il titolo di Conte. — Arma: Troncato: al 
4.° di rosso, al festone di foglie d'alloro d'oro, 
legato alle estremità dello stesso, posto in forma 
di crescente montante, e sormontato nel punto 
del capo da una stella d' argento, raggiante ulclto 
stesso: al 2.° d'azzurro, al leone d'oro. — Motto: 

PER CORTESIA PIÙ SPLENDO. 

BEL1SELLI di Cremona. — Arma : Spaccato; 
nel 4 .° d' oro, a due merli di nero ; nel 2.° di 
rosso ad un merlo d' oro ; colla fascia spaccata di 
rosso e d'oro attraversante. 

BELLA di Sicilia. — Originaria di Genova, 
si stabili in Sicilia nel XV secolo, ove un Pietro 



fu Senatore e un Gerlando capitano di giustizia. 

— Ebbe nobiltà in Palermo, in Sciacca, in Taor- 
mina. — Arma: D'azzurro, alla fascia d'argento, 
accompagnata in capo da tre stelle dello stesso, 
e in punta da tre bande d' oro. 

BELLA (della) di Firenze. — Un Giano fu 
autore della grandezza di questa casa che dette 
alla repubblica tre Priori. Un ramo di questa 
casa si trapiantò in Napoli, da dove si diramò in 
Foggia e in Vico del Gargano, e quivi fiorisce 
tuttora. — Arma: Palato di rosso e d'argento; 
colla bordura d' oro. 

BELLACATI di Padova. — Alvise Belhcati 
di Brescia medico famoso in Padova, ottenne la 
cittadinanza di questa per sè e suoi discendenti. 

— Arma: D'argento, al capo pure d'argento 
caricato da una porta di rosso, inquadrata da due 
colonne e da un arco d' azzurro, ed accostata da 
due leoni affrontati d'oro. — Alias: Partito d'ar- 
gento e d' azzurro ; col capo di rosso caricato da 
una porta d' oro inquadrata da due colonne e da 
un arco d' argento. 

BELLACERA di Palermo. — Oriunda Fran- 
cese, si stabilì prima in Napoli e quindi in Pa- 
lermo. Ebbe i feudi di Santa Ninfa, Bissano dei 
Bosco, della Culia ed altri, e il principato di 
Monteleone. — Un Giovanni ebbe la castellala 
di Castellamare. Nel 4 418 altro Giovanni fu 
creato barone di Regalmigieri. — AnMA : D' az- 
zurro, alla fascia d' argento, sostenente una testa 
di leone d' oro, lampassato di rosso; col capo dello 
scudo dello stesso, alla croce d' argento. 

BKLLACCI di Firenze. — Arma : Di verde, 
alla banda d' argento caricata di tre rose di rosso. 

BELLAFABAR di Carni (Piemonte). — Arma: 
D' oro, alla donnola al naturale, passante sopra 
una banda d'azzurro. — Motto: bellat inge.mo. 

BELLAIA di Ferrara. — Da Bergamo fu da 
un Giovanni trapiantata in Ferrara nel 4 330. 
Accetta a Marchesi d' Este, ebbe ouorevoli uffici. 
Nicolò Savio del Magistrato nel 1384. (Estinta). 

— Arma: D'argento, al capriolo di ... . sormon- 
tato da due galli affrontati di sostenenti 

colla zampa destra una palla di ... . 

BELLAMAURO di Sicilia, Baroni di Longa- 
villa. — Arma: Partito; nel 1.» d'azzurro, al 
grifo coronato d'argento, sostenuto dal mare dello 
stesso, ombrato di nero, movente dalla punta ; 
nel 2.° d'azzurro, al grifo coronato d'argento; 
col capo di rosso, caricato di una crocetta po- 
tenziata d' oro. 

BELLANDA di Verona. — Vivaldo e Filippo 
furono Consiglieri di Verona nel 1 279. — L'antico 
sepolcro di questa casa era nel chiostro di S. Eufe- 
mia. Arma: Fasciato ondato d'azzurro e di rosso. 

BELLANDI di Firenze. — Arma : D' azzurro, 
al leone d'oro, armato e lampassato di rosso. 

BELLANI di Verona. — Famiglia ragguar- 



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devole, che nel 1279 intervenne alla pace tra 
Bresciani, Mantovani e Veronesi. — Ottaviano 
nel 4 455 venne aggregato al Nobile Consiglio di 
Verona. — Arma: Spaccato d' azzurro e di ver- 
de; l' azzurro caricato da due teste e colli di uo- 
mo di rosso, moventi dallo spaccato, affrontati, e 
criniti dello stesso. 

BELLANTI di Siena. — Furono dei Grandi 
e de' Nove, e risiederono nel 1286. Francesco fu 
Vescovo di Monteverdi, di Veroli, di Narni e di 
Grosseto. Ebbero tre beati, Francesco Osservante, 
Giambattista Cappuccino, e Aldobrandesca delle 
Umiliate. Giovanni, celebre giureconsulto, fu creato 
Conte Palatino e Senatore di Roma. — Arma: 
Di rosso, alla fascia d' oro sormontata da un leone 
nascente al naturale sostenente colla branca de- 
stra un lambello di quattro pendenti d'azzurro 
posto in fascia. 

BELL ANO di Barcellonetta (Piemonte). — 
Arma: Inquartato: nel 1.» e 4.° d'oro, a tre fascie 
di nero: nel 2.» e 3. (l rombeggiato d'oro e di ne- 
ro. — Cimiero: Un braccio armato impugnante 
una spada nuda. — Motto : bellando oebellans. 

BELLARM1NI di Montepulciano. — Angelo 
nel 1308 ebbe il titolo di nobile. Diversi furono 
gonfalonieri, e sedettero altri tra i dodici Savi 
del Comune. Roberto, Cardinale nel 1598, fu Ar- 
civ. di Capua nel 1601 e Bibliotecario del Vati- 
cano. — Arma: Di rosso, a sei pine cadenti d'o- 
ro, 3, 2 e 1. 

BELLARMINI di Ravenna. — Arma: Spac- 
cato d' azzurro e di rosso, alla divisa d' oro at- 
traversante, e una stella di sei raggi d' oro, po- 
sta in capo. 

BELLATI di Feltre e di Massa Carrara. — 
Nel 1557 fu aggregata al Consiglio nobile di Fel- 
tre; ed ebbe la conferma della nobiltà nel 1821. 
Dal ramo di Massa Carrara uscì il Dott. Alessan- 
dro Podestà di Sassuolo nel 1661 e nel 1670 di 
Brescello. — Arma: Di rosso, all'elefante d'ar- 
gento, fermo su piano al naturale, e sostenente 
una torre merlata, aperta e finestrata del se- 
condo. 

BELLESY o BELLESI #A osta. — Nobilitata 
il 20 Nov. 1598 del duca Carlo-Emanuele I nella 
persona di Francesco che fu Segretario degli stati 
del ducato d'Aosta. Si spense col nipote del pre- 
cedente, il Nob. Claudio-Fraucesco che morì nel 
4645. — Arma: Troncato: al 4.» d'azzurro, alla 
stella d'oro: al 2.° di verde, mareggiato, con un 
leone d'oro dall'uno all'altro. — Cimiero: Una 
testa di leone. — Motto: vigilando. 

BELLETRUTTI di Mondovi. — Agostino Pre- 
sid. della Camera dei Conti ottenne nel 4722 l'in- 
vestitura di S. Biagio con titolo comitale. — Ar- 
ma: D'argento, alla banda d'azzurro caricata di 
tre stelle d'oro ed accompagnata da due semi- 
voli di nero. — Cimiero : Due rami posti io croce 



di uno di palma, a destra, l' altro di cedro a si- 
nistra, al naturale. 

BELLI di Messina. — Elia, rettore della città 
di Ragusa, portò la sua famiglia in Messina, dove 
un Francesco fu Senatore nel 1546. — Arma: 
D' oro, al destrocherio armato al naturale, im- 
pugnante una croce del calvario di nero. 

BELLI di Trieste. — Nel 1246 ascritta tra 
le 13 famiglie patrizie. (Estinta nel 1619). — 
Arma: D'azzurro, alla lettera B maiuscola d'oro. 

BELLI di Alba e di Asti. — Furono feuda- 
tari del castello di Grinzane fino dal 1546. — 
Domenico Belli Gran Cancelliere di Savoia nel 
1 588, investito nel 1589 dei feudi di Grinzane e 
di Bonvìcino, quindi ministro di Stato e adope- 
rato dal Dùca Carlo Emanuele I in diciasette am- 
bascierie presso le corti dei sovrani d'Italia, della 
Francia e della Spagna. — Un Pierino eletto 
dall' Imperat. Carlo V uditore di guerra, poi da 
Filippo II promosso a consigliere di guerra; quindi 
da Emanuele Filiberto creato Consigliere di Sta- 
to, e spedito ambasciatore al Re di Francia, e 
nel 1566 Commissario Generale e giudice del 
commercio delle arti e delle industrie dello Stato 
Sabaudo. — Arma: D'argento, alla fascia d'az- 
zurro caricata di tre stelle d' oro, ed accompa- 
gnata da un bue di rosso nella punta dello scudo. 

BELLI di Piemonte, Conti di Barbaresco, Si- 
gnori di Carpenea. — Arma: Inquartato: al 1° e 
4.° d' azzurro, a sette barbii d' oro, quattro e 
tre: i primi quattro addossati, due a due: degli 
altri, i laterali, addossati : al 2." e 3." d' azzurro 
alla banda d'oro caricata di un'altra in divisa, di 
verde, ondata, ed accompagnata in capo da una 
rosa al naturale, accostata da due stelle d'oro, 
in punta da un crescente d'argento. — Cimiero: 
Una tigre al naturale, nascente. — Motto: virtù 
sola fa l' uomo. 

BÈLLI di Romagna. — Arma: Interzato in 
fascia, nel 1.» di rosso, alla stella d' oro; nel 2.° 
di rosso, al crescente d'argento; nel 3.° d'azzur- 
ro, al giglio d' oro. 

BELLIBUONI di Ferrara. — Un Pietro, fu 
V apostolo della città in prò della religione cristia- 
na: un altro Pietro appartenne al Consiglio dei 12 
Savi per ventiduo anni: e la stessa dignità ebbe 
nel 1327 un Giovanni II. — Arma: Inquartato: 
nel 1 . B e 4." tre sbarre, al capo caricato da una 
croce ; nel 2.° e 3.° un castello, al capo caricato 
da un'aquila. Sul tutto uno scudetto caricato da 
tre leoni rivolti, 1' un sull'altro. 

BELLINCINI di Modena. (V. Bagnesi di Fi- 
renzo e di Modena). 

BELLINCIÒNI di Firenze. — Ottennero due 
volte il priorato. — Arma: D'argento, al leone 
di rosso. 

fcELLINGERI del Piemonte, Signori di Riva- 
rone. — Giovan-Giacomo, eleganto poeta del 



BEL 



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BEL 



XVIII secolo e principe dell' Accademia degl' Im- 
mobili di Alessandria. — Arma: Di rosso, a tre 
leopardi d' oro, uno sull' altro. 

BELLINI di Novara. — Marc' Antonio Ve- 
scovo di Bobbio, creato da Paolo V. — Arma : 
Di rosso, alla zampa d'orso d'oro, posta in palo. 

— Cimiero: Un coccodrillo di verde in mezzo 
alle fiamme di rosso e d'oro. — Motto: vim vii 

BELLINI di Ravenna. — Nel 1478 si divise 
in vari rami, il primo dei quali si estinse in Ip- 
polito nel 1629. Ottavio fu Podestà di Bologna. 
(Estinta). — Arma: D'azzurro, alla croce di 
S. Andrea d' oro, accompagnata da quattro gigli 
dello stesso. 

BELLINI di Milano. — Arma : Spaccato ; al 
1." d'oro, all'aquila di nero coronata del cam- 
po; al 2.° di rosso, ad una zampa di leone d'oro 
posta in sbarra, colle unghie in basso, sormon- 
tata da una stella di otto raggi d' oro. 

BELLINI di Verona. — Originaria di Fran- 
cia e trapiantata nei primi anni del XVI secolo 
in Verona da un nobile Ugolino figlio del Nob. 
Gio. Francesco, e padre del chiaro giureconsulto 
Paolo Giudice di Collegio, Provveditore della città 
di Verona, Vicario della Casa de' Mercanti, Po- 
destà di Peschiera e primo Sindaco e Giudice 
d' appello di Lucca. — Un' altra famiglia dello 
stesso cognome originaria di Rovigo anticamente 
abitò in Verona, dalla quale discese Nicolò a- 
scritto nel 1406 al Nob. Consiglio. — Arma: 
D' azzurro, all' avambraccio posto in palo, vestito 
di rosso, la mano di carnagione impugnante un 
crescente montante d'argento; il tutto accompa- 
gnato da una stella dello stesso in capo, e da 
due gigli dello stesso nei cantoni della punta. 

BELLINO del Piemonte, dei nobili di Vinteb- 
bio e Bornate. — Arma: Inquartato: al 1» e 4° 
d' argento, a tro piante di lino di verde, fiorite 
di rosso, nudrite sul terreno erboso al naturale: 
al 2.° e 3.° di rosso, alla banda d' argento accom- 
pagnata da due stelle dello stesso e caricata di 
sette rombi d'azzurro nel verso della pezza. 

BELLIOSSI di Bologna. — Arma: Di rosso, 
al leone illeopardito d' oro sostenente una cro- 
cetta con lunga asta dello stesso; col capo d'Angiò. 

BELLINZONA o BKRLENZONI di Verona. 

— Chiamavasi dapprima Rossetti, e fu detta da 
poi Berlenzoni o Bellinzona per essere di quella 
città, c trasferitasi a Verona verso la fine del 
XIV secolo. — Nel 1 41 1 fu aggregata al Nobile 
Consiglio, e Francesco Bellinzoni ebbe nel 1493 
il posto di Giudice e poi si trasferì a Venezia. 

— Arma: D'oro, al capriolo di rosso, caricato 
da setto stelle d' oro, e accompagnato da tre li- 
bri rilegati di rosso, dorati sul taglio, ornati di 
fcrmayli d'oro, il taglio a sinistra. 

BELLISOMI di Pavia, Marchesi di Frascarolo. 

— Carlo Cardinale di S. R. Chiesa noi 1794, e 



Vescovo di Cesena nell'anno seguente. — Arma: 
Fasciato di quattro pezzi d' oro e d' azzurro. — 
Cimiero: Un fuoco al naturale. — Divisa: for- 

TITER ET GENEROSE. 

BELLO o DAL BELLO di Bologna. — Arm\: 
Inquartato in croce di S. Andrea d' argento e 
d'azzurro, alla spada nuda del primo, impugnata 
d'oro, colla punta al basso; col capo d'Angiò. 

BELLO di Padova. — Si à memoria di que- 
sta famiglia fin dal 1320. — Arma: Tagliato 
d'oro e d'argento; la partizione divisa da una 
traversa di azzurro accompagnata in punta a de- 
stra da un B di rosso. 

BELLOC di Sicilia. — Famiglia catalana, tra- 
piantata in Sicilia da un Guglielmo sotto il Re 
Alfonso. Antonio acquistò la baronia di Carcaci, 
e ne fu investito nel 1513. — Arma: Spaccato; 
nel 1.» di rosso, al castello d'argento, sporgente 
da onde marine al naturale : nel 2.° di rosso, a 
tre bande d' argento. 

BELLOCCHIO o BELLOGIO di Genova. — 
Da Quinto al mare, e da Sestri di Levante. Ugo 
consigliere del comune nel 1157: Pietro anziano, 
1361, 63, 67, 71 : Nicolò commissario e capitano 
di una piccola flotta per guardia della riviera 
1524. — Ascritti nei Calvi 1528. — Lorenzo se- 
natore 1536. — AnMA: Trinciato; al 1.» d'oro, 
al leone di rosso: al 2.» d'argento, a due bande 
di nero. 

BELLOCCHIO del Piemonte, con titolo comi- 
tale. — Arma: D'oro, a tre pali di rosso, quello 
di mezzo accostato in capo da due occhi umani 
al naturale. 

BELLOMO di Sicilia. — Originaria di Roma, 
trapiantata in Sicilia da un Luigi al tempo di 
Federigo II imperatore. — Giovanni barone di 
S. Cosimano nel 1398, e Antonio Conte di Au- 
gusta nel 1440. — Arma: D'azzurro, a quattro 
branche di leone d' oro, poste 2 e 2. 

BELLONE di Messina, con titolo baronale. — 
D'azzurro, al B maiuscolo d'oro. 

BELLONI di Bologna. — Un' antica famiglia 
bolognese di tal nome si estinse in principio del 
seicento. Alla fine poi dello stesso secolo un Gian- 
Angelo Belloni di Codogno si recò a Bologna e 
da Giacomo IH Stuart ebbe il titolo di Marche- 
se, — Arma: Inquartato: al 1.° e 4.» fusato di 
rosso e d'argento: al 2.° e 3.° d'argento, a tre 
pali di rosso. 

BELLONI di Valenza, da cui uscirono i rami 
di Moncallieri e di Torino, vanta eminenti giu- 
reconsulti che. furono professori nell' Università 
di Pavia, ed alcuni Senatori di Milano. — Otto- 
bono Vescovo di Ventimiglia nel 1405. Ottone 
Podestà succesivamento di Asti, Forlì, Siena, Luc- 
ca, Fano e Fermo sul finire del XV secolo. Gio- 
vanni, eccellente capitano, ebbe la giurisdizione 
di Villafranca. — Il castello di Valenza, già da 



BEL 



— 1 



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BEL 



più di un secolo distrutto, passato in proprietà 
di questa famiglia, all' estinzione di essa, cadde 
in retaggio dell' Ospedale di Valenza fondato dal- 
l' ultimo dei Belloni. — La Marchesa Delfina Dei- 
Carretto, vedova Belloni, con suo testamento 28 
Ott. 1776, avendo in sè raccolte tutte le so- 
stanze della famiglia Belloni, volle che le mede- 
sime fossero devolute all' Ospedale Mauriziano di 
detta città. — Arma? 

BELLONI di Rovigo. — Arma: Trinciato d'az- 
zurro e d' argento, ad un' ancora d' argento sul- 
l' azzurro, e di nero sull' argento, sormontata da 
una stella d'oro. 

BELLONI di Venezia. — Sono stati molto 
ricchi e potenti in Venezia nei secoli XIII e XIV. 
Molti di essi furono Cavalieri della Calza, altri 
anno tenuto Banco pubblico, ed altri anno pos- 
seduto e comandato navi da guerra e di com- 
mercio. — Camillo dottore famoso dello studio di 
Padova; Giacomo dottore ed oratore celebre in 
Venezia, il quale depositò in una sola volta nella 
zecca al 5 per cento 40 mila ducati e maritò 
nella casa dei Papafava una sua figlia avendo poi 
collocato 1' altra nella casa Bardellini di Asolo. 11 
di lui figlio Bartolomeo [non avendo prole ma- 
schile diede in moglie V unica sua figlia a Gio- 
vanni-Giuseppe Tornaquinci che adottò per figlio 
e che continuò la casa dei Belloni. Nella guerra 
di Candia avendo egli fatto dono alla Repubblica 
di 150mila ducati, fu insieme al suo figlio adot- 
tivo e discendenti decorato della veneta patrizia 
nobiltà il 5 Gen. 1646. — Arma: D'azzurro, alla 
banda d'oro, accompagnata da due armille dello 
stesso. — Alias: D'azzurro, ad un ferro da mo- 
lino, in forma di una sbarra di ferro, posto in 
fascia, le estremità terminanti in crescente, ac- 
compagnato in capo da una stella di otto raggi 
d' oro. 

BELLONZI di Velletri. — Fiorirono nel se- 
colo XV. Nel 1513 Cinzio Rettore del Comune. 
Alcuni furono conservatori ed altri priori. (E- 
stinta). — Arma: Spaccato; nel 1.° di azzurro, 
a tre rose d' oro poste in fascia : nel 2.° bandato 
di rosso e d'argento; colla fascia d'oro attraver- 
sante sulla partizione. 

BELLONZI di Rovigo. — Arma: Fasciato 
controfasciato di nero c d' argento di sci pezzi. 

BELLOSELLO di Venezia. — Originaria di 
Capodistria ed estinta n«l 1264 nella persona di 
Messer Nicolò. — Arma: D'azzurro, ad uno scu- 
do d'oro in abisso, sostenente due uccelli affron- 
tati dello stesso, posti sugli angoli, ed accompa- 
gnato in punta da un terzo uccello di oro, e ca- 
ricato da una banda merlata di ro.so. 

BELLOTTI di Cremona. — Originaria di Ve- 
nezia, ov' ebbe nobiltà nel 1685, fu poi trapian- 
tata in Cremona, cui dette tre Consoli e quat- 
tro Decurioni. — Ravanino podestà di Reggio; 



e Ruggiero, podestà di Piacenza, e nel 1216 luo- 
gotenente del Marchese Uberto Pallavicino. — 
Arma: Partito: nel 1.» ripartito d'oro e d'az- 
zurro, al leone dell' uno nell' altro : nel 2.» d'oro, 
alla banda d' azzurro, accompagnata da due gam- 
beri di rosso. 

BELLUCCI di - Bernardino Vescovo 

di Camerino nel 1713. — Arma: Spaccato di . . ., 
alla fascia di ... . caricata da tre stelle di ... . 
al leone nascente di ... , movente dalla fascia. 

BELLUDI di Padova, vedi Baludi. 

BELLUGI di Siena. — Arma : D' azzurro, a 
due levrieri d' argento fuggenti, uno sull' altro ; 
col capo d' Angiò. 

BELLUOMI di Roma. — Arma : D' azzurro, al 
leone d' argento. 

BELMONTI di Napoli. — Originari di Forlì, 
e Signori del castello delle Caminate. Rinaldo nel 
1 231 podestà della sua patria, Ludovico capitano 
di Bertoldo Orsini rettore della Romagna nel 
1278: Guglielmo ottenne da Carlo I di Angiò la 
contea di Caserta, e la baronia di Albi in Pro- 
venza. — Arma: D'azzurro, al destrocherio alato 
d'oro, impugnante una spada d'argento. — A- 
lias: Di verde, alla banda cucita di rosso, accom- 
pagnata in capo da due stelle d' oro, e da un 
monte di tre cime d'argento, movente dalla punta. 

BELMONTI di Rimini. — Originaria della 
Normandia, à dato due vescovi alla seconda pa- 
tria: Uberto creato da Al lessandro II che fu poi 
cardinale Prenestino, e Guido, creato nel 1277. 
— Arma : Di rosso, al leone d' oro, sostenuto da 
un monte di tre cime d' argento, movente dalla 
punta, col bastone d' azzurro, posto in banda, at- 
traversante sopra il leone ; colla bordura inchia- 
vata d' argento e di nero. 

BELMOLTO di Genova. — Da Levanto. Ma- 
rino e Ottone giurarono la pace di Genova con 
Pisa nel 1188 : Rolando Console dei Placidi 1203, 
1211. Ottavio nel 1591 vescovo di Alvria in Cor- 
sica, e nel 1616 Cardinale. Si trasferirono in Na- 
poli al tempo di Re Roberto. Innocenzo q. Au- 
relio morì l'anno 16 all'assedio di Ostenda, 

dove militava col grado di capitano sotto Ambro- 
gio Spinola. — Arma : D' azzurro, al mastio mer- 
lato, torriccllato d' un pezzo, pure merlato, d'ar- 
gento, fondato sulla pianura di verde, e sormon- 
tato da una stella di sci raggi d' oro nel punto 
del capo. 

BELONI di Modena. — Arma: Di rosso, al 
palo d'argento. 

BELGRATO di Napoli. -~ Originaria della 
Spagna, fu trapiantata in Napoli da un Simonctto 
che vi seguì Alfonso I d' Aragona. A goduto no- 
biltà in Napoli fuori di Seggio e si estinse nella 
famiglia Capua. À goduto le baronie di Campo- 
giove, Canzano, Oria e Villalago, la contea di An- 
versa ed i principati di Crucoli e di Santorito. 



BEL 



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BEN 



— Arma . Spaccato di rosso e di verde, con la 
fascia in divisa d'oro: nel 1.° un giglio d'argen- 
to: nel 2.» seminato di fiorellini di rcsso, gam- 
buti e fogliati d' oro. 

BELTRAME del Friuli. — Ebbero i Beltra- 
me nobiltà in San Daniele del Friuli. — Un Te- 
baldo nel 1697 fu dichiarato Conte del S. R. L, 
e degli stati Austriaci. — Arma : D' argento, alla 
fascia scaccata di nero e del campo, di due file. 

BELTRAM1NI di Vicenza. — Ebbero uomini 
peritissimi nelle scienze, e valorosi nelle armi. — 

— Arma : Spaccato d' azzurro e di rosso, con la 
fascia in divisa d'oro, attraversante, sormontata 
nel capo da una stella radiosa dello stesso. 

BELTRAMINI di Verona. — Scipione trovasi 
annoverato fra i Nobili Consiglieri di Verona nel 
1595, e Giovanni giureconsulto ascritto al Colle- 
gio nel 1574. — Arma: Partito; nel 1.» di rosso 
pieno ; nel 2.° spaccato d' azzurro e di verde ; il 
verde bordato da una squadra d' argento che fa 
il giro dello spaccato e del partito. 

BELTRAMO di Rivarolo (Piemonte). — Conti 
di Monasterolo e di Mezzenile. — Arma: D'azzur- 
ro, al leone d'oro, sostenente con le branche an- 
teriori una ruota d' argento, e addestrato da una 
stella d' otto raggi d' oro nell' angolo del capo. 

BELTRAMO o BELTRAN di Messina. — 0- 
riginari di Spagna, fiorirono sino dal secolo XIII, 
ed un Bartolomeo era consigliere della città nel 
1282. — Arma: D'oro, al capriolo di rosso, ca- 
ricato di tre gigli del campo, accompagnato nella 
punta dall' aquila bicipite spiegata di nero, mem- 
brata e imbeccata d' oro. 

BELTRAN1 di Trani. — Originaria, come la 
precedente, di Spagna, e forse un ramo della 
stessa, à posseduto il feudo di M«ssagne con ti- 
tolo di Conte. Dapprima fu aggregata al patri- 
ziato di Salerno, poscia al seggio di San Marco 
in Trani, ed ascritta in fine al registro delle 
piazze chiuse. — Arma: D'azzurro, al capriolo 
d' oro, con un sole dello stesso nella punta. 

BELVEDERE di — Arma : D' argento, 

a tre pali di rosso ; colla banda d' azzurro, cari- 
cata di tre bisanti d' oro, attraversante sul tutto. 

BENATI di Bologna, decorata nel 1734 del 
titolo comitale dal Re di Sardegna. Arma : Di 
rosso, a tre pali d azzurro, col capo d'oro, cari- 
cato di un aquila spiegata di nero. 

BELOIS di Sicilia. — Originaria di Spagna, 
si trova aver fiorito prima del 1271. — Trasse 
il proprio nome dal castello omonimo, di cui ebbe 
la signoria. — Francesco ottenne nel 1414 la ba- 
ronia dell' isola di Pantelleria, e Giovanni fu Vi- 
cario Generale del regno. — Arma : D' oro, a tre- 
fascie di rosso. 

BELVISI di Bologna. — Un frate Armanno 
uomo di molto ingegno, ed autore di varie opere 
fiorì noi XIII secolo. Jacopo Dott. di leggi nel 



1 326 sostenne con molto onore un' ambasceria ai 
Veneziani. — Arma : D' azzurro, al capriolo d'o- 
ro, accostato da tre teste di carnagione; due in 
capo, delle quali una maschile e V altra rnaliebre 
affrontate, ed una infantile in punta; col capo 
d' Angiò. 

BEMBO di Venezia. — Originaria di Roma, 
e trasferita in Bologna, si trapiantò nel 700 in 
Venezia, ove fu ascritta al patriziato. Giovanni 
nel 1615 fu doge della Repubblica e Pietro Car- 
dinale e Vescovo di Gubbio, e quindi di Bergamo. 
Leone Vescovo di Equilio, Francesco di Venezia, 
e un Giovan-Francesco di Belluno. Quattro della 
casa Bembo ottennero gli onori degli altari : San 
Leone Vescovo di Medone e Corone, Martire e 
Confessore morto nel 1110: il B. Leone Senatore, 
morto nel 1204: la B. Illuminata, terziaria Fran- 
cescana, morta nel 1485; ed il B. Antonio del- 
l' ordine dei Gesuiti. Con sovrana risoluzione del 
1 840 fu dato ai Bembo il titolo di Conte. — Ar- 
ma : D'azzurro, al capriolo d'oro accompagnato da 
tre rose dello stesso. 

RENACCI di Bologna, vedi Benazzi. 

BENADl di — Arma: Spaccato d'az- 
zurro e d'argento, alla bandiera posta in banda, 
dell'uno nell'altro. 

BENADO di Venezia. — Arma: Spaccato 
d'azzurro e d'argento, alla bandiera del secondo 
svolazzante a sinistra, 1' asta posta in banda del- 
l' uno nelP altro. 

BENADDUCCI di Tolentino (Marche). — Be- 
nadduce, vissuto nel 4175 è il capo-stipite di 
questa famiglia. Placido di S. Mauro, religioso Ci- 
stercicuse, fu scritto nell' albo dei beati ; Giovan- 
Pietro podestà in patria e Orazio Podestà di 
Monte Podio q governatore di Osimo. Francesco, 
Giudice delle Appellazioni nella città di Fermo; 
Scipione Seniore governat. di 47 governi delle 
principali città dello stato pontificio, poi uditore 
del Torrone in Bologna, quindi collaterale del 
Campidoglio, e primo ministro regio plenipoten- 
ziario del regno di Napoli. Odoardo Seuiore luo- 
got. civile in Fermo, e Uditore in Avignone. Be- 
nadduce, quinto di tal nome, Prot. Apost. luo- 
got. criminale in Ferrara e giudice delle solda- 
tesche del presidio della fortezza urbana di Bolo- 
gna. — Arma: D'azzurro, al monte di tre cime 
d' oro, movente dalla pianura erbosa e sormontato 
da una colomba al naturale avente nel becco una 
rosa di rosso fogliata e gambuta di verde. 

BENAGLIO di Bergamo. — Angilberto, fre- 
giato del titolo di Conte del S. Palazzo e di Tre- 
viglio da Arrigo III nel 1050, fu il capo-stipito 
della famiglia. Ebber la signoria di molti feudi, 
e fu potente in Lecco, Ulginate, Vercurazo e Co- 
lottio. — Arma: Di rosso, al capriolo d'argento, 
sostenente due galli affrontati al naturali 1 . 

BENASSAI di Siena. — Furono dei Nove, 



BEN 



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BEN 



risieduti nel 1 326, e godono il titolo comitale. — 
Amia: D'oro, alla croce di S. Andrea di rosso, 
accompagnata in capo da una stella dello stesso. 

BENASSÙ o BENASSUTI di Vicenza. — Un 
Giacomo nel 4 493 ed altri furono inscritti nella 
matricola dei notar! nobili di Collegio di Vicenza. 

— Arma: Spaccato di rosso e d'argento, al leo- 
pardo rampante d'oro attraversante sulla par- 
tizione. 

BENAVIDES di Sicilia. — Originari di Spa- 
gna, fiorirono nel secolo XVIII col titolo di Mar- 
chesi di Tremista, e di Conti di S. Stefano del Prato. 

— Arma: D'oro, al palo di rosso, caricato da un 
leone del campo, coronato del medesimo, cinto 
d'argento; colla bordura dello stesso, caricata da 
otto caldaie di nero. 

BENAZZl o BENACCI di Bologna. — Questa 
famiglia, detta altresì Bonacci, Benacci e Bonazzi, 
è di origine lombarda, e vuoisi fosse la stessa 
della pressoché omonima fiorita nella città di Ber- 
gamo. Passata in Bologna tra la line del XI ed 
i principi! del XII secolo, appartenne a quel pa- 
triziato, ed ebbe molti senatori ed anziani. Un 
Arduino fu condottiero dei Bolognesi alla Crociata 
del 4 217; un Fortuna crociato alla stessa spedi- 
zione; ed un Gerardo Capit. dei Bolognesi nella 
guerra contro i ribelli nel 1287. Un Giacomo, 
stato gran tempo alla corte del Duca di Savoja 
dal quale fu gratificato con la concessione di 
un'arma gentilizia, fu celebre lettore di astronomia 
nello studio di Bologna dal 1501 al 1528, ed un 
Lattanzio, Conte e Cavaliere, fu prof, di filoso- 
fìa nello stesso studio dal 1538 al 1572. — Ar- 
ma antica: Partito di nero e d'argento, a tre lo- 
sanghe accollate in palo, e confinanti coi lati dello 
scudo, dell' uno all'altro. — Arma moderna: D'az- 
zurro, all'albero di quattro rami di verde mo- 
vente dalla pianura erbosa, e sormontato da tre 
gigli d'oro fra un lami; ilio di quattro pendenti 
di rosso. 

BENCI o BENZI di Assisi. — Originaria di 
Todi, si trova stabilita in Assisi fin dal 4 257 ed 
in possesso del Colle S. Sabino, poscia detto de' 
Benzi, ove sorgeva un forte castello con 800 a- 
bitanti. — Francesco Segret. delle lettere latine 
di più pontefici, e specialmente di Clemente VII; 
Trifone Segret. della Cifra di più Papi; Giam- 
battista Luogot. Generale delle truppe pontificie 
al tempo di Pio VI ed Ispettore generale delle 
finanze; Conte Francesco-Antonio gonfaloniere 
della sua patria e consigl. provinciale, morto nel 
4 857. — Ora questa famiglia trovasi stabilita in 
Forlì. — Arma: D'azzurro, alla banda di rosso, 
accompagnata da due gigli d' oro, uno in capo ed 
uno in punta. 

BENCI o BENZI di Ferrara. — Originaria 
di Siena, e stabilita in Ferrara da Ugo Benci 
distinto letterato, condotto seco da Leonello d'E- 

Dalduarl» Si..'- RIr<. 



sto. — Francesco e Soccino medici di bella fama. 
(Estinta). — Arma? 

BENCI-GUERNTERI di Firenze. — Ottennero 
per sei volte il priorato, e si estinsero nel 4632. 

— Arma : D' argento, a due lambelli di . . . posti 
in banda. 

BENCI-TADDEI di Firenze. — Dettero alla 
patria tre priori, e mancarono in Taddeo di Gio- 
van-Battista nel 4613. — Arma: Di rosso, alla 
testa di leone d' oro strappata, accompagnata da 
tre stelle dello stesso. 

BENCI-del SANNA di Firenze. — Dette alla 
patria tre gonfalonieri, e un gran numero di 
priori. — Arma: D'oro, a due leoni d'azzur- 
ro affrontati e tenenti una rosa rossa di cinque 
foglie. 

BENCI di CIONE di Firenze. — Ottennero 
per due volte il priorato, e si spensero circa il 
1387. — Arma: D'argento, alla rosa al naturale. 

BENCI di Serrasanquirico (Ancona). — Egidio 
Generale superiore dei Monaci Silvestrini nel 
4598. — Arma: Un bue strajato sopra un'ara 
guardante una cometa posta nel canton destro 
del capo. 

BENDEDEI di Ferrara. — Ila per capo-sti- 
pito un Bendedio, ambasciatore del popolo di Per- 
iamola a Papa Sergio nel 638. Timoteo nel 768 
era capo dei nobili in patria. Clemente Vili a- 
scrissc i Bendedei fra i nobili dei consiglio cen- 
tumvirale. — Estinta nella seconda metà del 
secolo XVIII). — Arma: Inquartato: nel 4» e 4- 
d' oro, all' aquila spiegata di nero coronata dello 
stesso; nel 2.° e 3.° trinciato d* oro e di rosso, 
alla banda ondata d' azzurro sulla partizione. 

BENDINELLI di — Arma: D'oro, al- 
l'aquila di nero munita di un pendaglio ritorto 
di rosso. 

BENDONI-CACCIA di Milano. — Auma: In- 
quartato; nel l.° e 4." di verde, alla fascia cu- 
cita di rosso; nel 2." di rosso, alla fascia cucita 
di verde; nel 3.° bandaio di rosso e di verde. 

BENE (del) di Firenze. — Vennero ila Fie- 
sole, e anticamente si dissero, Bellucci. Ottennero 
per venti volte il priorato. Iacopo di Francesco 
fu gonfaloniere di giustizia e podestà di Prato, 

— Ebbero anche due senatori al tempo d<»ì M«> 
dici. — Arma: D' azzurro, a duo gigli d'ur^outo 
posti in croce di S. Andrea. 

BENE («lei) di Verona. — fc un rumo tlcila 
precedente, decorato del titolo cernitalo. — Arma: 
La stessa. 

BENE (del) FAFFI di Firenze. — Un Lapo 
di Bene di Fallo fu priore per ben cinque volte. 

— Arma: D' argento, all' aquila bicipite dai volo 
abbassato di rosso. 

BENE (del) CHIARI di Firenze. — Dettero 
quattro priori tra il 4 319 e il 1361 e si evin- 
sero nel 4363. Il B. Remigio Domenicano. — An- 

x 



BEN 



BEN 



ma: D'azzurro, a due crescenti d'argento divisi 
da due fregi d' oro. 

BENE (del) BUCELLI di Firenze. — Proven- 
gono da una famiglia Bucelli del Corso, ed ebbero 
sci priori tra il 1367 e il 1461. — Arma: D'ar- 
gento, al bue rampante di rosso. 

BENE (del) BENIZZ1 di Firenze. — Furono 
ascritti all' arte degli speziali ed ottennero il 
priorato in persona di Girolamo di Nicolò per tre 
volte, e dopo di lui altri quattordici ebbero la stessa 
carica dal 130* al 1427.— Un Banco di Gucr- 
nieri fu gonfaloniere di giustizia. — S. Filippo 
dell'ordine dei Servi di Maria, morto nel 1285. 
— Arma: D'azzurro, all'aquila d'argento, semi- 
nata di crescenti del campo. 

BENE (da) di Genova. — Arma : D' azzurro, 
al capo d'oro caricato di un'aquila di nero, na- 
scente. 

BENEDETTI di tornir*. — Giovan-Carlo, 
Agostiniano, distinto letterato; Giambattista geo- 
metra ed idrostatico del XVIII secolo. — Arma : 
D' azzurro, alla banda d' oro, accompagnata in 
capo da un cervo, ed in punta da una stella, il 
tutto d' oro. 

BENEDETTI di Genova. — Dalla Fontana- 
buona e da Albenga. Corrado, vicario del pode- 
stà in Savona nel 1308; Francesco q. Damiano 
anziano in Genova 1370 e 77, ambasciatore al Re 
di Cipro e governatore di quella Maona 1385. — 
Vari esercitarono il notariato nel secolo XV e 
seguenti. Ascritti negli Spinola 1528. Nell'Ospe- 
dale di Pammatone vedesi la statua in piedi di 
Agostino de Benedetti. — Arma: St accato di nero 
e di argento; col capo d'azzurro caricato danna 
mano destra di carnagione, in palo, appaltnata, 
colle due ultime dita abbassate, accompagnata da 
cinque stelle di sei raggi d'oro ordinate in ca- 
priolo, una al di sopra, le altre ai lati della 
mano. 

BENEDETTI di Legnago. — Arma : Di rosso, 
ad un avambraccio vestito d'argento, movente dal 
fianco sinistro, tenente un ramo fogliato di verde 
in palo fustato d'oro. 

BENEDETTI di Padova. — Originari di Ve- 
nezia, dove erano appellati Simonini, si trapian- 
tarono in Padova per esercitarvi il commercio di 
cordami, ed accumularono grandi ricchezze che 
permisero loro di essere ascritti alla cittadinanza 
padovana. — Pietro Dott. di Leggi. — Arma: 
D'oro, al leone di rosso. 

BENEDETTI di Pesaro. — Il primo indivi- 
duo conosciuto di questa famiglia è Monsignor 
Giovanni che fu Vescovo di Pesaro dal 1419 al 
1471. — Fu puro Vescovo della stessa città sul 
finire del XVI e sul cominciare del XVII secolo 
Monsignor Cesare Benedetti. — Due zii paterni 
di questo prelato si resero illustri, il primo nelle 
armi, e l'altro colla toga, e morirono al servizio 



della Corte di Portogallo. — Questa famiglia n 
spense nel XVIII secolo, ed i Giordani ne rac- 
colsero il nuiie e l'eredità. — ARMA: D' azzur- 
ro, a due caprioli d'oro, accompagnati in capo 
da tre stelle di sei raggi dello stesso. 

BENEDETTI di Venezia. — Furono fatti del 
Consiglio nel 129G. — Aiima : Losangato d'oro e 
di nero. 

BENEDETTO di Palermo. — Originaria della 
Toscana, si trova stabilita in Palermo fin dal 
XIII secolo. — Andrea fu signore della Gisia e 
Manno lo fu di Ossone. Altri senatori della patria. 
Ebbero il titolo di Conti, e di Baroni. — Aiima: 
Inquartato ; nel 1° e 4° d'argento, all'aquila spie- 
gata di nero, afferrante un lambello di tre pen- 
denti dello stesso; nel 2.» e 3.° di rosso, al leo- 
pardo illeonito d' oro. 

BENEDETTO di Messina. — È un ramo della 
precedente. — Arma : D' azzurro, a due fascie 
d' oro, accompagnate in capo da due rose, ed in 
punta da due caprioli egualmente d' oro. 

BENEDICTIS (de) di — Arma: Spacca- 
to; al 1.° d'oro, all' aquila di nero; al 2.° d'az- 
zurro, a due ceppi d'oro passati in croce di 
S. Andrea. 

BEN EN ATI di Sicilia. — Oriunda di Milano, 
ove nel 1388 si trovava annoverata nel consiglio 
dei 900 nobili, fu trapiantata in Sicilia da un 
Luca sotto Alfonso Re di Aragona. Nel 1431 ebbe 
la castellania di Mineo e di Lentini. Cristoforo 
fu barone del feudo di Cannameli. — Arma: D'o- 
ro, al pino sradicato di verde, sinistrato da un 
leone di rosso appoggiato al tronco. 

BENEVENTANO di Sicilia. — Vuoisi discen- 
dente dalla famiglia Orsini di Roma. In Venezia 
si disse Orseola, ed un Pietro nel 976, ed un al- 
tro Pietro nel 991 furono dogi della Repubblica. 
Da un Matteo Orseolo fu trapiantata in Sicilia 
con il cognome di Beneventano, e fu ascritta al 
libro dei nobili. Ebbe la signoria di molti feudi, 
e il titolo di Barone. — Arma: D' o?'o, al monte 

1 di tre cime di verde al naturale, movente dalla 

' punta, sostenente un leone di rosso ed un orso 
levato dello stesso, affrontati e combattenti. 

BENEVOGLIENTI di Siena. — Dei Riforma- 
tori nel 1373. Dal Papa Eugenio IV ebbero il 
titolo di conti. — B. Girolamo Osservante. — 
Arma: Di rosso, al cane rampante di\iso d'ar- 
gento e di nero, eollarinato d' oro. 

BENI di Gubbio. — Se ne à memoria fino 

! dal secolo X. Federigo podestà in Mantova, in 
Perugia e senatore di Milano. Diversi furono ca- 

! pitani e ambasciatori. Giacomo nel 1733 Vescovo 
di Fano; e Giuseppe nel 1776 Vescovo di Car- 
pentras. Ebbero la signoria di Carpiano, di Siolo, 
di Siego, di Caresto, di Carcstello e di Casti- 
glione Ildobrando; e godono il titolo di conti. — 
AnMA : D' argento, all' albero di verde movente 



BEN 



— 115 — 



BEN 



dalla punta; col capo d'azzurro caricato da tre 
stelle di otto raggi d'oro e sostenuto da una fa- 
scia in divisa d'azzurro, a tre stelle pur d'oro. 

BENIGASSIO di Genova. — Da Gavi. An- 
drea, dottore di leggi, q. Antonio, ambasciatore 
a Siena nel 1434, al duca di Savoia nel 1449, 
al re Alfonso di Aragona nel 1451. Ascritta nei 
Vivaldi il 1528. Pellegro q. Francesco senatore 
1586. — Arma: Partito: al 1.° di rosso, alla 
mezz' aquila bicipite al naturale, coronata d'oro, 
movente dalla partizione: al 2.» d' argento, a tre 
fascie doppio-addentellate d' azzurro. 

BENIGNETTI di Cingoli. — Arma: D* azzur- 
ro, al pino di verde, terrazzato dello stesso, in- 
nanzi al quale un elefante passante di nero, ac- 
compagnato nel capo da tre stelle d'oro. 

BENIGNI di Assisi. — Ne fu capostipite un 
Filippo vissuto verso il 1200. — Evangelista era 
tra i consiglieri che sottoscrissero il primo libro 
dello statuto municipale formato nel 1475. — 
Giuseppe Can. del Duomo, Vicario generale in 
Perugia, nel 1697 ricusò il vescovato di Bagno- 
rea. — Un ramo fiorisce tuttora in Boemia, colà 
trapiantato da un Alessandro di Graziano, il quale 
si partì dalla patria verso la metà del XVIII sec. 
per prender parte alla guerra di Sassonia contro 
la Prussia in favore dell' Imperatrice Maria-Te- 
resa. (Estinta in patria da pochi anni). — Arma: 
D' azzurro, alla croce di S. Andrea d'oro, accan- 
tonata da quattro crescenti d'argento affrontati. 

BENIGNI di Koìna. — Arma: D' argento, alla 
sbarra di nero. 

BENINCASA di Messina. — Ha il titolo ba- 
ronale di Caravacio, otteuuto da un Pierleone, 
segretario dell'imperatore Federico II. — Arma: 
D'azzurro, al castello di tre torri d'oro, ciascuna 
sormontata da una stella dello stesso, poggiato 
sopra tre burelle ondate d' argento, poste nella 
punta, e sormontato nel capo dalla banda del se- 
condo, caricata dal leone di rosso, impugnante 
nella destra un ramo d' alloro di verde. 

BENINCASA di Perugia. — Furono, coi Con- 
tuli e cogli Ansidei, antichi signori e conti di 
Catrano, ed ebbero a capo-stipite un Oddolo di 
Bernardo. Andrea, Domenicano, raccolse la palma 
del martirio nel 1300: Pietro podestà di Gual- 
do: altri ottennero il priorato del comune, e di- 
versi furono consiglieri. — Si estinsero nella pri- 
ma metà del secolo XVIII. — Arma : Di rosso, 
alla banda d' oro. — Cimiero: Una branca di 
leone d' argento tenente fra gli artigli un sasso 
d'oro. — Motto: fortiter et prldenter. 

BENINCASA di Ravenna. — Ascritta al pa- 
triziato ravennate. — Un Francesco fu dei primi 
oratori del suo tempo ed esimio poeta. — Ar- 
ma: Spaccato; al 1° d'oro, a quattro bisanti d'az- 
zuro; al 2.° dello stesso, a tre stelle d'oro, colla 
fascia rossa attraversante sulla partizione. 



BENINCASA di Siena. — Iacopo e Bartolo 
suo figlio appartennero al supremo magistrato. 
— Un altro Bartolo e uno Stefano furono ascritti 
alla cittadinanza fiorentina nel 1370. — Appar- 
tiene a questa casa la celebre S. Caterina da 
Siena. — Arma : D' azzurro, al drago alato d' o- 
ro, reciso e sanguinoso del campo. 

BENINI detti FORNICHI di Firenze. — Dal 
1321 al 1494 dettero alla patria otto priori. — 
Un Piero di Bindo fu fatto Cavaliere dui Ciompi 
nel 1378. — Arma: D'oro, alle catene di rosso 
poste in croce di S. Andrea. 

BENINI-GUCCI di Firenze. — Un Benino di 
Guccio priore nel 1402, e dopo di lui altri quat- 
tro ebbero la stessa carica. — Arma: Spac- 
cato d'azzurro e d'oro, alla tigre passante sul 
primo. 

BENINI da TIGNANO di Firenze. — Ebbero 
due priori, Feo di Benino nel 1365 e nel 1375, e 
Giovanni di Zauobi di Ser Pietro nel 1477. — 
Si estinsero in Girolamo morto nel 1619. — Ar- 
ma: D'azzurro, al leone d'oro; colla banda del 
campo bordata di rosso e caricata ila tre spighe 
d'oro attraversante; col capo d' Angiò. 

BENINI di Firenze. — Un Iacopo di Niccolò 
fu gonfaloniere di compagnia nel 1506 e Niccolò 
suo figlio nnl 1518. — Arma: D'azzurro, ad una 
coltella d'oro sormontata da bilancio dello stesso. 

BENINO (del) di Firenze. — Originari della 
Valdelsa, più anticamente si dissero Kidolfini e 
anche Neldi. — Rinaldo, Albertesco e Tuccio si 
distinsero tra i Guelfi nella battaglia di Mouta- 
perti. Conseguirono per 31 volte il priorato, e 
per 5 il gonfalonierato di giustizia. Si estinsero 
nel 1679, passando l'eredità nei Male volti di Sie- 
na. — Arma: D'argento, al liocorno rampante di 
rosso. 

BENINTENDI di Firenze. — Dette alla pa- 
tria 6 priori; e alla Chiesa la B. Villana, ed al- 
tra beata che fu abbadessa delle Romite di San- 
ta Agnese al Borgo S.Lorenzo. — Arma: Spac- 
cato di rosso e d'argento, alla fascia ondata del 
secondo. 

BENINTENDl-FALCIMAGINI di Firenze. — 
Ascritta all' arte dei Icgnajoli, à dato alla pa- 
tria 16 priori dal 1435 al 1526. — Arma: D'ar- 
gento, alla banda ondata d' azzurro con sopra un 
orso passante al naturale. 

BENINTENDI DI SAN GIOVANNI di Firen- 
ze. — Ottennero per dodici volte il priorato, e 
si estinsero nel secolo XVII. — Arma: D'azzur- 
ro, al monte di sei cime d' oro sormontato da 
un pino di verde avente una cassetta infilata nel 
suo pedale. 

BENINTENDI di Mantova. — Si stabilì in 
Mantova verso la metà del secolo XVI. — Otta- 
vio nel 1619 fu creato nobile del S. R. I. — Ar- 
ma: Spaccato; al 1.° d' azzurro, all' aquila spie- 



BEN 



— 416 — 



BEN 



gata di nero, coronata d'oro: al 2.» di rosso, al 
Icone d'oro tenente tra lo branche un bastone, 
da cui parte un ramo trifogliato di verde. 

BENISSON del Piemonte. — Originaria fti 
Venezia, si trapiantò in Piemonte, in principio del 
XVIII secolo. (Estinta). — Arma: D'azzurro, a 
due torri di rosso sormontate da un' aquila di 
nero. — Motto : bene sunt fortes. 

BENIVIENI di Firenze. — Dette alla re- 
pubblica tre priori, e si estinse nel secolo XIV. 

— Arma : Di rosso, alla croce d' azzurro vaiata 
d' argento. 

BENIVIENI di Firenze. — Ottenne per otto 
volte il priorato, e un Giovanni di Benivieni Spa- 
daio fu il primo priore nel 4383. Girolamo fu 
scolaro di Marsilio Ficino, ed intimo di Fr. Gi- 
rolamo Savanarola. — Si estinsc nel secolo XVII. 

— Arma : D' azzurro, al crescente d' oro, sormon- 
tato in capo da un giglio dello stesso. 

BENIZZI di Firenze, vedi Bene (del) Benizzi. 

BENNI di Bologna. — Arma: D'azzurro, a 
cinque bande d'oro. 

BENN1NI di Bologna. — Fin dal XV secolo 
avevano il titolo di nobilcs viri. — Arma: D'az- 
zurro, ad un monte di tre cime d'oro sostenente 
un castello d' argento. 

BENSÀl di Ravenna. — Un Bensa io militò 
con Paolo Traversat i nelle guerre d' Italia e di 
Germania del 4 226. — Arma: D'oro, alla banda 
di rosso caricata da tre stelle del campo. 

BENSÌ di Siena. — Furono nel numero dei 
Nove, risieduti nel 1326. — Ugo lettore di filo- 
sofia nello studio di Parigi. — Arma: Di rosso, 
alla scala di quattro piuoli d' oro posta in palo, 
accompagnata nei fianchi da quattro stelle dello 
stesso. 

BENSÌ di Assisi. — Arma: D'azzurro, alla 
banda cucita di rosso, accompagnata da due gi- 
gli <ì' oro. 

BENSO di Torino. < — Fiorirono fino dal tem- 
po della repubblica di Chieri, ed ebbero investi- 
tura di Cellarengo, Santena e Cavour. Primo 
marchese di Cavour, fu Michelantonio. Un Giu - 
seppe governatore di Chieri: un altro Michele- 
Antonio ottenne il Collare della SS. Annunzia- 
ta. Camillo celebre ministro di Stato di Vittorio 
Emanuele II e Cavaliere della SS. Annuziata. — 
Arma: D'argento pieno ; col capo di rosso, a tre 
conchiglie d'oro ordinate in fascia. — Cimiero: 
un pellegrino uscente vestito di nero, di azzurro 
e di rosso. — Motto: gott wii.l rkciit. 

BENSO di Palermo. — È un ramo della pre- 
cedente, stabilito in Palermo sul principio del 
«ecolo XVII ed ascritto a quel patriziato. — Ot- 
tenne la baronia di S. Stefano, il marchesato di 
Alimcna e il ducato di Verdura. Stefano e Giu- 
sepjK ««untori «Iella patria ; Giulio Vescovo in 
partflxM di Calumino. — Arma: eguale alla pre- 



cedente. — Alias: D'azzurro, a tre conchiglie 
d' oro poste 2 e 4. 

BENTACCORD1 di Firenze. — Originari di 
Fiesole, dettero alla patria quindici priori e due 
gonfalonieri di giustizia. — Un Pascasio fu ve- 
scovo Lavacense. (Estinta verso la fine del secolo 
XV). — Arma : Di rosso, a due gigli d' argento 
astati e posti in croce di S. Andrea. 

BENTACORDO di Verona. — Arma: Partito 
d'azzurro e di rosso, ad una torre d'argento a- 
perta e finestrata di nero, attraversante sulla 
partizione. 

BENTANI di Venezia. — Da Mestre si tra- 
piantò in Rivalto, e fu una delle antiche fami- 
glie tribunizie. — Si spense con Messer Giovanni 
essendo podestà in Chioggia nel 4286. — Arma: 
D' argento, al capriolo di rosso accompagnato da 
tre trifogli di verde. 

BENTI VENGA di Acquasparta (Umbria). — 
Un Bentivenga, dell'Ordine dei Minori, fu ve- 
scovo di Todi nel 4 276, e Cardinale creato da 
Nicolò III. — Arma: D'azzurro, al muro d'ar- 
gento, movente dalla punta e dai fianchi dello 
scudo, murato di nero, aperto del campo, e scor- 
rente acqua al naturale dalla porta, sormontato 
da tre gigli d' oro divisi dal lambello di quattro 
pendenti di rosso; col capo d' argento, all'aquila 
bicipite, spiegata di nero, membrata, imbeccata 
e coronata in ambo le teste d' oro. 

BENTI VENGO di — Arma : Spaccato; 

al 4° d'oro, al capriolo di nero, accompagnato in 
capo da due rose di rosso: al 2.» d'azzurro, al 
pesce nuotante d' argento. 

BENT1VOGIA di Verona. — Detta anche 
Da Malcesine, perchè originaria di questa terra. 
Veronese Da Malcesine dotto giureconsulto, ebbe 
un figlio di nome Gaspare, che nel 1455 fu tra'no- 
bili consiglieri di Verona, e poi nel 4 476 giu- 
dice di Collegio. — Giambattista entrò nel 1625 
nel Consiglio Nobile col cognome Bentivoglio. — 
Arma: D'azzurro, a tre freccie accostate e ro- 
vesciate d' argento, sostenute da un zoccolo qua- 
drato di rosso posto sopra una collina di tre ci- 
me di verde. 

BENTIVOGLIO di Bologna. — Il più antico 
di questa casa è uno Zambone. Presero poi il no- 
me da un Bentivoglio nato nel 4253. Molti fu- 
rono vescovi, altri prelati della Romana Corte. 
Dominarono per qualche tempo la loro patria, e 
furono signori di molti feudi. Divisi in di- 
versi rami, si stabilirono in Mantova, in Milano, 
in Gubbio, in Forlì, in Ferrara ed in Venezia. 
Alcuni godono il titolo di Conti, altri quello di 
Marchesi. — Arma: Inquartato; nel 4.* e 4.» 
trinciato dentato d'oro e di rosso; nel 2.° e 3.» 
d' oro, ad una fiamma al naturale posta in sbar- 
ra; col capo d 1 azzurro caricato da tre rami frut- 
tiferi di quercia d' oro. — Cimiero: Un testa u- 



BEN 



— 117 — 



BE> 



mana al naturale. — Arma dei Conti Bentivo- 
glio : Trinciato inehiavato di rosso e d'oro di 
quattro pezzi e mezzo. — Arma dei Marchesi 
Bentivoglio : Inquartato; nel 1.° e 4.° d'oro, al- 
l'aquila di nero coronata del campo; al 2.° e 3.° 
di Bentivoglio. — Cimiero: Un'aquila spiegata 
di nero, coronata d' oro. 

BENTIVOGLIO d' ARAGONA di Ferrara. — 
Si stabilirono in Ferrara nel 1512, dopo aver ri- 
nunziato il dominio di Bologna loro patria. Er- 
cole ebbe dai principi d' Este importantissimi uf- 
fici : altri furono ambasciatori, ed alcuni si se- 
gnalarono per valor militare. Guido e Cornelio 
Cardinali di S. R. C. — Arma: Inquartato: nel 1.° 
e 4.° d'oro, all'aquila spiegata di nero: nel 2.° e 3." 
trinciato indentato d'oro e di rosso, e sopra il 
tutto partito di tre: a) d' argento, ad un palo di 
rosso: 6) N d'argento, atre fascie di rosso: c) d'az- 
zurro, a 7 gigli d'oro ordinati 1, 2, 1, 2, 1: d) 
d' argento con due croci doppie unite a due rami 
e potenziate di rosso. — Cimiero: L'aquila bi- 
cipite, spiegata di 'nero, coronata d'oro. 

BENTIVOGLIO di Fossombrone (Marche). — 
Credesi sia un ramo della celebre famiglia omo- 
nima di Bologna, le cui più antiche memorie in 
Fossombrone rimontano poco oltre la metà del 
XV sec, e si riferiscono ad un Aluige — Luigi 
Cav. di Consiglio dell'Ordine di S. Stefano di To- 
scana, eletto nel 1644 Gran Conservatore del- 
l' Ordino — Giambattista di lui figlio fu Cav. 
Gran Croce dello stesso (Estinta). — Arma an- 
tica: Inquartato, nel J.« e 4." trinciato dentato 
d'oro e di rosso; nel 2.° e 3.° d'oro, al monte di 
tre cime di verde su cui posa un corvo al na- 
turale. — Arma moderna: il corvo è stato sur- 
rogato dall'aquila spiegata di nero. 

BENTIVOGLIO di Venezia. — È un ramo 
delle precedenti, detto anch' esso di Aragona per 
concessione di Ferdinando, re di Sicilia, fatta nel 
1482. Nel 1488 fu aggregato al patriziato vene- 
to. Nei diplomi imperiali è fregiato del titolo di 
conti, di cavalieri e nobili del S. R. I. Ebbero 
conferma di loro nobiltà e del titolo di marchese 
dell' Imperat. d'Austria nel 1818. — Arma: Par- 
tito; a destra trinciato dentato d'oro e di rosso, 
col capo del primo caricato da un' aquila spie- 
gata di nero; a sinistra d'oro, a quattro pali di 
rosso. 

BENUCCI di Toscana. — Arma: D'oro, al 
crescente di porpora volto a sinistra. 

BENVEDUTI di Gubbio. — Marchesi di Bu- 
ratto per privilegio di Benedetto XIV. — Roma- 
no di Berto podestà di Foligno nel 1424: Ga- 
briele di Berto nel 1434 vescovo di Fossombro- 
ne, e Antonio contestabile della sua patria per 
la festa e fiera di S. Ubaldo nel 1638. — Arma: 
D' azzurro, alla croce di S. Andrea diminuita 
d'oro, le linee inferiori merlettate; col capo cu- 



cito d'azzurro sostenuto da una divisa d'oro c 
caricato da una stella di otto raggi dello stesso. 

BENVENUTI di CINO di Firenze. — Fu o- 
riginaria di Calenzano, e consorte dei Ginori. Tra 
il 1346 e il 1482 dette sei priori al Comune. — 

— Arma: D'azzurro, a due spade d'argento col- 
l' elsa d' oro posto in croce di S. Andrea. 

BENVENUTI del Quartiere di S. Giovanni 
di Firenze. — È un ramo dei Benvenuti di Cino. 

— Ottenne quattro volte il priorato tra il 1384 
e il 1 509 e si estinse circa il 1600. — Arma: 
uguale alla precedente. 

BENVENUTI-DONATI di Firenze. — Ila dato 
sei priori al Comune tra il 1438 e il 1481, e si 
spense nel 1605 nel Canonico Francesco di Bar- 
tolomeo. — Arma: D'oro, alla croce d'azzurro. 

BENVENUTI di PUCCIO di Firenze. — Ori- 
ginari di Sommaia, castello in Val di Marina, so 
ne à memoria fino dal 1 260. — Dettero alla Re- 
pubblica quindici priori tra il 1296 e il 1320. 
Lippo fu gonfaloniere di giustizia nel 1318. — 
Si estinsero circa la metà del secolo XV. — Ar- 
ma: D'azzurro, spaccato; al disopra ad un leone 
nascente d' oro armato di rosso, e al disotto a 
tre fascie d'argento. 

BENVENUTI del Sesto San Pier Maggiore 
di Firenze. — Ottennero per sei volte il prio- 
rato tra il 1314 e il 1339. — Arma: D'oro, al 
toro di rosso rampante sopra un monte di sci 
cime d'azzurro. 

BENVENUTI del Quartiere S. Maria Novella 
di Firenze. — Originaria di Rondine nel contado 
pisano, ebbe quindici volte il priorato e quattro 
il gonfalonierato tra il 1365 e il 1514. (Estinta 
verso il 1790). — Arma: Di rosso, alla banda 
d' oro caricata di tre rondini di nero, e accostata 
da due rose del secondo. 

BENVENUTI di Crema. — È un ramo dei 
Benvenuti di Puccio di Firenze trapiantato in 
Crema da Corrado di Benvenuto capitano del po- 
polo nel 1296. — Godono del titolo di conti. — 
Arma: D' azzurro, al filare di picconi d'oro posto 
in banda. 

BENVENUTI di Belvedere (Sinigaglia). — Fu 
illustrata questa famiglia da Giovanni-Antonio, 
creato Cardinale da Leone XII nel 1828. Sotto 
Gregorio XVI fu Legato a latere delle Marche. 
— Arma? 

BENVENUTI 'di Cingoli. — Oriunda di Fi- 
renze, si stabilì in Cingoli circa il 1200. — Go- 
dono del titolo di conti. — Arma: D'azzurro, 
all' orso osceno coronato, sedente a diritta e pog- 
giando colla destra sopra una clava mira mezza 
stella, il tutto d'oro. 

BENVENUTI di Bologna. — Arma : D' azzur- 
ro, al crescente d' argento. 

BENVENUTO di Genova. — Da Nervi. Raf- 
faele notaro nel 1326. Ascritti nei Giustiniani 



BEN — Il 

1528. — Aiuta: D'azzurro, alla fede di carna- 
gione, manicata di rosso, in fascia, sormontata 
da tre gigli d'oro ordinati pure in fascia. 

BENZI di Assisi, vedi Benci. 

BENZI di Ferrara. — Originaria di Siena, 
fu trapiantata in Ferrara nel secolo XIII da Ot- 
tavio valoroso capitano. — Arma: Inquartato; 
al 1.» c 4.» aquila coronata; al 2.° e 3.° sbarrato 
ondato al Icone posto in banda. 

BENZI o BENZO di Rimini. — Di origine 
fiorentina, stabilita in Rimini nel XIV secolo. — 
Nicolò conduttore di una squadra distinta nel 
fatto d'armi del 1461 tra Sigismondo Malatesta 
e gli Ecclesiastici della Marca, cameriere nella 
corte del Malatesta suddetto, e quindi commis- 
sario di Roberto Malatesta nelle Marche. — Pie- 
tro suo figlio soccorse colla sua compagnia Rai- 
mondo Ma la testi che ora per soccombere nella 
famosa battaglia contro il Duca Alfonso d' Estc. 
— Armv? 

BENZI di Milano. — Oriundi di Como, dove 
ebbero dei decurioni, si trasferirono a Milano e 
vi fiorirono nei secoli XVI e XVII, e la loro o- 
pulcnta eredità rialzò la famiglia Canzi. — Ar- 
ma: Spaccato; al |.« d'oro, al leone d'azzurro; 
al 2. n d'oro, sfioccato d'azzurro. 

BENZI di Santcna (Piemonte). — Originata 
dai Visconti di Baldissero, proso i! cognome da 
una donna Bon/.ia che viveva noi 1150. Dai ca- 
stelli di Ponticello e di Santcna di loro proprietà 
si denominarono i due rami di questa famiglia. 
Da quello di Santcna uscì un Cesare vescovo 
d'Asti, e un Goffredo cavaliere dell'Ordine su- 
premo della SS. Annunziata. — Arma: D'argen- 
to, al capo di rosso caricato di tre conchiglie 
d'oro poste in fascia. — Cimiero: Un mezzo pel- 
legrino vestito d' azzurro, di rosso e di nero, col 
volto e lo mani al naturale. 

BENZON di Rovigo e di Venezia. — Arma: 
Inquartato; nel l.« e 4.° di rosso, al leone d'oro 
portante sulle spalle una spada d'argento; al 2.° 
e 3.° d'armellino; col capo d'oro, caricato di un 
leone illeopardito di nero. 

BENZONI di Crema. — Furono signori della 
patria fino dal 1258, e interrottamentc la gover- 
narono per oltre un secolo e mezzo. Un Giorgio 
Ronzoni governò Crema da padrone dispotico dal 
24 Feb. 1 105 al 31 Lug. 1414 con imperiale 
consenso; poscia fino al 1 423 come feudatario del 
Duca di Milano con titolo di conte; ma costretto 
dagli intrighi del Duca Filippo-Maria a partirse- 
ne, riparò a Venezia, al cui patriziato venne a- 
scritto. — Arma: Squamato d'azzurro e d'ar- 
gento; al capo del primo caricato di un leone 
passante del secondo. 

BENZONI di Venezia. — È la stessa che la 
precedente. Perduto il dominio di Crema, Gior- 
gio si pose al servizio dei Veneziani c fu ascritto 



R — BEH 

al patriziato e dichiarato conte. Nel 1819 le fu 
confermata la nobiltà ed il titolo. — Arma : Spac- 
cato; al 1.» d'azzurro, al levriero fuggente d'ar- 
gento; al 2." piumato d'argento, ciascuna piuma 
caricata da una mosca d' armellino di nero. 

BENZONI di Cremona. — Arma : Di vajo, al 
capo d' azzurro caricato da un leone illeopardito 
d'oro. — Alias: D'azzurro, squammato d'ar- 
gento, fioccato di nero; col capo d'argento cari- 
cato di un cane di 

BENZONI di Milano. — Arma : Spaccato, al 
1.» d'oro, ad un cane passante di nero; al 2." 
piumato d' argento, ciascuna piuma caricata di 
una mosca d'armellino di nero; col capo d'ar- 
gento, caricato di un'aquila bicipite di nero, co- 
ronata in ciascuina testa d' oro. — Cimiero : Un 
volo d' argento e di nero. 

BENZONI di Poma. — Arma : D' argento, a 
tre verghette di nero, accompagnate da sedici 
crescenti dello stesso, disposti in quattro pali ; 
col capo d' oro, caricato di un levriere fuggente 
di nero, collarinato d'oro. 

BEOLATO di Virle (Piemonte). — Arma: 
D'azzurro, a tre donnole d'oro. — Cimiero: 
Una donnola rampante, nascente, tenente in boc- 
ca un serpe d'azzurro. — Motto: nostra ttendo. 

BEOLCIII di Milano. — Arma: D'argento, 
ad una casa di rosso col tetto accuminato, a- 
perta del campo, finestrata di due finestre ogi- 
vali, abbracciata da due treccie di capelli del se- 
condo, passate in croce di S. Andrea. — Cimie- 
ro : Un'aquila nascente di nero, coronata d'oro. 

BERALDI di Padova, e di Treviso. — Que- 
sta famiglia, detta anche Andolfi originaria di 
Pavia, si trapiantò prima in Bassano, quindi in 
Padova, dove fu insignita della nobiltà dai Car- 
raresi. — Un Biaquino di Treviso, nel 1265 era 
dei più devoti ai Caminesi ; un Gajardo, milite 
trivigiano del grado maggiore, ed anche fra gli 
anziani, comunque avverso ai Caminesi, interven- 
ne alle nozze di Tolberto da Camino. — Gaspare 
anziano di Treviso nel 1314, e Tommaso nel 
1315. — Aldevrandino fu console di Treviso e 
signore de' Malcfizj, e Tommaso sapiente pur di 
Treviso nel 1316. Quest'ultimo fu pur giudice 
ed ambasciatore dei Trivigiani a Venezia. — Un 
Bartolomeo dogli Andolfi di Beraldo da Bassano 
era podestà di Castelfranco nel 1387. Cristoforo, 
di lui figlio, per aver tentato di sorprendere la 
città e darla al Carrarese, fu bandito dalla pa- 
tria. — Alessandro Capit. de' Veneziani nel 1495 
morto nella battaglia del Tauro. — Aristide, uno 
dei cento nobili padovani che si dedicarono nel 
1570 ai Veneziani nella guerra contro il turco. 
— Daniele rinomato giureconsulto, ammesso al 
Consiglio nobile nel 1586. (Estinta verso la fine 
del XVII secolo). — Arma : D' azzurro, al semi- 
volo d' argento. 



Itili 

BERALDI di Castelfranco (Veneto). — Erano 
Trivigiani e si trapiantarono in Castelfranco nella 
prima colonia nel 1199. — Giovanni capitano 
carissimo ad Alberico da Romano, il quale fu uc- 
ciso dalle genti di Guglielmo Camposampiero 
quando questi occupò Castelfranco per Ezzelino 
nel 1215. — Si estinscro verso il 1500. — Arma? 

BERARDI di Bologna. — Aiima : Spaccato 
d' oro e di rosso, al pino sradicato al naturale, 
fruttato del secondo. 

BERARDI di Cagli. — Arma: D'oro, a tre 
sbarre di rosso, abbassate sotto una trangla dello 
stesso, sormontata da un leone uscente d'oro te- 
nente con le due branche una palma dello stesso. 

BERARDI di Ceccano (Prov. di Roma). — 
Ebbe il titolo di conti e di marchesi da Vitto- 
rio Emanuele II re d' Italia, concesso al Common- 
datore Filippo. — Giuseppe nel 1868 creato Car- 
dinale dal Pontefice Pio IX. — Arma: Spaccato; 
!•! 1 ù\ •''•t; ,.>, all'aquila spiegata di nero coro- 
: ì 'ti-o: .i! ' 1 mareggiato d'argento e di verde 
,<i ili! t-.i rato, .i ire sbarre composte di scogli; con la 
fotoia d'oro attraversante sulla partizione cari- 
cata di un riccio d' argento. 

BERARDI di Firenz : — Originaria dalla Li- 
guria, dette alla repubblica quattro gonfalonieri 
e ventisette priori tra il 1363 e 1529, e due se- 
natori sotto il principato. — Si estinse con Giu- 
seppe di Cristofano nel 1781. — Arma: D'az- 
zurro, alla banda ondata d'oro e di rosso, acco- 
stata da due cotisse d' argento. 

BERARDI di San Damiano, di Dronero e di 
Saluzzo. — Fin dal XII secolo aveva estesi pos- 
sedimenti nella valle di Maira, e probabilmente 
nello stesso luogo di San Damiano dal quale prese 
il nome aggiungendolo al proprio. Un Ugone Be- 
rardo trovasi nominato col titolo di dominus fra 
gl'intervenuti nel 1254 alla conferma dei privi- 
legi della suddetta valle fatta dal conte di Savoja 
a nome del march, di Saluzzo. Un Mansuerino de 
Berardis era fra quelli che nel 1295 possede- 
vano beni enfiteutici dipendenti dal monastero di 
S. Costanzo sul territorio di Dronero; quindi un 
Ponzio Berardo sindaco di AcCeglio nel 1300, ed 
un altro Mansuerino sindaco nel 1379 di San Mi- 
chele. — Nella prima metà del XIV secolo un ra- 
mo di questa famiglia si trova stabilito in Saluzzo 
ed era delle primarie. Guglielmo credentario di 
quel Comune nel 1329 e sindaco nel 1352 e 1357. 
Giacomo, di lui figlio, ebbe in feudo dal marche- 
se Tommaso di Saluzzo la borgata di Zoardo e 
Cartignano. — Baldassarre signore di Cartignano 
era nel 1442 castellano di Dronero e podestà di 
Alba, e Costanzo suo figlio, dopo aver governato 
per la Chiesa Perugia ed altre città pontifi- 
cie, nel 1445 fu innalzato alla dignità di sena- 
tore di Roma, e due anni dopo nominato pode- 
stà di Dronero e delia Valle di Maira. — Questo 



BER 

ramo si cstinse verso il 1610 nella persona d'Im- 
berto, che aveva poco prima venduto il castello 
ed il feudo di Cartignano a Claudio Cambiano di 
Ruflia. — Un altro ramo, consignore di Castel- 
magno fiorisce tuttora in San Damiano. — Ar- 
ma: Interzato in banda, di rosso, d'azzurro, e 
d' argento. 

BERARDUCCI di Teramo. — Fino dallo scor- 
cio del secolo XIV trasmigrarono in Bisceglie. 
ove tuttora fioriscono. Un ramo pose sua stanza 
in Castelbcllino di Jesi intorno alla metà del se- 
colo XV. — Dai Berarducci di Teramo uscirono 
parecchi magistrati e due vescovi: Ippolito, Ve- 
scovo di Caserta, e Orazio Vescovo di Bitonto. 

— Carlo V nel 1528 confermava loro la nobiltà. 

— Arma? 

BERAUDl o BERAUDO di Nizza. — Giaco- 
mo fu senatore, avv. patrimoniale fiscale gene- 
rale, intendente generale di giustizia, e fatto a- 
cquisto da Francesca-Maria Costa contessa di Po- 
longhcra di parte del feudo di Pralormo, otteneva 
nel 1680 la dignità comitale sul medesimo. — 
Carlo-Francesco percorse la carriera diplomatica, 
e nel 1850 ottenne il collare della SS. Annun- 
ziata. — Arma : Di rosso, a tre colombe d' ar- 
gento, 2 e 1; col capo cucito d'azzurro, alla stella 
d'oro. — Cimiero : Una colomba tenente nel becco 
un ramo d'olivo. — Motto: puritas et veritas. 

BERD ARINO di — Arma: D' azzurro, 

alla torre d' argento aperta del campo ed un orso 
al natu r le uscente dai merli, tenente fra le bran- 
che un; mazza al naturale, accompagni*» da tre 
stelle d' oro poste in capo. 

BERENGAN1 di Venezia. — Origin n di Vi- 
cenza, furono nel 1649 aggregati :| » triziato 
veneto, e nel 1818 ottennero la ci r.r-'inia della 

nobiltà. — Arma: Interzato in fa : nel 1.° 

d'azzurro, alla cometa d'oro, accoswia da due 
gigli: nel 2.° di rosso, al leone illeopardito d'oro, 
tenente nella destra alzata una spada d' argento 
nel 3.° d' argento, all' albero di verde, terrazzato 
dello stesso. 

BERENGARI di Forlì. (Estinta). — Nel 1321 
un Lelio fu dei Signori di Castel-Latino, Culmano 
e Poggio. — Arma: D'argento, a tre fascie di 
rosso. 

BERENGIII di Venezia. — Ebbero nobiltà 
anche in Murano. — Arma : D'argento, alla banda 
di rosso. 

BERETTA di Pavia. — Guido Vescovo d'A- 
dria nel 1301 ; Giovanni Antonio podestà in pa- 
tria nel 1 499, Giacomo e Francesco ascritti al 
Collegio dei nobili giureconsulti. — Ebbero la si- 
gnoria del castello di Frascarolo-Lumcllina. — 
Arma: D'azzurro, all'albero al naturale, terraz- 
zato dello stesso, attraversato nel tronco da un 
porco di nero; col capo d'argento, caricato del- 
l' aquila spiegata di nero, coronata d' oro. 



— 119 — 



IIKR 

BURETTA «li Milano e di Piacenza. — Sono 
duo rami della precedente. — Uscì dal primo un 
Giovanni-Antonio Vescovo di Lodi nel 1784, c 
dal secondo un Lorenzo, insignito del titolo di 
conte, segretario del Duca di Mantova. — Arma : 
Uguale alla precedente. 

«ERETTA di Milano. — Vittorio Emanuele li 
re d'Italia con decreto di niotu-proprio del 15 Ott. 
1871 concosse il titolo di Conte trasmissibile per 
primogenitura maschile ad Antonio Beretta, già 
Sindaco di Milano e Scnat. del regno e Grande 
Uff. dell' Ordino Mauriziano. — Aiima : Partito; 
al 1." d'oro, al castello di rosso, merlato alla 
ghibellina, aperto del campo, fondato sulla pia- 
nura di verde e sormontato da una beretta o 
tocco <li nero, ornato di un fiocco a pennello dello 
stosso; al 2. n d'azzurro, alla grò d' argento colla 
sua vigilanza, inombrata e rostrata di rosso, fer- 
ma sovra la vetta superiore di un monte, d' oro 
di tre cimo, una su due; il tutto sotto un capo 
d' argento, all' aquila di nero armata e inombrata 
di rosso. — Motto: fidenti sperata succedupt. 

BERETTA di Udine. — Originaria di Berga- 
mo, stabilita nel Friuli da tempo assai remoto. 
— Il Veneto Senato con Ducale 28 Sett. 1715 
trasferì in Giovanni-Maria e Francesco, zio e ni- 
pote, discendenti dagli antichi nobili feudatari 
del Friuli, pel feudo che tenevano in Colloredo 
di Prado, la investitura del feudo giurisdizionale 
della villa di Colugna coli' annesso titolo comitale, 
ed approvò ad un tempo 1' infoudazione dei beni 
in villa di Lanzaeco da loro offerti in ragione di 
feudo nobile, retto, legale e giurisdizionale. Nel 
1739 la famiglia Berotta fu aggregata al Consi- 
glio nobile di Udine, e con sovrana risoluzione 
del l. n Feb. 1821 ottenne la conferma della sua 
nobiltà e del titolo comitale. — Arma: Spaccato; 
nel 1." d'oro, all'aquila bicipite spiegata di ros- 
so; nel 2.° d'azzurro, all'albero movente dalla 
punta, sostenuto da due capre salienti e affron- 
tate, il tutto al naturale. 

BERETTA di Vicenza. — Giacomo giudice 
nel 1240 investito del feudo di Costafabbrica. — 
Arma: Spaccato; al l.° d' oro, all' aquila spiegata 
di non»; al 2.° d' azzurro, alla torre d' argento 
aporta e finestrata di nero, coronata d'oro, ac- 
costata da due gigli dello stesso. 

BERETTE giallo) di Bologna. — Un Jacopo 
era dogli Anziani nel 1267. — Arma: Di rosso, 
al leone d' oro. 

BERETTOXI-NASELLI di Ferrara. — Ales- 
sandro, morto nel 1583, fu governatore della Gar- 
fagnana. — Estinti i Naselli nel Conte Antonio, 
passò l'eredità ed il cognome ai Berettoni, che 
furono assai benemeriti della patria. — Arma : 
Partito; nel 1.° d'azzurro, al destrocherio di car- 
nagione vestito di rosso uscente da una nuvola 
posta nel fianco destro, e sostenente un carello 



bei: 

su cui posa un neretto nero da dottore, che è 
dei Berettoni; al 2.» d'azzurro, al capriolo di 
rosso caricato da tre stelle d' oro, accompagnato 
da tre teste e busti di nero, attortigliate d' ar- 
gento, vestiti di porpora diaprati d' oro, che è 
dei Nascili. 

BERGAMI della Mirandola. — Si dissero pri- 
ma dei Sassoli, poi Bergami, come derivanti da 
Bergamo. — Nel 1508 furono ascritti al patri- 
ziato Mirandolcsc. — Nel secolo X Vili passirono 
a Correggio, quindi nel 1805 a Modena, e poscia 
a Castelvetro Rangoni. — Godettero nobiltà in 
Ferrara e in Finale. — Un Luigi fu commissario 
generale di Sassuolo. — Arma: D'argento, al 
libro chiuso di rosso, affibbiato di nero; col capo 
d'oro caricato dell'aquila spiegata di nero. 

BERGAMO di Genova. — Dalla città omoni- 
ma, donde vennero in Genova nel 1429. Giovanni 
Anziano nel 1431 e Pellegro nel 1507. Ascritti 
nei D'Oria nel 1528. Il nome di Bergamo si con- 
serva in una località dove questa famiglia ebbe 
certamente le proprie cas", in vicinanza dello 
spedale di Pammatone. — Arma: Di rosso, al 
mastio d' argento, merlato, torriccllato di tre 
pezzi pure merlati, equidistanti, aperto del campo 
e fondato sulla campagna di verde. 

BERGERA di Torino. — Ebbero signoria su 
Marene, Cavallerleone, Cly e Villarbazze. — Mar- 
cantonio referendario e consigliere di Stato; Giu- 
lio-Cesare Arciv. di Torino nel 1642; Carlo-Giu- 
seppe nel 1 G io ottenne la dignità comitale sul 
feudo di Cavallerleone; e Giacomo-Antonio nel 
1655 fu primo presidente de! Senato di Nizza. — 
Arma : D'oro, alla banda d' azzurro caricata di 
tre conchiglie rovesciate e vuote, d'argento, nel 
verso della pezza. — Cimiero : Un pellegrino na- 
scente, col bordone e mozzetta di nero. — Motto: 

SIC FATA VOCANT. 

BERGONZI di Cannobio, vedi Minoggio. 

BERGONZI di Venezia. — Arma: D'azzurro, 
alla torre merlata d'argenti, sormontata da due 
torrette dello stesso, con due uccelli d' argento, 
posati e affrontati sopra le torricelle. 

BERGONZOLI di Cannobio, Viggiona e Mi- 
lano. — Arma: D'oro, alla fascia di nero, ac- 
compagnata in capo da tre crescenti dello stosso, 
ed in punta da un leone passante di rosso. 

BERIA di Xolc (Piemonte). — Domenico di 
Giovai) Battista nel 1742 fu creato conte di Sale. 
Benedetto comprò nel 1770 il feudo di Argenti- 
na. — Arma: Di rosso, al capriolo d'argento; 
col capo cucito d'azzurro, alla stella d' oro. — 
Cimiero: Una stella d' oro. 

BERISO di Genova. — Da Oneglia. Dettero 
alla patria quattro anziani dal 1303 al 1505. 
Pantaleo q. Stefano ascritto nei Promontorio 1528. 
— Arma: D'argento, al grifo d'oro, per in- 
chiesta, tenente con le branche anteriori un àn- 



— 129 — 



BER 

cora senza trabe, colla gomena a! naturale. 

BERLAN DE BUITRON di Aquila (Abruzzi). 
— Originaria di Spagna, venne in Italia nella 
prima metà del XVI secolo. - Andrea nel 1528 
ebbe in feudo i castelli di Piacenza e Cagliano, 
e quivi stabilì la propria famiglia (Estinta). — 
Arma : Di rosso, alla torre d' argento sormon- 
tata da un braccio in completa armatura, im- 
pugnante una spada sguainata. 

BERLENDIS di Bergamo. — Aggregata al pa- 
triziato veneto il 28 Mar. 1662. — Arma: Spac- 
cato: nel 1° d'argento, alla scala d'oro in palo, 
sostenente una Croce del Calvario dello stesso, 
accostata nel capo da due stelle d' oro : nel 2.° 
partito d' argento e di rosso. 

BERLENZONI di Verona, vedi Bellinzona. 

BERLI A del Piemonte, conti della Piò e di 
Vasone. — Arma: D' azzurro, alla banda d'ar- 
gento caricata di tre piedi di bue di rosso, e ac- 
compagnata in capo da un sole d'oro. — Cimiero: 
Un'aquila di nero nascente. — Motto: Virtute 
Duce. 

BERLINGHI ERI di Firenze. — Provengono 
da Berlinghieri di Ruballa che nel 1215 sedendo 
nel consiglio del Comune firmò una lega tra i 
Bolognesi e i Fiorentini. Dai suoi discendenti tolse 
la Repubblica tre gonfalonieri e trenta priori 
tra il 1365 e il 1531. (Estinta nel 1610). — Ar- 
ma: D'azzurro, al capriolo di nero, accompagnato 
in capo da un lambello di rosso. 

BERLINGHIERI di Ferrara. — Berengario 
Berlinghieri passò da Savona a Ferrara ne! 999: 
Carlo fu paggio della Contessa Matilde, e Corra- 
do nel 1 1 37 capitano di Enrico duca di Baviera. 
Stefano governatore di Cento nel secolo XVII. 
(Estinta). — Arma: Inquartato; nel 1.° e 4.° tre 
leoni passanti coronati, uno sopra l'altro; nel 
2.° e 3." castello sormontato da un albero e so- 
stenuto da due leoni affrontati. — Cimiero : Un 
leone sedente e coronato. 

BERLINGHIERI di Messina. — Originari di 
Napoli, fiorirono nei secoli XIV e XV. — Arma: 
D' azzurro, alla croce d' argento. 

BERLINGUER di Sassari. — Arma: D'az- 
zurro, seminato di stelle d' argento, al destro- 
cherio armato movente dal fianco destro dello 
scudo ed impugnante un ramo di ulivo al natu- 
rale; con un sole d' oro orizzontale noli' angolo 
destro del capo, e la campagna pure d' oro. 

BERLINI di Cento, vedi Barlumi. 

BERMONDI del Piemonte. — Fregiati del 
titolo di conti. — Arma: Spaccato; al 1.» di 
nero, alla banda d' argento caricata di tre croci 
potenziate del campo, nel verso della pezza; al 
2.° d' azzurro, al monte di tre cime d' argento, 
sormontato da tre stelle d'oro ordinate in fascia. 

BERNABÈ di Reggio di Calabria. — Arma: 
D' azzurro, a tre caprioli d* oro. 



BER 

BERNABEI di Ancona. — Originaria di Fa- 
magosta, fu trapiantata in Ancona nel sec. XII 
e venne ascritta a quel patriziato. Lazzaro priore 
degli Anziani della patria e Ferdinando Vescovo 
di Osimo. — Arma: Spaccato d'azzurro e d'oro, 
al leone dell' uno ne II' altro. — Cimiero : Un' 
aquila nera. — Motto: Mens sana in corpore 
sano. 

BERNABÒ di Fuligno. — Godono del titolo 
di marchesi. — Alessandro creato cardinale della 
Chiesa Romana il 16 Giù. 1856. — Arma: D'az- 
zurro, a tre bande d' oro. — Cimiero: Un bue 
uscente d' oro. 

BERNAGO di Milano. — Arma: Spaccato; 
nel 1.o d'oro, all'aquila di nero; nel 2.° d'ar- 
gento, a due sbarre d' azzurro, ed un B d' oro 
attraversante sulle sbarre. — Cimiero : Un'aquila 
nascente di nero. 

BERNA RDELLl di Revere nel Mantovano. — 
Nel 1640 Stefano Bernardelli pellicciajo lasciava 
al suo abiatico Giuseppe Zelotti, insieme al nome, 
scudi 1600 ed il possesso di beni feudali nella 
Corte di Poggio, del qual Giuseppe furono abia- 
tici Paolo Capitano nel 1716 e Giuseppe marito 
della santa donna Angela Pastorio che generò il 
dott. Angelo giureconsulto collegiato e accade- 
mico nel 1766, decurione e consigliere della Con- 
gregazione, delegato dello Stato nel 1796. Furono 
suoi figli Giuseppe che coprì pubbliche cariche e 
i due capitani Francesco e Luigi. — Arma : D'az- 
zurro, ad un avambraccio posto in fascia, vestito 
d' oro foderato di rosso movente dal fianco sini- 
stro, e tenente un ramo di tre foglie di nenu- 
phar male ordinate di rosso. 

BERNARDI di Bologna. — Arma : D'azzurro, 
a due scettri gigliati d' oro, posti in croce di 
S. Andrea legati in punta da un nastro di rosso. 

BERNARDI di Busca (Piemonte). — Conti 
di Monasterolo. — Arma: Di rosso, alla sfera del 
fuoco, d'oro, in fascia abbassata, raggiante verso 
la punta dello scudo e sormontata da una stella 
di otto raggi, posta sotto un crescente rove- 
sciato, il tutto d' argento. 

BERNARDI di Firenze. — Conseguì il nota- 
riato della Signoria nella persona di Sor Nicolò 
di Piero. — Giovanni e Bernardo furono priori. 
(Estinta nel XVII secolo). — Arma: D'azzurro, 
al pino sradicato al naturale sostenuto da duo 
bracci vestiti di rosso moventi da ciascun lato 
dello scudo. 

BERNARDI-BETTI di Firenze. — Furono 
ascritti all' arte dei beccai, c dettero alla re- 
pubblica dal 1474 al 1529 sette priori. — Arma: 
D' azzurro, al cane rampante diviso di argento e 
di rosso, collarinato del secondo. 

BERNARDI di Genova. — Da S. Margherita 
Ligure. Nicolò q. Battista fu ascritto alla nobiltà 
nel 1576: Francesco, agente della repubblica a 



— 121 — 



BER 



— 122 — 



BEK 



Londra dal 4654 al 4665, fu grande amico di 
Oliviero Cromwel. Il suo carteggio diplomatico 
fu pubblicato nel voi. XVI degli Atti della So- 
cietà Ligure di Storia Patria, Genova 4 882. — 
Arma: Spaccato di verde e di rosso, al leone, 
con la coda biforcata, d' oro, dall' uno all' altro. 

BERNARDI di Lucca. — Due famiglie di 
questo nome anno fiorito in Lucca; una conso- 
lare prima del trecento, di cui un Arrigo fu capo 
dei Guelfi Lucchesi nel 4 313, nel qual anno i 
Bernardi furono costretti esulare da Lucca, ma 
vi ritornarono nel 1334. — Arma : D' azzurro, a 
due battiloro d' oro, passati in croce di S. An- 
drea, legati insieme nelle due estremità da una 
catena di ferro. 

BERNARDI di Piacenza. — Giovanni, nipote 
di Eugenio IH Pontefice, illustre capitano di Fe- 
derico I, fu ascritto al patriziato della sua pa- 
tria. — Stefano anziano nel 4 455, e Bernardo 
ebbe la cittadinanza di Pavia. — Arma: Trin- 
ciato; superiormente scaccato d'argento e di nero 
di tre file; al disotto di rosso. 

BERNARDI di Crema. — Giacomo podestà di 
Reggio, ed Erasmo vescovo Ariense. — Arma : 
Eguale alla precedente. 

BERNARDI o DE BERNARD1S di Sulmona. 
— Originaria di Ortona a Mare in Abruzzo Citra. 
Un ramo si trapiantò in Sulmona e fu aggregato 
a quel patriziato. (Estinta). — Arma? 

BERNARDI di Torino. — Arma: D' azzurro, 
alla torre d' argento murata di nero, fondata so- 
pra uno scoglio di tre cime d' argento, ed ac- 
compagnata da tre stelle d' oro male ordinate, 
una nel punto del capo, le altre al lato dei mer- 
li. — Cimiero: Un monticello di verde, smaltato 
di fiori al naturale, e sovra esso una gru con la 
sua vigilanza. — Mollo: Hjnc tutior. 

BERNARDI di Venezia. — Un Francesco fu 
Senatore; Niccolò 1 e li ed un Paolo procuratori 
di San Marco. — Arma: Uguale alla precedente. 

BERNARDINI di Cesena. — Signori dei ca- 
stelli della Massa, di Casaleechio e di Pagno. — 
Arma: Inquartato: nel 1." e 4.° d'oro, all'aquila 
spiegata e coronata di nero; nel 2.° e 3.» d'az- 
zurro, alla rovero coi rami passanti in doppia 
croce di Sant' Andrea, sradicata e ghiandifera 
d' oro: sul tutto la divisa d'azzurro, a tre stelle 
d' oro. 

BERNARDINI di Lucca. — Fino dal 1370 
un Bernardino faceva parto dei Conservatori della 
quieto pubblica nella sua patria. Dettero molti 
uomini illustri alla repubblica letteraria. Furono 
creati da Carlo V conti palatini e nobili dell'im- 
pero germanico. — Arma: Di rosso, alla croce 
di S. Andrea caricata di un crescente d'azzurro. 

BERNARDINI di Nami. — Ammessa alla no- 
biltà narniense il 17 marzo 1775. — Arma : Par- 
tito ; noi 1 .° d' azzurro, all' albero di verde ; col 



capo del primo caricato di tre stelle d'otto ragj-'i 
d' oro e sostenuto da una divisa dello stesso: nel 
2.° d'argento, al monte di sei cime d'oro movente 
dalla punta sostenente due cani di rosso collari- 
nati d'oro controrampanti, il tutto accompagnato 
in capo da una croce piena d'oro, il braccio in- 
feriore scorciato. 

BERNARDO di Cosenza. — Arma: D'azzur- 
ro, al sole d' oro, figurato di rosso. 

BERNARDO di Malia. — Arma: Di rosso, 
alla banda d' oro, accompagnata da due stelle 
dello stesso. 

BERNARDO di Venezia. — Anticamente chia- 
mati Mazi, originari di Musestre, furono tribuni 
della patria al tempo della sua fondazione. — 
Quattro procuratori di S. Marco, molti senatori, 
ed un procuratore straordinario, poi provvedi- 
tore generale di Dalmazia, Antonio, dal 1650 al 
1660. — Furono aggregati al patriziato nel 1296, 
ed ottennero la conferma della nobiltà nel 1817. 
— Arma: Trinciato; nel 1.° inquartato di nero 
e d'argento; nel 2.» di rosso. 

BERNAREGGI di Milano. — Compresi nella 
matricola dei nobili Milanesi del 1277. Dettero 
alla patria parecchi dottori di Collegio e decu- 
rioni. Nel 1711 ebbero il feudo di S. Damiano 
con titolo comitale. (Estinta nel 1752). — Arma: 
Spaccato d' oro e di rosso, all' arbusto di verde. 

BERNASCONI di ... . — Arma: D'azzurro, 
al leone d'oro, sostenuto da un monte d'argento, 
movente dal fianco destro. 

BERNERIO di Modena. — Girolamo, dell'Or- 
dine dei Predicatori, fu Vescovo di Ascoli, e nel 
1586 Cardinale. — Arma? 

BERNESSI del Piemonte, Conti di Rossana. — 
Arma: Di rosso, a tre caprioli d'oro. — Cimiero: 
Un sole nascente da un fiume. — Motto: En tems. 

BERNI di Ferrara e di Mantova. — Furono 
delle 28 più antiche famiglie d'Irlanda che ave- 
vano il titolo di Pari, Secolari, Feudatari, e Si- 
gnori della Torre Rotonda. Venuti in Italia si 
diramarono in Lusignano, in Padova, in Mantova, 
in Ferrara, in Calabria e in Correggio, con si- 
gnoria di molti feudi. Ebbero nobiltà in Ispagua, 
in Firenze, in Padova e in Ferrara, e furono a- 
scritti al patriziato romano nel 4758. — Cou 
decreto 4 Lug. 1658 il Duca di Mantova confe- 
riva a Francesco Borni per sè e discendenti il 
titolo di conte sul cognome. — Francesco Berni 
poeta faceto del XV secolo dette il proprio nome 
alla poesia giocosa detta poi bernesca — Arma : 
Spaccato; al l.° d'azzurro, a tre crescenti d'ar- 
gento male ordinati; al 2.° di rosso, alla sbarra 
di vajo, accompagnata in capo da una branca di 
orso al naturale, movente dal fianco destro, posta 
in banda ed afl'errante la sbarra, e in punta da 
una stella di otto raggi d'oro. — Cimiero: Un' 
aquila spiegata di nero, coronata ti' oro. 



BER 

BERNINI di Roma. — Patrizia Romana. È 
celebre il Cav. Gianlorenzo Bernini, scultore, no- 
bilitato da Gregorio XV e morto nel 1680. — 
Arma: D'azzurro, ad una fontana d'argento com- 
posta di una colonna che s'innalza da un bacino 
rotondo, zampillante di due getti. 

BERNINI (de) di Verona. — Ottennero nel 
passato secolo il titolo di nobili e di cavalieri 
del S. R. I. Dalla Veneta Repubblica nel 1752 
furono dichiarati Conti coli' investitura del vi- 
cariato di S. Bonifacio, e nel 1829 da S. M. I. 
R. A. furono come tali riconosciuti. — Arma : 
Inquartato; nel 1.<> e 4.° d' oro, all' aquila spie- 
gata di nero, inombrata e linguata dello stesso; 
nel 2.° e 3.» d' argento, al leone di rosso. 

BERNISONE di Genova. — Arma: D'oro, al 
Icone di nero, colla fascia di rosso attraversante. 

BERNIZZI di Chiavenna. — Arma : Inquar- 
tato in croce di S. Andrea; al 1.» d'azzurro ca- 
ricato di cinque foglie d' argento; al 2.° e 4.° 
palato di rosso e d' argento ; al 3." d' azzurro 
caricato di una melagranata al naturale fogliata 
di verde. 

BERÒ di Bologna. — In un istrumento del- 
l' antica abbazia dei Canonici Reg. Lateranensi 
detta di S. Giovanni in monte, si fa memoria 
nel 1123 di Raniero fìerò, qualificato per nobile 
cittadino. Furono ascritti al Consiglio dei 400: 
diversi ottennero l'anzianato; altri il gonfalonie- 
rato di giustizia. — Arma: D' azzurro, al leone 
tenente nella destra una stella e accompagnato 
da tre altre, due in capo ed una in punta, il 
tutto d' oro. 

BEROALDI di Bologna. — Del nobile consi- 
glio fino dal secolo XIII. — Bartolomeo, dell'Or- 
dine dei Gesunti, elevato ali' onore degli altari. 
Diversi furono anziani ; Alessandro esercito l'uf- 
ficio di podostà in Osimo, o di governatore del- 
l' Umbria. — Arma : Spaccato di rosso e d' oro, 
al destrocherio vestito d'azzurro, impugnante un 
ramo d'olivo d'argento; col capo d'Angiò. — 
Alias: Partito; a destra d' argento, al cardasso 
di rosso, uncinato di nero; a sinistra d'azzurro 
caricato da 1 4 gigli d'oro, posti 3, 4, 3 e 4, col 
capo d' Angiò. 

BEROALDI di Verona, — Crcdesi originaria 
di Vicenza, dove à fiorito una famiglia omonima. 
Gualengo nel 1410, Bartolomeo nel 1411 ed An- 
drea nel 1485 furono magistrati di Verona. — 
Arma : Spaccato di uno e partito di due che for- 
mano sei quarti; nel 1.° e 6." d'argento, al gi- 
glio di rosso^ nel 2." d' oro, all' aquila di nero, 
coronata del campo; nel 3.° e 4.° di rosso, al 
giglio d' argento ; nel 5.» d' azzurro, all' albero 
di verde posto sopra una collina dello stesso. 

BEROALDI di Vicenza. — Candiano III, doge 
di Venezia nel 942 é il capo-stipite di questa 
Casa. Beroaldo di Guido ebbe i feudi di Bassano, 



123 — BER 

Angarano e Cartigliano. Furono fregiati del titolo 
comitale. — Arma : Palato di rosso e d'argento. 

BEROALDO di Palermo. — Arma : D'azzur- 
ro, al mare d'argento, fluttuoso di nero e sor- 
montalo da una stella d'argento; col capo di 
Francia. 

BEROLDI di Verona. — Arma : Spaccato ; al 
1.o di verde, al lupo nascente d' argento, bai- 
passato di rosso, movente dallo spaccato; nel 2.° 
di rosso, a tre pali d' argento. 

BERRÀ di Nizza. — Antichi signori di Berrà, 
poi di Zoetto, Falicone e Caudalunga in Proven- 
za. — Antonio nel 1602 ottenne la baronia da 
Carlo-Emanuele I. — Arma : Di rosso, al mastio 
d' argento torricellato di tre pezzi, murato di ne- 
ro, e caricato da una banda scorciata e in divi- 
sa, d' azzurro. 

BERSATORI di Pinerolo. — Ebbe origine da 
Pantaleone dei Signori di Rivalta, ed ebbe i feudi 
di Riva, del Castellaro, di Miradolo e di una 
parte di Macello. (Estinta nel XVII secolo). — 
Arma: Inquartato; nel 1.° e 4.° d'azzurro, alla 
croce piena d'oro; nel 2.° e 3.° degli Orsini di 
Roma. 

BERTA del Piemonte. — Nel XIV secolo e- 
sisteva numerosa in Cantoria, donde si diramò 
nel secolo susseguente in Mczzenile, Coazzolo, Ger- 
mognano, Lanzo ecc. Un Facio del ramo di Mez- 
zenile diede origine alla famiglia Facio o De Fa- 
cis; un altro individuo, Aimonetto, a quella de- 
gli Aimonetti, ed un altro ancora a quella dei 
Gallo. — Un Lorenzo, di Cantoria, detto Ravic- 
chio, fu lo stipite della famiglia Ravicchio, dalla 
quale uscirono i Favicchi Conti di Vallo-Torinese. 
— Il ramo di Lanzo, poi di Torino, diede sette 
notai collegiati. Un Gio.-Pietro nel 1530 avea il 
titolo di nobile, come pure lo ebbero i suoi figli 
Ippolito detto Berton (creduto bastardo di Casa 
Savoja), Marco-Antonio e Benedetto. Nel 1590 un 
Luigi, poi il figlio Costanzo, avevano diritti fou- 
dali su varie alpi o pascoli nella valle d' Ala o 
su Mezzenile. Da questo ramo sono forse discesi 
i Berta conti di Celle e consignori di Revigliasco 
e di Givolctto. — AnMA: Spaccato; nel 1.» d'ar- 
gento, a tre colonne di rosso, ordinate in tro pali, 
con due gazze al naturale, affrontate, una su 
ciascuna delle colonne laterali ; nel 2.° d'azzurro, 
al leone d' oro. 

BERTACCIII di Modena. — Fino dal 1327 
erano signori della Rocca Alberti. Pellegrino, 
morto nel 1627, vescovo della sua patria; e Gia- 
como podestà di Sassuolo nel 1602. — Arma: 
Inquartato: nel 1.» o 4." d'azzurro, a tre stelle 

d'oro 1 e 2; nel 2.° e 3.° di alla ver- 

ghetta scorciata di verde, attortigliata da un 
ramo fiorito dello stesso, e di rosso e bianco, si- 
nistrata da un istrice al naturale ; col capo d'ar- 
gento, caricato da una lista d' azzurro portante 



BER _ \ 

il motto: opportuna QUitno di nero. Sul tutto 
uno scudetto d'azzurro, caricato dell'aquila spiega- 
ta e coronata d'oro. 

BERTACCHINI di Modena e di Fermo. — Gia- 
como podestà di Savignano nel 1690; Bartolo- 
meo pretore di Spezzano nel 1699: Alessandro 
nel 1719 segretario del duca di Modena. — Ar- 
ma : D' azzurro, al capriolo abbassato di rosso, 
cimato da un uomo nudo, sedente, rivoltato di 
carnagione, impugnante con ambo le mani una 
spada d' argento e sormontato da una stella d'oro; 
con tre monti d'argento moventi dalla punta. 

Una famiglia Bertacchini ha pure fiorito nella 
città di Fermo, al cui patriziato apparteneva, e 
che à dato alla patria assai dotti giureconsulti, 
fra i quali merita particolar menzione I' illustre 
Avvocato concistoriale Giovanni che fu il primo 
compilatore dei Repertori di materie legali, e che 
visse nel XV secolo. 

BERTALAZZONE di Torino. - Divenne ricca 
con l'esercizio della mercatura. — Giuseppe Fe- 
lice, dichiarato nobile, fu investito col titolo di 
conte nel 1777 del feudo di Arrache. Luigi, Sin- 
daco di Torino, ebbe l' investitura del cascinale 
della Veglia col titolo di conte di San Fermo. 
Un Conte di S. Fermo prima del 1848 fu decu- 
rione di Torino. — Arma: D' oro, ai mastio di 
rosso, aperto e murato di nero, torricellato, con 
una gazza al naturale passante sulla torre; col 
capo d'oro sostenuto di rosso, e caricato da due 
gigli d'azzurro. — Cimiero: Un Angelo nascente, 
vestito d'azzurro, alato di rosso, tenente un ramo 
di olivo. — Motto: Omne bonum de sunsusi. 

BERTALDl di Asti. — Paolo Consigliere della 
patria ne' 1217. Raniero, detto Rossetto, insieme 
ad Ottina chiamata Signora, e moglie di Robaldo 
della stessa famiglia vendè nel 1264 parte del 
castello di Calosso al Comune di Asti. Giovanni 
nell' anno successivo fece acquisto dai marchesi 
di Busca del castello della Rocchetta, che poi 0- 
berto suo figliuolo vendette nel 1280 allo stesso 
Comune. Roberto, Rosso, Bultrano e Giacomo furono 
consiglieri della patria nel 1276. — Roberto e Ni- 
colino, di parte ghibellina ed animosi guerrieri 
ebbero le proprie case distrutte dai Solari, della 
parte avversaria, nel 1310, perchè a nome di 
di quelli del Castello, tenevano il castello di Ma- 
sio, nè vollero rimetterlo al Comune di Asti, con- 
forme i capitoli della pace stabilita poc' anzi tra 
le parti di quella città per opera del Conte A- 
medeo di Savoja. Furono esiliati dalla patria, ed 
i loro beni confiscati. — I Bertaldi furono pure 
signori di Bubbio e Monastero ; onde Roberto fi- 
glio di Bonifacio, che ne era padrone, nel suo 
testamento (1384) prometteva a Robertino suo 
figliuolo di farne la vendita ai Scarampi consi- 
gnori di Calosso. — Arma ; Palato d' oro e di 
rosso di dieci pezzi, 



24 — BER 

BERTALDI di Firenze. — Originari di Signa, 
e consorti dei Boccacci-Arduini. — Guglielmo si 
segnalò nella battaglia di Campaldino, e Matteo 
fu gonfaloniere di giustizia nel 1381. — Otten- 
nero per sette volte il priorato. — Arma : Spac- 
cato; al 1.» d'azzurro, all'aquila nascente d'oro; 
al 2.° palato d' oro e d' azzurro. 

BERTALLA di Milano. — Arma: Spaccato; 
nel 1.o partito; a) d' oro, al leone d'azzurro; b) 
d' oro, al castello sormontato da due torri d' az- 
zurro, aperto e fincstrato del campo ; nel 2." 
d'oro, a tre bande d'azzurro. — Cimiero: Un leo- 
pardo illeonito d' azzurro nascente. — Motto : 
Neque vi neque metu. 

BERTAZOLA o BERTAZZOLI di Verona. — 
Martino nel 1521, Oliviero nel 1523, ed Antonio 
nel 1527 vennero aggregati al patrio nobile Con- 
siglio. — Arma: D'oro, al capriolo d' azzurro ac- 
compagnato da tre M gotiche dello stesso. 

BERTAZZI di Ferrara. — Si dissero antica- 
mente Pravamonti, e discendono da un Giacomo 
che servì il Pontefice Sergio II nell' anno 845 
in importanti uffici. Francesco nel 1008 fu capi- 
tano della Repubblica di Venezia. — Arma: In- 
quartato: 1.» e 4.° di rosso, a due leoni illeo- 
parditi d' oro passanti 1' uno sopra l'altro: al 2.° 
e 3. p d'azzurro, al castello d'argento sormontato 
da tre stelle d' oro male ordinate. — Cimiero : 
Una testa e collo di unicorno. 

BERTAZZ(/LI di Ferrara. — Claudio Prof, 
di giurisprudenza nel 1575, Gabriele, uno dei più 
illustri matematici del XVII secolo, e Grisostomo 
Generale doli' Ordine dei Somaschi nel XVIII. — 
Arma : Spaccato d' azzurro e. d' oro, all' unicorno 
dell' uno nell' altro sormontato da un berrettone 
di nero. 

BERTAZZOLI di Lugo. — Francesco fu Ar- 
civescovo di Edessa in partibus, e nel 1 823 Car- 
dinale di S. R. Chiesa. — Arma ? 

BERTI di Firenze. — Abitarono nel quartier 
S. Croce Gonfalon bue, e dettero sei priori alla 
patria. — Si estinsero nel 1670. — Arma: Par- 
tito; al 1.° d' argento, seminato di stelle d' az- 
zurro, al leone dello stesso attraversante sul 
tutto; al 2.° d'azzurro, seminato di stelle d'ar- 
gento, al leone dello stesso, attraversante sul 
tutto. 

BERTI di Firenze. — Presero il nome da 
Berto di Ser Dino dei Maffei di Asciano, e godet- 
tero tre volte il priorato tra il 1441 e il 1497. 
Ser Simone di Berto fu notaio della Signoria nel 
1426. Si estinsero nel 1659. — AnMA: D'azzur- 
ro, alla banda trinciata d' argento e di rosso. 

BERTI-RINIERI di Firenze. — Furono con- 
sorti dei Rustici, e dettero alla signoria sette 
priori. — Si cstinsero nel secolo XV. — Arma: 
D'azzurro, al grifo d'argento; con la bordura 
d« oro. 



BER 



— m — 



BERTI di Mantova. — Arma: Spaccato; nel 
4 .» cT argento, al leone d' oro tenente un ramo 
di ciliegio fruttato di duo pezzi di rosso; nel 2.° 
d'azzurro, a tre stelle d'oro; colla fascia di rosso 
caricata da tre gigli d' oro attraversante sullo 
spaccato. 

BERTI di Siena. — Furono dei Nove, e ri- 
siedettero nel 4351. Battista, insigne letterata, 
fu fatta contessa nel 1451 da Federico III. — 
Arma: D'azzurro, al palo d'oro; col capo di 
rosso caricato di mezzo leone al naturale uscente 
dalla partizione. 

BERTIA di Belforte (Mantovano). — Origi- 
naria di Bozzolo, trapiantata nel 1730 in Bei- 
forte da Francesco Àlfire, il quale non avendo 
figli adottava Francesco de Solazaris figlio natu- 
rale del Dott. Lorenzo col diritto di ereditare le 
sostanze e coli' obbligo di assumerne il nome e 
l' arma gentilizia giusta gli statuti di Gazolo. — 
Arma: Un leone rivolto, tenente colla branca de- 
stra un ramo di cinque foglie, e movente da un 
zoccolo di quattro gradini, accompagnato dalle 
lettere F. B. 

BERTINATI di Legnago. — Arma: Spaccato; 
nel 1.o di nero, alla rosa di argento, stelata e 
fogliata di verde; nel 2.° d'azzurro, alla ruota 
d' oro. 

BERTINELLI di Fossombrone (Marche). — 
Alcuni membri di questa casa furono decorati 
delle insegne dell' Ordine di S. Gregorio Magno. 

— Arma: Spaccato; nel 1.° d'azzurro, a tre stelle 
|T oro; nel 2.° di rosso, alla croce d'argento; colla 
fascia attraversante sullo spaccato. 

BERTINI di Fossano. — Furono consignori 
di Montaldo Roero. — Arma : D' azzurro, alla 
banda d' oro accostata da due altre, in divisa, di 
argento, con tre stelle d' oro, due in banda, in 
capo, ed una in punta. — Motto: Point de plaisir 

SANS DOVLEUR. 

BERTIOLI di Parma. — Nel 1599 un Bat- 
tista, oriundo d'Ostia, ottenne la cittadinanza di 
Parma. Antonio nel 1794 ebbe il titolo comitale. 

— Arma: D' azzurro, all'albero al naturale, to- 
stato d'oro, erboso di verde, sormontato nel capo 
da tre stelle d' oro, e un leone dello stesso af- 
frontato al tronco. 

BERTODAMI o BERTODANO di Biella. — 
Arma: D'azzurro, alla banda di rosso bordata 
d'oro, caricata dalle lettere BER maiuscole dello 
stesso. 

BERT0GL10 di Milano. — Si trova stan- 
ziata in Milano fin dal secolo XIV ed i suoi mem- 
bri furono ammessi al Consiglio dei 900 patrizi 
della città. — Bergamolo fu del Consiglio gene- 
rale della Repubblica nel 1447. — Girolamo se- 
gretario di Carlo V. — Da Carlo VI con diplo- 
ma 15 Gen. 1738 ebbero il feudo col titolo co- 
mitale di Tormo in Gera d' Adda. — Arma : 



D' azzurro, all' albero d'olivo terrazzato di verde 
sopra cui posa una gazza al naturale, sostenuto 
da due levrieri affrontati di argento. — Motto: 
Fides juncta paci. 

BERTOIA o BERTOGLIA di Sassuolo nel 
Modenese. — (Estinta fino dal secolo XVII). Nel 
secolo XV ottennero la cittadinanza di Reggio e 
quella di Modena, e Gandolfo fu vice-podestà della 
sua patria. — Arma: Inquartato; nel 4.» o 4.» 
di rosso; nel 2.° e 3.* di verde. Sul tutto un 
ippogrifo rivoltato d' argento. 

BERTOJA di Ceneda (Veneto). — Derivata 
dalla famiglia Porcia (V. q. n.). — Arma: D'az- 
zurro, alla fascia cucita di rósso, accompagnata da 
cinque stelle d'oro, tre in capo e due in punta, ed 
al monte di tre cime dello stesso, movente dalla 
punta. — Alias: D'azzurro, alla fascia d'oro ac- 
compagnata da tre stelle dello stesso, due in 
capo, ed una in punta. 

BERTOLA del Piemonte. — Hanno il titolo 
di conti di Exilles e di Gambarana. — Arma: 
D' oro, all' aquila di rosso; con la bordura d'az- 
zurro caricata di sci stelle del campo. — Cimie- 
ro: Una fascia d'azzurro, caricata di tre stelle 
d'oro, cingente l'elmo. — Motto: Ad sidera semper. 

BERTOLDI di Siena. — Arma : Spaccato ; al 
1." d' azzurro, all'aquila nascente d' oro; al 2." 
palato d' oro e d' azzurro. 

BERTOLI di Mazzara. — Enrico, monaco 
dell' Ordine Basiliano, Patriarca di Antiochia, c- 
letto Cardinale diacono col titolo di S. Teodoro, 
dal Pontefice Pasquale II nel 1140. — Federico 
giudice pretoriano nel 1684 e Fcliziano maestro 
razionale nel 1773. — Arma: Spaccato; nel 1.° 
d' azzurro, a tre stelle d'oro; nel 2.° d'oro, alla 
nassa di nero galleggiante sul mare al naturala. 

BERTOLINI del Piemonte, conti di Albanne. 
Arma: D'argento, al capriolo di rosso, rovescia- 
to, accompagnato, in capo, da una stella di otto 
raggi del secondo, e in punta da tre gazze, fer- 
me, di nero, due e una. 

BERTOLINI del Piemonte, consignori di Sal- 
to. — Arma: D' oro, al pino fruttato, sinistrato 
da un orso rampante in atto di cogliere pine, il 
tutto al naturale. — Cimiero: Una gazza al na- 
turale. — Motto: Hic non hic. 

BERTOLINI del Trentino. — Nel 4798 fu- 
rono creati baroni del S. R. I. — Arma: Spac- 
cato; nel 4." d'oro, al levriere fuggente di nero, 
collarinato e fibbiato del campo; nel 2.» di nero, 
alla torro d'argento senza apertura nè finestre, 
murata di nero, accostata da due stelle d'oro. 

BERTOL10 del Piemonte, consignori di Tra- 
na. — Arma: Di rosso, alla banda scaccata di 
tre file d' argento e d' azzurro, accostata da due 
rose d'argento, bottonate del campo. — Cimiero: 
Un leopardo d' oro, nascente, impugnante una 
mazza d'armi al naturale.. — Motto: Perdomo. 



BER — 12i 

BERTOLLÀ di Pisa. — Arma: Interzato in 
fascia; nel 1.» d' azzurro, a tre stelle di sei raggi 
d' oro ; nel 2.° d' oro, all' albero di verde terraz- 
zato dello stesso, ed accostato da due leoni se- 
denti al naturale affrontati e linguati di rosso; 
nel 3.° di rosso, al capriolo di nero. — Motto: 
In Deo fidi;s. 

BERTOLLI del Friuli. — Originaria del Friu- 
li, prese stabile dimora in Udine nel 1480. — 
A avuto due valenti leggisti, ed un distintissimo 
medico, il Dott. Alvarotto che morì nel 1532. 
(Estinta nel 1564). — Arma: D'azzurro, alla fa- 
scia d'oro, accompagnata in capo da tre stelle 
dello stesso. 

BERTOLO di Vicenza. — Tutta la gloria di 
questa famiglia si concentra in Giovanni-Maria 
nato nel 1631 e morto nel 1707 in Venezia. Fu 
consultore del Senato Veneto, e giudice dei no- 
bili in patria. L' imperatore Cesare Leopoldo l'o- 
norò del titolo di conte nel 1680. — Arma: 
D' azzurro, al leone d' oro. 

BERTOLOSSO di Genova. - Originaria di 
Savona. Gandolfo giurò la pace con Pisa nel 1188. 
Ascritta nei d'Oria nel 1528. — Arma? 

BERTOLOTTI di Bologna. — Un Giovanni 
fu console nel 1234, e dopo di lui altri conse- 
guirono l'anzianato. — Arma: Partito; a destra 
d' argento bordato di rosso, alla cotissa dello 
stesso; a sinistra d'azzurro caricato di 10 gigli 
d' oro posti 3, 2, 3 e 2; col capo d' azzurro, ca- 
ricato da un giglio d'oro. 

BERTOLUZZO di Torino. — Arma: D'ar- 
gento, al ramo di rosa fiorito di tre pezzi al na- 
turale ; col capo d' azzurro alla stella d' oro. — 
Cimiero: Un ramo di moro germogliante. — 
Motto: Imitari conaror. 

BERTONE di Chieri. — Una delle più no- 
bili ed antiche famiglie di Chieri derivante dal- 
l' Ospizio dei Baldi, il più potente e numeroso 
di quella città che à posseduto parte dei feudi 
di Rovigliasco e di Santena, il contado di Mom- 
bello e il castello di Sambuto. 1 Bertone furono 
inoltre signori di Baldassano. di parte di Sciol- 
se, di Pavarolo e di Montalto, di Belforte e dei 
castelli di San Felice e di Perione e di altri 
luoghi del contado di Chieri. Ascritti fra i no- 
bili di Avignone, ebbero in Francia la baronia 
di Grillon ed altri castelli. — Un Ludovico Ca- 
valiere dello Spirito Santo, e favorito da Enrico 
IV fu generale dell'artiglieria in Francia; Filippo 
di lui fratello Bali di Malta e Maestro di campo 
dei Francesi in Italia. — Arma: D' oro, a tre 
bande d' azzurro. 

BERTONI di Treviso, vedi Brittoni. 

BERTOROTTI di Genova. — Arma: D' oro, 
al drago di verde. 

BERTRAND del Piemonte, conti della Perosa. 
— Arma: D' oro, al leone di nero, coronato, ar- 



ì — BES 

mato e linguato di rosso. — Cimiero: Un leone 
nascente come nel campo. — Motto : Sajme.nter 

ET CO.NFIDENTER. 

BERTUCCI di Cingoli. — Arma : D'azzurro; 
sjtaccato nel t.° ad una berta seduta a destra in 
atto di recarsi un pomo alla bocca, il tutto al 
naturale , accompagnata in capo da tre stelle 
d' argento ; nel 2.» a tre sbarre d' oro. 

BERTUCCIO di Messina. — Fiorirono nei 
secoli XVII e XVIII. — Arma: D' azzurro, alla 
scimmia rampante d' oro. 

BERTUZZA di Verona. — D' oro, alla fascia 
dì rosso. 

BERZETTI del Piemonte. — Godono del ti- 
tolo di conti. — Arma: Spaccato di nero e d'ar- 
gento, al leone dall' uno all' altro e dell' uno nel- 
1' altro, armato, linguato ed immaschito di rosso. 
Cimiero: Un leone di argento, nascente, armato 
e linguato di rosso. — Motto : Divo jove aicture 

SEQUMUI ACTA PATRL'M. 

BERZIOdi Pavia.— Arma: D'argento, a cin- 
que alberi di verde posti in ventaglio, moventi da 
un fuoco di rosso sopra una terrazza del secon- 
do; col capo d' oro, all' aquila di nero, coronata 
del campo. 

B ESA NO- MA RI NI di Milano. — Arma: Spac- 
cato; al 1.» d' oro, all' aquila di nero coronata 
del campo; al 2.° d'argento, al castello merlato 
di rosso, cimato da due torri dello stesso, aperto 
del campo, accompagnato da due gambe umane 
di nero, moventi dai fianchi dolio scudo, col piede 
al basso, quello a destra rivoltato. 

BESCAPÈ di Milano. — Furono dichiarati 
nobili per decreto del Vescovo, confermato dal 
Consiglio, a motivo della dotazione fatta ad una 
chiesa di S. Pietro. Dettero alla patria ed alle 
scienze uomini famosi. — Arma: Spaccato d'oro 
e d'azzurro, alla fascia di rosso attraversante sullo 
spaccato, I' oro caricato di un* aquila di nero co- 
ronata del campo. — Cimiero: Un'aquila nascente 
di nero. 

BESEGGIO di Trieste, vedi Baseggio. 

BESENO di Trento. — Presero il nome dal 
castello omonimo, feudo della famiglia, passato* 
poi in quella dei Castelbarco. — Si à memoria 
dei signori di Beseno fino dal secolo XI in Car- 
bonio loro capo-stipite. Conrado Vescovo e prin- 
cipe della propria patria, ottenne nel 1189 dal- 
l' imperator Federico e la rinnova/.ione delle in- 
vestiture imperiali, e la concessione di tutte le 
miniere d' argento del principato Trentino. — 
Arma? 

BESENVAL d'Aosta. — Nobilitata dal Duca 
Carlo-Emanuele I con patenti 10 Gen. 1621 nella 
persona di Nicolò che fu segret. ducale e castel- 
lano di parecchie signorie, col quale si spense. — 
Arma: D'azzurro, alla banda d'argento. — Motto: 
Litteris et armis. 



BES 



— 1 



27 — 



BET 



BESINI di Scandiano nel Modenese. — Ori- 
ginaria di Modena, dove nel 1276 viveva un Fi- 
lippo de Bixinis. Si à pure memoria di un Bar- 
tolomeo Bisinus proprietario in Fredo di S. Sal- 
vatore nel 1393. — Il ramo di Scandiano, da cui 
uscì Antonio podestà di Sassuolo, dette molti uo- 
mini che si dedicarono con molta lode alla let- 
teratura. — Arma: D'argento, alla fascia di ros- 
so, caricata della biscia serpeggiante di verde, e 
accompagnata in punta da due (alias tre) bande 
d' azzurro, col capo dell' impero. 

BESOZZI di Milano. — Nobili fino dal se- 
colo XIII. — Da questa famiglia uscirono quat- 
tro beati, due Alberti, un Iacopo ed una Nice. 
— Bracchino Vescovo di Bergamo, Pietro, detto 
al suo tempo un Archivio di Sapienza, ebbe dal 
duca Filippo-Maria Visconti in feudo il castello 
di Besozzo con la pieve di Brebbia. — Arma: Di 
rosso, all' aquila spiegata e coronata d' oro. 

BESSICA o DA BESSICA di Castelfranco (Ve- 
neto). — Vennero di Treviso nella seconda co- 
Ionia che presidiò Castelfranco nel 1277. — Pre- 
sero il nome dalla villa di Bessica nel Trivigiano 
dove possedevano molti poderi, e si estinsero nel 
1512. — Arma? 

BESSO di Ronco (Piemonte). — Sostennero 
in patria onorevoli uffici. Un Giovanni-Battista 
nel 1747 fu eletto vice-prefetto d' Ivrea, e Lo- 
renzo, suo figlio, nel 1789 venne investito del 
titolo di barone di Scandaluzza, e nel 1816 fu 
prefetto di Tortona. — Arma? 

BESTA (de) di Teglio (Valtellina). — È una 
delle più antiche di cui la storia valtellinese fac- 
cia menzione. In un privilegio del 26 Ag. 1 444 
l'Àrciv. Enrico di Milano confermava a Mastaino 
de Besta un' antico feudo paternum avitum et 
proavitum, il quale comprendeva tre peschiere 
nell' Adda, il villaggio di Nigola, e i beni fondi 
circostanti, ed Ippolito II d'Este Arciv. di Mi- 
lano con istrumanto 4 Ag. 1534 cedeva ad An- 
drea Guicciardi e ad Azzo de Besta per 4000 
scudi d'oro ogni diritto feudale su quel di Te- 
glio e moltissimi beni quivi situati in quibus e- 
tiam compreensum est castrum seu dirupati ca- 
sti Tillij cum casamenti ecc. — Da questa famiglia 
sortirono un Giacomo-Filippo che nel XVI secolo 
coprì in Milano importanti uffici e lasciò una 
dotta storia della peste che desolò quella città 
nel 1576; un Azzo il quale ebbe molta parte 
nella lotta per V indipendenza che la Valtellina 
sostenne dal 1620 al 1639; un Giuseppe-Vin- 
cenzo giureconsulto e scrittore erudito del XVIII 
secolo, che lasciò, fra molti suoi scritti, un largo 
commento ai patrii statuti, ed infine Giuseppe e 
Napoleone poeti gentili. — Arma: Di rosso, a tre 
fascie d' argento abbassate sotto un leone pas- 
sante illeopardito dello stesso, addestrato da un 
pino al naturale. — Motti: Ad nullius parrrit 



OCCURSUM. — MELIUS ET PRO PATRIA MORI QL'AM 
PRO REGE FOEDARI. 

BEST AGNO di Genova. — Dal castello omo- 
nimo nella valle di Oneglia. Giacomo fu dei fon- 
datori del monastero di S. Barnaba nel 1244 fatto 
poi ristaurare dall'abbadessa Cidiana nel 1362. — 
Baliano, anziano, 1389. Barnaba id. 1381 e 94. 
Un ramo dei Bestagno entrò nell' Albergo Cen- 
turione nel 1579; gli altri furono ascritti nel 
Negroni nel 1560. — Arma: D'oro; col capo 
d' azzurro, a tre gigli d' oro ordinati in fascia. 

BETTA (de) del Trentino. — Originaria spa- 
gnola e fautrice del prin. Garzia figlio di Ferdi- 
nando il Grande, fu costretta verso il 1100 emi- 
grare dalla patria, dopo la sconfitta patita da 
quel principe e rifugiarsi nelle valli del Trenti- 
no, e precisamente in quella Lagarina da dove 
si trapiantò nelle limitrofe diramandosi in Ro- 
vereto donde passò poi a Riva, a Brentonico e 
ad Arco. L' arciduca Ferdinando 1 re dei Romani 
concesse a questa famiglia nel 1525 e nel 1545 
amplissimi privilegi di familiarità, e V Imperai 
Carlo V nel 1545 confermava ad essa l' antica 
nobiltà. — Per un matrimonio contratto con una 
Concini di Castel Maggio, il ramo di Arco si tra- 
piantò nel 1555 in detto castello di cui divenne 
poi proprietario e ne assunse il nome. Sono ri- 
marchevoli un Guglielmo che seguì Corradino 
Duca di Svevia e prese parte all' infausta bat- 
taglia del Lago di Fucino; un Antonio che nel 
1350 militò come ufficiale sotto le insegne di 
Lodovico di Brandeburgo; Alvisio potestà di Man- 
tova nel 1520; Francesco consigl. prima ed audi- 
tore civile in Piacenza, poi presidente del go- 
verno della città di Parma, e quindi, in assenza 
del sovrano, suo rappresentante col titolo di 
Vice-Duca; e Giovanni, medico e teologo, nomi- 
nato Vescovo e Conte di Trieste verso il 1560. 
— Arma: Inquartato; nel 1.» e 4.° di rosso, ad 
una pianta di betta di tre foglie di verde mo- 
vente dalla punta, dalla quale si parte un er- 
mellino d'argento posto in banda; nel 2.° c 3.» 
spaccato; nel 1.» d'azzurro, a tre pine d'oro; 
nel 2. n bandato d' argento e d' azzurro. — Ci- 
miero : Una coda di pavone al naturale. — Motti: 

MUS ERMINEA RETAM PEDE COMPR1M1T 11ERRAM. — 
QUEM PENE FOEDARI VULT MAGIS IIXE MORI. — MALO 
MORI QUAM FOEDARI. 

BETTERA di Brescia. — Giambattista Prot. 
Apostolico e Cappellano intimo di Clemente Vili, 
Arcidiacono e Vicario foraneo di Brescia. (Estin- 
ta). — Arma: D' argento, ad un vaso elegante 
d' azzurro, contenente sette fiori di rosso, fo- 
gliati di verde e col gambo dello sfosso. 

BETTI di Firenze. — Discendenti dal vicino 
paese di Montevarchi, e stabiliti in Firenze, det- 
tero in Nicolctto e in Giovanni due notnri alla 
Signoria. Fu di questa casa i! celebre storico 



BET 

Benedetto detto Varchi o Monte Varchi, dal no- 
me della sua patria. — Arma : D'argento, al leone 
di rosso. 

BETTI di Firenze. — Ottennero il priorato 
nelle persone di Lorenzo e di Zanobi di Marco 
nel 4 444, di Marco di Lorenzo nel 4 47-1 e di Be- 
nedetto di Lorenzo nel 4 479. (Si estinsero nel 
4701). — Arma: Trinciato ondato d'oro e di 
verde. 

BETTI-BERNARDI di Firenze. — Ottennero 
sette volte il priorato dal 4 474 al 4529 e si e- 
stinsero circa la metà del secolo XVII. — Arma: 
D' azzurro, al cane levriere rampante di rosso e 
d' oro, collarinato del primo. 

BETTI di Orciano nel Pesarese. — Cosimo 
illustre letterato e poeta, autore della Consu- 
mazione del secolo fu luogotenente di Pesaro ; 
il figlio di lui Avvocato Antonio fu biblioteca- 
rio della Oliveriana di quella città ed ascritto a 
quel patriziato; e Salvatore, di lui figlio, morto 
recentemente, fu per oltre 50 anni segretario 
perpetuo dell' insigne Accademica di San Luca 
di Roma, ed autore della Illustre Italia! — Ar- 
ma: D'azzurro, ad un fascio di spighe d'oro, le- 
gato e posto in palo, movente da una terrazza 
di verde; colla fascia cucita di rosso, abbassata 
sotto un capo d' azzurro, caricato da tre stelle 
di sci raggi d' oro, quella di mezzo caudata. 

BETTI di Velletri. — Un Puzio era dei Nove 
buoni uomini nel 4346 (Estinta). — Arma: Di 
verde, all' agnus Dei accosciato d' argento, ac- 
compagnato in capo da una cometa dello stesso. 

BETTIGNOLI di Treviso. — Originaria di 
Brescia si trapiantò in Treviso, alla cui cittadi- 
nanza fu ascritta ed ottenne molti onori dalla 
repubblica veneziana. Fiorisce tuttora divisa in 
due rami, detti, 1' uno dei Bcttignoli, e 1' altro 
dei Brisia. — Arma: D' oro, alla fascia di verde, 
caricata da un uccello di rosso fra due rose dello 
stesso. 

BETTINI DA VILLANUOVA di Firenze. — 
Originari dal castello omonimo, di cui furono si- 
gnori. Iacopo di Bettino ambasciatore a Capua 
nel 4347; e Pietro suo fratello cancelliere della 
Signoria nel 4398. (Si estinscro nel 464 2). — 
Arma: Partito d'oro e d'azzurro, a due stelle 
dell'uno all'altro; col palo doppiomerlato di rosso, 
attraversante sulla partizione. 

BETTINI di Firenze. — Oriundi di Monte- 
varchi, dettero due Priori alla patria nel 4 498 
e nel 4 499. — Mancarono sulla (ine del scc. XVI. 

— Arma: Di rosso, alla fascia d'argento caricata 
di un orso al naturale. 

BETTINI di Firenze. — Oriundi da Molcn- 
zano, furono nel nobile consiglio fino dal 4 384 e 
si estinsero nel 4709 nel cav. Zanobi di Zanobi. 

— Ahma : D' argento, a due accette d'oro posto 
io croce di S. Andrea. 



— 4 28 — BEV 

BETTONE o BETTONI di àfessina. — Ori- 
ginaria di Siena, e patrizia messinese nei secoli 
XVI e XVII. — Vincenzo nel 4 595 aprì la serie 
dei senatori messinesi di sua casa, la quale pro- 
dusse pure varii giudici della Corte stratigoziale, 
e due uomini chiarissimi : Domenico valentissimo 
medico, e Mario-Saverio letterato e giurista di 
bella fama. — Arma: Inquartato d'argento e di 
rosso, a quattro rose dell' uno ncll' altro. 

BETTONI di Venezia. — Originaria di Ber- 
gamo, ne fu capostipite un Lorenzo. — Ottenne 
la nobiltà nel 4684. — Arma: Uguale alla pre- 
cedente. 

BETTONI di 'seta. — Arma antica: Di 
rosso, al monte • i-e cime di verde movente 
da onde d' azzui », ormontato da -una colomba 
d'argento avente nel becco un ramo di bettonia 
di verde, con tre stelle di sei raggi d' oro male 
ordinate in capo. — Arma moderna: Inquarta- 
to; nel 4.° e 4.» di rosso, al monte di tre cime 
di verde sormontato da una colomba d'argento 
avente nel becco un ramo di bettonica di verde ; 
nel 2.° e 3.» d' azzurro, alla sbarra d' oro, ac- 
compagnata da due stelle ili sei raggi d' oro. — 
Arma del ramo comitale: Inquartato; nel 4.° e 
4.° spaccato d'oro e di nero, ad un ippogrifo del- 
l' uno nell'altro, linguato di rosso impugnante 
una spada d'argento; nel 2.° e 3.» d'azzurro, 
alla sbarra d' oro accompagnata da due stelle di 
sei raggi dello stesso. Sul tutto di rosso, al monte 
di tre cime di verde, movente dalla punta ci- 
mato da una colomba d'argento, avente nel becco 
un ramo di bettonica di verde. 

BEVAGNA di Napoli. — Arma : Di rosso, a 
tre caprioli d' oro, col capo dello stesso caricato 
da tre rose del primo. 

BEVILACQUA di Verona e di Ferrara. — 
Fiorirono primieramente in Verona, ove furono 
ascritti al nobile Consiglio nel 4 407. Quivi ot- 
tennero le più eminenti dignità, c i titoli di 
conti del castello di Nogarola, del S. Palazzo e 
del Sacro Romano-Impero. — Un Cristino-Fran- 
cesco trapiantò la famiglia in Ferrara, ove fu 
accettissima ai Principi Estensi. Uscì da essa Bo- 
nifacio Cardinale nel 4599. Accrebbero in gran 
numero i loro feudi, e divennero Signori di Mal- 
castorna e del castello di S. Prospero, e mar- 
chesi di Maleo, e d'altre terre, e presero posto 
fra le 27 nobili famiglie del gran Consiglio. — 
Si trovano ascritti alla nobiltà di Padova e di 
Asolo. — Arma: Di rosso, alias d'azzurro, al 
semivolo abbassato d'argento. — Cimiero: Una 
testa d'elefante al naturale. — Motto : Fortii eh 

ET FlOELITER. 

BEVILACQUA di Brescia. — È un ramo della 
precedente trapiantatosi in Brescia por l'eredità 
conseguita della famiglia Negroboni. Ultimi di 
questa famiglia furono due fratelli ; I' un de' quali 



BIA — > 

volontario nella campagna del 1848, mori mas- 
sacrato dai Tedeschi; l' altro, Guglielmo, acquistò 
il titolo di duca dal Granduca di Toscana, com- 
però il grandioso palazzo Pesaro in Venezia che 
arredò sontuosamente , sposò quindi una figlia 
naturale di un principe tedesco, e morì pochi 
anni dopo senza figli, avendo dilapidato un in- 
gente patrimonio. — Sopravvive a questi due 
fratelli la sorella Felicita vedova del Generale 
garibaldino la Masa, la quale per veder modo 
di salvare il patrimonio della sua casa paterna, 
ottenne dal governo quella famosa lotteria per- 
petua sorgente d'infinite contestazioni. — Arma : 
Eguale alla precedente. 

BEVILACQUA di Sicilia. — È un altro ramo 
della precedente, inscritto fino dal 1330 nel registro 
dei giurati nobili. Un Terrisio, familiare del re 
Carlo II, ebbe da questo alcuni feudi in Nocera, 
Gragnano e Castellamare. — Arma: Eguale alla 
precedente. 

BEVILACQUA di Milano. — Provenienti dallo 
stesso stipite, ebbero un Leone, uomo per ric- 
chezza e potenza segnalatissimo, e capo-popolo 
nelle discordie fra i Torriani e i Visconti. — Di- 
versi di questo ramo furono consiglieri della pa- 
tria. (Estinta). — Arma: D'azzurro, con un ani- 
male fantastico posante d' oro, la testa, il collo, 
la coda, e i piedi di dietro di cavallo, i piedi 
davanti di grifo, il corpo di cane. — Cimiero: 
Un semivolo spiegato d' argento. 

BEVILACQUA di Ceneda. (Estinta). — Arma: 
Di rosso, al semivolo d' argento. 

BEVILACQUA di Fossombrone (Marche). — 
(Estinta). — Arma: Spaccato; nel 1.° d'azzurro, 
all' aquila bicipite di nero, coronata d' oro, sor- 
montata da una cometa dello stesso; nel 2.° d'oro, 
al semivolo di ; colla fascia di rosso at- 
traversante sullo spaccato. 

BEZZI di Forlì, vedi Becci. 

BEZZI di Ravenna. — Ebbero per capo-sti- 
pite un Cristoforo. — Nel 1512 Giovan-Battista 
concorse valorosamente alla difesa delto patria 
contro gli attacchi dei Francesi. — Arma: D'az- 
zurro, alla fascia di rosso caricata di un becco 
d'argento, accompagnata da stelle d'oro. — Alias: 
D' azzurro, al becco rampante d'argento; colla 
banda di rosso caricata da tre stelle d' oro, at- 
traversante; 

BEZZOLI di Firenze. — Ottennero due volte 
il gonfalonierato ed otto il priorato tra il 1302 
e il 1342. (Estinta nel XIV secolo). — Arma: 
D' oro, alla branca di leone d' azzurro, seminata 
di bisanti del campo. 

BIA di Milano, vedi Biglia. 

BIACQUA di Venezia. — Originaria di Mo- 
dena, si trapiantò in Venezia dove esercitò il 
traffico delle biade. Un Messer Nicolò, al tempo 
del doge Vitale Michiel, sovvenne di frumento la 

Dlsiaaarla Sior. Blas. 



29 - BIA 

signoria e la città di Venezia, e fu fatto dai 
Gran Consiglio nel 1078. (Estinta nel 1248). — 
Arma: Fasciato ondati; u' argento e d'azzurro di 
otto pezzi. 

BIADINI di Treviso. — Arma : Partito ; al 1 
d'azzurro, ad una casa d'argento posta sul fianco 
di un monte di verde, movente dal fianco destro 
dello scudo, col capo d'oro; al 2.° d'azzurro pieno. 

BIAGIO (San) di Genova. — Dalla villa omo- 
nima in Polcevera. Antonio e Stefano anziani, 
l'uno nel 1339, l'altro nel 1471. Gregorio, no- 
taro, ascritto negli Spinola nel 1528. — Arma: 
D' argento, al grifo di nero, coronato d' oro; con 
la fascia d'azzurro attraversante. 

BIAGINI di Siena. — Arma : D' azzurro, al- 
l' albero di verde, fustato di rosso, movente da 
un monte di tre cime d' oro; colla banda dello 
stesso attraversante. 

BIAMATI di Roma. — Ascritta a quel pa- 
triziato. — Giovanni-Antonio paggio di Corra- 
dino Re di Napoli, fu poi capitano del Re Pie- 
tro di Aragona. — Arma: D'azzurro, alla testa 
di serafino di carnagione avente quattro ali al 
naturale attraversante sopra una sbarra d'oro. 

BIANCA di Venezia. — Originaria di Tre- 
viso, si spense in Venezia nel 1342 nella perso- 
na di Messer Luchino ufficiale sopra Rialto. — 
Arma: Di rosso, al palo d'argento, caricato di tre 
caprioli d'azzurro. 

BIANCA (della) di Rovigo e di Verona. — 
Arma: D' azzurro, al cane rampante d' argento, 
collarinato d'oro. 

BIANCALANA di Lucca. — Originaria di 
Carrara, fatta cittadina nel 1540, e nobile ere- 
ditaria nel 1765. — Arma: Partito d' argento e 
d'oro, all'aquila di nero nel primo, e d' argento 
nel secondo coronata d'oro. 

BIANCANI di Milano. — Cominciò a ren- 
dersi chiara nel 1500, e si arricchì col commer- 
cio della seta. — Pietro fu dei nobili eletti a 
provvedere durante la peste del 1630. — Guido- 
Antonio, ultimo di questa casa, fatto conte di 
Azzate nel 1737, finì tragicamente giustiziato per 
ordine di Maria-Teresa. — Arma ? 

BIANC1IELLI di Toscana. — Arma: Bandato 
d'argento e d'azzurro. 

BIANCHETTI di Bologna. — Originari della 
Borgogna. Ludovico nel 1094 ed altri furono va- 
lorosi crociati. Diversi appartennero al Consiglio 
degli anziani, e Sigizzo e Lorenzo furono Cardi- 
nali di S. R. G. — Arma: Bandato d'azzurro e 
d' argento. 

BIANCHI di Alessandria. — Prima dell'edi- 
ficazione di Alessandria, dimoravano nell' antico 
castello di Rovereto, dove rimasero poi sempre, 
e v' innalzarono una torre che portava il loro no- 
me, ed un'altra ne fabbricarono fuori della città 
verso la Villa del Foro. Questa famiglia fu dei 

9 



BIA 



— 130 — 



BIA 



Guelfi del Comune ed ebbe per lungo tempo la 
prefettura del giuoco tV Acheronte, di cui con- 
servava presso di sè lo stendardo. Biagio, capi- 
tano di fanteria, nel 1(510, si segnalò sotto le mu- 
ra di Torino, c all' assedio di Ivrea nel susse- 
guente anno. Ortensio, distinto giureconsulto, po- 
destà di Asti nel 1594, poi oratore residente in 
Milano e questore inline del magistrato ordina- 
rio. — Arma? 

BIANCHI di Bologna. — Tutte di antica ori- 
gine sono le diverse diramazioni di questa fami- 
glia, dalla quale uscirono Gerardo e Ottone, Car- 
dinali, molti vescovi, capitani, consoli, signori 
di ricelli feudi, decurioni, consiglieri di principi, 
e valorosi scrittori. Il primo clic del ramo di Bo- 
logna apparisce, è un Martino console di Orvieto 
nel 938. Corradino e Venturino crociati nel 1223. 
Appartennero altri al Consiglio dei Savi, e molti 
furono degli anziani, senatori, e gonfalonieri di 
giustizia, — Arma : D'argento, a tre bande d'az- 
zurro; con la fascia del primo attraversante sul 
tutto. 

BIANCHI di Napoli. — È un ramo della pre- 
cedente, passato prima in Istria c poi in Napoli 
ove nel 1682 ottenne il riconoscimento della no- 
biltà. Nel 1696 fece acquisto del feudo di Mon- 
trone, ed ebbe il titolo di marchese. Fu ascritto 
alla nobiltà di Bari e nel registro delle Piazze 
Chiuse. — Arma: Inquartato; nel 1.° e 4.° di 
azzurro, alla colomba d' argento imbeccante un 
ramoscello di ulivo, poggiata sopra un monte di 
tre cime di verde movente dalla punta; col capo 
cucito di rosso, caricato da tre gigli d' oro; nel 
2.° e 3.° partito d'oro e d'azzurro, alla banda 
d'argento, caricata da tre teste di drago di rosso, 
linguate dello stesso: sul tutto d'argento, a due 
bande d'azzurro; con la fascia d'argento attraver- 
sante. 

BIANCHI del Veneto. — Sono originari di 
Fognana sul lago di Como. Nel 1767 un Giaco- 
mo andò a stabilirsi a Vienna, e ottenne la no- 
biltà dell' impero austriaco. — Al presente sono 
stabiliti a Magliano nel Veneto, e godono del ti- 
tolo di duchi di Casalanza. — Arma: Di rosso, 
al castello fiancheggiato di due torri d'oro, aperto 
del campo, movente da una pianura di verde e 
sormontato da una stella del secondo in mezzo 
alle due torri; col capo d'oro, all'aquila di nero. 

— Motto: SlT NOMEN DOMINI BENEOICTUM. 

BIANCHI di Milano. — Fu una delle dodici 
famiglie nobili che governarono lo Stato dopo la 
morte di Filippo-Maria Visconti. — Un Ugolino 
fu creato da Galeazzo maresciallo del ducato nel 
1390. — Arma: Uguale alla precedente. 

BIANCHI DI VELATE di Milano. — Anti- 
chissima e nobilissima famiglia milanese origina- 
ria di Velate presso Varese, è compresa nella 
matricola delle famiglie nobili milanesi del 1377. 



— Diede parecchi capitani e molti dottori di 
Collegio, ed un ramo aggiunse per eredità il co- 
gnome d' Adda, ed inquartò I' arma di questa fa- 
miglia alla sua. — Arma: D' argento, al castello 
di rosso torriccllato di due pezzi, e sormontato 
da uno stendardo d' argento ; col capo d' oro, al- 
l' aquila di nero coronata del campo. 

BIANCHI DI HOBBIANO di Milano. — Co- 
minciò a farsi nome verso il 1 600. — Giuseppe 
fu cancelliere del Sale verso la fine del XVII 
secolo. — Arma ? 

BIANCHI di Taggia (Liguria). — Discendono 
dai Conti di Lavagna. — Oberto Bianco figlio di Pa- 
gano dei Conti di Lavagna, che nel 1 138 aveva giu- 
rato fedeltà al Comune di Genova e nel 1 1 13 era 
vassallo di quell'Arciv., fu capostipite dei diversi 
rami che assunsero il cognome di Bianchi. Martino 
ed Enrico, figli di Oberto, nel 1156 furono presi 
sotto la protezione del Comune di Genova, e più 
tardi fatti esenti dalle gravezze. Dal primo discen- 
dono i nobili Lavagnino, e dall'altro i Bianchi, i quali 
ultimi si suddivisero in molti rami, un de' quali 
diede origine a quello che si stabilì in Taggia, 
dove i Bianchi dal 1511 furono quasi sempre di 
quel Consiglio e nel 1561 difesero la città contro 
i pirati. Tutte le altre famiglie dei Bianchi, forse 
in numero di trenta, si diramarono in Genova, 
in Lavagna, in Lisbona e in molti altri luoghi, e 
vengono tutte nominate nella sentenza di franchi- 
gia del IO Sett. 1790 esistente nell'Archivio di 
S. Giorgio di Genova. — Arma: Partito; nel \ .- 
d' argento, al leone rampante d'azzurro; nel se- 
condo bandato d'argento e d'azzurro. — Cimiero: 
un gatto accovacciato. 

BIANCHI di Genova, è una delle tante fami- 
glie dei Bianchi di cui si è parlato nella prece- 
dente. — Si disse Bianchi dei Bracelli perchè un 
decreto senatorio del 1592 la unì alla famiglia 
Bracelli. — Arma : D' azzurro, al grifo d'argento, 
coronato dello stesso, colla fascia di rosso attra- 
versante. — Alias: D'argento, al leone d'oro. 

BIANCHI di Sassuolo nel Modenese. — Origi- 
naria di Carpi, e qualificata nobile nei pubblici 
registri. — Il primo che trapiantò questa fami- 
glia in Sassuolo, ov'ebbe la cittadinanza nel 1622, 
fu un Nicolò di Benedetto. — Giovanni vice-po- 
destà sassolese nel 1699; Gaetano nel 1829 ge- 
nerale delle truppe parmensi. — Arma: Inquar- 
tato di rosso e d'azzurro, al piano di verde, ci- 
mato dal leone d'oro posto sul tutto ed impu- 
gnante un lungo tridente d'argento. 

BIANCHI di Siena. — Furono del Monte del 
popolo risieduti nel 1523. Giulio governatore dello 
stato di Siena per Ferdinando III. — Arma : D'az- 
zurro, alla spada nuda d'argento, manicata d'oro, 
posta in palo, colla punta in alto, accompagnata 
in capo da tre stelle male ordinate d'oro. 

BIANCHI di Modena. — Arma : D' azzurro, 



BIA 



BIA 



alla banda d'oro, accompagnata da due ruote d'ar- 
gento. 

BIANCHI di Roma. — Arma: D' azzurro, a 
due colombe affrontate d' argento, accompagnate 
in capo da due triangoli vuoti di nero intrec- 
ciati in stella; col capo d' oro, caricato di un'a- 
quila bicipite di nero, ciascuna testa coronata 
d' oro. 

BIANCHI di Fivizzano. — Trassero il cogno- 
me da alcune terre dette dei Bianchi poste nella 
Lunigiana, come si à dai documenti dei secoli 
XII e XIII. Andrea podestà di Sassuolo, altri 
cavalieri di Santo Stefano. — AltMA: D'azzurro, 
alla banda scaccata d'argento e di rosso, di due 
fde, accompagnata da due colombe del secondo, 
Puna in capo e l'altra in punta. 

BIANCHI di Mantova. — Nel 1651 France- 
sco ottenne il titolo di marchese dal duca Car- 
lo II. (Estinta). — Arma: D' azzurro, all' avam- 
braccio posto in fascia, vestito di rosso coi ro- 
vesci d'oro, movente dal fianco sinistro, la mano 
di carnagione tenente un tronco fogliato di ver- 
de, fiorito in alto da una rosa bianca. 

BIANCHI di Treviso. — Amia: Inquartato 
d'argento e di verde, alla fascia d'argento attra- 
versante sul tutto. 

BIANCHINI di Ferrara. — Se ne à memoria 
fino dal secolo X in un Livio, accettissimo al Mar- 
chese Tedaldo d'Este. Alessandro fu capitano della 
Contessa Matilde; ed un altro Alessandro fu dei 
Savi della città. Giovanni celebre astronomo molto 
privilegiato da Federigo III. — Arma: Inquar- 
tato: nel l.o e 4.° dell' impero; nel 2.° e 3.° di 
rosso, a due fascio cucite d'azzurro. 

BIANCHINI di Bologna. — È un ramo della 
precedente, trapiantato in Bologna da Livio di 
Almerico. Molti appartennero al Consiglio dei Sa- 
vi, e diversi ottennero I' anzianato. Furono mar- 
chesi di Zurlesco e conti di Val d'Oppio. (Estinti 
nel 1829). — Arma: Di rosso, a due fascio d'ar- 
gento; col capo dell'impero. 

BIANCHINI di Dagnacavallo, insignita del 
titolo comitale. (Estinta). — Arma: D' azzurro, 
alla banda ondata d'argento, accompagnata da tre 
stelle dello stesso, 2 in capo, ed 1 in punta. 

BIANCHINI di Fossombrone (Marche). — (E- 
stinta). — Arma: D'azzurro, al monte di tre ci- 
me di oro, sormontato da una croce dello stesso. 

BIANCHINI di Venezia. — Originari di Za- 
ra, ov'erano ascritti al nobile consiglio. Ebbero 
nel 1714 l'investiture del vicariato della villa di 
Allucigo nella provincia di Verona con giurisdi- 
zione civile e titolo comitale. — Arma: Spaccato; 
al I." d'oro, all'aquila di nero; al 2.° di nero, a 
due cotisse d' argento colla punta d'azzurro. 

BIANCHIS (de) di Milano, — Arma: Spacca- 
to: nel 1.° di nero, all'aquila d oro, corunata dello 
stesso; nel 2.° d' oro, al castello torricellato di 



tre pezzi di rosso, aperto e finestrato del campo, 
la torre di mezzo più elevata. 

BIANCHIS di Pinerolo. — Daniele Bianchi* 
j nel 1672 era del Consiglio sovrano di Pinerolo, 
l allora tenuto dai Francesi. Girolamo suo figlio, 
senatore a Torino, fu investito di Talucco, e poi 
di Pomaretto nel 174<> con titolo comitale, (li- 
stinta). — Arma: Spaccato; nel I.» d'azzurro, a 
tre stelle d'oro mal ordinato; nel 2.° d'argento, 
alla donnola al naturale, passante. 

BIANCIARDI di Firenze. — Arma; Di rosso, 
a quattro catene d'oro passate in croce di S. An- 
drea, moventi da un anelletto dello stesso in ab- 
bisso, e convergenti ai quattro angoli dello scudo. 
BIANCO o BIANCHI di Barbania (Piemonte). 

— Originaria di S. Maurizio. — Un Carlo, consi- 
gliere e segret. di Stato di Carlo Emanuele 11, 
fu nel 1669 investito del feudo di S. Marcel, e nel 
1679 di quello di San Secondo. In seguito la fami- 
glia si divise in due rami, ed uno di essi ottenne 
il feudo di Barbania nel Marzo del 1772 col titolo 
baronale. — Arma: Spaccato d'azzurro e d'oro, 
aj leone dell' uno all' altro e dell' uno ncIP altro, 
Ii^guato di rosso e tenente colla branca anteriore 

/ destra un ramoscello di gelsomini d'argento; colla 
fascia d'argento in divisa attraversante sul tutto. 

— Cimiero: Un leone d'oro nascente impugnante 
un ramo di gelsomini d'argento. — Motto: Ir- 
ritate et FIDE. 

BIANCO di Messina, dei signori di Autalbo, 
di Saccaia, Giacosia e Bilingeri, originari della 
Liguria. — Arma: D'azzurro, a due fascie d'oro, 
sormontate nel capo da un sole dello stesso. 

BIANCO dei BRACELLI di Genova. — Arma: 
Spaccato di rosso e di azzurro, al braccio sini- 
stro vestito di rosso, manicato di bianco al na- 
turale, la mano di carnagione, appalmata, esso 
braccio movente in palo dalla punta dello scudo 
e attraversante sino al punto del capo. 

BIANCO di Venezia. — Di origine unghe- 
rese, trovasi stabilita in Venezia fin dai primi 
anni del XIII secolo. — Pietro fu del Consiglio 
dei X nel 1482, ed un altro Pietro fu più tardi 
segretario del Senato e dello stesso Consiglio; 
ufficio sostenuto pure da un Vittorio nel 1 409, 
e nel XVIII secolo da Agostino, da Mafio e da 
Francesco il quale era stato inoltre residente a 
Milano, a Napoli e a Firenze. — Vendramino, 
padre di quest' ultimo, era stato residente in 
Isvizzera, in Inghilterra e a Milano, aveva con- 
corso per due volte a cancelliere grande nel 
1717 e 1724, ed era stato segret. del procura- 
tore Carlo Ruzzini Ambasciat. plcnipot. al Con- 
gresso di Passarovitz. — Bernardo Can. regol. 
di S. Salvatore nella prima metà del XVII secolo 
assunto all'onore degli altari col titolo di Beato. 

— Arma: D'argento, ad una stella di otto raggi 
di rosso. 



BIA 

BIANCOCOSSA di Bologna. — Arma: Di 
rosso, a due lascio d'argento; col capo d'azzurro, 
caricato da un giglio d'oro. 

BIANCOLI di Bagnacavallo. — Se ne ànno 
memorie fino dal 1312. Paolo-Antonio fu creato 
Conte da Francesco Pico della Mirandola. — Ar- 
ma: Inquartato; nel 1.« e 4.° d'argento, a sci teste 
strappato di grifo, disposte 3, 2, 1 ; col capo 
d'azzurro, a tre stelle d'argento poste in fascia: 
nel 2.° c 3.° fasciato d'argento e di rosso, al leone 
d' oro. 

BIANCOLI di Lucca. — Nel 1338 Ludovico 
V Imperatore di Germania creò conte palatino 
Pietro d'Andreazzo; e nel 1431 i Biancoli furono 
ascritti alla cittadinanza di Lucca. — Aiima: 
D' azzurro, al leopardo d' oro. 

BIANCONI di Bevagna e di Bcttona (Umbria). 

— Originaria di Todi, trapiantata nel 1139 in 
Bevagna dove cambiò 1' antico nome di Candidi 
in quello di Bianconi. — Appartiene a questa casa 
il Beato Giacomo domenicano, nato in Bevagna 
nel 1220. In Bettona le prime memorie di que- 
sta casa non rimontano al di là del XVII secolo 
nè si sa quando vi si sia stabilita. Quivi à go- 
duto in ogni tempo di grande autorità ed à eser- 
citato le più eminenti cariche cittadine. — Un 
Placido fu capitano nelle milizie urbane dell'Um- 
bria, Francesco due volte priore in patria, ed il 
vivente cav. Giuseppe due volte priore e cinque 
volte sindaco. — Arma: D'azzurro, a due bracci 
vestiti di rosso, moventi dai fianchi dello scudo 
c tenenti insieme tre foglie di verde, accompa- 
gnati in capo dfi tre stelle di sei raggi d'oro, ed 
in punta da un monte di cinque cime dello stes- 
so, addestrato da un olmo accollante un tralcio 
di vite, il tutto al naturale ; P uno e l'altro sor- 
montati da due stelle di sei raggi d'oro. 

BIANCONI di Milano. — Famiglia nobile 
che ebbe notai di collegio. Si estinse nel 1731 
lasciando erede il Luogo Pio della Misericordia. 

— Arma: D'azzurro, alla banda di fusi d'argento 
accompagnata in capo e in punta da due teste 
al naturale. 

BIANDRÀ di Trino (Piemonte) Conti di Rea- 
glie. — Arma: D'azzurro, al leone d'argento 
accompagnato da cinque bisonti dello stesso, due 
per parte, uno sull' altro, nei fianchi, ed uno in 
punta; col capo d'oro, all'aquila di nero coronata 
dello stesso. 

BIANDRÀ di Vercelli. — Arma: Bandato 
d'azzurro e d'argento, al leone d'oro sul tutto: 

— Cimiero: una fenice d'oro sulla sua immor- 
talità: — Motto: NEC MORITUR V1RTUS. 

BIANDRATI del Monferrato. — Opizzone, 
vivente nel X secolo, sposò una nipote di Beren- 
gario re d'Italia, e Riprando di lui fratello ebbe 
dallo stesso re terre nel modenese e nel bolo- 
gnese. Un Guido nel 4025 fu investito d'Ivrea. 



BIA 

— Ricchi ed assai potenti nel Monferrato e nel 
Canavese, i Biandrati seguirono la parte imperiale 
ed ebbero dall' Imperatore cariche supreme. Al- 
berto II si distinse nelle Crociate, e poi fu con- 
sole di Milano nel XI secolo. — Ai tempi del- 
l'Iinperat. Federico I i Biandrati possedevano 37 
castelli. — Questa casa si divise in diversi rami 
stabiliti nel Vercellese, in Saluzzo, Cherasco, in 
Isvizzera e altrove; ma quello che sopratutti si 
distinse fu il ramo di San Giorgio, al quale ap- 
partiene quel Fra Benvenuto guerriero, oratore 
e cronista, di cui il Muratori pubblicò le storie 
del Monferrato. — Luitprando Vescovo di Ravenna 
nel 1019, Alberto Vescovo di Belluno nel 1344, 
Giovan-Francesco Cardinale creato da Clemente 
Vili, e quindi Vescovo di Faenza. — Molti dei 
Biandrati furono insigniti del Collare della SS. 
Annunziata. — Arma: Di rosso, al cavaliere al 
galloppo, armato di tutto punto con spada e targa, 
il tutto d'argento. — Cimiero: un'aquila di nero 
tenente nel rostro un ramo di rose bianche e 
rosse, e coli' artiglio destro un anello d' oro in 
cui è incastrato un diamante. — Motto: non 

PER FORZA. 

BIANDRATI di Saluzzo. — È un ramo della 
precedente, che à fiorito in Saluzzo fino dal 1230. 

— Un Antonio che nominavasi di Monteacuto 
fu signore di quel castello, e dell' altro di Cara- 
magna che ottenne nel 1305. Giorgio fu podestà 
di Saluzzo e di Dronero. — Arma: Uguale alla 
precedente. 

BIANDRATl-ALDOBRANDINI del Piemonte. 

— Guido, nipote del Card. Giovanni-Francesco 
Biandrati, ebbe dal papa Clemente TIII conces- 
sione dell' arma della casa Aldobrandini ed il 
cognome stesso, e dal Duca di Savoia il collare 
della SS. Annunziata, oltre molti feudi, fra cui 
il marchesato di Rivarolo. — Questo ramo gode 
il titolo di Conti. — Arma: Inquartato, nel 1.° 
e 4.° di rosso, al cavaliere al galoppo armato di 
tutto punto con spada e targa, il tutto d'argento: 
nel 2." e 3.» d' azzurro, alla òanda contra doppio 
addentellata d' oro accostata da sei stelle d' otto 
raggi del medesimo, tre per parte. 

BIASII di Padova. — Arma: Inquartato; nel 
1.o e 4.° d'azzurro, al leone d'oro tenente fra i 
denti una spada di nero posta in banda, la punta 
al basso, attraversante sul corpo del leone; nel 
2.° e 3.° d'azzurro, al giglio d'oro. — Alias: 
D'azzurro, a due cotisse d'oro, accompagnate da 
quattro stelle dello stesso, la prima in alto a 
sinistra, e le altre tre al basso accostanti la co- 
tissa; col capo del primo caricato di due gigli 
d' oro. 

BIASINI di Messina. — Originari di Rodi, 
fiorirono nei secoli XVI e XVII. — Arma: D'az- 
zurro, alla torre d' argento, aperta e finestrata 
del campo, cimata da un uccello posato del se- 



— 132 — 



BIC 



— 433 — 



BIG 



condo. sormontato nel capo da una stella d' oro. 

BIASSA di Genova. — Dal castello omonimo 
presso la Spezio, fra Marinasco e Pogazzano. Pa- 
ganino, anziano in Genova nel 1405: Antonio, 
commissario di Spezia nel 1447, riformò gli sta- 
tuti di questo Comune, poscia andò commissario 
a Sarzana nel 1445. Vari furono capitani di galee 
al servizio della repubblica e dei Papi: famoso su 
tutti quel Baldassarre alle cui imprese, anno 1503- 
13, il Guglielmotti à consacrato un intero libro 
della Guerra dei Pirati. — Ascritti nei Gentile 
nel 1528. — Arma: D'azzurro, al tigre al natu- 
rale rampante. 

BIBAN DELLA TORRE di Padova. — Que- 
sta famiglia, che fu partigiana dei Carraresi, For- 
zate e da Montagnon contro i Lemizzoni e da 
Ponte, discende da Marno duca di Baviera. Con- 
servò 1' ufficio ereditario di siniscalchi imperiali. 

— Fino dal 1081 i suoi membri furono ascritti 
fra i nobili cittadini, e nel 1196 ebbero il titolo 
di conti. Pagano nel 1148 Vescovo della sua 
patria. Si dissero Bibao Steno da un loro ante- 
nato, e della Torre dai feudi che possedevano in 
questa terra. — Arma: D'argento, alla fascia 
scaglionata d'azzurro. — A lias : d' azzurro, alla 
fascia scaglionata d' argento. — Alias: Fasciato 
scaglionato d'argento e d'azzurro di sei pezzi. 

— Alias: Spaccato: nel 1.°di rosso, a tre bande 
scaglionate d'argento; nel 2.° d'argento. — A- 
lias: Spaccato; nel 1 .° d'argento, alla torre mer- 
lata al naturale aperta del campo: nel 2.° di 
rosso. 

BIBBI di Padova, vedi Cedi. 

BICCHETTO o BICCHET di Sicilia. — 0- 
riunda dall' Inghilterra, ove possedè titoli, Pro- 
vincie e contee, e si rese illustre per un Santo 
Martire Tommaso Becchet, Canonico Regolare e 
Arcivescovo di Cantorbery. — Esiliata dal Re 
Enrico, nel 1 570, si trasferì in Sicilia, ove fiori 
per uomini illustri. — Arma: D'oro, alla capra 
di nero saliente. 

BICCHI di Siena. — Nel 1292 acquistarono 
il feudo di Villa di Bagnaia. Giovanni fu creato 
conte dall' imperator Sigismondo, e Galgano fu 
senatore di Roma. Un Metello fu Vescovo di 
Soana; Alessandro, Antonio, e Vincenzo furono 
Cardinali di S. R. Chiesa. — Ebbero anc'ie il 
titolo di baroni. — Arma: Spaccato: nef 1.° d'oro, 
all'aquila di nero coronata dello stesso; nel 2.° 
d'azzurro, alla testa di leone, strappata, d'oro. 

BICCHIERI di Vercelli. — Fu originata da 
Caro Beccaria coppiere di Lotario II. Prese il 
nome da un castello datogli in feudo dall' impe- 
ratore e nominato Bicchicro giacente fra Morr 
tara e Scutirano. Un Pietro, capo della fazione 
ghibellina, « fondatore in patria di un insigne 
ospedale. Beatrice ed Emilia, sue figlie, vennero 
ascritte all'albo dei Beati. Guala Cardinale crea- 



to nel 1205 sostenne in Toscana, in Francia, in 
Inghilterra importantissime legazioni. — Arma: 
D'argento, alla fascia di rosso, accompagnata da 
tre bicchieri di nero. 

BICETTI DE' BUTTINONI di Treviglio, vedi 
Buttinomi. 

BICH d' Aosta. — Di origine toscana, ed una 
diramazione dei Biechi di Siena, che si rifugiò 
nel 1375 nelle Alpi perniine a causa delle fazioni 
civili. Nel 1842 il Re Carlo-Alberto di Sardegna 
concedeva al dottore Emanuele Bich il titolo di 
barone. — Arma: Inquartato; nel1.° e 4.° d'az- 
zurro, al covone di spighe d' oro; col capo d' ar- 
gento caricato a destra di una testa di cane 
e a sinistra di una cima di torre merlata, uscente 
al naturale ; nel 2.» e 3." di rosso, a tre monti 
d' argento moventi dalla punta e sormontati da 
tre gigli d'oro. 

BICHl di Roma. — AnMA: D'oro, ad una te- 
sta di leone strappata di nero, lampassata di ro- 
so; col capo del primo, caricato di un'aquila di 
nero. 

BIFFI di Cremona. — Dettero alla patria di- 
versi decurioni. Carlo II, duca di Mantova, con- 
ferì a questa famiglia il titolo comitale. — Gio- 
vanbattista, ultimo dei Billi, fu giureconsulto 
collegiato, e ciambellano di Sua M. Cesarea. — 
Arma: Interzato in fascia; nel 1.° d' oro, all' a- 
quila di nero, coronata del campo ; nel 2.° d'ar- 
gento, al castello di rosso, torricellato di due 
pezzi, aperto del campo; nel 3" interzato in ban- 
da, di verde, d' argento e di rosso. 

BIFFI di Firenze. — Arma: D'oro, all'aquila 
spiegata di nero, coronata d' argento. 

BIFFOLI di Firenze. — Originaria di Gine- 
streto, dette alla patria undici priori tra il 1345 
e il 1431 oltre a cinque cancellieri della signo- 
ria ed un senatore durante il principato. — Si 
estinse in Francesco di Alessandro morto nel 1736. 

— Arma: Di verde, alla banda d'oro, caricata 
di tre sbarre ondate di rosso. 

BIFOLCI o BIFOLCHI di Ravenna. — Ori- 
ginaria di Forlì, si trasferì in Ravenna per sot- 
trarsi alle persecuzioni di Pino Ordelafli, dive- 
nuto padrone di quella città. Un Giovanni-Pie- 
tro, dottore in legge, fu più volte magistrato 
di giustizia, ed altri appartennero al magistrato 
dei Savi. — Arma: D'azzurro, alla pantera ram- 
pante al naturale, sostenente con la destra una 
stella d'oro. 

BIGA di Savigliano. — Ebbero il titolo di 
Conti di Bioglio. — Arma: D'argento, a tre fa- 
scie di nero, con la banda di rosso attraversante. 

BIGAUOLA di Milano. — Marco-Antonio fu 
segretario del Consiglio segreto sul finire del 1500. 

— Suo figlio sposò Costanza figlia naturale del 
Cav. Fabrizio Sforza Visconti. — Estinta nel 1700, 
i suoi beni furono ereditati dai Marchesi Pianta- 



RIG 

nula. — Arma : 1)' azzurro, al caprini') scorciato 
e rovesciato di rosso, caricato di tre rose d' ar- 
gento, accompagnato in capo da raggi d'oro mo- 
venti da una nube d' argento. 

MGl o RISI di Correggio. — Un Pietro fu 
podestà in Bologna, Mantova, Siena e Firenze, e 
senatore di Roma. Un Quirino, morto nel 1880, 
fu istoriografo c biografo di merito. — Arma: 
Partito: Nel I." d'azzurro, al sole accompagnato 
da tre stelle d' oro ; nel 2.» d' oro, a due fascie 
di rosso. 

BIGI o RISI di Ferrara. — È un ramo della 
precedente. — Lodovico comandante di cento 
lancio per l'Arcivescovo di Colonia nel XVI se- 
colo, e Anton-Maria Capitano di Corazze in Fran- 
cia. — Arma eguale alla precedente. 

BIGLIA o DIA o B1LLI di Milana. — Ori- 
ginaria di Roma, appartenne alle più antiche fa- 
miglie patrizie milanesi. Ebbe la contea di Sa- 
ronno nel 1525, e fu insignita del titolo di mar- 
chesi del S. R. Impero nel 1623. — Andrea 
Conto Palatino, Protonot. Apost. c Senatore du- 
cale. — Diversi furono decurioni della patria; e 
Francesco e Giovanni-Battista Vescovi della me- 
desima. Un secondo Andrea, religioso di S. Ago- 
stino, fu storico insigne, di Milano. (Estinta). — 
Arma: Inquartato: nel l n e IV* spaccato; nel l.« 
d'azzurro, alla croce di S. Andrea d' oro; nel 2." 
inquartato; nel l.« e 4. n sbarrato d'azzurro e 
d'oro, nel 2.° e 3.° d'oro, all'aquila spiegata di 
nero coronata del campo: nel 11° e III» dei Vi- 
sconti. 

BIGLIANI di Nisza-Mmferrato. — Ebbero 
il titolo di conti di Cantoira. — Arma: D'ar- 
gento, a sci stelle di rosso, 3. 2. e 1 ; col capo 
d' oro, all' aquila di nero coronata di rosso, so- 
stenuto da una riga dello stesso, caricata di tre 
stelle d' argento. — Cimiero : Un liocorno al na- 
turale, nascente. 

BIGLIOXI di Monda}-). — Furono dei signori 
di Castelnuovo. — Arma: D'oro, al tronco node- 
roso di verde, posto in banda. 

BIGNA di Genova. — Arma: Partito adden- 
tellato di rosso e d'oro, il secondo caricato di un 
merlo di muro alla ghibellina d' argento: il tutto 
sotto il capo d' argento, alla croce di rosso. 

BIGNAMI di Milano. — S' illustrarono nel 
1500 con Ottavio celebre giureconsulto e sena- 
tore, il quale ebbe due figlie, una maritata col 
lìsico colleggiato Alessandro Cataneo, l'altra col 
Cav. Pietro-Francesco Lonati Crivelli. — Arma? 

BIGNAXI di — Arma: Spaccato; nel 

1." d'argento, a due bracci di carnagione, vestiti 
di rosso, e moventi dai fianchi dello scudo, so- 
stenenti un frutto di pino al naturale; nel 2.o 
scaccato d'argento e di nero di tre file; col 
capo d'oro caricato dell'aquila di nero, soste- 
nuto da una trangla. 



BIX 

RIGOLINl di Padova. — Arma : Fasciato d'ar- 
gento e di nero, alla sbarra d' oro attraversante 
sul tutto. 

BIGOTTI di Aeerenza (Basilicata). — Arma: 
Fasciato d'oro e di rosso, al capo cucito del pri- 
mo, caricato da un cane passante d'argento, sor- 
montato da tre stelle ordinate del secondo. 

BILAXCETTl di Borgo S. Sepolcro (Toscana). 

— Nobile ed antica famiglia che à dato alla re- 
pubblica fiorentina due connestabili, Giovanni e 

| Guido, il primo dc'quali fu pure Connestabile 
della Repubblica Veneta. — Un Bernardo fu al- 
fiere nella guerra di Siena. — Arma: Spaccato di 
rosso e d'argento, alla bilancia d'oro nel secondo, 
sostenuta da un destrocherio vestito di verde e 
manicato d'argento movente dal fianco sinistro 
del primo, ed accompagnato da una rosa aperta 
di rosso fogliata e gambuta di verde. 

BILIOTTl di Firenze. — Famiglia patrizia 
fiorentina a cui appartiene queir Ivo che fu uno 
degli ultimi difensori della patria libertà ed uno 
dei migliori capitani del suo tempo. Nel 1529 di- 
fese il forte di Spello contro le truppe del Papa 
e di Carlo V. Si distinse una seconda volta al- 
l' assedio di Firenze, e passato al servizio di Fran- 
cesco I re di Francia, morì all'assedio di Diep- 
pe. — Un ramo di questa casa à fiorito nella 
città d' Imola. — Arma : Di rosso, al capo d' ar- 
gento caricato da una volpe passante del primo. 

BILL! di Fossombrone ^Marche). - (Estinta). 

— AnMA: D'azzurro, al monte di tre cime d'oro, 
sormontato da una colomba d'argento avente nel 
becco un ramo d'olivo di verde, ed accompagnata 
in capo da tre stelle di ... . 

BILLl di Milano, vedi Biglia. 

BILLICARIA di Sicilia. — Arma: D'oro, al- 
l'albero di pino sradicato di verde, accostato da 
due grifi rampanti di nero. 

BILLO di Siena. — Appartennero ai Rifor- 
matori. Il primo che risiedesse nel supremo ma- 
gistrato fu Lorenzo di Ser Giovanni nel 1617, e 
dopo lui un Ansano e un Vittorio. — Arma : 
D' azzurro, alla banda cucita di rosso accompa- 
gnata da tre gigli d' oro in capo ed altrettanti 
in punta. 

Bl LOTTA di Benevento e di Catanzaro. — 
Originaria di Benevento, ove si trovano memorie 
fin dal tempo della dominazione longobarda, à 
goduto nobiltà nella sua patria d'origine, in Brin- 
disi ed in Catanzaro. Fu signora di quindici ba- 
ronie. (Estinta). — Arma : D' azzurro, al serpente 
d'oro, avente una seconda testa all'estremità 
della coda, attortigliato e passato due volte in 
croce di S. Andrea, le teste affrontate. 

BIXDAXGOLl di Atriti. — Originaria di Ber- 
gamo, trapiantata in Assisi nel XVI secolo. — 
I fratelli Giacomo, capii di cavalleria, e Giu- 
seppe dichiarati Comites aulete Latcranensis con 



— I3Ì — 



BIN 



— 135 — 



BIR 



diploma del 24 Feb. 1751. Il castello di Chiagina 
era loro signoria. Il suddetto Giuseppe, più volte 
gonfaloniere in patria, e capit. del Perdono nel 
1775, avendo sposato Lucrezia figlia unica di 
Paolo-Girolamo Bini, i suoi figli ereditarono le 
sostanze di questa famiglia, e ne aggiunsero al 
proprio il cognome. — Arma : D' azzurro, a due 
fascio d'oro, accompagnate in capo da due stelle 
di sei raggi d' argento, fra le quali una cometa 
dello stesso. 

BINDI di Sima. — Del popolo, risieduti nel 
1422. — Bindo governatore di Orvieto nel 1461 e 
Giovanni Vescovo di Montalcino nel 1825. — 
Arma: D'argento, alla croco, di S. Andrea d'az- 
zurro, accantonata da quattro rose di rosso. 

DIN DOCCI A di Siena. — Arma : Di rosso, al 
capriolo rovesciato d' oro, accompagnato da due 
crescenti dello stesso, uno in capo e l'altro in 
punta. 

BIN DONI di Milano. — Originari d'Isella (I- 
solabella) sul Lago Maggiore. — Francesco-Feli- 
ciano si recò a Milano, e vi fu tesoriere delle 
entrate straordinarie (1 635) e notajo camerale 
(1639). — Antonio suo figlio fu celebre giure- 
consulto, autore di consulti legali citati dall'Ar- 
gelati. Ebbe in moglie una Caccia, per cui la 
famiglia aggiunse quasto cognome al proprio. — 
Cesare loro figlio fu senatore. — Akma. In- 
quartato; nel l.o e 4.° di verde, alla faseia cucita 
di rosso; nel 2.° di rosso, alla fascia cucita di ver- 
de; nel 3.° bandato di rosso e di verde. 

BINI di Assisi. — Le più antiche memorie di 
questa casa risalgono al 1040 in cui vivea un 
Bina Bini capostipite di essa. — Divisa in molti 
rami, quattro erano tuttora fiorenti in principio 
del XVIII secolo, e di essi uno solo sopravvive 
al presente. — Distinti fra loro per altri nomi, 
a quello detto dei Monconi apparteneva il pa- 
triarca San Francesco, del cui spirito fu più tardi 
erede Suor Diomira Bini terziaria che morì nel 
1608. — Ànno fiorito nel corrente secolo i Pa- 
dri D. Vincenzo e D. Mauro Bini-Cima, il primo 
Abate in S. Pietro e Prof, nell' Università di Pe- 
rugia, e per lunghi anni Procuratore Generale ; 
e il secondo Presid. Generale della Congrega- 
zione dei Monaci Benedettini Cassinesi. — Ar- 
ma: Di rosso, a tre fascie d' oro nella metà 
inferiore dello scudo, sulla prima delle quali sono 
seduti due putti al naturale sostenenti un giglio 
d' oro. 

BINI di Firenze. — Derivati da Ser Tinac- 
eio di Ranieri di Passionano, dettero alla patria 
diciannove priori. — Agostino, religioso Agostinia- 
no e sommo teologo, fu Vescovo di Narni nel 1343. 
Bernardo eletto gonfaloniere nel 1524, ed un al- 
tro Bernardo senatore nel 1686. (Estinta nel 
1843). — Arma: D' azzurro, all' archipenzolo d'o- 
ro, accostato in capo da due rose dello stesso, ed 



I avente nella punta una piramide di sei monti 
d' oro. 

I B10LCHI di Padova. — Arma: Di rosso, alla 
j torre d'argento, aperta e finestrata di nero, so- 
I stenuta da due scalini del secondo, sormontata 
da una torrieella coperta ili un tetto accumulato. 

BIONDI di Cesena. — Originaria di Fontana- 
fredda nell' Emilia, si trapiantò in Cesena dove 
nel 1303 si divise in vari rami, uno de' quali si 
estinse poco tempo dopo, e ne' suoi possedimenti 
subentrò il ramo rimasto a Luzara, il quale si 
spense poi nel 1605 nella persona di Muzio morto 
senza prole. Un terzo ramo originario di Ronco- 
freddo raccoglieva I' eredità dei due precedenti,- 
non che quella dei limosini, rie' cui beni entrò 
in possesso nel 1663. Questo terzo ramo si estinse 
nel 1800 in un Fabrizio, la cui unica figlia, An- 
tonia, era maritata al nobile Carlo Ceccaroni. — 
Arma: D' azzurro, alla fascia cucita di rosso, ac- 
compagnata da due teste d'uomo al naturale, una 
in capo, ed una in punta. 

BIONDI di Cremona. — Lorenzo, Giovanni, 
Gian-Battista furono aggregati al nobile collegio 
dei notai. — Arma: D'azzurro, alla spada d'ar- 
gento, guarnita d' oro, sormontata da una stella 
di sei raggi dello stesso, e fiancheggiata da due 
simili stelle. 

BIONDI di Mantova. — Ebbero il titolo co- 
mitale. — Arma: D'argento, ad un busto di 
donna di carnagione vestito d' azzurro, crinita 
d' oro, coi capelli sparsi, sostenente sulla testa 
una cometa d' oro dalla parte della coda. 

BIONDI di lloma. — Arma: Partito; nel 1» 
d* oro, alla mezz'aquila di nero coronata del campo 
movente dalla partizione ; nel 2." di rosso; col 
capo d' oro caricato di un grifo nascente di nero. 

BIONDI di Treviso. — Arma: D'azzurro, alla 
fascia d'argento, accompagnata da due treccie 
di capelli biondi poste in palo e ondeggianti, 
quella a destra attraversante sulla fascia, e quelli» 
a sinistra passante dietro la fascia, le punte pas- 
sate in croce di S. Andrea riunite in alto per 
un nastro di rosso. 

B1RADELLI di Serrasanquirico (Ancona). — 
Giovanni-Maria, dottore in filosofia e medicina, 
e consigliere della nazione anconitana nello studio 
di Padova nel 1657. — Arma: D'azzurro, a tre 
girasoli di verde, fioriti d' oro moventi dalla pia- 
nura erbosa, rivolti verso il sole radioso d' oro 
posto nel canton dastro del capo. 

BIRAGHI o BIR AGO di Milano, e di Biella. 
— Nei tempi delle municipali grandezze furono 
i Biraghi potentissimi in patria. Il Duca Giovanni 
Galeazzo creava un Daniello senatore e suo con- 
sigliere, che fu dipoi Arciv. di Metelino. Renato 
ebbe da Gregorio XII la porpora cardinalizia, ed 
Orazio fu nel 1590 Vescovo di La Vaur in Gua- 
scogna. Andrea, cognominato il Magnifico, obbe 



BIS 



— 136 — 



BIS 



la signoria di Frascarolo con la cassina dei Botta 
e la terra dei Baretti in Lomellina. Primo si- 
gnore di Mettono e di Sizzano fu Francesco. Pie- 
tro li acquistò il feudo di Ottobiano. — Arma: 
D' argento, a tre fascio merlato e contromerlate 
di rosso, caricate ciascuna da quattro trifogli 
d'oro. — Cimiero: Una mezza colonna, soste- 
nente una granata accesa. — Motte : concussus 

SURGO. 

BIRAGO di Cremona. — È un ramo della 
precedente. Napoleone I con decreto del 17 Sett. 
1811 creava conte del regno d' Italia Carlo- Am- 
brogio, già Consigl. di Stato. — Arma : In- 
quartato : nel 1.° di verde scaccato d'oro; nel 2° 
d' argento, a tre burelle, controdoppiomcrlate di 
tre merli di rosso, caricate ciascuna di otto tri- 
fogli d' oro; nel 3.° d' azzurro, alla tavola preto- 
riana montata sul piano erboso di verde; nel 4.° 
di verde, alla sbarra d'argento. 

B1RELLI di Assisi. — Patrizio gonfaloniere 
in patria nel 1569. Suor Chiara morta in odore 
di santità fra le Abbandonate di Siena nel 1622. 
(Estinta). — Arma: D'oro, alla pianta di verde 
fiorita di tre gigli d'argento; col capo di rosso, 
ad una rosa d' argento. 

BIRINGUCC1 di Siena. — Furono dei rifor- 
matori, risieduti nel 13*2. — Arma: D'azzurro, 
alla fascia di rosso bordata d' oro, accompagnata 
da tre cinquefoglie dello stesso, due in capo ed 
una in punta. 

BISACCIA di Genova. — Diramazione dei 
Guercio. Rubaldo e Bisaccino consoli del Comune 
in diversi anni ; Balduino console dei placiti nel 
1201. Entrarono nei Cicala prima del 1528. — 
Arma: D'azzurro, al leone d'oro, coronato dello 
stesso, tenente collo branche anteriori una bi- 
saccia d'argento. 

B1SAGNA di Messina. — Famiglia nobile 
genovese, abitante in Scio nel Levante. Un Gio- 
vanni fu il primo che andò in Messina, e fu ag- 
gregato a quella nobiltà nel 1541. — Arma: Di 
rosso, a due bande d' oro accompagnate da un 
àncora d' argento. 

BISAL1CHI di Padova. — Arma: Di ros- 
so, alla croce scaccata di nero e d' argento, di 
due file. 

BISAZZA di Messina. — Felice distinto poeta 
del XIX secolo. — Arma: D'azzurro, al leone 
d' oro, rampante contro un pino del suo colore, 
movente dalla punta, sormontato da tre stelle del 
secondo, ordinate nel capo. 

BISBAL o BISBALLO di Napoli, decorata del 
titolo di marchesi di Ambriatico. — Un Gio- 
vanni-Alfonso, famoso capitano d'armi, militò 
sotto Carlo V e Filippo II. — Arma: D'azzurro, 
al castello di tre torri d' argento. 

BISCACCIANTI di Cagli (Umbria). — Arma : 
Spaccato di azzurro c di rosso, con la divisa d'o- 



ro; nel l.° un pesce d'argento in fascia, sor- 
montato dalla stella dello stesso: nel 2.<> tre monti 
d' oro, ciascuno di tre cime, 1 e 2. 

BISCAGLIA del Piemonte. — Furono dei 
signori di Dogliani. — Arma : Di rosso, al leone 
d'oro impugnante con le branche anteriori un 
ramo di verde, fiorito di rosso. 

B1SCARETTI del Piemonte. — Ebbero il ti- 
tolo comitale di Ruffia. — Arma: Spaccato d'az- 
zurro e d'oro, a sei piante di cardo, dell'uno 
nell'altro, tre sull' azzurro, ordinate in fascia, tre 
sull'oro, due ed una. — Cimiero: Un leone d'oro 
nascente, impugnante colla branca destra un cardo 
d'azzurro. — Motto: non sine virtite. 

BISCHERI di Firenze. — Dattero alla Repub- 
blica quattro gonfalonieri e quindici priori tra 
il 1309 e il 1434. (Estinta). — Arma: D'argento 
pieno, diaprato di nero. 

BISCHERI del PEVERADA di Firenze. — 
Tre priori uscirono da questa famiglia. (Estinta). 
— Arma : D' oro, alla fascia di rosso accompa- 
gnata da sci stelle d' azzurro. 

BISCHERI di Toscana. — Arma: D'oro, a tre 
gemelle in banda di nero. 

BISCEGLIA di Napoli. — Arma: D'azzurro, 
alla banda d' argento caricata da una scopa di 
nero, e sinistrata nel capo da una corona d' oro. 

BISCOTTI di Genova. — Originaria di Luc- 
ca ; se ne ànno memorie in Genova fino dal se- 
colo XV. Ascritta nei Grillo nel 1528. — Arma: 
D'oro, alla banda doppio-addentellata di nero; 
col capo cucito d' argento, alla croce di rosso. 

BISENZl di Orvieto. — Guido Cardinale creato 
dal pontefice Innocenzo III e Vescovo di Palestri- 
na. Fu inoltre Legato di Onorio III in Lombar- 
dia. Giovan -Battista fiorì nel secolo XVI lettore 
di filosofia nella Università di Perugia, e quindi 
in quella di Pisa destinatovi dal Gran Duca Co- 
simo dei Medici. — Arma: Partito d'oro e d'az- 
zurro, alla pergola troncata dall' uno all' altro. 

BISI di Correggio, vedi Bigi. 

BISIGNAXO di Messina. — Giovanni primo 
Conte di Villamena per concessione del Re Carlo 
Il nel 1699 e commissario generale viceregio in 
Sicilia. — Arma: D'azzurro, alla croce del cal- 
vario d'oro, piantata sopra una testa di morto, 
sostenuta da un libro aperto, il tutto dello stesso. 

BISLET1 di Veroli. — Di origine francese 
trapiantata nel XVI secolo da un Adriano che vi 
sposò Diambra Campana. Desiderio suo figlio fu 
aggregato al Consiglio nobile, sostenne più volte 
la carica di sindaco, e nel 1590 fu uno dei quat- 
tro riformatori dello Statuto Verolano. — Gia- 
como Cav. di Malta morto combattendo contro i 
Turchi, ed altri furono Cavalieri di S. Stefano di 
Toscana, e fra questi un Pio cui fu accordata, nel 
1723, la cittadinanza nobile od il patriziato ro- 
mano. — Gianfrancesco fu Vescovo di Cagli e 



BIU — 1 

quindi di Segni morto nel 1709; Camillo nel 4 847 
Vescovo di Ripatransone, traslocato alla sede di 
Correto e Civatevecchia nel 1854. — Stanislao- 
Augusto re di Polonia, con diploma 30 Sett. 1774 
conferiva il titolo di marchese a Ferdinando Bi- 
sleti, ed a' suoi figli e successori in infinito. — 
AnMA: Inquartato; nel 1.» di rosso, a tre fenici 
di nero volanti verso il sole radioso d' oro posto 
nel cantone sinistro del capo; nel 2.o d' azzurro, 
a tre tronchi nodosi d' albero d' oro posti in is- 
barra; nel 3.» di rosso, alla staffa da sella di ne- 
ro; nel 4.° d'azzurro, al cavallo corrente d'argen- 
to; sul tutto un giglio dello stesso. — Cimiero: 
un semivolo d' argento. 

BISOGNI di Napoli. — Originaria di Brescia, 
si stabilì primieramente nella città di Monteleone 
in Calabria, ove ottenne nobiltà nel 1596. Verso 
la metà del XVIII secolo, prese stanza in Na- 
poli, e fu nel 1797 insignita del titolo di mar- 
chese. — Giovanni ottenne da Carlo V di poter 
godere della nobiltà di qualsiasi città dell'impe- 
ro, di cui avesse ottenuto la cittadinanza. — Ar- 
ma: D' azzurro, a tre fascio di rosso con sei monti 
al naturale disuguali e disposti in fascia, soste- 
nenti due colombe al naturale affrontate contro 
una spada sospesa dall' alto e accompagnata nel 
capo da due stelle d'oro. 

BISSARl di Vicenza. — Se ne à memoria 
fino dal 1109. Al tempo 'di Eccellino il tiranno 
dovettero abbandonare la patria, e vivere fuoru- 
sciti; ma nel 1266 rimpatriarono. Nel 1291 eb- 
bero la signoria del feudo di Costafabbrica, col 
titolo comitale. Nel 1820 ottennero la conferma 
della nobiltà e del titolo. — Arma: Fasciato d'az- 
zurro e d' argento, a due biscie affrontate di nero 
poste in palo attraversanti sul tutto. 

BISTORTI di Torino. — Furono conti di 
Borga retto. ; — Arma: D'azzurro, a due caprioli 
ondati d' argento, accompagnati da tre stelle d'o- 
ro, due in capo.ed una in punta. — Motto: nec 

CONTORTA DES1T. 

B1TINI o BITINO di Marsala. — Originaria 
di Roma, e stabilita in Sicilia, fu una delle più 
antiche della mastra nobile di Marsala. — Gio- 
vanni capitano giustiziere nel 1521 ; Rosario ebbe 
il titolo di marchese dal Re Carlo III nel 1752. 
— Arma : D' oro, all' albero di vite al naturale. 

BIUNDO o BLUNDO di Comiso e di Paler- 
mo. — 'Concessionario del feudo di Garesini nel- 
l' isola di Malta fu uno Stefano : Antonino sena- 
tor di Palermo nel 1449, e Francesco barone di 
Garesini nel 1464. Nel 1778 Giuseppe fu inve- 
stito del feudo di Giubbino, e Ruggiero, dell'Or- 
dine Cassinese, Vescovo di Cefalù. — Un ramo 
di questa famiglia, decorato del titolo di baroni 
di Torrevecchia, à fiorito in Comiso, e si è e- 
stinto in principio del XVIII secolo. — Arma : 
D' azzurro, al ponte d' argento sopra onde ma- 



37 — BLA 

rine, sormontato da due donne al naturale strette 
per le mani. 

BIVAGNA di Messina. — Fiorirono nel se- 
colo XIII ed appartennero al Patriziato Messi- 
nese. — Arma : Di rosso, a tre caprioli d' oro ; 
col capo dello stesso, a tre rose del primo. 

BIZOZZERI di Milano. — Oriunda da Vare- 
se, e compresa nella matricola nobile di Milano 
nel 1277. (Estinta). — Arma: D'azzurro, al ca- 
stello d'oro, torricellato di due pezzi, ciascuna 
torricella di due piani, aperto e fincstrato del 
campo: ciascuna torricella sormontata da una co- 
lomba d' argento, quella a destra rivolta. 

BIZZARINI di Siena. — Furono del popolo, 
e risiedettero nel 1631. — Arma : Scaccato d'ar- 
gento e di nero, di sei file; col capo d'azzurro, 
caricato da una stella di sei raggi d' oro. 

BIZZOCCHI di Rimini. — Tommaso fu can- 
celliere della Casa Malatesti in principio del XV 
secolo. Suo figlio Giovanni fu capitano al servi- 
zio di Sigismondo Malatesti, e nel 1463 era del 
Consiglio dei Dodici. (Estinta.) — Arma ? 

BLANCH del Napoletano. — È di origine 
romana. Ha goduto nobiltà in Napoli, in Milano, 
in Firenze, in Parma, in Barcellona e in Giovi- 
nazzo. Fu signora delle baronie di Cancello, di 
Ceglie, di Cugliano, di Perdifumo e di Guagliet- 
ta. Nel 1644 ebbe il marchesato di Olive to; quello 
di Pizzone nel 1683, che cangiò nell'altro di 
Campolattaro nel 1770, e finalmente fu fregiata 
dei titoli di marchesi di San Giovanni, di duchi 
di Monteplano e Pegnafiel in Ispagna. — Iacopo, 
Bianco, Egano e Francesco, furono ascritti nel- 
P albo dei Beati; un Gerardo Cardinale nel 1305, 
e nel 1566 un Arcangelo. — Arma: D'azzurro, 
a nove stelle d' oro, disposte 3. 3 e 3. 

BLANCARDI di Sospello (Piemonte). — Inve- 
stiti del feudo di Cigala con titolo comitale fino 
dal 1615 e confermati con sentenza senatoria nel 
1697. — Ne furono privati con altra sentenza 
del 1721, ma l'anno susseguente fu ricomprato da 
Ottavio-Maria Blancardi, e rimase nella famiglia 
fino al 1755 in cui morì il Conte Giovan-Vitto- 
rio che non lasciò discendenti, per cui il feudo ri- 
tornò al Demanio. — Arma: Spaccato; al 1.° d'ar- 
gento, al leone di nero : al 2.° d' oro, a tre piante 
di cardo col fusto rimondato, fruttate di verde, 
in tre pali. — Cimiero: Una testa di leone co- 
ronata di una ghirlanda di olivo. — Motto: ET 

ROBUR ET PIETAS. 

BLANCHETTl di Cuorgnc (Piemonte). — 
Scese in Cuorgnè da Ceresole Reale. — Giovanni 
Bernardino archiatro del Duca e della Duchessa 
di Savoia, eletto nel 1637. Nel 1658 ottenne da 
Emanuele II il titolo di nobile per se e suoi di- 
scendenti. — Arma : D' azzurro, alla fascia for- 
mata da tre rombi interi e due mezzi, d' argento. 

BLANCIII di Dronero. — Furono signori di 



BLE 



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BOB 



Roasio. — Arma; Spaccato; nel 4 d'azzurro, 
alla stella d'argento; nel 2.° d'oro, all' arrnellino 
al naturale passante. — Motto: potius mojH-'QUam 

FOEDARI. 

BLASCHI di Sicilia. — Di origine spagnuo- 
la, fu trapiantata in Sicilia da Blasco Fernandez 
Velasco che seguì re Pietro di Aragona nel 4 282. 
— Enrico castellano di Castroreale nel 4 338, e 
Pierantonio governatore di S. Lucia nel 4 422. — 
Arma: D'azzurro, al leone d'oro colla testa ri- 
volta guardante una stella dello stesso posta nel 
cantone sinistro del capo. 

BLASI di Velletri. — Appartennero alle fa- 
miglie consolari. — Antonio, vissuto nel secolo 
XVII si distinse per valor militare contro i Tur- 
chi ; e lo stendardo che tolse a questi in una 
battaglia, appese nella chiesa di S. Clemente 
della sua patria. — Arma : D' azzurro, alla fascia 
d' oro, bordata di nero, sormontata da una stella 
d' oro. 

BLASI (di) di Sicilia. — Originaria di Sale- 
mi, ebbe lo baronie di Diesi e Sparacia, e l'altra 
della Torre; e nel 4 688 Giuseppe fu investito 
di quella della Salina. — Gabriele, abate Cassi- 
nese, Arciv. di Messina nel 4764. - Giovanni 
barone dell'Aquila, fu riconosciuto nel 4792 nel 
titolo di marchese di Camporeale, nel qual titolo 
Giuseppe de Blasi fu riconfermato con R. Re- 
scritto del 27 Sett. 4843. — Arma: D'azzurro, 
alla fascia d'oro, accompagnata in capo da una 
cometa ondeggiante in palo, e in punta da due 
stelle, il tutto d' oro. 

BLASI (di) di Messina. — È un ramo della 
precedente, da cui uscì un Antonino barone del 
Tono di Milazzo. — Arma: D'azzurro, all'albero 
d' oro, terrazzato di verde, sinistrato dal leone 
del secondo, rampante contro il tronco e sor- 
montato nel capo da una cometa d' argento posta 
in banda. 

BLASIO (de) di Reggio-Calabria. — Origina- 
ria di Benevento, e divisasi nel secolo XIV in 
tre rami, uno di questi pose stanza in Catanza- 
ro, poscia si trasferì in Bari, e finalmente in 
Reggio di Calabria, nel cui territorio aquistò nel 
4750 il feudo baronale di Palizzi e Pietra pen- 
nata, di cui Fabio de Biasio ebbe l' investitura 
por sè e suoi discendenti. — Arma : D' azzurro, 
al libro aperto di bianco marginato d'oro e ca- 
ricato della leggenda ula-si-us a destra e fa-ci- 
to di nero sormontato da una cometa d'oro. 

BLAVET di Nizza. — Furono conti di Pie- 
trafuoco. (Estinta). — Arma: D'argento, a tre 
rombi di rosso, 2 e 4. 

BLENGINI di Mondovì. — Furono consignori 
di Torricella. — Arma: D'azzurro, alla fascia 
d' argento sormontata da una stella d' oro. — 
Cimiero: La figura della speranza unita con quella 
de! tempo. — Motto: nil nisi quod hceat. 



BLUDO di Sicilia. — Arma: D'argento, a 
tre fascie di rosso ed un leone d' oro attraver- 
sante sul tutto; col capo cucito d' oro caricato 
da sei uccelli di nero. 

BLUNDO di Comiso e di Palermo, vedi Biundo. 

BO (dal) di Verona. — Arma: Di verde, al 
leone spaccato d' oro e d'argento, tenente un gi- 
glio d' oro. 

BOARELLO di Verzuoh (Piemonte). — To- 
maso, intimo del duca Carlo Emanuele I di Sa- 
voia, fu da questo principe creato nobile con 
tutti i suoi discendenti nel 4 603, e Giovanni- 
Vincenzo nel 4 846 ottenne la conferma della no- 
biltà dalla camera dei Conti di Torino. — Arma: 
Inquartato: nel 1." e 4.' di rosso, al bue d'oro; 
nel 2.° e 3.° d' oro, alla sbarra di rosso. — Ci- 
miero: Un cane barbetto d'argento, nascente, 
tenente con la zampa destra il motto: mandatis 
PAR ATl'S. 

BOARI di Ferrara. — Un ramo di questa 
famiglia fu insignito dalla S. Sede del titolo co- 
mitale. — Gregorio Vescovo di Comacchio in 
principio del XIX secolo. — Arma: D'azzurro, 
al bue passante d' oro, accompagnato in capo da 
tre stelle dello stesso. 

BOASSO di Torino. — Furono dei consignori 
di Coceonato. — Arma: Di rosso, al bue d'ar- 
gento; col capo d'oro, all'aquila di nero coro- 
nata dello st i». — Cimiero: Un'aquila di nero 
coronata dello stesso, nascente. — Motto: coelo- 

QUE SOLOQIE. 

BOBA o BOBBA del Monferrato, Consignori 
di Terrngia. — Marcantonio Cardinale di S. R. 
C, due Ascani ed un Alberto Cavalieri della 
SS. Annunziata. Il primo Ascanio fu figliuolo di 
Alberto Cav. aurato, Conte Palatino, Senat. di 
Torino e governai di Vercelli; l'altro fu con- 
sigl. di Stato, Gran Priore dell'Ordine Mauriz. 
governat. del castello di Nizza, Capit. degli ar- 
cieri della guardia del Duca Carlo-Emanuele I 
e Gran Ciambellano di Savoja, poi Gran Ciam- 
berlano di Carlo-Emanuele li ; e il padre di Al- 
berto fu consigl. di Stato, governat. del castello 
di Nizza, Grande Scudiere del Duca Vittorio-A- 
medeo. — Questa famiglia à posseduto i castelli 
Camogna, Cagliano, Torricella, Montalto, San Ger- 
vaso. il marchesato di Groja, Pollone e Sorbivo- 
lo, Bianzè e il contado di Bozzolaio. — Arma: 
Spaccato di rosso e d' argento, a due teste di 
bue dell'uno nell'altro. — Alias: Inquartato; nel 
4.° e 4.° d'argento, all'aquila di nero; nel ì.° 
e 3.° dello stesso, al leone tenente colle branche 
anteriori una croce, il tutto di rosso; e sul tutto, 
spaccato di rosso e d' argento al rincontro di bue 
dell' uno nell' ajv'.ro. — Cimiero : a destra un bue 
alato, nascenjp» partito d' argento e di rosso, a 
sinistra ungilo di rosso, affrontati. — Motto: 

LABORE ET VljILAÌNTIA. 



BOC 



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BOC 



BOBBA di Alessandria. — Originaria di Lu, ] 
di cui fu investita nel 1448 da Giovanni IV Mar- j 
eh. del Monferrato. Ma fin dal 1300 possedeva I 
il feudo di Castelgrana. È un ramo dei Boba o 
Bobba del Monferrato, coi quali à comune l' ar- 
ma gentilizia. 

BOBONE del Piemonte. — Ebbero il titolo ' 
di Conti. — Arma : D' azzurro, alla torre d' ar- ; 
gento, finestrata di nero, segnata sulla porta i 
d' una croce d' oro, e fondata sulla pianura er- j 
bosa al naturale, con una palma d'oro nascente 
dalla sommità della torre. 

BOBONI di Roma. — Antica ed illustre fa- 
miglia, dalla quale si crede sieno derivati gli Or- 
sini, e che à dato un pontefice alla Chiesa in 
persona di Celestino III. — Molti senatori ro- 
mani, ed un Bobo nel 1214 era console dei Ro- 
mani e podestà di Perugia. (Estinta). — Arma : 
Inquartato; nel l.« e 4.° d' oro; nel 2.° e 3.» d'oro, 
alla banda di rosso sinistrata in capo da una 
stella d'azzurro; colla croce d'azzurro attraver- 
sante sulP inquartatura. 

BOCA di Gemme (Piemonte), Consignori di 
Cella. — Arma: Spacccato; nel 1.<> d'azzurro, al 
camelo d'oro, sdraiato; nel 2.» d'argento, all'al- 
bero nudrito sulla pianura coi rami passati in 
doppia croce di S. Andrea, il tutto al naturale. 
— Cimiero : Un camelo come nel campo. — Mot- 
to: SUSTINE ET ARSTINE. 

BOCCA di Cherasco. — Arma: D'oro, a due 
leoni affrontati di rosso, moventi da un monte 
di tre cime di verde. 

BOCCA-PIZZOLA di Verona. — Nicola di 
Bonaventura nel 1358 Vicario di Pace Naimerini 
giusdicente di Can Grande della Scala in Incaffi, 
Cavajon, Affi ed altre terre. — Cristoforo aggre- 
gato al Nob. Consiglio municipale nel 1405. — 
Arma: D'argento, a tre bandiere flottanti a de- 
stra, attaccate ciascuna ad una lancia da torneo 
d' argento posta in banda ; le lancie poste in 
isbarra. 

BOCC ABELLA di Roma. — Arma: D'oro, a 
due leoni addossati di rosso, passati in croce di 
S. Andrea, quello a sinistra attraversante su 
quello a destra, accompagnati in capo da un 
giogo di rosso posto in fascia ; colla bordura in- 
chiavata d' oro e di rosso. 

BOCCACCI di Pisa. — Ebbe tal nome da 
Boccaccio di M. Arduino di ser Parigi di Rustico 
dei Gherardelli da Signa. Federico, fratello di 
Boccaccio, priore della Repubblica fiorentina nel 
1342, e dopo di lui altri sette ottennero la stessa 
dignità. — Arma: D'azzurro, all' aquila d'argen- 
to; con la banda di rosso attraversante. 

BOCCACCI di Fano. — Discendenti dai Boc- 
cacci di Pisa, si stabilirono in Fano quando Pan- 
dolfo Malatesta, Signore di questa città, ehia- 
movvi ad esercitar le sue veci Moldaccio Boccacci 



conte di Castagneto. — Camillo fu dichiarato ba- 
rone del S. R. I. da Leopoldo I nel 1670. — Ar- 
ma: ligule alla precedente. 

BOCCACCINI di Pistoja. — Originaria di Fi- 
renze, ove ai tempi della repubblica godette dei 
primi onori. — Arma: Spaccato; nel 1.° d'oro, al 
leone nascente al naturale linguato di rosso, ac- 
compagnato da due corone all' antica del campo, 
poste una : n ciascun fianco; nel 2.° di verde, a 
tre sbarre cucite d' azzurro, colla fascia in divisa 
di rosso attraversante sulla spaccatura. 

BOCCACCIO di Firenze. — È originaria di 
Certaldo, ed il suo vero cognome fu Chellini. — 
Un Boccaccio fu dei priori nel 1322, maestro 
di zecca nel 1345 e console dell'annona nel 1347. 

— Questi fu padre del celebre Giovanni Boccac- 
cio, morto nel 1375. — Arma: D'oro, alla testa 
d'orso di nero; colla bordura inchiavata d'oro 
e d' azzurro. 

BOCCÀDIFERRO di Bologna. — Antica fa- 
miglia di parte guelfa, che dette alla patria un 
Bernardino console nel 990. Molti appartennero 
al consiglio degli Anziani, altri furono podestà e 
governatori. — Nel 1536 Vincenzo di Giovanni 
Vescovo di Marsico. — Arma: Spaccato d'azzurro 
e d' oro. 

BOCCADIFUOCO o BUTTAFUOCO di Sicilia. 

— Originaria di Piacenza, trapiantata in Sicilia 
nel 1343 da un Giacomo, molto favorito dal Re 
Pietro II. - Pietro di Giovanni castellano di Piaz- 
za nel 1453, e Mario, senatore di Palermo, fu nel 
1720 investito del marchesato della Scaletta. — 
Arma: D'azzurro, al drago aggruppato d'oro, 
ignivomo di rosso. 

BOCCAFOLO di Verona. — Un Daniele nel 
1300 fu giudice di Verona. — Arma: D'oro, a 
tre rose male ordinate di rosso. 

BOCCALETTI di Toscana. — Se ne à me- 
moria fino dal principio del secolo XIV. — Gio- 
vanni nel 1323 gonfaloniere di Giustizia nella 
Fiorentina Repubblica: Antonio di Francesco nel 
1350 ambasciatore a Ferdinando II Re di Spa- 
gna, a Carlo V Imperatore, ed al Pontefice Pao- 
lo III. — Arma: Spaccato di rosso e d'azzurro, 
caricato il 1. n di tre boccali d'argento, fregiati 
c manicati d'oro; il 2° da una stella di otto 
raggi d'argento; con due spade d'argento ma- 
nicate d'oro poste in croce di S. Andrea con le 
punte in alto, attraversanti sul tutto; colla fa- 
scia d' oro attraversante. 

BOCCAMAGGIORE di Mantova. — Una delle 
12 più antiche famiglie mantovane. Benvenuto 
console di giustizia e Boccamajrgiore del Consi- 
glio nel 1217. Furono pure di Consiglio e giu- 
dice Agnello nel 1 254, Giuliano nel 1260, Tom- 
masino nel 1272, Guido nel 1285, Luigino e Fla- 
vio nel 1328, e Bosio o Dusio nel 1433. — Giu- 
lio, soprannomato Guatino, fu nel 1389 m.mdato 



BOC 



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BOC 



al conquisto di Asola, e nel 1414 fu ministro ed 
intimo del Gonzaga. — Rainero maestro di ca- 
mera di S. A. e membro della Consulta Impe- 
riale di governo in Mantova, e Francesco-Carlo 
furono creati baroni dall' Imperatore. (Estinta nel 
1725). — Arma: D' argenta, a tre pali d'azzur- 
ro; con una cometa d'oro attraversante sul tutto. 
— Alias: Di rosso, a tre pali di verde; quel di 
mezzo caricato da una stella d'oro. — Alias: 
D' argento, a tre fascie d'azzurro; quella di mezzo 
caricata da una stella d'oro. 

BOCCAMAIORI di Ferrara. — Distrutta A- 
lessandria di Egitto, un Lippo Boccamaiori si 
portò con la sua famiglia in Ferrara ove Azzo IX 
Io accolse amorevolmente, e lo ascrisse nel libro 
dei Nobili. — Brandeliso fu valoroso capitano, e 
militò con Lorenzo dei Medici a nome della Re- 
pubblica Fiorentina. — Alessandro, Alberto, Lippo 
e Francesco furono accettissimi agli Estensi. — 
Arma ? 

BOCCAMAZZA di Roma. — Giovanni Arciv. 
di Monreale in Sicilia nel 1278, creato Cardinale 
di S. R. Chiesa da Onorio IV nel 1285. — Ar- 
ma: Partito; nel 1.» bandato d'oro e di rosso, 
col capo d' argento, sostenuto d' azzurro, e cari- 
cato di due leoni affrontati e controrampanti di 
rosso, tenenti una rosa d' oro, gambuta e fogliata 
di verde; nel 2." di rosso, al leono alato d'ar- 
gento. — Alias: Di rosso, al leone alato spac- 
cato d' oro e d' azzurro. 

BOCCAMITI di Roma. — Giovanni, Arcive- 
scovo di Monreale in Sicilia, fu decorato della S. 
Porpora nel 1285 da Onorio IV. — Arma? 

BOCCANERA di Genova. — Guglielmo, capo 
della fazione popolare, capitano del popolo nel 
1257; Simone, suo nipote, primo doge di Genova 
nel 1339; Ammiraglio di Castiglia e Conte di 
Palma fu Egidio, riputato il più gran capitano 
d' armata navale del secolo XIV. — Arma: D'ar- 
gento, fiancato-ritondato di rosso; al capo d'oro, 
caricato di una croce di nero. — Alias : Inquar- 
tato in croce di S. Andrea d'argento e di rosso, 
caricato il primo da una croce del secondo. 

BOCCAPADULI di Roma. — Patrizia roma- 
na, estinta nel principio del XIX secolo. — : An- 
ticamente era detta Boccapecora. — Francesco 
Vescovo di Valva e Sulmona, creato da Urba- 
no Vili, e poi da Innocenzo X traslatato alla sede 
vescovile di Città di Castello. — Antonio nel 
1516 governò col titolo di conte la città di Ti- 
voli, e quindi fu priore in Campidoglio dei capi 
delle regioni. — Innocenzo X creò conte late- 
ranense e palatino Curzio Boccapaduli ; e lo stesso 
onore ottenne Giuseppe sotto Alessandro VII. — 
Arma : Scaccato in onda d' oro e di nero, alla 
banda d' azzurro, caricata di tre stelle del primo, 
attraversante sul tutto. 

BOCCAPIANOLA di Napoli, — Famiglia pa- 



trizia di cui si à memoria fino dai tempi di Re 
Manfredi. — Godette gli onori del sedile di Ca- 
puana, ed ebbe molti feudi, fra i quali quello di 
Brinditi in Basilicata con titolo di marchese, e 
I' altro di Ripacandida con titolo di duca. — Si 
diramò verso la metà del secolo XV in Bari, ove 
fu ascritta nei registri di quella nobiltà. — Ar- 
ma : Di rosso, alla faseia d' oro caricata da tre 
bande d' azzurro. 

BOCCA REO di Padova, aggregata al consi- 
glio nobile di Padova nel 1380. — Arma: D'az- 
zurro, al Icone d' argento, colla fascia di verde 
inclinata in banda attraversante sul leone. — Ci- 
miero : Un leone nascente d' argento. 

BOCCASI di Venezia. — Arma : D' azzurro, 
a tre caprioli d' oro. 

BOCCAS1NO di Treviso. — Questa famiglia 
fu illustrata da un Nicolò che dall'ordine dei Pre- 
dicatori salì al trono pontificio nel 1300 col no- 
me di Benedetto XI. — Arma: Partito d' oro e 
di nero. 

BOCCATI di Vercelli. — Arma: Di rosso, a 
due leoni d'oro affrontati, sostenenti fra ambi, in 
alto frammezzo a loro una testa e collo umano 
di carnagione, recisi, di fronte, con un sole d'oro 
nascente dal punto destro del capo. 

BOCCELLA di Lucca. — Originaria di Fi- 
renze, trapiantata in Lucca nel 1280. — Ludo- 
vico degli anziani nel 1370, e Simone primo gon- 
faloniere di giustizia. — Filippo V Re di Spagna 
concedette a questa famiglia il titolo di marchesi, 
confermato dipoi nell'Agosto del 1827 dal Duca 
Carlo-Ludovico, a Francesco Boccella suo Mag- 
giordomo. — Arma: D'oro, alla sbarra d'azzurro. 

BOCCETTA (La) di Messina. — Originaria 
della Germania, fu ascritta al patriziato messine- 
se, e fiorì dal secolo XIII al XVII. — Arma : 
D* oro, ad otto torte di rosso, ordinate 4 e 4. 

BOCCHI di Adria, ascritta al Consiglio no- 
bile dr Adria nel 4780. — Arma: Partito d'az- 
zurro e di rosso, alla scala d' argento, sostenuta 
da due cani affrontati e controrampanti dello 
stesso, movente da una terrazza di verde, accom- 
pagnata in capo da quattro gigli d' oro, posti 1 
e 1 a destra, e 1 e 1 a sinistra, e attraversante 
sulla partizione. 

BOCCHI di Brescia. — Arma : Fasciato d'ar- 
gento e di rosso di sei pezzi, caricate la prima 
fascia da una rosa fra due stelle di rosso, e la 
terza da due rose e tre stelle dello stesso. 

BOCCHI di Bologna. — Originaria della Mau- 
ritania, venuta in Bologna da antichissimo tempo. 

— Molti appartennero al Consiglio degli anziani. 

— Bucchino e Buono furono gonfalonieri di giu- 
stizia, il primo nel 1380, ed il secondo nel 1387. 

— È celebre un Achille Bocchi letterato del 
XVI secolo, cavaliere aurato e conte palatino, 
di cui si anno a stampa parecchie opere di lette- 



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ratura latina e italiana. — Arma: D'azzurro, al 
capriolo d'oro accompagnato da tre stelle di otto 
raggi dello stesso, due in capo ed una in punta. 

BOCCHIARDI di Pinerolo. — Originaria 
di Francia, nel XV secolo si trapiantò in Pi- 1 
nerolo di cui si rese benemerita per uomini 
dediti alle scienze e alla letteratura. Nella chiesa 
di S. Domenico di questa città esiste una lapi- 
daria latina iscrizione, nella quale sono scolpiti i 
nomi dei più distinti personaggi di questa casa, 
che gode il titolo di Conti della Valle di S. Mar- 
tino. — Arma: Rombato di rosso e d'argento; 
col capo d' oro sostenuto di nero, caricato di un 
lupo cerviero al naturale corrente. 

BOCCHIARDO di Pinerolo. — È un ramo 
della precedente. — Arma: Spaccato; nel \ . n d'o- 
ro, al lupo cerviere al naturale, corrente; nel 2.° 
di nero pieno. 

BOCCHIMPAM di Ferrara. — Di origine ro- 
mana, trapiantata in Ferrara si rese assai bene- 
merita degli Estensi e dette soggetti valorosi | 
specialmente nelle armi. — Rinaldo, andò per 0- 
bizzo Vili nel 1336 a Faenza onde sedare i tu- 
multi nati fra i faentini e forlivesi, e fu 1' ulti- 
mo di sua famiglia. — Arma: Di ... . alla banda 
di ... . caricata di tre gigli di accompa- 
gnata da due teste di leone uscenti poste di 
fronte, una in capo e 1' altra in punta. 

BOCCIARELLI o BUCCI ARELLI di Xami. 
— Originaria di Acquasparta, Mons. Giovan Paolo 
Bocciare!!! creato da Papa Urbano Vili Vesco- 
vo di Narni nel 1634 condusse quivi la sua fa- 
miglia che fu ammessa alla nobiltà. — Arma: ! 
D' azzurro, al leone d' oro lampassato di rosso 
tenente una rosa dello stesso, gambuta e fogliata j 
di verde, sopra una terrazza dello stesso, accom- j 
pagnato in capo da una cometa d'oro: colla 
banda d' oro caricata di tre torte di rosso attra- j 
I versante sul tutto. 

BOCCOLE (dalle) di Venezia. — Arma: Trin- 
ciato di nero e d' argento, ad una palla dell'uno j 
nell' altro. 

BOCCON di Venezia. — Arma: D' azzurro, j 
I alla banda d' oro, accompagnata da due stelle di 
otto raggi dello stesso. 

BOCHINÀ di Padova. — Asma: Tagliato d'az- 
zurro e d'oro, al leone dell'uno all' altro tenente 
una rosa d' oro, colla trangla di rosso, attraver- 
sante sul tutto. 

BOCHO di Venezia. — Verso 1' anno 804, da 
Trieste passarono i Bocho a Venezia, e furono 
ascritti a quel nobile consiglio nel 1297. — Si 
estinsero in Ser Daniele Bocho giudice dei prò- | 
curatori nel 4312. — Arma: D'argento, a tre 
toste di furia di nero. 

BODII di Milano. — Originaria del Piacen- 
tino. — Antonio comperò il feudo di Grugno- 
torto nel 4 692, poi rovinatosi al giuoco si ritirò j 



a Bologna. — Giacomo suo figlio fu Mastro di 
Campo Generale della milizia del ducato ed oc- 
cupò altre cariche patrizie. (Estinta nel XVIII 
secolo). — Arma : Spaccato di rosso e d' argento, 
al rincontro di bue dell' uno nell' altro. 

BODISSON'I di Venezia. — Furono creati ba- 
roni del S. R. Impero nel 1749. — Arma: in- 
quartato; nel l.o di rosso, al leone rivolto d'oro; 
nel 2.o spaccato d' azzurro e d' argento, caricato 
il primo di una crocetta pattata del secondo; nel 
3." d'azzurro, alla sbarra d'argento, caricata da 
una bilancia posta nel senso della sbarra ; nel 4.° 
di rosso, al pavone ruotante al naturale. Sul tutto 
d' argento a due alberi di palma accostati e ter- 
razzati al naturale, accompagnati in capo da un 
giglio d'oro. — Cimieri. L un albero di palma 
al naturale; EL un'aquila di nero, membrata di 
rosso; III. un ramo di cervo al naturale. 

BOETTI di Fossano. — Il Duca Carlo Ema- 
nuele I di Savoia con sue lettere patenti 21 Mag. 
1614 conferiva ai Boetti consignori di Montegrosso 
il titolo di nobili. — Giovenale ebbe il feudo 
comitale della terra di Pornassio. — Estinti sulla 
fine del secolo XVIII. — Arma : D' azzurro, al 
bue d' oro. accompagnato da tre stelle dello stes- 
so, due in capo, una in punta. — Cimiero: Un 
bue d' oro nascente, sormontato da una stella 
dello stesso. — Motto: virtlte et opere. 

BOETTI del Piemonte. — Furono dei Signori 
di Cavallerleone. — Arma : D' oro, al bue di ros- 
so, sormontato da tre stelle d'azzurro 2 e 1. 

BOETTI di Bivarolo ^Piemonte , Conti di San 
Sebastiano. — Arma: D'argento, al bue di rosso; 
col capo d' azzurro, a tre stelle d' oro mal or- 
dinate. 

BOEZl del Friuli. — Arma: Di verde, alla 
fascia d' argento caricata da un bue passante 
d' oro, e accompagnata in capo da tre stelle dello 
slesso. 

BOFONDI di Porli. — Originaria di Castro- 
earo, si trapiantò in Forlì nel 1630. Con atto 
pubblico 8 Febbraio 1757. Giovan-Pietro fu a- 
scritto con tutti i suoi discendenti al patriziato 
forlivese. — Giuseppe Cardinale di S. R. Chiesa, 
creato da Pio IX nel 1857. — Arma: Di rosso, 
all'albero sradicato al naturale, accompagnato da 
tre stelle di otto raggi d'oro, una in capo e due 
nei fianchi. — Cimiero: Un leone nascente al 
naturale, linguato di rosso. 

BOGETTI di Cherasco. — Ebbero il titolo di 
conti di Lachclle. — Arma : D' oro, a tre teste 
di leopardo di rosso, fibbiate d' argento. — Ci- 
miero: Una fenice sulla sua immortalità. — - Mot- 
to: SOLA FIDES. 

BOGGETTI di Torino, Conti di Mongrand o 
Mongreno. — Arma: Spaccato; al 1. n d'oro, al 
bue di rosso: al 2.« d' azzurro, a tre monti d'oro 
sormontati da altrettante stelle dello stesso ordi- 



BOI 



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nate in fascia. — Motto: Mihi labor alteri lucrum. 

BOGGIANI di Genova. — Da Bertone e Se- 
stri nella riviera di Levante, donde vennero a 
Genova nel 1488. Ascritti nei Grillo 4528. — 
Arma: D' oro, alla stella di otto raggi d' azzurro, 
caricata di un bue del campo, passante. 

BOGGIO di Vaiperga (Piemonte). — Fra i 
diversi rami di questa famiglia va notato quello 
che nel 1838 ebbe il titolo di barone nella per- 
sona del Cav. Giuseppe, mastro uditore alla R. 
Camera dei conti. — Arma : Di rosso, al bue 
sdraiato sulla pianura erbosa, colla testa rivolta, 
addestrato da cinque spighe di grano, nudrite 
sulla pianura, il tutto al naturale. 

BUGINO di Torino. — Giambattista, infeu- 
dato nel 1737 di Migliandolo col titolo comitale, 
e nel 1749 di Vinadio con egual titolo, fu Au- 
ditore generale delle milizie sarde, Ministro di 
Stato e Gran Croce dell'Ord. Mauriz. Col Conte 
Vincenzo-Francesco, di lui figlio, Intendente ge- 
neralo prima di Alessandria e poi del Monferrato, 
si spense la famiglia Bogino, ed i feudi di Mi- 
gliandolo e di Vinadio furono ereditati dal conte 
Prospero Balbo figlio adottivo del Conte Giam- 
battista Bogino marito di sua avola. — Arma : 
D'azzurro, a tre bisanti d'oro, 2 e 1. 

BOI di Sardegna. — Arma: D'azzurro, al- 
l' albero di cocco, fruttifero, con due buoi, sulla 
pianura erbosa, fiorita, uno verso l'altro, in atto 
di lottare con le corna, attraversanti sul tronco 
dell' albero, il tutto al naturale. 

BOI (di) Verona. — Arma: Di verde, al bue 
rampante d'oro, accornatp d'argento. 

BOI (dai) di Verona. — Arma: Partito; nel 
1.° d'argento, al palo di verde, ed un mezzo bue 
saliente d'oro, accornato ed unghiato di rosso 
movente dalla partizione e attraversante sul pa- 
lo; nel 2.» di verde, al leone d'argento, armato 
e lampassato di rosso. 

BOIANI del Friuli. — Originaria dalla Boe- 
mia, si trasferì in Cividale del Friuli ove fino 
dal 1298 fu aggregata al consiglio dei nobili. — 
Vanta questa casa una Beata Benvenuta, parec- 
chi vescovi, marescialli ed ambasciatori dei Pa- 
triarchi di Aquileja, e fu confermata nobile dal- 
l' Imperat. d'Austria con sovrana risoluzione G 
Mag. 1821. — Arma: D'argento, al bue al na- 
turale passante sopra una terrazza di verde; coi 
capo d* oro, all' aquila di nero. 

BOIARDO di Reggio-Emilia. — Se ne à me- 
moria fino dal 1095. Presero il cognome da Ru- 
bicra, luogo di lor signoria, posto sulla Secchia 
tra Modena e Reggio. Ebbero in feudo Casalgran- 
de, Dirizzano, Arceto, Salvaterra e Montabbio. — 
Niccolò Vescovo di Ferrara nel 1400; Pietro e 
Carlo Vescovi di Modena. Diversi furono gover- 
natori e podestà. Un ramo passato in Ferrara fu 
devotissimo agli Estensi, ed ottenne i primi onori 



cittadini. Tra i letterati della casa Boiardo me- 
rita special menzione il celebre poeta Conte Mat- 
teo, autore dell' Orlando innamorato, governa- 
tore di Reggio, capitano del popolo di Modena, 
e signore di Scandiano. (Estinta nel 1560). — 
Arma: Di rosso, al capriolo alzato d'argento. 

BOIDI di Alessandria. — Famiglia che da 
Gamondio, ora Castellazzo, concorse eflicamente 
alla fondazione di Alessandria; e fu anzi uno dei 
Boidi che persuase con la sua robusta eloquenza 
ai popoli abitatori primitivi dell' a^ro alessan- 
drino 1' opera immortale. Fu tra le guelfe del Co- 
mune. — Alberto governatore del Dclfinato nel 
1596 e luogotenente del Duca di Monmorency. — 
Giovanni-Antonio consigliere di Roberto d'Angiò. 
— Arma: Spaccato d'oro e d'azzurro. 

BOIDI di Milano. — ^stinta). — Arma: 
D'argento, alla banda di rosso, caricata da tre 
rose d'argento; col capo d'oro, all'aquila di nero. 

BOISIO di Milano. — Derivanti dalla terra 
di tal nome nel milanese. Sasso fu cameriere del 
Duca Francesco Sforza lì; sposò Caterina de Soa- 
bra figlia di Don Filippo Barone d' Auxì, nata 
da una sorella del Duca di Medina Sidonia. — 
Arma: Spaccato: nel 1.° d'argento, al castello di 
rosso torricellato di due pezzi e aperto del cam- 
po ; nel 2.° fasciato di 8 pezzi di rosso e d' ar- 
gento; col capo cucito d'argento caricato dell'a- 
quila di nero coronata d'oro. 

BOLAGNOS di Milano. — Giuseppe Bola- 
gnos spagnuolo venuto a Milano, nel 1702 ebbe 
la carica di senatore; nel 1708 fu creato conte 
del S. R. I.; nel 1728 Marchese di Pizzighettonc 
e feudatario di Galeppio, e finalmente ambascia- 
tore a Venezia dove morì nel 1732. — Il mar- 
chese Carlo suo figlio fu dei 60 decurioni. — 
Arma: Spaccato: nel 1." di cielo al naturale, alla 
pecora d'argento passante sulla pianura erbosa, 
a destra, e al castello d' oro merlato, dalla cui 
finestra sporge un uomo vestito d' azzurro, a si- 
nistra; nel 2.° partito; al primo d'azzurro, alla 
cotissa di verde ingoiata da due teste di drago 
d'oro; al secondo d'oro a cinque teste di pecora 
d'oro, disposte 2 1 e 2. Sul tutto, il 2.-, una 
croce patente scorciata d' argento. 

BOLDONI di Milano. — Originaria di Bel- 
lano sul lago di Como, dette parecchi fisici e dot- 
tori di Collegio, un Vescovo di Teano, ed un pro- 
tofisico generale del ducato di Milano. — Parec- 
chi di costoro furono autori di opere mediche e 
letterarie. Sigismondo autore di un poema eroico 
intitolato: La caduta dei Longobardi. ^Estinta 
nel secolo XVII). — Arma: Spaccato: nel l.° 
d'oro, all'aquila di nero coronata del campo; nel 
2.° di rosso, all' aquila d'oro coronata dello stesso. 

BOLDÙ di Venezia. — Sino dall'anno 810 la 
famiglia Boldù faceva parte dei Nobili veneti, e nel 
1297 fu ascritta al patriziato. Ebbe senatori, prò- 



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curatori di S. Marco ed inquisitori di Stato. — 
Arma: Trinciato d' azzurro e di argento, alla co- 
lomba dello stesso, accollata di una coroncina 
d' oro, posta nel primo. 

BOLENI o BOLLANI di Venezia. — Origi- 
nari, come vogliono alcuni, di Aquileia, ed altri 
di Costantinopoli, passarono nelle isole venete fino 
dal secolo V. — Nel 1297 furono ascritti al pa- 
triziato. — Ebbero diversi procuratori di S. Mar- 
co. — Arma: Bandato di cinque pezzi, verde, 
oro, azzurro, argento e rosso. 

BOLGARINI di Siena. — Furono dei Nove, 
ma prima dei Grandi. — Bolgarino console di 
Siena nel 1207. Fr. Bartolomeo Domenicano, di- 
scepolo di S. Tomaso creato da Sisto IV Abate 
di S. Galgano. Altro Bolgarino ambasciatore a 
Firenze, Venezia, Milano, e all'imperatore Massi- 
miliano, consigliar di Stato del Duca Ercole di 
Ferrara. — Arma : D' argento, a tre pali di ros- 
so; col capo d'oro, all'aquila di nero coronata 
del campo. 

BOLINO di Genova. — Arma: D' azzurro, al- 
l' olivo al naturale, sinistrato da un leone d'oro 
coronato dello stesso, sostenente il tronco. — 
Cimiero: Un leone d'oro nascente. — Motto: do- 

MINUS PROTECTIO MEA. 

BOLLA di Alessandria. — Fu già signora del 
castello di Osasco. — Ambrogio Abate di S. Carlo 
e di Moncucco, elemosiniere di Corte di Vitto- 
rio-Emanuele I. — Arma : Di rosso, al semivolo 
destro d'argento; col capo d'oro, all'aquila di nero 
coronata dello stesso. — Cimiero: Un' aquila di 
nero nascente. — Motto: fortitudo pax. 

BOLLA di Milano. — Antica famiglia decu- 
rionale, che diede notai, giureconsulti ed un av- 
vocato fiscale ducale sul finire del 1400. (Estinta 
verso la fine del XVI secolo). - Arma: Inquar- 
tato d' oro e d' azzurro, al bisante d' argento ca- 
ricato di un B di nero; col capo d'oro, all'aquila 
di nero coronata del campo. 

BOLLERÒ di Fossano. — Originati dallo 
stesso ceppo dei Sarmatorio, assunsero il nome 
di Bollerò verso la fine del XII secolo per di- 
stinguersi dagli altri rami clic si erano distac- 
cati dal ceppo comune. Furono feudatari di Sai- 
more, ed il 13 Gin. 1247 fecero omaggio di fe- 
deltà al Comune di Fossano, obbligandosi di abi- 
tare nella città. — Con istromento del 6 Gen. 
1251 il podestà di Fossano rimise di nuovo ed 
investì del sud. feudo Boi Iorio e Giacomo suo fi- 
glio e Semalgherio suo fratello, a patto perù che 
lo tengano e custodiscano a nome ed a vantag- 
gio del Comune di Fossano. — I loro discendenti 
ottennero di abbandonare questa città, ed ebbero I 
poscia il feudo di Centallo su cui acquistarono 
signoria, e più tardi vuoisi che abbiano posto do- 
m icilio in Savigliano. — Furono visconti di De- 
monte e marchesi di Centallo. — Arma: Spac- 



cato d'oro e di rosso; colla bordura composta di 
otto pezzi alternati, quattro d' argento, alla croce 
potenziata d' oro, accantonata da quattro crocette 
dello stesso, e quattro d'azzurro seminato di gigli 
d'oro, col lambello di rosso. 

BOLLINI di Fossano. — Antica e patrizia 
famiglia fossanese proprietaria della chiesa della 
SS. Vergine di Cussanio nella regione del Cor- 
netto, con sepoltura gentilizia nella chiesa del- 
l' Annunziata di Fossano. — Michelangelo, nel 
1701 era vice-prefetto di Fossano ed avvocato 
fiscale patrimoniale. — Gerardo abbate titolare 
del monastero della Consolata di Torino, Giove- 
nale abbate de' Cisterciensi del monastero d' A- 
sti, e Nicola fu giudice delle cause, indi Di- 
screto Generale per la elezione del capo di sua 
congregazione (agostiniana). — Alcuni di questa 
casa portano il titolo di Conti Marchisio della 
Predosa. — Arma? 

BOLLINI di Venezia. — Arma : D' azzurro, 
a cinque piante di verde, fiorite d'argento poste 
sopra una terrazza del secondo, la seconda e 
quarta pianta sormontate ciascuna da un uccello 
d' argento, il primo rivolto. 

BOLO di Palermo. — Paolo Bolo Conserva- 
tore della patria nel 1438. — Arma: D'oro, alla 
campagna di verde, accompagnata in capo da due 
stelle di otto raggi d' azzurro, e in punta d'un 
cannone in banda del secondo. 

BOLOGNA di Locamo. — Originari di Bo- 
logna, presero il uòmo di Locamo dal castello 
omonimo di loro giurisdizione. Ebbero nobiltà in 
Como nel 1413 e possedettero il feudo di Luga- 
no, che venne loro confiscato da Franchino Ru- 
sca. — Arma : Partito di rosso e di verde, a due 
levrieri d' argento collarinati di rosso, rampanti 
ed affrontati. — Cimiero: Un'aquila nascente, 
di nero, coronata d' oro. 

BOLOGNA-CAPIZUCCIII del Piemonte. — 
Furono signori di Cassine di Strà. — Arma : 
D'azzurro, alla banda d'oro. 

BOLOGNA (di) di Palermo, vedi Beccadelm. 

BOLOGNATI di Treviso. — Arma: Di rosso, 
al leone d'argento, colla testa attraversante sopra 
un mezzo cerchio di ruota dello stesso in capo, le 
cui estremità sono tenute dalle branche del leone. 

BOLOGNETTl di Bologna. — Fu del nobile 
Consiglio e senatoria. — Molti furono anziani del 
Comune, ed altri si segnalarono per valor mili- 
tare. — Alberto Vescovo di Massa in Maremma, 
nunzio apostolico e poi Cardinale creato da Gre- 
gorio XIII. Un Baldassarre, dell' Ordine dei Servi, 
fu creato Vescovo di Nicastro nel 1624; e Gior- 
gio fu Vescovo di Ascoli. — Ebbero il titolo di 
principi di Vicovaro. — Arma: D'azzurro, alla 
fascia ondata d'oro, accompagnata in capo da 
tre gigli dello stesso, e da un medaglione con 
ritratto d' argento orlato d' oro in punta. 



BOM 



— 1 



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BON 



BOLOGNINI di Bologna. — Antonio e Nicolò 
dell'Ordine dei Gesuati, ed Apollonia, terziaria di 
S. Francesco, furono ascritti nell' albo dei beati. 

— Mario Arciv. di Lanciano nel 1579; Bartolo- 
meo capitano di giustizia in Siena e Ludovico sena- 
tore di Roma, e valente giureconsulto. -- Arma ? 

BOLOGNINI- ATTENDOLO di Milano, vedi 
Attendolo. 

BOLONA di Sardegna. — Arma: D'azzurro, 
ad una città al naturale, cinta di mura, nella 
punta dello scudo, sormontata da una colomba al 
naturale, volante. 

BOLTRAFlO di Milano. — Antica famiglia 
che diede dottori e notai ai Collegi di Milano. 

— Arma: Bandato d'oro e di rosso. 
BOLZONI di Casalmaggiore (Lombardia). - 

Originaria di Modena, di cui un Corrado fu con- 
sole nel 1170 e nel 118l\ Nel 1362 si trasferì a 
Viadana, donde un ramo si trapiantò più tardi 
in Casalmaggiore. Ascritta alla cittadinanza di 
Parma, fu nel 1795 dichiarata nobile con decreto 
del R. Magistrato politico camerale della Lom- 
bardia. — Dal 1714 al 1770 à dato alla patria 
quattro decurioni, e Francesco Farnese Duca di 
Parma con diploma 4 Ott. 1709 dichiarò, creò e 
costituì Pietro Bolzoni e i di lui discendenti no- 
bili della città di Parma; nobiltà riconosciuta nel 
1816 dall' Imperat. d'Austria. (Estinta). — Ar- 
ma: D'azzurro, al toro rivolto furioso addentato 
all'orecchio da un cane pure rivolto, ambi moventi 
dalla pianura erbosa, il tutto al naturale, e a tre 
stelle di sei raggi d' oro male ordinate in capo. 

BOLZONI di Crema. — Una famiglia di que- 
sto nome figurava in Crema fra le patrizie e ghi- 
belline. Da lei, che ne era proprietaria, tolse il 
nome il villaggio di Bolzone. Ad un Pietro Bol- 
zoni furono confiscati i beni da Giorgio Benzone. 

— Agostino e Cristoforo, per essere ghibellini 
vennero da Andrea Dandolo confinati 1' anno 
1451. — Arma eguale alla precedente. 

BOMBACE di Modena, vedi Bambasi. 

BOMBACI di Bologna. — Fu prima del par- 
tito ghibellino, e poi del guelfo. — Uguccio se- 
dette nel supremo magistrato degli anziani, e 
Giacomo nel 1382, membro del consiglio dei 400. 
Capitano del castello di Sant' Agata nel conta- 
do d'Imola fu Bernabò; e Bartolomeo di Girolamo 
conte palatino nel 1585. — Anton-Michele ed 
Alessandro furono ascritti il 2 Novembre del 
1665 al Patriziato Romano. — Arma: D'azzurro, 
alla croce di S. Andrea di rosso, finestrata nel 
cuore in losanga d'oro, accompagnata nel capo e 
nella punta da due stelle dello stesso. — Cimie- 
ro: Un uomo nascente di carnagione crinito di 
nero, impugnante con la destra una spada d' ar- 
gento, impugnata d'oro, e tenente con la si- 
nistra lo scudetto di azzurro, al leone uscente 
d' oro. — Motto : caroli sum. 



BOMBACI o BOMBASO di Reggio-Emilia, cosi 
denominata per il commercio del bombace che 
faceva nel XIV secolo. — Erano detti anche bo- 
netti nel XVI secolo. — Arma: Di rosso, al grifo 
d'oro, colla fascia d' azzurro, caricata di tre cre- 
scenti d'argento e attraversante sul tutto. 

BOMBELLI di Cannobio e di Milano. — Am- 
messa alla cittadinanza di Milano nei 1471 per 
lettera del Duca Galeazzo-Maria Sforza, confer- 
mata poi da Francesco II Sforza nel 1533. — Ar- 
ma: Di rosso, al bue passante d'argento; col capo 
d'oro, all' aquila di nero. 

BOMBELLI di Genova. — Originaria di Ceva 
in Piemonte. Fu ascritta nei De Franchi nel 1528. 
— Arma: Inquartato d'argento e di rosso; i 
punti del primo caricati ciascuno di una testa e 
collo di gallo, nascente, di nero, coronata dello 
stesso, quella del primo punto rivoltata. 

BOMBELLI di Valenza. — Arma : Inquartato 
d' oro pieno, e di rosso alla rotella di sprone 
d' argento. 

BOMBENI di Treviso. — Originari di Firen- 
ze, furono nel 1486 ascritti al patriziato udine- 
se. Ebbero nel 1820 la conferma della nobiltà. — 
Arma: D'oro, al palo di rosso, accostato da sei 
crescenti dello stesso, affrontati, posti in due pali; 
lo scudo accollato da un'aquila bicipite di nero, 
coronata di due corone d' oro. 

BOMBINI di Cosenza. — Di origine greca, 
immigrata in Italia verso il 1000 per fuggire la 
persecuzione dei Turchi che infestavano quelle 
contrade. Fu prima in Genova, e poi in Cosenza 
ove fu ascritta alia nobiltà. — Giovanni barone* 
del regno di Napoli al tempo di Re Manfredi. — 
Nell'Aprile del 1 549 Carlo V Imperatore conce- 
deva in feudo a Bartolo i diritti fiscali delle due 
Calabrie. Emilio Vescovo di Umbriatico nel 1575; 
e Michele Vescovo di Cassano, governò quella dio- 
cesi per 42 anni. — Arma: D' azzurro, alla croce 
di S. Andrea d'oro, accompagnata da due stelle 
dello stesso, una in capo e l'altra in punta. 

BOMBIZO di Venezia. — Arma; Partito d'ar- 
gento e di rosso, al capriolo dell'uno nell'altro, 
accompagnato in capo da due stelle dall' uno al- 
l' altro, ed in punta da una palla dell' uno nel- 
T altro. 

BON di Venezia. — Originaria di Bologna, 
fu ascritta al veneto patriziato nel 1297 ed à 
dato alla Repubblica due procuratori e molti se- 
natori. — Furono castellani di S. Nicolò di Se- 
benico: Domenico nel 1559, Giorgio nel 1675, 
Francesco nel 1696, Girolamo nel 1708 e Nicolò 
nel 1787. — Arma: Partito d'argento e di rosso. 

BON di Verona. — Fino dal 1788 fu aggre- 
gata al nobile Consiglio, e fregiata del titolo di 
conte di Asparedo. Nel 181 9 ottenne la conferma 
della nobiltà. — Arma: Di rosso, alla fascia d'oro, 
accompagnata in capo da una stella dello stesso. 



BON 



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BON 



BONA di Brescia. — Arma: Inquartato; nel 
lv e 4.° spaccato d'azzurro e d'oro, al leone 
dall' uno all'altro; nel 2.» e 3.» d'argento, alla 
croce patente d' azzurro. 

BONA (della) di Genova. — Arma : Inquar- 
tato d'oro e di rosso; il primo punto all'aquila 
bicipite di rosso coronata di una sola corona del 
campo; il quarto, alla palizzata di rosso in banda. 

BONA di Mondovì. — Uscì da questa fami- 
glia il famoso Giovanni Bona, creato Cardinale 
nel 1669. — Arma? 

BON ACCI di Pisa, vedi Bonazzi e Fironacci. 

BONACCIOLI di Ferrara. — Il Conti ascrive 
questa famiglia tra le più antiche d' Italia. Nico- 
lino cancelliere di Azzo Estense nel 1394, e Giu- 
liano cancelliere di Nicolò III. — Arma: Partito; 
nel 1.° trinciato di verde e d'azzurro, al leone d'oro 
uscente dalla partizione; nel 2.° spaccato d'azzurro 
e d' oro, al destrocherio vestito di rosso posto in 
fascia e palo uscente dal fianco sinistro e con la 
mano di carnagione in atto di benedire, sormon- 
tata da un bisante crociato d' oro, accostato da 
due gigli dello stesso. 

BONACCOLSI o BONACOSSI di Ferrara e 
di Mantova. — Famiglia estinta nel 1328. — 
Fino dal 1225 faceva parte del consiglio di Man- 
tova; e già dal 1206 possedeva a titolo di feu- 
do la terra di Poleto. — Pinamonte nel 1219 
del magistrato degli anziani del popolo, e Mar- 
tino rettore della Repubblica. Tono podestà di 
Verona nel 1 283. Corrado nel 1 280 ebbe l' inve- 
stitura della metà della corte di Pazzuolo e delle 
terre adiacenti in riva al Mincio. — Furono i Bo- 
naccolsi signori di Susano, di Villa dei Cavalieri, 
di Villagrossa, di Pampuro e di Gazo. — Arma: 
D'oro, a tre fascie di rosso. — Alias: Di rosso, 
a tre fascie d'oro. 

BONACCOLTI di Sicilia. — Originaria di 
Mantova, riparata in Sicilia per isfuggire le per- 
secuzioni dei Gonzaga. — Giovanni pretore di Pa- 
lermo nel 1382; Aldo capitano di giustizia in Ca- 
strogiovanni; Luigi, barone di Cariato, e stratigò 
nel 1390. — Arma: D'argento, alla fascia di rosso 
cimata da una testa di porco al naturale, sor- 
montata da una crocetta di rosso. 

BONACCORSI o BUONACCORSI-PINADORI 
di Firenze. — Famiglia unita in consorteria coi 
Berti-Rinieri e coi Rustici. — Domenico notaro 
della Signoria nel 1482, ed Antonio suo figlio priore 
nel 1523. Bonaccorso e Simone furono Cardinali: 
un Giovanni di Antonio Vescovo di Colle nel 
1645, e Lorenzo suo fratello senatore nel 1673. 

— Arma: Di rosso, al pino d'oro al naturale. — 

Motto: TEMPESTATE VIGET. 

BONACCORSI dei VALDIGIANI di Firenze. 

— Cominciarono ad ottenere il priorato nella per- 
sona di Piero di Buonaccorso corazzalo nel 1402, 
e da quell'epoca al 1510 lo conseguirono sei volte. 

Dizionario Slor. Bla». 



Un Bonaccorso di Pietro fu notaro della Signoria 
nel 1 427 ambasciatore a Siena e in Savoia. Pie- 
tro suo tìglio fu cancelliere dei Signori nel 1441 
ed un Leonardo ebbe il titolo di conte palatino. 
(Estinti nel 1724). — Arma: D' azzurro, al leone 
d'oro tenente nella branca destra una roncola 
dello stesso. 

BONACCORSI di VANNI di Firenze. ~ Ori- 
ginari dei contado di Lucca, venuti a Firenze 
furono ascritti all'arte degli orafi. — Bonaccorso 
di Vanni priore nel 1370 e gonfaloniere di giu- 
stizia nel 1380. Francesco, Pietro e Nicolò priori. 

— Arma: D'azzurro, all' archipenzolo d'argento, 
accompagnato da due gigli d' oro, posti uno in 
capo e l'altro in punta. 

BONACCORSI di GHESE di Firenze. — Det- 
tero alla Repubblica un priore nella persona di 
Ghese di Bonaccorso nel 1319. — Arma: Trin- 
ciato d'argento e di verde, al giglio del secondo 
nel primo. 

BONACCORSI detti dei Noferi di Firenze. — 
Derivarono da Simone di M. Bonaccorso da Pas- 
signano che conseguì il priorato nel 1302. — 
Bartolo di Simone di Noferi fu 1' undecimo priore 
di questa casa nel 1460. (Estinta alla morte del 
senatore Lapo di Antonio nel 1702). — Arma: 
Trinciato d'oro e di rosso, alla banda d'azzurro 
attraversante, accompagnata da ciascun lato da 
una stella dell'uno nell'altro. 

BONACCORSI di Macerata e Potenza-Picena. 

— Riconoscono la stessa origine dei Bonaccorsi 
di Firenze, e godono il titolo di conti di Castel 
San Pietro in Sabina. — Furono ascritti al pa- 
triziato romano, riconfermato loro da Benedetto 
XIV il 4 Gen 1746, alla nobiltà e patriziato di 
Macerata nel 1496, alla nobiltà di Bologna nel 
1677, e a quella di Firenze con decreto di ricon- 
ferma del 17 Lug. 1752. — Furono Cardinali di 
S. R. Chiesa un Bonaccorso nel 1616, ed un Simo- 
ne nel 1763. — Arma: Spaccato d'oro o d'azzur- 
ro, al grifo dell'uno nell'altro, traversato da una 
banda di rosso. 

BONACCORSI di Milazzo e di Messina. — Ar- 
ma: D'azzurro, al levriere d'argento, rampante, 
sostenuto da un monte di tre cime al naturale, 
movente dalla punta. 

BONACHO di Verona. — Arma: D'oro, al 
drago alato e rampante di verde uvonto due sole 
zampe, la coda annodata e terminante in saetta 
verso la punta. 

BONAC1NA di Cannobio. — (Estinta). — Att- 
ma: D'argento, ad un camoscio passante sopra 
una pianura erbosa, avente dietro qualche pianta 
di verde, ed innanzi una roccia o sasso ui natu- 
rale ; col capo d'oro, all'aquila di nero. 

BONACINA di Milano. — Originaria dalla 
terra omonima, frazione del Comune di Diati», si 
stabilì in Milano fin dal 1220. — Martino, gran 

10 



BON 



— ur, — 



BON 



teologo e giurisperito, creato dall' imperatore 
Ferdinando II conte palatino, fu Vescovo di Li- 
tica. Diversi furono capitimi, e Ignazio senatore. 
(Estinta sulla lino del secolo XVIII). — Arma: 
Spaccato; nel 1.° partito: a) d'oro, all'aquila di 
nero coronata del campo: b) d' argento, a tre 
bando di rosso; nel 2.° di cielo al naturale, al 
monte di tre cime di verde a destra e una ca- 
pra al naturale, saliente il monte. 

BONACORSI di Padova. — Arma: D'azzur- 
ro, alla banda d' argento, caricata di tre cuori di 
rosso, posti ciascuno in palo, la banda accompa- 
gnata da tre stelle d' oro, le due in capo poste 
in banda, e la terza in punta. — Alias: D'az- 
zurro, all' albero al naturale accostato da due 
leoni affrontati d'argento; il tutto sostenuto da 
una terrazza di verde; col capo d'oro, all'aquila 
di nero. — Alias: Fasciato d'azzurro e d'oro, 
le fascie d' azzurro caricate di sei stelle d' oro, 
3, 2, 1. 

BONACOSSI di Ferrara e di Mantova, vedi 
Bonaccolsi. 

BON ACQUISTI di Assisi. — Conti e signori 
di Panzo, antico castello sul dorso del Subasio, 
alcuni de' quali furono eccellenti capitani ed altri 
cavalieri di Malta. — Il Conte Ferrante, ultimo 
di questa casa, e Capit. delle milizie napolitane, 
dette I* unica sua figlia Francesca in moglie al 
Conte Luigi Marini, il quale ereditò i beni ed il 
cognome Bonacquisti nel 1780. — Arma: Di ros- 
so, a tre monti al naturale sostonuti da una 
trangla d' argento, dai quali escono due grandi 
penne di struzzo. 

BONADA di Cuneo. — Ottenne singolari fa- 
vori dal Duca Carlo Emanuele I, il quale con pa- 
tenti del 2 Fcb. 1497 conferì la nobiltà eredita- 
ria con lo stemma gentilizio a Biagio. Battista, 
Giovanni e Stefano Bonada. Nel 1725 ebbero l'in- 
vestitura di Vignolo in contado. Biagio fu uno 
dei più distinti ufliciali dell'esercito savoiardo. — 
Arma: D'azzurro, al grifo d'oro; col capo d'oro, 
all' aquila di nero coronata dello stesso. — Ci- 
miero: Un'aquila come nel campo. — Motto: 

N1I1IL NIMIS. 

BONA DONA di Rivoli (Piemonte). Patrizia di 
Rivoli, ebbe signoria in Altessano. — Antonio 
per molti anni sindaco di Rivoli al tempo di E- 
ma miele-Filiberto, assai benemerito della patria 
e della dinastia, sofferse gravami incredibili dalle 
varie milizie ebe a que' dì scorazzavano il Pie- 
monte. — Giall'rodo era in quello stesso tempo 
Arciprete della colleggiata di sua patria. — Ar- 
ma: D'azzurro, alla banda d'argento accompa- 
gnata da due rose dello stesso. 

BONAFEDE di Sicilia. — Originaria dai Conti 
di San Giuliano di Francia, si stabilì in Sicilia 
nel secolo XIV. Un Federico ebbe dal Re Ferdi- 
nando il Cattolico nel 1508 il titolo di regio 



Cavaliere. — Arma: D'oro, alla fascia scaccata 
di rosso e d'argento, di due file, sormontata dal 
capriolo rovesciato d'azzurro, bisantato d'oro di 
cinque pezzi; col capo di rosso caricato da un 

j giglio d'oro. 

BONAFFINI di Sicilia. — Di origine spa- 

I gnuola, fu trapiantata in Sicilia circa al 1 300 da 
un Vincenzo il quale vi segui Federico II. — 
Giuseppe Capitano di armi nel vallo di .Mazzara; 
Francesco Capitano d'armi nel regno. — Conta se- 
natori, pretori, capitani, giustizieri ed altri distinti 
personaggi, ed ottenne il titolo baronale. — Ar- 
ma: Spaccato; nel 1.» d'azzuiro, a quattro bande 
d' argento, le prime tre caricate da una stella 
dello stesso; nel 2.» di rosso, al volo d' argento. 

BONAGENTE di Vicenza. — Originaria di 
Schio, fu ascritta al nobile collegio dei Notai di 
Vicenza. Nel 1830 ebbe la conferma della sua 
nobiltà. — Arma: Spaccato; nel 1.° d'azzui ro, alla 
colomba spiegata d' argento; nel 2.° d' argento 
pieno. 

BON AG IL NT A di Aquila. — Originaria di 
Cappito, uno dei castelli che concorsero alla edi- 
ficazione della città di Aquila. — Il primo di cui 
si faccia menzione nei documenti è un Luca vi- 
vente intorno al 1200. Giunta lì detto Giunta- 
tilo giustiziere di Calabria e conte di Corbaro. 
Antonuccio, figlio di Giuntarello, giustiziere nella 
provincia del Principato. (Estinta). — Arma: D'ar- 
gento, alla quercia di verde; colla fascia attraver- 
sante di rosso, caricata di tre palle di oro. 

BONAGIUNTA di Legnago. — Arma: D'az- 
zurro, alla croce di S. Andrea trifogliata d'oro. 

BONAGIUNTA di Verona. — Arma : D az- 
zurro, al leone d' argento. 

BON AG LI A di Brescia. — (Estinta^. — Ori- 
ginaria di Mantova. — Arma: Spaccato; nel I. 8 
d'azzurro, al bue al naturale, sormontato da tre 
stelle d'oro; nel 2.° di verde, ai capi d'aglio d'ar- 
gento, legati di rosso. 

BONAGRAZIA di Messina. — Sotto il Re 
Federico lì un Pietro fu castellano di Matagri- 
fone; ed un Vincenzo nel 1341 conseguì il feudo 
di Melala» in contrada Mineo. — Arma: D'oro, 
a due rami, uno di palma e l'altro di ulivo al 
naturale, passati in croce di S. Andrea. 

BONAGUISI di Firenze. — Uguccione e Bona- 
guisa furono armati cavalieri nell'SOo da Carlo 
Magno. — Un Bonaguisi intervenne alla Crociata 
nel 1215 e primo piantò sulle mura il vessillo 
cristiano per il che fu conosciuto sotto il nome 
di Della Presa, e i suoi discendenti corrottamente 
furono detti della Pressa. Tre volte conseguirono 
il priorato tra il 1 439 e il 1498. Ebbero la si- 
gnoria di Monte Garoso, e si estinsero in Stagio 
di Matteo nel 1591. — Arma: Partito; nel 1" d'oro, 
alla mezz' aquila spiegata di nero, movente dalla 
partizione; nel 2.° palato d'argento e di rosso. 



BON 

BONAJUTl di Firenze. — Ammessa alle ma- 
gistrature fin dal 1311. — Coppo di Stefano fu 
priore per ben otto volte, e gonfaloniere due 
volte. Marcliionne di Coppo conseguì anch'esso il 
priorato nel 1379. — Arma: Spaccato d'azzurro 
e d'oro, al liocorno rampante dell'uno nell'altro. 

BONAJUTl di Firenze. — Originaria del Mu- 
gello. Un Lapo, un .Martino e un Bartolomeo fu- 
rono per diverse volte priori della repubblica. — 
Arma; Grembiato d' argento e di nero di sei 
pezzi. 

BONAJUTO di Sicilia. — È originaria di 
Valenza, e fu trapiantata in Sicilia da un Rai- 
mondo, balio di Violante figlia di re Pietro di 
Aragona. Un altro Raimondo favorì il Duca Ro- 
berto nel conquisto della Sicilia; un Giovanni ca- 
satosi in Siracusa comprò dai Moncada la terra 
di Melilli, mentre il di lui fratello Antonio acqui- 
stava in Lentini il feudo e castello di Osino nel 
I497, ed ebbe anche il feudo dell' Albiato. Un 
Bartolomeo comperò il feudo della Cavallera in 
Centorbi; un Guglielmo quello di Miliato, ed un 
altro Bartolomeo quel di Carracino nel 1535. Un 
Silvestro fu barone di Fucilino nel 1540, ed un 
Gaspare senatore di Palermo nel 1590. — Arma: 
D'oro, a tre cipressi di verde, quello di mezzo 
accostato da un leone di rosso. 

BONALDI di Treviso. — Arma: D' azzurro, 
al cappello d'oro, coi cordoni dello stesso passati 
in croce di S. Andrea. 

BONALDI di Venezia. — Originaria di Fer- 
rara, passata a Rivalto e spenta nel 1341. — 
Tommaso nel 1253 fu fatto decapitare sulla pub- 
blica piazza di Padova per ordine di Ezzelino da 
Romano. — Arma: D'argento, alla croce di S. 
Andrea d'azzurro, accantonata nel 'J.° e 4.° da 
una barba di nero, e nel 2.° e 3.° da una crocetta 
patente di rosso. 

BONAL1NA di Verona. — Al tempo degli 
Scaligeri vivea di questa casa il maestro Delaido 
il quale ebbe due figli, Jacopo e Bartolomeo. Que- 
st'ultimo fu fatto morire con altri nell'anfiteatro 
di Verona per ordine del Carrarese accusato di 
voler dare la città al signore di Mantova che era 
in lega coi Veneziani. — Pietro Bonalini celebre 
medico di Collegio nel 1522, scrisse in greco e 
in latino, ed è nominato dal Maffei nella sua Ve- 
rona illustrata. Nel 1409 questa famiglia fu ascrit- 
ta al nobile patrio Consiglio, e nel 1655 si e- 
stinse. — Arma: D'argento, al bue rampante al 
naturale, gettante fiamme dalla bocca e dalle narici. 

BONAMENTE di Verona. — Arma: D'argen- 
to, alla fascia ondata d' azzurro, costeggiata da 
sci stelle dello stesso. 

BONAMENTI di Sicilia. — Arma: D'azzurro, 
al castello d' argento sormontato da tre torri 
ctello stesso, chiuso di nero. 

BONAMICI di Ferrara. — Si dissero prima 



BON 

degli Adriani. — Un Arnaldo fu segretario di 
Bertoldo d'Este, e un Ferrante ambasciatore della 
sua patria presso Innocenzo VII. — Bonamico fu 
capitano e generale del Duca Alfonso I nella guer- 
ra contro i Veneziani, e si acquistò il titolo di 

valoroso. — Arma: Di al palo d'azzurro infor- 

riato d' oro e seminato nei vuoti di gigli dello 

stesso, ed accostato da due leoni di coronati 

di controrampanti. 

BONAMICI di Pavia e di Voghera. — Fino 
dal cominciare del secolo XV fioriva in Pavia di 
cui era console un Burgundio Bonamico. Divisa 
in molti rami, si sparso in varie città d' Italia. 
Quello di Voghera dette uomini illustri e per valor 
militare e por scienza delle cose di stato. Gio- 
vanni, Giacopino e Contino furono Decurioni. — 
Arma: Di rosso, alla bando d'argento accompa- 
gnata da un canton sinistro dello stesso in capo. 

BONAMICO di Sicilia. — D'argento, alla 
fascia di rosso accompagnata in capo da un uccello 
passante di nero. 

BON AM INI di Pesaro. — Discende da un 
Girolamo Venturini detto di Ser Bonamino, grosso 
negoziante di spezicrie, nativo di Bergamo, capi- 
tato in Pesaro, tra il cadere del XV, e l' inco- 
minciare del XVI secolo, il quale quivi si stabilì, 
e nel 1504 ottenne di essere aggregato al patri- 
ziato pesarese. Simone di lui figlio fece moltissimi 
acquisti di stabili, fra cui la superba tenuta delle 
Torrette ed edificò un sontuoso palazzo ed una 
magnifica villa, e per molti anni occupò la carica 
di maggiordomo nella Corte ducale. — Pier-Si- 
mone, figlio di un fratello del precedente, tenne 
la stessa carica presso il Duca Francesco-Maria 11, 
e fu uno degli otto, cui questi, ritiratosi a vita 
cenobitica, affidò per alcuni anni la cura suprema 
dei suoi stati. — Bonamino e Girolamo figli di 
Pier-Simone combatterono valorosamente in Fian- 
dra e morirono sul campo di battaglia, 1' uno 
a Nieuport nel 1600, e l'altro ad Ostenda nel 
1602. — A Giambattista, fratello di questi due 
prodi capitani, fu concessa la nobiltà romana. — 
Due di questa casa furono cavalieri di Santo 
Stefano. — Francesco-Maria e Domenico, avendo 
impalmato due dame della celebre famiglia Popoli 
di Bologna suino aggiunto al loro nome quello di 
questa illustro casa. — Arma: Spaccato, d'azzur- 
ro e d'oro, alla fascia di rosso attraversante sullo 
spaccato; l'azzurro caricato da tre stelle di otto 
raggi d'oro; e l'oro caricato da una balla di mer- 
canzie d' argento posta in fascia, e legata con 
fune d'oro. 

BONAMINI di Venezia. — Originaria di Cipro, 
donde si trapiantò in Corfiì prima e quindi in 
Venezia. — Francesco fu Gran Cancelliere di Can- 
dia. Questa famiglia ascritta alla cittadinanza ve- 
neziana nel 1632 si spense nello stesso secolo. — 
Arma ? 



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BONANNO di Siracusa e di Aquila. — Sono 
originari di Pisa, dove ebbero gran parte nel 
governo repubblicano. Nel 1130 fioriva un Bonanno 
celebre letterato, e nel 1174 un altro Bonanno 
che insieme a Gugliemo Tedesco costruì la torre 
pendente della metropolitana pisana. Per contese 
avute coi Gualandi, abbandonarono la patria e si 
recarono in Sicilia nel 1285, diramandosi in Sira- 
cusa, in Palermo, in Messina e in Aquila negli 
Abruzzi. Vari e tutti celebri sono i rami di que- 
sta stirpe: 1.» Dei principi della Cattolica e duchi 
di Montalbano, da cui uscì un Giacomo barone 
di Canicatti, autore delle Antichità Siracusane. 
Il di lui figlio Pietro fu primo principe di Roc- 
cafiorita e barone di Castellamarc. Questa linea 
si estinse nel 1820. 2.° Dei duchi di Castellana, 
anch'essa estinta, alla quale appartenne un Gia- 
como che fu prima Vescovo di Patti, e poi Arciv. 
di Monreale morto nel 1754. 3.» Un altro ramo 
della stirpe Bonanno formò i Principi di Lingua- 
glossa, pari del regno, di cui il primo ad inve- 
stirsi nel 1626 fu Orazio Barone di Ravanusa, 
Carrancino e Belvedere. Altri rami fioriscono tut- 
tora in Caltagironc nei Baroni di Polino, e in 
Aquila (Abruzzi) nei Baroni di Ocre. — Arma: 
D'oro, al gatto passante di nero. — Motto: ne- 

QUE SOL PER DIEM: NEQLE LUNA PER NOCTEM. 

BOXANO di Lombardia. — Arma: Partito; 
nel 1.° di nero, alla sbarra ondata, accompagnata 
in capo da una rosa, e in punta da uu giglio, il 
tutto d'argento; nel 2.° d'argento, al monaco ve- 
stito al naturale, tenente un cornucopia d'argento, 
da cui escono tre spighe d'oro. — Cimiero: tre 
spighe d' oro entro un volo di nero. 

BONANOMI di Lodi e di Milano. — Ebbe 
in feudo Melegnarello lodigiano nel principio del 
1700. — Arma: Interzato in fascia; nel 1.° d'oro, 
all'aquila di nero; nel 2.° d'argento, al leone illeo- 
pardito di rosso, posante la branca sinistra sopra 
un ramo fogliato di verde, posto e curvato a de- 
stra; nel 3.o d'argento, a tre bande di rosso. 

BONAPARTE di Treviso, di Firenze, di Sar- 
zana e di Roma. — Il nome di questa famiglia tro- 
vasi registrato nel libro d'oro della città di Tre- 
viso fino dal sec. XII. Nel secolo XIV si trova sta- 
bilita in S. Miniato (Toscana). Un Giovanni fu pode- 
stà di Firenze nel 1334, e un Oderico capitano del 
popolo fiorentino nel 1345. Al tempo delle fazioni 
esularono i Bonaparte da Firenze, e un ramo si 
riparò a Sarzana, e più tardi in Corsica sul cader 
del sec. XV. — Il ramo dei Bonapirte di Roma 
proviene da Luciano fratello dell'imperatore Na- 
poleone I e gode dei titoli di principi di Canino, 
di Musignano e della Santa Sede. — Arma antica: 
Di rosso, a due sbarre d' oro accompagnate da 
due stelle dello stesso, l' una in capo e l' altra 
in punta. — Arma nuova: D'azzurro, all'aquila 
d' oro avente ira gli artigli una folgore dello stesso. 



BONAPARTI di Treviso. — D'argento, alla 
fascia increspata di rosso. — Alias: Di rosso, 
alla banda d'argento, caricata di una vite di 
verde pampinosa di quattro foglie poste nel senso 
della banda. 

BONARDI di Mondovì, Conti e Signori di 
Roburent. — Arma: Di rosso, a tre bande d'oro, 
bordate di nero. — Cimiero: Una torre di rosso 
fra un volo interzato in fascia di rosso, ore e 
nero. — Motto: rona ardua virtus. 

BONARDI di Roma. — Arma: D'azzurro, al 
naviglio fornito d'argento; col capo dello stesso, 
caricato di tre gigli di rosso. 

BONASI di Bergamo, detta anticamente Bo- 
naxis, e quindi per traduzione Bonacci, Bonasi e 
Bonazzi, è originaria del Bergamasco, e se ne 
ànno chiare memorie fin dal 1158. Ammessa nel 
Consiglio nobile di Bergamo nel 1450, ebbe dira- 
mazioni nella vicina Albino e nella città di Po- 
scia e di Bari, dove fu pure fra le nobili anno- 
verata, e credesi avesse comunanza di sangue 
coli' antica casa Benazzi di Bologna, anch'essa di 
origine lombarda. Ricevuta per giustizia nell'Ordi- 
ne di Malta nel 1711, fu per sovrana risoluzione 
dell'Imperai d'Austria del 5 Mag. 1820 ricono- 
sciuta nella sua antica nobiltà. — Arma dei 
Bonasi Gobia: D'oro, all'albero nudrito e terraz- 
zato di verde e fruttato di rosso. — Arma degli 
altri rami: D'oro, al giglio di giardino reciso, 
fogliato di verde e fiorito di sei fiori al naturale. 

BONATI di Brescia. — (Estinta) — Arma: 
Partito; nel 1.° spaccato d'argento e di rosso, 
ad una fascia d'azzurro attraversante sullo spac- 
cato; nel 2.» di verde. 

BONATI di Ferrara. — Assai antica ed illu- 
stre. — Giovanni distinto pittore del XVII secolo, 
e Teodoro celebre idraulico, Cav. della Legion 
d'Onore morto in principio del XIX secolo. — 
Arma ? 

BONATTI di Mantova. — Ebbero il titolo di 
Conti. — Arma: Partito; nel 1.° d'azzurro, all'al- 
bero terrazzato di verde; nel 2.» d'oro, a due pali 
di rosso; col capo d'oro, caricato di un'aquila di 
nero. 

BONAUDO del Piemonte. — Furono Conti di 
Monteu e di Frassinere. — Arma: D'argento, a 
tre pianticelle di biancospino fogliate al natu- 
rale, fiorite di rosso, moventi da un solo ceppo 
sradicato. 

BONAVENTURA di Roma. — Arma: D'argento, 
al leone d'oro seduto sopra una terrazza di verde 
coperto di un elmo chiuso di nero, portante per 
cimiero un'uccello sorante al naturale; il leone 
posante la sua branca destra sopra uno scudo 
ovale di rosso, coronato all'antica, bordato d oro, 
e caricato di un trifoglio di verde posto sopra 
un monte di sei cime dello stesso. 

BONAVENTURI di Siena. — Furono dei gen- 



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tiluotnini, risieduti nei Nove nel 1355. — Arma: 
Capriolato, increspato d'oro e d'azzurro; col capo 
d' argento caricato da un volo di nero. 

BONAVERI di Verona. — Ascritta al nobile 
patrio Consiglio nel 1408. — Nicola oratore de- 
gli Scaligeri, poi consigliere dei Carraresi, c fi- 
nalmente ambasciatore alla Veneta Repubblica 
quando Verona si sottomise al di lei dominio. — 
Aiima: Di rosso, ad una torre d' argento, aperta 
e finestrata di nero. 

BONAZZI di Bergamo e di Napoli. — A- 
scritta al Consiglio nobile di Bergamo fin dal 
1330. — Fermo-Giuseppe Cav. di giustizia del- 
l' Ordine di Malta nella prima metà del X Vili 
secolo, verso la fine del quale si estinse in Ber- 
gamo la famiglia. Ma un ramo nel XVI secolo 
stabilivasi in Bari ed un altro nel susseguente 
in Pescia. Il primo passò a Napoli, di cui nel 
1796 ottenne la cittadinanza, poi fu ascritto fra 
le famiglie nobili fuori piazza, o con decreto mi- 
nisteriale 5 Lug. 1882 autorizzato ad usare il 
titolo di Baroni di Sannicandro. — Aiima : D'oro, 
al giglio di giardino, fogliato di verde e fiorito 
di sei pezzi alternati al naturale. 

BONAZZI di Pescia (Toscana). — Un ramo 
della precedente trapiantato, nel corso del XVII 
secolo, nella città di Pescia, dalla quale fu per 
nobile riconosciuto. — Marco Cav. del S. M. 0. 
di S. Stefano. — Arma: D'oro, a tre gigli di 
giardino recisi e fogliati al naturale. 

BONAZZI o BONAS1I di Concgliano. — Fi- 
gurava fra i Rettori del Comune dai tempi di 
Ezzelino da Romano. — Arma ? 

BONAZZI di Guastalla. — Di origine lom- 
barda, ebbe il consolato in patria nel XIV se- 
colo, occupò eminenti urtici e dignità alla Corte 
dei Gonzaga e fu insignita del titolo comitale. 
— Arma? 

BONAZZI di Parma. — Fu ricevuta nell'Or- 
dine Costantiniano, ed à monumenti in S. Maria 
della Steccata, chiesa magistrale dell'Ordine. — 
Arma : D'azzurro terrazzato di verde, a tre monti 
sormontati da una colomba avente nel becco un 
ramoscello d' ulivo, il tutto al naturale, ed ac- 
compagnata in capo da tre stelle d'oro. 

BONAZZI o BONACCI di Pisa. — Se ne ànno 
notizie dall'anno 1158. — Appartenne alla stessa 
Leonardo Pisano, e diede origine alla famiglia 
dall' Abaco. — In seguito fu detta Fibonacci 
(Vedi Fibonacci). — Arma? 

BONAZZO di Firenze. — Ebbe un priore 
nel quartiere di S. Spirito nel 1368, ed avea 
monumenti nella chiesa omonima. — Arma; Spac- 
cato; nel 1.o d'argento, ad un uccello passante 
di nero; nel 2.° spaccato d'argento e di nero di 
dodici pezzi. 

BONCI di Trieste e di Venezia. — Furono de- 
gli antichi tribuni di Trieste. Passati in Vene- 



zia furono aggregati al nobile Consiglio nel 1297. 
Si estinsero nel 1509 in Giovan-Battista podestà 
di Rovigo. -- Arma: D' oro, alla croce patente 
di nero. 

BONCIANI di Firenze. — Originari di Fran- 
cia. — Ammessi alla magistratura fiorentina nel 
1286, conseguirono il priorato trentasci volte, 
ed undici il gonfalonierato. — Francesco di Pao- 
lo, Arcidiacono Fiorentino, eletto Arcivescovo di 
Pisa nel 1613. — Si estinsero in Paolo di Neri 
di Lorenzo nel 1667. — Arma: Di rosso, a tre 
pali di vaio; col capo d'oro. 

B0NC1LE di Venezia. — Arma: Partito; nel 
1.° d'azzurro, alla fascia d'oro; nel 2.° di rosso, 
alla burella alzata d' argento. 

BONCOMPAGNÌ di Bologna. — Fino dal 4 347 
Pirrjno fu ascritto al Consiglio generale della Re- 
pubblica di Bologna, e nel 1351 al Magistrato 
degli Anziani. Vanta questa casa quattro Cardi- 
nali di S. R. Chiesa; Filippo nel 1572, France- 
sco nel 1621, Giacomo nel 1690, e Girolamo nel 
1664. — Quest'ultimo fu Arciv. di Bologna, co- 
me un Cristoforo suo antenato lo era stato di 
Ravenna nel 1578. — La maggior gloria però di 
questa famiglia fu Ugo di Cristoforo, Cardinale 
nel 1565, eletto Papa nel 1572 sotto il nome di 
Gregorio XIII. — Ebbe questa famiglia il marche- 
sato di Vignuola ; il ducato di Sora, di Fiano e 
di Arcch; il principato di Piombino, dell' isola 
dell'Elba e di Venosa. — Arma: Di rosso, ad un 
mezzo drago spiegato d'orò. 

BONCOMPAGNÌ del Piemonte. — Arma: 
D' oro, alla banda di nero, accompagnata da una 
rosa di rosso bottonata d' oro nel punto sinistro 
del capo. 

BONCONSIGLI di Bologna. — Di parte gc- 
remea, di corta durata ma di gran nome in giu- 
risprudenza. — Odorico fu celebre lettoro di di- 
ritto civile alla fine del XII secolo, e dalla sua 
scuola uscì il famoso giureconsulto Fillio. Boni- 
facio, di lui figlio, fu anch' esso professore di di- 
ritto al principio del secolo seguente, e fu anno- 
verato fra i sostenitori dello studio bolognese, e 
trattò in Mantova la pace tra Ezzelino ed i Mon- 
tecchi di Verona. Guglielmo d' Ubaldo insegnò 
pubblicamente il diritto canonico sul finire dello 
stesso secolo, mentre suo padre ora capitano del 
popolo in Assisi. — Arma? 

BONCR1ST1ANI di Pisa. — Arma : D'argento, 
alla banda d' azzurro accomp;ignata da una croce 
trifogliata dello stesso in punta. 

BON DEL MONTI di Firenze e di Sciacca. — 
Originari di Val di Greve, ov' ebbero giurisdi- 
zione estesa sul castello di Monte buoni , sulla 
terra di Valdipesa ed altri luoghi. Dai Bondclmon- 
ti uscirono S. Giovanni Gualberto, fondatore della 
religione Vallombrosana , il B. Pietro dell'Ordine 
dei Getuati, e Maria madre di S. Maria Madda- 



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Iona dei Pazzi. Manente ebbe la baronia di molte 
castella nel regno di Napoli. Esaù fu Despota del - 
PArta e del Zante c Ile della Romania. Giovanni 
d'Andrea da Martino V creato Arciv. di Colossa 
nell'Ungheria. Simone conte di Grottafrancola 
senatore in Campidoglio nel 1428; ed Andrea 
Arciv. di Firenze nel 1532. — Un ramo di que- 
sta famiglia fu trapiantata dai fratelli Nicolò e 
Mainettò nel 1394 nella città di Seiacca in Si- 
cilia. — AliMA ANTica: Spaccato d' azzurro e di 
argento. — Arma moderna: Spaccato d'azzurro, 
e d'argento, alla croce del Calvario di rosso pian- 
tata sopra un monte d'azzurro. — Alias] Spac- 
cato d' azzurro e d' argento, allo scudetto dello 
stesso caricato della croce del Calvario di rosso, 
piantata sopra un monte d' azzurro. — Alias: 
Partito; a destra spaccato d'azzurro e d' argento; 
a sinistra d' azzurro caricato dalla croce piena di 
rosso movente dalla cima di sei monti dello stes- 
so, disposti 1, 2 e 3. 

BONDENARI di Ferrara. — Una delle fa- 
miglie indigene ferraresi note fino dal tempo 
della fondazione della città. — Ad essa appar- 
tenne quel Giustiniano giureconsulto del XV se- 
colo, celebre professore di diritto nella Univer- 
sità di Ferrara. — Estinta in casa Bonaecioli nel 
secolo XVII. — Arma: Spaccato; nel 1.° d'ar- 
gento, alla fascia di rosso caricata di quattro bi- 
santi del campo, accompagnata in capo da una 
fiamma di rosso ed in punta da un cuore dello 
stesso; nel 2.° d'azzurro, a tre bisaiiti d'oro, 2 e I. 

BONDENARI di Genova. — Originaria di 
Uovi, donde venne a Genova nel 1 320. Dette tre 
anziani dal 1318 al HI 8. Pietro, console di 
Cada nel 1426. Ascritta nei Cicala nel 1528. 
Ambrogio senatore nel 1583. — Arma: Partito 
di rosso e d'argento, al leone d'azzurro dall'uno 
ali* altro. 

DON DE H1CI di Cagli (Umbria). — Arma: 
D'oro, a due sbarre di rosso; col capo cucito del 
campo, caricato di un grifo d' argento uscente, 
e sostenuto da una divisa d' azzurro, caricata di 
un crescente d'argento, fra due stelle dello stesso. 

RONDONI del Piemonte. — Signori di Ron- 
soeco. — Arma: Bandaio d'azzurro e d' oro, le 
bande del primo caricate di sei gigli del secon- 
do, due su quella di destra, tre su quella di 
mezzo, una su quella di sinistra, tutti nel senso 
della pezza; col capo d'oro, all'aquila di nero 
coronata dello stesso. — Cimiero: Un'aquila co- 
me nel campo. 

BONDUMIFRl di Venezia. — Ori-mari di 
Acri in Palestina, circa al 1268 si posero al ser- 
vilo della Repubblica Veneta, dalla quale nel 
1 200 furono ascritti pei loro ineriti al nobile 
consiglio. — Arma: Spaccato d' azzurro e d'ar- 
gento. ;illa banda dell'uno nell'altro. 

BONECA di Roma. — Arma; D' argento, ail 



una ruota di rosso senza cerchio col mozzo d'oro. 

BONELLl di Alessandria e di Homa. — Ori- 
ginaria dalla terra del Bosco, fu ascritta nel 1566 
al patriziato di Alessandria nella persona di Ma- 
rio decurione in patria. — Michele, conosciuto 
col nome di Cardinale Alessandro, ebbe la por- 
pora da San Pie V suo zio materno, ed il mar- 
chesato del Bosco da Filippo II Re di Spagna; 
un altro Michele venne insignito da Emanuele I 
di Savoia dell'Ordine della SS. Annunziata. Carlo 
nel 1664 cardinale, eletto Pontefice nel Conclave 
del 1676, ma morì nel Conclave stesso. — Eb- 
bero i Bonelli il marchesato di Cassano, la con- 
tea di Bosco, il ducato di Montanara e di Salci 
nel 1570, e il principato romano da Benedetto 
XIV nel 1736. — Arma: Partito d'uno, spaccato di 
due; nel 1.° e 6.» di rosso, a tre bande d'oro; nel 2.» 
e 3.° d' argento, al bue di rosso; nel 4.° e 5.*» 
bandato d' oro e d'azzurro, di otto pezzi ; il capo 
dello scudo ritondato di rosso col gonfalone e le 
chiavi pontificie d' oro. 

BONELLl di Barletta. — Se ne ànno notizie 
fino dal scc. X. — Nella prima metà del XV si 
divise in due rami, dei quali uno rimase in Bar- 
letta e 1' altro passò ad abitare in Arienzo presso 
cui Pietro Bonelli nel 1415 ebbe la concessione 
di un feudo. Il primo si estinsc sul principiare 
del XVI II sec. — Ebbero nobiltà in Catanzaro, 
in Palermo, in Messina e in Scala. Furono si- 
gnori di 1 i feudi e del marchesato di Cassano. — 
Un Raffaele Arciv. di Ragusa nel 1583. — Ar- 
ma: Bandato-onduto d'argento e di azzurro. — 
Alias: D'argento, alla banda di rosso accompa- 
gnata da due rose dello stesso. 

BONELLl di Lodi. — Arma: Spaccato; nel I.- 
d'argento, al bue passante di rosso ; nel 2.° d'az- 
zurro, a tre bande d' argento. 

BONELLl di Saluzzo. — Originaria di Piazzo 
nella valle di Macra, trapiantata in Saluzzo nel 
1270 nella persona di Berquadano di Boncllo Dott. 
in leggi, il quale dopo parecchie ambasciate in 
Francia e presso il Conte Amedeo di Savoja, fu 
nel 1290 nominato Vicario generale del marche- 
sato dal March. Federico, e nella stessa carica 
servì quindi il March. Tommaso. — I suoi di- 
scendenti ebbero pure molte onorifiche cariche 
presso i Marchesi di Saluzzo, e furono loro con- 
siglieri, scudieri, maggiordomi ecc. — Questa fa- 
miglia, estinta nel XV secolo, fu una di quelle 
riconosciute e dichiarate nobili dal March. Fe- 
derico 1 con suo editto del 20 Ag. 1460. — Ar- 
ma: Spaccato d'azzurro e d' argento, alla banda 
di rosso attraversante; col capo d'oro, caricato 
di un'aquila spiegata di nero, coronata del campo. 

BONELLl di Sicilia. — Un Angelo Bonelli 
fu procuratore fiscale della Gran Corte, e un Pie- 
tro giudice di Paternico. — Arma: D'azzurro, 
al castello d' argento chiuso di nero, accostato 



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da un Icone d' oro, e sormontato da una cometa 
dello stesso. 

BONELLI di Tolentino. — Ascritta al patri- 
ziato tolentinate fin dal 1232 nella persona di 
un Giunta di Bonello, riconfermatavi poi verso 
la metà del XVII secolo. — Giuseppe-Niccola 
conclavista nell' elezione di Papa Innocenzo XI, 
quindi segretario del Granduca di Toscana; Pie- 
tro-Paolo segretario prima del Card. Francesco- 
Maria de' Medici, quindi del Granduca Cosimo III, 
e successivamente degli altri Granduchi fino al 
1747. — Arma: D' azzurro, alla fascia di rosso 
caricata di tre stelle di otto raggi d' argento, 
accompagnata da un monte di tre cime d' oro 
movente dalla punta. 

BONESE di Velletri. — Arma : D' azzurro, 
alla fascia in divisa d' oro, con tre bande dello 
stesso in punta. 

BONET di Nizza, Signori di Aiglun. — Ar- 
ma : D' azzurro, a tre fascie sormontate da un 
basilisco e accompagnate da sei stelle ordinate, 
tre fra la prima e la seconda fascia, due fra la 
seconda e la terza, ed una in punta; il tutto 
d' oro. 

BONETI o BONETTI del Piemonte e del Ve- 
nessino. - Originaria del Piemonte, di cui un ramo 
si trapiantò nel contado venessino e si stabilì 
in Malaucène. Un Pietro Bonetti nel 1281 assi- 
steva come sindaco di questa città alle opera- 
zioni di confine fra il territorio di Malaucène e 
quello di Entrechaux, Un Amato aveva la quali- 
fica di nobile nel XIV secolo, e Pietro-Francesco 
ottenne il 18 Lug. 1778 da Pio VI un breve che 
gli confermava 1' avita nobiltà. Con lui si spense 
la famiglia Boneti. — Arma: D'azzurro, ad ma 
chiave con due ingegni d' oro posta in palo <*d 
un crescente abbassato d' argento; col capo ■»- 
cito di rosso, caricato da tre stelle d' oro. 

BONETO di Girgenti. — Ludovico Arciv. di 
Palermo nel 1383, Arciv. di Antivari nel 1395, 
Vescovo di Bergamo nel 1399, poi di Pisa nel 
1400, e finalmente di Taranto nel 1406. — Gre- 
gorio XII lo creò Cardinale del titolo di S. Maria 
in Trastevere il 18 Sett. 1408. — Arma D'az- 
zurro, alla banda controgigliata d'oro di sei pezzi. 

BONETTI di Legnago. — Arma: Spaccato 
di rosso e d'azzurro, all'albero sradicato di verde, 
il fusto accostato da due gigli d' argento sul- 
I' azzurro; 1' albero sostenente nella sua cima un 
uccello rivolto d' oro. 

BONETTI di Nago di .... — Arma : In- 
quartato; nel 1.° e 4.» d' azzurro, ad una pira- 
mide d' oro sopra un piedistallo quadrato dello 
stesso; nel 2.° e 3.» di rosso, ad un uccello d'ar- 
gento posto sopra un monticello dello stosso, te- 
nente nel suo becco un anello d'oro; quello del 
terzo rivolto. — Cimiero: la piramide del primo 
sormontata dall' uccello del secondo. 



BONE VERA di Verona. — Arma : Di rosso, 
alla torre d' argento aperta e finestrata di nero. 

BONFÀ di Legnago. — Arma: Spaccate» di 
nero e d' azzurro; 1' azzurro caricato di una 
fede di carnagione vestita d'argento, tenente due 
palme di verde passate in croce di S. Andrea, 
attraversanti sullo spaccato, e accompagnate in 
capo da una corona d'oro sul nero. 

BONFADINI di Ferrara. — Un Giovanni 
servì Papa Giovanni X contro gli Ungari calati 
in Italia a' danni della Chiesa. Antonio Conven- 
tuale innalzato all' onore degli altari col titolo 
di Beato. — Arma: Una banda caricata di tre 
stelle, ed accompagnata a sinistra da un giglio 
e a destra da un leone passante. 

BONFADINI di Venezia. — Oriundi di A- 
gost, discendono da un Montanaro di Casa Chizza- 
li. Furono ascritti alla veneta nobiltà nell' anno 
1648 e ne ottennero la conferma nel 1817. — 
Arma: Di rosso, all' aquila bicipite spiegata di 
nero, membrata, imbeccata e coronata d'oro, ac- 
compagnata fra le due teste da un giglio dello 
stesso, e caricata da uno scudetto ovale spaccato 
d' azzurro e d' oro, con la torre d' argento sul- 
l' azzurro. 

BONFANT di Cagliari. — Ottennero la no- 
biltà con diploma del 1831. — Arma: D'azzur- 
ro, ad un amorino al naturale, con gli occhi ben- 
dati, arco e turcasso, fermo sulla pianura erbosa 
di verde. — Alias: Spaccato; nel 1.« d'azzurro, 
ad un amorino al naturale, ignudo, con arco e 
turcasso, ferino sulla partizione ; nel 2.° di verde, 
al vaso d' oro pieno di gigli di giardino al na- 
turale. 

BONFANTE di Genova. — Arma: D'oro, 
alla banda d' azzurro, accompagnata da tre stello 
di otto raggi di rosso, due nel capo ordinate in 
banda, una al canton dostro della punta; col 
capo cucito d' argento, alla croce ancorata di 
rosso. 

BONFANTI di Bel forte (Mantovano). — Di 
origine milanese, vennero nel Mantovano in qua- 
lità di uomini d'arme al servizio dei Signori 
Gonzaga di Mantova. Nel 1742 un Cristoforo ot- 
teneva dall' Imperatrice Maria-Teresa il titolo di 
nobile per sè e suoi discendenti, coi diritti e 
privilegi dei cittadini milanesi purché avesse di- 
morato gran parte dell'anno nella città o ducato 
di Milano. — Cristoforo, Giuseppe e Sicimò fu- 
rono successivamente capitani delle milizie di 
Belforte nel XVII e XVIII secolo. — Arma: Spac- 
cato; nel 4.* di rosso, all' aquila di nero; nel 2." 
di verde, a tre caprioli d'argento; colla fascia 
cucita di rosso, attraversante sullo spaccato. 

BONFANTI di Sicilia. — Onofrio ebbe la 
nobiltà in Castronovo; Nicolò fu sindaco di Sciac- 
ca e Mazzara nel 1478; Geronimo capitano giu- 
stiziere di Castronovo nel 1500; altro Nicolò 



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capitano giustiziere. — Arma : D' azzurro, al 
Icone d' oro accompagnato da un giglio d'argento 
in capo, c da tre stelle del secondo in punta. 

BONFIGLl di Osimo. — Antichissima e no- 
bilissima, le cui memorie certe risalgono al 1024 
nella persona di Alberto. — San Bonfiglio abate 
benedettino, Vescovo di Fuligno si trovò alla presa 
di Gerusalemme nel 1099. — A occupato in ogni 
tempo le più eminenti cariche della patria, e si 
è estinta nel 1883 col Cav. Andrea, Commend. 
di vari Ordini, e Delegato pontificio in Ancona 
nel 1860. — Arma: D'argento, a due sbarre di 
rosso; col capo d' Angiò. 

BONFIGLl di Ravenna. — Alberico scrittore 
delle memorie storiche di Romagna. — Arma: 
D'azzurro, alla fascia alzata di rosso, accompa- 
gnata in capo da tre gigli d'oro, e in punta da 
una branca di leone dello stesso, recisa di rosso, 
posta in fascia. - 

BONFIGLl di Vcllctri. — Un Giacomo, dei 
Conventuali francescani, servì in diverse amba- 
scicrie la Santa Sede. — Arma: D'azzurro, al 
grifo rampante di ... . movente da un monte 
di tre cime d'oro, e premente colla destra zampa 
ini globo di .... , sormontato in capo da tre 
gigli d' oro. 

BONFIGLIO di Genova. — Arma: D'argento, 
al capo d'azzurro caricato di un crescente mon- 
tante del campo, accostato da due stelle di sci 
raggi il' oro. 

BONFIGLIO di Xizza. — Furono Signori 
della Rocchetta del Varo. — Arma: D' azzur- 
ro, alla banda d'oro, accostata da sei stelle dello 
stesso, tre per parte. — Motto: Im his et ab 

WS OMNIA. 

BONFIGLIO di Sicilia. — Originaria della 
Germania, passò nella Sicilia al tempo di Carlo 
d* Angiò. Ebbe la signoria dei feudi di Bonal- 
bergo in Nicosia e del Mompeliere nel monte 
Etna, non che le baronie di Canniti, di Condro 
e di Gattori. — Roberto ottenne la castellania 
di Lcntini. — Arma : Spaccato d' argento e di 
nero, al leone dell' uno all' altro. 

BON FIGLIOLI di Bologna. — Originaria di 
Fizzara, in Bologna si distinse per uomini celebri 
per dottrina e per conseguite dignità, ed ebbe la 
signoria di Falcino col titolo comitale. — Ercole 
di Orazio senatore della patria nel 1597. Anto- 
nio di Bonfiglio, cameriere di Paolo V ebbe la 
sede vescovile di Carinola. — Arma : Inquartato: 
nel 1.° e 4.» d'oro, all'aquila spiegata di nero, 
membra ta imbeccata e coronata del campo; nel 2.» 
e 3." di rosso, alla fascia cucita d'azzurro, cari- 
cata da una freccia al naturale; col capo d'Angiò. 

BONFIO di Cremona. — Arma: D'azzur- 
zurro, alla branca di leone al naturale, uscente 
dal fianco destro e tenente un ramo di palma di 
verde ; col capo dell' impero. 



BONFRANCESC1II di Ferrara. — Ugolino di 
Francesco vicario delle gabelle in Rimini nel 1437 
fu mandato da Sigismondo Malatesta alle Corti 
di Mantova e di Ferrara, e conosciuto dal March. 
Nicolò fu da questo invitato a trasferire il domi- 
cilio della sua famiglia da Rimini a Ferrara, di 
cui ottenne la cittadinanza e fu messo nel Con- 
siglio che si occupò dei Riformatori di quello stu- 
dio il quale fu allora eretto in università, e quindi 
ebbe le giudicatura criminale. — Agostino figlio 
del precedente, sostenne la stessa giudicatura, e 
nel 1473 fu ascritto fra i Savi della città, quindi 
del Consiglio segreto del Duca Ercole, e fu il 
primo ad occupare nelP Università Ferrarese la 
cattedra di giurrsprudenza. — Arma? 

BONGIANINI o BONZA G NI di Bologna. — 
Arma: Palato di rosso e d'argento. 

BONGIARDINA di Sicilia. — Arma: Partito; 
nel 1.» d'azzurro, a due leoni d'oro rampanti 
contro un albero di palma dello stesso ; nel ì." 
d' azzurro, a tre bande d' oro. 

BONGIOANNI di Cremona. — Arma: D'ar- 
gento, al destrocherio vestito di rosso, movente 
dal fianco destro e tenente un ramo fogliato di 
verde dinanzi un leone rampante d'oro posto a 
sinistra; colla campagna d'oro caricata di tre 
pali d' azzurro, e col capo d' azzurro sostenuto 
da una divisa d' oro, caricato da tre stelle dello 
stesso. 

BONGIORNO di Sicilia. — Leandro came- 
riere del Re Manfredi il Normanno, senatore e 
poscia pretore della città di Palermo. — Arma: 
D'azzurro, al sole d' oro, accompagnato in capo 
da due stelle d' argento. 

BONGIOVANNl di Padova. — Ottennero la 
conferma della nobiltà per sovrana risoluzione 
del 29 Marzo 1823. — Arma: Spaccato; nel l.« 
d'argento, alla rosa di rosso; nel 2.» di verde, 
a tre bande d' argento; la spaccatura attraver- 
sata da una divisa di verde. 

BONG IO VANNI di Sicilia. — Giacinto pro- 
curatore fiscale della gran Corte nel 1677, e 
Giambattista barone del grano, e segretario del 
regno. — Arma : D' azzurro, all' albero di due 
rami d'oro accollato da un serpe di verde. 

BONGIOVANNI di Verona. — Ascritta al 
nobile Consiglio fino dal 1517 e confermata no- 
bile per sovrana risoluzione del 4 Sett. 1818. — 
Arma: Partito; nel 1.» di rosso pieno; nel 2.» d'az- 
zurro, al capriolo cucito di rosso; col capo dello 
scudo d' oro attraversante sul partito, e caricato 
di un' aquila di nero, coronata del campo. 

BONI di Firenze detti delle Catene. — Ot- 
tennero il priorato nella persona di Paolo di Am- 
brogio di Meo nel 1384, e di Bernardo nel 1463. 
Si estinsero nel 1600. — Arma: D' azzurro, a 
quattro catene d' oro poste in croce di S. An- 
drea convergenti ai. quattro angoli dello scudo 



BON 



— 153 — 



BON 



e moventi da un anelletto d' argento in abisso, 
accostato da due stelle d' oro. 

BONI o BUONI di Firenze. — Originari di 
Gubbio; venuti in Firenze ottennero per dodici 
volte il priorato. Carlo di Giovan-Battista Ve- 
scovo di Angouléme morto nel 1603. — Arma: 
Partito di rosso e d'azzurro, al leone d'argento 
attraversante sulla partizione, caricato di uno 
scudo d' azzurro sopraccaricato di uno, o di tre 
gigli d'oro. 

BONI o DE BONIS di Vettori. — Era fra le 
consolari. — Antonio priore del Comune nel 
1606. (Estinta). — Arma: D' azzurro, al cigno 
d' argento rivoltato. 

BONICALDI di Venezia. — Originaria di Trie- 
ste e decorata dell' antica dignità tribunizia, fu 
trapiantata in Venezia e quivi ascritta al gran 
Consiglio. — Estinta nei primordi del XIV se- 
colo. — Arma: D'argento, a tre bande d'azzur- 
ro; colla fascia d'oro attraversante. — Alias: Di 
rosso, a tre bande d'azzurro, colla fascia d' oro 
attraversante. 

BONICI di Genova. — Arma: D'oro, a tre 
fascie doppio-addentellate di verde. 

BONICI di Malta. — Originaria da una fa- 
miglia omonima di Firenze, trapiantata in Malta 
dove ebbe il titolo baronale della Culeia. — Ar- 
ma antica: D' azzurro, al giglio naturale d' ar- 
gento gambuto e fogliato di verde. — Alias: Di 
rosso, alla spada d' argento, guarnita d' oro. — 
Arma dei baroni della Culeia: Inquartato; nel l.« 
e 4.° di rosso, a sei losanghe d'oro accollate in 
banda ; nel 2." e 3.° d' argento, al giglio di ros- 
so; sopra il tutto di rosso, alla spada d'argento 
guarnita d' oro. 

BONIFACIO di Rovigo e di Treviso. — Ar- 
ma: D'azzurro, al leone d'oro; colla spalla ca- 
ricata di uno scudo del primo, bordato del se- 
condo, e caricato di tre gigli dello stesso. 

BONIFACIO o BONIFAZIO di Messina. — 
Fiorì fino dal tempo dei Re Normanni. Un Mat- 
teo, dottore in leggi, giudice della corte strati- 
cotiale. fu barone del Casale per ragion di dote. 
Il di lui fratello Nicolò senatore di Messina, e 
Francesco portulano di Catania nel 1457. — 
Arma: D'oro a quattro pali di rosso; con la 
banda d' argento attraversante. 

BONINA di Castroreale. — Arma: Di nero, 
al leone d' oro, tenente colle branche anteriori 
una spiga d' avena d' argento. 

BONINCONTRO di Sicilia. — Arma: D'az- 
zurro, all' asta d' oro cimata da un triangolo 
dello stesso, accollata da due serpi di nero, ed 
accompagnato da tre stelle di sei raggi d' oro, 
poste una in capo e due in punta. 

BONNINCONTRO di Verona. — Arma: Partito 
d'azzurro e di rosso, ad una torre cimata da una 
torricella d'argento attraversante sulla partizione. 



BONINCONTRO di .... — Arma : D' ar- 
gento, alla B maiuscola di rosso; col Capo dello 
stesso, alla croce del primo. 

BONINI- LONG ARE di Vicenza. — Nel 1769 
furono investiti del feudo di Barche col titolo di 
conti, riconosciuto dalla repubblica di Venezia 
nel 1784. Ottennero la conferma della nobiltà 
nel 1 820. — Arma : Spaccato d' argento e d'az- 
zurro; 1' azzurro caricato di un capriolo rove- 
sciato del primo; colla volpe nascente di rosso, 
movente dallo spazio che sta fra le gambe del 
capriolo e attraversante sull' argento in capo. 

BONINO di Biella, Conti di Chiavazza. — 
Arma : D' argento, al semprevivo di verde ; col 
capo d'azzurro, alla stella d'oro. — Cimiero: Un 
toro d' argento nascente. — Motto: Ad ethera. 

BONINO di Bra (Piemonte). — Ebbero il ti- 
tolo di Conti di Robassomero. — Arma : D' oro, 
all' orso al naturale tenente con ambe le branche 
una colonna di rosso in banda. — Cimiero: Un orso 
nascente come nel campo. — Motto: Firma fides. 

BONINO del Piemonte. — Furono consignori 
di Villarbasse. — Arma: Spaccato; nel 1.° fa- 
sciato innestato nuvoloso d' argento e di nero ; 
nel 2.o d'oro, al semprevivo di verde. — Cimiero: 
Una palma al naturale. — Motto: Fide et merito 
parta. 

BONINO di Venezia. — Un Bartolomeo fu 
Vescovo di Sebenico dal 1 495 al 1 51 2. — Arma : 
Una sbarra sormontata da un drago volto a 
sinistra, ed accompagnata in punta da una rosa. 

BONINSEGNA di Venezia. — Arma : Di ros- 
ro, a tre bande d'oro, accompagnate da otto 
plinti dello stesso, 1, 3, 3 e 1 posti nel senso 
delie bande. 

BONIPERTI di Milano. — Arma: Spaccato; 
nel 1." di rosso, al leone illeopardito d'oro; nel 2.» 
d' azzurro, a tre conchiglie d' oro. — Cimiero: 
Un leone uscente d'oro, tenente una spada d'ar- 
gento impugnata d' oro. 

BONIPERTI di Novara. — Alberto vescovo 
di Novara ucciso per ordine dei Conti di Bian- 
drate, da lui scomunicati, nel 1075; Gregorio 
podestà della sua patria nel 1311; Matteo e Ro- 
berto Vescovi di Mantova. — Arma : D'argento, 
al leone d' azzurro. 

BONIS di Verona. — Arma: Spaccato; nel 
1.» d'azzurro, ad un crescente rivolto d'argento 
a destra, e tre stelle dello stesso a sinistra, 2 
poste in palo sinistrate dalla terza; nel 2.° d'oro, 
all' albero terrazzato di verde. 

BONITO di Girgenti. — Ludovico chiarissi- 
mo nelle leggi, fu creato Cardinale da Gregorio 
XII. — Arma ? 

BONIVENTO di Genova. — Arma : Partito 
d' argento e di azzurro, alla banda di rosso at 
traversante; col capo d'oro, all' aquila nascent • 
di nero coronata del campo. 



BON 



— 154 — 



BON 



BONIVERTI di Padova. — Arma: Partito di 
rosso e d' oro, alla verghetta d' azzurro, divi- 
dente la partizione. 

BONIZI o BONITI di Padova. — Ne fu ca- 
postipite un Bonino o Bonicio vissuto nel 44 IT. 
Furono signori di varie terre in Villa di Piove 
ed alle Carceri. — Arma: Di ... . alla banda 
di ... . caricata di cinque bisanti di ... . 

BONIZZI di Toscana. — Arma: Di rosso, a 
sei losanghe d' oro accollate in banda. 

BONJACOPO del Friuli. — Inquartato; nel 
I.» e 4.» di rosso, ad una pianta di ... . mo- 
vente da una terrazza d' argento murata di ne- 
ro; nel 2.° partito di nero e d'argento; e nel 3." 
d' argento, a due corni da caccia addossati del- 
l' uno nell' altro. 

BONLEI di Ferrara. — Childcberto di Bouil- 
lon gentiluomo francese e barone del regno di 
Costantinopoli, nel 1200 circa approdava nel Porto 
di S. Biagio ed il Marchese Azzone il vecchio d'E- 
ste si affrettava ad incontrarlo e riceverlo. Die- 
tro le premurose istanze dell' Estense, Childcberto 
prese stabile soggiorno in Ferrara, dove morì 
nella prima metà del secolo XIII. Giovanni Bon- 
lei, discendente in linea retta da Childcberto 
sposò nel 4 350 Livia della Scala figlia del Signor 
di Verona. Compagno uno dei più distinti Cava- 
lieri della Corte di Alberto d' Este, Carlo pode- 
stà del Finale nel 1444, e Ilicobono di Sassuolo 
nel 1443. Pier Giovanni membro del Consiglio 
centumvirale nel 1602 creato conte da Clemente 
Vili. — Un ramo di questa famiglia, estinta in 
Ferrara, si stabilì in Castelfranco, continuando a 
far uso del titolo comitale. — Arma: D'oro, al 
leone d' azzurro tenente con le branche anteriori 
una lettera B di nero rovesciata g. — Alias: 
D' oro, al leone d' azzurro, lampassato di nero te- 
nente fra le branche anteriori una balestra dello 
stesso. 

BONLINI di Venezia. — Originari di Bre- 
scia, furono aggregati nel 1G85 al veneto patri- 
ziato. — Arma: D'azzurro, a cinque piante di 
lino al naturale, nudrite sopra un terreno di ver- 
de, con due calderini del loro colore posati af- 
frontati sopra la seconda e quarta pianta. 

BONN ARDI di Bologna. — Arma: D'azzur- 
ro, alla nave equipaggiata d'argento; col cupo 
dello stesso caricato di tre gigli di rosso. 

BONO o dal BONO di Palermo. — Fu a- 
scritta alla nobile compagnia della pace, di cui 
fu presidente Antonino del Bono al quale re Fer- 
dinando I con decreto 28 Mag. 1815 concesse il 
titolo di marchese. — Arma : D' azzurro, all'arca 
di Noè d'oro, sostenuta dal monte di tre cime 
dello stesso e sormontata da un arcobaleno d'oro, 
di rosso, di verde, d' azzurro e d' argento in 
fascia. 

BONO di Verzuolo (Piemonte). — Ebbero il 



titolo di Conti di Costigliole. — Arma: D'ar- 
gento, alla torre di rosso, aperta del campo, la 
porta caricata d' un sole d' oro con un pero sra- 
dicato, passato entro la torre ed uscente supe- 
riormente alla medesima, fogliato e fruttato di 
due pezzi, il tutto al naturale. 

BONO di Polizzi (Sicilia). — Oriunda di Man- 
tova, passò in Sicilia sotto il re^no di Federi- 
co Il d' Aragona, e dimorò in Castrogiovanni, Ca- 
lascibetta e Polizzi, occupando i primi uffici. (E- 
stinta). — Arma? 

BONOMI di Trieste e di Venezia. — Pietro 
Bonomi nel 1200 propagò la sua famiglia, una 
delle dodici tribunizie, in Trieste. — Francesco, 
detto il Corvo, compilatore e riformatore degli 
statuti Triestini nel 1365. — Lorenzo nel 1442 
ebbe il titolo di conte palatino dall' imperatore 
Federigo V. — Altro Lorenzo vicedomo della 
provincia del Cargno, e quivi signore di due ca- 
stelli. Pietro Vescovo della propria patria. — Nel 
1297 un ramo si trapiantò in Venezia, e fu a- 
scritto a quel. patriziato. — Altri rami fiorirono 
in Padova, in Vicenza da cui uscì la Ven. Gio- 
vanna, e in Pozzuoli di Napoli. — Arma : D'ar- 
gento, alla croce di rosso, accantonata da quat- 
tro B dello stesso. — Alias: D'argento, a due 
crocette d' azzurro in capo, e una terza dello 
stesso in punta, chiusa da una losanga vuota di 
rosso< — Alias: Di rosso, alla banda trinciata 
increspata d'argento e di rosso. — Cimiero: Un 
aquila coronata, tenente un anello nel becco. — 
Alias: D'oro, alla croce d'azzurro; al quartier 
franco di rosso. 

BONOMI di Cremona. — Originata dalla pre- 
cedente, sostenne in patria onorevoli uflici. — 
Arma: D'azzurro, a due uomini vestiti di vio- 
letto inginocchiati davanti alla croce del Calva- 
rio piantata sulla pianura erbosa, con tre stelle 
di sei raggi d'oro male ordinate nel capo. 

BONOMO di Pozzodujotto (Sicilia). — Arma : 
D* azzurro, alla banda d' oro, sostenente un uc- 
cello posato di nero, tenente nel becco un ramo 
d' olivo al naturale, accompagnata in punta da 
tre gigli del secondo male ordinati. 

BONON1 di Ferrara. — Antichissima. — Carlo 
celebre pittore del XVI secolo; Antonio-Maria 
medico e prof. nell'Università Ferrarese nel se- 
colo susseguente; Gian-Vincenzo protomedico del 
I' Arcispedale di Ferrara, uno dei più illustri chi- 
rurgi del XVIII secolo. — Arma? 

BONPESCE di Sicilia. — Arma: Di rosso, 
alla banda dentata e scorciata d' argento, con la 
sbarra dentata e scorciata dello stesso, attra- 
versante. 

BONSECOLO di Lecce. — Nobile fin dai pri- 
mordi della monarchia, ebbe in feudo Racale, 
Fellinc e S. Cesario. Teodoro fu vescovo in pa- 
tria dal 1062 al 1 4 13 e consigl. di Roberto Gui- 



BON 



— 15Ò — 



scardo. — Estinta verso la fine del XVI secolo. 

— Arma? 

BONSl DELLA RUOTA di Firenze. — Eb- 
bero tre volte il gon fa Ionie rato, e ventiquattro 
il priorato. — Domenico di Baldassarre fu dei 
Dieci nel 1Ì97; Antonio vescovo di Beziers in 
Francia, e un altro Domenico senatore. — Un 
Giovan-Battista ebbe la dignità cardinalizia, con- 
seguita dopo di lui da Pietro Arciv. di Tolosa e 
di Narbona morto nel 4703. (Estinta nel 1832 
con Lelio di Ugolino). — Arma: D'azzurro, alla 
ruota di mulino d' oro. 

BONSI di Firenze, detti Succhielli. — Di- 
scese dei Rovezzano, e in Firenze fu ascritta al- 
l'arte dei vinattieri. — Undici Priori. — Arma: 
D' azzurro, alla banda d' oro, accompagnata da 
tre succhielli dello stesso, 2 in capo ed \ in pun- 
ta ; col capo d' Angiò. 

BONSI di Firenze. — Fu ascritta al quartiere 
S. Giovanni, ed ebbe un gonfaloniere e cinque 
priori. — Dette all'arte della pittura Pietro- 
Paolo detto il Gobbo dei Frutti per la sua mae- 
stria in questo genere di pittura. — Arma: Spac- 
cato; nel l.« d'argento, ad una testa di elefante 
al naturale, colla proposcide in alto; nel 2.° fa- 
sciato di rosso e d'oro. 

BONSIGNORE di Bologna. — Arma: Partito 
d'oro e di rosso, al giglio dall'uno all'altro, si- 
nistrato al secondo cantone da una cometa d'ar- 
gento posta in banda. 

BONSIGNORE di Messina. — Fiorirono col 
titolo baronale di Nissuria nei secoli XIV e XV. 

— Arma: D'azzurro, al leone fasciato di rosso 
e d'argento coronato dello stesso. 

BONSIGNORI di Verona. — Arma: Spacca- 
to; nel l.° di rosso, ad un' uomo nascente, posto 
di profilo, movente dallo spaccato, vestito di ver- 
de, di rosso e d' oro, colla mano destra in atto 
di giurare; nel 2." partito d'oro pieno e di verde, 
a due pali d' oro. 

BONSOLI di Sicilia. — Geral do, maestro ra- 
zionale sotto il Re Federigo III, ebbe per ragion 
di nozze i feudi di Fiumetorto. Raia, Sabucliita, 
e li Friddi in Girgenti, ed Onofrio ottenne dal 
Re Martino i feudi e la fortezza d' Alagona nel 
1397. — Arma: D'azzurro, al sole d'oro. 

BONTÀ di Lodi, vedi DESTRERI. 

BONTEMPO di Cenala (Veneto). - Arma: 
Un uccello svolazzante sopra un monte di tre 
cime di verde. 

BONUCC1 di Fori). — Fino dal 1300 trovia- 
mo accennati i Bonucci quali patrizi forlivesi. 
Nel 152i) un Andrea di Giovanni conseguì il ti- 
tolo di conte e fu uno dei, r li ambasciatori spediti 
dal patrio senato al Pontefice Clemente VII per 
ottenere la conferma del Collegio dei dottori. — 
Andrea di Giacomo fu cavaliere aurato, ed un 
Bernardino cavaliere di S. Giorgio. Giovanni, ul- 



timo di questa famiglia costituì erede universale 
nel 1820 Francesco del Cav. Antonio Canestri, 
suo parente, e patrizio forlivese. (Estinta). — 
Arma : D' oro, al capriolo d' azzurro, sormontato 
da tre galli crestati di rosso, i due laterali af- 
frontati. 

BON VA LORI di Bologna. — Arma: Partito; 
a destra d'argento, a due caprioli d'azzurro; a 
sinistra d'argento, al monte di tre cime di verde 
su cui poggia un liocorno di rosso; il partito 
diviso da un filetto in palo di verde; col capo 
d'oro caricato da tre anelli di rosso. 

BON VASSALLO di Genova. — Arma: Spac- 
cato d' azzurro e d' oro. 

BONVICINI di Bologna. — Arma : D'azzurro, 
al capriolo d'oro bordato di rosso, accompagnato 
da tre gigli dello stesso, 2 in capo ed 1 in punta. 

BONVICINI di Venezia. — Originaria di Ber- 
gamo, aggregata nel 1663 al patriziato veneto. 
— Arma: Spaccato; nel 1.<> di rosso, a due co- 
lombe affrontate d' argento che bevono ad una 
stessa coppa del medesimo; nel 2.° d' azzurro, a 
due bande d'argento. 

BON VISI di Lucca e di Firenze. — Un Bon- 
visio, favorito nella Corte dell' Imperatore Ot- 
tone III fu il capostipite di questa famiglia in 
Lucca. — Antonio governatore di tutta la Cala- 
bria; Bonvisio Cardinale, e Girolamo Vescovo in 
patria. — Un ramo à pur fiorito in Firenze. — 
Arma: D'azzurro, alla cometa d'oro caricata di 
un bisantc-torta inquartato in croce di S. An- 
drea d'argento e di rosso. — Alias: D'azzurro, 
alla stella di 8 raggi d'oro, caricata di un bi- 
sante-torta inquartato in croce di S. Andrea 
d' argento e di rosso. 

BONZAGNl di Bologna, vedi Bongianwi. 

BOLZANINI di Bologna. — Arma: Partito 
d' oro e d' azzurro, al leone di rosso sul primo 
o d'argento sul secondo; col capo d' Angiò. 

BONZANINI di Padova e di Udine. — Arma: 
D'azzurro, a quattro catene d'oro poste in croce 
di S. Andrea, ciascuna movente da un anelletto 
dello stesso posto in cuore, le dette catene non 
toccanti le estremità dello scudo; col capo d'Angiò. 

BONZKNO di Venezia. — Arma: Partito d'ar- 
gento e di rosso, al capriolo dell'uno nell'altro, 
la gamba destra accostata da due rose d' oro, I 
in capo, ed I in punta. 

BONZ1LI di Trieste e di Venezia. — Una 
delle dodici famiglie tribunizie di Trieste, aggre- 
gata alla nobiltà di Venezia nel 1297, ed estinta 
circa il 1318. — Arma: Partito d'azzurro c di 
rosso, alla fascia dall'uno all'altro. 

BONZUANA di Verona. - Arma: D'argento, 
alla croce di S. Andrea di rosso. 

BORBONE DEL MONTE di Firenze. — Arma: 
I D'azzurro, a tre gigli d'oro; col bastone di rosso 
j in abisso posto in banda. 



BOR 



— 456 — 



BOR 



BORBONESE di Torino. — Portano il titolo 
di Baroni. — Arma: Di rosso, al destrocherio 
vestito d'argento, movente dal fianco sinistro dello 
scudo od impugnante con la mano di carnagione 
un ramo di palma al naturale; col capo cucito 
d' azzurro, a tre stelle d' oro male ordinate. 

BORCANO di Genova. — Arma: Di verde, alla 
sbarra doppio-addentellata d' argento. 

BORCHl di Milano. — Arma: D'argento, al 
Icone di rosso. 

BORDA del Piemonte. — Furono signori di 
Piobesi. — Arma: Spaccato; nel 4." d'argento, a 
tre pioppi nudriti sulla pianura, il tutto al natu- 
rale; nel 2.° d'azzurro, al cigno d'argento, mem- 
brato e beccato d'oro, tenente nel becco un 
ramoscello di verde in palo, e sormontato da due 
gigli d' oro, uno a destra, l' altro a sinistra. 

BORDELLA (della) d' Imola. — Originari di 
Francia, furono di parte guelfa. — Giotto venuto 
in Italia fabbricò presso Massa Lombarda in Roma- 
gna un nobile castello che chiamò Bordella. Rovi- 
nato circa dopo un secolo, Braccio innalzò un altra 
terra che volle nominare Bordana e di cui ebbe la 
signorile giurisdizione col titolo comitale datogli da 
Innocenzo VI. Galeotto ed Alberigo furono capitani 
del popolo di Firenze nel 1 406, e Baldassarre so- 
stenne nel 4420 la dignità senatoria in Roma. — 
Arma: Di rosso, al leone d'oro; col capo d'azzurro, 
caricato di quattro gigli dello stesso. 

BORDOCCHI di Bologna. — Un Girolamo 
era notajo hi Bologna dal 4477 al 4 491 ; un 
Gaspare nel 1 51 1 entrò in Bologna coi Benti voglio, 
ed il 28 Settembre 1812 fu chiamato alla rin- 
ghiera come ribelle per iscolparsi; ed un Fran- 
cesco-Maria del Collegio degli Avvocati e prof. 
nell'Università di Bologna, cho fu commissario 
e luogot. del governo di Sassuolo nel 1665, ed 
autore di molti scritti dati alla stampa. — Arma: 
D' azzurro, al cervo saliente d' oro, tenente una 
spada rivolta al basso coli' elsa del secondo, e la 
lama insanguinata; col capo del primo caricato 
da tre stelle d'argento. 

BORDOLO di Venezia. — Arma: Di rosso, 
alla croce di verde. 

BORDONI di Treviso. — AnMA : D' azzurro, 
a due bordoni di pellegrino d'oro, posti in croce 
di S. Andrea. 

BORDONI di Verona. — Arma: Inquartato; 
nel 1 .° e 4." d'azzurro, ad una stella d'oro; nel 2.° 
e 3.° d'argentoj, ad una rosa di rosso. 

BORDONARO di Sicilia. — Trae origino se- 
condo alcuni dalla Spagna, e da Genova secondo 
altri. Ila contato cavalieri gerosolimitani, magi- 
strati, capitani d'armi e senatori. — Arma: Spac- 
cato semipartito; nel 4.» d'oro, all'aquila di nero; 
nel 2.» d'argento, alla torre di rosso; nel 3.» d'az- 
zurro, a tre bande d'oro. 

BORDONIGIII di Venesia. — Arma: Inquar- 



tato; nel 1.» e 4.» di verde pieno; nel 2.» e 3.* d'o- 
ro, a due bordoni di pellegrino di nero passati 
in croce di S. Andrea. 

BOREA di Lugo. — È originaria della Bre- 
tagna, da cui sulla fine del XII secolo si trasferì 
a Venezia, e fu ascritta al Gran Consiglio nel 
1297. Nel secolo XIII un ramo fu trapiantato in 
Imola da cui provenne quello che verso la metà 
del XIV passò a Lugo. Un Giorgio nel 4649 fu 
eletto Vescovo di Comacchio, ove morì nel 1655. 
Un Giovanni-Maria, celebre giureconsulto, diede 
origine al ramo dei Borea di Modena, estinto nel 
4725. 'Questa famiglia tuttora fiorente in Lugo, 
ed ascritta al patriziato d' Imola e di Ferrara, 
porta il titolo di Conte fin dal secolo XVIII. — 
Arma: Spaccato semipartito; nel 4.» di azzurro, 
ad una testa soffiante verso una nuvola posta a 
destra; nel 2.* di verde bordato d' argento; nel 

3. ° d'argento bordato di verde. 

BOREA di San Remo e di Albenga. -— È un 
ramo della precedente. — Vittorio Amedeo III 
re di Sardegna concedeva il 6 Lug. 1773 a Pie- 
tro-Francesco Borea feudatario di Roccasterone il 
titolo e dignità marchionale, ed in feudo antico 
e retto per lui e suoi discendenti maschi con 
mero e misto impero il luogo di Olmo, ed il di 
lui figlio Tommaso veniva insignito dall' Imperai 
Napoleone I della dignità di barone dell' Impero 
Francese. — Carlo-Vincenzo, essendosi disposa- 
to, nella seconda metà del XVIII secolo, all'unica 
figlia ed erede della famiglia Ricci di Albenga, 
divenne il capostipite dei Borea-Ricci di questa 
città. — Arma: Spaccato semipartito; nel 4.» 
d'azzurro, ad una testa soffiante verso una nuvola 
posta a destra al naturale, il tutto sormontato 
da tre stelle di sei raggi d'oro; nel 2.» di verde; 
nel 3.* d'argento. 

BORELLI di Alessandria. — Nel 4 483 era 
console di Alessandria un Caldera Gorelli; e nel 
4225 questa famiglia fu iscritta nel quartiere di 
Rovereto fra quelle appartenenti al partito dei 
Guelfi del popolo. — Ebbero la signoria di Les- 
solo. — Arma: Bandato d'oro e d'azzurro, al ca- 
po del secondo caricato di tre palle del primo mal 
ordinate. — Cimiero: Un puttino al naturale na- 
scente, tenente in ciascuna mano una palla d'oro. 

— Motto: LE PLUS AVANT GAMSKE. 

BORELLI di Bologna. — Arma: Spaccato; nel 

4. ° d'azzurro, caricato da un bue nascente d'oro; 
nel 2.° d'azzurro, a tre pali d'argento. 

BORELLI di Cesena. — Originaria di Rosi- 
gnomo in quel di Ravenna, fu trapiantata in Ce- 
sena nel 4 379 da un Malatcsta Borelli, la cui fa- 
miglia fu non molto tempo dopo ascritta fra le 
consolari prendendo posto in Consiglio. — Parteg- 
giò per i Tiberti e recò frequenti molestie alla 
patria. — Ebbe giureconsulti e medici distinti, 
fra'quali Floriano e Lorenzo che furono cavalieri 



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di S. Stefano. — Estinta verso la fine del XVI 
secolo. — Arma: D' azzurro, al ponte di tre ar- 
cate d'argento murato di nero, sotto cui scorro- 
no le acque di un fiume al naturale, accompa- 
gnato nel canton destro del capo da una testa 
d'Eolo soffiante al naturale. 

BORELLI di Demonte (Piemonte). — Sono in- 
signiti del titolo comitale. — Arma: D' azzurro, 
a tre bande d'oro; col capo d'argento caricato di 
tre tortelli di rosso, ordinati in fascia. 

BORELLI o BORELLO di Genova. — Arma: 
D' argento, a quattro pali di rosso, colla banda 
d'azzurro attraversante. 

BORELLI di Napoli. — Ebbero la contea di 
Pietrabbondante nella provincia di Campagna. — 
Simeone Cardinale nel 1158. — Arma? 

BORGARELLI di Chieri e di Fissano. — Eb- 
bero ambedue il titolo di Conti, ed i secondi furono 
signori di Villaviana. — Arma: D'azzurro, alla chie- 
sa d'argento, aperta e finestrata di nero, coperta 
di rosso, con due campanili simili, uno più alto 
dell'altro. — Cimiero: Una colomba d'argento, pas- 
sante, tenente col becco il Motto: Pax huic domui. 

BORGANI di Marni (Umbria). — Nel 1237 
comprò in feudo il castello del Poggio di Narni 
unitamente e prò indiviso con Gentile di Pier- 
gentile nobile namese. (Estinta). — Arma? 

BORGARO di Genova. — Arma : D' azzurro, 
al cavallo d'argento brigliato di nero, spaventato. 

BORGAZZl di Milano. — Nel 1776 Giam- 
battista, avendo provata la civiltà della propria 
famiglia, fu dichiarato capace di acquistare un 
feudo nobile, previa nobilitazione da concedersi 
dal sovrano. — Questo acquisto però non ebbe 
luogo. — Nel 1817 i suoi discendenti chiesero 
conferma dell' antica nobiltà, ma ebbero invece 
con sovrana risoluzione 27 Nov. dello stesso an- 
no la nobiltà austriaca ex novo. — Nel 1822 pe- 
rò, non avendo pagato le tasse prescritte, furono 
dichiarati decaduti da questa nobiltà. — Arma: 
D'azzurro, alla colonna d'argento tra due alberi 
di verde; col capo d'oro, all'aquila di nero, coro- 
nata del campo. 

BORGHERINI di Firenze. — Sono originari 
di Cerreto-Guidi e si trovano nel nobile Consi- 
glio fino dal 1433. Ottennero tre volte il priora- 
to tra il 1495 e il 1531 e la dignità senatoria 
nella persona di Pierfrancesco nel 1698. (Estinta 
nel 1768). — Arma: Di rosso, alla banda d'oro, 
caricata da tre rose del campo. 

BORGHESANI di Bologna. — Arma : D'oro, 
all'ulivo sradicato al naturale. 

BORGHESE di Tonno. — Un Ardizzonc Bor- 
ghese, che viveva nel 1216, apparteneva ad una 
delle più nobili famiglie torinesi, che coi Bec- 
cuti, Gorzani e della Rovere, godeva del privile- 
gio di portare una delle aste del baldacchino 
nella processione del Corpus Domini ed in solen- 



ni avvenimenti. — Borghesino Borghese nel 1345 
fu investito da Jacopo d'Acaia della metà di due 
parti del castello di Altezzano inferiore, da lui 
acquistate dai Bardi. Un Galvagno Borghese era 
a que'dì giureconsulto di pregio. — Arma? 

BORGHESI di Fossombrone (Marche). — Gre- 
gorio de'Min. Conventuali insigne teologo, chiamato 
ad esaminare le opere di Quesnel e dar voti nelle 
differenze insorte fra la S. Sede ed il Card, di 
Noailles. Rifiutò il vescovato di Cagli e l'arcive- 
scovato di Ragusa. — Domenico-Andrea, dello 
stesso Ordine, morto nel 1713, fu ministro ge- 
nerale della sua religione. (Estinta). — Arma: Di 
rosso, alla fascia cucita d' azzurro, seminata di 
stelle di su cui posa un gallo al naturale. 

BORGHESI di Siena, di Roma e di Firenze. — 
Tiezzo da Monticiano fu il capostipite di questa 
famiglia che fino dal 1266 ebbe in Giacomo di Ben- 
civenne la dignità di Messere dell' ospedale e di 
Ambasciatore ai Guelfi fuorusciti. — Cornelio, 
Pietro, Nicolò, Giovanni ascritti dell' Albo dei 
Beati. Antonio Domenico Arciv. Antibarense; Pie- 
tro di Cristofano nel 1380 Vescovo di Jesi; e 
Claudio Vescovo di Grosseto, già vescovo d' Jesi 
e Cardinale, fu nel 1 605 creato Sommo Pontefice 
col nome di Paolo V. Scipione e Pier-Maria fu- 
rono anch'essi Cardinali, ed altri Vescovi. Un Ago- 
stino di Nicolò ebbe dal papa Pio li il titolo di 
conte. Possedevano sul finire del secolo XVII il 
principato di Sulmona, e la città di Rossano, tre 
ducati, sei marchesati, e undici signorie. Il ra- 
mo dei Borghesi di Firenze fiorì nel secolo XIV. 
— Arma : Di rosso, al drago alato d' oro, reciso 
e sanguinoso del campo. 

BORGHETTI di Cesena. — Ascritta alla no- 
biltà cesenate nel 1737. — Fra Francesco Cap- 
puccino, vescovo di Catania morto nel 1693. — 
Estinta nel 1798 nella persona di un Filippo, il 
quale non avendo figli lasciava erede delle sue 
sostanze Bartolomeo Conti di Bertinoro. — Ar- 
ma: D'azzurro, al castello torricellato d' argento, 
aperto e fincstrato del campo, accompagnato in 
capo da una cometa dello stesso. 

BORGHETTI di Verona. — Famiglia molto 
antica che trasse il proprio nome dal paese e 
castello del Borghetto dove da tempo assai re- 
moto aveva estesi possedimenti. Ne fu capostipite 
Antonio padre di Bardilone il quale nacque verso 
la fine del 1200. Ebbe antichi diritti di pesca 
sul Mincio, di estrarre acqua per irrigazioni e di 
tenervi ruolini. — Nel 1427 fu aggregata al pa- 
trio nobile Consiglio, e nel 1534 dal Duca Er- 
cole II d'Este ottenne la cittadinanza di Ferra- 
ra. — Arma: D' azzurro, alla fascia d' argento 
caricata di tre stelle di rosso ed accompagnata 
in capo da due teste e colli di gallo affrontate 
d'argento, crestate e barbate di rosso, e in punta 
da una collina di tre cime di verde. 



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BORGHI o BORGO di Cremona. — Filiberto 
e Zacchino senatori della patria., il primo nel 
1080 e l'altro nel 1088, amendue decurioni, la 
qual carica fu poi tenuta da altri 56 individui 
della famiglia. — Arma: D'argento, al leone di 
rosso. 

BORGHI di Firenze. — Furono originari del- 
la Castellina nel Chianti. Dal 1297 fino al 1368 
risiedettero per otto volte nella signoria, ed una 
volta ascesero al gonfalonierato di giustizia. — 
Decaduti dall' antica grandezza, si estinsero nel 
1720. — Arma: D' azzurro, al crescente d'oro, 
sormontato da una stella dello stesso. 

BORGHI di Firenze. — Si dissero della Dia- 
na per distinguersi dalla omonima precedente fa- 
miglia; e conseguirono per due volte il priorato. 
— Arma : D'argento, alla croce di S. Andrea di 
rosso. 

BORGHINI di Firenze. — Tre gonfalonieri 
e 14 signori della Repubblica furono l'ornamentò 
di questa famiglia, dalla quale uscì un Vincenzo, 
nato nel 1515, che fu il primo indagatore delle 
antichità fiorentine. (Estinta nel 1670). — Ar- 
ma: D'oro, alla banda di rosso accompagnata da 
sci uccelli di nero disposti in giro. 

BORGIA di Sicilia, di Velletri, ecc. — E ori- 
ginaria di Valenza in Ispagna, ed alcuni la vo- 
gliono di sangue reale. Venuta in Italia si divise 
in moltissimi rami, e fu trapiantata in diverse 
città. Vi furono i Borgia di Siena, di Roma, di 
Firenze, di Ferrara, e di Napoli. Innumerevoli 
sono le grandezze di questa famiglia la quale det- 
te alla Chiesa due Papi, Callisto III e Alessan- 
dro VI; un San Francesco, terzo generalo della 
Compagnia di Gesù, molti Cardinali, fra' qaali il 
famoso Cesare Duca del Valentinois, e moltissimi 
Vescovi. Un Pier-Luigi fu duca di Spoleto, pre- 
fetto di Roma e castellano di Castel Santangclo; 
Pietro Vice-Re di Abruzzo; un altro Pier-Luigi 
duca di Candia nella Spagna, e poi di Benevento 
c Terracina; Joirrè principe di Tricarico; c Ga- 
spare Vice-Re di Napoli. Il ramo di Sicilia appar- 
tiene alla linea dei duchi di Candia, e vi fu tra- 
piantata da un Leone segretario e consultore di 
Federigo li. Dopo di lui un Guglielmo venne in 
possesso dei feudi di Albiato e di Galcrmo e di 
Casale. A quest' ultimo fu aggiunto il titolo di 
marchese che si conserva tuttora dalla famiglia 
di Siracusa. Nel ramo di Volletri si à por primo 
un Riccardo nel 1181. Nicola nel 1417 fu uno 
dei reggenti della sua patria; Clemente, patrizio 
romano, ne fu rettore. — Fabrizio e Alessandro 
Vescovi, il primo di Ferentino, e il secondo di 
Fermo. — Da questo stesso ramo uscì Stefano 
Cardinale nel 1785. — Furono creati nobili ro- 
mani nel 1756. — Arma: Partilo; nel 1.° di ros- 
so, alla capitozza uutlrita su pianura erbosa al 
naturalo, o sormontata da una stella d'oro e tra- 



passata in banda da una spada d' argento guer- 
nfta d'oro colla punta all'ingiù; nel 2.» spaccato; 
di sopra d'oro al bue passante di rosso sulla pia- 
nura di verdi;; di sotto d' azzurro, a tre sbarre 
d'oro. — Alias: D'azzurro, al ponte di tre archi 
d'argento, merlato di tre pezzi dello stesso, mu- 
rato di nero, movente da una riviera d' azzurro. 

— Alias: Inquartato; nel 1." d'oro, col bue di 
«•osso, passante su'verde, e la bordura di rosso, 
caricata da otto fiammelle d'oro; nel 2.° d'oro, a 
quattro pali di rosso; nel 3.° d' azzurro, a tre 
gigli d'oro 2 e 1; nel 4.° fasciato d'oro e di rosso 
<ji sei pezzi. 

BORGO (dal) detti GRULLI di Firenze. — 
Provengono dal Borgo San Lorenzo, in cui sortì 
i natali messer Dogino il quale fu dei priori 
per cmque volte dal 1283 al 1300. — Aua: 
D'oro, al bue rampante di rosso. 
. BORGO (dal) di Firenze detti CORREGGIAI. 

— Vennero da Monteceraio presso il Borgo di S. 
Lorenzo in Mugello, e conseguirono par otto volte 
il priorato tra il 1460 ed il 1531. — Nicolò di 
Antonio era uno dei difensori di Firenze durante 
1' assedio. — Mancarono nel Capitano Carlo di 
Luigi morto il 7 Ott. 1801. — Arma: D' oro, 
.alla banda d'azzurro caricata da un monte di sei 
cime del campo. 

BORGO (dal) detti del CILIAGIO di Firenze. 

— Vennero da un piccolo paese del Mugello 
detto le Canniccie. Luigi di Giordano d'Jacopo di 
Ciliagi» fu priore nel 1417, nel 1522 un Jacopo 
di Valerio, nel 1431 un Jacopo di Galeotto. — Si 
estinsero in Jacopo di Bartolomeo, morto nel Lu- 
glio del 1639. — Arma: D'azzurro, al ciliegio al 
naturale piantato sopra un monte di sei cime 
d' oro. 

BORGO di Piacenza. — È un ramo della pre- 
cedente che si distinse per segnalati servigi alla 
patria. La illustrò un Almerigo Borgo, valoroso 
crociato. — Arma: D'oro, all'aquila coronata di 
nero. 

BORGO (dal) di Pisa. — È iscritta fra le an- 
tiche nobili famiglie pisane. — Un Bacciomeo nel- 
l'822 fu P autore di quest' illustre casata, dalla 
quale uscirono consoli, senatori, anziani, pode- 
stà, castellani, tanto in patria che fuori di essa. 
Pietro di Paolo monaco benedettino, fu Vescovo 
di Osimo. — Ebbero nobiltà in Lucca e in Vol- 
terra. — Arma: D'azzurro, alla fascia di rosso ac- 
compagnata in capo da un grifo nascente d' oro, 
movente dalla fascia, e in punta da sei palle d'o- 
ro 3 e 3. 

BORGO (dal) di Verona. — Arma: Di rosso, 
al leone d'argento, tenente; nella branca sinistra 
un martello dello stesso manicato d' oro; colla 
banda d'azzurro attraversante. 

BORGOGELLI di Fano. - Trasse I* origine 
da un Pietro di Forlì, giudice e consigliere nella 



BOR — 11 

città di Fano nel 1340. — Giovanni, chiarissimo* 
giureconsulto, podestà di Sassuolo nel 4 545, e 
nel 1571 gonfaloniere nella sua patria. — Ar- 
ma: Di rosso, al liocorno inalberato d'argento. . 

BORGOGNO di Alba (Piemonte). — Nobile e 
antica famiglia di origine spagnuola, trapiantata 
in Piemonte in principio del secolo XVI. — 
Gherardo Borgogno fu assai elegante poeta. — 
Arma ? 

BORGOGNONI di Bologna. — Arma : Di ros- 
so, a tre cani rampanti d' argento, i primi due 
affrontati; col capo d'Angiò. 

BORGOGNONI di Firenze. — Sono molto an- 
tichi, trovandosi alcuni di essi nel ruolo dell'Ar- 
bia. — Dal 1 393 al 1 530 uscirono da questa casa 
dieci priori. (Estinta nel 1609). — Arma: Di 
rosso, a otto bisanti d'argento posti 2 3, 2 e 1. 

BORGONDII di Brescia. (Estinta). — Arma: 
Spaccato d'oro e d'azzurro con due crescati del- 
l'uno nell'altro. 

BORGORICCO di Padova. — Arma : Di ros- 
so, al leone d'argento. 

BORLASCA di Genova. — Arma; Interzato 
in fascia; nel 1.° d'oro, all'aquila nascente di nero, 
coronata del campo; nel 2.° di rosso, alla croce 
d' oro accantonata da quattro lettere B. maiu- 
scole romane dello stesso; nel 3.° interzato in pa- 
lo, di rosso, di nero e d'azzurro. 

BORLATI di Cannobio e di Lesa (Lago Mag- 
giore). — Arma: Spaccato; nel 1.° d'argento, alla 
riga di nero, abbassata sotto tre torte di rosso 
male ordinate; nel 2.° di verde, al giglio d'oro. 

BORMIOLO del Piemonte. — Sono originari 
d'Altare, ed anno il titolo di Conti del Pino. — 
Arma: Spaccato; nel 1.° d'azzurro, a tre stelle d'o- 
ro male ordinate; nel 2.° di rosso, al bue d'oro. 

BORNATI DEGLI ALBERGIIINI di Brescia, 
(Estinta). — Arma: D'argento, a tre bande d'az- 
zurro, caricate di stelle di sei raggi d'oro. 

BORNATI di Brescia (Estinta). — AnMA: D'ar- 
gento, a tre bande d' azzurro. 

BORNI di Fivizzano e di Beggio-Emilia. — 
Nel 1613 un Scipione fu governatore di Vignola, 
e un Gabriele podestà di Castelnuovo; un Pietro 
e un Tommaso podestà di Sassuolo. Dettero due 
Vescovi alla sede di Castro in Puglia nel Salentino. 
— Arma : Di rosso, al pioppo al naturale ter- 
razzato di verde, e alla biscia di ... . accollata 
al tronco con la testa rivolta. 

BORRANI di Jirissagoe di Locamo. — Arma: 
D' argento, alla pianta di rosa di verde fiorita di 
nove pezzi d' azzurro, piantata sopra una ter- 
razza di verde, ed accostata da un serpente d'ar- 
gento. — Alias: D'argento, al pino di verde 
piantato sopra una terrazza dello stesso, accom- 
pagnato da due leoni affrontati di rosso, ed in 
capo da due stelle dello stesso. 

BORRANI di Milano. — Arma : D' argento, 



) — BOR 

al rosajo di verde; fiorito di nove rose d'azzur- 
ro, terrazzato del secondo, accollato dà un ser- 
pente d' argento. 

BORREL del Piemonte. — Ebbero la signo- 
ria di La Casette. — Arma: Inquartato; nel 1.° 
e 4.° d'argento, alla croce di sedici punte, quat- 
tro ad ogni estremità, d'azzurro, accantonata da 
quattro rincontri di bufalo di rosso, anellati dello 
stesso; nel 2.° e 3.' spaccato; sopra, di rosso alla 
stella d' oro accostata da dur elmi chiusi in pro- 
filo d'argento, affrontati; sotto, d'azzurro al ca- 
priolo d' oro, fotto. — Cimiero : Un braccio ar- 
mato. 

BORRELLO di Benevento. — Originaria dai 
Conti di Marsi, prese il nome dalla signoria di 
Borrcllo dn essa posseduta, oltre la quale ebbe 
cinquanta baronie. Mario contestabile di Sicilia 
sotto Guglielmo il Malo. Guglielmo stratigò di 
Messina e luogotenente di Sicilia nel 1254. — 
Arma : Di rosso, alla banda d' argento, caricata 
da ^re corni da caccia del campo. 

BORRI di Milano. — Di origine longobarda, 
se ne à memoria certa fin dal 1119; anno in cui 
un Eriprando e Malasterna Borri con trentacin- 
que nobili milanesi firmarono l'indipendenza della 
chiesa di S. Giacomo di Pontida. — Dette alla 
patria otto consoli di Repubblica, quattro con- 
soli di giustizia, tre decurioni; e molti podestà 
a Bologna, a Faenza, a Como, a Piacenza e ad 
altre città. — Furono signori di parecchi feudi, 
fra i quali del castello di Vcspolate di cui fu 
investito un Donato dal Duca Francesco Sforza 
nel 1463. Un Pietro-Giorgio ebbe il titolo di 
conte. Nel 1815 ottennero la conferma della no- 
biltà. — Arma : D'argento, al bue passante di nero. 

BORRI di Parma. — Nel XIV secolo un ramo 
dei Borri di Milano distaccavasi dal ceppo co- 
mune per trapiantarsi in Parma, dove nel 1349 
un Ottorino fu podestà. — Possedette estesi po- 
deri, e si divise in vari rami, di cui uno fiorisce 
tuttora in Parma. — Arma : Uguale alla proce- 
dente. 

BORRIGLIONE del Piemonte. — Ebbero il 
titolo di conti di Aspromonte. — Arma: D'oro, 
alla banda di. rosso, accostata da due altre, in 
divisa, di azzurro. 

BORRO di Sardegna^ — Arma: Spaccato; nel 
1 d' argento, a tre bande di nero, ed in punta, 
a destra, un albero nudrito sopra un monte di 
tre cime, il tutto al naturale; nel 2." pure d'ar- 
gento, al cavaliere armato di tutte pezze in atto 
di slanciare il cavallo contro un drago ritto, ri - 
voltato, il tutto al naturale. 

BORROMEO-ARESE di Milano. — Discende 
per alleanza dalla famosa famiglia dei Vitaliani 
di Padova, e fu trapiantata in Milano nel 1.1% 
da un Giovanni Borromeo di San Miniato. Vita- 
liano suo figlio ottenne nel 1406 da Filippo Ma 



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ria Visconti ia cittadinanza milanese, nel 1439 il 
feudo di Arona, nel 1440 Camairago e San Vito 
nel Lodigiano, c nel 1445 il titolo di conte di 
Arona, e fu signora di altri moltissimi feudi. — 
Si contano fra i Borromeo otto decurioni della 
propria patria, sette governatori di città e Pro- 
vincie, diversi senatori. — Dette alla chiesa molti 
prelati, vescovi, arcivescovi e sei cardinali, dei 
quali sono celeberrimi S. Carlo e Federico am- 
bedue arcivescovi di Milano. Un altro Carlo nel 
1710 fu Viceré di Napoli; un Giovanni fu creato 
marchese di Angera; un Giovan-Benedetto ebbe 
il titolo di principe di Maccagno-Imperiale, e un 
Giberto nel 1812 fu fatto Conte del regno ita- 
lico. — Arma : Inquartato, fiancheggiato in arco 
di cerchio, col capo e la campagna ritondati ; jiel 
1.o di rosso, alla corona antica d' oro, posta in 
sbarra; nel 2.° d'argento, a due treccie di rosso 
posto in sbarra annodate in croce di S. Andrea; 
nel 3.° d'azzurro, a tre anelli intrecciati d'oro; 
nel 4.° di rosso, al freno d'argento posto in ban- 
da. Il fiancheggiato di rosso seminato nel fianco 
destro di plinti d' oro, al liocorno d'argento, ac- 
collato da una corona antica d'oro, spaventato da 
un ombra di sole radioso dello stesso, orizzontale 
a destra, caricata dal biscione visconteo di verde 
all' uscente al naturale; e il fianco sinistro caricato 
di un camello d'argento giacente in un canestro 
d' oro, sostenente sulla gobba una corona antica 
dello stesso sormontata da sette penne di struz- 
zo, tre d' argento e quattro d' azzurro. Il tutto 
sinistrato e spaccato; superiormente d'oro, al- 
l'aquila spiegata di nero, coronata del campo; 
inferiormente d'argento, al volo abbassato di nero. 
Il capo e la campagna d'argento, caricato il pri- 
mo dal motto humilitas in carattere gotico di 
nero, sormontato da una corona fioronata d' oro, 
e la seconda da un cedro d' oro, gambuto e fo- 
gliato di verde, posto in fascia. Sopra il tutto 
scudetto partito: nel 1.» bandato di vaglio e di 
verde; nel 2.° di rosso, a tre fascie di verde, alla 
cotissa d'argento attraversante sulle fascie. — 
Cimiero a destra: Un serpente alato a testa u- 
mana accollato ad una colonna d'argento uscente 
da un canestro d'oro. — Cimiero a sinistra: Il 
cammello dello scudo. 

BORROMEO di Firenze. — Originaria di S. 
Miniato. — Carlo d'Antonio nel 1512 fece parte dei 
XVI Gonfalonieri di compagnia e nel 1515 del 
Magistrato dei X di Balìa. Questo ramo si estinse 
nel 1679. — Arma: Fasciato di rosso e di ver- 
de; alla banda d'argento attraversante sul tutto. 

BORROMEO di Padova. — È un ramo dei 
Borromei di Milano, e porta il titolo di Conte 
che nel 1 403 fu conferito a Borromeo dei Borro- 
mei. Fino dal 1634 furono ascritti al nobile Con- 
siglio, ed ebbero la conferma della nobiltà nel 
1819. — Arma: Uguale alla precedente. 



BORSA di Milano. — Originaria di Lodi, ove 
ebbe un notaio di Collegio. — I suoi discendenti 
si recarono a Milano nel 1500, e Bartolomeo fu 
dei gentiluomini eletti a provvedere durante la 
peste del 1630. — Fiorirono di questa famiglia 
parecchi nobili deputati di luoghi pai della città, 
due capitani ed un canonico ordinario del Duo- 
mo. — Furono dichiarati nobili con decreto del- 
l' I. R. Consiglio di governo 28 Apr. 1788. — 
(Estinta da pochi anni). — Arma : D'azzurro, alla 
borsa aperta d'argento; col capo d'oro, all'aquila 
di nero coronata del campo. 

BORSARELLI di Mondovì. — Furono baroni 
di Rifreddo. — Arma: D'azzurro, a due torri 
d' argento in due pali, ed in mezzo ad esse, in 
alto, una borsa d'oro, chiusa, legata dello stesso; 
col capo d'oro, all'aquila di nero coronata dello 
stesso. 

BORSELLI di Ferrara. — Dette all' Ordine 
dei Servi di Maria un Dionisio distinto oratore, 
e lettore pubblico di teologia nella patria uni- 
versità. — Arma: D' argento, alla borsa d' oro, 
accompagnata in cape da una stella di otto raggi 
dello stesso. 

BORSELLI di Vicenza. — È originaria di 
Padova, e fu potente al tempo di Eccelino, ma 
questi la condusse a rovina. Un Bartolomeo, che 
trapiantò la famiglia in Vicenza fu famoso giure- 
consulto e morì nel I330 (Estinta). — Arma: Fa- 
sciato merlato di rosso e d'argento di dieci pezzi. 

BORSELLO di Venezia. — Arma: Partito di 
verde e d' argento, a due caprioli dell' uno nel- 
l' altro. 

BORSONE di Genova. — Dalla villa omoni- 
ma nella valle di Stuoia. Obcrto giurò la pace 
con Pisa nel 1188. Ascritta nei Pincelli nel 1528. 
— Arma: Spaccato: nel 1. n d'azzurro, a due leoni 
d' oro, affrontati, sostenenti insieme un fiore di 
rosso senza foglie, sul quale posa un uccello di 
nero; nel 2.° bandato d'argento e d'azzurro; colla 
fascia in divisa di rosso, attraversante sulla par- 
tizione, e sostenente i leoni ed il gambo del fiore 
del primo punto. 

BORSOTTO o BORGOTTO di Genova. — 0- 
riginaria di Piacenza. Se ne anno memorie in Ge- 
nova dal secolo XV. Parecchi esercitarono le arti 
di laniere e di speziale, e in tempi più vicini an- 
che il notariato. Francesco Borsotto, speziale, ot- 
tenne privilegio di nobiltà dall' imperatore Mas- 
similiano li nel 1574 e due anni dopo fu inscritto 
nel libro d'oro. Ebbe dignità di senatore nel 1597 
e 1619. Nel 1621 istituì del proprio patrimonio 
la Pia Opera dei poveri vecchi, unita più tardi 
all'albergo dei poveri in Carbonara; dove perciò 
nell' atrio della Chiesa vedesi la sua statua col 
motto: Super senes intellexi. — Arma: D'az- 
zurro, al leone d' oro tenente colle branche an- 
teriori una borsa, legata dello stesso. 



BOS 

B0RT0LAN1 di Vicenza. — Arma: Partito; 
nel1.° di rosso, a tre Limbelli d'oro, l'uno sul- 
l'altro; nel 2." d' azzurro, al monte di tre cime 
di verde movente dalla punta; col capo d' argento 
attraversante sulla partizione, e caricato di un' 
aquila di nero, coronata d' oro. 

BORTOLAZZI di Bassano. — Appartenne al 
nobili 1 e patrio Consiglio sino dalla sua istitu- 
zione, od ottenne la conferma di nobiltà per so- 
vrana risoluzione del 21 Sctt. 1821. — Arma? 

BOIiZANI di Bologna. — Arma : Di rosso, 
alla banda d'azzurro, caricata da tre stelle d'oro 
e accompagnata da due carrette dello stesso. 

UOSA (de) di Sardegna. — Arma: D'argento, 
alla città al naturale sormontata da tre stelle 
d'azzurro ordinate in fascia. 

BOSCARINl di Aidone (Sicilia). — Oriunda 
dalla Toscana. — Un Giuseppe nel 1761 ebbe il 
privilegio di barone di Villa d'Orlando. — Arma: 
Partito; nel l.° di rosso, al destrocherio armato 
d' argento, accennante col dito al motto fedeltà 
dello stesso, posto in palo al fianco destro; nel 
2.° di rosso, al leone d'oro, impugnante una lan- 
cia dello stesso. 

BOSCELLO di Sicilia. — Originaria di Mo- 
dena, e trapiantata in Sicilia da un Bernardino. 
Un Natale acquistò la baronia di Serravalle, e fu 
senatore di Palermo nel 1586. — Un ramo di 
questa famiglia passò in Trapani. — Arma : D'az- 
zurro, alla torre d'oro cimata da tre spighe dello 
stesso e la campagna cucita di nero. 

BOSCH (del) di Sicilia. — Casa ascritta alla 
Mastra nobile di Messina del 1807 in persona del 
march. Emmanuele del Bosch del fu march. Giu- 
seppe, spenta in quella de' Rosso o Russo. — 
Ainu: Spaccato di rosso e d'oro, al tronco di- 
ramato e sradicato dell' uno nell' altro. 

BOSCHETTI di Ferrara. — Un Alberto di 
Albertino trapiantò questa famiglia in Ferrara 
dove fu fregiata del titolo comitale, e presso la 
corte degli Estensi ottenne onorevoli uffici. Vi 
furono ambasciatori, condottieri di armati, e ri- 
putatissimi consiglieri; distinguendosi tra gli al- 
tri un Albertino, un Cesareo, e un Baldassarre 
che per la sua valentia militare fu chiamato al 
servizio della Repubblica di Venezia. — Arma : 
Inquartato; nel 1.» e 1° d' oro, all' aquila bici- 
pite coronata di nero; nel 2." e 3.» fasciato d'ar- 
gento e di rosso di sei pezzi; col capo d'azzur- 
ro; sul tutto di rosso, alla graticola d : oro. 

BOSCHETTI di Bologna. — È un ramo della 
precedente. — Francesco di Girolamo senatore ; 
Sigismondo e Cesare anziani. — Arma eguale 
alla precedente. 

BOSCHI di Bologna. — Arma : D' azzurro, a 
tre alberi al naturale terrazzati di verde; col cd- j 
po d' oro, caricato da un'aquila spiegata di nero. | 

BOSCHI di Faenza. — Ottenne il titolo co- | 

Dizionario Stor. Blas. 



BOS 

mitale il 25 Nov. del 1710 e dette alla S. R. 
Chiesa un Cardinale nel 1766. — Arma: D' ar- 
gento, a tre cipressi di verde nudriti sopra una 
terrazza dello stesso; col capo centrato d'az- 
zurro, sostenuto d' oro e caricato da tre gigli 
dello stesso. 

BOSCHI di Ferrara. — Vanta molti illustri 
medici, chirurgi e professori nell'Università Fer- 
rarese. — Arma: Spaccato; nel 1." d'oro, all'a- 
quila di nero; nel 2.° d' azzurro, al bue al na- 
turale accostato da due alberi sulla pianura di 
verde. 

BOSCHI di Poirino (Piemonte). — Arma: 
D' azzurro, alla fascia d' oro convessa verso il 
capo e posta in punto d' onore, sormontata da 
una stella dello stesso, ed accompagnata in punta 
dello scudo da un bosco nudrito sulla pianura er- 
bosa; il tutto al naturale. — Cimiero: Un'aquila 
di nero. — Motto : felici sidkre coellm. 

BOSCO (Marchesi del) di Alessandria. — Di- 
scendono da quell'Alberto che fu il capostipite dei 
marchesi di Monferrato, di Ponzone, di Cova, 
d' Occimiano ecc. Ugone di Anselmo fu il primo 
marchese del Bosco nel XI secolo. A lui succe- 
dette il proprio figlio Anselmo che fu fautore 
dell' imperat. Lotario. Venne quindi Guglielmo I 
che per le tristi condizioni del suo marchesato 
fu costretto farsi vassallo della piccola repubblica 
di Gamondio; poi Anselmo II figlio del preceden- 
te, il quale nel 1180 strinse la pace con Ales- 
sandria e ricuperò alcune terre di sua pertinen- 
za. Ad Anselmo succedettero i fratelli Ottone e 
Bonifazio, i quali nel 1210 strinsero la pace con 
Tortona, cui cedevano la terra di Pozzuolo col 
patto che quella repubblica restituisse loro i tre 
quarti del Bosco. Guglielmo II fu 1' ultimo mar- 
chese. — Egli ebbe un' unica figlia Elena che 
sposata al March, di Ponzone gli portò in dote il 
marchesato del Bosco, e così ebbe termine la di- 
nastia dominante. — Arma: D' argento, al capo 
di rosso. — Cimiero : Un S. Giorg'o a piedi che 
uccide un dragone di nero. — Grido di guerra: 
San Giougio! 

BOSCO di Sicilia. — Nel 1282 un Pietro 
del Bosco in compagnia del Re Pietro di Ara- 
gona venne in Sicilia, ove stabili la sua famiglia, 
la quale poi si diramò in Cosenza, in Trapani e 
in Palermo. — Ha goduto i titoli di pi-in. della 
Cattolica, duca di Missilmeri, conte di Vicari, 
barone di Prizzi e S. Nicolò. Antonio fu barone 
dell' isola di Favignana, della terra di Carini e 
dei feudi di dulia, Cefalà, Cofano, Dattelo e la 
Guisa, e da Re Martino fu creato vicario del re- 
gno. — Vincenzo primo conte di Vicari, fu stra- 
ticò di Messina nel 1507 e quindi pretore di 
! Palermo; e Giuseppe Cav. della SS. Annunziata. 
| Un Cesare ebbe nel 1659 l'investitura del prin- 
| cipato di Belvedere. — Arma: Spaccato d'oro e 

H 



— 161 — 



BOS 



— 162 — 



di rosso, al tronco d' albero dell' uno nell' altro. 

BOSCOLI di Firenze e di Parma. — Fino 
al 1434 non poterono entrare nelle magistrature 
perchè Ghibellini e Magnati; ma Cosimo il Vecchio 
dei Medici aprì ad essi la via degli onori. Gio- 
vanni di Giachinotto fu ambasciatore a Genova 
nel 1445, ed Antonio di Francesco ottenne il 
priorato nel 1484. — Si cstinscro in Firenze sulla 
(ine del secolo XVI, ma un ramo fiorisce tuttora 
in Parma. — Arma : Spaccato di rosso e d' ar- 
gento, a tre rose di rosso nel secondo. 

BOSELLI di Bergamo, di Bologna, di Ferrara 
e dJ Parma. — Nei primordi del XIII secolo la si 
trova stabilita nella Val Brembana, nel Berga- 
masco, dove possedeva in feudo molte terre con 
piena giurisdizione. — Appartenne al partito 
guelfo, di cui molti membri furono i cupi nel 
tempo della guerra che fece Roberto di Baviera 
contro Galeazzo Visconti e l'infame Vcnceslao. — 
Fu fregiata nel 1460 da Federico III d' Austria 
del titolo di conti del S. R. 1., e si estinse in 
Bergamo nella persona del conte Scipione, luo- 
got. generale nelle armate del re di Francia e 
Cav. di S. Luigi. — Divisa in vari rami, uno si 
trapiantò in Ferrara e ricevette dal re Giovanni- 
Casimiro di Polonia nel 1466 il titolo marchio- 
nale e si estinse nel 1803 nella persona del conte 
Luigi-Antonio. — Un altro ramo passò in Ger- 
mania, dove ebbe le contee di Burehausen e di 
Schindcrburg. — Nel XVI secolo i discendenti 
di questo ramo si stabilirono in Bologna dove 
godettero di una grande autorità, ed in Savona, 
da dove uno di loro si recò in Francia verso la 
fine del XVIII secolo e vi fomlò un altro ramo 
che tuttora fiorisce. — Fiorisce pure, oltre quelli 
di Bologna e di Savona, il ramo di Parma, quivi 
trapiantato in epoca sconosciuta, la cui nobiltà 
fu rinnovata nel 1686, e che fu insignito del ti- 
tolo comitale dal Duca Filippo di Borbone nel 
1750. — Arma amica comune a tutti i rami : 
Di rosso, al bue pascente d' oro. — Arma mo- 
derna: Di verde, al bue furioso d'oro, sul quale 
è un cavaliere armato di tutto punto al natu- 
rale con pennacchio e sciarpa di rosso, tenente 
colla sinistra un corno del bue, e colla destra 
una spada in alto al naturale; col capo d' oro, 
caricato dell' aquila di nero. — Cimiero: Il bue 
dello scudo uscente. — Motto: A furore rusti- 

CORUM LIIIERA NOS DOMINE. 

BOSELLI di Piacenza, — Varie famiglie di 
questo nome ànno fiorito in Piacenza, non aventi 
fra loro alcun legame di parentela, nò comunanza I 
di origine colle precedenti. — Donde sieno ve- 
nute non è noto. — Una di esse, nobile ab im- 
memorabili, appartieni! al patriziato piacentino, e 
vuoisi originaria di Vigolo Marchese, ed era detta j 
Boselli-Bonvisi della Vecoltcrla, mentre un'altro I 
ramo, tuttora fiorente, era denominato Bosclli- | 



Bonini. — Un Boscllo nel 1305 era Capitano Iella 
società dei mercanti di Piacenza, e quindi fu 
questore cesareo un Giovanni morto nel 1351; 
Giovan-Francesco, notajo e poeta del XVI secolo 
trovasi iscritto nel Collegio dei giudici di Pia- 
cenza nel 1559 e menzionato dal Crescenzi; Bar- 
tolomeo rettore di Gragnano nel 1396, ed un 
altro Bartolomeo, anziano del Comune, fu uno dei 
quattro nobili prescelti ad assistere alla fonda- 
zione del Monte di Piacenza nel 1664. — Da una 
Nota dei Nobili e Magnifici di Piaconza del 1733 
risulta che un Carlo Boselli era fregiato del ti- 
tolo di conte. — Appartengono in fine a questa 
casa un cronista e lo storico Vincenzo, assai noti 
agli studiosi di storia patria. — Arma dei Bo- 
selli-Bonini : Inquartato; nel 1 .° d'azzurro, al bue 
passante d' oro, accompagnato in capo da una 
stella di sei raggi dello stesso; nel 2.° d'oro, al- 
l' aquila bicipite spiegata di nero, coronata dello 
stesso; nel 3.' d'oro, al giglio d' azzurro; nel 4.° 
d' azzurro, al capriolo d' oro, accompagnato da 
tre stelle di sei raggi d' argento, due in capo ed 
una in punta. 

BOSIO di Torino. — Originari di Chivasso, 
nel 1580 furono decorati della nobiltà da Ema- 
nuele-Filiberto nelle persone di Giovanni-Maria 
e Michelino. — Ebbero vari cavalieri di Malta, e 
fra essi un Antonio fu Generale dell'Ordine nol- 
I' assedio di Modena. — Tommaso Vescovo di 
Malta nel 1555, e Francesco trattò con Carlo V 
e Clemente VII molti interessi dell'Ordine. — 
Giacomo autore della celebre storia della Roma 
sotterranea e di quella dell' Ordine di Malta — 
Arma: Di verde, al Icone. d' argento linguato di 
rosso, e armato di azzurro, uscente dal cuore 
dello scudo e sormontato da una stella d'oro. — 
Cimiero: Un leone come quello del campo, im- 
pugnante colla destra branca un ramo di rose, e 
colla sinistra il Motto: parta labore. 

BOSO di Venezia. — Arma: Spaccato d'ar- 
gento e di rosso, al leone di verde attraversante 
sulla spaccatura. 

BOSOMOdi Sicilia. — Arma: D'azzurro, al- 
l' albero di pino d' oro abbrancato da un leone 
coronato dello stesso. 

BOSSES di Val d'Aosta. — Furono signori di 
Bosses da cui trassero il nome. — Arma: D'ar- 
gento, al capo cuneato da cinque pezzi di rosso. 

BOSSI di Fossombrone (Marche). — Arma: 
D'azzurro, alla pianta di bosso al naturale; colla 
banda d'oro attraversante sul tutto. 

BOSSI di Milano. — Le più antiche memo- 
rie di questa famiglia rimontano al XII secolo, 
in cui troviamo alcuni individui di essa consoli 
e podestà a Pavia e a Padova. Un Consabecco e 
j un Tosabue fecero parte, verso il 1170, dei con- 
soli di giustizia del Comune di Milano, e il se- 
I condo fu uno dei riformatori dei patrii Statuti. 



BOT 



— 163 - 



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Dettero decurioni, senatori, consiglieri ecc. — Nella 
prima metà del XV secolo si divisero in tre ra- 
mi, dei conti Bossi di Azzate, dei Bossi marchesi 
di ìMusso e dei conti Bossi Fcdrigotti, tuttora 
fiorenti. — Uscirono da questa casa un France- 
sco Vescovo di Como nel 1420; un altro Fran- 
cesco Vescovo di Gravina nel 1568, poi di Pe- 
rugia, e quindi di Novara; un Carlo Vescovo di 
Vigevano nel 4731. — Furono in possesso di 
parecchi feudi, fra i quali quello di Meleto nel 
Lodigiano ottenuto il 22 Ag. 1439 da Filippo- 
Mara Visconti, il castello Azzate, Oggiano, S. 
Stefano e Musso. — Un Giacomino ebbe il titolo 
di conte palatino; un Matteo ottenne la cittadi- 
nanza di Lodi, ed un Paolo-Maria fu nel 1721 
dichiarato conte dall' Imperatore Carlo VI. — 
Arma: Di rosso, al bue passante d'argento. . 

BOSTICHl di Firenze. — Sostennero il con- 
solato in patria nella persona di M. Pietro nel 
1186, ed al suscitarsi delle fazioni seguirono la 
parte guelfa. (Estinta nel secolo XIV). — Arma: 
Di rosso, a tre pugnali d'oro posti in banda ; col 
capo d' oro. 

BOT1NI di Bologna. — Arma: D'azzurro, alla 
nave d'argento, accompagnato nel capo a destra 
da un crescente volto, e a sinistra da una stella, 
il tutto dello stesso. 

BOTON di Padova, vedi Bottoni. 

BOTRIGARi di Bologna. — È stata del Con- 
siglio dei 400 e dette alla patria uomini illustri, 
quindici dei quali furono anziani, altri apparten- 
nero al Collegio dei Savi. — Achille di Giovan- 
Battista nel 1541 fu podestà di Lucca, e un Fla- 
minio nel 1578 governatore di Bagnorea e pode- 
stà di Fuligno. — Arma: D'azzurro, alla botte 
d'oro posta in fascia sostenente due leoni affron- 
tati ad una croce del Calvario piantata sopra 
la botte, il tutto dello stesso. 

BOTTA di Cremona. — Si fa menzione nel 
1090 di un Elvezio Botta annoverato fra i dieci 
coraggiosi ufliciali ai quali fu aflidato il comando 
di un corpo di riserva. Quattro esercitarono l'uf- 
ficio di senatori in patria, e dal 1 1 03 fino al 1745 
venticinque furono decurioni. Molti si scgnala- 
larono nelle armi ed altri si distinsero nelle scienze 
e nelle lettere. — Arma: Inquartato; nel 1.° e 
4.° d'argento, a tre stelle di rosso, 2, 1; nel 2.° 
e 3.» di rosso, alla fascia in divisa di argento ca- 
ricata del motto Mit-Zeit di nero, e sostenente 
tre piante di semprevivo di verde. 

BOTTA- ADORNO di Pavia. — È un ramo 
della precedente, che fu trapiantato in Pavia da 
un Andrea ai tempi di Luchino e Giovanni Vi- 
sconti. — Nel 1477 Giacomo era Vescovo di Tor- 
tona , e Bergonzo, suo fratello, ebbe i feudi di 
Sale, Castelnovetto ed altri, confermati di poi da 
Ludovico XII di Francia. L' Imper. Carlo V con 
diploma 31 Gen. 4527 investiva i Botta dei feudi 



di Branduzzo, di Calcabio, e del marchesato di 
Fortunago. — Arma: Uguale alla precedente. 

BOTTA di Verona. — È un ramo di quella 
di Cremona. — Arma: Di rosso, alla fascia d'az- 
zurro, caricata da un crescente d'argento e ac- 
compagnata da due stelle d' oro, una in capo e 
1' altra in punta. 

BOTTAINI di Pesaro. (Estinta). — Arma: 
D'oro, spaccato, al 1.° 1' aquila di nero; al 2." 
due bande scaccate di verde e d'oro. 

BOTTARI BOTTAROL1 di Castelfranco 
(Veneto). — Originaria di Vicenza, si trapiantò in 
Castelfranco verso il 1400. — Diede un prov- 
veditore a questo castello quando era assediato 
dalle genti imperiali della Lega di Cambiai. (E- 
stinta nel XVIII secolo). — Arma: D' azzurro, 
al botticello d'argento, cerchiato di rosso. 

BOTTARI di Messina. — Giuseppe, valente 
giurista; il barone Emanuele giudice della R. 
Gran Corte e Ministro della R. Azienda di Mes- 
sina; e Giacomo Abate di S. Elia de Ambula nel 
1790. — Arma: D'azzurro, alla fascia d'oro sor- 
montata da tre stelle dello stesso ordinate in capo. 

BOTTARZI di Padova. — Arma: Spaccato; 
in capo d'argento, alla crocetta di rosso; in 
punta d' azzurro, al cuore d' oro. 

BOTTERO di Cuneo. — Ebbero il titolo co- 
mitale di Utelle. — Arma: Inquartato; nel 1.° e 
4.° d' azzurro; nel 2.° e 3.° scaccato d' oro e di 
rosso; colla banda in divisa d'argento attraver- 
sante sul tutto. — Cimiero: Un'aquila di nero. 
— Motto: Et in arduis. 

BOTTI di Bologna. Arma Partito d' ar- 
gento e di azzurro, a tre pesci dètl'uno nell'altro 
posti in fascia ; col capo d' Angiò. 

BOTTI di Genova. — Arma : Bandato d' az- 
zurro e d' argento ; col capo d'oro caricato di un 
giglio d' azzurro posto fra due rose di rosso. 

BOTTI di Padova. — Arma : Spaccato d'az- 
zurro e d' oro, il primo caricato di una crocetta 
patente del secondo. 

BOTTIGELLA di Pavia e del Piemonte. — 
Un Giovan-Battista a soli 20 anni trovossi nella 
memorabile impresa dei Cristiani contro il Turco 
alla Prcvese. Un Aurelio fu priore di Pisa e go- 
vernatore di Tripoli ; un Pier-Francesco per il 
suo amore alla patria venne detto I' Immortale. 
I Botticella del Piemonte furono signori di Co- 
rana. — Arma: Inquartato; nel J> e 4." di rosso, 
alla botte d' oro, cerchiata di nero, posta in fa- 
scia; nel 2.° e 3." fasciato di verde e d'argento, a 
quindici monticclli dell'uno nell'altro posti 3, 2, 
3, 2, 3. 2. 

BOTT1LIA del Piemonte. — Furono conti di 
Savoul. — AnMA: D'argento, a tre zucche a fia- 
sco, secche, al naturale, legate di rosso, in tre 
pali ; col capo d'azzurro, a tre stelle d'oro ordi- 
nate in fascia. 



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BOV 



BOTTINI di Lucca. — Originaria della Pieve 
di M u lazzo, fu ascritta alla cittadinanza lucchese 
nel 1500. — Nel 1556 un Giovanni-Battista fu 
il primo anziano e vicario imperiale. — Il Pon- 
tefice Clemente X nel 1612 conferì a questa fa- 
miglia la nobiltà romana col titolo di marchesi 
confermatole da Carlo-Ludovico Duca di Lucca 
nel 1835. — Arma: D'azzurro, alla sbarra d'ar- 
gento caricata da una stella di rosso. 

BOTTINI di Sant' Agata sopra Canhobio. — 
Originaria del Gcnovesato, à posseduto artisti di 
bella fama, fra' quali Pietro valente architetto e 
pittore del XIX secolo. — Arma: Spaccato d'ar- 
gento e di rosso, al toro rampante d' oro, mo- 
vente da un monte di due cime di verde. 

BOTTINI di Boma. — D'azzurro, alla banda 
arcuata d'argentc, caricata di una stella di rosso. 

BOTTINI di Sospetto (Piemonte). — Furono 
signori e baroni di S. Agnese. — Arma : D' az- 
zurro, alla botte lunga, d'oro, cerchiata di rosso, 
posta in fascia, accompagnata da tre rami di rosa 
fogliati di verde, fioriti di rosso, i fiori bottonati 
d'oro. — Cimiero : Un monte scosceso. — Motto: 

NlLLA KOS VIA TARDAT EUNTES. 

BOTT1NONI di Milano. — Si arrichirono colla 
mercatura nel 1500. — Pietro-Paolo fu giure- 
oonsulto e senatore nel 1606. — Arma? 

BOTTO di Genova. — Originaria della valle 
di Stili la e di Rapallo , venne ad abitare in Ge- 
nova nel secolo XII. — Ingo anziano del Comune 
nel 137 1 e Francesco cancelliere della Repubblica 
nel 1518. Un Marco-Antonio pittore e poeta fiorì 
circa il 1618; un Alberto fu Vescovo di Alben- 
ga, e un Antonio fu Vescovo di Minori nel 1670. 
— Arma: Bandato d' argento e d'azzurro; col 
capo d'oro caricato di un giglio d'azzurro, acco- 
stato da due rose di rosso, 

BOTTO di 7on;io. — Ebbero il titolo di 
conti di Rouvre. — Arma : D' argento, a due 
leoni al naturale, affrontati, moventi dalla pia- 
nura di verde, e sostenenti insieme con una dollc 
branche anteriori un mozzo di ruota pur d'oro: 
còl capo cucito d'oro, all'aquila di nero. 

BOTTONE del Piemonte. — Originaria di Cra- 
vagliana nella Valsesia. — Ascanio-Flaminio figlio 
di un notajo di Cravcnzana avendo sposato Rosa- 
Giacinta Cognengo, ed essendo morto nel 1771 
Giuseppe-Antonio Cognengo dei Conti di Castel- 
lamonte zio di sua moglie, senza prole ; ne ere- 
ditò le ragioni feudali, cui altre ne aggiunse nel 
1773 su Castcllamonte per acquisto fattone dal 
Commend. Marenco. — Egli fu Avvocalo fiscale 
a Mortala, poi amministrò Biella come Intendente, 
poi le finanze col grado di primo ufliciale, e più 
tardi di generale, il conte Ugo suo figlio lasciò 
bella fama di sé per l'illuminato suo governo delle 
finanze militari, come Presidente di Corte di Cas- 
sazione e come scrittore di giurisprudenza. — 



Nel 1782 era stato fatto senatore e consigliere 
delle finanze, e nel 1800 Primo Presidente della 
Camera dei Conti. (Estinta). — Arma ? 

BOTTONI di Bologna. — Arma: D' oro, al 
leone d' azzurro, accompagnato da cinque stelle 
d' argento, 2 in capo e 3 in punta ; col capo 
d' Angiò. 

BOTTONI di Messina, vedi Rettone. 

BOTTONI o BOTON di Padova. — Vennero 
ascritti al nobile Consiglio il 13 Dee. del 1626, 
e confermati nella nobiltà nel 1820. — Arma: 
D'argento, al leone d'azzurro, caricato di cinque 
stelle del campo, 1 sulla spalla, 3 sul corpo di- 
sposte in banda, e 1 sul mezzo della coda. 

BOURBON DEL MONTE SANTA MARIA 
dell' Umbria. — Diconsi discesi da un Ariberto 
che, accompagnando Carlo-Magno in Italia nel- 
l' 801, in premio dei suoi servigi fu costituito 
Marchese della Toscana e Vicario imperiale in 
Arezzo e in Città di Castello. Fu quest'Aribei to 
barone di Bourbon e ascendente di un Ranieri 
che si disse Bourbon del Monte. Questa famiglia 
si divise in molti rami, per cui abbiamo i Bour- 
bon del Monte Marchesi di Petrella, Civitella e 
Petriolo, quelli di Vigliano e del Monte Santa 
Maria, quelli di Sorbello in Perugia, di S. Maria 
in Firenze e in Ancona, e i Bourbon del Monte 
di Città di Castello. Tutti questi rami ebbero 
distintissimi personaggi, podestà, capitani, priori, 
gonfalonieri, cavalieri di S. Stefano, governatori. 
Un Elemberto fu Vescovo di Arezzo ; un Ugolino 
Vicario in Siena dell' imperatore Carlo IV; un 
Cristoforo Vescovo di Cortona. Ebbero inoltre la 
signoria di molti feudi e diversi marchesati. — 
Arma: D' azzurro, a tre gigli d'oro, divisi dalla 
cotissa di rosso. — Alias: Di rosso, alla banda 
d' argento; col capo dell' impero. 

BOUTAL di Pinerolo. — Godettero del titolo 
comitale di Pinasca. — Arma : D' azzzurro, alla 
botte d' oro sormontata da tre stelle dello stes- 
so ordinate in fascia. — Cimiero: Un uomo na- 
scente, colle braccia ignude dal gomito in giù, 
tenente colla destra il Motto: In omnirls respice 

FINEM. 

BO VARO-REINA di Milano. — Arma: Par- 
tito; nel 1.° d'azzurro, al bue fermo d'argento so- 
pra una terrazza di verde, accostato da tre stelle 
del secondo ordinate in capo; nel 2.° d' argento, 
a sei fascie increspate di rosso. 

BOVE di Fcssano. — Una delle 12 primarie 
famiglie dette dì platea, fu consignora di Ricro- 
sio che nel 1250 cedette al Comune di Fossano, 
dal quale ebbe un palazzo merlato in città. iE- 
stinta). — Arma: D'azzurro, a cinque bande d'oro. 

BOVE di Treviso. — Arma: D'azzurro, al 
bue rampante d'oro, accostato da due stelle dello 
stesso, una in capo a sinistra, ed una in punta a 
destra. 



BOV 



— 165 — 



BOZ 



BOVE (dal) di Treviso. — Amwa: Inquartato 
d'azzurro e di rosso, alla fascia d'argento carica- 
ta di tre rose del secondo, attraversante sull'in- 
quartato. 

BOVE di Velletri. — Fiorì nel secolo XV, ed 
un Girolamo, per desiderio del Pontefice Sisto IV, 
fu eletto podestà di Sezze. — Arma: Di rosso, 
al bove d'argento. 

BOVERELLO di Bologna, vedi Buvalelli. 
BON ETTI del Piemonte. — Fregiata del ti- 
tolo comitale di Castagnole delle Lanze. — Ar- 
ma: D'oro, al bue di rosso pascente sulla pianura 
erbosa al naturale. 

BOVI di Bologna. — Un Rinaldo fino dal' 
1 277 fu pretore in Orvieto, ed un Giacomo sotto 
Leone X fu senatore di Roma: un Pietro ed un 
Giovan-Carlo ottennero il vescovato di Ostuno, 
donde quest'ultimo passò all'arcivescovato di Brin- 
disi. — Gregorio XIII creava Vescovo di Nardo 
nel 1572 un Cesare, abate di S. Andrea dell' I- 
sola. Girolamo e Carlo furono anch' essi fregiati 
della dignità episcopale, il primo di Camerino e 
l'altro di Bagnorea prima, e quindi di Sarsina. — 
Alessandro nel 1580 acquistò in Puglia il castello 
di Bisignano: il senatore Andrea fu da Gregorio 
XV suo zio materno, creato vicecastellano di 
S. Angelo in Roma. — Arma: D'azzurro, a due 
caprioli d' oro, accompagnati nello spazio che li 
separa da tre gigli dello stesso, 1 in capo, e 2 
nei fianchi; col capo d'Angiò abbassato ad un al- 
tro capo d'oro, all'aquila di nero, armata e im- 
beccata di rosso. 

BOVI di Ferrara. — Francesco elegante poe- 
ta latino del XV secolo, e Girolamo valente teo- 
logo del successivo. — Arma: D'azzurro, al bue 
d'argento passante. 

BOVINI di Reggio-Emilia. — Appartennero 
all' antica famiglia dei signori di Cavriago, che 
possedettero molti feudi nel Parmigiano e nel 
Reggiano e si dissero dei Braini. Se ne à certa 
notizia fino dal 1079 in cui un Gerardo de Cor- 
viago fu presente con altri nobili ad un placito 
della Contessa Matilde. Un Bernardo fu podestà im- 
periale di Parma, un Gherardo di Reggio, ed un 
Rambaldo di Sassuolo nel 1 503. — Arma: D'az- 
zurro, alla testa dj bue al naturale posta di 
fronte. 

BOVIO di Bitonto. — Originari di Ravelio, 
furono ascritti al patriziato di Bitonto, quando 
nel I270 vi furono trapiantati da un Sergio, il 
quale fu commissario della zecca di Brindisi e 
feudatario. — Arma: Di verde, al bue d' oro 
passante. 

BOVIO di Milano. — Arma: Spaccato d' oro 
e d* azzurro, alla fascia d' argento attraversante 
sullo spaccato, caricato il primo di un' aquila bi- 
cipite spiegata di nero, ambedue le teste corona- 
te d' oro, ed il secondo di un bue al naturale, 



cornuto d' argento fermo sopra una terrazza di 
verde. — Cimiero: Il bue uscente. 

BOVO o DAL BOVO di Cremona e di Verona. 

— Originaria della Provenza, un ramo si stabilì 
in Cremona ed un altro in Verona, ove nel 1 405 
fu ascritto al nobile Consiglio. Diversi di questa 
famiglia si segnalarono nelle crociate; e un Gio- 
van-Battista ebbe da Ferdinando-Carlo, Duca di 
Mantova, il titolo di conte. — Arma: D'azzurro, 
a tre bande ondate di rosso, accompagnate da 
tre stelle d'oro poste fra le bande 1, 2, 2 e 1. 

— Cimiero: Il bue uscente di rosso. — Alias: 
D'azzurro, al bue rampante di rosso. 

BOVOLINI di Castelfranco (Veneto). — Ori- 
ginaria della Svizzera, si trapiantò in Castelfran- 
co nel 1500, e si estinse nel 1675. — Arma: 
P'azzurro, al bue d'oro passante sopra campagna 
semipartita d'argento e di rosso. 

BOVOLONE di Legnago. — Arma: D'argen- 
to,, ad un olmo di verde terrazzato "dello stesso. 

BOZELLl di ... . — Arma: D' azzurro, al 
rincontro di bue d'oro. 

BOZOLO di Genova. — Dalla villa omonima 
in quel di Levante. Luigi anziano nel 1453, lo 
stesso Girolamò nel 1476, ed un altro Girolamo nel 
1515. Ascritta nei Doria nel 1528. — Arma: D'az- 
zurro, al mastio merlato, torricellato a destra d'un 
pezzo pure merlato d'argento, aperto del campo, 
la torre sinistrata da un leone d' oro, movente 
dai merli del mastio, e tenente con la branca 
anteriore destra un'ancora al naturale, capovolta, 
senza trabe. 

BOZOMO di Genova. — Originaria dalla villa 
di Struppa nella valle di Bisagno. Domenico e 
Nicolò anziani: Corrado, uno dei quattro capita- 
ni eletti pel governo di Genova nel 1462. A- 
scritta nei Cattaneo nel 1528. — Arma: D'az- 
zurro, al leone d'oro, tenente colle branche an- 
teriori un liore al naturale, colla banda d'argento 
attraversante. 

BOZZACHI di Cannerò, di Cannobio e di Mi- 
lano. — À avuto notaj e causidici collegiati. — 
Arma: D'azzurro, alla colonna d' oro, cimata di una 
corona dello stesso, col bue passante d' argento 
movente da una terrazza di verde, e attraver- 
sante sulla colonna; col capo d'oro, all' aquila di 
nero. 

BOZZETTA di Sicilia. — Armaleo, venuto 
in Sicilia con 1' imperatore Federico li vi tra- 
piantò la propria famiglia. — Sotto Pietro II un 
Giovanni fu giudice dei maestri razionali del R. 
Patrimonio. Un Alberico, Abate di S. Maria di 
Roccadia nel 1325, fu Vescovo in Francia. — 
Arma: D' oro, alla banda d' azzurro, caricata da 
sei palle del campo. 

BOZZI di Mantova. — Arma: D'azzurro, alla 
fascia d' oro, accompagnata in capo da una co- 
meta d'argento, e in punta da un bue rivolto di 



MIA 

nero dirigcntosi verso un pozzo d'oro a sinistra; 
il tutto sostenuto da una terrazza di verde. 

BOZZUTO-CAPECE di Napoli. — Ila avuto 
origine da Enrico Capecc, detto Bozzuto nel 1136. 
Feudataria fin dal tempo di Giovanna I, à goduto 
nobiltà in Napoli al seggio Capuano, in Monte- 
leone e S. Agnta, e fu signora di venti baronie. 
Ha doto quattro cardinali alla Chiesa: Giacomo, 
che fu Arciv. di Napoli, creato nel 1378. Luigi 
nel 1401, Giovanni nel 1454, ed Annibale nel 
1550. — Un Lodovico fu Arciv. di Napoli. — 
Andrea governatore del ducato di Amalfi c del- 
l'isola d'Ischia nel 1328. (Estinta). — Arma: 
D'oro, alla banda d'azzurro, caricata da tre con- 
chiglie d' argento. 

BUA di Verona. — Uscirono dalla nobile fami- 
glia detta dalla Corte Murari di S. Nazario, e 
furono ascritti al nobile Consiglio di Verona nel 
1(581. — Arma: Di rosso, alla fascia d'azzurro, 
caricata di due gigli d'oro, ed accompagnata da 
tre rose dello stesso. — Cimiero: un drago acco- 
vacciato d'oro avente due zampe, colle ali levate. 

BRACACCI di Vclletri. — Fu ascritta al 
patriziato veliterno per le virtù eminenti di che 
splendette in patria e fuori un discendente di 
ossa per nome Antonio, valoroso guerriero. — 
Arma: D'azzurro, alla fascia d'oro. 

BRACCAMONTE del Napoletano. — Furono 
dei Conti di Pignoranda. — Arma: D'argento, 
al capriolo di nero, con un martello dello stesso 
posto in sbarra nel canton destro del capo. 

BRACCESCHl-MENICONl di Perugia. — È 
originaria della terra di Montone, dove dapprima 
ehiamavasi Baldogli. All'epoca delle fazioni fu 
costretta ad esulare; ma tornata in patria vi 
sostenne onorevoli uflici, e fu ascritta al patri- 
ziato. — Arma: Interzato in palo; nel ^d'azzur- 
ro, alla banda d'oro accompagnata da sei stelle 
di sei raggi dello stesso; nel 2.° d'oro, al mon- 
tone nascente al naturale: nel 3.° d'azzurro, al 
monte di sei cime isolato d' oro, sormontato da 
tre stelle male ordinate dello stesso. 

BRACCI di Cesena. — Originaria di Vene- 
zia, trapiantata in Cesena nel XV secolo. — Cor- 
radino arciprete ebbe l'azienda religiosa della casa 
di Malatesta Novello. (Estinta nel 1688). — Ar- 
ma: IV azzurro, al destrocherio armato di tutto 
punto, tenente una fiaccola accesa al naturale c 
movente dal fianco destro. 

BRACCI di Firenze e di Pisa. — Originaria 
del castello di Vinci. — Mazzeo di Braccio di Puc- 
cino portò il domicilio a Firenze, dove là sua 
casa fu ammessa alla magistratura ed ottenne per 
cinque volte il priorato tra il 1478 e il 1523. — 
Un Antonio di Zanobi, fu Vescovo di Tullon. Que- 
sta famiglia fu poi trapiantata in Pisa e ascritta a 
quel patriziato. — Arma: D'oro, al braccio vestito 
di rosso tenente una mazza di ferro al naturale. i 



BUA 

BRACCI di Orvieto. — Originaria di Monte- 
pulciano, dove se ne à memoria fino dal 1300. 

— Vanta per suo antenato il celebre Fortebrac- 
cio che cacciava dalle Puglie i Saraceni, morto 
in Melfi nel 1012. Un Giacomo di Braccio fu 
gonfaloniere di Orvieto, ed un Pietro di Giacomo 
fu Sotto-prefetto di Montepulciano. — Fregiata 
del titolo comitale. — Arma: Spaccato; nel 1.» 
d'oro, al destrocherio di carnagione vestito di 
rosso movente da sinistra, tenente un ramoscello 
di verde; nel 2.° d'azzurro, al crescente d'argento; 
colla fascia scaccata di rosso e d'argento di dicci 
pezzi attraversante sullo spaccato. 

BRACCI di Sicilia. — Di origine milanese, 
trapiantata in Sicilia da Pierluca al tempo del- 
r Imperai Federico II, da cui fu investito del fendo 
di Fornari. — Giovanni maestro razionale della 
Camera Reginale nel 1437. — Arma: D'azzurro, 
al braccio armato d'argento impugnante una picca 
d'oro posta in palo. 

BRACCIO di Tropea. — Arma: D' azzurro, 
al destrocherio armato d'oro, impugnante una 
mazza, accostata nel capo da due stelle, il tutto 
dello stesso, ed in punta da un crescente mon- 
tante d'argento. 

BRACCIOLINI di Firenze. — Venne in Firen- 
ze da Terranova in Valdarno, ed ebbe un priore 
nel 1455 nella persona di Marco-Poggio di Guc- 
cio. — (Estinta nel principio del secolo XVI). — 
Arma: Partito d'argento e di rosso, ad un brac- 
cio movente dal fianco sinistro, vestito dell' uno 
nell'altro, tenente una freccia di rosso sull'argen- 
to; col capo d'Angiù. 

BRACCIOLINI di Pistoia. — Vuoisi derivata 
in linea femminile da Uga marchese di Toscana. 

— Margugliese di Andrea gonfaloniere nel 1334. 
Ippolito colonnello pei Veneziani nell' armata di 
Candia nel 1570; Francesco di Vincenzo gover- 
natore di Faenza; Giovanni-Battista di Ottavio 
barone del S. R. L, ed Alfonso-Maria governatore 
della Lunigiana, e castellano della fortezza vec- 
chia di Firenze. — Urbano Vili concesse al poeta 
Francesco Bracciolini in ricompensa del poema, 
V Elezione di Urbano Vili, di poter inserire nel 
suo stemma le api, arma dei Barberini; onde il 
detto poeta si nominò d'allora in poi Bracciolini 
dalle Api, a differenza degli altri rami di questa 
famiglia che continuarono a ritenere il solo cogno- 
me primitivo. — Arma: Fasciato d'oro c di nero 
di sei pezzi. 

BRACCO di Lodi e di Palermo. — Un Gui- 
dotto Bracco fiorì il primo nel 1153 in Lodi, di 
cui molti di questa famiglia furono consoli e de- 
curioni. — Da Lodi passarono a Pisa, e quindi 
un Salvatore si stabilì in Palermo ove sostenne 
le prime cariche. Un Giorgio fu pretore nel 1510. 

— Arma: D'azzurro, al cane bracco al naturale. 
BRACCONER1 di Sicilia. — Di origine pisa- 



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BKA 



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BRA 



na, fu trapiantata in Sicilia da un Pierangelo 
conservatore della milizia spagnuola e italiana 
nelle guerre contro i Francesi. Simone maestro 
portulano di Siracusa nel 1342; Angelo castel- 
lano di Capopassaro. Un altro Simone fu barone 
del feudo di Piscopo e castellano di Castroreale. 
— Arma: D'argento, a due cani bracchi di rosso, 
passanti l'uno sull'altro, accompagnati da due 
stelle di rosso situate una in cuore ed una in capo. 

BRACELLI di Genova. — Arma: D' oro, al 
grifo, senz'ali, d'azzurro. 

BRACÒ di Avise (Piemonte). — Arma: D'az- 
zurro, al cane bracco d' argento passante. 

BRACONI di Velletri. — Il primo ascritto 
tra le famiglie consolari velitorne fu Ercole di 
Gaudenzio. Paolo più volte consigliere e priore; 
ed Ercole valoroso capitano. — Arma: Spaccato: 
nel 1.* di azzurro, alla stella d'oro; nel 2.° d'ar- 
gento, alla sbarra d' oro, accompagnata da una 
rosa dello stesso. 

BRAGA di Padova. — Arma: Di rosso, alla 
fascia d'azzurro, caricata di tre stelle d'oro. 

BRAGA di Treviso. — Arma: Di rosso, alle 
brache d' argento. 

BRAGADIN di Venezia. — Fino dalla fon- 
dazione della città fece parte delle 24 tribunizie 
che formarono il patriziato. — Fu originaria di 
Veglia, di cui un tempo godette la sovranità. — 
Nel 1297 venne ascritta al nobile Consiglio. — 
Uscirono da questa famiglia 8 procuratori di San 
Marco, patriarchi e senatori. Marc' Antonio Ve- 
scovo di Crema e poi di Ceneda, fu creato Car- 
dinale da Urbano Vili nel 1641. — È celebre un 
altro Marcantonio, comandante a Famagosta, che 
il 17 Ag. 1571 fu scorticato vivo dai Turchi. — 
Ebbe la conferma della propria nobiltà nel 1817, e 
un ramo fu dichiarato conte dell'Impero Austriaco 
nel 1819. — Arma antica: D'oro, all'aquila di 
' nero. — Arma moderna: Spaccato d'argento e d'az- 
zurro, alla croce di rosso attraversante sul tutto. 

BRAGAMONTE di Sicilia. — Originaria di- 
Francia, passò in Aragona portatavi da Mose Ru- 
bin de Bracamont, almirante maggiore di Fran- 
cia, nel tempo che regnava Don Pedro I. — Un 
ramo passò in Sicilia, ebbe nobiltà in Napoli nel 
Seggio di Porto ed in Lucerà, ed ottenne il Gran- 
dato di Spagna di 4.* classe. — Fu signora di 
sette baronie e della contea di Pennaranda. — 
Gasparo fu Viceré e Capitano generale del regno 
di Napoli. — Arma : Di nero, al capriolo d' ar- 
gento sormontato da un bastone dello stesso, po- 
sto in fascia: — Motto: Frustra qui non ltitur. 

BRAGH1NI di Ceneda (Veneto). — Arma: 
D' oro, alla torre di rosso, accostata da due leoni 
affrontati dello stesso. 

BRAGNI del Friuli. — Arma; Spaccato d'oro 
e d' azzurro. 

BRAGO di Tropea. — Arma: D'azzurro, al 



monte di tre cime al naturale, movente dalla 
punta, sostenente un toro di rosso, sormontato 
da una stella d' oro. 

BRAGALONI di Velletri. — Arma: D'azzur- 
ro, a sei fascio superiormente dentate d'argento. 

BRAGONI di Velletri. — Arma: Spaccato; 
nel 1.° d'azzurro, alla stella di dicci raggi d'oro; 
nel 2.° d'argento, alla rosa d'oro; colla fascia 
dello stesso attraversante sulla partizione. 

BRAIDÀ di Alba (Piemonte). — Furono con- 
signori di Cornegliano. — Arma: D'argento, a tre 
caprioli d'azzurro. — Cimiero: La figura della 
fortuna nascente. — Motto: Bien faire passe tout. 

BRAIDA di Cuneo e Trinità. — Arma: D'az- 
zurro, a sei anelletti d'argento, 3, 2 e 1. 

BRAIDA di Torino. — Originaria di Ozcgna. 
— Giovanni-Antonio capitano di giustizia, sena- 
tore e conte di Ronsecco nel Vercellese, titolo 
ottenuto nel 1674 e confermata nel Giugno del 
1836. — Arma: Inquartato; ad una croce man- 
cante del braccio inferiore, attraversante sulle 
partizioni; il braccio superiore d'oro, a due fascie 
di nero; quello a destra d'azzurro pieno, e quello 
a. sinistra di nero pieno; nel 1.» di rosso al leone 
nascente e rivolto d'argento, movente dal brac- 
cio destro della croce ; nel 2.° di rosso pieno ; 
nel 3.° di nero pieno; nel 4.° palato di rosso e 
d'oro. Sul tutto di Braida, che è d'argento, a 
tre caprioli d' azzurro. 

BRAIDA di Udine* — Se ne ànno certe me- 
morie fin dal 1259 in cui un Vernardo fu presente 
ad un contratto esteso nel monastero di S. Maria 
in Valle di Cividale. — Nel 1263, Giovanni di 
Raimondo fu investito dai Conti di Gorizia a retto 
feudo di abitanza della tore di Mossa. — Aggregata 
al nobile consiglio di Udine nel 1778 e confer- 
mata nella sua nobiltà nel 1820. — Arma: D'ar- 
gento, a quattro cotisse di nero, sulla prima delle 
quali sta piantato un albero di verde, cimato da 
un uccello di nero. 

BRAMBILLA di Milano. — Originaria della 
valle Brembilla, nel Bergamasco, da cui trasse il 
nome, si vuole sia un ramo della famosa stirpe 
dei Carminati un tempo assai potente nella stessa 
valle. Un Francesco di Carlo con istrumento del 
2 Giugno 1752 acquistò il feudo di Civesio. — 
Arma: D'azzurro, al leone rampante d'oro; col 
capo d' oro caricato dell' aquila di nero. 

BRAMIA di — Arma : D'azzurro, ad 

una branca di leone d' oro posta in fascia. 

BRANCA di Cannobio, Brissago, Milano e Pai- 
lonza. — Un ramo di questa famiglia fiorisce in 
Baviera col titolo baronale. — Arma : Tagliato 
di rosso e d'azzurro, al leone d'oro, coronato dello 
stesso, e tenente nelle sue branche anteriori una 
corona reale d' oro, appoggiata sopra una stella 
d'argento; col capo d'oro, all'aquila imperiale 
di nero. 



BUA 



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BkA 



BRANCA di Milano. — Arma: Spaccato ; nel 
1." d'oro, all'aquila di nero, imbeccata, mera- 
brata e coronata dol campo; nel 2.° tagliato d'az- 
zurro e di rosso, al leone d' oro attraversante sul 
tagliato, tenente colla sua branca destra una 
stella dello stesso, sormontata da una corona e- 
gualmente d' oro. 

BRANCA di Sicilia. — Un Giovanni fu ca- 
stellano di Mazzara sotto Re Pietro d' Aragona, e 
indi coppiere di Federico II. — Arma: Di rosso, 
alla branca di leone d' argento rivoltata, posta 
in fascia. 

BBANCACCIO di Napoli. — Quest' antica c 
nobile famiglia si trova fra le feudatarie del re- 
gno di Napoli fin dai tempi dei Re Normanni c 
Svevi. — Tra i feudi posseduti sono a notarsi il 
contado di Nocera ricevuto dal Re Ladislao; 
Campagna e Castiglione di cui era in possesso 
nel 1645. — Ebbe inoltre i marchesati di Mon- 
tesilvano e di Ravello, e i ducati di Castelnuo- 
vo, Lustra e Castelluccio , non che i principati di 
RulTano e di Trigiano. Ottenne pure il Grandato 
di Spagna, e dette alla Chiesa dieci Cardinali, ed 
oltre a conto Vescovi. — Devesi ai Brancaccio 
la pubblica Biblioteca Brancacciana esistente in 
Napoli, ricca di rare opere. — Arma dei Bran- 
caccio-I mbriani: D'azzurro, al palo d'argento, 
caricato di tre aquile di rosso, ed accompagnato da 
quattro branche di leone d' oro, poste in fascia 
moventi dai fianchi dello scudo, due a destra e 
due a sinistra. — Arma dei Brancaccio del Car- 
dinale: D' azzurro, alla fascia d' argento, accom- 
pagnata da quattro branche di leone d' oro in 
fa.«cie, moventi dai fianchi dello scudo, due al di 
sopra, e due al di sotto della fascia. — Arma 
dei Brancaccio del G iu Ho : D'azzurro, a quattro 
branche di leone d'oro, poste in fascie, moventi 
dai fianchi dello scudo, due a destra, e due a si- 
nistra. — Arma dei Brancaccio del Vescovo: 
D' azzurro, al palo vajato d' argento e di rosso, 
accompagnato da sei branche di leone d'oro in 
fascie, moventi dai fianchi dello scudo, 3 a de- 
stra, e 3 a sinistra. 

BRANC ADORO di Fermo. — Fu così potente 
in patria da lottare, coli' assistenza della famiglia 
Orsini, contro l'emula dei Guerrieri. — Si diramò 
in varie città dell'Italia, e specialmente in Roma. 
— Da Federico II ottenne la contea di Macrio o 
Macriano, confermata dall' Imper. Sigismondo ad 
un Giovanni con diploma 23 Apr. I Ì33; creando 
esso Giovanni conte palatino. — Un Gentile ot- 
tenne nel 1446 il governo di Siena, nel 1453 la 
pietura di Firenze e nel 1445 la carica di se- 
natore in Roma. Cesare fu fregiato della S. Por- 
pora e tenne per lunghi anni la cattedra arci- 
vescovile di Fermo nella prima metà del XIX se- 
colo. — Arma: D'azzurro, a due branche di leone 
d'oro passate in croce di S. Andrea. 



BRANCALEOXE di Boma. — Leone, Cano- 
nico Regolare di S. Frediano in Lucca, fu Car- 
dinale nel 1200, poi legato in Germania, iu Sas- 
sonia, in Ungheria e Bulgaria. — Arma: D'az- 
zurro, al leone d' oro ; col capo dello stesso cari- 
cato di un aquila spiegata di nero. — Alias: 
Vaiato, a due bande d' argento. 

BRAXCALEOXI di Perufjia. (Estinta . — AR- 
MA: D' argento, al leone al naturale tenente un 
bastone pure al naturale. 

BRANCALEON1 dell' Umbria. — Ebbe la si- 
gnoria di Castel Durante, di Antico, di S. Sisto, 
di Piagnano, di Piobbico e di molti altri luoghi. 

— Vogliono alcuni sia originaria di Bologna tro- 
vandosi colà vissuto nel principio de! secolo XIII 
un Brancalco di Andatone podestà di Genova, avo 
diBracalione di Andalù senatore romano nel 1252. 

— Si divise in molti rami che si stabilirono in 
diverse città dell' Umbria, ed in Cesena e Fer- 
rara. — Un Brancaleone nel 1211 fu creato da 
Federico li conti di Luco e signor di Cascia, un 
Aldobrandino nel 1430 podestà di Sassuolo, un 
Latino Cardinale di S. R. Chiesa nipote di Nicolò 
III; un Francesco Vescovo di Camerino, ed un 
Armanno nel 1403 Vescovo d' Imola. — Arma: 
D' argento, al leone di rosso sormontato da una 
corona d' oro. — Alias : D'azzurro, alla branca di 
leone d'oro movente dal fianco sinistro dello scudo. 

BRANCHIXl di Mantova. — Arma: Di rosso, 
al leone d'oro, abbracciente colla branca sinistra 
anteriore una banda d'argento attraversante sul 
suo corpo; col capo d'oro, caricato di un' aquila 
di nero. 

BRAXCIA di Napoli e di Calabria. — Venne 
nel regno di Xapoli con Carlo I d' Angiò, ed ot- 
tenne dallo stesso i feudi di Licinoso e Pietra- 
cupa. — Fino al XVI sec. un ramo fiorì in Amalfi, 
ov' ebbe nobiltà, e si estinse alla fine dello stesso 
secolo. Un altro ramo passò a Sorrento, poi a Na- 
poli, ed un terzo in Calabria. Ambedue questi 
rami anno prodotto uomini egregi e posseduto 
feudi e signorie di gran rilievo. Un Raffaele, con- 
sigliere del Re Ladislao, fu barone di Tortora, 
Aieta e Torre di Xava: un Francesco, giustiziere 
in Calabria, poi gran cancelliere del regno. — 
Ebbero inoltre i marchesati di S. Mauro e di Pa- 
dula. Cinque ottennero la dignità vescovile. Un 
Filippo d'Antonio nel Marzo del 1 62 i fu creato 
principe di Casalmaggiore, od Apricena, dal Re Fi- 
lippo IV; titolo che ànno fatto rivivere i fratelli 
Antonino prima e poi il vivente Carlo del ramo 
collaterale superstite, essendosi estinto nel 1789 
il ramo dei principi di Apricena, con regi decreti 

S 22 Nov. 1874 e 21 Sett. 1882. — Arma: D'az- 

I zurro, alla branca di leone d'oro movente da si- 
nistra. — Arma dei Branda di Calabria: D' oro, 

j alla branca di leone in fascia di rosso. 

I BRANCIFORTE di Piacenza. — Obizzo. 



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fiere generale dell' esercito di Carlo Magno contro 
i Longobardi, diede pel suo valore il cognome e 
F arma alla propria famiglia. Lanfranco fu inve- 
stito dall' imperat. Ottone del feudo di Vustino, 
e creato barone dell' impero. Ha inoltre posse- 
duto i feudi di Branciforte, di Pittoli, di Valle- 
longa, di S. Bonico, di Cerveliano ed altri. — 
Arma: Di rosso, a tre leoni d'oro. — Alias: D'o- 
ro, a due leoni illeoparditi di rosso, F uno sopra 
l'altro. 

BRANCIFORTE di Roma. — Arma: D' az- 
zurro, al leone d'oro, tenente una bandiera d'ar- 
gento flottante a sinistra, caricata da una stella 
di rosso, e attaccata ad una lancia di torneo 
d' oro. 

BRANCIFORTE di Sicilia. — Originaria di 
Piacenza, da dove passò a Pisa e poi in Sicilia; 
e si diramò in Catania, Piazza e Palermo. — 
Ebbe il principato di Butera, di Pietraperzia, 
di Leonforte, di Licodia, di Villanova, di Nisce- 
mi ; il ducato di S. Giovanni ; il marchesato di 
Militello e Barafranca; la contea di Cammarata, 
Mazzarico e Racuja, la baronia di Fiumedinisi e 
dell'Ochiolà. — Ottavio fu Vescovo di Catania nel 
secolo XVIII; e Luigi Vescovo di Melfi. — Arma: 
D'azzurro, al leone d'oro, stringente nelle bran- 
che una bandiera d' argento caricata di una croce 
di rosso. 

BRANCONI di — Arma: Partito; 

nel 1.° d'azzurro, al leone d'oro a sinistra, ram- 
pante contro una torre d' argento a destra, il 
tutto sostenuto da una terrazza di verde ; nel 2° 
di rosso, a tre fascie d'argento. 

BRANCONIO di Aquila. — Trasse origine 
dal castello di Collebrincioni o Colle Brineonio 
da cui prese il nome; e venuta in Aquila fu a- 
scritta al patriziato. — Giuseppe acquistò la ba- 
ronia di Bolognano; Giovan-Battista fu insigne 
prelato accettissimo a Giulio II ed a Clemente VII. 

— Arma: Spaccato; nel 1.» d'oro, a due palle 
di rosso, ed una in capo di azzurro caricata di 
tre gigli d'oro; nel 2.° d'argento, al monte di 
tre cime di verde sostenente due rami di quer- 
cia al naturale, passati in croce di S. Andrea. 

BRANCUCCI di Bologna. — Akma: Partito; 
a destra di verde, a tre sbarre d'argento; a si- 
nistra d' azzurro, a tre bande d' oro. 

BRANCUTI di Calvi (Umbria). — Arma: Spac- 
cato; nel 1.° d'azzurro, a due branche di leone 
d'argento, passate in croce di S. Andrea; nel 2. n 
d'oro, a due bande di rosso. 

BRANDELENGO di Valdiscalve, vedi Ronchis. 

BRANDIS del Friuli. — Sono provenienti 
dalla famiglia di Attems. Un ramo fiorì anche in 
Cividale ov' ebbe nobiltà nel 1294, confermata nel 
1820. Nel 1605 furono fregiati del titolo di ba- 
roni, c nel 1654 dell'altro di conti dei S. R. I. 

— Arma: D'argento, al leone di rosso. 



BRANDOLINI di Bagnacavallo. — Di origi- 
ne germanica, e probabilmente dello stesso san- 
gue degli antichi signori di Brandeburgo, tra- 
piantata in tempo assai remoto da un Brando, 
prode guerriero nella terra di Bagnacavallo, dove 
per circa 10 secoli si mantenne potente e indi- 
visa, contando nel suo seno una non interrotta 
serie di prodi capitani che in Italia, in Francia 
ed altrove spesero il proprio sangue e valore in 
tutte le più note contingenze di quel lungo pe- 
riodo di tempo, e ne furono largamente rimu- 
nerati, come un Guido che fu Generale dei Mila- 
nesi, e nel 1281 per i suoi eminenti servigi ne 
fu gratificato della signoria di Alessandria e dr 
Novara; un Brandolino che in premio di sue im- 
prese contro gli Scaligeri fu donato da Gian-Ga- 
leazzo Visconti del castello di Montorio, e nel 
1388 della contea di Zumelle; un altro Brando- 
lino che insieme al famoso Gattamelata fu al soldo 
della Repubblica Veneta, la quale volle premi- 
rare i servigi col dono della contea di Valma- 
rino nel Trivigiano. — Nei figli del precedente 
si divise in due rami, F un de' quali restò in Ba- 
gnacavallo, e F altro si stabilì in Venezia. Il pri- 
mo fu in possesso di Castel Arquato, Castelnuovo 
e Saliceto, e si spense verso la fine del XVIII 
secolo. — Arma: Di rosso, a tre bande d'argen- 
to, caricate di nove scorpioni di nero, disposti 3, 
3 e 3; col capo del secondo, caricato di tre trec- 
cie di rosso ordinate in fascia. — Cimiero: Un 
destrocherio armato impugnante una spada col 
Motto: Impavidum ferient. 

BRANDOLINI di Venezia. — Originaria di 
Bagnacavallo, fu trapiantata in Venezia da un 
Brandolino, e fu ascritta a quel patriziato nel 
1686. — Ebbe in feudo Valmarino e la Gastaldia 
di Solighetto, e nel 1818 ottenne con sovrana 
risoluzione la conferma della nobiltà. — Arma : 
Eguale alla precedente. 

BRANDOLINI di Ferrara. — È del medesimo 
stipite delle precedenti. — Stabiliti in Ferrara, 
i Brandolini furono accettissimi ai Principi E- 
stensi. Un Brandolino fu capitano generale, ebbe 
in dono lo stato di Zumelle e fu creato Conte. 
Lippo, dottissimo nelle scienze e poeta elegante, 
fu celebrato da tutti gli scrittori del suo tempo. 
— Arma: Uguale alla precedente. 

BRANDOLINI di Firenze. — Originari an- 
ch' essi di Bagnacavallo, dettero alla Repubblica 
un gonfaloniere e undici priori. — Si estinsero 
nel 1657 nel Cav. Girolamo di Alessandro. — - 
Arma: D' oro, a tre corone di foglie di verde. 

BBANDOLINO di Napoli, — Arma: Di rosso, 
al cane passante d'argento, collarinato d'oro. 

BRANZI-LOSCHI di Vicenza. — Arma an- 
tica: D'oro pieno; col capo di rosso, caricato di 
tre gigli d'argento. — Arma moderna: D'oro alla 
fasci;* di rosso, caricato di tre gigli d'argento, e 



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accompaganta in capo da un'aquila di nero, sor- 
montata da una corona imperiale. 

BRASAVOLA di Ferrara. — È un ramo dei 
Conti di Harlemond, ovvero Straten, stabilito in 
Ferrara nel 11 85 da un Wilbrando. — Alberico fu 
governatore di Ancona ; Donato dell' Ordine dei 
Minori di S. Francesco, fu inscritto nel catalogo 
dei Beati; Alfonso nel 1600 fu ascritto alle 82 
famiglie del Consiglio Contumvirale; Ireneo Ve- 
scovo di Castro nel 1617. (Estinta in principio 
del secolo XVIII). — Arma: D' azzurro, ad una 
fiamma di rosso movente dalla punta, sormontata 
da una colomba volante d'argento, con un ramo 
di olivo nel becco, accompagnata in capo da tre 
gigli d'oro ordinati in fascia. 

BRASCA di Milano. — Divisa in due rami: 
il 1.° che si estinse nel 1764, diede alla patria 
Matroniano e Tommaso che furono dei XII di 
Provvisione nel XV e XVI secolo; Santo che fon- 
dò il luogo pio del Dio Padre, ed Erasmo cele- 
bre consigliere di Carlo V, ambasciatore a molte 
Corti, prefetto di Trieste e cavaliere aurato. — 
Il 2.o, estinto da pochi anni, ebbe parecchi de- 
curioni, dottori di Collegio ed un giudice delle 
strade, ed aggiunse per eredità al proprio i cognomi 
Visconti e Daverio. — Amia: Inquartato; nel 1.» 
d'azzurro, al sole d'oro posto noli' angolo destro 
del capo; nel 2.° spaccato; d'oro, all'aquila di ne- 
ro sopra un fasciato di rosso e di azzurro; nel 
3.° dei Visconti; nel 4.° d' azzurro, alla fenice 
d'argento sulla sua immortalità di rosso. 

BRASCHI di Cesena. — Duo famiglie di que- 
sto nome, nobili ambedue, ma distinte l'una dal- 
l'altra, anno fiorito in Cesena da tempo anteriore 
al XVII socolo. Dal luogo di loro abitazione si 
dissero, l'una dei Serri, I' altra delle Tavernelle. 

— Quest'ultima originaria di Rimini, aveva avuto 
in Cesena umili principii esercitandovi l'arte della 
tintoria e del fabbro-ferraio. .Ma in poco tempo 
seppe levarsi in cosi alta posiziono, che nel 1721 
meritò di essere ascritta alla nobiltà cesenate. — 
Appartenne a questa casa Monsignor Giambatti- 
sta vescovo di Sarsina, poi Arciv. di Nisibi, uo- 
mo assai erudito e scrittore di merito, autore di 
alcune opere storiche, filosofiche e religiose. Con 
lui si estinguevano nel 1736 i Braschi delle Ta- 
vernelle, la cui eredità passò nelle famiglie Ma- 
sini o Venturelli. — L'altra famiglia Braschi detta 
dei Serri proveniva da Sarsina, ed a lei appar- 
tiene quel (Jiovan-Angelo che fu prima vescovo 
d'Imola, e quindi pontefice col nome di Pio VI. 

— Con la morte di questo gran papa avvenuta 
nel 1799 estingueva» questa famiglia là cui ere- 
dità, insiem col nome, fu raccolta dal Duca Bra- 
schi Onesti liglio di Giulia sorella del pontefice. 

— Amia: Inquartato; nel f.»o i.« d'oro, all'aquila 
bicipite spiegata di nero, coronata del campo; nel 
2.° e 3.° d' azzurro, alla fuscia d' argento cari- 



cata di tre stelle d'oro e accompagnata da due 
gigli dello stesso posti uno e uno; sopra il tutto 
di rosso al giglio al naturale curvato sotto il 
soffio d' argento di un Borea di carnagione u- 
scente da una nube d' argento; col capo dello 
stesso caricato di tre stelle d'oro. 

BRASCHI di Roma. — È un ramo della prece- 
dente trasferitosi a Roma allorquando Giovan-An- 
gelo fu assunto al pontificato col nome di Pio VI. 

— Romualdo, nato da una sorella del papa per 
nome Giulia, marit. al March. Girolamo Onesti di 
Cesena, fu adottato dal Pontefice insieme al fra- 
tello Luigi. Il primo fu creato Cardinale di S. 
Chiesa, e Luigi ebbe dallo zio il titolo di Duca 
di Nerni, feudo comprato dalla famiglia Fraucipa- 
ne, e fu creato da Carlo IV, insieme a' suoi di- 
scendenti Grande di Spagna. Da lui discende la 
famiglia che fiorisce tutt' ora e che al nome Bra- 
schi porta congiunto quello degli Onesti. (Vedi 
Onesti). — Arma: Eguale alla precedente. 

BRASCO di Vicenza. — Originaria di Arzi- 
gnano, abbandonò quel paese per le gravi di- 
scordie che continuamente aveva con i conti di 
quella terra, e si stabili in Vicenza, al cui nobile 
Consiglio fu ascritto Daniele nel 1305. — Amia: 
D' azzurro, alla zampa di grifo d' argento posta 
in banda. 

BRASILE di Genova. — Arma: D'oro, all'al- 
bero nudrito sulla pianura erbosa, il tutto al na- 
turale, colla fascia di rosso attraversante. 

BRAVI di Padova. — Arma: Partito d'argeuto 
e di rosso, al drago alato di verde, avente due 
piedi, rampante in palo, attraversante sul partito. 

BRAVO di Verona. — Arma: Di rosso, al 
leone d' oro. 

BRAYDA di Napoli. — È originaria della 
Francia, e venuta in Italia coi Principi Normanni 
si fermò in Piemonte dove edificò il castello di 
Brayda (Vedi Braida di Torino). Un ramo stabi- 
litosi nel regno di Napoli, ebbe in Basilicata il 
feudo di Montemilone. Un Guglielmo nel 1237 fu 
Vescovo di Alba; un Giovanni, Vicario del Re 
in Otranto e nelle Calabrie; un Corrado Vice-Re 
in Marsiglia. Ettore I March, di Rapolla, con di- 
ploma del 29 Mag. 1613 ottenne il titolo di mar- 
chese di Soleto in Terra d' Otranto, ed un Etto- 
re li acquistò il ducato di S. Pietro in Galatina. 

— Ebbe il riconoscimento della nobiltà nel Feb- 
braio del 1858. — Arma: D'azzurro, a tre caprioli 
d'argento. — Cimiero: Un irco collarinato d'oro. 

— Motto: DONEC TOTUM IMPLEAT ORDEM. 

BRAZZÀ o BRAZZACCO del Friuli. — Eb- 
bero comune la origine co' signori di Savorgnan, 
possedettero i castelli di Brazzacco e di Cergneu, 
che abbandonarono nel 1430 per stabilirsi in Udi- 
ne di cui ottennero la cittadinanza e furono mem- 
bri del Parlamento Friulano. — Arma: Di nero, 
alla sbarra arcuata d' argento. 



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BRAZZALOTTO di Castelfranco (Veneto). — 
(Estinta nel 1660). — Arma: D'azzurro, al destro- 
cherio vestito d'argento, movente dal fianco sini- 
stro, e impugnante una rosa al naturale. 

BRAZZANO del Friuli. — La famiglia Jona- 
ma, discendente dal nobilissimo sangue degli Or- 
zone, assunse il nome di Brazzano di cui ebbe la 
signoria feudale. — Si estinse poco dopo il 1292 
per morte di Bertramo di Jonamo Jonami. — 
Arma: D'argento, al palo di nero. 

BRAZZOLANI di Venezia. — Arma: D'argen- 
to, a tre fascie ondate d'oro. 

BRAZZOLI di Padova. — Arma: D'azzurro, 
al leone d' oro, tenente fra' suoi denti una spada 
di nero, in banda, la punta al basso, attraversante 
sul corpo del leone. 

BREA di Piemonte. — Ebbero il titolo comi- 
tale di Rivera. — Arma: D'azzurro, a tre fascie 
d'argento, accompagnate da due stelle d'oro, una 
in capo, 1' altra in punta. 

BREBBIA di Milano. — Il capostipite cono- 
sciuto del ramo dei Brebbia conti di Barzago, è 
un Giovanni, del Consiglio generale nel 1447. 
Celebre fu Girolamo tesoriere generale, presidente 
del Magistrato Ordinario e dei 60 Decurioni nel 
1538. (Questo ramo è estinto). — Un altro ramo 
dei Brebbia lasciò i beni ed il nome ad un Ali- 
prando Visconti sul finire del 1500. — Arma: 
Spaccato d' argento e d'azzurro, alla croce di 
rosso, attraversante sul tutto. — Alias: Spaccato 
d'oro e d'azzurro, alla croce di S. Andrea d'ar- 
gento attraversante sullo spaccato, accompagnata 
in capo da una B di nero, ed in punta da tin'R 
dello stesso. — Cimiero: una donna uscente, con 
capelli sparsi, vestita di rosso, posta di profilo, 
mostrante colle due mani un nastro d' argento 
flottante al di sopra della testa col motto: Sopra 

IL TUTTO IDDIO SIA LAUDATO. 

BREDA di Ceneda (Veneto). — Fra i genti- 
luomini di Ceneda che furono inviati ad incon- 
trare l' Imperat. Massimiliano all' Ampezzo, figu- 
rano alcuni di questa famiglia da gran tempo 
estinta. — Arma: D'azzurro, alla fascia cucita 
di rosso caricata della lettera B di nero, ed ac- 
compagnata da due rose d' oro, una in capo ed 
una in punta. 

BREDA di Verona. — Arma: D'argento, al- 
l'aquila di nero, imbeccata e membrata di rosso, 
coronata d' oro. 

BREGANZE (da) di Vicenza. — Anselmo fu 
accettissimo nella Corte dell' Imperatore Arri- 
go III. Ponzio, suo discendente, fu investito nel 
1148 delle decime di Riva, di Fara e di Breganzc. 
Ottennero dall'Impcrator Federigo tutta la riviera 
di Marostiea eoi titolo comitale, ed ebbero in 
feudo il castello di Piovene — Bartolomeo, Vescovo 
della sua patria, fu inscritto nell'albo dei Beati. 
(Estinta). — Arma: Trinciato d'azzurro e d'ar- 



gento, a due gigli dell'uno nell'altro; colla banda 
di rosso attraversante sulla partizione. 

BRENI di Lucca. — Arma: D' azzurro, ad una 
mano di carnagione tenente un morso d'argento. 

BRENNA o BRIENNA di Lecce. — Prese il 
nome da una terra omonima posta in Francia nel 
dipartimento dell' Aube, di cui ebbe la signoria 
con titolo comitale. Fino dal 1308 ottenne il su- 
premo dominio di Atene, convertita dai Latini in 
ducato. Se ne anno memorie in Lecce nel 1201 in 
cui Gualtieri III, Conte di Brenna, fu il primo 
Conte di Lecce. A lui succedette nella contea 
il figlio Gualtiero IV, quindi Ugo che fu primo 
Duca di Atene. Gualtieri V fu morto dai Catalani 
presso il Cefìso nel 1312. Gualtieri VI ultimo conte 
di Lecce, fu luogotenente in Firenze del Duca 
di Calabria. Fondò in Lecce l' antica chiesa di 
S. Croce nel 1355 e morì nel 1356 senza succes- 
sione. — Arma: Cinque punti d'azzurro equipol- 
lenti a quattro di armellino. 

BRENTANO di Lombardia. — È ignoto quan- 
do dalla Gran Brettagna si stabilisse in Italia. 
Le memorie più antiche non risalgono al di là 
del XV secolo, in cui si trova sparsa sulle rive 
del lago di Como e più particolarmente nella Tre- 
mezzina, divisa in moltissimi rami, i quali pre- 
sero diverso nome dai vari loro possedimenti e 
dalle alleanze contratte. Quindi abbiamo i Bren- 
tano-Monticelli, i Brentano-Mezzegra, i Brentano- 
Consolone, i Brentano-Gobbi, i Brentano-Gilar- 
done, i Brentano-Scalini, i Brentano-Cimaroli, i 
Brentano-Gnosso, i Brentano-Riatti, i Brentano- 
Bernarda, i Brentano-Bclgiovini, i Brentano-Toc- 
cia, i Brentano-Serfranz, i Brentano-Semenza, i 
Brentano-Griante, i Brentano-Moretti, ed i Bren- 
tano-Tona. Di tutti questi rami non sopravvivono 
che quelli di Tremezzo, i Gnosso residenti a 
Vienna, i Toccia, e i Cimaroli residenti a Berga- 
mo. — Un Brentano fu Cardinale, e in qualità di 
Commissario Apostolico seguì Cristoforo Colombo 
alle Indie Occidentali. Un ramo dei Brcntano- 
Toccia fu fregiato del titolo di conti feudatari 
d'Isarno, Coltignago, Solagno e Cademonte: un 
Giovan-Pietro Brentano-Monticelli, governatore 
di Como, fu creato conte nel 1750. Del ramo di 
Tremezzo i fratelli Giuseppe, Francesco e Ferdi- 
nando furono creati baroni dell' Impero nel Lu- 
glio del 1787: e nel 1856 il Commcndaterc Gio- 
vanni -Giodoco Brentano-Gnosso fu anch'esso 
fregiato del medesimo titolo. Finalmente della 
linea Cimaroli un Giovan-Francesco fu ricono- 
sciuto nobile e patrizio di Bergamo da S. M. Ap. 
nel 1850. — Arma: Interzato in fascia; nel 1. n 
d'oro, all'aquila dell'impero; nel 2.° d'azzurro, 
alla brenta d'oro, accostata a destra da un leone 
rampante dello stesso e a sinistra da una biscia 
di verde coronata d'oro; nel 3." bandato d'argento 
e di rosso. 



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BRENZONI di Verona. — Sono due famiglie 
dello stesso nome, ma non provenienti dal mede- 
simo ceppo. — La prima, di Nicola figlio di Fran- 
ceschi no, fu aggregata al Nobile Consiglio Vero- 
nese nel 1406, ed uscirono da essa cavalieri, giu- 
dici di Collegio, vicari della Casa dei Mercatanti, 
capitani del Lago e podestà di Peschiera. La 
seconda famiglia venne assai più tardi in Verona, 
e fu ascritta anch' essa al patriziato. — Arma: 
della prima famiglia: Di rosso, a tre bande d'oro; 
col capo cucito del primo caricato di un leone 
illeopardito d'oro. — Arma della seconda famiglia: 
Spaccato; nel 1.» d'azzurro, a tre stelle male or- 
dinate d'oro; nel 2.° partito di rosso e d'oro: colla 
fascia d' argento attraversante sullo spaccato. 

BREOSO di Venezia. — Arma: Scaccato d'oro 
e di rosso. 

BRESCIA di Treviso. — Originaria di Bre- 
scia, della casa dei Conti di Bettigno, e abban- 
donata al tempo delle fazioni la patria, si tra- 
piantò, assumendo il nome di questa, in Treviso. 
Nel 1652 fu ascritta alla Veneta nobiltà, ed un 
Giovan-Battista fu creato Vescovo di Vicenza nel 
1656. — Arma: Spaccato; nel 1.» d'azzurro, al 
monte di tre cime d'argento, sormontato da una 
crocetta patente d'oro; nel 2." d'oro, ad una rosa 
di rosso. 

BRESCIANI di Cremona. — Originaria di 
Brescia, si stabilì in Cremona nel volgersi del 
secolo IX. — Nel 1091 un Leonardo senatore 
della patria, fu dei decurioni, e dopo di lui altri 
16 della sua famiglia conseguirono la stessa digni- 
tà. Bernardino creato Vescovo di Berito nel 1332 
da Clemente VII. — Francesco à illustrato con 
un' opera, ancora inedita, le nobili famiglie cre- 
monesi. — Arma: Inquartato; nel 1.» e 4.° d'ar- 
gento, al B d'azzurro; nel 2.° e 3.» d'azzurro, 
alla stella di otto raggi d'argento. Sopra il tutto 
d'argento, al leone d'azzurro. 

BRESCIANI di Udine e di Gorizia. — Deri- 
vata dall'antica e nobile stirpe dei Pizzamiglio di 
Brescia, si trapiantò nella seconda metà del XV 
secolo nelle contee di Gorizia e di Gradisca dove 
acquistò considerevoli possedimenti, e in ricordo 
della prima patria, quivi adottò il nome di Bre- 
sciani. L'antica nobiltà dei Bresciani fu ricono- 
sciuta e riconfermata nel 1589 dall'Imp. Rodol- 
fo 11. Ferdinando III con diploma del 20 Marzo 
1653 conferiva ai membri di questa casa il titolo 
di cavalieri del S. R. I. e l'Imperatore Giuseppe I 
accordava loro il 21 Giugno 1710 il titolo ere- 
ditario di liberi baroni del S. R. I. e delle Pro- 
vincie ereditarie di Austria: col 14 Gennaio del 
1740 furono inscritti membri ereditari del nobile 
collegio degli Stati di Gorizia; e il 15 Aprile 
1798 furono aggregati alla nobiltà friulana ed 
inscritti nel libro d' oro di Venezia. — Arma: 
D' azzurro, alla torre d' argento piantata sopra 



roccie al naturale, al destrocherio di carnagione 
vestito di rosso e d'oro uscente dal fianco destro 
e tenente una chiave d'argento diretta ad aprire 
la porta della torre. 

BRESOLATI di Castelfranco (Veneto). — 
Chiamavansi dapprima Bresda, e da Mestre si 
trapiantarono in Castelfranco dopo il 1500, e si 
spensero nel 1683. — Arma: D'argento, al palo 
d' oro; colla banda in divisa di rosso attraver- 
sante. 

BRESSA di Venezia. — Originari di Treviso, 
furono aggregati alla veneta nobiltà il 14 Aprile 
del 1652. — Arma: D'oro, alla fascia di verde, 
caricata da una colomba posata d' argento; la 
colomba accostata da due rose di rosso. 

BRESSANI del Piemonte. — Furono signori 
di Carrù. — Arma: D'azzurro, alla banda d'ar- 
gento bordata d'oro. 

BRESSI di Milano. — Arma: D'oro, alla fascia 
d'azzurro, caricata di tre stelle d'otto raggi del 
campo, ed accompagnata in capo da un'aquila di 
nero, ed in punta da un drago alato a due zampe 
di verde, crestato e barbato di rosso. — Cimie- 
ro: un'aquila nascente di nero. 

BREVEI di Genova. — Originaria dal Poggio 
di Belvedere, posto nella villa di Promontorio 
sopra S. Pier d' t Arena, ottenne la cittadinanza 
genovese nel 1445. Lodisio Consigliere nel H99 
e 1501, anziano nel 1502. — Ascritta nei Fieschi 
nel 1528. — Arma: D'azzurro, alla banda d'oro, 
accostata, a sinistra, in capo, da una stella di 
sei raggi d' oro, a destra, in punta, da un cre- 
scente rivolto d' argento. 

BREVIA di Verona. — Arma: D'azzurro, a 
due branche di leone d' oro, unghiate di rosso, 
passate in croce di S. Andrea, cogli artigli in 
alto; col capo d'oro, caricato di un'aquila di nero, 
beccata e membrata di rosso. 

BREZZI di Milano. — Giulio-Cesare arricchì 
colla ferma del sale dello Stato di Milano verso 
il 1625. — Fabricio suo liglio fu cancelliere del 
senato, e Giulio-Cesare di Fabricio fu podestà di 
Novara. — Arma? 

BRIANDATA o BIANDRATE di Genova. — 
Originaria da Biandrate in Lombardia, e ascritta 
nei Giustiniani nel 1528. — Arma: Di rosso, a 
tre bande d'oro. 

BRIANI di Venezia. — Arma: Trinciato d'ar- 
gento e di verde, al ramo dello stesso, fruttifero 
di un sol pezzo di rosso, posto nel primo. 

BRICCl di Venezia. — Arma: Losangato d'ar- 
gento e d'azzurro. — Alias: Losangato d'azzur- 
ro e d' argento. 

BRICCHI di Cagli. — Arma: Di rosso, al 
leone d' argento, rampante contro una palma di 
verde, il tutto sostenuto da un monte di tre 
cime del secondo, movente dalla punta. 

BRICHIERI di Finale (Liguria). — La città 



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di Final Borgo, posta sulla riviera genovese di ! 
Ponente, è la culla della famiglia Brichieri ascritta 
fra le nobili prima del 1400. L'imperatore Carlo 
V con diploma del 18 Giugno 1530 riconosceva 
nobile e costituiva tale del S. R. I. un Giorgio 
Brichieri. — Ebbero in patria grande autorità, 
e sostennero le primarie cariche. Un Sebastiano 
andò a stabilirsi a Genova, e fu il capostipite di 
una linea nobile, estinta dopo due secoli; un Bar- 
tolomeo andò nelle Fiandre, e a Bruxelles originò 
un'altra linea. — Arma: D'azzurro, al leone d'oro, 
sostenuto da un monte di tre cime al naturale, 
movente dalla punta, e sormontato in capo da 
tre stelle d'oro male ordinate e sinistrate da un 
sole dello stesso. 

BRICHERI di Firenze. — È un ramo della 
precedente, di cui fu capostipite un Giorgio II. 
Giovan-Bernardo nel 1746 fu nominato Presid. 
del buon governo. Fu valente giureconsulto, e 
lasciò molte pregiate opere, Giovan-Domenico 
Segretario di Stato del Granduca di Toscana. 
Vestirono per giustizia l' abito dei cavalieri di 
S. Stefano, e nel 1779 furono ascritti alla no- 
biltà e patriziato di Firenze. — Arma: Uguale 
alla precedente. 

BR1GANDÌ di Messina. — Ha posseduto un 
feudo che dal suo nome si disse Brigandì ed à 
avuto cavalieri gerosolimitani, senatori, giudici, ed 
un governator dei nobili Bianchi. — Un ramo si 
estinse nel secolo XVIII. Quello baronale finì nel 
secolo XVII. Altro ramo passò in Palermo. — 
Arma: D'azzurro, al leone coronato d' oro, attra- 
versato dalla sbarra di rosso, accompagnato nella 
punta da una rosa d'argento. 

BR1GIA di Brescia. — Arma: D'azzurro, alla 
torre d' argento, sormontata da tre stelle d' oro. 

BRIGI di Pesaro (Estinta). — Arma: Spacca- 
to; nel 1.o d'azzurro, all' aquila di nero; nel 2.° 
d' oro pieno. 

BRIGNALI di Genova. — Arma: D'oro, alla 
fascia d' azzurro accompagnata da tre stelle di 
sei raggi di rosso, 2 e 1, cou un prugno al na- 
turale movente dalla fascia, ed innalzanlesi fra 
le stelle superiori. 

BRIGNOLE di Genova. — È antichissima nella 
riviera orientale di Genova, e si ànno memorie di 
essa che risalgono al sec. XIII. Francesco d'Anto- 
nio, di Rapallo, nel 1453 prese dimora e cittadi- 
nanza in Genova, ed entrò nella fazione guelfa 
per ottenere le dignità dello Stato. — Ha dato 
quattro dogi alla Repubblica: Giovan Francesco 
Seniore nel 1635, quindi Giovan-Francesco Giu- 
niore nel 1746, poi Rodolfo nel 1762, e Giacomo- 
Maria nel 1779. — Arma: D'azzurro, all'albero 
di prugna abbracciato da un leone di rosso coro- 
nato d' oro. 

BR1GNOLE-SALE di Genova. — È un ramo 
della precedente, fregiato del titolo marchionale. 



I Antonio, March, di Gropoli fu ambasciatore della 
Repubblica a Vienna nel 1814. — Arma: Inquar- 
tato: nel 1.o scaccato d' azzurro e d'oro; nel 2° 
d'argento, all'albero di verde, terrazzato dello 
stesso; nel 3.° d'oro, al leone di rosso, tenente 
colle branche anteriori una croce latina dello 
stesso; nel 4.« d'oro, a tre pali di nero. 

BRIGNONE del Piemonte. — Ebbero il titolo 
comitale di Costigliole. — Arma: D'azzurro, alla 
banda doppio-addentellata di argento, caricata di 
tre stelle di rosso. — Cimiero : Una stella d'oro. 

— Motto: URI DEUS IDI LUX VERA. 

BRIOSI, BRIOSO o BRIOSSO di Padova e di 
Venezia. — Divisa in due rami, uno fu ascritto 
al Consiglio nobile di Padova nel 1081, e Panta- 
leone nel 1086 fu uno dei Consoli di questa cit- 
tà. — Luigi fu benemerito della patria, riconci- 
liando la Repubblica col Papa l'anno 960. (Estin- 
ta nel 1281). — Arma: Scaccato d' argento e di 
rosso. — Alias: Scaccato d'oro e di rosso. — 
Alias: Di rosso, alla banda d'oro, combinata con 
una losanga dello stesso messa in sbarra, nel cen- 
tro della banda, senza linee di divisione. 

BRILLANDI di Toscana. — Arma : D'azzur- 
ro, alla cometa d' oro. 

BRIOSCHI di Milano. — Originaria dalla 
Brianza, dove avvi un villaggio chiamato Briosco, 
fu compresa nella matricola del 1277. — Diede 
al Collegio di Milano parecchi Notai. (Estinta). — 
Arma: D'argento, a tre bande di rosso; col capo 
d'oro, all'aquila di nero spiegata e coronata del 
campo. 

BRISCI di Cesena. — Da Bibbiena sua patria 
emigrava in Cesena nel 1574 Cristoforo Brisci 
medico, filosofo, astronomo valentissimo. — Da 
lui discesero un Giambattista dottore, archeologo 
assai erudito delle cose della sua patria; un An- 
gelo Domenicano inquisitore del S. Uffizio di Mo- 
dena assai stimato da Clemente Vili, ed un Ce- 
sare che nel 1598 pubblicava in Ferrara una re- 
lazione sulla città di Cesena che riscuoteva l'ap- 
provazione e le lodi d-;l summenzionato pontefice. 

— Estinta sul cadere del XVII secolo, e la sua 
eredità passò alla casa Braschi delle Tavernellc. 

— Arma: D'azzurro, alla colonna d'argento, mo- 
vente dalla punta, accollata da un serpe di verde 
avente in bocca un cartello, ed accompagnata in 
capo da tre stelle d' oro. 

BRISSIA di Treviso, vedi Bettignoli. 
BRISTOLANI di Venezia. — Arma: Di verde 
a due fascie increspate d'oro. 

BR1TONIS d'Aosta. — Arma: D'oro, al ca- 
priolo di nero, accompagnato da tre moscaturc 
d' armcllino dello stesso. 

BRUTI di Verona. — Arma: Partito; nel I .• 
d'oro, alla mezz'aquila di nero, coronata del 
campo, movente dalla partizione ; nel 2.° d'azzurro 
ad una mezza torre di rosso, aperta e finestrata 



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di nero, movente dalla partizione. — Cimiero: 
Una testa e collo di aquila di nero. 

BR1TTONI o BERTONI di Treviso. — Ar- 
ma: Di rosso, al cavallo galoppante d'argento, 
origliato del campo. 

BR1VIO di Milano. — Originaria della Ger- 
mania, e stabilita in Milano al tempo dell' Impe- 
ratore Rodolfo L — Giacomo console di giusti- 
zia uel 4 286, e Franchino, decurione, compilò 
nel 4 340 i patrii statuti. Paolino fu podestà di 
Pisa, e Dionigi cavaliere senatore dell' Impera- 
tile Carlo V e governatore di Carmagnuola. — 
Sforza, uno dei LX decurioni perpetui, fu com- 
missario generale degli eserciti di Lombardia e 
Piemonte. Cesare ottenne il titolo di marchese 
sopra il feudo di Casalmajocco, e un Giovanni- 
Barnaba fu Vescovo di Cremona. Giacomo dall'im- 
peratore Giuseppe 1 fu fatto conte di Brochles 
e acquistò nel 1713 il feudo di Montevecchia. — 
— Arma: Imquartato : nel l.° e 4.° di rosso, al 
sasso al naturale, sostenuto da una mano di car- 
nagione, cinta al polso da un nastro d' argento, 
col motto: alzo pest di nero; nel 2.° e 3.° di 
rosso, al pomo di pino d' oro, legato da un na- 
stro d'argento col motto: vou got di nero; sul 
tutto d'azzurro, a due zampe di leone passate 
in croce di S. Andrea d'oro; col capo dello stesso, 
caricato dell'aquila spiegata e coronata di nero. 

BR1ZI di Toscana. — Arma: D'azzurro, alla 
fascia d' oro, caricata di una lima d'argento. 

BRIZI del Piemonte. — Di origine irlandese, 
si stabilirono in Asti al tempo delle Crociate. 
Divisi in molti rami e sparsi in varie terre, si 
denominarono in gran parte dai loro feudi. E 
quindi abbiamo i Brizi consignori, e poi signori 
di Salmor e Yillameirana, i Brizi-Falletti conti 



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del Castellazzo, baroni della Loggia; i Brizi di 
Alba e di Asti, conti di Torre d' Assone, mar- 
chesi di Novello; i Brizi di Brà ; i Brizi di Piaz- 
za, e finalmente i Brizi di Cherasco Conti della 
Veglia. — Giacomo Vescovo di Aquino nel 1420, 
poi di Spoleto, e in ultimo di Carpentras; Fr. Paolo 
nel 1643 Vescovo di Alba e scrittore eruditissi- 
mo degli Annali Ecclesiastici Piemontesi. — Ar- 
ma: Imquartato di nero e di rosso. — Alias: In- 
quartato d'argento e di rosso. — Cimiero: La 
figura della fortuna. — Alotto: jn alteritra for- 
tuna. 

BRIZZI di Siena. — Furono dei gentiluomi- 
ni, risieduti nel 1356. — Aldello Protonotario 
Apostolico dei Partecipanti di Leone X. — Arma: 
D' argento, al leone di nero tenente colla branca 
sinistra un lambello di quattro pendenti di rosso, 
posto in fascia. 

BROCCA o BROCCO di Como e di Cannotto. 
— Arma: Di rosso, ad una pianta di bruchi di 
venie, terrazzata dello stesso; col capo d'oro, al- 
l' aquila di nero. 



BROCCARDI di Bologna. — Arma : Di ros- 
so, a tre spighe di miglio d'oro riunite in uno 
stelo movente dalla punta. 

BROCCARDI di Genova. — Arma: D'azzurro, 
a tre mastii, ciascuno fortificato da due torri, il 
tutto merlato, d'argento, 2 e 1. 

BROCCARDI o BRODENIGHI di Venezia. — 
Arma: Spaccato; nel 1.» partito d'oro e d'az- 
zurro; nel 2.» d'argento pieno; colla fascia di 
rosso, caricata di tre bonetti accuminati d'oro, 
attraversante sulla spaccatura. 

BROCCARDO di Sicilia. — Originaria di Vol- 
terra, fu trapiantata in Mazzara dal Cavaliere 
Antonio, signore della villa Broccardo. — Arma : 
D'oro, alla fascia d< rosso, accompagnata in punta 
da un capriolo e da tre rose dello stesso, situate 
2 e 4; ed in capo da tre gigli d'azzurro ordinati 
in fascia. 

BROCCOLELLI di Xarni (Umbria). — La 
Beata Lucia da Narni Domenicana appartiene a 
questa nobile famiglia, che vanta pure illustri 
personaggi, fra' quali Tommaso podestà di Narni 
nel 1384. Estinta). — Arma? 

BROCHIERI di Milano. — Arma: Spaccato: 
nel I." d'oro, all'aquila di nero; nel 2. n di rosso, 
ad uno scudo ovale d'argento, attraversante so- 
pra una spada dello stesso impugnata d' oro, colla 
punta al basso. 

BRODENIGHI di Vernai*, vedi Broccardi. 
BROGIONI di Siena. — Furono del Monte 
del Popolo; risieduti nel 1461. — Arma: Di ros- 
so, al capriolo cucito d' azzurro caricato di tre 
torte d' oro, ed accompagnato da tre stelle di sei 
raggi d'argento, due in capo ed una in punta; 
col capo d'oro, all'aquila di nero. 

BROGLI di Bologna. — Arma : Spaccato; nel 
4.» d'azzurro, ad una faccia di putto posta sul 
cantone sinistro del capo e soffiante contro nu- 
vole adunate nel fianco destro, il tutto al natu- 
rale; nel 2.» d'oro, al capriolo di rosso attraver- 
sante sulla partizione. 

BROGLIA di Chieri. — Apparteneva all'Al- 
bergo dei Gribaldi, o Gribaldeniihi, uno dei sette 
dominatori o fondatori di quella repubblica, e 
perciò ne porta sempre il nome unito al proprio, 
qual nome collaterale discendente dal più antico 
stipite. È divisa in tre rami principali: il 1.° fio- 
risce nella città di Evian, da cui uscirono vari 
magistrati ed un Arcivescovo di Vienna in Fran- 
cia nel 1568; il 2 ° stabilitosi in Francia ebbe 
il titolo di Principe del S. R. Impero : il 3.° ri- 
masto in Piemonte, dette personaggi distinti alle 
gerarchie ecclesiastica e militare. Ottaviano vescovo 
di Penne nell' Abruzzo nel 1236; Raimondo, Ar- 
ci v. di Cesarea e Cardinale nel 4 241. — Un Cec- 
colo, o Cecchino fu signore di Assisi e di Peru- 
rugia, ed il suo nome è fra i più illustri risto- 
ratori della milizia italiana. Fu allo stipendio dei 



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Visconti (li Milano. Bonifacio IX, mosso dal va- 
lore di lui, lo chiamò a Roma creandolo gonfa- 
loniere e generale delle armate pontificie. Anche 
i Fiorentini lo elessero per loro capitano. Morì 
nel 1100. — Un Carlo fu per venticinque anni 
Arciv. di Torino; Ottavio Vescovo d'Asti nel 
1624; Michel-Angelo, Abate di S. Maria di Pi- 
nerolo, Arciv. di Vercelli nel 1563. — Un Fran- 
cesco-Maria, conte di Revello, fu capo-stipite della 
famiglia ducale dei Broglia di Francia. — Arma: 
D'oro,. alla croce di S. Andrea ancorata d'azzur- 
ro. — Cimiero: Un cigno al naturale, nascente, 
beccato d' oro, caricato nel petto di una croce 
di S. Andrea come nel campo, con una piccola 
bandiera di rosso movente in palo dal mezzo della 
croce. — Motto: pour l'avenib. 

BROGLIO di Milano. — Furono ascritti alla 
nobiltà il 31 Gennaio del 1834. — Arma: In- 
terzato in fascia; nel 1.» d' oro, all' aquila di co- 
lor brunastro; nel 2.° inquartato in croce di 
S. Andrea di rosso e d' azzurro ; ciascun quarto 
d'azzurro caricato di un giglio d'argento; nel 3° 
palato di rosso e d'oro: — Cimiero: Tre penne 
di struzzo, una d' argento fra due d' azzurro. — 

Motto: INTEGRIATE ET MERITO. 

BROGNOLI o BRUGNOLI di Verona. — Ar- 
ma : D' azzurro, ad un albero di verde fustato di 
rosso, piantato in una secchia d' oro, cherchiata 
di nero; il tutto ac